COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 20 giugno 2018

20 giugno 2018
News La Forza del Territorio del 20 giugno 2018

Primo piano

MANTOVA

PESCHE: AVVIO DI STAGIONE IN CHIAROSCURO

Basterà la grande qualità a salvare la stagione delle pesche in provincia di Mantova? Il maltempo, con le grandinate tra fine maggio e inizio giugno, ha compromesso tra il 15% e il 20% della produzione, ma quanto stanno raccogliendo gli agricoltori in campo da una settimana a questa parte ha un elevato grado zuccherino e per molti è la migliore stagione degli ultimi anni in termini qualitativi.

“La differenza ora la faranno i prezzi, che sono partiti con quotazioni intorno ai 30-50 centesimi al chilogrammo all’ingrosso – dichiara Erminia Comencini, direttore di Coldiretti Mantova -. Valori superiori rispetto alla media dello scorso anno, che si è attestata sui 30-32 centesimi al chilo, al di sotto dei costi di produzione. Per molti questo sarà l’anno della verità: se le aziende non guadagneranno a sufficienza in questa campagna di raccolta, dal prossimo anno avremo un calo delle superfici destinate alla produzione di pesche e nettarine”.

I numeri provinciali. Secondo le elaborazioni di Coldiretti Mantova nel 2017 erano 174 gli ettari a pesco in provincia, dei quali 142 in produzione, che hanno dato 3.300 tonnellate di frutti. Quasi due pesche su tre raccolte in Lombardia un anno fa erano “Made in Mantova”. Settantuno gli ettari mantovani a nettarine (su 91 lombardi), dei quali 56 in produzione, per una resa di 1.300 tonnellate, su 1.450 tonnellate raccolte in regione.

Numeri più contenuti rispetto al 2007. Undici anni fa la produzione di pesche era di 3.780 tonnellate su 9.130 tonnellate raccolte in Lombardia, con Mantova seconda provincia alle spalle di Brescia (3.850 tonnellate). Quanto alle superfici, con 212 ettari a pesco, Mantova rappresentava il 43% della Lombardia; 125 (su 195 in Lombardia) gli ettari delle nettarine, per una produzione di poco più di 2.000 tonnellate.

Il patrimonio peschicolo mantovano rischia però di assottigliarsi a partire dall’anno prossimo. Molto dipenderà, appunto, dalla soddisfazione che il mercato saprà dare agli agricoltori. La stagione è appena all’inizio e alcune cooperative comunicheranno nelle prossime settimane i prezzi di realizzo e i risultati per i propri soci.

Vendita diretta. Chi riesce ad ottenere i migliori saluti sono le aziende che fanno la vendita diretta, in azienda o ai mercati di Campagna Amica. “I prezzi delle pesche si aggirano tra 1,30 e 1,50 euro al chilogrammo come vendita diretta e la tendenza è a salire, mentre per l’albicocca siamo sui 2 euro – spiega Amalia Ganda, un frutteto di 5 ettari a Rivarolo Mantovano, dove accanto alle pesche coltiva anche alberi di albicocche e ciliegie -. Il maltempo ha ridotto un po’ la produzione e la pezzatura, in questa prima fase di raccolta, è ancora su una dimensione media, che però è quella che è più richiesta dai consumatori”.

Prezzi e mercati. “Quest’anno la grandine ha colpito tutti i sei ettari del pescheto – dice Giorgio Zanolli di Roverbella -. La produzione è stata in buona parte compromessa e vedremo dunque come evolverà la stagione. Rispetto all’anno scorso ho un ettaro di meno, che avrei voluto rimpiazzare il prossimo autunno, ma se i prezzi alla fine dell’anno non garantiranno buoni margini, finirà che anziché aumentare l’estensione, provvederò all’espianto di un ettaro”.

I prezzi all’ingrosso si aggirano intorno a 0,60 €/kg al mercato all’ingrosso di Bologna per pesche e nettarine a polpa gialla. Per ora, quindi, la redditività è superiore rispetto al 2017.

“Tra costi di potatura, irrigazione, diradatura, manodopera, fitofarmaci e raccolta – riassume Zanolli – abbiamo costi fissi intorno ai 35 centesimi al chilogrammo. Se le quotazioni non si mantengono su livelli superiori, produciamo in perdita”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Daniele Nobis, agricoltore di Roverbella, che consegna le pesche alla cooperativa San Lorenzo di Valeggio. “In una parte dei 2,4 ettari di pescheto il perito ha registrato danni da grandine per l’80% del prodotto – spiega Nobis -. Non è una buona partenza, senza contare che qualche pianta ha avuto problemi con le forbici e la cimice asiatica”.

La filiera chiede però frutta a residuo zero e per molti utilizzare mezzi di lotta agro-chimica sulle piante è diventato proibitivo, col rischio però di dover fare i conti con prodotti non sempre bellissimi da vedere.

“Abbiamo iniziato a raccogliere lo scorso 14 giugno – dice Nobis – e la qualità è molto alta. Consegnando a una cooperativa, non abbiamo ancora i prezzi di realizzo, ma pensiamo di ottenere in questa tra i 40 e i 50 centesimi. Speriamo anche qualcosa in più. In questa fase non c’è molto prodotto da raccogliere, potrebbe crescere il prezzo”.

Non resta che incrociare le dita. “Il meteo è la grande variabile – racconta un imprenditore agricolo di una frazione di Roverbella -. Dieci giorni fa una grandinata si è abbattuta a 300 metri da casa mia. Le piante del mio vicino sono andate distrutte, io mi sono salvato”.

 

Dal territorio

VENETO, PARCHI: LA LEGGE REGIONALE UN LABORATORIO DI POLITICA PER IL TERRITORIO

A conclusione dell’iter legislativo della norma sulle aree protette, dopo un confronto costante tra Coldiretti e le istituzioni, il risultato politico finale coglie la grande sfida di coniugare natura, produzione agricola e tutela del territorio. Con la presenza designata di un imprenditore agricolo nel consiglio d’amministrazione viene accolta non solo la proposta di Coldiretti ma la reale possibilità di un’inversione di rotta, dove regolamenti vissuti finora come vincoli e divieti possono diventare invece opportunità ed esperienze di equilibrio, oltre che uno spazio di discussione a 360 gradi tra amministratori, tecnici e agricoltori.

E’ stata una scelta di civiltà – sottolinea Coldiretti – in questo quadro il Veneto è il banco di prova. Nello specifico con gli emendamenti presentati in aula, la Comunità del parco, paragonabile ad un’assemblea per le sue funzioni, indicherà in Consiglio Direttivo, due soggetti di cui uno sarà un agricoltore proposto dalle associazioni più rappresentative nel settore primario che svolga la sua attività principale proprio nel perimetro del parco. Solo nel caso in cui nel sistema vi sia una organizzazione di proprietari di terreni che rappresenti almeno il 60% dei fondi agro-silvo–pastorali privati inclusi nella zona protetta, il rappresentante di settore sarà indicato di concerto tra le varie rappresentanze. Nell’uno come nell’altro caso la decisione vede la centralità dell’agricoltura nella scelta di chi sarà consigliere nel direttivo del parco composto complessivamente da cinque membri.

 

LAZIO, EMERGENZA CINGHIALI: BENE CATTURE, MA NON PUO’ ESSERE UNICA SOLUZIONE

“La problematica relativa allo sviluppo incontrollato dei cinghiali, con conseguenti rischi per l’incolumità dei cittadini e danni per gli agricoltori, va affrontata in maniera seria, con interventi mirati e azioni concrete. Purtroppo di questa criticità si parla solo in occasione di foto o filmati che ritraggono gli ungulati mentre rovistano nei cassonetti o vagano per le strade o nelle aree verdi della capitale, salvo poi dimenticarsene immediatamente quando si spengono i riflettori mediatici.

Dopo anni di inerzia, non è più accettabile assistere allo sterile rimpallo delle responsabilità tra chi dovrebbe occuparsi della situazione e arginare questo fenomeno che danneggia gravemente anche la biodiversità. L’ipotesi prospettata da RomaNatura di utilizzare le gabbie per la cattura dei cinghiali ci trova favorevoli, ma non può essere l’unica soluzione perché richiederebbe un lasso di tempo troppo ampio, un tempo che gli agricoltori non hanno, con le aziende a rischio chiusura per gli ingenti danni, stimati nel Lazio intorno ai 4 milioni di euro ogni anno.

