La morte dei quattro braccianti stranieri, arsi vivi all’interno della loro auto, rappresenta una tragedia che scuote profondamente le coscienze e lascia sgomenta l’intera comunità nazionale.
Coldiretti esprime il più profondo cordoglio e la propria vicinanza alle famiglie delle vittime, colpite da un episodio definito di una gravità sconvolgente.
Secondo l’organizzazione agricola, si tratta di un fatto criminale e disumano che non può lasciare indifferenti e che richiama l’attenzione sulla necessità di contrastare ogni forma di sfruttamento e marginalizzazione che colpisce i lavoratori più fragili.
Un episodio che richiama l’impegno per la legalità
Quanto accaduto non ha nulla a che vedere con il mondo agricolo, con il lavoro nelle campagne e con i valori che animano quotidianamente centinaia di migliaia di imprese agricole italiane.
L’episodio viene definito un fatto criminale che rende ancora più urgente mantenere alta l’attenzione contro:
- sfruttamento del lavoro;
- illegalità;
- marginalizzazione sociale;
- infiltrazioni criminali nelle filiere produttive.
Rafforzare controlli e contrasto al lavoro irregolare
Secondo Coldiretti è necessario continuare a rafforzare le attività di controllo e contrasto a tutte le forme di lavoro irregolare e sfruttamento.
L’obiettivo è colpire chi opera fuori dalla legalità, danneggiando contemporaneamente:
- i lavoratori;
- le imprese agricole oneste;
- la trasparenza delle filiere produttive.
L’impegno contro il caporalato
Coldiretti ricorda di essere stata tra le prime organizzazioni a sostenere l’introduzione della legge contro il caporalato, considerata uno strumento fondamentale per tutelare la dignità del lavoro e contrastare le infiltrazioni criminali nel settore agricolo.
Un impegno che, secondo quanto evidenziato nel comunicato, è proseguito negli anni anche attraverso iniziative di monitoraggio, studio e sensibilizzazione.
Il lavoro con la Fondazione Osservatorio Agromafie
Tra le attività portate avanti viene ricordata la collaborazione con la Fondazione Osservatorio Agromafie.
L’attività svolta ha riguardato:
- monitoraggio dei fenomeni illegali;
- attività di ricerca e approfondimento;
- promozione della legalità;
- prevenzione dello sfruttamento lavorativo;
- rafforzamento della trasparenza lungo la filiera agroalimentare.
Legalità e tutela della persona al centro
La tragedia che ha coinvolto i quattro lavoratori impone, secondo Coldiretti, una riflessione profonda e un rinnovato impegno da parte delle istituzioni, delle forze sociali e del mondo produttivo.
Legalità, rispetto della persona e tutela della vita umana vengono indicati come principi non negoziabili per contrastare ogni forma di sfruttamento e isolare chi opera nell’illegalità.
L’obiettivo è difendere il lavoro regolare e garantire condizioni di dignità e sicurezza per tutti i lavoratori.
FAQ
Cosa chiede Coldiretti dopo la morte dei quattro braccianti?
Il rafforzamento dei controlli contro lavoro irregolare, sfruttamento e illegalità.
Qual è la posizione di Coldiretti sul caporalato?
L’organizzazione sostiene da anni strumenti normativi e attività di contrasto per tutelare la dignità del lavoro e la legalità nelle filiere agricole.
Quale ruolo svolge la Fondazione Osservatorio Agromafie?
Promuove attività di monitoraggio, studio e sensibilizzazione sui fenomeni illegali che interessano il comparto agroalimentare.
Quali principi vengono richiamati nel comunicato?
Legalità, rispetto della persona, tutela della vita umana e difesa del lavoro regolare.