ARTICOLO | Economia

Caldo, vendemmia al via con 10 giorni di anticipo

28 Luglio 2026
Caldo, vendemmia al via con 10 giorni di anticipo

È scattata con dieci giorni di anticipo la vendemmia in Italia, sotto l’effetto del grande caldo che ha accelerato la maturazione dei grappoli mentre la siccità rappresenta un’incognita per le rese. Ad annunciarlo è la Coldiretti con l’avvio delle operazioni nell’azienda vinicola “Defilippi I Gessi”, a Oliva Gessi, nell’Oltrepò Pavese, che interessano le varietà bianche da spumante.

 

Mai come quest’anno risulta difficile fare previsioni quantitative su una vendemmia che sarà di fatto spalmata su un arco di quasi cinque mesi e che rappresenta una vera e propria sfida enologica per le aziende, anche in considerazione della concentrazione zuccherina che le temperature record e la siccità stanno per ora determinando nelle uve. Sembra invece, al momento, scongiurato il rischio peronospora, con una qualità che si annuncia un po’ dappertutto come eccellente.

Il cambiamento climatico accelera la maturazione delle uve

L’avvio della raccolta nell’Oltrepò Pavese, dove generalmente le operazioni scattavano dalla prima decade di agosto, fotografa la realtà di un cambiamento climatico che è ormai diventato un fattore strutturale di cui i viticoltori sono costretti a tenere conto nelle strategie aziendali.

In Toscana si potrebbe iniziare a raccogliere le uve Sangiovese addirittura intorno a metà agosto, una data assolutamente inconsueta per i vini rossi, che tradizionalmente abbracciano il periodo tra settembre, ottobre e novembre.

Grandine e maltempo minacciano la vendemmia 2026

Ma assieme a caldo e siccità sulla vendemmia 2026 pesa anche l’incognita maltempo, con la grandine che ha già colpito a macchia di leopardo causando gravi danni ai vigneti, dal Nord al Centro.

Burocrazia, costi energetici e dazi aggravano la crisi del settore

Fattori che cadono in un periodo peraltro già complesso per il settore, gravato dal peso della burocrazia, dall’aumento dei costi di produzione legato alle tensioni geopolitiche e dalle guerre commerciali, senza dimenticare i cambiamenti delle abitudini di consumo.

Per questo Coldiretti rilancia sul tema della sburocratizzazione, sulla necessità di consolidare i mercati esistenti ma di aprirsi a nuovi e sulla necessità di continuare a investire in un piano di rilancio che tenga conto anche della capacità di raccontare il vino in maniera più efficace anche nei confronti delle nuove generazioni, così da rafforzare la competitività di un settore che sta affrontando una fase delicata.

Secondo un’analisi Coldiretti, la burocrazia ruba 1,6 miliardi di euro all’anno ai produttori, mentre le giacenze in cantina sono aumentate del 6,7% in quantità rispetto allo scorso anno. A ciò si aggiunge l’aumento incontrollato dei costi legato alle tensioni geopolitiche. La guerra in Iran ha portato un aggravio di 250 euro a ettaro per ogni azienda, come evidenziato dal Centro Studi Divulga, tra aumento dei prezzi di energia, fertilizzanti e materiali, mentre l’export si è ridotto del 7% in valore nei primi quattro mesi del 2026, con una punta del 15% sul mercato Usa, gravato dai dazi di Trump.

Carenza di manodopera specializzata per la raccolta

Un’ulteriore criticità di cui tener conto è rappresentata dalla difficoltà a reperire manodopera specializzata per le operazioni vendemmiali. Nonostante i passi avanti fatti grazie all’azione della Coldiretti sul fronte dei flussi e le tutele garantite per contrastare le alte temperature, resta la carenza di personale qualificato lamentata da molte aziende.

Il vino resta un pilastro dell’agroalimentare italiano

Nonostante ciò il vino resta uno dei pilastri dell’economia agroalimentare nazionale forte anche della sua resilienza e dell’impegno quotidiano delle 241.000 imprese viticole attive. Il fatturato si aggira sui 14 miliardi di euro, con una superficie di 681.000 ettari e una forte vocazione alla qualità, con il 78% dei vigneti dedicati alle Indicazioni Geografiche. Un primato che si accompagna a una biodiversità unica al mondo, con centinaia di varietà autoctone.

FAQ

Perché la vendemmia 2026 è partita in anticipo?
Le temperature record dell’estate hanno accelerato la maturazione delle uve, anticipando di circa dieci giorni l’inizio delle operazioni rispetto alla media degli ultimi anni.

Quali sono le principali incognite per la vendemmia di quest’anno?
Le principali incognite riguardano la siccità, che può ridurre le rese, e il rischio di grandinate e maltempo che potrebbero danneggiare i vigneti durante la raccolta.

Quando potrebbe iniziare la raccolta del Sangiovese in Toscana?
Secondo Coldiretti, le uve Sangiovese potrebbero essere raccolte già intorno a metà agosto, una data molto anticipata rispetto al periodo tradizionale dei vini rossi.

Quali problemi economici stanno affrontando le aziende vitivinicole?
Le aziende devono fare i conti con l’aumento dei costi di energia, fertilizzanti e materiali, con il peso della burocrazia e con il calo dell’export, in particolare verso gli Stati Uniti.

Quanto pesa il settore vitivinicolo sull’economia italiana?
Il comparto conta circa 241.000 imprese, genera un fatturato di circa 14 miliardi di euro e coltiva 681.000 ettari di vigneto, con il 78% delle superfici dedicate a produzioni a Indicazione Geografica.