Danni che poi praticamente non vengono mai risarciti, tanto che molti agricoltori sono stati costretti a cambiare colture, mentre altri, ormai stremati e sfiniti dalla burocrazia, non presentano neanche più la domanda. Una consuetudine che porta a sottostimare ulteriormente il fenomeno, particolarmente critico in questo periodo, con la trebbiatura alle porte. Purtroppo dobbiamo constatare che le esigenze delle imprese agricole all’interno dei Parchi vengono puntualmente disattese o ignorate. Per questo riteniamo che sia fondamentale la presenza degli agricoltori all’interno dei Consigli direttivi e, al fine di tutelare gli interessi agricoli e ambientali, auspichiamo a riguardo un intervento dell’assessore regionale”. – Lo comunica in una nota David Granieri, presidente Coldiretti Lazio.

 

CINGHIALI, LA STORIA INFINITA: COLDIRETTI SCRIVE ALL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE

“Un tavolo di confronto operativo per meglio definire ed uniformare le azioni da avviare, compreso le modalità di risarcimento dei danni da fauna selvatica, all’interno delle Aree Parco”. A chiederlo è Coldiretti Basilicata in una lettera aperta inviata all’assessore regionale all’Ambiente, Francesco Pietrantuono. “Le chiediamo la disponibilità ad attivare questa iniziativa – scrivono in una lettera il presidente  di Coldiretti Basilicata, Piergiorgio Quarto, e il direttore regionale, Aldo Mattia – consapevoli  del ruolo che gli Enti Parco possono assumere nella corretta ed equilibrata gestione del controllo della fauna selvatica a garanzia e tutela delle produzioni agricole, della salute e dell’ambiente, nonché della pubblica incolumità, così come condiviso in occasione della Tavola Rotonda sull’emergenza fauna selvatica con i presidenti degli Enti Parco dello scorso 22 maggio, alla luce anche delle criticità e delle disomogeneità emerse tra i vari Parchi, sia regionali che nazionali, rispetto alle procedure di controllo e prevenzione del cinghiale”.

Per Quarto e Mattia “è giusto avviare il dibattito per condividere e valutare le politiche di prevenzione e controllo della fauna selvatica nell’ambito dei Parchi e delle Aree protette, mutuando le esperienze altrui alle reali esigenze della nostra regione”. Per i dirigenti regionali della confederazione agricola lucana “quello dei cinghiali è un problema che si aggiunge a tanti altri ancora non risolti. A cominciare dai ritardi accumulati dall’organismo pagatore nazionale sui pagamenti relativi alle misure Psr Basilicata 2014-2020. Ad oggi sono ancora bloccate circa 5 mila domande del 2016 e del 2017 relative ad indennità compensative, al biologico, all’integrato e alla semina su sodo. Tutto ciò – concludono Quarto e Mattia – nel mentre i nostri imprenditori agricoli continuano a sostenere oneri finanziari non più giustificati mettendo a rischio la stabilità stessa delle imprese”.

 

TOSCANA, QUANDO LA SCUOLA-LAVORO DIVENTA SOLIDALE: GIOVANI IN AREE DEL SISMA

Da Firenze sono partiti alla volta delle Marche nel segno della solidarietà. L’alternanza scuola lavoro diventa un’occasione indimenticabile per un gruppo di studenti toscani, in questi giorni in trasferta nelle zone terremotate della Provincia di Macerata. Sono 15, dormono in tenda in un camping di Fiastra con vista lago e Sibillini e pranzano nelle aziende dove sono destinati. Apprendono lavorando ma dando anche una mano alle aziende di un territorio che cerca di rialzarsi.

Un’iniziativa organizzata dall’Istituto tecnico agrario di Firenze in collaborazione con Coldiretti Macerata che ha segnalato cinque aziende di Valfornace e Pieve Torina (dalle Sorelle Girolami, Maccario Aureli, all’agriturismo Roccamaia, all’azienda agricola Rivelli, all’allevamento di galline ovaiole bio di Alba Alessandri) ed elaborato insieme alla scuola i progetti di cooperative learning, guidati dai loro docenti Michele Cencini e Rosa Dimilta. Resteranno nelle Marche fino a sabato 23 giugno. In questi giorni stanno affrontando dal vivo sia la gestione di mucche, pecore e galline ma anche l’aspetto della ristorazione nelle aziende che hanno ampliato la loro attività all’agriturismo.

“Siamo molto soddisfatti di questa missione dei ragazzi toscani nelle Marche che ha un chiaro intento di solidarietà, ma che rappresenta anche una preziosa occasione di crescita formativa e culturale – sottolinea Antonio De Concilio, direttore Coldiretti Toscana -. Conoscendo queste espressioni del mondo agricolo marchiano, che con eroismo stanno cercando di far riprendere a pulsare la vita di quei territori, i ragazzi potranno acquisire anche una nuova chiave di lettura della ruralità toscana. 

Un esempio di questa è a poche decine di metri dalla loro scuola alle Cascine –continua De Concilio – dove tutti i sabati mattina nel Piazzale del Re, si svolge il mercato settimanale di Campagna Amica che è entrato nel cuore dei fiorentini e non solo. Proprio nell’Istituto Agrario, recentemente Coldiretti ha potuto illustrare ai ragazzi delle ultime classi il valore della Politica Agricola Comunitaria insieme a giovani agricoltori che hanno raccontato le loro storie. Queste esperienze – conclude De Concilio – che legano scuola e mondo del lavoro, se realizzate in modo corretto possono costituire una straordinaria occasione di crescita per i nostri giovani e per l’intero tessuto sociale dei nostri territori”.

 

ANCONA, VERSO IL BALLOTTAGGIO: QUATTRO PROPOSTE AI CANDIDATI SINDACO

Quattro proposte ai candidati sindaco di Ancona in vista del ballottaggio del 24 giugno. I vertici di Coldiretti Ancona hanno voluto incontrare Valeria Mancinelli e Stefano Tombolini per instaurare subito un rapporto di collaborazione con i due esponenti politici che si contenderanno la fascia tricolore di sindaco del capoluogo di regione. Proposte che arrivano dall’ascolto del territorio e delle circa 8367 aziende associate in tutta la provincia anconetana.

“Abbiamo voluto incontrare i candidati sindaco della città – spiega Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Ancona – perché crediamo sia fondamentale instaurare un rapporto di collaborazione e fiducia con la pubblica amministrazione. Quanto più la città e la campagna riescono ad intraprendere progetti di lavoro e di valori condivisi, tanto più i cittadini hanno la possibilità di vivere in un contesto sano e vivace”. Si parte ovviamente dalla qualità, dall’identità, dalla sicurezza alimentare coniugata con la salute rappresentata dal cibo italiano da incentivare attraverso una promozione dell’educazione alimentare che deve partire dalle scuole.

Importante sarà anche porre attenzione al cibo che entra nelle mense scolastiche, nelle rsa, negli ospedali attraverso gare non orientate al massimo ribasso ma alla qualità, al biologico e alla filiera corta. Altro tema dibattuto è quello della possibilità delle aziende agricole di erogare servizi utili alla collettività attraverso la loro multifuzionalità: sistemazione e manutenzione del territorio per prevenire il rischio idrogeologico, cura del verde, orti urbani, laboratori didattici e la possibilità di condividere progetti di agricoltura sociale volti ai più piccoli, alle famiglie, alle persone svantaggiate. Coldiretti Ancona, già presente nella Dorica con i mercati di Campagna Amica (tutti i sabato mattina in piazza Cavour e una domenica al mese in piazza Roma) ha chiesto anche di collaborare con l’amministrazione futura per rafforzare iniziative nel segno del patto di fiducia tra produttori e consumatori e, per quanto riguarda il Parco del Conero, arrivare quanto prima a una governance stabile che superi l’incertezza del commissariamento attuale. Ancona è chiamata per questo a esercitare un forte ruolo di Comune capofila.

 

PUGLIA, OPERAI AGRICOLI: CON REGOLE E TRASPARENZA + 6% OCCUPATI IN 5 ANNI

Dopo sei mesi di negoziati e scongiurando uno sciopero indetto dai sindacati si è pervenuti alla chiusura del rinnovo del CCNL degli operai agricoli e florovivaisti che interessa circa un milione e duecentomila lavoratori e oltre duecentomila imprese del settore agricolo. Lo rende noto la Coldiretti che, insieme alle altre organizzazioni datoriali, ha rinnovato con FAI-CISL, UILA.UIL e FLAI-CGIL il contratto scaduto il 31 dicembre del 2017. 

“Sarà una leva per dare ulteriore impulso alla crescita dell’occupazione in agricoltura che in Puglia in 5 anni è aumentata del 6% il numero degli occupati in agricoltura, passati dal 2012 al 2017 da 626mila a 663mila unità, sono cresciute del 7 percento le giornate di lavoro, passate da 14,6 milioni del 2014 a 15,7 milioni del 2016, mentre il numero delle aziende assuntrici di manodopera è aumentato di 182 unità”, dichiara il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele.

