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UE, presto bando sui grassi TRANS

30 Luglio 2015
UE, presto bando sui grassi TRANS

Nonostante le dichiarazioni dell’industria alimentare, in base alle quali i grassi trans (TFAs) sarebbero ormai “solo” il 7-8% del contenuto totale delle margarine comuni (Associazione Europea produttori di Margarina), il commissario alla salute Andriukaitis conferma la necessità di un bando, per mettere al sicuro l’export europeo. Diversamente- questa la linea di ragionamento seguita- l’Europa nel suo insieme si troverebbe in grosse difficoltà- soprattutto con gli USA che da qualche anno hanno infatti ritirato lo status di “Generally Recognised As Safe” ai grassi vegetali idrogenati-imponendo una proibizione di fatto. Mentre di più lungo corso è l’obbligo di indicare in etichetta nutrizionale la percentuale di grassi trans (TFAs).

I TFAs sono una particolare famiglia di grassi monoinsaturi, ma a differenza della nomea di salubrità degli insaturi, sono in grado di irrigidire le arterie. Sono molto comodi per l’industria, in quando solidi a temperatura ambiente e con facilità di uso, basso costo delle materie prime iniziali, facilmente conservabili. Studi recenti, oltre a confermare l’aumento di rischi di infarto, ictus e malattie cardiovascolari, presentano diverse evidenze nel senso di un aumento di altre malattie (come l’Alzheimer e vari tipi di cancro).

I vuoti della normativa UE

In base alla normativa europea, non solo non è obbligatorio indicarli in etichetta– ma è anche impossibile indicarli volontariamente. E’ questo il triste destino europeo dei grassi trans (TFAs). Certo, le istituzioni europee si sono riservate il diritto di provvedere successivamente alla loro indicazione. Ma al momento- e dopo ben 3 anni dalla data di entrata in vigore del regolamento 1169/2011- non si segnalano passi avanti sostanziali.

La difficoltà è complicata dall’obbligo di segnalare la presenza di diversi livelli di idrogenazione dei grassi: infatti, “totalmente” o “parzialmente” idrogenato vanno posti in lista ingredienti a fianco del tipo preciso di grasso od olio vegetale utilizzo. I consumatori sono portati purtroppo a pensare che un grasso “parzialmente idrogenato” sia migliore di uno “totalmente” idrogenato –in ragione di una minore alterazione chimica. Ma così non è: una idrogenazione completa infatti evita proprio la formazione dei famigerati TFAs.

Il Commissario Vytenis Andriukaitis non è nuovo a tali prese di posizione. Aveva già lanciato una forte richiesta in tal senso addirittura nel 2009 quando ancora non era Commissario UE alla salute. Insomma, un suo cavallo di battaglia. Insieme alla lotta all’abuso di alcol.

Cardiologi all’unisono

Recentemente proprio la European Cardiology Society aveva chiesto all’Europa di mettere al bando i TFAs, mentre già 5 paesi UE lo hanno fatto- Danimarca, Austria, Ungheria, Islanda, Norvegia e Svizzera- con limiti al 2% sul contenuto massimo di grassi.

Ciò nonostante, secondo la OMS, soprattutto nei paesi dell’Est, alcuni gruppi particolarmente esposti della popolazione potrebbero raggiungere anche un consumo di ben 30 g al giorno. Laddove, un consumo di soli 5 grammi è associato ad un aumento del 23% del rischio di malattie cardiovascolari. Ragion per cui proprio nel 2014, la OMS Europa aveva chiesto-nella sua pubblicazione “European Food and Nutrition Action Plan 2015–2020”  un bando generalizzato di tali grassi. In Europa le malattie cardiovascolari sono ancora la prima causa di mortalità, con circa il 40% del totale delle morti.