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PASQUA – Carne di agnello in tavola per un italiano su tre. Sarà distribuita anche agli sfollati (11-04-2009)

11 Aprile 2009
PASQUA – Carne di agnello in tavola per un italiano su tre. Sarà distribuita anche agli sfollati (11-04-2009)

Per il tradizionale menu’ di Pasqua si stima che su una tavola su tre venga servita carne di agnello che sarà servita anche nelle tendopoli del terremoto grazie alla collaborazione tra Coldiretti e l’Assessorato all’agricoltura della Regione Abruzzo che ha acquistato 500 agnelli che serviranno per il pranzo pasquale dei 12 mila aquilani. Lo rende noto la C oldiretti nel sottolineare che quest’anno le festività possono anche essere l’occasione per un menu’ solidale che preveda prodotti alimentari abruzzesi, dai formaggi all’olio, dai vini alla carne di agnello. Un aiuto concreto alla ripresa, dopo il terremoto, di una regione d ove – spiega la Coldiretti – un terzo delle imprese si occupa di agricoltura e l’agroalimentare pesa per il 15 per cento sul Pil regionale.

La Pasqua rappresenta un appuntamento determinante per la sopravvivenza dei pastori poiché – sottolinea la Coldiretti – in occasione di questa festività si acquista quasi la metà degli 1,6 chili di carne di agnello che sono in media consumati in un anno da ogni italiano. La carne di agnello viene servita a tavola nelle classiche ricette al forno, arrosto con le patate, al sugo o brodettato, ma le festività pasquali rappresentano anche – precisa la Coldiretti – l’occasione per recuperare i piatti storici della transumanza (in Abruzzo agnello cacio e ova, il molisano agnello sotto il  coppo, nel Lazio l’abbacchio alla scottadito) con l’effetto di consentire la sopravvivenza di un mestiere antico ricco di tradizione che consente la salvaguardia di razze in via di estinzione e vantaggio della biodiversità del territorio. Tuttavia la metà della carne di agnello in vendita durante il periodo pasquale rischia di essere importata soprattutto dai paesi dell’est, all’insaputa dei consumatori e spacciata come made in Italy e per questo la Coldiretti sta conducendo una battaglia per rendere obbligatoria l’indicazione della provenienza in etichetta al pari di quanto accade per la carne bovina e di pollo. Molte specialità – continua la Coldiretti – hanno come ingrediente principale nella maggior parte dei casi i 400 milioni di uova che si prevede gli italiani mangeranno durante la settimana santa, direttamente soprattutto sode a colazione o attraverso dolci, creme e paste a pranzo. Si tratta di un numero superiore di dieci volte a quelle di cioccolato che insieme alle colombe la Coldiretti offre a Pasqua  ai bambini terremotati dell’Abruzzo alle 10.30 presso il proprio campo base, centro Ara, zona industriale di Bazzano, alle porte dell’Aquila.

Nel Lazio la tradizione vuole che si mangi per colazione la Corallina, salame tipico pasquale accompagnata dalla pizza al formaggio, nelle Marche si gusta la Crescia di Pasqua insieme alle uova sode. Per pranzo, invece, in Molise è d’obbligo l’insalata Buona Pasqua con fagiolini, uova sode, pomodori e frutta e per la Toscana la minestra con brodo di gallina e uovo sodo benedetto. Come secondi non può mancare in Puglia il Cutturidd, agnello cotto nel brodo con le erbe tipiche delle Murge e in Trentino le polpettine pasquali con macinato di agnello, prezzemolo, rosmarino, scalogno, sale e pepe. Come dolce, impossibile rinunciare in Campania alla squisita Pastiera napoletana e in Abruzzo ai Fiadoni, calzoni al forno ripieni di formaggio di pecora. Sono questi – precisa la Coldiretti – solo alcuni nomi delle specialità regionali preparate nelle case degli italiani per la Pasqua e destinate spesso a rimanere solo un piacevole ricordo per tutto il restante periodo dell’anno.

