Gli additivi non servono alla cucina italiana che può contare sul primato nella qualità delle materie prime da utilizzare come ingredienti grazie alla leadership europea con 196 denominazioni di origine riconosciute, 4.471 specialita’ tradizionali censite dalle regioni e 477 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (IGT). E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ordinanza del Ministero della Salute recante "Misure urgenti in merito alla tutela della salute del consumatore con riguardo al settore della ristorazione". che disciplina l’utilizzo degli additivi e delle sostanze gassose nella ristorazione, utilizzate spesso nella cosiddetta ?cucina molecolare?.
Si è peraltro notevolmente ampliata la possibilità di acquistare i prodotti tipici dell’agricoltura italiana e nel 2009 sono stati circa 500 i mercati degli agricoltori presenti in tutte le regioni italiane con un aumento del 360 per cento rispetto all’anno precedente quando se ne contavano appena 106, secondo il ?Rapporto sugli acquisti dei prodotti alimentari direttamente dalle imprese agricole 2009? , realizzato da Coldiretti/Agri2000. Sono saliti a 63.600 con un aumento del 7 per cento rispetto al 2008, i frantoi, le cantine, le malghe e le cascine dove – conclude la Coldiretti – è possibile comperare direttamente dal ingredienti di qualità da impiegare nelle case o nella ristorazione commerciale.