COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio dell’11 luglio 2019

12 luglio 2019
News La Forza del Territorio dell’11 luglio 2019

 

PUGLIA: VINO ADULTERATO: TOLLERANZA ZERO

Serve tolleranza zero sulle frodi che mettono a rischio lo sviluppo di un settore che è cresciuto puntando su un grande percorso di valorizzazione qualitativa che ha portato il vino pugliese a raggiungere il record storico di produzione di 11 milioni di ettolitri circa di vino prodotti, al primo posto nella classifica delle regioni più produttive e di crescita in valore nell’export di un ulteriore 6,7% nel 2018.

 

E’ quanto afferma Coldiretti Puglia in riferimento all’operazione “Ghost Wine” del Gruppo Carabinieri per la Tutela della Salute di Napoli, di unita’ dell’Arma territoriale e dell’Unità Centrale Investigativa dell’Icqrf (Ispettorato centrale repressione frodi). Sono aumentati dal 2014 al 2018 del 9% i controlli in Puglia sull’agroalimentare che per il vino si estendono dallo zuccheraggio alle falsificazione delle etichette, dall’annacquamento all’aggiunta irregolare di aromi ma c’è anche la commercializzazione di vini in polvere “Wine Kit” on line con l’utilizzo di prestigiosi marchi italiani, secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati relativi ai controlli effettuati dal Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF) sul settore vitivinicolo. Alle frodi a livello nazionale si aggiungono gli inganni a danno del vino Made in Italy provocati dalla vinopirateria nei diversi continenti dove sono stati scoperti clamorosi falsi.

“È indispensabile che l’attività di controllo sia accompagnata da un sistema sanzionatorio più rigido. L’agroalimentare di qualità subisce gli attacchi continui di falsari che attraverso pratiche commerciali scorrette falsano la sana concorrenza sui mercati nazionali e internazionali, ingannano i consumatori e creano un mercato parallelo di ‘falsi made in Puglia’ che vale centinaia di milioni di euro”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

La popolarità anche internazionale di eccellenze varietali uniche quali primitivo, negroamaro e nero di Troia – afferma Coldiretti Puglia – il successo di importanti vini quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citare i più conosciuti, espongono il comparto a rischio frodi e speculazioni. Prezioso il lavoro di Ispettorato Centrale Repressione Frodi, Nas, Corpo Forestale, affiancati negli ultimi anni dagli organismi di controllo terzo delle DOP e IGP, relativo ai controlli in campo, per la verifica del rispetto delle rese per ettaro sia delle uve fresche che di quelle appassite sulla pianta.

I casi di “agropirateria” nel settore vitivinicolo pugliese riguardano in particolare Negroamaro, Primitivo, Moscato, Aleatico e Malvasia. In America si producono Moscato, Malvasia e Aleatico, venduti con “DOC” californiane Napa Valley o Sonoma County, dice Coldiretti Puglia. Il fenomeno sta colpendo, in maniera particolare, il primitivo pugliese. In America un vino, lo ‘Zinfandel’, viene venduto e si sta affermando sul mercato come ‘Primitivo’ ed i siti non si lasciano sfuggire l’occasione – insiste Coldiretti Puglia – di chiamare in causa continuamente la Puglia, per accrescere il valore e l’immagine del prodotto americano. Gli ottimi risultati dell’attività delle forze dell’ordine confermano l’efficacia del sistema di controlli in Italia che – continua la Coldiretti – vanno però sostenuti con la riforma dei reati in materia agroalimentare per aggiornare le norme attuali, risalenti anche agli inizi del 1900. Un obiettivo – conclude la Coldiretti – sostenuto dalla importante decisione del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede di chiedere la collaborazione di Giancarlo Caselli e dell`Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti, proprio per procedere alla revisione delle leggi in materia.

 

 

Dal territorio

 

ABRUZZO, MLN DI DANNI ALL’AGRICOLTURA: COLPITI GRANO, MAIS, FRUTTA E VERDURA

Ammontano a milioni di euro i danni provocati all’agricoltura dall’ultima violenta ondata di maltempo che ha colpito lungo tutta la Penisola con piante sradicate, serre divelte, frutta come le pesche, le mele ed i kiwi flagellata come pure meloni e pomodori ma anche campi allagati e grano e mais stesi a terra dalle forti tempeste di vento, trombe d’aria e temporali intensi accompagnati da grandinate killer. E’ quanto emerge dal primo monitoraggio effettuato a livello nazionale dalla Coldiretti sugli effetti delle tempeste che hanno colpito le campagne italiane dove è necessario avviare le procedure per la richiesta dello stato di calamità.

La grandine si è abbattuta a macchia di leopardo e con fortissima intensità anche in Abruzzo, dove chicchi dalle dimensioni del tutto anomale hanno provocato danni alle coltivazioni prossime alla raccolta, mandando in fumo un intero anno di lavoro. Situazione aggravata dalla pioggia violenta che ha allagato campi e strutture.

Maggiormente colpite le zone costiere, con particolare riferimento a Pescara e Francavilla per la grandine, ma senza risparmiare il Fucino e le aree piu’ interne, dove la pioggia violenta e alcune grandinate (Trasacco e Ortucchio) hanno devastato alberi, capannoni, serre e ortaggi in campo, lasciando una scia di devastazione per tante aziende agricole in un momento delicato per le colture. Problemi sulla costa ma anche nelle aree collinari della regione, in linea purtroppo con un clima sempre più anomalo e imprevedibile. I danni sono ingenti e hanno colpito ogni tipologia di realtà produttiva con la compromissione non solo del raccolto di stagione ma delle attività del prossimo futuro – dice Coldiretti –  È necessario che le autorità competenti valutino il danno e si chieda lo stato di calamità.

 

MOLISE, MALTEMPO: VIGNETI ABBATTUTI E COLTURE A PIENO CAMPO COMPROMESSE

Dal Basso Molise al Venafrano ingenti sono i danni provocati all’agricoltura dalla violenta ondata di maltempo che si è abbattuta ieri sul Molise. La struttura tecnica di Coldiretti Molise ha immediatamente avviato una ricognizione su tutto il territorio regionale al fine di verificare l’entità dei danni. Al momento, mentre sono ancora in corso i sopralluoghi, si può tracciare una prima mappatura dei danni che hanno interessato maggiormente la fascia costiera ed il venafrano. 

Nello specifico in Basso Molise i danni maggiori hanno riguardato i vigneti che, a causa di vento fortissimo e di trombe d’aria, sono stati rasi al suolo. Danni rilevanti si registrano inoltre alle orticole a pieno campo e ai frutteti, flagellati da grandinate abbattutesi sulla zona a macchia di leopardo. Nell’area del venafrano, invece, il vento unito a violentissime grandinate ha raso al suolo vigneti e campi di mais, danneggiando gravemente anche orticole e oliveti. Ma i danni non si fermano alle colture in quanto la grandine e il vento hanno danneggiato anche varie strutture aziendali.

Riguardo al resto del territorio regionale sono state segnalate grandinate diffuse, seppur a macchia di leopardo, nelle zone interne con i danni che queste comportano. 

