Il governo ungherese ha notificato alla Commissione europea il testo di un disegno di legge con regole più severe per la ristorazione negli asili, nelle scuole e negli ospedali. La normativa vieta determinati tipi di alimenti e prevede un drastico calo delle calorie e dell’assunzione di sale nei pasti destinati ai bambini. Secondo dati forniti dalle autorità sanitarie i due terzi della popolazione in Ungheria è affetta da obesità o è in sovrappeso, mentre l’assunzione di sale è quattro volte superiore a quella raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. I troppi grassi saturi, i grassi trans e il basso consumo di frutta e verdura sarebbero all’origine dell’aumento nella popolazione delle malattie cardiovascolari (ne soffrono il 50% degli ungheresi) e dei tumori maligni (24%).

Proprio per questo l’Ungheria è stata tra i primi paesi al mondo ad introdurre la tassazione degli alimenti non sani. E La tassa sulle bibite gassate e cibi ad alto contenuto di zuccheri sale e grassi introdotta nel 2011 ha prodotto ottimi risultati: I dati hanno infatti mostrato come i consumi degli alimenti malsani si siano ridotti del 25-35% rispetto all’anno precedente l’entrata in vigore dell’imposta. Molte industrie hanno riformulato i loro prodotti per evitare di pagare la tassa, ma i consumi di questi prodotti si sono ridotti anche perché la tassa ha bollato alcuni prodotti come non salutari, e i consumatori hanno fatto la loro scelta. Tuttavia, l’aumento del tasso di obesità infantile triplicato negli ultimi anni ha spinto il governo ungherese a studiare nuove misure. Il disegno di legge notificato alla Commissione prevede che gli operatori di catering dovranno indicare per i pasti destinati alle mense di asili, scuole e ospedali pediatrici dovranno calcolare e pubblicare la quantità di energia, grassi, grassi saturi, carboidrati, zuccheri e sale per i pasti forniti. La nuova normativa stabilisce inoltre la quantità di latte, delle porzioni di verdura e degli alimenti a base di cereali. Gli edulcoranti non potranno più essere utilizzati tranne non per casi di disturbo del metabolismo. Gli operatori del catering dovranno servirsi di dietologi nutrizionisti per pianificare i menù e dovranno conservare per almeno 90 giorni la documentazione relativa ai prodotti somministrati.
Se entro l’8 di aprile la Commissione o gli Stati membri non solleveranno nessuna obiezione la nuova normativa ungherese dovrebbe entrare in vigore entro il prossimo semestre.