La richiesta è arrivata dalla Commissione Europea, per allinearsi agli standard internazionali del Codex Alimentarius fissati ad aprile 2013: e così facendo, favorire il libero mercato. Obiettivo: elevare da 750 ug/kg a 1000 ug/kg il Provisional Maximum Tolerable Daily Intake (PMTDI) la quantità della micotossina Deossinivalenolo, presente nei cereali semilavorati. Il DON è una micotossina del tipo tricoteceni prodotta dai funghi Fusarium graminearum e F. culmorum. Questi funghi sono patogeni vegetali che possono crescere ai climi temperati. Il DON si ritrova insieme ai suoi derivati (3-acetil-deossinivalenolo (3-Ac-DON) e 15-acetil-deossinivalenolo (15-Ac-DON) e alle forme “mascherate” della micotossina (DON-3-glc).
A differenza della Dose Giornaliera Ammissibile (DGA, o TDI in inglese), il PMTDI si usa nel caso di sostanze che non hanno una proprietà cumulativa. EFSA ha fatto affidamento ai dati come registrati dal 2007 al 2012 sulle matrici alimentari di 21i paesi UE.
I prodotti interessati
Questa più alta soglia dovrebbe- nell’ipotesi formulata- essere estesa a diversi prodotti quali: semola, semolino, fiocchi di orzo, mais, e grano duro. Sia la farina bianca che integrale vedrebbero aumentare i limiti.
Per contro, pane, pasticceria, biscotti e snack di cereali, come pure cereali per la colazione, manterrebbero un livello pari a 500 ug/kg.

In base a queste nuove soglie, il Panel Contaminants di EFSA ritiene che l’assunzione alimentare per infanti (0-6 mesi) e bambini tra gli 1 ed i 3 anni, ma anche adolescenti e bambini in genere, possa essere motivo di preoccupazione, in quanto sono in una fase iniziale della vita (ed in ragione del peso corporeo relativamente basso).
In base alle stime di EFSA; alcuni bambini potrebbero superare l’assunzione massima nel 15% dei giorni su base mensile. Inoltre, consumatori di tutte le età potrebbero superare le dosi massime fissate, in misura maggiore di quanto accade oggi. I cibi più delicati al riguardo potrebbero essere la pasta, il pane bianco e simili. EFSA nelle conclusioni chiarisce però che lo studio ha valutato solo il DON, e non le micotossine derivate o mascherate. Di conseguenza la Commissione, prima di aumentare i livelli ammissibili di DON, dovrebbe essere ragionevolmente certa di conoscere la presenza e l’esposizione alimentare di tali altre tossine, al fine di produrre una valutazione complessiva sensata.
A luglio 2013 EFSA aveva prodotto un parere sul nivalenolo. La micotossina, presente in vari cereali e nella pasta, era comunque presente in quantità non ritenute preoccupanti dall’Authority.