Intanto Coldiretti ha chiesto alla Regione Molise di avviare le verifiche dei danni sull’intero territorio regionale ed in particolare nel Basso Molise e nel venafrano.

 

PUGLIA, MALTEMPO: VIGNETI E SERRE DISTRUTTI, PRODUZIONI AZZERATE

Sono state 7 le grandinate con chicchi grandi come palle da biliardo nelle ultime ore in Puglia che, associate a trombe d’aria e nubifragi, hanno lasciato al loro passaggio uno scenario desolante. E’ il bilancio di Coldiretti Puglia, all’indomani dell’ennesima straordinaria ondata di maltempo che in pochi attimi ha sradicato ulivi e alberi a Brindisi, Mesagne, Carovigno, Francavilla, San Michele Salentino, Latiano, Oria, Lizzano, distrutto tendoni di uva da tavola e serre di ortaggi e canapa in provincia di Bari da Bitonto a Casamassima e a Taranto a Castellaneta e Ginosa.

E’ evidente – aggiunge Coldiretti Puglia – la tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 2 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola regionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

 

PUGLIA, MALTEMPO: LA MAPPA DEL DANNO PROVINCIA PER PROVINCIA

Clima tropicale in Puglia nelle ultime ore, dove il caldo intenso è stato bruscamente interrotto da grandinate di straordinaria intensità con chicchi grandi quanto palle di biliardo e da nubifragi che hanno danneggiato le produzioni, gli uliveti, i vigneti di uva da tavola e i frutteti e allagato i campi, affogando gli ortaggi, mentre le trombe d’aria hanno sradicato ulivi e alberi. E’ il bilancio delle verifiche in campo effettuate dai tecnici di Coldiretti Puglia che ha stilato la prima mappa dei comuni colpiti e del danno sulle colture in corso. “L’assessorato regionale all’agricoltura deve attivare le immediate verifiche in campo per la richiesta di declaratoria di stato di calamità naturale. E’ indispensabile che i territori rurali vengano tutelati con efficacia ed immediatezza rispetto ad eventi di tale eccezionalità”, dice Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

La straordinaria ondata di maltempo che sta imperversando in Puglia sin dalla primavera – ricorda Coldiretti Puglia – ha gravemente intaccato le produzioni agricole, compromettendo il raccolto di ortaggi e frutta, le semine con i campi allagati dalle bombe d’acqua improvvise e ripetute, le piantine di angurie e meloni distrutte dalle grandinate killer, mentre sono gravi i danni ai vigneti e agrumeti, oltre allo stress degli animali nelle stalle e delle api per cui la produzione di miele risulta quasi azzerata.

Bari e BAT – Grandine e pioggia a Rutigliano, Noicattaro, Casamassima, Adelfia, Conversano, Molfetta, Giovinazzo, Bisceglie, Terlizzi, Bitonto, fino a Canosa di Puglia e Loconia – rileva Coldiretti Puglia – con danni ingenti in corso di verifica tecnica a frutteti, vigneti, oliveti, sulle orticole in pieno campo e strutturali sulle serre con copertura in vetro che si è infranto sotto i colpi della grandine e con copertura in plastica, dove i teli sono stati bucati dai chicchi di grandine.  Alluvione a Turi e a Castellana Grotte.

Brindisi – Sradicati ulivi e alberi a Brindisi e Fasano per una tromba d’aria, denuncia Coldiretti Puglia. Grandinata di inusitata gravità a San Vito, Serranova, Fasano, Torre Santa Susanna, Mesagne, Carovigno, Francavilla, San Michele Salentino, Latiano, Oria, Lizzano. Danni sugli ortaggi in campo e sulle serre, sul grano e sugli uliveti.

Foggia – Violenta grandinata ad Apricena, Poggio Imperiale, Lesina, Serracapriola, San Severo. Tromba d’aria tra San Severo e San Marco in Lamis in provincia di Foggia, oltre all’alluvione – aggiunge Coldiretti Puglia – che ha creato vere e proprie cascate d’acqua a San Giovanni Rotondo. Danni a macchia di leopardo tra il 30 e l’80% sulle colture di pomodori, zucche e ortaggi e su vigneti e oliveti.

Taranto – Grandinata di straordinaria intensità – segnala Coldiretti Puglia – a Castellaneta, Grottaglie, Ginosa, Montemesola, con danni ingenti sui tendoni di uva da tavola, ortaggi e frutteti. Sul resto della provincia acqua mista a grandine.

Lecce – Forti raffiche di vento – conclude Coldiretti Puglia – che stanno alimentano gli incendi nei campi pieni di sterpaglia e erbe infestanti secche, trasformando in torce gigantesche gli ulivi morti a causa della Xylella. 

 

MANTOVA, VINO, DOC E IGT TRASCINANO IL VIGNETO MANTOVANO: +11,6% DAL 2010

Continua a crescere il vigneto mantovano, che fra il 2010 e oggi ha segnato un incremento delle superfici dell’11,6%, trascinato dalle Doc (Lambrusco mantovano Doc, Garda Colli Mantovani Doc, Garda Doc) e dalle Igt (Provincia di Mantova Igt, Alto Mincio Igt, ma anche le varietà Igt e Igp di Lambrusco, Cabernet, Merlot, Sauvignon, Chardonnay) del territorio, che garantiscono non soltanto produzioni certificate e di qualità, ma anche biodiversità dei vigneti e delle bottiglie prodotte. E’ quanto afferma la Coldiretti Mantova, sulla base dei dati Istat, a circa un mese dall’avvio della vendemmia 2019.

Cresce anche la produzione – precisa Coldiretti Mantova – passata dai 144.000 ettolitri a livello provinciale nel 2010 ai 176.000 ettolitri del 2018, con un balzo del 22,2 per cento. I vini del territorio – continua la Coldiretti Mantova – piacciono sempre di più anche all’estero. Si registra, infatti, un boom del valore delle esportazioni passate da 4,65 milioni di euro nel 2010 a 47,80 milioni di euro nel 2018. Un successo frutto della valorizzazione delle tipicità territoriali attraverso le Doc e le Igt.

“Siamo di fronte a un settore particolarmente vivace – commenta il presidente di Coldiretti Mantova, Paolo Carra – che grazie alle iniziative camerali e alla marcata imprenditorialità ha saputo valorizzare le uve del territorio certificate sul mercato italiano e straniero”.

“Per questo – prosegue il presidente Carra – è molto importate valutare con attenzione il progetto di creare un’unica Igt Lombardia. Il tavolo di confronto è aperto e Coldiretti Mantova è disponibile a collaborare con l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi per tutelare e valorizzare la tipicità dei vini del territorio e sostenere al meglio la competitività delle aziende vitivinicole mantovane”.

