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FRODI – Bene i sequestri dei Nas di olio di soia spacciato per olio d’oliva (04-07-2009)

6 Luglio 2009
FRODI – Bene i sequestri dei Nas di olio di soia spacciato per olio d’oliva (04-07-2009)

Il tempestivo intervento dei carabinieri dei Nas dimostra l’importanza dell’entrata in vigore dell’obbligo di indicare la provenienza delle olive nell’extravergine per rafforzare la lotta alle frodi in un prodotto simbolo del Made in Italy alimentare. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al positivo sequestro da parte dei carabinieri dei Nas di Bologna di tredicimila litri di olio sofisticato, illecitamente etichettato come ?extravergine di oliva? e come ?olio di oliva? mentre in realtà si trattava di olio di soia sofisticato rivenduto a ignari negozianti, ristoranti e pizzerie.

Una operazione a difesa della salute dei cittadini e del lavoro degli agricoltori italiani impegnati nei veri oliveti che possono contare su 250 milioni di piante, molte delle quali secolari o situate in zone dove contribuiscono al paesaggio e all’ambiente. Un patrimonio che garantisce all’Italia – sottolinea la Coldiretti – il secondo posto di produttore europeo di olio di oliva, con due terzi della produzione extravergine e con 38 denominazioni (Dop/Igp) riconosciute dall’Unione, che sviluppano un valore della produzione agricola di circa 2 miliardi di Euro e garantiscono un impiego di manodopera per circa 50 milioni di giornate lavorative.

L’estensione dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine delle olive impiegate nell’extravergine entrato in vigore il primo luglio in tutti i paesi europei e’ – continua la Coldiretti – una risposta coerente alla necessita’ di combattere le truffe e di garantire la trasparenza alle scelte di acquisto dei consumatori per evitare che si spacciato come Made in Italy olio spremuto da olive spagnole, tunisine o greche. Un rischio che – continua la Coldiretti – ha un forte impatto negativo sui prezzi pagati agli agricoltori italiani che sono crollati al di sotto dei costi di produzione mettendo a rischio il futuro del settore. Nel 2008 – stima la Coldiretti – sono stati importati 485 milioni di chili di olio di oliva che in assenza di etichettatura si ?confondono? con la produzione nazionale, che è stata pari a poco piu’ di 600 milioni di chili. In altre parole – precisa la Coldiretti – quasi una bottiglia su due realizzata in Italia contiene olio proveniente da olive straniere.

Il vero olio italiano sarà riconoscibile in etichetta da scritte come ?ottenuto da olive italiane?, ?ottenuto da olive coltivate in Italia? o ?100 % da olive italiane? mentre per i miscugli di provenienza diversa sarà specificato – conclude la Coldiretti – se si tratta di ?miscele di oli di oliva comunitari?, ?miscele di oli di oliva non comunitari? o di ?miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari?, sulla base del Regolamento comunitario N.182 del 6 marzo 2009, che dal primo luglio obbliga ad indicare in etichetta la provenienza delle olive impiegate per produrre l’olio vergine ed extravergine di oliva in commercio.

L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA MADE IN ITALY IN CIFRE
Patrimonio olivicolo nazionale: 250 milioni di piante
Produzione nazionale annata: 2008/2009: 630 milioni di chili
Posizione a livello europeo: secondo produttore Ue dopo la Spagna
Consumo nazionale : 14 kg a testa
Oli extravergine d’oliva: Dop/Igp: 38
Fatturato settore: 2 miliardi di euro
Impiego di manodopera: 50 milioni di giornate lavorative
Fonte: Elaborazioni Coldiretti