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Aspartame, il dibattito continua

18 Dicembre 2013
Aspartame, il dibattito continua

Nell’incontro al Parlamento Europeo di ieri 17 dicembre, le critiche sul tavolo sono le stesse che da tempo macinano sui temi più controversi di EFSA. Si va così dal presunto misconoscimento di studi importanti, che legavano il dolcificante con effetti tossici noti; alla presenza di conflitti di interesse di diversi ricercatori di EFSA; fino alla diversa interpretazione di studi (con quelli “che accusano” l’aspartame sempre sminuiti nella loro portata, e quelli che lo scagionano sempre presi per buoni).

Il coro dei critici

Corinne Lepage, ex ministro dell’ambiente francese, ha sottolineato come studi italiani (ndr dell’Istituto Oncologico Ramazzini) e danesi dessero indicazioni assolutamente contrastanti rispetto a quelle di EFSA.

Linda McAvan, con Kartika Lyotard (sinistra olandese) hanno definito “povera” la valutazione di EFSA, e insieme a Lepage hanno insistito che i risultati sarebbero stati decisi in anticipo rispetto all’analisi vera e propria. Ancora, la Lyotard avrebbe chiesto come mai EFSA abbia rigettato costantemente gli studi indipendenti, mentre ha accettato sempre gli studi finanziati dall’industria produttrice dell’aspartame, la Searle, anche quando erano di fattura decisamente scadente.

E i difensori                                               

In generale, i deputati di centro destra hanno però difeso l’operato dell’Authority. Julie Girling dei conservatori inglesi, ha accusato i colleghi più critici verso EFSA di diffamazione. La spagnola Pila Ayuso ha rinnovato poi la fiducia a EFSA, sostenendo che molte critiche arrivano da soggetti con interessi diversi dal’aspartame, magari per dolcificanti più costosi. Renate Sommer ha definito gli attacchi all’ente scientifico come indegni del Parlamento Europeo e davvero incredibili.

Il dibattito

Ma non sono soltanto i deputati europei a serrare le fila. Ad alzare i toni ci pensa anche una ONG francese particolarmente influente, Reseau Environment Sante (RES), che già in passato aveva condotto un’offensiva sul bisfenolo. Riuscendo a portare “dalla sua” la prestigiosa ed influente ANSES, l’agenzia francese per la sicurezza alimentare. Ora, in un appello vigoroso, RES dichiara “ANSES ha preso le distanze da EFSA sul tema bisfenolo. E’ stata avvisata da RES sull’aspartame da ormai diversi anni. Per quanto ancora Anses continuerà a coprire questa frode?.Proprio la ONG ha chiesto un comitato di inchiesta a livello del Parlamento Europeo, al fine di capire meglio come EFSA si è comportata in merito al dossier “aspartame”.  Non si spiega, stando a RES, come l’ente europeo abbia scartato senza spiegazioni studi come quello di (Schernhammer et al., 2012), in cui 122.000 persone erano state osservate (rinvenendo legami tra linfomi e leucemia e aspartame).

Erik Millstone, professore all’University of Sussex (SPRU-Science and Technology Policy Research) poi chiarisce: “il parere di EFSA rappresenta una cambio di rotta rispetto alla precedente bozza rilasciata dal Panel di EFSA lo scorso 8 gennaio, ma questi cambiamenti nell’analisi non sembrano produrre effetti”.

Prof. Erik Millstone era stato uno dei più accesi critici della gestione del dossier aspartame da parte di EFSA, e aveva inviato una corposa relazione come risposta alla Consultazione Pubblica di EFSA.

In una missiva indirizzata proprio ad EFSA, Millstone sottolinea in particolare “ il panel di EFSA ha opportunisticamente accettato come buoni la maggior parte degli studi che suggerivano la sicurezza dell’aspartame, mentre ha completamente rigettato ogni singolo studio che suggeriva la pericolosità del dolcificante: questo sebbene la qualità complessiva di diversi studi che sono stati scartati fosse significativamente superiore a quelli che consideravano innocuo l’aspartame”.