 

BERGAMO, AL VIA UN BANDO REGIONALE PER SOSTENERE NUOVI IMPIANTI DI IRRIGAZIONE

“La gestione delle risorse idriche è una delle sfide più difficili che il mondo agricolo si trova ad affrontare, alla luce anche dei cambiamenti climatici in atto, per questo è particolarmente importante il bando da 3,5 milioni di euro che la Regione Lombardia ha pubblicato a sostegno degli investimenti finalizzati alla ristrutturazione o riconversione dei sistemi di irrigazione”. Lo ha detto il presidente di Coldiretti Bergamo, Alberto Brivio, nel ringraziare Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi per aver voluto il provvedimento che darà la possibilità agli agricoltori di integrare i sistemi di irrigazione tradizionali con tecnologie innovative e moderne.

Il Bando prevede il finanziamento di interventi di riconversione del metodo irriguo dallo scorrimento superficiale a sistemi di irrigazione “mirati”, che prevedano l’utilizzo di pivot, rainger, rotoloni con irrigatori a lunga gittata per un risparmio dei quantitativi di acqua utilizzati. Inoltre prevede il finanziamento dell’installazione di dispositivi per la programmazione, la gestione, la misurazione, il controllo e l’automatizzazione degli interventi irrigui.

L’ammontare del contributo, espresso in percentuale della spesa ammessa, è pari al 40%. La spesa minima ammissibile per domanda di contributo è pari a 25.000 euro.

“Non si tratta di andare a scardinare sistemi di irrigazione in uso da anni e fondamentali per il mantenimento dell’ecosistema – evidenzia Brivio –  ma di disporre anche di nuove soluzioni per l’utilizzo razionale delle acque favorendo così un’attività agricola sempre più sostenibile e attenta alla gestione del territorio”. Le domande per accedere ai finanziamenti si possono presentare dal 12 luglio al 14 ottobre e gli uffici di Coldiretti Bergamo sono a disposizione per ulteriori informazioni e per l’istruzione della pratica.

 

SALERNO, ILLEGITTIMO TRIBUTO PER SERRE RICHIESTO DA CONSORZIO BONIFICA SARNO

Il nuovo tributo aggiuntivo deciso dal Consorzio di Bonifica Integrale Comprensorio Sarno per la raccolta delle acque di scolo degli impianti serricoli sta provocando forti malumori tra gli agricoltori dell’agro sarnese nocerino. Negli ultimi giorni sono stati notificati avvisi bonari per questo tributo aggiuntivo che riguarda tutti gli impianti serricoli. “Una richiesta illegittima – afferma il presidente provinciale di Coldiretti Vito Busillo – perché gli impianti serricoli non sono soggetti a rendite catastali. Stiamo già preparando i ricorsi con i nostri consulenti legali: perseguiremo ogni strada possibile per risolvere il problema, richiedendo anche quanto dovuto alle imprese danneggiate”. Ieri si è svolto un incontro presso la sede Coldiretti di Sarno alla presenza di una folta rappresentanza di imprenditori; il presidente Vito Busillo e il direttore Enzo Tropiano hanno assicurato il pieno impegno della Coldiretti salernitana per la risoluzione del problema. Inoltre, su sollecitazione di alcuni imprenditori presenti, in particolare Eduardo Ruggiero, già presidente della cooperativa Dani Coop e di Franco Corrado, promotore dell’incontro, si lavora alla richiesta di risarcimento danni per l’allagamento dei terreni agricoli che determinano periodicamente ingenti danni alle colture.

 

TREVISO, ASSEMBLEA: BILANCIO DI UNA COLDIRETTI SANA E RICCA DI OPPORTUNITA’

Una Coldiretti in salute capace nella sua capillarità di arrivare a rappresentare con i suoi presidenti sezionali i 95 comuni della Marca trevigiana. Ieri sera si sono riuniti per l’assemblea annuale di Coldiretti Treviso assieme ai più importanti rappresentanti del mondo agricolo trevigiano, dalla bonifica al lattiero caseario, dal vitivinicolo alla zootecnia. I temi d’attualità non sono certo mancati: il riconoscimento Unesco e la Giornata della Sostenibilità sono solo stati due esempi di come Coldiretti Treviso è stata capace di cercare le opportunità per il bene del territorio, dei cittadini consumatori oltre che ovviamente delle imprese agricole.  L’Organizzazione agricola più rappresentativa della Marca trevigiana, che da poco più di un anno è presieduta da Giorgio Polegato, guarda già ai prossimi mesi ricchi di iniziative e sfide: dall’Oscar Green regionale che vedrà Treviso impegnata con undici finalisti al nuovo Villaggio Coldiretti in quel di bologna già in autunno. Guardando, invece, alle attività recenti è stata espressa viva soddisfazione per il buon esito del primo corso trevigiano che ha diplomato ben 14 agrituristi trevigiani Agrichef alla splendida esperienza durante lo scorso week end a Milano al Villaggio di Coldiretti con circa 800 trevigiani presenti.

L’assemblea è stata resa speciale dalla presentazione del libro “La Gente dei campi e il sogno di Bonomi”. A relazionare, raccontare e approfondire c’era l’autore Nunzio Primavera che ha sottolineato tutte le tappe dell’Organizzazione, dalla fondazione nel 1944 fino alla riforma agraria mettendo in luce la treviginità in questo processo incarnata dal Beato Toniolo e da Mons. Pietro Pavan. Questi ultimi entrambi trevigiani doc ma soprattutto artefici di una pagina del Paese importantissima per la “Gente dei campi” e per quell’agricoltura oggi diventata la più invidiata e voluta nel mondo.  

 

PUGLIA, LAVORO: DA SARTORIA AGRICOLA A SIDECAR MELON, GIOVANI IDEE GENIALI 2019

Da chi ha inventato la ‘sartoria agricola’ con cui cucire su misura l’olio extravergine d’oliva e il cibo pret-a-gorumet per tutti i palati, a chi vende l’anguria con un sidecar accessoriato con un mini frigo, dall’inventore del primo olio extravergine spalmabile come il burro, utilizzando la cera d’api, a chi confeziona il fishburger a miglio0 con elevata shelf life e ready to cook. Sono 6 i geni contadini, vincitori dell’Oscar Green Puglia, scelti dopo una lunga selezione territoriale tra quasi 100 aspiranti finalisti e presentati da Coldiretti Puglia a Bari, alla presenza della leader nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, Veronica Barbati.

Tra le innovazioni c’è l’olio extravergine di oliva ‘tagliato su misura’ da Francesca Dellorusso, che con la sua sartoria agricola – spiega Coldiretti Puglia – accontenta ristoratori italiani e d’oltreoceano a seconda delle scelte culinarie di chef stellati. Dalla disperazione alla speranza, con Giovanna Malcarne di Gagliano del Capo (Lecce) che, per trovare una alternativa alla devastazione causata dalla Xyella in Salento – continua Coldiretti Puglia – ha inventato l’olio extravergine, reso spalmabile grazie all’aggiunta di cera d’api, un prodotto innovativo e unico al mondo, di cui si aspetta solo il via libera dell’UE per la commercializzazione.

Da Gioia del Colle (Bari) il giovane Bartolomeo D’Aprile ha riadattato un sidecar, un mezzo d’epoca in chiave street food, attrezzato con un minifrigo per ‘portare in giro’ fette di anguria in simpatiche confezioni monodose, in bella mostra anche all’Aeroporto di Bari con il suo Smile WaterMelon.

