ARTICOLO | Economia, Unione Europea

Ue, Prandini a Commissario Varhelyi: “Serve alleanza strategica europea su etichetta e codice doganale”

30 Aprile 2026
Ue, Prandini a Commissario Varhelyi: “Serve alleanza strategica europea su etichetta e codice doganale”

Serve un’alleanza strategica europea per estendere l’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta a tutti i prodotti alimentari in commercio nell’Unione Europea e riformare l’attuale codice doganale. L’Ue deve arrivare a un elemento di trasparenza, dando la possibilità ai cittadini di non essere ingannati e di sapere esattamente quello che acquistano in modo libero, trasparente, legato a quella che è la provenienza del cibo proveniente dai vari stati membri”. Lo ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nell’incontro a Palazzo Rospigliosi rivolgendosi al Commissario europeo alla Salute OIiver Varhelyi. Prandini, assieme al segretario generale Vincenzo Gesmundo, ha consegnato al Commissario un maxi “assegno” a simboleggiare il milione di firme raccolte e le 2103 delibere tra Regioni, Province, Anci e Comuni italiani per tutelare trasparenza e salute con l’etichettatura d’origine obbligatoria sui cibi in commercio in Europa e la riforma del Codice doganale.

La nostra visione sulla qualità degli alimenti non riguarda solo gli interessi del settore agricolo – ha continuato Prandini –, ma la tutela della salute dei cittadini, dei bambini e la riduzione dei costi sanitari pubblici, oltre al miglioramento complessivo della qualità della vita. La nostra battaglia è trasversale condivisa da- tutte le regioni d’Italia e dall’Anci oltre che dai consumatori. E’ altrettanto importante dunque una politica europea legata a un elemento: le mense pubbliche a partire da quelle scolastiche, dove, sotto questo punto di vista, noi dobbiamo portare il miglior cibo che possiamo offrire ai nostri ragazzi e alla nostra popolazione, così come all’interno delle aziende ospedaliere”.

Le abitudini alimentari non sono soltanto dettagli legati allo stile di vita, ma sono, al contrario, una delle priorità e sono anche la principale sfida per la salute pubblica – lo ha dichiarato il Commissario europeo alla Salute Oliver Varhelyi –. Se vogliamo promuovere il benessere, allora il cibo e gli alimenti devono essere parte delle nostre risposte. E se vogliamo avere delle generazioni in salute domani, dobbiamo iniziare con i bambini di oggi. Gli agricoltori che investono in qualità, sicurezza alimentare, tracciabilità e sostenibilità sono parte dell’agenda della prevenzione europea. Per Coldiretti la questione dell’etichettatura delle origine è centrale. E le firme raccolte in Italia hanno mandato un messaggio molto forte. Dimostrano che i cittadini stanno chiedendo chiarezza, verità e coerenza. La trasparenza è importante per i consumatori, è importante per gli agricoltori, è importante per l’integrità del mercato unico. Le persone vogliono sapere sempre più non solo cosa c’è nel loro cibo, ma da dove viene e come è stato prodotto. Quindi, davvero, voglio lavorare con tutti gli stakeholder in questa area così importante e, naturalmente, voglio contare sul supporto di Coldiretti quando trasformeremo il nostro piano in realtà”.

Felice Adinolfi, Professore di economia e politica agraria dell’Università di Bologna e direttore del Centro Studi Divulga ha sottolineato come “L’Europa non possa ignorare il segnale arrivato dalle oltre un milione di firme raccolte sul tema dell’origine dei prodotti agroalimentari. Il sistema agricolo europeo rappresenta un modello unico al mondo, capace di mettere in relazione diretta gli interessi di agricoltori e consumatori attraverso un patto di fiducia fondato sulla trasparenza e sulla responsabilità sociale. Il principio di origine dei prodotti è una vera e propria “carta d’identità” che racchiude non solo la provenienza, ma anche standard elevati in materia di diritti dei lavoratori, tutela ambientale, benessere animale e sicurezza alimentare”.

Al centro del confronto anche la questione dei limiti massimi di residui ammessi in Europa. Il segretario generale Gesmundo ha sottolineato a Varhelyi come sia “venuto anche il momento di revisionare tali limiti che nel corso del tempo sono stati spesso aggiustati al rialzo sotto la spinta di esigenze commerciali, come nel caso del glifosato, molecola erbicida che sempre più studi indicano come dannosa per la salute umana”.

Il sistema sanitario non è più sostenibile senza un cambio di paradigma – ha dichiarato il prof. Antonio Gasbarrini, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Aletheia e Direttore Scientifico Fondazione Policlinico Gemelli Irccs –. Una quota significativa delle malattie croniche è legata agli stili di vita e, in particolare, all’alimentazione, indicata come principale fattore modificabile. circa la metà delle patologie croniche in Europa è attribuibile a una dieta non equilibrata”. Nel ricordare che “l’alimentazione salutare è prevenzione” Gasbarrini ha richiamato il “contributo dell’ecosistema agroalimentare e il valore della produzione agricola come parte integrante della salute pubblica”. A supporto della sua riflessione, il professore ha citato esempi, come i taralli, legati alla differenza tra alimenti a composizione semplice e prodotti industriali complessi, evidenziando come i primi siano soggetti a naturale degradazione mentre i secondi presentino una stabilità molto elevata, anche in assenza di processi biologici di decomposizione.