Punti di forza di questo rinnovo sono stati – sottolinea la Coldiretti – una particolare attenzione alle imprese e gruppi di imprese plurilocalizzate in più province e regioni che potranno finalmente contare su un unico strumento contrattuale aziendale anziché dover applicare una pluralità di contratti provinciali e una  maggiore flessibilità nella gestione dell’orario di  lavoro raggiunto anche con l’allargamento delle causali che consentono l’interruzione della prestazione giornaliera estendendole a quelle relative a cause tecniche ed organizzative e non solo alla forza maggiore.

Gli aumenti salariali – conclude la Coldiretti – sono previsti nella misura di 1,7% a decorrere da luglio 2018 cui si aggiunge un ulteriore 1,2% da aprile 2019.

“Ciò dimostra che l’agricoltura pugliese è capace di offrire prospettive di lavoro – aggiunge Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – in un comparto strategico per l’economia del Paese. In uno scenario reso sfavorevole da crisi di mercato, accordi internazionali negativi, clima impazzito con bruschi cambiamenti delle condizioni meteorologhe, il mondo economico e lavorativo nel suo complesso va accompagnato da azioni concrete, perché le imprese agricole hanno bisogno dei lavoratori e di condizioni di mercato del lavoro che siano realmente sostenibili, considerato che in Italia la tassazione sul lavoro stagionale è più alta di quella che esiste in Paesi come Francia e Spagna”. 

Altro punto importante – continua la Coldiretti – è stato il welfare sociale nel quale, senza gravare sui costi delle imprese, si è dato risposte importanti ai lavoratori a conferma dell’attenzione del mondo imprenditoriale verso i lavoratori che rappresentano uno snodo vitale per le imprese. È stato sottoscritto – precisa la Coldiretti – anche un accordo sulla rappresentanza che definisce in maniera univoca chi sono gli attori, datoriali e sindacali verificabili sulla base di regole certe, legittimati a sottoscrivere il contratto in agricoltura al fine di evitare contratti pirata che penalizzano i lavoratori e creano concorrenza sleale tra le imprese agricole.

E’ cresciuto, tra l’altro, nel primo semestre del 2017, di un ulteriore 6,6% in Puglia il numero delle imprese agroalimentari under 35 sul totale delle aziende agricole, secondo i dati di Unioncamere, con 5544 giovani ‘innovatori’ che in agricoltura sono riusciti a rappresentare prospettive future e ne hanno fatto un mondo di pionieri, rivoluzionari e attivisti, alimentando una speranza rispetto ai tanti giovani costretti a cercare lavoro all’estero.

Nonostante ciò, le aziende agricole condotte da giovani – secondo le rilevazioni di Coldiretti Puglia – possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento rispetto alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento e il 50 per cento di occupati per azienda in più.

Anche le imprese condotte da donne in Puglia sono aumentate di 2.307 unità in 3 anni dal 2014 al 2017, secondo i dati dell’Osservatorio dell’imprenditorialità femminile di Unioncamere-InfoCamere. In agricoltura le aziende rosa, più giovani di quelle condotte da uomini, superano il 24%, ossia 1 impresa su 4 è donna.

I dati statistici dimostrano che l’occupazione al femminile in agricoltura non è vista come la semplice perpetuazione di una tradizione – conclude Coldiretti Puglia – o, peggio, come un ripiego occupazionale di scarso pregio, piuttosto come una scelta di lavoro ponderata.

 

PAVIA, “TUTTO IL BUONO DELL’AGRICOLTURA” ALL’ASSEMBLEA DI COLDIRETTI

Si è parlato di riso, di vino e di tutte le produzioni agricole d’eccellenza del territorio pavese all’Assemblea Provinciale 2018 di Coldiretti Pavia. Oggi, mercoledì 20 giugno 2018, a Torre d’Isola si sono riunite le più importanti autorità del territorio provinciale e regionale per discutere di agricoltura insieme a Coldiretti, prima Organizzazione agricola a livello pavese con circa cinquemila soci. Con il Presidente di Coldiretti Pavia Stefano Greppi sono intervenuti al convegno intitolato “Tutto il buono dell’agricoltura” il Presidente di Coldiretti Lombardia e Vice Presidente Nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi di Regione Lombardia Fabio Rolfi e i docenti dell’Università di Pavia Anna Tagliabue (professoressa di Scienza dell’alimentazione dell’Università di Pavia) e Fabio Muzzio (docente di Professioni della comunicazione dell’Università di Pavia).

“La filiera risicola è importantissima per la provincia di Pavia – dice Stefano Greppi, Presidente di Coldiretti Pavia – Tra Lomellina e Pavese si concentra circa il 40% delle superfici coltivate in Italia e 1.500 aziende agricole attive nel settore che coltivano oltre 80mila ettari. Eppure oggi i risicoltori si trovano in una crisi senza precedenti. Anche nel 2017 – sottolinea il Presidente di Coldiretti Pavia – non si sono fermate le importazioni indiscriminate e senza limiti di riso asiatico, favorite da accordi che prevedono la possibilità di esportare verso l’Unione Europea quantitativi illimitati di riso a dazio zero”. Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, lo scorso anno sono arrivati in Italia oltre 33 milioni di chili di riso asiatico, con un aumento del 48% rispetto al 2016, spinti da una vera e propria invasione di prodotto dalla Birmania che ha letteralmente triplicato le importazioni nel nostro Paese.

Il risultato è che un pacco di riso su quattro venduto in Italia contiene prodotto straniero, con le quotazioni del riso italiano per gli agricoltori sono crollate dal 58% per l’Arborio e il Carnaroli al 37% per il Vialone nano, mentre al consumo i prezzi sono rimasti sostanzialmente stabili. “Servono interventi non più rinviabili – dice Rodolfo Mazzucotelli, Direttore di Coldiretti Pavia – Abbiamo chiesto l’adozione di misure di salvaguardia europee nei confronti dell’importazione di riso dall’Asia: fondamentale in questo caso è il lavoro che le Istituzioni italiane devono portare avanti a Bruxelles, ma in mondo ormai così globalizzato è necessario comunque garantire la giusta distintività alle nostre produzioni di qualità. È dunque indispensabile – ribadisce il Direttore di Coldiretti Pavia – mantenere e rafforzare l’etichettatura d’origine a tutela del riso italiano, ed è anche necessario vietare le importazioni di riso estero coltivato con sostanze bandite da decenni in Italia poiché ritenute dannose per la salute e per l’ambiente”.

La provincia di Pavia non è leader in Italia soltanto per la produzione risicola. Anche la realtà vitivinicola è importante per il territorio: l’Oltrepò Pavese – spiega Coldiretti – è la prima zona vitata della Lombardia, in grado di produrre oltre 1 milione di quintali di uve e 800 mila ettolitri di vino su oltre 13.500 ettari coltivati a vigneti e circa 1.400 aziende vitivinicole. “L’attuale momento storico vede il vino italiano fra i prodotti più apprezzati nel mondo: l’Oltrepò deve agganciare questo trend – dice ancora il Presidente di Coldiretti Pavia – Ci vuole una vera politica di territorio, centrata sulla qualità e sulle bottiglie. Solo in questo modo – sottolinea Stefano Greppi – l’Oltrepò Pavese potrà farsi conoscere per le sue qualità e diventare anche terra per turisti: le potenzialità ci sono tutte”.

Un discorso che non solo per riso e vino per tutti i settori dell’agricoltura pavese, dall’ortofrutta ai foraggi, dall’allevamento al lattiero-caseario. “È necessario avviare una seria politica di filiera, in modo tale da garantire un adeguato livello di reddito a tutte le aziende – dice ancora il Presidente di Coldiretti Pavia – Bisogna essere lungimiranti, come la nostra Organizzazione ha sempre fatto. Oggi l’esempio più importante è quello di Filiera Italia, l’accordo che Coldiretti ha sottoscritto a livello nazionale con oltre 40 industriali e che ha già ottenuto dei risultati concreti. Anche a livello provinciale stiamo portando avanti progetti importanti – conclude Stefano Greppi – da quello sul riso Carnaroli da Carnaroli Pavese (che sarà finanziato anche per il prossimo biennio) fino a Pop al Top, che intende promuovere dal punto di vista turistico l’offerta enogastronomica della provincia di Pavia passando dai ristoranti e puntando alla valorizzazione del riso e del vino”.

 

BENEVENTO, VETERINARI SENZA BENZINA: COSÌ SI BLOCCA LA ZOOTECNIA DEL SANNIO

L’attività delle aziende zootecniche del Sannio rischia di fermarsi per la protesta dei medici veterinari. Coldiretti Benevento lancia l’allarme a seguito della denuncia lanciata da Angelo Zerella, segretario della Federazione Veterinari e Medici (FVM ASL BN). Dal 2016 i veterinari non ricevono dall’Asl i rimborsi spese per l’uso delle loro autovetture e minacciano il fermo delle attività di ispezione e vigilanza sugli animali e sugli alimenti negli allevamenti di tutto il territorio provinciale. I veterinari hanno annunciato dal 18 giugno scorso la sospensione delle attività di certificazione e di controllo sanitario negli allevamenti, nei macelli e negli altri stabilimenti, con ripercussioni, anche gravi, per l’approvvigionamento delle derrate, in particolare delle carni fresche, la movimentazione degli animali e le profilassi di Stato.