C’è chi trasmette – aggiunge la Coldiretti Puglia – l’amore per gli animali con l’onoterapia, come Annalisa Forte di Laterza (Taranto) che aiuta i bambini e le persone con disagio psichico e motorio attraverso gli asini, utilizzando il latte di asina anche per l’agricosmesi e per gli agrigelati che fanno bene al palato e alla salute.

Da Manfredonia Ezio Greco ha testato gli antiossidanti naturali provenienti dai vegetali per il primo fishburger a miglio0 con elevata shelf life e ready-to-cook. A Laterza Carlo Minimmi produce fiori e foglie eduli e microgreen, i ‘vegetali del futuro’ in quanto ricchissimi di proprietà benefiche, originali nell’aspetto e rivoluzionari nel gusto, conclude Coldiretti Puglia.

I vincitori di Oscar Green Puglia 2019

Categoria Sostenibilità – Giovanna Melcarne classe 2000 – Azienda agricola Melcarne – L’olio extravergine di oliva spalmabile come il burro è nuovo e innovativo, sia per la composizione che per il procedimento di produzione, nonché per la natura stessa del prodotto. Si tratta di un condimento da tavola quasi interamente a base di olio evo e spalmabile a temperatura ambiente, la cui consistenza e aspetto ricordano quelle del miele cristallizzato o del ghi indiano. L’innovazione consiste nell’utilizzo della cera d’api, che dona consistenza, senza che sia aggiunto alcun grasso, burro di caco, olio di palma, grassi idrogenati.

Categoria Campagna Amica – Francesca Dellorusso classe 1981 – Azienda agricola Francesca Dellorusso – Punto di forza dell’azienda Donna Francesca è la capacità di ‘cucire’ su misura per tutti i palati l’olio extravergine di oliva “pret-a-gourmet”, attraverso la sartoria agricola. La missione è “affascinare” il palato dei consumatori italiani e d’oltre oceano: sapori semplici, genuinità dei prodotti, abbinamenti poliedrici, packaging accattivante, comunicazione multilingue, social language.

Categoria Creatività – Bartolomeo D’Aprile classe 1990 – Azienda agricola Bartolomeo D’Aprile – Un mezzo d’epoca in chiave street food. Fin qui nulla di nuovo. Simbolo degli anni ’60, la moto sidecar, nel nuovo millennio diventa street fruit. Ecco l’idea! Un vecchio sidecar il cui posto di fianco è riservato alle fette di anguria fresche. Il sorriso è semplice, internazionale, contagioso e da oggi anche GOLOSO! Una fetta di anguria rallegra le giornate d’estate. Una fetta di anguria fresca e gustosa è un sorriso che cambia la giornata! Segui il sidecar e gusta il tuo SMILE Watermelon!

Categoria Impresa 4.Terra – Carlo Mininni classe 1980 – Ortogourmet – La nostra azienda è specializzata nella produzione e distribuzione di microgreen, fiori e foglie eduli, considerati ormai da moltissimi i ‘vegetali del futuro’ in quanto ricchissimi di proprietà benefiche, originali nell’aspetto e rivoluzionari nel gusto. Coltiviamo contemporaneamente sino a 50 varietà di piante differenti, attraverso le più avanzate tecniche di coltivazione orticola, curando ogni passaggio nei metodi di produzione.

Categoria Noi per il sociale – Annalisa Forte classe 1981 – Azienda agricola Lamacarvotta – Nella valle degli asini c’è la masseria nello splendido scenario della murgia laertina, tra il Parco dell’Alta Murgia e il Parco delle Gravine a metà strada tra Gioia del Colle e Matera. è un’azienda specializzata nell’allevamento degli asini, animali dall’indole docile, compagni ideali per escursioni e passeggiate dedicate ai più piccoli. Il percorso con gli asini, lungo i sentieri dell’azienda, ha una forte valenza didattica, ed è, allo stesso tempo, un’esperienza emozionante di onoterapia. Dal latte d’asina agricosmesi e gelati superlativi.

Categoria Fare Rete – Ezio Grieco classe 1975 – Minaba Farm – Appassionato da sempre di pesce e proteine nobile, sceglie un percorso in discontinuità rispetto alla tradizione di famiglia. Ha realizzato l’unico impianto in Italia di acquacultura multitrofica, con una filiera integrata, dove il mangime a km0 è autoprodotto e la trasformazione nei preparati di pesce e realizzato dalla stessa azienda. Al fine di produrre nuovi trasformati di pesce con elevata shelf life è stato necessario sviluppare tecnologie di processo all’avanguardia del gusto e della sicurezza alimentare. Sono stati messi in atto una serie di accorgimenti tecnologici volti ad arricchire le formulazioni con antiossidanti naturali provenienti da vegetali. Il risultato finale è il burger di pesce, un alimento ready-to-cook ovvero già pronto per essere cucinato.

 

 

Appuntamenti

 

VICENZA: COMUNITÀ E TERRITORI PER UN MODELLO DI SVILUPPO SOSTENIBILE

Venerdì 12 luglio

I piccoli Comuni del Veneto si danno appuntamento a Vicenza domani, venerdì 12 luglio per discutere di comunità e territori per un modello di sviluppo sostenibile. Alle 9.30 nella Sala Francescana di piazza San Lorenzo sindaci, assessori e consiglieri delle mini amministrazioni comunali daranno vita ad un convegno organizzato da Coldiretti Anci Veneto e Fondazione Symbola in collaborazione con la Pastorale sociale e del lavoro per affermare una presenza radicata che fa bene all’ambiente, alla società ed all’economia. Invitati a relazionare Massimo Castelli, coordinatore nazionale dei piccoli Comuni, Roberto Pella vicepresidente Anci nazionale, Raffaele Cavalli nella doppia veste di docente dell’Università di Padova e per la Rete Bio Innovativa.

Gli interventi saranno anticipati dai saluti del sindaco di Vicenza Francesco Rucco, dalla presidente Anci Veneto Maria Rosa Pavanello e dal presidente di Coldiretti Vicenza Martino Cerantola. L’introduzione ai lavori, moderati dal giornalista Antonio Gregolin, sarà a cura della presidente della Consulta dei Comuni di ridotta dimensione demografica Mariarosa Barazza. Per sottolineare le azioni di adattamento climatico post calamità atmosferiche ci saranno Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno e l’assessore incaricato dal sindaco di Asiago. Conclusioni affidate ad Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola ed a Daniele Salvagno di Coldiretti Veneto.

Il 69,7% dei Comuni italiani è al di sotto dei 5mila abitanti, quasi i due terzi del totale 7.977 e il 54,1% della superficie complessiva del Paese. Si tratta di realtà rurali a bassa urbanizzazione e per di più in aree montane.

