Le modifiche erano previste già nel regolamento 1924 del 2006, ma verranno con tutta probabilità posticipate. E nonostante il Parlamento Europeo stia facendo pressione. Prima, dovrà essere redatto un report dalla Commissione Europea e diretto proprio al PE e al Consiglio, circa preliminari valutazioni sulla efficacia del regolamento e sulla sua utilità. Insomma, l’applicazione concreta di quanto previsto dal regolamento.
Ma dal momento che la lista unica dei vanti nutrizionali ex. Art 13 deve ancora essere approvata in plenaria dal parlamento (settimana prossima), e ammettendo che vi saranno ancora 6 mesi di tempo per consentire alle imprese di ritirare dal mercato indicazioni salutistiche “bocciate”, si prevede l’entrata a regime del reg. 1924 solo a fine anno. Con conseguente mancanza di tempo per valutare gli effetti del suo dispiegamento.
E’ di questi mesi la notizia che il PE intende intensificare l’azione sulle modifiche della legislazione sui vanti nutrizionali e salutistici, troppo simile a quella farmaceutica e contraria alla promozione di cibi tradizionali, svantaggiati rispetto ad esempio a vitamine e minerali sintetici.
Il dilemma sembra risiedere nel fatto che il PE avrà solo poteri di veto e non di modifica parziale del testo, attività in capo alla Commissione Europea. Questo stando alla modalità di scrutinio consentita (accetta o poni veto).
Una preoccupazione che viene dal PE inoltre riguarda la mancanza tuttora dei profili nutrizionali in Europa, che pure dovevano essere pronti per gennaio 2009. Le difficoltà pratiche con cui le istituzioni europee si sono scontrate non hanno ancora permesso di stilarli con chiarezza, e sembra tuttora un terreno minato. I profili nutrizionali dovevano servire per evitare che alimenti troppo ricchi di grassi, zuccheri o sale recassero indicazioni salutistiche potenzialmente fuorvianti, e che incentivavano il sovraconsumo di detti alimenti " a rischio".