“Siamo molto preoccupati – avverte Michele Errico, direttore di Coldiretti Benevento – perché rischiamo di bloccare un intero comparto per un problema burocratico. Se si fermano i controlli e le certificazioni, si blocca l’attività di macellazione e vendita. Un rischio di blocco economico che riguarda tutti gli allevamenti: bovini, suini, ovicaprini, avicoli e cunicoli. Un danno alle imprese zootecniche e all’indotto che il nostro territorio non si può permettere. Magari la stessa Asl vive in questo momento una situazione di sconforto, alla luce dell’impotenza finanziaria per poter far fronte alla questione sollevata dai medici veterinari. Pertanto Coldiretti sollecita la stessa Regione Campania a chiarire quanto prima la vicenda onde evitare i problemi descritti, assicurando la continuità del servizio”.

 

NORD SARDEGNA, GIOVANNI CHESSA PRESIDENTE DELLA SEZIONE DI PORTO TORRES

E’ Giovanni Chessa il nuovo presidente della sezione Coldiretti di Porto Torres e Stintino. E’ stato eletto ieri dall’assemblea locale dei soci. Prende il posto di Giomaria Usai, storico presidente, che il direttore di Coldiretti Nord Sardegna Ermanno Mazzetti ha ringraziato per il grande impegno e lavoro svolto. Chessa, cerealicoltore, sarà affiancato nel suo nuovo incarico dal vice presidente Mario Stacca, allevatore di bovini e cerealicoltore e dai consiglieri Gianfranco Masala, Eliano Sanna e Paolo Usai.

 

MANTOVA, FORMAZIONE IN AGRICOLTURA: DUE GIOVANI ALLA PRIMA “AGRIACADEMY”

Camilla Destro di Ponti sul Mincio, e Andrea Zanotti di Asola sono i due giovani agricoltori selezionati da Ismea che parteciperanno alla prima AgriAcademy, un percorso di formazione realizzato insieme al ministero delle Politiche agricole, pensato per i giovani imprenditori agricoli, con una visione legata all’innovazione, all’internazionalizzazione e alla sostenibilità.

Un format didattico, recita Ismea, “che affianca le lezioni frontali con i migliori docenti e operatori sul mercato una Social Square, una piazza dove le idee e i progetti vengono sviluppati da squadre”. Fra le materie che verranno affrontate nel corso delle lezioni per la crescita delle imprese agricole condotte da giovani ci sono tutte le chiavi per la competitività dell’agricoltura del futuro: innovazione, marketing, agricoltura 4.0, co-progettazione, export.

Sono due le sessioni didattiche in programma. La prima, per i giovani imprenditori con aziende situate nel Nord Italia, sarà a Bologna i prossimi 13, 14 e 15 luglio, con focus su formazione, laboratori, networking; fra settembre e ottobre sarà organizzata la seconda sessione, durante la quale saranno presentati i progetti delle squadre e si procederà con la premiazione di quelli ritenuti più innovativi.

“È una grande soddisfazione per Coldiretti Mantova poter inviare due dei nostri giovani imprenditori a un evento di formazione nazionale di Ismea e Mipaaf – commenta Erminia Comencini, direttore di Coldiretti Mantova -. Sono certa che sapranno poi trasmettere al gruppo dei nostri under 30 e alle donne le nuove frontiere dell’innovazione e le opportunità per migliorare la redditività delle aziende agricole e garantire qualità e salubrità ai cittadini e ai consumatori”.

Camilla Destro, 27 anni, è la delegata provinciale del Movimento Donne Impresa di Coldiretti Mantova. È alla guida dell’agriturismo Bitturelli di Ponti sul Mincio: 19 ettari a conduzione familiare coltivati a cereali e piccoli frutti. Offre ospitalità rurale e prima colazione agli agrituristi, molti dei quali stranieri. “Sono molto curiosa di poter fare questa esperienza – racconta Camilla Destro – perché ho molti progetti per ampliare l’attività agrituristica e completare il percorso della multifunzionalità aziendale. Un confronto con altri giovani imprenditori e con docenti di alto livello sarà senza dubbio stimolante e utile”.

Andrea Zanotti, 23 anni, è asolano, ma è titolare di un’azienda agricola a Fiesse (Brescia): 25 ettari coltivati a mais, grano, insalata e pomodoro da industria. In particolare, i 10 ettari di insalata è venduta per il 50% a un commerciante e in parte lavorata nell’azienda del papà ad Asola per la prima gamma, destinata ai mercati generali. “Conoscere altre realtà aziendali, confrontarsi con imprenditori coetanei, che hanno idee e progetti diversi, ma comunque tutti finalizzati a migliorare l’impresa agricola – commenta Andrea Zanotti – sarà sicuramente utile per imparare cose nuove e adattarle magari alla propria realtà imprenditoriale. Oggi è imprescindibile aprirsi a nuovi mercati e a tecnologie in grado di assicurare tracciabilità del prodotto e fornire sicurezza ai consumatori”.

 

MACERATA, STUDENTI TOSCANI A SCUOLA-LAVORO NELLE AZIENDE DEL SISMA

L’alternanza scuola lavoro diventa un’occasione indimenticabile per un gruppo di studenti toscani, in questi giorni in trasferta nelle zone terremotate della Provincia di Macerata. Sono 15, dormono in tenda in un camping di Fiastra con vista lago e Sibillini e pranzano nelle aziende dove sono destinati. Apprendono lavorando ma dando anche una mano alle aziende di un territorio che cerca di rialzarsi.

Un’iniziativa organizzata dall’Istituto tecnico agrario di Firenze in collaborazione con Coldiretti Macerata che ha segnalato cinque aziende di Valfornace e Pieve Torina (dalle Sorelle Girolami, Maccario Aureli, all’agriturismo Roccamaia, all’azienda agricola Rivelli, all’allevamento di galline ovaiole bio di Alba Alessandri) ed elaborato insieme alla scuola i progetti di cooperative learning, guidati dai loro docenti Michele Cencini e Rosa Dimilta. Resteranno nelle Marche fino a sabato 23 giugno. In questi giorni stanno affrontando dal vivo sia la gestione di mucche, pecore e galline ma anche l’aspetto della ristorazione nelle aziende che hanno ampliato la loro attività all’agriturismo.

Ieri sera, martedì 19 giugno, hanno incontrato i vertici provinciali di Coldiretti. Il presidente Francesco Fucili, la delegata dei Giovani Alba Alessandri e il direttore Giordano Nasini hanno parlato ai ragazzi di biologico, cucina, gestione dei pascoli ma soprattutto del modello agricolo maceratese messo a confronto con quello toscano, dei mercati di Campagna Amica e di tutte le battaglie di Coldiretti sull’etichettatura obbligatoria, sulla difesa della qualità del nostro Made in Italy. “Un’occasione importante per i ragazzi – spiega il presidente Fucili – anche perché la loro scuola, a differenza dei tecnici agrari delle Marche, è inserita in un contesto urbano e non dispone di serre, vigneti, terreni e stalle.

Tutta teoria tra i banchi mentre qui hanno la possibilità di fare pratica. Sono rimasti molto stupiti da un’economia che non immaginavano. Questa esperienza arricchisce tutti: la scuola, i ragazzi che sono la futura generazione del mondo agricolo ma anche i nostri agricoltori che, con i complimenti di persone che non conoscevano affatto la realtà marchigiana, aumentano in consapevolezza, comprendendo sempre più quanto sviluppo può dare l’agricoltura ai nostri territori”.

 

LOMBARDIA, MATURITÀ: ECCO LA DIETA SALVA ESAMI PER I 73MILA STUDENTI LOMBARDI

Più frutta e meno caffè, sì ai cibi ad alto contenuto di sostanze rilassanti come pane, pasta o riso, ma anche uova bollite o latte caldo, bocciati invece quegli alimenti che possono provocare insonnia e agitazione come salatini e cioccolata. È quanto afferma la Coldiretti in occasione della prima prova della maturità che quest’anno in Lombardia, secondo i dati del Ministero dell’Istruzione, coinvolge 73mila studenti. Per l’occasione – spiega la Coldiretti regionale – ecco la lista degli alimenti “in and out” da inserire o meno nella dieta per affrontare al meglio gli esami.