Il Veneto è la seconda regione in Italia per numero di prodotti tipici, preceduta dall’Emilia Romagna. Un tesoro fatto di 36 tipicità, fra Dop e Igp, di cui 35 nascono e vengono prodotte nei piccoli e piccolissimi Comuni, quelli cioè fino a 5mila abitanti, o nati dalla fusione di più centri, ognuno dei quali conti al massimo quella popolazione. Sono i borghi veneti a serbare tutte le produzioni enogastronomiche tradizionali tutelate. Eccetto una, la Cozza di Scardovari, originaria di un capoluogo di provincia: Rovigo.

La mappa delle tipicità venete e italiane è contenuta nel dossier “Piccoli comuni e tipicità”, realizzato dalla Fondazione Symbola con il sostegno di Coldiretti. Un viaggio che è anche una mappatura dei borghi d’Italia: lì trova casa il 92% delle tipicità italiane (270 su 293). In Veneto i piccoli comuni sono 303, rappresentano il 52,7% della totalità dei comuni, e ospitano oltre 70 mila imprese, il 16,2% del totale. Cinque tipicità venete nascono esclusivamente in località con meno di 5 mila abitanti: sono l’asparago bianco Igp di Cimadolmo (Treviso), l’Asparago Igp di Badoere (Treviso), il Fagiolo Igp di Lamon (Belluno), l’Insalata Ipg di Lusia (Rovigo) e il Marrone Igp di Combai (Treviso).

Il Veneto, annota l’analisi di Symbola e Coldiretti, è l’unica regione del Nord in cui prevalgono, fra i prodotti Igp e Dop dei piccoli comuni, quelli ortofrutticoli e i cereali: sono 17 su 35 tipicità analizzate. Fra i Dop, si va dall’Aglio Bianco Polesano al formaggio Asiago, dall’Asparago Bianco di Bassano alla Casatella Trevigiana. Fra gli Igp si parte dall’Asparago Bianco di Cimadolmo, si passa per la Ciliegia di Marostica, si arriva alle varietà di radicchio (di Chioggia, di Verona, rosso di Treviso, variegato di Castelfranco). I cambiamenti climatici in atto nel nostro Paese sono assolutamente evidenti. In Italia, infatti, è sos grandine e, dall’inizio dell’anno, sono state registrate ben 86 grandinate: più di una ogni due giorni, con un balzo del 48% rispetto allo stesso periodo del 2018. È quanto emerge da una recente analisi della Coldiretti, dalla quale risulta chiaramente che la grandine è l’evento più temuto dagli agricoltori in questo momento, perché i chicchi si abbattono su verdure e frutteti provocando danni irreparabili alle coltivazione e mandando in fumo un intero anno di lavoro.

 

MODENA: CONTINUA LA RACCOLTA FIRME PER DIRE #STOPCIBOANONIMO

Venerdì 12 luglio

Continua senza sosta la raccolta di firme promossa da Coldiretti per dire #stopcibononimo e chiedere trasparenza sulle etichette del cibo. Da questa mattina e fino a domani, il gazebo giallo di Coldiretti Modena farà sosta a Trebbiamo la grande festa della trebbiatura in corso all’Azienda Agricola Villa Forni in Stradello Pirandello 106 a Cognento di Modena.

La petizione #stopciboanonimo – sottolinea Coldiretti Modena – vuole proteggere la salute dei cittadini contrastando la contraffazione e l’adulterazione di prodotti alimentari; prevenire le frodi alimentari che ogni anno sottraggono risorse e posti di lavoro, danneggiando la nostra economia; garantire i diritti dei consumatori assicurando informazioni accurate sul cibo per fare scelte consapevoli.

Si tratta – informa Coldiretti Modena – della petizione europea “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo) per chiedere alla Commissione di Bruxelles di agire sul fronte della trasparenza e dell’informazione al consumatore sulla provenienza di quello che mangia. Di fronte all’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero è nato – spiega Coldiretti Modena – un fronte europeo per la trasparenza in etichetta con la raccolta di un milione di firme in almeno 7 Paesi dell’Unione.

E’ possibile sostenere la raccolta di firme anche nei Mercati di Campagna Amica, negli uffici Coldiretti e on line sui siti www.coldiretti.it e www.eatoriginal.eu.

 

VICENZA: C.A. PROTAGONISTA IN TUTTA LA PROVINCIA TRA MALGHE E MERCATI

Sabato 13 e domenica 14 luglio 

Fine settimana ricco di appuntamenti per Coldiretti con Campagna Amica Vicenza in tutta la provincia, a partire dalla città capoluogo, interessata dal trasferimento del mercato del Foro Boario, nel cuore del quartiere di Ca’ Balbi, in via Generale Dalla Chiesa. Al mercato coperto di Campagna Amica di Vicenza, in contra’ Cordenons 4, è tempo di Bio e di tradizioni, per riscoprire il cibo genuino e dai sapori autentici e, in particolare per imparare ad utilizzare i prodotti nel migliore dei modi, per esaltarne il gusto e portare a tavola pietanze deliziose.

“Piatti sani e colorati, rigorosamente di stagione – commenta il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola – sono ciò che il cittadino consumatore desidera ed i nostri produttori, sempre in prima linea, hanno colto questa esigenza, quindi hanno pensato ad una serie di menù che vanno proprio in questa direzione. Questo ci fa comprendere quanto sia importante stabilire un dialogo con i visitatori del mercato, comprendere le loro aspettative e, nei limiti del possibile, cercare di far sì che si concretizzino. Senza dubbio, il rapporto diretto produttore-consumatore rappresenta un valore aggiunto, per il mondo agricolo, che non ha pari. Per questo andiamo avanti convinti nella nostra “missione” per incentivare il consumo di cibo fresco, genuino e del territorio”.

Così sabato 13 luglio dalle 11 verrà presentato “A tutto Bio” con Silene, mentre domenica sarà la volta di una ricetta della tradizione vicentina, per non dimenticare i piatti che contraddistinguono la vicentinità, con un piatto direttamente dal calendario gastronomico.

Venerdì 12 luglio alle 10, invece, nell’ambito di Fattorie aperte, l’azienda El Tabaro a Malga Mazze Superiori a Lugo di Vicenza – Monte Corno, proporrà il laboratorio “Un Sigillo di Campagna Amica: il formaggio Burlino”, un percorso dedicato alla conoscenza di un formaggio straordinario, che i vicentini che frequentano il mercato coperto di Vicenza ed il mercato di Bassano del Grappa ben conoscono.

Domenica 14 luglio alle 14, nell’ambito della rassegna “E…state in Marcesina e dintorni”, a Malga II Lotto Marcesina ad Enego verrò proposto il Concerto Recital di Davide Peron con Mi rifugio in tour, e nel contempo, la mostra fotografica del fotografo Giovanni Paolo Sperotto, quindi lo shooting fotografico per i partecipanti.

Tornando alla città, invece, da questa settimana il mercato del Foro Boario verrà trasferito nel cuore di Ca’ Balbi. Soddisfatto il direttore di Coldiretti Vicenza, Cesare Magalini: “grazie alla delibera del Consiglio comunale di Vicenza ed alla disponibilità dell’assessore Silvio Giovine, il mercato di Campagna Amica del venerdì pomeriggio in zona Foro Boario, da questo venerdì 12 luglio, verrà trasferito a Ca’ Balbi, tra Via Generale Dalla Chiesa e Via Maurisio, vicino al parco giochi in un quartiere di famiglie attente alla spesa e molte già clienti del mercato, che hanno espressamente manifestato l’esigenza che il mercato stesso potesse essere effettuato in un luogo più centrale rispetto al quartiere”.

