Leggere le etichette, conoscere l’origine e scegliere consapevolmente cosa mettere nel carrello: è questo il messaggio dell’allestimento che Coldiretti ha portato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, a Roma, mettendo a confronto alcuni prodotti simbolo della spesa quotidiana, dalla pasta all’olio extravergine di oliva, fino al riso e agli snack.
Il confronto tra prodotti italiani e alimenti d’importazione
Da una parte gli alimenti 100% italiani, che garantiscono tracciabilità, qualità e controlli lungo la filiera; dall’altra prodotti d’importazione, realizzati secondo regole che possono essere meno rigorose e con l’impiego di sostanze vietate in Italia. Questi prodotti rischiano di arrivare sulle tavole delle famiglie senza un’adeguata trasparenza, anche a causa delle manovre di veri e propri trafficanti che mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori.
È il caso del grano canadese coltivato con l’utilizzo del glifosate, molecola considerata da molti studi potenzialmente cancerogena e il cui impiego in pre-raccolta è vietato in Italia.
A mettere a rischio la spesa degli italiani c’è anche l’olio d’oliva straniero di bassa qualità, magari miscelato o addirittura con l’aggiunta di clorofilla, con l’obiettivo di far diventare extravergine un prodotto che non lo è. Oppure il riso asiatico, coltivato con l’uso di sostanze proibite in Europa, oltre che con lo sfruttamento del lavoro minorile.
Origine degli alimenti e codice doganale: i rischi per cittadini e agricoltori
Il confronto richiama anche il pericolo di prodotti stranieri presentati in modo da farli apparire italiani quando non lo sono.
Un esempio è l’inganno del codice doganale che, grazie alla “magia” dell’ultima trasformazione sostanziale, fa diventare Made in Italy un prodotto straniero. In questo modo si mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Secondo Coldiretti, se venisse cancellata questa regola, si potrebbero recuperare 20 miliardi di euro per la filiera agricola.
“La fabbrica dei malati”: l’installazione contro i rischi dei cibi ultraformulati
Proprio il legame tra cibo e salute è al centro dell’installazione “La fabbrica dei malati”, che campeggia all’ingresso del Forum. Una figura di uomo è attraversata da snack, merendine, bibite zuccherate e altri prodotti ultraformulati che gli vengono iniettati attraverso una grande provetta, a simboleggiare l’origine “chimica” di questo tipo di alimenti.
In questo modo Coldiretti vuole richiamare l’attenzione sui rischi legati a un’alimentazione sbagliata e al consumo abituale di questi cibi, rendendo visibile il legame tra ciò che mangiamo ogni giorno e la salute. L’invito ai cittadini è a interrogarsi sulla qualità di quello che portano in tavola e a leggere con attenzione le etichette.
Un messaggio che punta a promuovere scelte di consumo più consapevoli, valorizzando il cibo fresco, genuino e legato alla tradizione agroalimentare italiana, a partire soprattutto dalle giovani generazioni.
Farmcraft, l’educazione alimentare entra nelle scuole
Un apposito allestimento è stato dedicato anche alla presentazione di Farmcraft – Coltiva il tuo mondo, il nuovo progetto di Coldiretti che porta l’educazione alimentare nelle scuole.
Attraverso il mondo di Minecraft, uno dei videogiochi più popolari tra i ragazzi, Coldiretti vuole educare i giovani a una corretta alimentazione e all’attività fisica, accompagnandoli nel passaggio dal virtuale al reale per conoscere e toccare con mano la campagna, le fattorie, i mercati, gli agriturismi e tutto quello che si nasconde dietro al piatto che portano in tavola.