L’abuso di caffè – spiega la Coldiretti – è l’errore alimentare più frequente degli studenti che si preparano ad affrontare la maturità, perché provoca eccitazione, ansia ed insonnia che fanno perdere concentrazione e serenità mentre la frutta aiuta a rilassarsi e a combattere il caldo che disturba in questi giorni gli studi. Un aiuto per vincere la preoccupazione viene dagli alimenti ricchi di sostanze rilassanti come – sottolinea la Coldiretti – pane, pasta o riso, lattuga, radicchio, cipolla, formaggi freschi, yogurt, uova bollite, latte caldo, frutta dolce e infusi al miele che favoriscono il sonno e aiutano l’organismo a rilassarsi per affrontare con la necessaria energia e concentrazione la sfida scolastica.  Per affrontare il rush finale da evitare, perché possono provocare insonnia e agitazione, sono oltre al caffè anche patatine in sacchetto, salatini e cioccolata che sono invece spesso presenti tra le scorte di emergenza delle ansiose vigilie.

È necessario – consiglia la Coldiretti – cercare di riposare adeguatamente facendo attenzione all’alimentazione, evitando sia il digiuno che gli eccessi, in particolare con cibi pesanti o con sostanze eccitanti. Tra i condimenti out sono da evitare cibi con sodio in eccesso per cui vanno banditi curry, pepe, paprika e sale in abbondanza, ma anche piatti nei quali sia stato utilizzato dado da cucina. Anche gli alimenti in scatola per l’eccesso di sodio e di conservanti sono da tenere lontani. Esistono invece cibi che – evidenzia la Coldiretti – aiutano a rilassarsi per la presenza di un aminoacido, il triptofano, che favorisce la sintesi della serotonina, il neuromediatore del benessere e il neurotrasmettitore cerebrale che stimola il rilassamento. La serotonina aumenta con il consumo di alimenti con zuccheri semplici come la frutta dolce di stagione ma effetti positivi nella dieta serale si hanno con legumi, uova bollite, carne, pesce, formaggi freschi.

Tra le verdure – ricorda ancora la Coldiretti – al primo posto la lattuga, seguita da cipolla e aglio, perché le loro spiccate proprietà sedative conciliano il sonno. Bene anche un bicchiere di latte caldo, giusto prima di andare a letto, che oltre a diminuire l’acidità gastrica che può interrompere il sonno, fa entrare in circolo durante la digestione elementi che favoriscono una buona dormita per via di sostanze, presenti anche in formaggi freschi e yogurt, che sono in grado di attenuare insonnia e nervosismo. Infine – conclude la Coldiretti – un buon dolcetto di incoraggiamento ricco di carboidrati semplici ha una positiva azione antistress, così come infusi e tisane dolcificati con miele che creano un’atmosfera di relax e di piacere che distende la mente e la rende più pronta a rispondere alle sollecitazioni degli esaminatori.

 

PIEMONTE, FARE IL PIENO DI FRUTTA FRESCA PER AFFRONTARE GLI ESAMI DI MATURITA’ 

Al via gli esami di maturità e l’abuso di caffè è l’errore alimentare più frequente degli studenti. Un buon modo per affrontare lo stress di questi giorni di studio è consumare la frutta fresca che aiuta a rilassarsi e a combattere il grande caldo. È quanto afferma Coldiretti che ha stilato la lista degli alimenti “promossi e bocciati” nella dieta per gli esami di maturità che interessano 509mila studenti. Un aiuto per vincere la preoccupazione viene dagli alimenti ricchi di sostanze rilassanti come pane, pasta o riso, lattuga, radicchio, cipolla, formaggi freschi, yogurt, uova bollite, latte caldo, frutta dolce e infusi al miele che favoriscono il sonno e aiutano l’organismo a rilassarsi per affrontare con la necessaria energia e concentrazione la sfida scolastica.  Per affrontare il rush finale da evitare, perché possono provocare insonnia e agitazione, sono, oltre al caffè, anche patatine in sacchetto, salatini e cioccolata che sono invece spesso presenti tra le scorte di emergenza delle ansiose vigilie. 

“In Piemonte il comparto frutticolo conta numeri importanti: per quanto riguarda le pesche registra 3.474 aziende, una produzione di quasi 2 milioni di quintali e una superficie di 4.416 ettari, per i kiwi quasi 2.500 aziende, una produzione di 1,2 milioni di quintali e una superficie di oltre 4.500 ettari, per le mele quasi 4 mila aziende, una produzione di 2,4 milioni di quintali ed una superficie di 6 mila ettari – evidenziano Fabrizio Galliati vicepresidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale –.

A disposizione una vasta scelta sia di frutta sia di trasformati: sono numerose, infatti, nella nostra regione le imprese che producono marmellate e succhi che, consumati freschi, danno sollievo in questi giorni di caldo. Per i trasformati della frutta – ricordano Galliati e Rivarossa – continuiamo la battaglia verso la tracciabilità affinché al più presto arrivi l’etichettatura obbligatoria d’origine a tutela delle produzioni Made in Piemonte. Nei mercati di Campagna Amica, elenco consultabile sul sito www.campagnamica.it, diffusi in tutta la regione in maniera capillare è possibile acquistare la frutta di stagione e i trasformati al fine di avere la garanzia di consumare prodotti genuini e del territorio”.

 

MODENA, GRAZIE A BOTTURA PER L’OPERA DI VALORIZZAZIONE DEL MADE IN ITALY

“A Massimo Bottura vanno le nostre congratulazioni per il prestigioso riconoscimento che ancora una volta incorona l’Osteria Francescana miglior ristorante al mondo. Il premio, che giunge proprio nell’anno del cibo italiano nel mondo, è un onore per Modena e per l’Italia intera che nel Made in Italy agroalimentare ha una potente leva di sviluppo”.  

Sono le parole del Direttore di Coldiretti Modena, Giovanni Duò, nell’esprimere soddisfazione per il premio assegnato al locale modenese a Bilbao da The World’s 50 Best Restaurants, considerato l’Oscar dei cuochi. “Il riconoscimento alla Francescana è una conferma che il legame con il territorio, così genialmente interpretato dallo Chef, è un valore imprescindibile per il successo del nostro Paese all’estero oltre che per la crescita del nostro sistema economico, sociale e culturale” conclude Duò.

Con le esportazioni del Made in Italy agroalimentare nel mondo che fanno registrare un incremento del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno nel primo quadrimestre del 2018 – commenta Coldiretti Modena – il prestigioso premio è lo specchio del nuovo protagonismo dell’agroalimentare nella ripresa del Paese, con il successo della gastronomia italiana che ha agganciato lo sviluppo della filiera agroalimentare, legandola anche al turismo, alle bellezze paesaggistiche e culturali del Paese. L’alimentazione è diventata la principale voce del budget turistico con un impatto economico che raggiunge per la prima volta i 30 miliardi di euro su base annua divisi tra turisti italiani (60%) e stranieri (40%) che sempre più spesso scelgono l’Italia come meta delle vacanze per i primati enogastronomici, sulla base delle elaborazioni Coldiretti su dati Isnart-Unioncamere.

Un valore che – precisa la Coldiretti – supera abbondantemente quello per l’alloggio pari a circa 24 miliardi, per l’acquisto di souvenir di abbigliamento e artigianato fermo a quasi 19 miliardi e le spese per trasporti e attività culturali, ricreative e di intrattenimento che sfiorano i 9 miliardi. Una domanda a cui l’Italia – conclude la Coldiretti – risponde con il primato dell’agricoltura più green d’Europa con 293 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole biologiche, la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati (Ogm), 40mila aziende agricole impegnare nel custodire semi o piante a rischio di estinzione e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,6%).

 

LOMBARDIA, LAVORO: OK CONTRATTO OPERAI AGRICOLI, PIÙ DI 50 MILA IN REGIONE

Dopo sei mesi di negoziati e scongiurando uno sciopero indetto dai sindacati è stati rinnovato il CCNL degli operai agricoli e florovivaisti che in Lombardia interessa oltre 50 mila lavoratori, mentre a livello nazionale ne riguarda circa un milione e duecentomila per oltre duecentomila imprese del settore agricolo. Lo rende noto la Coldiretti che, insieme alle altre organizzazioni datoriali, ha rinnovato con Fai-Cisl, Uila-UIL e Flai-Cgil il contratto scaduto il 31 dicembre del 2017. 

Punti di forza di questo rinnovo sono – sottolinea la Coldiretti – una particolare attenzione alle imprese e gruppi di imprese plurilocalizzate in più province e regioni, che potranno finalmente contare su un unico strumento contrattuale aziendale anziché dover applicare una pluralità di contratti provinciali e una  maggiore flessibilità nella gestione dell’orario di  lavoro, raggiunto anche con l’allargamento delle causali che consentono l’interruzione della prestazione giornaliera estendendole a quelle relative a cause tecniche ed organizzative e non solo alla forza maggiore.