Ricordiamo che il mercato coperto di Campagna Amica Vicenza sarà operativo sabato dalle 8.30 alle 13.30 e domenica dalle 9.00 alle 13, pertanto i visitatori potranno testare personalmente la qualità dei prodotti e misurarsi con le ricette che i produttori sapranno consigliare per utilizzare al meglio le eccellenze vicentine.

Proseguono, inoltre, due importanti iniziative di Coldiretti Vicenza, la raccolta firme “Stop cibo anonimo”, con la quale l’Organizzazione maggiormente rappresentativa del mondo agricolo chiede all’Europa di proteggere la salute dei cittadini e prevenire le frodi alimentali. Inoltre, sono sempre tutti puntati i riflettori sulla campagna educativa #adottaunalbero, di cui Coldiretti Vicenza è capofila, e che ha riscosso uno straordinario successo istituzionale ed adesione da parte di cittadini ed imprese. Un progetto che va sostenuto, perciò è importante che i vicentini continuino ad essere generosi, dando il proprio contributo attraverso il C/C #adottaunalbero IBAN: IT 60 R 03069 11886 100000000169.

 

ROVIGO: UNA “LINEA VERDE” TRA IL GIALLO COLDIRETTI, IN ONDA L’AZIENDA ZECCHIN

Domenica 14 luglio

L’azienda agricola di Zecchin Silvestro di Loreo è stata contattata qualche settimana fa per essere la protagonista di un servizio che è stato poi montato per il format televisivo Linea Verde. Presenti circa una quindicina di persone dello staff Rai tra registi, videomaker, fonici, ma soprattutto era presente uno dei conduttori, il celeberrimo Federico Quaranta. Lo staff è arrivato nel pomeriggio dopo aver passato la mattinata nella Sacca di Scardovari.

Linea Verde. Il format televisivo di Rai 1 è condotto la domenica da Federico Quaranta, succeduto a Patrizio Roversi dal 2018 e Daniela Ferolla approdata, invece, nel 2014. Il programma illustra l’agricoltura italiana in 60 minuti ogni settimana, sia il sabato che la domenica. In onda vengono trasmesse le eccellenze enogastronomiche e agroalimentari e le rispettive aziende produttrici. 

La puntata. La puntata andrà in onda domenica 14 luglio alle 12:20 su Rai 1. Le riprese nell’azienda Zecchin. Silvestro Zecchin il titolare e Simona Bordina, la moglie, da anni si dedicano a questa impresa, immersa nel verde tra i comuni di Adria, Loreo e Cavarzere. Durante le riprese il presentatore Quaranta ha visitato i frutteti di albicocche, pesce e ciliegie intervistando i coniugi. Le riprese si sono svolte nel pomeriggio tra le 17 e le 18:30; hanno partecipato anche le dipendenti dell’azienda che si occupano di raccolta e vendita diretta. Presente come rappresentante di Coldiretti il segretario di zona Dario Rizzato che assieme al titolare Zecchin hanno affrontato i temi caldi che riguardano l’agricoltura in particolar modo quella polesana, come ad esempio la cimice asiatica e il maltempo dei mesi scorsi. I complimenti per la struttura e l’organizzazione dell’azienda sono arrivati da tutta la troupe, soprattutto per la frutta che è andata a ruba.

 

VICENZA: IL DOSSIER DEI PICCOLI COMUNI CHE FANNO GRANDE L’ITALIA

Venerdì 12 luglio

A Sarmede, paese delle fiabe c’è una scuola di illustrazione internazionale visitata ogni anno da artisti che arrivano da tutto il mondo. Poco più su nel bellunese  a Cibiana le case disegnate dei neanche cinquecento abitanti  sono un’attrazione per migliaia di turisti. A Belfiore, in provincia di Verona si coltiva ancora il melo Decio, antica varietà ora presidio Slow Food e  che dire delle giuggiole ormai considerate bandiere del gusto di Arquà Petrarca sui Colli Euganei ? Nel vicentino il riso di Grumolo delle Abbadesse è vivo ambasciatore della bonifica di un territorio condotta dalle monache nel ‘500, l’insalata Igp di Lusia tiene alto l’onore delle tipicità del Polesine, nel veneziano Cinto CaoMaggiore regala ai visitatori un paesaggio contaminato e chiese medievali. L’elenco dei piccoli comuni che fanno grande il Veneto in Italia non si ferma solo a questi casi. Le mini amministrazioni sul territorio regionale sono oltre trecento e conservano tesori artistici, produzioni tipiche e curiosità insospettabili. Coldiretti, Fondazione Symbola le hanno raccolte in un dossier che parla di numeri, qualità e Made in Italy. Sarà presentato a Vicenza domani 12 luglio alle ore 9.30 nella Sala Francescana di Piazza San Lorenzo grazie all’iniziativa di Anci Veneto supportata dalla Pastorale Sociale del Lavoro davanti ad una platea di amministratori locali, imprenditori e cittadini.

Le ridotte dimensioni demografiche, le difficoltà finanziarie, la crisi economica non scoraggiano queste realtà che sono vicine alla comunità in un confronto quotidiano che riguarda casi ambientali, questioni private, azioni di condivisione. “La normativa d’avanguardia che sostiene un’agricoltura multifunzionale ha portato innovazione e creatività al settore – spiega Daniele Salvagno presidente di Coldiretti Veneto – spronando amministratori e agricoltori a trovare soluzioni ad hoc per agri asili, fattorie sociali, mercati di prossimità, contratti di servizio per la manutenzione del verde, oltre che ad affrontare insieme tematiche di impegno civile: delibere No Ogm, protocolli per l’uso dei prodotti fitosanitari, petizioni a favore dell’origine come #stopciboanonimo, la ricerca di modelli di sviluppo sostenibili e tanto altro. Il dialogo, il coinvolgimento come forza sociale caratterizza una collaborazione sinergica che ha portato alla conquista di molti successi, la collaborazione sul territorio in caso di avversità atmosferiche, la garanzia della giusta informazione contro il proliferare di fake news che alimentano gruppi spontanei contro una o l’altra posizione”.

In questo contesto si inserisce il convegno a cui sono stati invitati a relazionare Massimo Castelli Coordinatore Nazionale dei Piccoli Comuni, Roberto Pella Vice Presidente Anci Nazionale, Raffaele Cavalli Docente Università di Padova. Gli interventi saranno anticipati dai saluti del Sindaco di Vicenza Francesco Rucco, dalla Presidente Anci Veneto Maria Rosa Pavanello e dal Presidente di Coldiretti Vicenza Martino Cerantola. L’introduzione ai lavori, moderati dal giornalista Antonio Gregolin, sarà a cura della Presidente della Consulta dei Comuni di ridotta dimensione demografica Mariarosa Barazza. Per sottolineare le azioni di adattamento climatico post calamità atmosferiche ci saranno Roberto Padrin Presidente della provincia di Belluno e l’Assessore incaricato dal Sindaco di Asiago. La chiusura spetta ad Ermete Realacci Presidente di Symbola e fautore di una legge dedicata, che prevede semplificazioni burocratiche, misure per il turismo, lo sviluppo della filiera corta, dell’agro energia e tanto altro per il benessere delle comunità e la conferma della grande bellezza del nostro Paese.

