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Uso sostenibile degli agro-farmaci: documento di azione pronto per consultazione alle parti interessate

26 Novembre 2009
Uso sostenibile degli agro-farmaci: documento di azione pronto per consultazione alle parti interessate

Dopo che il Ministero dell’Ambiente e il Ministero delle Politiche Agricole hanno preparato  (22 ottobre 2009) lo schema nazionale obbligatorio per l’uso sostenibile degli agro-farmaci, -in risposta alle richieste della Direttiva europea in materia (e che dovrebbe essere presto pubblicata)-,

il documento ora sarà passato al vaglio di una consultazione con le parti interessate, in modo da migliorarlo e renderlo più facilmente attuabile.

I punti delicati riguardano necessariamente il rispetto della sicurezza alimentare finale, insieme alla efficacia dei trattamenti e al rispetto delle risorse naturali. Come evidenziato dalla “strategia tematica per l’uso sostenibile degli agro-farmaci” (entro la Decisione 1600/2002/CE), gli obiettivi strategici riguardano: 

  • la protezione del consumatore
  • la protezione degli operatori agricoli e utilizzatori non professionali
  • la protezione delle popolazioni presenti nelle aree agricole
  • la tutela dell’ambiente acquatico e delle acque potabili
  • la tutela della biodiversità ed ecosistemi
  • la protezione della popolazione che accede alle aree pubbliche.

Utilizzatori, produttori e venditori di agro-farmaci sono quindi convocati, e la prima fase della consultazione dovrebbe concludersi entro il gennaio 2010. La data definitiva della messa a regime dello schema è gennaio 2014.

Tra le azioni previste dal programma, che ha 3 anni di tempo per essere messo a regime, la Direttiva Europea impone alcuni interventi entro i PAN (Piani di azione nazionale), come la formazione degli utilizzatori, dei rivenditori e del pubblico più generale (art. 5, 6, 7, 10); l’ispezione periodica delle macchine irroratrici (art. 8); le misure di tutela dell’ambiente acquatico e delle aree delicate; le azioni per prevenire rischi in fase di preparazione delle miscele, pulizia delle irroratrici e smaltimento degli imballaggi (art. 13); le azioni tese ad applicare la produzione cosiddetta integrata, che sarà obbligatoria dal 2014 (art. 14); la precisa definizione di indicatori di rischio (art. 15).

La sicurezza produttiva si lega quindi a quella alimentare, se uno degli obiettivi di fondo riguarda appunto la lotta integrata.

 Se è vero che tale pratica è largamente presente in Italia, ancora vi sono discrepanze a livello territoriale e regionale che richiedono una regia integrata. I PSR hanno promosso tale metodo di coltivazione, rientrando nelle cosiddette “misure agro-ambientali”.

Le linee guida non sono statiche, ma possono essere aggiornate, secondo quando preposto dal Comitato Nazionale di Difesa Integrata. Insomma, un modo per fare progredire contestualmente la ricerca al servizio dell’agricoltura e dei cittadini.

Per maggiori informazioni un articolo da Il Punto Coldiretti:

Uso sostenibile dei farmaci, pronto il piano nazionale