Con lo scoccare della mezzanotte saliranno a ottanta milioni le bottiglie di spumante Made in Italy stappate durante le festività. E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che il brindisi con bottiglie nazionali è preferito in Italia in ben il 98 per cento dei casi. Nel 2010 l’Italia – sottolinea la Coldiretti – ha conquistato il titolo di primo produttore mondiale di vini frizzanti con un totale di 380 milioni di bottiglie prodotte superiore ai 370 milioni della Francia. Si stima che quasi – continua la Coldiretti – quattro bottiglie di spumante italiano su dieci vengano stappate in occasione delle festività di Natale per un totale di circa 150 milioni di bottiglie delle quali 80 milioni in Italia e 70 milioni all’estero. Un risultato – sostiene la Coldiretti – che consente all’Italia con lo spumante di battere la Francia con lo champagne anche nei brindisi di fine anno.
Lo spumante è una presenza irrinunciabile del cenone di Capodanno per il quale gli italiani spenderanno a tavola circa 2,7 miliardi di euro nelle case o fuori nei ristoranti, negli agriturismi e nei locali appositamente allestiti, secondo una stima della Coldiretti. Nonostante la forte variabilità di spesa tra quanti hanno deciso di trascorrere la notte piu’ lunga dell’anno tra le mura domestiche e quanti hanno preferito rinunciare a cucinare, a farla da padrone in tutte le tavole – sottolinea la Coldiretti – sono, insieme allo spumante, i piatti della tradizione con circa 5 milioni di chili tra cotechini e gli zamponi serviti con oltre un milione di chili di lenticchie chiamate a "portar fortuna". Se – continua la Coldiretti – particolarmente ricercate sono quelle Castelluccio di Norcia IGP ma anche quelle inserite nell’elenco delle specialità tradizionali nazionali come le lenticchie di S.Stefano di Sessano (Abruzzo), di Valle agricola (Campania), di Onano, Rascino e Ventotene (Lazio), molisane (Molise), di Villalba e Ustica (Sicilia) o le altre umbre.
Se in Emilia Romagna la festa è accompagnata dagli immancabili tortellini, nelle tavole della Lombardia vincono i risotti mentre in Piemonte sono gli agnolotti a farla da padrone e gli spaghetti – sottolinea la Coldiretti – sono i più gettonati in tutto il Mezzogiorno, tranne in Sardegna dove è il momento dei classici gnocchetti. Da segnalare il ritorno della polenta, considerato un piatto povero ed economico anche se il costo varia di molto a seconda dei prodotti che l’accompagnano: carne al sugo, con formaggi, funghi e verdure , cacciagione ma in Veneto è molto diffusa per Capodanno la polenta e baccalà.
Particolarmente gettonati anche gli agriturismo dove in molti trascorreranno la notte piu’ lunga dell’anno. L’aumento è soprattutto dei giovani che scelgono la tranquillità delle campagne facendosi tentare dalle golosità gastronomiche tradizionali presenti sulle tavole imbandite degli agriturismi, senza farsi sconvolgere dalle chiassose feste in piazza e dalle lunghe serate delle discoteche. La riscoperta della natura e del cibo genuino, ma soprattutto della voglia di stare insieme per comunicare, che il silenzio della campagna a tavola certamente favorisce, sembrano essere dunque – sostiene la Coldiretti – apprezzati anche dalle giovani generazioni che spesso in piccoli gruppi di amici scelgono gli agriturismo, che hanno adeguato la propria offerta alle nuove esigenze. A incoraggiare le presenze è anche – conclude la Coldiretti – la sostanziale stabilità dei prezzi per i cenoni che la maggior parte delle aziende ha mantenuti invariati rispetto allo scorso anno.