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Efsa e trasparenza dei dati scientifici, la società civile risarcita

8 Ottobre 2015
Efsa e trasparenza dei dati scientifici, la società civile risarcita

Con due sentenze della Corte di Giustizia, 2015/C 311/04 e 2015/C 311/05, in merito a precedenti sentenze della stessa Corte- viene ribaltata l’assoluzione garantita in precedenza (T-214/11, EU:T:2013:483) all’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), e dichiaratane la responsabilità in caso di non ottemperanza con requisiti di trasparenza, indipendenza e disponibilità dei dati alla società civile- come previsto in particolare dalla normativa UE – Reg. (CE) 1049/2001  sulla accessibilità ai documenti delle istituzioni UE e il Reg. (Ce) 1367/2006 sulla Convenzione di “Aarhus “sull’accesso alle informazioni, partecipazione pubblica e partecipazioni nei processi decisionali nonchè alla giustizia in tematiche ambientali.

Nel 2011, Pesticide Action Network (PAN) e ClientEarth avevano sollevato un caso alla Corte UE recriminando la mancanza di trasparenza di Efsa sulle decisioni circa documenti interni per le autorizzazioni dei fitosanitari (Guidance Document), e di come Efsa non avesse tenuto in considerazione le opinioni di ricercatori indipendenti, pure giunte a seguito di consultazione pubblica sullo stesso documento. Efsa si era rifiutata di rendere accessibili alcune bozze di commenti pervenuti da esperti, impedendo una piena trasparenza del processo decisionale.

Il sospetto era che ricercatori affiliati alle case produttrici di fitosanitari avessero esercitato una indebita influenza nella correzione delle bozze- con ripercussioni di salute pubblica dovute a erronee condizioni di autorizzazione dei fitosanitari. A sorpresa ed in contropiede, Efsa il 12 dicembre 2011 aveva reso pubblici i documenti prima di un giudizio della Corte- chiedendo poi l’archiviazione del caso- salvo però la mancata pubblicazione delle bozze “in progress” con i commenti di alcuni ricercatori- in nome della protezione della privacy.

Dopo una prima archiviazione del caso, le due ONG non si sono fermate, ed in seguito a ricorso, sono riuscite a vincere: Efsa è condanata a pagare le spese legali.

La protezione dei dati personali dei ricercatori è stata giudicata un bene giuridico di valore inferiore rispetto al diritto di trasparenza e pubblicità del decision making. La Corte ha ritenuto che la tutela di interessi pubblici vada posta prima rispetto a quella di privati (privacy e protezione dei dati personali).

Coldiretti partecipando a gruppi ristretti di lavoro in rappresentanza degli agricoltori europei si è sempre battuta per la trasparenza dei processi decisionali in Efsa, necessaria per una elevata qualità dei pareri- e con il fine ultimo di garantire un elevato livello di fiducia nell’indipendenza della valutazione scientifica europea.