Caporalato: Coldiretti consegna bagni a villaggio di Nardo’

19 Luglio 2016
Caporalato: Coldiretti consegna bagni a villaggio di Nardo’

MONCALVO, ROMPERE CATENA SFRUTTAMENTO DA CAMPO A TAVOLA
 
“Abbiamo già consegnato 12 moduli igienici e 6 docce per la realizzazione del villaggio solidale a Nardò dove è necessario garantire condizioni di vita dignitose agli immigrati che lavorano in campagna. Lo ha annunciato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel corso dell’Assemblea Nazionale nel sottolineare che si tratta del primo obiettivo raggiunto grazie alla collaborazione con la Focsiv – Volontari nel mondo che prevede anche la realizzazione di 38 interventi di agricoltura familiare nelle aree più povere del mondo a sostegno di 114.248 famiglie di contadini per evitare che siano costrette a migrare verso i Paesi più ricchi dove spesso li attendono la sofferenza, l’emarginazione e il rischio del caporalato. Si tratta di un impegno concreto di solidarietà che da solo non basta – sostiene Moncalvo – a spezzare la catena dello sfruttamento che sottopaga i prodotti agricoli e il lavoro nei campi e provoca la sofferenza, l’emarginazione e il caporalato. Servono pene severe e rigorosi controlli, ma soprattutto e una grande azione di responsabilizzazione di tutta filiera, dal campo alla tavola, per garantire –  precisa Moncalvo – che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali, ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore che non è possibile se le arance nei campi sono sottopagate a 7 centesimi al chilo e i pomodori poco di più”. Gli esempi positivi non mancano, continua Moncalvo nel ricordare anche l’accordo dello scorso anno della Coldiretti Calabria con l’AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro) per le Arance della Salute per consentire la vendita e la distribuzione delle Arance della Calabria che rendono possibile un ritorno economico sostenibile per le imprese e una giusta remunerazione dei lavoratori. “E per questo dobbiamo impegnare le forze – conclude Moncalvo – in una operazione di trasparenza per combattere chi sfrutta e sostenere chi produce in condizioni di legalità come la stragrande maggioranza delle imprese agricole che hanno assunto regolarmente oltre un milione di lavoratori di cui 322mila immigrati, provenienti da ben 169 diverse nazioni”.