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FAO: via libera al rinnovamento della Commissione sulla sicurezza alimentare

27 Novembre 2009
FAO: via libera al rinnovamento della Commissione sulla sicurezza alimentare

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La ristrutturazione della Commissione FAO sulla sicurezza alimentare (CFS) sembra avviata a divenire realtà, in seguito all’approvazione da parte della Conferenza dei 192 membri, l’organo decisionale più rilevante dell’organizzazione.

Durante la sua riunione biennale, il 24 novembre 2009, la Conferenza della FAO ha infatti ratificato quanto delineato dal Vertice mondiale sulla sicurezza alimentare della settimana precedente, ovvero l’importanza di fare della CFS un attore imprescindibile della Partnership Globale per l’agricoltura, la sicurezza alimentare e la nutrizione. “Gli investimenti (sulla sicurezza alimentare) devono essere accompagnati da una buona governance. Inoltre, il coordinamento delle organizzazioni internazionali è essenziale per completare e rafforzare le iniziative multilaterali e bilaterali esistenti.”, questo quanto affermato in quell’occasione dal presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, in accordo col direttore generale della FAO Jacques Diouf, che aveva appunto proposto di iniziare questo rinnovamento dell’ordine agricolo mondiale da un migliore utilizzo del CFS.

E in effetti sono proprio governance e coordinamento, a livello nazionale e internazionale, due delle linee guida sulle quali ci si accinge a rinnovare la CFS. Vediamo quali sono gli altri “punti caldi” prefissati:

·      Maggiore inclusione: nella Commissione ci si propone di accogliere non solo gli Stati membri di FAO e ONU, ma anche organizzazioni che lavorano sul settore della sicurezza alimentare e della nutrizione, altre agenzie ONU, ad esempio il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD) e il Programma alimentare mondiale (PAM), ma anche organizzazioni della società civile e ONG, in particolare organizzazioni di piccoli contadini, pastori, allevatori, braccianti, poveri delle aree urbane, donne, giovani e consumatori delle zone indigene; non solo, l’invito alla partecipazione sarà esteso anche a istituzioni internazionali di ricerca, alla Banca Mondiale, al Fondo internazionale mondiale, alle banche regionali per lo sviluppo, all’Organizzazione mondiale del commercio (WTO), al settore privato e a eventuali associazioni filantropiche.

·      Supporto scientifico: l’attività di monitoraggio della Commissione dovrebbe essere sostenuta da un apposito network internazionale di esperti ad altissimo livello, arrivando quindi a sfruttare le più avanzate e dettagliate informazioni scientifiche a disposizione, che serviranno anche da supporto prima e legittimazione poi di eventuali decisioni e attività intraprese.

Un progetto ambizioso, dunque, che si inserisce in un più ampio contesto di profonda rivoluzione dell’organismo FAO, in virtù del quale il suo budget regolare per il biennio 2010-2011 è stato incrementato del 7,6%, arrivando a 1.000,5 milioni di dollari.