 

MANTOVA: AL MERCATO DI CAMPAGNA AMICA SUL LUNGORIO IL MELONE PROTAGONISTA

Sabato 13 luglio

Sabato 13 luglio il mercato di Campagna Amica sul Lungorio celebra sua maestà il melone, simbolo dell’estate e del territorio virgiliano, che vanta il marchio di qualità Igp con il “melone mantovano”. In provincia di Mantova, in particolare nelle zone del Sermidese, del Viadanese e – più recentemente – di Rodigo, si coltivano circa 2.600 ettari, per una produzione di quasi 900.000 quintali (dato 2018).

La produzione di quest’anno – afferma Coldiretti Mantova – per effetto dei cambiamenti climatici dovrebbe ridursi di almeno il 20%, ma la qualità risponde alle esigenze dei consumatori, grazie a temperature che aumentano il grado zuccherino del prodotto.

L’iniziativa di sabato sul Lungorio sarà, appunto, “Impariamo a conoscere il melone” e vedrà la presenza di Riccardo Gorzoni della Op Sermide Ortofruit e Francesca Nadalini, titolare della omonima azienda ortofrutticola componente del cda del consorzio del Melone mantovano Igp. Saranno loro a illustrare – attraverso una breve degustazione guidata (ore 11:15 circa) – le varietà presenti al mercato (melone retato, melone liscio e melone retato con fetta) e le relative caratteristiche organolettiche.

Presenteranno i loro meloni le aziende agricole Rossetti di Rodigo e Morini di Viadana. Cento grammi di polpa fresca di melone hanno un apporto calorico di 34 kcal, con benefici in termini di presenza di antiossidanti (vitamine A e C), antitumorali (beta-carotene, luteina e zeaxantina), circolazione sanguigna e pressione arteriosa, grazie alla presenza di potassio.

 

PISTOIA: APPUNTAMENTO A CAMPOTIZZORO, ECOSOSTENIBILITÀ MADE IN P(I)T

Venerdì 12 luglio 

Il 12 luglio a Campotizzoro, alle 10, appuntamento con Made in P(i)T, l’evento dedicato a cittadini e istituzioni dove si presenta A.L.T.A. Montagna Pistoiese, Progetto Integrato Territoriale (PiT): un milione di euro di investimenti destinati all’ecosostenibilità da parte di 19 soggetti, a cui si aggiungono altri 21 partecipanti indiretti. In totale 40 organizzazioni tra enti di ricerca, aziende agricole, associazioni, enti locali coordinati da Impresa Verde-Coldiretti Pistoia. Realizzazioni e/o ripristino di laghetti, abbeveratoi, sentieri, muretti a secco, recinzioni sono alcune delle attività del progetto, cofinanziato con i fondi del Piano di sviluppo rurale della Regione Toscana, che coinvolgono il territorio dei comuni di Abetone-Cutigliano e di San Marcello-Piteglio, un’area di 21 mila ettari, tra i 322 e i 1.937 metri sul livello del mare.

“Made in PiT sarà un evento dedicato al nostro territorio – spiega Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Pistoia -, con le sue problematicità e le opportunità di sviluppo. Partendo da una consapevolezza: la presenza dell’agricoltura in montagna, tutelando il paesaggio, l’ambiente e la biodiversità, favorisce lo sviluppo socio-economico sostenibile della popolazione. Per questo invitiamo i cittadini a prendere parte all’evento, insieme ai rappresentanti istituzionali e a tutti i soggetti che hanno scelto di collaborare ad A.L.T.A. Montagna Pistoiese, Progetto Integrato Territoriale”.

 

MARCHE: SAN BENEDETTO CAPITALE DEL GUSTO E DEI GIOVANI IN AGRICOLTURA

Sabato 13 e domenica 14 luglio 

Un weekend da Capitale del Gusto per San Benedetto. Con oltre 50 agricoltori da tutta Italia per dare vita al tradizionale appuntamento di Campagna Amica on the beach, cornice ideale per ospitare la cerimonia di consegna degli Oscar Green, il premio dedicato ai giovani agricoltori che si sono particolarmente distinti nel coniugare innovazione e tradizione. Un concorso che quest’anno vuole porre un accento ecologico con i giovani sempre più protagonisti impegnati nel promuovere l’alleanza tra ambiente e agricoltura.

Partecipanti da tutta le regione e 6 categorie a premio: “Impresa “Impresa 3.Terra”, dedicato a tecnologia, innovazione, comunicazione, “Campagna Amica” per la valorizzare il Made in Italy attraverso il rapporto con i consumatori, “Sostenibilità” per il modello etico di azienda che ha a cuore l’ambiente, “Creatività” dedicata ai progetti innovativi, “Fare rete” destinato a quelle aziende che promuovono progetti in partnership e realizzare reti sinergiche per valorizzare l’agroalimentare, e “Noi per il Sociale” che premia l’agricoltura sociale e i progetti rivolti ai servizi alla persona. Fissare in agenda le date: sabato 13 e domenica 14 luglio.

Sabato la giornata inaugurale: rendez-vous attorno alle 17 alla Rotonda Giorgini dove sarà allestito il quartier generale di Coldiretti Ascoli Fermo, con gli stand istituzionali e l’esibizione della Corale Polifonica Cento Torri prima del taglio del nastro. Il tempo di una visita tra gli stand degli agricoltori, circa la metà marchigiani e gli altri provenienti da Abruzzo, Umbria, Emilia Romagna, Puglia e Calabria con il meglio del paniere nazionale a chilometro zero, per poi dare inizio – ore 18.30 – alla premiazione degli Oscar Green 2019. Nomination da tutte le Marche: sono 43 i partecipanti a questa 13esima edizione che prevede, dopo l’attuale fase regionale, un momento nazionale per individuare la “meglio gioventù” italiana.

Dopo il saluto del presidente di Coldiretti Ascoli Fermo, Armando Marconi, e del presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, si alterneranno al tavolo Alba Alessandri (Delegata Coldiretti Giovani Impresa Marche) e Rossano Ercolini, presidente dell’Associazione Zero Waste Europe e vincitore del Nobel alternativo per l’ambiente. Sarà poi Carlo Maria Recchia, membro del Comitato esecutivo nazionale Coldiretti Giovani Impresa a proclamare i vincitori. Le conclusioni sono affidate alla presidente di Coldiretti Marche, Maria Letizia Gardoni. Nella due giorni non mancheranno gli info point dell’associazione che ospiteranno anche la raccolta di firme di Eat original! Unmask your food, la petizione con la quale i cittadini europei intendono chiedere all’Ue una legge che renda obbligatoria l’indicazione di origine del cibo in etichetta. Siamo alle battute finali. Entro ottobre 2019 servono 1 milione di firme da sette Paesi membri.