Altro punto importante – continua la Coldiretti – è stato il welfare sociale nel quale, senza gravare sui costi delle imprese, si è dato risposte importanti ai lavoratori a conferma dell’attenzione del mondo imprenditoriale verso i lavoratori che rappresentano uno snodo vitale per le imprese. È stato sottoscritto – precisa la Coldiretti – anche un accordo sulla rappresentanza che definisce in maniera univoca chi sono gli attori, datoriali e sindacali verificabili sulla base di regole certe, legittimati a sottoscrivere il contratto in agricoltura al fine di evitare contratti pirata che penalizzano i lavoratori e creano concorrenza sleale tra le imprese agricole. Gli aumenti salariali – conclude la Coldiretti – sono previsti nella misura di 1,7% a decorrere da luglio 2018 cui si aggiunge un ulteriore 1,2% da aprile 2019.

 

MOLISE, EPACA-COLDIRETTI CHIARISCE LE ULTIME NOVITA’ SULLE PENSIONI

Sono in aumento in Molise, come in Italia, le domande di pensione presentate dai professionisti che usufruiscono del nuovo cumulo, introdotto dal 2017, che permette di utilizzare e sommare tutti i periodi contributivi maturati in gestioni diverse, quali casse professionisti di geometri, medici, giornalisti, dipendenti pubblici o privati ed altri, che sarebbero andati persi perché in gestione diversa dall’ultima. A ricordarlo è l’Epaca-Coldiretti di Campobasso, che precisa anche come: “I contributi che in queste casse non sono sufficienti a dare una pensione, possono ora concorrere a far maturare in anticipo il diritto alla pensione di vecchiaia o anzianità e contribuiscono a elevare l’importo della prestazione”.

“I professionisti che hanno ricevuto la liquidazione della pensione in cumulo, a tre mesi di distanza dalla sottoscrizione della convenzione quadro tra Inps e Casse Professionali – afferma Giuseppe Colantuoni, responsabile del patronato Epaca-Coldiretti di Campobasso – sono prevalentemente medici e odontoiatri (Enpam), veterinari (Enpav) e infermieri (Enpapi) ma cresce anche il numero di professionisti che si stanno rivolgendo ai nostri uffici per sfruttare questa nuova possibilità, che permette di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro riunendo la contribuzione frammentata, frutto di carriere miste”.

L’Epaca-Coldiretti di Campobasso ricorda, poi, che l’INPS ha aggiornato i redditi per la corresponsione della quattordicesima mensilità sulla pensione, che sarà erogata a luglio prossimo. “La ‘quattordicesima’ 2018 – chiarisce ancora Colantuoni – è riconosciuta ai pensionati Inps che hanno almeno 64 anni di età e un reddito complessivo individuale fino a un massimo di 2 volte il trattamento minimo annuo del fondo pensioni lavoratori dipendenti (ovvero 13.192,92 euro) ed è titolare di una pensione di anzianità, vecchiaia, invalidità, anticipata, o reversibilità. L’importo della quattordicesima oscilla tra i 336 e i 655 euro, a seconda del reddito annuo del pensionato e degli anni di contribuzione maturati per la pensione.  Nel calcolo del reddito è considerata oltre alla pensione di cui il pensionato è titolare anche i redditi diversi e da capitale, con eventuali prestazioni d’invalidità civile, con l’esclusione però dell’indennità di accompagnamento”.

L’Epaca-Coldiretti di Campobasso evidenzia, infine, che la Legge di Bilancio del 2018 ha disposto l’esenzione dal prossimo adeguamento alla speranza di vita per le 15 attività gravose individuate anche per l’APE Sociale, a condizione che tali attività siano svolte per almeno sette anni negli ultimi dieci prima del pensionamento, unitamente ad un requisito contributivo minimo di 30 anni. La sospensione dell’adeguamento riguarderà i requisiti per la pensione di vecchiaia (66 anni e 7 mesi) e della pensione anticipata standard (42 anni e 10 mesi di contributi; 41 anni e 10 mesi le donne) che, quindi, non saranno incrementati di cinque mesi dal 1° gennaio 2019, a differenza della generalità degli altri assicurati. Hanno diritto all’esonero dal prossimo adeguamento anche i lavoratori addetti alle mansioni usuranti e notturni di cui al Dlgs 67/2011, con riferimento ai requisiti per la pensione di vecchiaia e per la pensione anticipata. Per ottenere l’esonero tali soggetti dovranno aver svolto l’attività usurante o notturna per almeno sette anni negli ultimi dieci antecedenti il pensionamento o, in alternativa, per almeno metà della vita lavorativa, fermo restando un requisito contributivo minimo di 30 anni. Per consulenza e/o assistenza, è possibile rivolgersi a tutti gli Uffici provinciali e territoriali di EPACA-Coldiretti.

 

LAZIO, AUGURI DI BUON LAVORO A VANNINO CAPPELLONI ALLA GUIDA DEI SENIOR

E’ stato eletto questa mattina, durante l’assemblea elettiva presso il mercato Campagna Amica del Circo Massimo, il nuovo presidente dei “Senior per Sempre”, l’associazione dei pensionati di Coldiretti Lazio. Si tratta di Vannino Cappelloni, 67 anni, che sostituirà Gino Taticchi, presidente uscente ed eletto vice presidente che ha voluto ringraziare e fare gli auguri al suo successore e al nuovo consiglio direttivo che resterà in carica per 5 anni. L’assemblea si è svolta alla presenza del presidente Coldiretti Lazio David Granieri, del direttore Coldiretti Lazio Sara Paraluppi, del segretario Alessio Iori e del presidente dei Pensionati di Roma, Carlo Paniccia, anche lui eletto vice presidente.

“Mi fa molto piacere aver ricevuto questo incarico, è una gratificazione per il lavoro svolto in tanti anni di sodalizio con Coldiretti – ha spiegato Cappelloni – Il mio obiettivo è proseguire sulla scia di quanto fatto come presidente dei pensionati di Viterbo attraverso convenzioni con enti, iniziative sociali e culturali. Vorrei anche sviluppare il progetto nazionale sprint-t per la salute e, a riguardo, avviare con la Regione Lazio un’attività assistenziale per i nostri pensionati”. Vannino Cappelloni è nato a Bolsena nel 1950, da 39 anni lavora in Coldiretti svolgendo varie attività e dedicandosi in particolare alla formazione professionale. Conduce insieme alla figlia un’azienda agricola, di 25 ettari, con indirizzo produttivo cerealicolo-foraggero nella zona di Bagnoregio. – Lo comunica in una nota Coldiretti Lazio.

 

ROVIGO, LEGGE REGIONALE SUI PARCHI: ACCOLTO APPELLO COLDIRETTI POLESANA

I custodi del territorio avranno finalmente voce in capitolo nella gestione dei parchi. A conclusione dell’iter legislativo della norma sulle aree protette, dopo un confronto costante tra Coldiretti e le istituzioni, il risultato politico finale premia il ruolo dell’agricoltura. “Con la presenza designata di un imprenditore agricolo nel consiglio d’amministrazione – commenta soddisfatto il presidente provinciale Carlo Salvan –  viene accolta non solo la proposta di Coldiretti ma la reale possibilità di un’inversione di rotta, dove regolamenti vissuti finora come vincoli e divieti possono diventare invece opportunità ed esperienze di equilibrio, oltre che uno spazio di discussione a tutto tondo tra amministratori, tecnici ed agricoltori”.

Nello specifico con gli emendamenti presentati in aula, la Comunità del parco, paragonabile ad un’assemblea per le sue funzioni, indicherà in Consiglio Direttivo due soggetti, di cui uno sarà un imprenditore agricolo proposto dalle associazioni più rappresentative nel settore primario che svolga la sua attività principale proprio nel perimetro del parco. Solo nel caso in cui nel sistema vi sia una organizzazione di proprietari di terreni che rappresenti almeno il 60% dei fondi agro-silvo–pastorali privati inclusi nella zona protetta, il rappresentante di settore sarà indicato di concerto tra le varie rappresentanze.

“In entrambi i casi – conclude il presidente Carlo Salvan – la decisione vede la centralità dell’agricoltura nella scelta di chi sarà consigliere nel direttivo del parco composto complessivamente da cinque membri. Un risultato importante, per cui la nostra regione sarà banco di prova. In questo quadro i parchi devono diventare luoghi di eccellenza dove sperimentare nuove e più avanzate forme di politica agro-ambientale grazie ad un dialogo possibile tra amministratori e produttori, che mantengono vivi aspetti economici, storici e culturali del territorio”.

