Con un comunicato congiunto, la Federazione Europea dei Veterinari (FVE) ed il Comitato Permanente dei Medici Europei (Standing Committee of European Doctors -CPME) dichiarano guerra alla resistenza agli antibiotici, fenomeno che da alcuni anni sta preoccupando, sia per gli effetti sulla salute pubblica che animale.
Il documento di intesa- Memorandum of Understanding- è stato firmato il 16 novembre scorso, dalla Dr Katrín Fjeldsted, CPME e dal Dr Rafael Laguens, FVE e mira a creare un contesti di maggiore cooperazione, entro la logica sempre più ricorrente di “One Health”.
One health è definite come lo sforzo collaborative di diverse discipline- lavorando a livello locale, nazionale e globale- per raggiungere uno stato di salute ottimale per la popolazione, gli animali e e l’ambiente.
One Health implica-nel caso in questione- che salute umana e degli animali sono strettamente connesse, e che un abuso di farmaci antibiotici veterinari è dannoso per l’uomo, così come un ricorso innecessario a farmaci per l’uomo.
Infatti una delle aree prioritarie della cooperazione riguarda proprio la resistenza agli antibiotici. Fenomeno che costituisce una seria minaccia di salute pubblica e richiede una risposta congiunta e coordinata.
Le due organizzazioni inoltre si prestano a collaborare in aree di policy come il TTIP, con il tema degli antibiotic a scopo preventive che ancora divide l’Europa-dove sono proibiti- dagli USA.
E’ sempre più necessario, come sottolineato dal presidente del FVE Laguens, una coerenza di policy senza la quale non è possibile raggiungere buoni risultati.
Il Ministero della Salute italiano da parte sua ha sottolineato come-in occasione della giornata europea per la lotta alla antibiotico-resistenza- si sia affiancata per la prima volta un approccio globale.Anche quest’anno, secondo l’Istituto superiore di sanità, l’aspetto più critico riguarda la resistenza ai carbapenemi, che continua ad aumentare. L’Italia è in Europa al quinto posto per utilizzo di antibiotici sul territorio per la salute umana.