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Resistenza batterica ad antibiotici di nuova generazione: dati europei

7 Maggio 2010
Resistenza batterica ad antibiotici di nuova generazione: dati europei

EFSA ha diramato una Opinione focalizzata alla farmacoresistenza da antibiotici da parte di alcuni batteri (camplobacter e salmonella) presenti negli allevamenti europei, e che possono essere trasmessi all’uomo. Le preoccupazioni maggiori sembrano originare da allevamenti di pollame, e relativamente agli antibiotici di ultima generazione, sviluppati cioè come rimedio proprio per supplire alla perdita di efficacia di quelli usati in passato.

Se infatti è stata riscontrata una frequente resistenza agli antibiotici tradizionali come l’ampicillina, le sulfonamidi e la tetraciclina, diversi Stati membri hanno riferito una resistenza ai fluorochinoloni, ai macrolidi o alle cefalosporine di terza generazione, che sono antibiotici importanti nel trattamento delle malattie umane.

In particolare si sono registrati alti livelli di resistenza al fluorochinolone nella Salmonella presente nel pollame e nel Campylobacter presente nel pollame, nei suini e nei bovini, nonché nella carne di pollo destinata al consumo.

Una delle preoccupazioni maggiori a livello di Commissione Europea ma anche di Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riguarda proprio la velocità con cui i ceppi batterici sviluppano resistenza agli antibiotici, di gran lunga più rapida dello sviluppo di nuovi antibiotici adeguati.

 La ricerca ha preso in esame i dati dal 2004 al 2007, in 26 paesi (i 24 paesu della UE più Svizzera e Norvegia). I dati usati, di tipo sia qualitativo e quantitativo, considerano 51 sostanze comunemente usate come antimicrobici. Il Panel Zoonosi di EFSA conclude che sebbene la resistenza agli antibiotici sia rimasta spesso stabile nel corso degli anni, in alcuni casi vi è stato un aumento ma anche una diminuzione della antibiotico-resistenza.

Il campo di variazione della resistenza per i fluorochinoloni per la Salmonella va dal 5% al 38%, mentre va dal 20%  al 64% per il Campilobacter, a seconda degli Stati considerati. Il dato è preoccupante, in ragione della centralità della sostanza per il contrasto a infezioni umane.

 Per condurre la ricerca EFSA ha dovuto stabilire un criterio per valutare la risposta alla inibizione microbiologica causata dall’antibiotico, fissando un valore soglia di concentrazione microbica al di sopra del quale si parla di antibiotico –resistenza..

 Circa il pollame, l’Italia presenta livelli elevati di resistenza alle tetracicline (vedi grafico1) e all’ampicillina (vedi grafico2).

 

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