Il grido di allarme viene da un membro del Consiglio di Amministrazione di Efsa: in Europa potremmo presto trovarci di fronte al caos, se le autorità nazionali di valutazione del rischio- e ancor più, la gestione del rischio a livello nazionale, tramite i Ministeri- prenderanno strade diverse rispetto a quelle intraprese a livello europeo-centrale. Ed Efsa è sempre più messa in fuorigioco da diversi Stati: ad esempio, su Bisfenolo A (BPA) la Francia aveva preceduto sia la valutazione che la gestione, con misure restrittive. Ora tocca anche alla Danimarca, che tramite una valutazione della Danish Technical University mette alla berlina sempre il BPA.
Non sono peraltro gli unici casi: anche la caffeina vede una diversa valutazione del rischio da parte dell’Anses francese e del BfR tedesco. Che avevano espresso una particolare cautela nell’assunzione congiunta di caffeina ed alcol, in ragione di altri rischi. Inoltre, se la dose ritenuta non problematica per gli adulti è di circa 400 mg per Efsa, su base giornaliera, un parere precedente dell’Autorità Alimentare Australiana e Neozelandese sottolineava un aumento dell’ansietà a partire da 210 mg/die.
UE che fare in caso di pareri divergenti?
In realtà, entro il regolamento 178/2002 (art.30) è prevista- in caso di pareri scientifici divergenti- un tentativo di composizione degli stessi- che però non può che terminare in un riconoscimento delle divergenze. Bernd Url, direttore esecutivo di Efsa, ha recentemente affermato che è normale un certo grado di divergenza nelle opinioni scientifiche: è così che procede la scienza-ha sostenuto.
Efsa ha promosso nel tempo in pressoché tutti i vari ambiti tentativi di armonizzazione metodologica, con linee guida e protocolli di ricerca ben stabiliti, in modo da rendere i dati e i risultati confrontabili e diminuendo i margini di discrezionalità nello svolgimento della ricerca. Ma non sempre i risultati sono concordi: sia per dati diversi, sia per differenze nell’interpretazione degli stessi. I cittadini capiranno? È allora la domanda da farsi. E chi sembra tutelare di meno il cittadini viene inevitabilmente sospettato di altri interessi.
La realtà? In presenza di incertezze di vario tipo, le autorità nazionali-cui compete in via prioritaria la tutela della salute dei propri cittadini, anche per legittimo tornaconto elettorale- sono più propense ad agire con la massima cautela. Con stime necessariamente più conservative.