 

TREVISO: CANAPA VENETA, E’ NATO UN GRUPPO OPERATIVO

Venerdì 12 luglio

Operazione Canapa al via per una vera filiera del benessere. E’ nato un vero e proprio Gruppo Operativo per la Canapa veneta che sarà presentato presso la Sala Agricoltura della Corte Benedettina a Legnaro (PD) il prossimo 12 luglio 2019, dalle ore 9.30. Un gruppo sorto attorno a diverse priorità e obiettivi per garantire al Veneto la produzione di una coltura che può trovare tantissimi impieghi virtuosi: dall’alimentazione Umana a quella animale, dalla cosmesi all’abbigliamento. A formare il Gruppo Operativo sono: l’associazione Polesana Coldiretti Rovigo, la Federazione regionale Coldiretti Veneto, Impresa Verde Rovigo s.r.l., Impresa Verde Treviso e Belluno s.r.l.,  il CREA CI Rovigo, l’Università di Padova  Dipartimento Biomedicina Comparata e Alimentazione  e tre aziende agricole: quella di Rigolin Christian di Fiesso Ubertiano (Ro), quella di Boccato Diego di Ceregnano (Ro) e l’azienda agricola Barban Elia di Castelfranco Veneto (Tv).

Produrre canapa nella filiera alimentare e agro industriale è il titolo della conferenza prevista proprio per il 12 luglio a Legnaro. In questa sede, quindi, verranno presentati gli obiettivi del gruppo operative: 1) Individuare la scelta varietale della canapa più idonea ad essere coltivata in Veneto e per la produzione del seme. 2) Utilizzo del seme in ambito zootecnico e più precisamente per l’allevamento del vitello a carne bianca. E’ scientificamente indicato il seme della canapa per i suoi benefici contenendo omega tre   e sei. I semi di canapa sono tra i cosiddetti alimenti proteici perchè contengono tutti gli aminoacidi essenziali. 3) La verifica attraverso delle analisi, dopo la somministrazione ai bovini dei semi di canapa, sulle carni finali al consumo e sulle proprietà di esse. Con l’obiettivo di dar vita ad una vera filiera che arriva ad un prodotto finale ricco di sostanze nutrienti importanti soprattutto per le fasce considerate più deboli (bambini e anziani).

Il Progetto si articola nella sperimentazione agronomica e produttiva di diverse varietà di canapa nell’ambiente della pianura veneta, adattandone le tecniche agronomiche ed i processi di prima lavorazione, utilizzando le varietà meglio rispondenti alle caratteristiche pedologiche ed ambientali e alle finalità delle diverse trasformazioni finali del prodotto.

Il Piano, inoltre, punta a caratterizzare in termini analitici e qualitativi i prodotti della canapa per una più precisa definizione e valorizzazione del loro valore alimentare e delle potenzialità nella trasformazione zootecnica poichè uno degli obiettivi del progetto è produrre seme di canapa da impiegare nella razione alimentare dei vitelli da carne Bianca. Il seme di Canapa è a un alimento ricco di proteine e contenente tutti gli amminoacidi essenziali per la sintesi proteica. In particolare il seme è ricco di Omega 3 ed Omega 6 apportando al medesimo un valore nutrizionale unico rispetto ad altri alimenti di origine vegetale.

L’attività prevede 2 fasi di realizzazione per una durata pari a 3 anni e più precisamente dal 2019 al 2021.

Tante sono le varianti della canapa nel piatto, dai biscotti e dai taralli al pane di canapa, dalla farina di canapa all’olio, ma c’è anche chi usa la canapa per produrre ricotta, tofu e una gustosa bevanda vegana, oltre che la birra. Dalla canapa si ricavano oli usati per la cosmetica, resine e tessuti naturali ottimi sia per l’abbigliamento, poiché tengono fresco d’estate e caldo d’inverno, sia per l’arredamento, grazie alla grande resistenza di questo tipo di fibra. Se c’è chi ha utilizzato la canapa per produrre veri e propri eco-mattoni da utilizzare nella bioedilizia per assicurare capacità isolante sia dal caldo che dal freddo, non manca il pellet di canapa per il riscaldamento – continua Coldiretti – che assicura una combustione pulita.

E’ in realtà, rileva la Coldiretti, un ritorno per una coltivazione che fino agli anni ‘40 era più che familiare in Italia, tanto che il Belpaese con quasi 100mila ettari era il secondo maggior produttore di canapa al mondo (dietro soltanto all’Unione Sovietica). Il declino, spiega la Coldiretti, è arrivato per la progressiva industrializzazione e l’avvento del “boom economico” che ha imposto sul mercato le fibre sintetiche, ma anche dalla campagna internazionale contro gli stupefacenti che ha gettato un ombra su questa pianta. ll Governo italiano nel 1961 sottoscriveva una convenzione internazionale chiamata “Convenzione Unica sulle Sostanze Stupefacenti” (seguita da quelle del 1971 e del 1988), in cui la canapa sarebbe dovuta sparire dal mondo entro 25 anni dalla sua entrata in vigore mentre nel 1975 esce la “legge Cossiga” contro gli stupefacenti, e negli anni successivi gli ultimi ettari coltivati a canapa scompaiono.

“Oggi c’è un diffusa consapevolezza internazionale delle opportunità che possono venire da queste coltura ed è pertanto necessario è necessario su un tema così delicato l’intervento del Parlamento” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare la necessità di tutelare i cittadini senza compromettere le opportunità di sviluppo del settore.

Produrre canapa nella filiera alimentare e agro industriale – Presentazione del progetto e del Gruppo Operativo nell’ambito delle Misure 16.1 e 16.2 PSR 2014-2020 DGR 736 del 28/5/18-Decr. Avepa Finanziabilità n. 42598/2019.

Programma (inizio alle ore 9,30): Attività del Gruppo Operativo e del Progetto – Dina Merlo –  Consulente Impresa Verde Rovigo srl – Morena Umana – Coord. Prov. Sviluppo Rurale Impresa Verde Treviso e Belluno srl; Sperimentazione agronomica e scelta varietale – Giampaolo Grassi – CREA-CI Rovigo;  Caratterizzazione chimica e nutrizionale della canapa e impiego in alimentazione animale – Lucia Bailoni  – Dipartimento BCA Università di Padova; Normativa e aspetti giuridici – Alberto Bertin  – Ufficio Legislativo Coldiretti Veneto: Il sostegno della Regione Veneto allo sviluppo della filiera della canapa – – Alberto Zannol – Direzione Agroalimentare della Regione Veneto.  Coordina i lavori – Silvio Parizzi Direttore di Coldiretti Rovigo – Capofila del Progetto.

Iniziativa finanziata dal P.S.R. del Veneto 2014-2020 Organismo responsabile dell’informazione Gruppo Operativo Canapa in filiera; capofila Coldiretti Rovigo; autorità di gestione Regione del Veneto – Direzione AdG FEASR Parchi e Foreste

 

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