L’86% dei presidi italiani vorrebbe l’inserimento sistematico nelle aule scolastiche delle piante, anche sulla scorta degli ultimi studi scientifici che ne dimostrano gli effetti benefici sulla salute e sulle capacità cognitive degli studenti, abbattendo l’inquinamento e contribuendo ad abbassare le temperature.
È quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Censis diffusa in occasione dell’inaugurazione del IV Congresso Nazionale del Fiore di Coldiretti, al Parco della Musica Giacomo Puccini di Torre del Lago-Viareggio. Una due giorni di confronto tra imprenditori florovivaistici, istituzioni, mondo della ricerca ed esperti per affrontare le sfide di un comparto strategico del Made in Italy, a partire dalla necessità di trasformare il nuovo quadro normativo in maggiore competitività, redditività e opportunità di investimento per le aziende.
Tra i relatori, il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, il presidente della Consulta Florovivaistica della Coldiretti Mario Faro, la coordinatrice Nada Forbici, l’ad di Filiera Italia Luigi Scordamaglia e Beniamino Gioli – Direttore Ibe – Cnr.
Prima dell’inizio dei lavori è stato osservato un minuto di silenzio in memoria di Salvatore Loffreda, direttore della Coldiretti Campania scomparso ieri.
Piante a scuola anche per educare alla sostenibilità
L’indagine effettuata da Coldiretti e Censis tra i dirigenti degli istituti scolastici italiani evidenzia che quasi 9 presidi su 10 sono convinti che la presenza di piante potrebbe diventare anche una opportunità educativa per far conoscere agli studenti i temi dell’agricoltura, della sostenibilità e della tutela dell’ambiente.
Ma il ruolo delle piante è diventato centrale anche per migliorare la qualità dell’aria nelle scuole.
Inquinamento indoor, una criticità per la salute
L’inquinamento negli ambienti chiusi e delle scuole in particolare, con i suoi effetti sulla salute, rappresenta una criticità riconosciuta a livello europeo.
A livello mondiale l’Oms stima 3,2 milioni di morti per inquinamento indoor. Gli effetti vanno dalle malattie allergiche, infiammatorie ed infettive a quelle cardiocircolatorie o respiratorie, aumento del rischio di tumori, stress e disagio psicologico, fino alla morte per intossicazione acuta.
Lo studio Coldiretti-Cnr: piante e qualità dell’aria nelle aule
Lo studio realizzato da Coldiretti e Cnr in diverse scuole italiane è stato appena pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Atmosphere, dedicata alla ricerca scientifica sull’atmosfera, e ha evidenziato il contributo delle piante al miglioramento della qualità dell’aria nelle aule e al benessere degli studenti.
Le rilevazioni, effettuate attraverso centraline installate nelle classi e confrontate con ambienti privi di piante, hanno registrato un assorbimento dell’anidride carbonica pari al 20% nelle prime ore della giornata, che sale fino al 75% con l’aumento della concentrazione di CO?.
Nel corso dello studio è stato inoltre rilevato un miglioramento del 30% delle capacità cognitive. Le piante hanno mostrato anche una capacità di assorbimento delle polveri sottili pari al 15% e di diversi inquinanti presenti negli ambienti chiusi, tra cui formaldeide, xilene e toluene.
Le analisi di laboratorio hanno permesso di individuare specie con differenti capacità di assorbimento, evidenziando l’efficacia della combinazione di più varietà.
Il prossimo passo sarà estendere la ricerca alla componente medica, approfondendo gli effetti della qualità dell’aria sulla salute dei ragazzi, sia dal punto di vista pneumologico sia psicologico. Un percorso che amplia l’impegno sulla salute, dall’alimentazione alla qualità dell’aria che respiriamo.
Le cinque scuole coinvolte nel progetto
Al progetto hanno preso gli istituti scolastici italiani tra cui hanno preso parte e sono stati premiati sul palco: l’Istituto Agrario ITAGR di Firenze, l’Istituto Professionale per i Servizi Enogastronomici e Alberghieri “Aurelio Saffi” di Firenze, la Scuola Secondaria di I grado “Leonardo da Vinci – Orazio Nucula” di Terni, la Scuola Primaria “Dante Alighieri” di Mirandola (Modena) e il Liceo Statale “Piero Gobetti” di Genova, che hanno ricevuto un riconoscimento per la partecipazione all’iniziativa.
Il verde contro il caldo e l’inquinamento
Ma la presenza di piante è determinante anche dal punto di vista climatico. Secondo il Cnr aumentare il verde urbano nelle città potrebbe permettere di abbassare le temperature fino a 3,5 gradi, con effetti benefici sulla salute delle persone e sulla vivibilità dei centri, oltre che sui consumi energetici.
Le piante sono dei grandi condizionatori naturali grazie all’ombreggiatura che creano e alla traspirazione e fotosintesi del fogliame.
Secondo un’analisi Coldiretti, una pianta adulta può assorbire tra i 100 e i 250 grammi di polveri sottili presenti nell’aria, mentre un ettaro di vegetazione riesce a sottrarre fino a 20mila chili di anidride carbonica (CO?) all’anno.
Il valore del florovivaismo italiano
Il florovivaismo italiano rappresenta uno dei comparti di punta dell’agricoltura nazionale, con un valore della produzione che nel 2025 ha superato i 3,5 miliardi di euro, con il vivaismo che vale 1,9 miliardi e la floricoltura 1,6 miliardi.
Il settore vede impegnate circa 19mila imprese su una superficie di 30mila ettari. La regione più rilevante per la produzione florovivaistica complessiva risulta essere la Toscana, con quasi un terzo dell’intero valore nazionale, davanti a Liguria e Sicilia. Seguono Lombardia, Lazio e Campania.