Sensibilizzare cittadini e consumatori verso scelte alimentari corrette potrebbe contribuire a prevenire 144mila casi di malattie non trasmissibili entro il 2050.
È quanto emerge da un’analisi Coldiretti su dati della Fondazione Aletheia, diffusa in occasione dell’inaugurazione del primo mercato contadino presso il Policlinico Universitario Federico II di Napoli.
L’iniziativa punta a promuovere un modello alimentare fondato su prodotti agricoli freschi, locali e poco trasformati, con l’obiettivo di favorire stili di vita più consapevoli.
Il primo farmers market al Policlinico Federico II
Negli spazi della Scuola di Medicina e Chirurgia del Policlinico è stata proposta una selezione di eccellenze agricole del territorio.
Tra i prodotti presenti:
- ortofrutta di stagione;
- olio extravergine d’oliva;
- formaggi di bufala, pecora e mucca;
- Mozzarella di Bufala;
- miele, pappa reale e propoli;
- salumi stagionati;
- tartufi e prodotti trasformati a base di tartufo;
- pane e prodotti da forno;
- conserve e preparazioni tipiche del territorio.
Tra le produzioni ortofrutticole presenti figurano anche mela annurca campana, albicocche del Vesuvio, ciliegie, zucchine, piselli e pomodoro del piennolo.
Presente inoltre la caprese con pomodoro e mozzarella, indicata come simbolo della Dieta Mediterranea e della qualità agroalimentare campana.
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Un progetto che unisce agricoltura, salute e prevenzione
Il farmers market del Policlinico rappresenta una nuova tappa del progetto promosso da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica insieme alla Fondazione Aletheia.
L’iniziativa segue le esperienze già realizzate presso il Policlinico Gemelli di Roma e l’Ospedale Giovanni XXIII di Bari.
Secondo il comunicato, portare un mercato contadino in una struttura sanitaria significa creare uno spazio dedicato alla promozione di un modello alimentare basato su prodotti agricoli freschi, locali e poco trasformati.
L’obiettivo è contribuire alla diffusione di abitudini alimentari più sane sia nelle strutture sanitarie sia nelle famiglie e orientare le future politiche pubbliche verso una maggiore attenzione alla prevenzione.
Dieta Mediterranea e riduzione dei fattori di rischio
La salute passa anche attraverso l’alimentazione.
Seguire i principi della Dieta Mediterranea e limitare il consumo di alimenti ultra-formulati viene indicato come uno degli strumenti di prevenzione più efficaci.
Secondo uno studio della Fondazione Aletheia, la cattiva alimentazione genera in Italia un costo sanitario di circa 12 miliardi di euro all’anno legato alla cura di malattie croniche associate a stili alimentari non corretti.
Tra le abitudini alimentari indicate come diffuse, soprattutto tra i giovani, figurano il consumo elevato di:
- snack;
- merendine;
- bibite zuccherate;
- energy drink.
Alimentazione e salute: il contributo della ricerca scientifica
Secondo quanto riportato nel comunicato, la ricerca scientifica ha evidenziato il legame tra alimentazione non equilibrata e diverse patologie, tra cui:
- obesità;
- diabete di tipo 2;
- malattie cardiovascolari;
- tumori;
- steatosi epatica;
- disturbi intestinali;
- malattie neurodegenerative.
In questo contesto la Dieta Mediterranea viene indicata come un modello alimentare di riferimento per migliorare la qualità della vita e ridurre il rischio di molte patologie.
Collaborazione tra mondo agricolo e sanitario
Secondo il progetto promosso, la collaborazione tra agricoltura e medicina rappresenta uno strumento strategico per rafforzare il principio secondo cui una corretta alimentazione costituisce uno dei pilastri della salute pubblica.
All’iniziativa hanno preso parte:
- Dominga Cotarella, presidente nazionale di Fondazione Campagna Amica;
- Matteo Lorito, Magnifico Rettore Università degli Studi di Napoli Federico II;
- Elvira Bianco, Direttore Generale Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II;
- Giovanni Esposito, Presidente Scuola di Medicina;
- Salvatore Loffreda, direttore regionale Coldiretti Campania;
- Valentina Stinga, presidente di Coldiretti Napoli;
- Annamaria Colao, Professore Ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo – Chair Cattedra Unesco su Educazione alla salute e allo sviluppo sostenibile, Università degli Studi di Napoli Federico II;
- Riccardo Fargione, Direttore Fondazione Aletheia;
- Giovanni Sarnelli, Professore Ordinario di Gastroenterologia Università degli Studi di Napoli Federico II;
- Carmela Bravaccio, Professore di Neuropsichiatria infantile Università degli Studi di Napoli Federico II;
- Roberto Berni Canani, Professore Ordinario di Pediatria generale e specialistica Università degli Studi di Napoli Federico II;
- Giuseppe Campanile, Professore Ordinario di Zootecnia Speciale Università degli Studi di Napoli Federico II.
FAQ
Dove è stato inaugurato il mercato contadino?
Presso il Policlinico Universitario Federico II di Napoli.
Quanti casi di malattie non trasmissibili potrebbero essere prevenuti entro il 2050?
Secondo i dati riportati, fino a 144mila.
Quanto costa al sistema sanitario la cattiva alimentazione?
Secondo lo studio citato, circa 12 miliardi di euro all’anno.
Quale modello alimentare viene indicato come riferimento?
La Dieta Mediterranea.


