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Peste bovina: FAO e OIE annunciano l’estinzione della malattia

10 Dicembre 2009
Peste bovina: FAO e OIE annunciano l’estinzione della malattia

Per la prima volta nella storia dell’umanità verrà completamente debellata una malattia animale, e sarà la seconda malattia in assoluto dopo il vaiolo. La FAO e l’OIE (l’Organizzazione mondiale per la salute animale), in concomitanza con altri partner, hanno stabilito di poter dichiarare estinta la peste bovina entro 18 mesi.

La malattia è di origine virale e si propaga per contatto diretto o attraverso materiali contaminati; non attecchisce direttamente sull’uomo, ma è letale per i bovini e gli altri animali ungulati, in molte zone della terra ancora oggi fonte fondamentale di reddito e forza da tiro, per i quali può portare ad epidemie dal tasso di mortalità del 100%. È di origini antichissime, essendo arrivata dall’Asia insieme alle tribù di invasori indoeuropei, e se ne hanno notizie già a Roma in epoca imperiale, alla fine del III secolo d.C. Da allora ha imperversato inarrestabile prima in Europa e poi in Africa, in Sud America e in Australia, nel suo periodo di maggior diffusione negli anni ’20, continuando le sue devastazioni fino a metà degli anni Novanta.

Già nel 1960 era stato sviluppato un nuovo vaccino, che però non era riuscito a minacciare seriamente la diffusione del virus, principalmente per la mancanza di uno sforzo condiviso. Solo dalla fine degli anni ’80 le autorità di salute animali di tutto il mondo e organizzazioni chiave come l’OIE e l’Ufficio interafricano di risorse animali dell’Unione Africana, coordinate dalla FAO, hanno cominciato a riunirsi per discutere del problema e di come fronteggiarlo. Nel 1994 è stato così lanciato il GREP, ovvero il Programma Mondiale di sradicamento della peste bovina, che ha visto i seguenti passaggi:

  • Mappatura della distribuzione geografica della malattia e delle situazioni d’emergenza.
  • Assistenza tecnica e attività mirate nei focolai.
  • Attuazione di misure per evitare recidive.

Tra il 1994 e il 2009 l’OIE ha certificato come paesi “liberi dalla malattia” 170 stati, e il virus, con l’ultimo focolaio risalente al 2001 in Kenya, sta per essere certificato come debellato.

Una vittoria sulla malattia che ha portato ad svariati miliardi di dollari di produzione aggiuntiva nelle zone che erano fra le più colpite, e il miglioramento delle condizioni di vita, se non la salvezza, per migliaia e migliaia di pastori e piccoli contadini. Tutto ciò grazie allo sforzo concertato e agli investimenti impiegati nel progetto, frutto di diversi partner, primo fra tutti la Commissione Europea.