Aspartame come OGM? doppio standard nel valutare studi a favore e studi contro

Così facendo,continua Millstone, “costantemente dimenticando tutte le pecche degli studi “pro” e invece demolendo tutti gli studi che suggerivano possibili rischi, il Panel ha raggiunto conclusioni falsate e distorte”. In effetti  il professore sottolinea che di 55 studi che evidenziavano problemi con l’assunzione di aspartame, nessuno è stato considerato valido. Per contro, “solo” 13 dei 66 studi “ a favore” sono stati considerati inaffidabili da EFSA.

Sebbene questo sia già un miglioramento rispetto a gennaio (quando a fronte di 88 studi considerati a favore, solo 3 erano stati giudicati inaffidabili), Millstone introduce un tema a lui caro: il “doppio standard” di  valutazione che l’Authroity avrebbe adottato per gli studi “contro” (sistematicamente rigettati) e quelli invece a “favore” (costantemente presi in considerazione).

Studi “contro” l’aspartame

 

Studi analizzati

Considerati affidabili

Considerati non affidabili

Gennaio 2013

27

0

27

Dicembre 2013

55

0

55

Studi “pro” aspartame

 

Studi analizzati

Considerati affidabili

Considerati non affidabili

Gennaio 2013

83

80

3

Dicembre 2013

66

53

13

(dati: per gentile concessione Prof. Erik Millstone)

Industria vs consumatori

Il doppio standard  che ne emerge sarebbe insomma simile a quello recentemente criticato nella valutazione degli OGM. E che proprio altri ricercatori avrebbero sottolineato come critico in una rivista (Environmental Sciences Europe), passando in rassegna diversi studi sull’alimentazione dei ratti con mangime GM. Ma c’è di più. Se infatti si indaga appena, si scopre che non solo gli studi favorevoli sono visti di buon occhio, ma che il 100% degli studi dell’industria è favorevole. Mentre gli studi realmente indipendenti sarebbero assai più critici, con il 97% di essi che addita possibili rischi per la salute dei consumatori. Una coincidenza assoluta quindi tra risultati positivi ed industria; e invece, risultati negativi e ricerca indipendente. Con livelli diversi di tutela della salute dei consumatori.

Le conclusioni della lettera del Prof. Erik Millstone chiariscono infine: “ la credibilità di EFSA è stata seriamente danneggiata, mentre il Panel ANS ha perso qualsiasi credibilità che poteva avere in precedenza. Dal momento che EFSA non sta adempiendo alla sua responsabilità di proteggere i consumatori da rischi alimentari, la responsabilità per rimettere in ordine le cose va alla Commissione Europea, al Parlamento Europeo, al Consiglio dei Ministri e agli Stati membri dell’Unione”.

Dosi attuali: esposizione eccessiva?

Ma oltre a tali aspetti, e considerando per buona la dose riconfermata da EFSA- vi sono alcune difficoltà che sembrano –almeno sulla carta- dovute all’esposizione della popolazione– cioè, all’assunzione effettiva giornaliera dell’aspartame. Che potrebbe essere sufficientemente elevata da destare alcune preoccupazioni. Almeno per certi sottogruppi della popolazione.

Come abbiamo già sottolineato, non è possibile al momento escludere che in Europa, forti consumatori di soft drinks “diet” o “light” possano superare la DGA per l’aspartame, pur nella sua attuale dose, che molti chiedevano di abbassare (tra cui autorità italiane e francesi, verosimilmente a 10/20 mg/kg di peso corporeo). I soft drink "light" o senza zucchero ormai coprono il 30% del mercato di riferimento. Ed i “forti consumatori" sembra che siano almeno il 2,5% della popolazione (dal 97,5 percentile insomma), con quantità di consumo di bibite non alcoliche pari a cifre analoghe a quella massima, o superiori (1,62 litri per il Belgio, 1,82 per la Germania, 1,63 per la Finlandia, 1,72 per il Regno Unito, solo per citarne alcuni).

A problemi di definizione della DGA si aggiunge quindi un potenziale aspetto di esposizione. Che però EFSA nella sua relazione minimizza. E dalle tabelle presentate nell’opinione, figura in effetti che il metanolo che deriva dall’aspartame è solo una piccola parte di quello assunto per via alimentare nel suo complesso.

Certo è che l’opinione di EFSA lascerà strascichi, in un dibattito che, da molti, continua a essere considerato aperto.