 

BERGAMO, ARRIVANO GLI “AGRI GREST” IN FATTORIA: FORMAZIONE E DIVERTIMENTO

Dare ai più piccoli la possibilità di stare a contatto con la natura e di imparare cose interessanti su come si produce il cibo sano e sulle attività quotidiane che si svolgono in un’azienda agricola. E’ la finalità degli agri grest in fattoria, che durante i mesi estivi coinvolgono ragazzi e bambini facendoli partecipare a numerose attività all’aria aperta e a contatto con la natura. 

“Settimane verdi, stage e campi estivi sono le proposte che le aziende agricole bergamasche hanno strutturato per i più giovani e che quest’anno stanno facendo registrare un vero e proprio boom di adesioni –  sottolinea Coldiretti Bergamo -; queste forme di attività non sono importanti solo per l’aspetto formativo ma anche perché vanno incontro alle esigenze di quei genitori che lavorano e cercano un luogo dove lasciare i propri figli”.

Proposte avvincenti stanno nascendo un po’ in tutta la provincia, soprattutto nelle 55 fattorie didattiche accreditate. Paolo Rotoli della Cascina Lama di Clusone da alcuni anni apre le porte della sua azienda ai più piccoli durante le vacanze estive: “Le nostre settimane verdi iniziano subito dopo la fine delle lezioni e proseguono fino a luglio – spiega il titolare di Cascina Lama – ; in ogni turno ospitiamo circa una decina di bambini che partecipano ai vari lavori della giornata, come la cura degli animali e la raccolta dei piccoli frutti, oltre che a laboratori tematici dedicati al latte, al miele e ad altre filiere. A settembre, con la ripresa delle attività scolastiche, proporremo invece momenti di doposcuola”.   

Trascorrere momenti di vacanza in fattoria per molti ragazzi che magari vivono in città significa rendersi conto del “sapore” della vita in campagna oltre che un’opportunità per avvicinarsi alla sana e corretta alimentazione.

“Per noi è importante valorizzare le attività di formazione che promuovono la divulgazione di una nuova coscienza rurale tra le giovani generazioni – evidenzia Coldiretti Bergamo -. Riteniamo infatti sia strategico far comprendere il ruolo dell’attività agricola ed educare al consumo consapevole attraverso la comprensione delle relazioni esistenti tra tecniche produttive, qualità e tipicità delle produzioni, tutela della salute e dell’ambiente”.

E’ una veterana delle agri settimane verdi l’azienda Aurelia Rossi di Boltiere. “Abbiamo iniziato proponendo solo mezza giornata ma, a grande richiesta dei genitori, abbiamo poi strutturato l’attività con una giornata intera – dice la titolare Aurelia che con la sorella Elena e alcune educatrici cura l’attività didattica -; suddividiamo le diverse sessioni in base all’età. Facciamo settimane per i bambini delle scuole elementari e per i bambini della scuola dell’infanzia. Complessivamente quest’anno abbiamo in calendario sette agri settimane verdi. Da noi ogni giorno viene trattato un tema diverso, non solo dal punto di vista teorico ma anche pratico. I nostri piccoli ospiti vengono coinvolti nelle attività dell’orto, della cura degli animali, nella preparazione dei formaggi. Non mancano poi i momenti di divertimento come la caccia alle uova o le passeggiate nei campi”.

 

BRESCIA, LAVORO: OK CONTRATTO OPERAI AGRICOLI, A BRESCIA SONO PIÙ DI 12 MILA

Dopo sei mesi di negoziati e scongiurando uno sciopero indetto dai sindacati è stati rinnovato il CCNL degli operai agricoli e florovivaisti che a Brescia interessa oltre 12 mila lavoratori sugli oltre 50 mila occupati in Lombardia. A livello nazionale, il contratto ne riguarda circa un milione e duecentomila per oltre duecentomila imprese del settore agricolo. Lo rende noto la Coldiretti che, insieme alle altre organizzazioni datoriali, ha rinnovato con Fai-Cisl, Uila-Uil e Flai-Cgil il contratto scaduto il 31 dicembre del 2017. 

Punti di forza di questo rinnovo sono – sottolinea la Coldiretti – una particolare attenzione alle imprese e gruppi di imprese plurilocalizzate in più province e regioni, che potranno finalmente contare su un unico strumento contrattuale aziendale anziché dover applicare una pluralità di contratti provinciali, nonchè una  maggiore flessibilità nella gestione dell’orario di  lavoro, raggiunto anche con l’allargamento delle causali che consentono l’interruzione della prestazione giornaliera estendendole a quelle relative a cause tecniche ed organizzative e non solo alla forza maggiore.

Altro punto importante – continua la Coldiretti – è stato il welfare sociale nel quale, senza gravare sui costi delle imprese, si sono dato risposte importanti ai lavoratori a conferma dell’attenzione del mondo imprenditoriale verso i lavoratori che rappresentano uno snodo vitale per le imprese. È stato sottoscritto – precisa la Coldiretti – anche un accordo sulla rappresentanza che definisce in maniera univoca chi sono gli attori, datoriali e sindacali verificabili sulla base di regole certe, legittimati a sottoscrivere il contratto in agricoltura al fine di evitare contratti “pirata” che penalizzano i lavoratori e creano concorrenza sleale tra le imprese agricole. Gli aumenti salariali – conclude la Coldiretti – sono previsti nella misura di 1,7% a decorrere da luglio 2018 cui si aggiunge un ulteriore 1,2% da aprile 2019.

 

PADOVA, PARCHI: ANCHE GLI AGRICOLTORI NELLA GOVERNANCE

Gli agricoltori entrano nella governance dei Parchi regionali. A conclusione dell’iter legislativo della norma sulle aree protette, dopo un confronto costante tra Coldiretti e le istituzioni, il risultato politico finale coglie la grande sfida di coniugare natura, produzione agricola e tutela del territorio. Con la presenza designata di un imprenditore agricolo nel consiglio d’amministrazione viene accolta non solo la proposta di Coldiretti ma la reale possibilità di un’inversione di rotta, dove regolamenti vissuti finora come vincoli e divieti possono diventare invece opportunità ed esperienze di equilibrio, oltre che uno spazio di discussione a 360 gradi tra amministratori, tecnici e agricoltori. E’ stata una scelta di civiltà – sottolinea Coldiretti – in questo quadro il Veneto è il banco di prova.

“È una buona notizia per il nostro Parco dei Colli Euganei- spiega Massimo Bressan presidente di Coldiretti Padova – che finalmente potrà contare anche sulla presenza di un rappresentante degli agricoltori e nello specifico di un imprenditore che ben conosce il territorio con le sue problematiche e potenzialità. È utile ricordare che l’agricoltura è l’attività più diffusa e praticata nel Parco Colli e che identifica il territorio e l’ambiente. Senza agricoltura non ci sarebbe nemmeno il Parco Colli così come lo conosciamo. Senza l’agricoltura il Parco Colli muore.  Gli agricoltori vivono in area parco e vi lavorano quotidianamente, conoscono ogni palmo del territorio, sanno quali sono le necessità e gli interventi da mettere in atto, quali le emergenze e quali i punti di forza su cui spingere. Noi siamo pronti a fare la nostra parte per costruire il futuro del Parco in cui l’agricoltura continuerà ad essere elemento determinante. Ci sono problemi da risolvere, su tutti la proliferazione dei cinghiali che minaccia sia l’attività agricola che l’intero e delicato ecosistema del Parco. Riscontriamo già dei primi risultati ma ora dobbiamo premere sull’acceleratore”.

Nello specifico della nuova legge sui Parchi con gli emendamenti presentati in aula, la Comunità del parco, paragonabile ad un’assemblea per le sue funzioni, indicherà in Consiglio Direttivo due soggetti, di cui uno sarà un agricoltore proposto dalle associazioni più rappresentative nel settore primario che svolga la sua attività principale proprio nel perimetro del parco. Solo nel caso in cui nel sistema vi sia una organizzazione di proprietari di terreni che rappresenti almeno il 60% dei fondi agro-silvo –pastorali privati inclusi nella zona protetta, il rappresentante di settore sarà indicato di concerto tra le varie rappresentanze. Nell’uno come nell’altro caso la decisione vede la centralità dell’agricoltura nella scelta di chi sarà consigliere nel direttivo del parco composto complessivamente da cinque membri.

 

Appuntamenti

VERONA: AGRICOLTURA 4.0, ESPERTI A CONFRONTO AL CONVEGNO COLDIRETTI-CISL 

Giovedì 21 giugno

“L’Agricoltura 4.0” è il titolo del convegno organizzato dalle organizzazioni provinciali Cisl, FAI Cisl e Coldiretti che si terrà domani, giovedì 21 giugno alle 15 nella sala convegni del Consorzio Agrario del Nord Est in Via Francia n. 2 a Verona. All’incontro interverranno Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl, Romano Magrini, responsabile relazioni sindacali, lavoro, immigrazione e sicurezza di Coldiretti nazionale, Romano Frascarelli, professore dell’Università di Perugia, Mons. Adriano Vincenzi, ideatore del Festival della Dottrina Sociale della Chiesa e Luigi Bassani, presidente di Agri.bi, ente bilaterale per l’agricoltura veronese. Moderatore sarà il giornalista Stefano Cantiero.

