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Carne clonata e derivati: FSA nega rischi per la sicurezza alimentare

9 Dicembre 2010
Carne clonata e derivati: FSA nega rischi per la sicurezza alimentare

La Food Standard Agency (FSA), l’ente che controlla gli standard degli alimenti in circolazione sul mercato britannico, ha sentenziato che non c’è alcuna differenza tra il cibo che deriva dal bestiame “ordinario” e quello che proviene da bovini manipolati geneticamente.

L’affermazione, perentoria e di sicuro impatto, arriva dopo una lunga serie di analisi effettuate dall’Agenzia a fronte dell’urgenza di fornire un parere sull’argomento; urgenza più che mai sentita, dopo che era stato reso pubblicamente noto che il rischio che carne e prodotti derivati da animali clonati o loro progenie era ben più che una possibilità. Risale infatti all’estate scorsa il caso di ben due fattorie del Birmingham che avevano ammesso di aver messo in commercio la carne della progenie di animali clonati, concretizzando lo spettro della circolazione indisturbata e silenziosa di prodotti derivati più o meno direttamente da clonazione su territorio comunitario. Tutto ciò si è innestato nel già accesissimo dibattito su clonazione e relativa legislazione fra Commissione europea, Parlamento e Consiglio d’Europa.

Proprio nelle scorse ore Andrew Wadge, ricercatore a capo della Food Standards Agency, ha dichiarato che i risultati della ricerca sono chiari: gli alimenti prodotti da animali clonati “non hanno evidenziato elementi di preoccupazione” per eventuali “allergie, intossicazioni e altri effetti collaterali”. Inoltre Wadge ha affermato che “carne e latte che provengono da bovini dal dna modificato e dalla loro progenie non mostra differenze sostanziali dalla carne e dal latte prodotta in modo convenzionale”. E tutto ciò proprio quando, appena lo scorso ottobre, la Commissione europea aveva proposto di sospendere per cinque anni la clonazione animale a fini alimentari, così come l’utilizzo di animali clonati e la commercializzazione di cibi provenienti da cloni.

Come si concretizzerà tutto questo, anche alla luce dell’opinione alquanto scettica rilevata fra i cittadini in merito alla clonazione a fini alimentari anche dall’ultima indagine di Eurobarometro, sarà materia di discussione dei prossimi giorni, e mesi.