Lo scandalo della possibile contraffazione di 450mila chili di olio di oliva “spacciati” come extravergine di qualità potrebbe aiutare a spiegare i prezzi stracciati a cui viene venduto spesso l’extravergine di oliva sugli scaffali dei supermercati. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare con preoccupazione l’ipotesi di reato che ha portato gli uomini del Nucleo Agroalimentare Forestale di Roma del Corpo forestale dello Stato alla scoperta di documenti di trasporto falsificati utilizzati per regolarizzare una maxipartita di olio extravergine di oliva destinata ad essere commercializzata, per un valore di circa 4 milioni di euro. La messa in commercio di olio di bassa qualità è – sostiene la Coldiretti – una delle ipotesi che potrebbe giustificare la vendita di extravergini a prezzi irrisori che non basterebbero neanche a coprire le spese di raccolta delle olive in molte regioni. Un pericolo per i consumatori ai quali la Coldiretti consiglia di scegliere i prodotti che presentano il miglior rapporto prezzo/qualità, ma non inferiore ai sei euro al litro e che riportano sull’etichetta l’origine nazionale delle olive senza affidarsi esclusivamente ai grandi marchi che spesso sono in realtà di proprietà straniera. L’ipotesi degli investigatori nel caso specifico è che i documenti siano stati contraffatti per ingannare sulla vera natura del prodotto che, secondo la Procura di Firenze, conterrebbe olio di oliva deodorato, di bassa qualita’ e dal valore commerciale tre volte inferiore a quello etichettato come extravergine. La deodorazione, spiega una nota, è un’operazione di rettifica dell’olio di oliva che consente di trasformare oli di oliva non commestibili di scarsa qualita’ in oli di oliva senza difetti, ma che una volta subìto questo trattamento non possono piu’ essere commercializzati come oli di oliva extravergine.
24 Febbraio 2011
ALIMENTI – Lo scandalo dell’olio deodorato spiega i prezzi stracciati (24-02-2011)