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Terremoto: parmigiano salvato da un mln acquisti

19 Maggio 2013
Terremoto: parmigiano salvato da un mln acquisti

?Ma alle aziende agricole danneggiate non è ancora arrivato un euro dallo Stato

Il Parmigiano Reggiano è stato salvato anche dalla corsa all’acquisto degli italiani che hanno portato a casa per solidarietà oltre un milione di chili del prestigioso formaggio che, recuperato dalle macerie dei magazzini, è diventato il prodotto simbolo del sisma. E’ la Coldiretti a tracciare il bilancio del terremoto ad un anno dalle drammatiche scosse che hanno fatto cadere a terra quasi 600.000 forme di parmigiano, danneggiato gravemente 37 caseifici di Modena, Reggio Emilia, Mantova e Bologna e oltre 600 allevamenti. Grazie alle vendite solidali attuate dalla Coldiretti attraverso i mercati e le botteghe di Campagna Amica e quelle attraverso le principali catene distributive  si è generata  una enorme catena di solidarietà anche via internet che ha salvato dal fallimento stalle, caseifici e magazzini e sostenuto la ripresa dell’economia e dell’occupazione del territorio. Il sisma – sottolinea la Coldiretti – ha provocato danni per circa un miliardo nelle campagne dell’Emilia e della Lombardia dove si produce oltre il 10 per cento del Pil agricolo e dal quale partono verso l’Italia ed il resto del mondo le piu’ prestigiose produzioni agroalimentari nazionali, dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano, dall’aceto balsamico di Modena al prosciutto di Parma fino al Lambrusco. Insieme ai prodotti – precisa la Coldiretti – sono state colpite seimila aziende agricole, fienili, stalle, magazzini, impianti di trasformazione alimentare, dal latte alla frutta, dal vino alla carne, ma anche gli impianti dei consorzi di bonifica necessari per garantire la sicurezza del territorio. Nonostante le procedure di rilevamento dei danni e gli stanziamenti dei fondi in tempi sufficientemente veloci grazie all’impegno delle Istituzioni regionali, una burocrazia estremamente frammentata tra regole e pubblica amministrazione ha impedito – sottolinea la Coldiretti – che i finanziamenti, pur disponibili, raggiungessero cittadini e imprenditori in tempi adeguati alla gravità dell’evento. Le circa seimila aziende agricole danneggiate (il 25 per cento delle 23.500 imprese totali danneggiate rilevate dalla Protezione Civile) in dodici mesi non hanno ricevuto neanche un euro. Si tratta di una situazione paradossale – sottolinea Coldiretti – in quanto i soldi sono stati stanziati ma non riescono ad arrivare alle imprese. Si è creata una situazione di stallo – spiega Coldiretti – soprattutto a causa di un rimpallo di responsabilità tra professionisti, Comuni, struttura commissariale, Regione prigionieri di regole e norme urbanistiche non chiare e molto frammentate, con l’aggravante delle banche che procedono molto lentamente nella concessione del credito, anche se c’è la garanzia della Cassa depositi e Prestiti. Gli imprenditori agricoli sono quindi ripartiti – conclude la Coldiretti – mettendo mano ai loro risparmi per acquistare macchine, mettere in sicurezza edifici e lavorare i loro prodotti, assicurando continuità sul mercato.