Profili nutrizionali, la Corte di Giustizie (e la Commissione…) mettono una pezza sugli zuccheri

29 Giugno 2016
Profili nutrizionali, la Corte di Giustizie (e la Commissione…) mettono una pezza sugli zuccheri

Una ditta che produce alimenti per sportivi, che ha fatto la sua fortuna su tavolette di zucchero –da almeno qualche decennio- e che aveva sottoposto ad Efsa vanti sulla salute come “ il glucosio è metabolizzato nell’ambito del normale metabolismo energetico corporeo”, "il glucosio sostiene l’attività fisica”, “il glucosio contribuisce al normale metabolismo energetico nel corso dell’esercizio fisico”, “il glucosio contribuisce al normale funzione muscolare nel corso dell’attività fisica. Una ditta che, a seguito della bocciatura dei claim da parte della Commissione europea, nonostante il parere favorevole pregresso di Efsa- bocciatura per motivi di salute pubblica, connessi alla volontà di ridurre i consumi di zucchero nella popolazione generale della UE- ricorre in Corte di Giustizia Ue. La quale però, conferma il parere della Commissione. La Dextro Energy pretendeva che, in ragione del favorevole parere di Efsa (nel 2012) sulla relazione causa-effetto dal punto di vista delle funzioni benefiche esercitate dal glucosio, venisse automaticamente approvata la lista di claim dalla Commissione. La Commissione però ha obiettato (reg. (UE) 2015/8)–nell’ambito della discrezionalità ad essa conferita come gestore del rischio- sulla base di “fattori legittimi e pertinenti” che, in base al reg. 1924/2006 sui nutrition & health claims- sono richiesti per limitare la portata del parere Efsa. E i motivi sono di salute pubblica: le autorità nazionali e internazionali (Organizzazione Mondiale della Sanità inclusa) spingono a ridurre il consumo di zuccheri. Un claim sugli zuccheri che ne esalti le proprietà “benefiche” insomma sarebbe “ambiguo e fuorviante”, (art. del reg. 1924), quindi proibito e in contrasto con l’ordinamento più ampio dell’UE. La Corte di Giustizia inoltre ha obiettato che il parere di Efsa sarebbe limitato ad una sola relazione causa-effetto, senza valutare più ampi aspetti di gestione del rischio- che hanno spesso portato la Commissione europea a porre disclaimer, condizioni d’uso e limitazioni. Ma il capitolo non è chiuso, la Dextro Energy ha fatto ricorso, e ci si attende un ulteriore grado di giudizio. Ad ogni modo, il caso di specie mostra come il buco normativo dovuto alla mancanza di “profili nutrizionali” porti a situazioni di incertezza. I profili nutrizionali, promessi all’articolo 4 del reg. 1924, dovevano proprio valutare la bontà complessiva di un alimento in termini di qualità nutrizionale, considerando nel caso livelli e soglie massime di zuccheri, grassi saturi e sale quali aspetti per prevenire un uso di health claim anche ad alimenti o integratori… poco sani. Cosa che in ogni caso, e al netto di quanto accaduto con Dextro, è ampiamente possibile in Europa. Si tratta ora di vedere come, al di là della precisa sentenza della Corte, si regolerà il legislatore europeo sul delicato tema dei profili nutrizionali, che dal 2009(!) non riesce a trovare una sua collocazione, nonostante un preciso obbligo normativo entro il reg. 1924. Gli Usa hanno appena rivisto i Nutrition Facts, imponendo l’obbligo di indicare in etichetta gli “zuccheri aggiunti”; ovvero quelli non naturalmente presenti (come fruttosio di frutta), limitandone la portata energetica a massimo il 10% del fabbisogno calorico giornaliero. Una mossa che … fa notare i limiti della normativa europea (reg. 1169/2011 dell’Unione) che invece vedono a livelli ben più alti (90 grammi, pari a 360 kilocalorie, pari addirittura al 18% del fabbisogno di calorie su base giornaliera).