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Parlamento UE vota per mantenere i “profili nutrizionali”

18 Giugno 2015
Parlamento UE vota per mantenere i “profili nutrizionali”

Lo scorso 16 giugno il Parlamento eurpeo ha votato circa una revisione della normative sui Nutrition and Health Claims (reg. 1924/2006)- comprensiva di una valutazione dell’approccio sui profili nutrizionali, tuttora assenti. I voti a favore sono stati 17, 2 quelli contro e 6 gli astenuti, su una normativa certamente complessa. Al centro del tavolo, i profili nutrizionali di cui all’art. 4 del reg. 1924/2006 -per limitare l’uso effettivo dei claim a prodotti non eccessivamente sbilanciati nutrizionalmente. Il Parlamento con il suo voto ha rigettato la proposta di stralciare i profili nutrizionali dal regolamento. Insomma, presto (o meglio sarebbe dire, a distanza di 8 anni, "prima o poi") i profili nutrizionali dovranno essere adottati. Con una metrica europea chiara che stabilisca le pregiudiziali per limitare un marketing eccessivo di promesse nutrizionali entro junk food e soft drink.

Viene così rigettata la richiesta del deputato Renate Sommer che chiedeva una revisione del sistema dei profili nutrizionali, in ragione delle difficoltà pratiche che si sono create con la normativa 1924, “includendo problemi di distorsione della concorrenza, rivedendo così le basi della autorizzazione scientifica e se utile e realistico, portando alla eliminazione del concetto dei profili nutrizionali.”

Il far west– quale oggi esiste- non è quindi per nulla legittimo- e bisogna ripristinare in modo chiaro la tutela della salute pubblica- il segnale che emerge.

La Corte di Giustizia

La Corte di Giustizia UE… ha rigettato una citazione della Health Food Manufacturers Association-HFMA (industria integratori). E nel frattempo, i consumatori europei della BEUC hanno dichiarato che la Commissione intende fare poco per proteggere la salute dei cittadini UE. Tutti scontenti insomma. Ma qualcosa si muoverà a brevissimo.

Proteste industria

I produttori avevano protestato circa i lunghi tempi di scrutinio dei claims da parte di Efsa- e successiva autorizzazione della Commissione europea, tramite inserimento nel registro unico. Ma la Corte ha supportato la lettura della Commissione. In nessuna parte del reg. 1924 si afferma infatti che i claim dovranno essere approvati in un’unica soluzione. Quel che è vero che tale aspetto può aver messo le imprese in condizioni differenziali di concorrenza. D’altro canto, è impensabile- questo il ragionamento delle istituzioni-che 44.000 indicazioni sulla nutrizione e salute siano processate e validate in tempi brevi. Stando infatti gli alti standard scientifici richiesti, non sarebbe stato pensabile altrimenti.

Un’altra azienda di integratori, Plantavis, ha fatto causa sia ad Efsa che alla Commissione per motivi analoghi. La Commissione già nel 2010 aveva in ogni caso informato che le indicazioni di salute riferite a prodotti tradizionali (non vegetali) sarebbero state processate per prime.

Oggi solo 222 indicazioni nutrizionali e salutistiche risultano approvate. Mentre diverse centinaia sono in attesa di ricevere una risposta definitiva. Ma proprio tali indicazioni “in attesa” non sono in alcun modo impugnabili legalmente. Le regole di ingaggio stando alla Corte sono chiarissime e non vi sarebbero spazi per ricorsi.

Parlamento UE

Il voto del 16 giugno del Parlamento europeo , proposto dal Comitato ENVI al Comitato Affari Legali, è in risposta alla Better Regulation Agenda e REFIT. Un voto non normativo, ma che invierà un forte segnale alla Commissione Juncker.

Poteri del Parlamento

 Inoltre c’è chi teme che il ruolo del Parlamento- che ha proposto 228 emendamenti- possa essere sminuito da un futuro “impact assessment” della Commissione sulle varie opzioni.

C’è infine chi ha chiesto alla Commissione di stabilire un Better Regulation Advisory Board- che seppure non in grado di prendere decisioni politiche potrebbe allargare ulteriormente la sfera dei punti controversi, con una regia sempre più frammentata, e che certamente non aiuta a comporre interessi già in partenza così divergenti- come quelli tra industria e consumatori-, ed entro  l’industria, tra le sue varie anime (integratori vegetali, e altri).