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Borg conferma il divieto per i neonicotinoidi

30 Aprile 2013
Borg conferma il divieto per i neonicotinoidi

La Commissione europea pare intenzionata a confermare la propria proposta di restrizione per i tre fitosanitari neonicotinoidi clothianidin, imidacloprid e thiametoxam come misura di protezione per la popolazione delle api da miele.

La votazione tenutasi ieri a Bruxelles tra gli Stati membri non ha prodotto alcuna maggioranza qualificata, né a favore né contraria alla proposta della Commissione che era stata fortemente osteggiata dalle aziende produttrici di queste sostanze. Sono 15 gli Stati membri che hanno votato a favore, 8 i contrari mentre 4 si sono astenuti.

                      

Il Commissario europeo per la Salute e la Politica dei consumatori Tonio Borg ha dichiarato che: “Anche se la maggioranza degli Stati membri supporta la nostra proposta non è stata raggiunta la maggioranza qualificata necessaria e ora la decisione spetterà alla Commissione. Dal momento che la nostra proposta si basa su una serie di rischi per la salute delle api individuati dall’Authority europea per la sicurezza alimentare, la Commissione andrà avanti con il suo testo nelle prossime settimane. Inoltre –ha concluso Borgmi impegno a fare del mio meglio per garantire che le api, che sono così vitali per il nostro ecosistema e che ogni anno forniscono un contributo di 22 miliardi di euro all’ agricoltura europea vengano protette”.

Le nuove misure che vietano l’uso dei tre neonicotinoidi sulle colture attraenti per le api entreranno in vigore dal prossimo luglio. La Commissione europea aveva proposto le restrizioni per un periodo di due anni dopo aver ricevuto il parere scientifico dell’Efsa sul rischio per la salute delle api rappresentato dalle tre sostanze neonicotinoidi clothianidin, imidacloprid e thiametoxam.

                          

Secondo il parere dell’ Authority i tre fitosanitari in questione rappresentano un “alto rischio acuto” per gli impollinatori, incluse le api da miele, anche se, a causa di carenza dei dati disponibili non è stato possibile in certi casi completare la valutazione. Ed è per questo motivo che alcune industrie del settore in particolare la Sygenta hanno espresso il proprio disappunto arrivando a minacciare azioni legali contro la dirigenza dell’Efsa. Secondo la multinazionale l’Authority europea ha effettuato una revisione troppo affrettata e molto teorica compiendo errori fondamentali, tra cui una grave sovrastima della quantità di pesticidi ai quali le api vengono esposte. Sygenta sostiene inoltre che la vera ragione del declino della popolazione delle api non sarebbe da attribuire all’utilizzo di queste sostanze, ma piuttosto ad altri fattori come le malattie, i virus, la perdita di habitat e la nutrizione.

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Vai al comunicato della Commissione europea

Neonicotinoidi la Commissione europea propone divieto d iutilizzo per due anni