 

FRIULI-VENEZIA GIULIA: CAMPAGNA AMICA OSPITE DI “ARIA DI FESTA”

Da venerdì 22 a lunedì 25 giugno

Una prima volta con i prodotti tipici del territorio a fianco del nobile prosciutto di San Daniele. Anche Coldiretti del Friuli Venezia Giulia si inserisce nella quattro giorni di Aria di Festa con il mercato agricolo di Campagna Amica, la rete di tutela dell’ambiente, del territorio, delle tradizioni e della cultura, della salute, della sicurezza alimentare, dell’equità, dell’accesso al cibo a un giusto prezzo, dell’aggregazione sociale e del lavoro.

Nell’occasione, da venerdì 22 a lunedì 25 giugno, il mercato di Coldiretti Fvg, con alcune aziende che presenteranno prodotti a base di canapa e Aronia, olio, miele, birra agricola, cipolla di Cavasso, Figo Moro da Caneva, zafferano, si posizionerà in piazzale 4 Novembre, nei pressi del campo sportivo. “Tra sabato e domenica – informa il presidente regionale Dario Ermacora – organizzeremo anche la raccolta di firme per la campagna #stopcibofalso, l’azione che punta ad accelerare l’adozione di norme Ue per la trasparenza dell’informazione ai consumatori sul cibo in vendita, superando i ritardi accumulati, e conseguentemente a proteggere la salute, tutelare l’economia, fermare le speculazioni e difendere l’agricoltura italiana”. In programma, sabato pomeriggio, anche fattorie didattiche per i bambini.

 

VERCELLI-BIELLA: AL ‘PIAZZO’ DI BIELLA SI INAUGURA IL NUOVO AGRIMERCATO DI C.A.

Domenica 24 giugno

Una ‘Festa dell’Ecologia’ per inaugurare il nuovo Mercato di Campagna Amica al Piazzo di Biella. La giornata di domenica 24 giugno sarà all’insegna di un ricco cartellone di eventi che nascono dalla sinergia di Campagna Amica, Coldiretti Vercelli Biella, Natural.Bi Life, l’amministrazione comunale di Biella, l’associazione Noi del Piazzo e la Rete Agricola Territori. Non solo, a celebrare l’iniziativa, sarà anche un evento culturale ludico collettivo: la realizzazione di uno straordinario ‘Mandala’ di riso a Palazzo Ferrero, a partire dal giorno precedente (sabato 23 giugno).

Il mercato, che si terrà in una delle zone più suggestive del comune di Biella, dopo l’inaugurazione di domenica 24, riprenderà domenica 23 settembre e a partire da quella data si terrà ogni quarta domenica del mese.

“Numerosi i prodotti che si potranno trovare: formaggi caprini, ortaggi, prodotti da forno, riso, salumi tipici di montagna, olio, ecc.: tutti prodotti a filiera corta, che portano la cultura della tradizione rurale sulle tavole dei consumatori biellesi e non solo. Il nuovo AgriMercato del Piazzo, infatti, sarà parte, con Campagna Amica, della più ampia rete di vendita diretta europea gestita direttamente dagli agricoltori” dichiara il presidente di Coldiretti Vercelli Biella Paolo Dellarole.

Al mattino di domenica 24, alle ore 10, è prevista l’inaugurazione dell’iniziativa alla presenza delle istituzioni cittadine: interverranno Stefano La Malfa, che detiene la delega alle attività produttive, il presidente di Coldiretti Vercelli Biella Paolo Dellarole, il direttore Maria Lucia Benedetti, gli organizzatori di Natural.Bi Life e di tutte le altre associazioni e che hanno contribuito a realizzare l’evento.

Come detto, a celebrare la giornata sarà anche il ‘Mandala’ realizzato da Livio Bourbon a Palazzo Ferrero con rotture di riso colorato con pigmenti naturali alimentari con il supporto degli allievi di varie scuole e associazioni del territorio: per non generare spreco alimentare, le rotture, a seguito della dissoluzione, verranno immesse nel percorso naturale di riciclo, quindi utilizzate come mangime animale e, simbolicamente, una manciata verrà gettata nel torrente Cervo. La realizzazione è prevista sabato dalle ore 9 alle 17, e per tutta la giornata di domenica.

Il Mandala di riso riprende, come soggetto, l’iconografia tibetana classica semplificata, per renderla fruibile da tutti. Infatti nel prosieguo della giornata i cittadini biellesi potranno partecipare e contribuire alla realizzazione del mandala stesso. Ciò anche in omaggio alla mostra ‘Tulku: le incarnazioni mistiche del Tibet’ ospitata a Palazzo Ferrero dal 29 giugno al 2 settembre.

 

ROVIGO: L’ARRIVO DELL’ESTATE SI FESTEGGIA AL MERCATO COPERTO DI C.A. IN TASSINA

Sabato 23 giugno

Ce n’è per tutti i gusti, per grandi e piccini. Prodotti, consigli, ricette ed animazione targata Campagna Amica Rovigo. Le aziende agricole aderenti al progetto di Coldiretti per la vendita diretta saranno, infatti, a disposizione dei consumatori al mercato coperto in Tassina sabato 23 giugno dalle 8.30 alle 13.00 per celebrare l’inizio dell’estate. Si parte con il laboratorio e percorso sensoriale con il mini mulino a pietra con cui sarà possibile macinare la farina in diretta e setacciare le diverse parti del chicco, grazie all’expertise dell’azienda agricola La Bocalina di Silvia Bertazzo di Adria. Per i più esperti, l’evoluzione della farina nella realizzazione della pasta all’uovo, fiore all’occhiello dell’azienda agricola Pagliarini Avicola di Pagliarini Mirco, che svelerà i segreti per una sfoglia perfetta.

E mentre i genitori imparano a fare la pasta, i bimbi potranno passeggiare in sella a lama ed alpaca, che saranno a disposizione dei piccoli visitatori grazie all’azienda agricola Corte Benetti di Rovigo, che spiegherà loro anche tante curiosità su questi animali. “Vogliamo trasformare la spesa settimanale da momento routinario ad esperienza utile e divertente per tutta la famiglia – ha spiegato il direttore di Coldiretti Rovigo, Silvio Parizzi – se al supermercato ci sono i carrelli a forma di macchinina per i più piccoli, noi proponiamo l’attività di lama trekking per avvicinare i bambini alla natura”. Ci saranno, infatti, tre turni per la passeggiata con i lama: ore 10.00, ore 11.00 e l’ultimo alle ore 12.00.

Al centro delle attività: alimentazione e prodotti locali, con la guida “Più sani più forti” a disposizione di mamme e consumatori e la possibilità di firmare la petizione #Stopcibofalso per introdurre l’obbligatorietà dell’indicazione d’origine di tutti i prodotti alimentari in etichetta. “Salumi, carne di coniglio, carne trasformata, frutta e verdura trasformata e pane sono prodotti per i quali non è obbligatorio indicare l’origine in etichetta – conclude il direttore Parizzi – da qui l’importanza di acquistare direttamente dal produttore e la firma della petizione. Con il patrimonio ortofrutticolo polesano, non possiamo che volere trasparenza e preferire i prodotti locali e dall’origine certa”. 

 

REGGIO EMILIA, COLTIVARE ZAFFERANO: NUOVA SFIDA DELL’AGRICOLTURA REGGIANA

Venerdì 22 giugno

Un incontro per esporre come la coltivazione dello zafferano possa essere una opportunità economica anche per le aziende reggiane. Ad organizzarlo è la Coldiretti di Reggio Emilia e si svolgerà venerdì 22 giugno alle ore 20.30 presso la sede in via Copernico 28/a.

Due caratteristiche specifiche di questa coltivazione che la rendono particolarmente indicata per piccole aziende a conduzione familiare o di primo insediamento: sono sufficienti modeste superfici e l’impiego di forza lavoro concentrata principalmente in alcuni periodi dell’anno. E per incuriosire ulteriormente – commenta Coldiretti Reggio Emilia – il prezzo di un grammo di zafferano confezionato si aggira tra i 18 e i 25 euro.

“Anche per questa produzione – dichiara Assuero Zampini, direttore della Coldiretti reggiana – è necessario fare uno sforzo sull’indicazione di origine della produzione che aprirebbe sicuramente nuovi mercati”. Coldiretti stima infatti che il 70-80%o dello zafferano consumato in Italia sia importato e spesso di qualità modesta, proviene, in particolare, da Spagna, Iran, India, all’insaputa del consumatore.

 

 

 

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