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Agricoltura e occupazione: antichi e nuovi mestieri

18 giugno 2013
Agricoltura e occupazione: antichi e nuovi mestieri

?Pecoraro Scanio: centinaia di migliaia di posti di lavoro dai nuovi mestieri agricoli.

Un dato rivoluzionario dal rapporto della fondazione UniVerde e IPR Marketing presentato oggi con la Coldiretti: il 40% degli italiani consiglierebbe ai propri figli di lavorare in agricoltura".

Si è tenuto oggi a Roma al centro congressi Palazzo Rospigliosi, storica sede della Coldiretti, (via XXIV Maggio 43), il convegno:
Agricoltura e occupazione: antichi e nuovi mestieri.

Organizzato dalla Fondazione UniVerde in collaborazione con IPR Marketing e la Coldiretti.

In occasione del convegno è stato presentato il terzo Rapporto “Gli italiani e l’agricoltura” con un focus su “Agricoltura multifunzionale e Green Economy”.
Sono intervenuti al convegno: Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente Fondazione UniVerde), Sergio Marini (Presidente Nazionale Coldiretti),  Antonio Noto (Direttore IPR Marketing), Domenico De Masi (Sociologo) e Patrizia Marini (Presidente Rete Nazionale degli Istituti Agrari).

I dati emersi del terzo rapporto, presentato da Corrado Abbate (Dirigente Ricerca dell’ISTAT), confermano la critica (oltre il 70 %) per la  scarsa attenzione delle Istituzioni verso il  mondo agricolo ma anche la forte fiducia dei cittadini nella genuinità (61%) e nel sapore (64%) dei prodotti italiani.

Per l’ex Ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio “è stato un vero piacere constatare la netta crescita di consensi alla domanda "consiglierebbe a suo figlio di fare l’agricoltore?" poiché, in un anno, i “SI” sono passati dal 27% a ben il 40%, un chiaro segno di inversione di tendenza dell’opinione pubblica evidentemente legata ai dati sull’occupazione che registrano, ormai da vari trimestri, una crescita di nuovi posti di lavoro e nuove imprese solo nel settore agricolo”.

“Si rafforza – ha continuato il Presidente della Fondazione UniVerde – la già stragrande maggioranza di chi ritiene positivo per l’ambiente il ruolo degli agricoltori  (dal 79% del 2012 all’85% degli intervistati nel 2013) soprattutto per il grande lavoro, da essi svolto, per la tutela della tradizione (per il 32% degli intervistati), nel contrastare la mal manutenzione e promuovere il recupero dei territori (28%), per il contrasto alla cementificazione (11%) e per la capacità di creare nuova occupazione (10%)”.

“Ora più che mai  – ha concluso Pecoraro Scanio – il Governo non può e non deve distrarre risorse che potrebbero essere destinate al sostegno di un settore che è, insieme al turismo, volano per l’economia dell’Italia e che può creare centinaia di migliaia di posti di lavoro grazie ai nuovi mestieri agricoli.

“L’occupazione giovanile cresce solo in agricoltura che fa segnare un aumento del 9 per cento nelle assunzioni di giovani under 35 anni  nel primo trimestre del 2013, nonostante gli effetti negativi sulle coltivazioni provocati dal maltempo e i segnali depressivi sui consumi che hanno interessato anche l’agroalimentare” ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “la crescita di opportunità nel settore agricolo è resa evidente dal boom del 29 per cento delle iscrizioni negli istituti professionali agricoli e del 13 per cento negli istituti tecnici di agraria, agroalimentare ed agroindustria, secondo una analisi della Coldiretti sui dati relativi alle iscrizioni al primo anno delle scuole secondarie di II grado statali e paritarie per l’anno scolastico 2012/2013 divulgati dal Ministero dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Per Antonio Noto (Direttore di IPR Marketing) “alcuni dati, oltre quelli già citati, danno un segnale molto positivo per l’agricoltura.  Il balzo in avanti per gli acquisti nei “Farmer’s Market” (dal 34% al 49%), il plebiscitario gradimento per le fattorie didattiche (gradite dal 94% degli intervistati) e la crescente contrarietà all’utilizzo di Ogm in agricoltura (dal 62 % del 2012 al 76 % del 2013) sono una prova tangibile che il comparto si sta muovendo nella giusta direzione”.
 
Particolare attenzione rivestono anche i dati emersi dal focus di quest’anno sul tema “Agricoltura multifunzionale e Green Economy” dedicato quest’anno al “connubio” tra agricoltura e turismo.

Purtroppo il 36% degli intervistati quest’anno rinuncerà alle vacanze e del 64% che invece non intende rinunciare a qualche giorno di meritato svago, il 32 % sceglierà località più vicine mentre il 25% accorcerà la durata dei soggiorni vacanza. Gli agriturismi e i bed&breakfast crescono nelle percentuali di gradimento (rispettivamente 14 e 17% nel 2013)  anche se l’albergo resta la struttura più scelta per il 27 % degli intervistati.

 

Altro dato interessante riguarda i prodotti tipici che si attestano tra i primi posti della classifica dei  “souvenir” più scelti (26% contro il 7% di cartoline e magliette) e sono la spesa dove meno si taglia insieme alle trattorie (solo un 10 / 11% ) mentre su cinema, discoteche  o alloggio si arriva a tagliare fino al  25 – 33%.

 

Infine, nelle vacanze proprio in campagna, gli agriturismo sono la prima struttura scelta (46%) anche grazie al grande interesse per le attività all’aria aperta come passeggiate e trekking e per la ricerca dei prodotti tipici (69%).

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