E se tra parenti e amici non c’è più chi custodisce e prepara i sapori dell’antica tradizione, una alternativa coerente – sottolinea la Coldiretti – è rappresentata dagli oltre diciottomila agriturismi della campagna italiana, dove più radicate sono le tradizioni alimentari ed è ancora possibile gustare autentiche specialità regionali fatte con ingredienti genuini e ricette uniche del territorio. Saranno secondo l’Associazione agrituristica Terranostra circa un milione i pasti serviti dagli agriturismi durante le vacanze di Pasqua. Ad affollare gli agriturismi per il classico pranzo di Pasqua, preparato nel pieno rispetto delle tradizioni, saranno soprattutto i gruppi familiari, mentre per il giorno di Pasquetta si registrerà – conclude la Coldiretti – il pienone di ragazzi che, sempre più spesso, scelgono l’agriturismo come valida alternativa al solito pic-nic fuori porta.

SAPORI DELLA TRADIZIONE DI PASQUA IN OGNI REGIONE

ABRUZZO: Fiadoni : calzoni al forno ripieni di formaggio di pecora.

BASILICATA : Scarcedda: dolce ripieno di uova sode.

CALABRIA: Cuzzupa: pagnotta dolce la cui dimensione – spiega la Coldiretti – cresce con l’età del membro familiare. Pitte Con Niepita : dolci a forma di mezzaluna da mangiare sia caldi che freddi.

CAMPANIA: Pastiera: capolavoro napoletano con ricotta e grano e buccia d’arancio.

EMILIA ROMAGNA: Dolce Salame: dolce a forma di salame con cioccolato, biscotti, mandorle e cacao.

FRIULI V. GIULIA: Titole: piccole treccine dolci che avvolgono un uovo colorato di rosso. Pan de Fighi: strudel ripieno con fichi secchi tritati, mandorle o nocciole.

LAZIO: Corallina: salame tipico pasquale e pizza al formaggio. Abbacchio: agnello cotto al forno e accompagnato da puntarelle o patate.

LIGURIA : Torta Pasqualina: rustico ripieno di verdura, uova e parmigiano.

LOMBARDIA : Salame di Filzetta: s alame a grana grossa fatto con la parte magra del maiale.

MARCHE: Crescia di Pasqua: p izza al formaggio accompagnata – spiega la Coldiretti – da uova sode, salame e novello.

MOLISE: Insalata Buona Pasqua : insalata ricca con fagiolini, uova sode, pomodori e frutta.

PIEMONTE: Persi al Furn: pesche conservate e cotte al forno ripiene con amaretto.

PUGLIA: Cutturidd: agnello cotto nel brodo con – riferisce la Coldiretti – le erbe tipiche delle Murge. Scarcedda: fazzolettino di pasta sfoglia cosparso di zucchero e confettini colorati.

SARDEGNA : Salame di Tergu: salame di suino nero locale e conservato sotto la cenere.

SICILIA : Torta Pasquale con mandorle e spolverata con zucchero a velo.

TOSCANA: Minestra con brodo di gallina e uovo sodo benedetto, Dolce di Sant’Agata: panettone con l’uvetta.

TRENTINO: Polpettine Pasquali: con macinato di agnello, prezzemolo, rosmarino, scalogno e pepe. Vengono rosolate nell’olio con aceto, vino e brodo e accompagnate da patate fritte.

UMBRIA: Ciaramicola: ciambella guarnita con alkermes e glassata con albume e confetti.

VAL D’AOSTA : Crescia : pizza al formaggio tagliata a fette e gustata insieme al salame.

VENETO: Vovi e Sparasi: uova sode, decorate con erbe di campo, colorate di rosso perché – spiega la Coldiretti – bollite con le bucce di cipolla e asparagi.

Fonte: Elaborazioni Coldiretti