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CENSIS – No all’estinzione nei campi. 1 su 4 è giovane. Oltre duecentomila giovani nella raccolta estive da frutta e vendemmia (17-05-2011)

17 Maggio 2011
CENSIS – No all’estinzione nei campi. 1 su 4 è giovane. Oltre duecentomila giovani nella raccolta estive da frutta e vendemmia (17-05-2011)

Oltre duecentomila giovani nella raccolta estive da frutta e vendemmia

In controtendenza rispetto all’andamento generale torna ad aumentare l’occupazione nelle campagne dove è giovane addirittura un lavoratore dipendente su quattro e si registra il piu’ elevato tasso di crescita nel 2010. E’ quanto è emerso da una analisi di Coldiretti Giovani impresa resa nota in occasione dell’Assemblea, con quasi duemila giovani imprenditori agricoli under 30. Per un numero crescente di giovani il lavoro nei campi è diventato – sottolinea la Coldiretti la Coldiretti – una valida alternativa alla disoccupazione sia per chi vuole fare impresa che per chi vuole trovare semplicemente una occupazione per l’estate durante la quale si stima che ci saranno nelle campagne almeno duecentomila giovani impegnati. Dopo anni si registra un ritorno al lavoro nei campi legato soprattutto alle campagne di raccolta di frutta, verdura e la vendemmia che riguarda anche studenti e giovani sotto i 40 anni. Nel 2010 si è verificato un aumento degli occupati in agricoltura dell’1,9 per cento a fronte del calo generale dello 0,7 per cento. Sono 891mila gli occupati agricoli in Italia nel 2010 dei quali 462mila indipendenti (+0,6 per cento) e 429mila dipendenti (+3,3 per cento) che fanno registrare il record della crescita tra tutte le attività produttive, secondo la Coldiretti che associa il maggior numero di imprese che assumono manodopera. Nei campi – precisa la Coldiretti – la crescita dell’occupazione riguarda sia le regioni del nord (+3,1 per cento) che quelle del sud (+2 per cento) mentre in flessione sono quelle del centro (-1,5 per cento). Secondo le analisi di Giovani Impresa Coldiretti, a crescere sarà la domanda di livelli più elevati di professionalità con particolare riguardo a figure specializzate in grado di seguire lo sviluppo di specifiche coltivazioni, la conduzione di macchinari o la gestione di attività che oggi si sono integrate con quella agricola all’interno dell’ azienda:  dalla vendita diretta dei prodotti tipici alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in vino, delle olive in olio ma anche pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici. Le difficoltà di reperimento di manodopera – continua la Coldiretti – si registrano infatti per figure professionali tradizionali che vanno dal trattorista al taglialegna fino al potatore, ma anche per quelle innovative all’interno dell’impresa agricola come l’addetto alla vendita diretta di prodotti tipici, alla macellazione, alla vinificazione o alla produzione di yogurt e formaggi. In agricoltura “Ad offrire maggiori opportunità di lavoro ai giovani sono proprio le imprese condotte da giovani che meglio degli altri riconoscono il valore aggiunto che sanno offrire” conclude Vittorio Sangiorgio Delegato Nazionale Giovani Impresa della Coldiretti.