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Clonazione: EFSA pubblica un aggiornamento sulla sua opinione scientifica

22 Settembre 2010
Clonazione: EFSA pubblica un aggiornamento sulla sua opinione scientifica

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha recentemente pubblicato una dichiarazione scientifica riguardo alla clonazione animale, in seguito ad una richiesta ricevuta a maggio 2010 da parte della Commissione Europea, nella quale si incaricava EFSA di aggiornare lo stato attuale delle conoscenze scientifiche riguardo al tema della clonazione di animali negli allevamenti a fini alimentari. Tale dichiarazione segue quella già pubblicata nel 2009, a sua volta aggiornamento dell’opinione scientifica pubblicata nel 2008, e si basa su un riesame delle più recenti ricerche scientifiche condotte su cloni animali e sulla loro progenie (già disponibili nelle principali pubblicazioni scientifiche e sottoposte a revisione paritaria), nonché su informazioni raccolte presso centri di ricerca sia europei che extracomunitari, in seguito al recente invito dell’Autorità stessa agli esperti a presentare dati ed osservazioni scientifiche in merito alla clonazione animale.

La dichiarazione attuale conferma essenzialmente le precedenti valutazioni di EFSA. In particolare:

  • Non esistono ancora abbastanza informazioni disponibili sulla clonazione per specie diverse da bovini e suini per una corretta valutazione del rischio.
  • Sia per i bovini che i suini il tasso di mortalità e il numero di animali affetti da anomalie dello sviluppo alla nascita è più alto nei cloni che negli animali sia allevati naturalmente che ottenuti tramite tecnologie di riproduzione assistita, come l’inseminazione artificiale; in particolare l’efficienza riproduttiva è di circa il 10% nei bovini e del 6% nei suini, contro quella, ad esempio, fra il 40 e il 55% dei bovini allevati naturalmente.
  • Per quanto riguarda l’efficienza riproduttiva delle tecniche di riproduzione in vitro di embrioni, si ha circa lo stesso rendimento della clonazione per i suini (intorno al 6%), mentre per i bovini si ha un rendimento maggiore. Questo suggerisce che una delle principali fonti di effetti avversi che possono dar luogo ad anomalie nello sviluppo dei cloni animali sia la riprogrammazione del nucleo della cellula somatica del donatore, tecnica alla base del processo di clonazione stesso.
  • Non sono state rilevate nuove informazioni che suggeriscano la riconsiderazione di quanto già espresso da EFSA nei suoi precedenti pareri riguardo la sicurezza alimentare della carne e dei prodotti derivati da carne di animali clonati e loro progenie, che venivano equiparati ai corrispettivi prodotti ottenuti tramite allevamento tradizionale. Tuttavia, non sono state rilevate esaustive evidenze scientifiche che dimostrino come il differente stato di salute dei cloni rispetto agli altri animali sia ininfluente sulla qualità del cibo prodotto con essi.

 La richiesta della Commissione Europea ad EFSA si inserisce nell’ambito dell’attuale dibattito, riguardante la sicurezza dei prodotti derivati da animali clonati e progenie e la necessità del varo di un’apposita legge, che coinvolge Parlamento Europeo, Commissione Europea e Consiglio d’Europa. Resta da chiedersi se i membri del Parlamento Europeo, che richiedono con insistenza più approfonditi ed esaustivi studi scientifici sugli effetti del cibo derivato da cloni, possano ritenersi soddisfatti da una dichiarazione come quella presentata da EFSA.

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