Bene il tavolo anti cimice asiatica, conto da 250 mln nei campi

8 agosto 2019
Bene il tavolo anti cimice asiatica, conto da 250 mln nei campi

E’ positivo l’avvio del tavolo interministeriale di crisi per affrontare definitivamente la questione della cimice asiatica che si sta moltiplicando nelle campagne ed in città, causando danni stimati per ora in circa 250 milioni di euro alle produzioni di mele, pere, kiwi, ma anche pesche, ciliegie, albicocche e piante da vivai. Ad affermarlo è il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nell’esprimere soddisfazione per l’annuncio del Ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio della convocazione del tavolo per combattere quella che è una vera e propria emergenza nazionale, dopo le richieste di immediato intervento fatte da Coldiretti sia al tavolo con il premier Giuseppe Conte che a quello del Viminale con il Ministro dell’Interno Matteo Salvini.

“Non possiamo avere tempi ordinari rispetto a emergenze come l’arrivo di specie aliene, ad esempio la cimice asiatica, che invece richiedono provvedimenti rapidi del Ministero dell’Ambiente e controlli sulle merci importate nel nostro Paese” ha aggiunto Prandini nel sottolineare l’esigenza di dare veloce attuazione al nuovo regolamento per l’immissione di specie e popolazioni non autoctone di organismi antagonisti di insetti alieni nel territorio italiani. Si tratta in particolare – spiega la Coldiretti – della possibilità di diffusione nelle campagne della vespa samurai, nemica naturale della cimice asiatica. Una possibilità che deve essere garantita già durante la campagna agricola in corso.

La situazione è particolarmente difficile – denuncia Coldiretti -, soprattutto al Nord. Nel solo Veneto i danni alle produzioni di mele, pere, pesche e kiwi hanno raggiunto la cifra di 100 milioni di euro, di cui quasi 80 nella sola provincia di Verona, ma situazioni drammatiche si registrano un po’ ovunque, dal Friuli Venezia Giulia, dove in alcune zone è andato perso addirittura il 100% del raccolto di pere e mele, al Piemonte, con la provincia di Alessandria tra le più colpite. Gravi problemi anche in Lombardia dove – sottolinea Coldiretti – la cimice ha attaccato le coltivazioni di soia e mais nel Bresciano e di frutta nella provincia di Mantova, ma anche in Emilia Romagna la situazione e gravissima. Sciami di cimici iniziano però ad essere segnalate anche nelle altre regioni italiane.

La “cimice marmorata asiatica” arriva dalla Cina ed è particolarmente pericolosa – sottolinea la Coldiretti – per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. La diffusione improvvisa di questi insetti che non hanno nemici naturali nel nostro paese – spiega la Coldiretti – è favorita dalle alte temperature e dalla loro polifagia, potendosi spostare su numerosi vegetali, coltivati e spontanei. La lotta in campagna per ora può avvenire attraverso protezioni fisiche come le reti a difesa delle colture. Per contrastare la proliferazione dell’insetto alieno è dunque importante proseguire a marcia spedita con la ricerca per interventi a basso impatto ambientale, attività già avviata con importanti centri universitari, come nel caso del Piemonte dove è stato sperimentato l’utilizzo di un piccolo insetto indigeno, l’Anastatus bifasciatus, contro la cimice grazie ad un progetto promosso dalla Fondazione CRC con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università di Torino e Coldiretti Cuneo.

Sotto accusa è il sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo – conclude Coldiretti – che hanno lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Una politica europea troppo permissiva che consente l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati con estenuanti negoziati e dossier che durano anni e che affrontano un prodotto alla volta.

 

 

 

 

 

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