COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 20 gennaio 2022

20 Gennaio 2022
News La Forza del Territorio del 20 gennaio 2022

Primo piano

EMILIA ROMAGNA

POMODORO: CHIUDERE AL PIU’ PRESTO ACCORDO QUADRO 2022

Creare “Distretto del Pomodoro” con imprese, cittadini, associazioni e istituzioni

Sono in corso le trattative fra produttori e industriali per il prezzo del pomodoro da industria nel Nord Italia relativo alla campagna 2022. La passata campagna aveva visto fissare il prezzo a 92 euro a tonnellata, con 3 milioni di tonnellate trasformate.

I produttori si sono presentati al confronto con la parte industriale – comunica Coldiretti Emilia Romagna – forti di un documento unitario sottoscritto da tutte le OP che prevede una piattaforma programmatica per il rinnovo e la conseguente stipula dell’accordo quadro per la produzione e la trasformazione del pomodoro da industria nell’area del Nord Italia nella campagna 2022.

La sottoscrizione dell’accordo quadro – sottolinea Coldiretti – è fondamentale per tutta la filiera in quanto si colloca in un periodo economico/sociale che non ha precedenti, con un aumento senza eguali dei costi di produzione per le imprese agricole costrette ad affrontare rincari vertiginosi per tutte le operazioni colturali.

Riteniamo fondamentale – prosegue Coldiretti – un proficuo e frequente dialogo fra le parti per sottoscrivere velocemente l’accordo quadro per il 2022, così da permettere alle aziende agricole una corretta pianificazione e maggiori certezze nella scelta del riparto colturale aziendale.

Nella trattativa – prosegue Coldiretti – occorre proseguire nel percorso di riallineamento degli indici di valutazione qualitativa alle reali condizioni del prodotto.

È necessario inoltre mettere in atto tutte le politiche volte a far apprezzare dal consumatore la qualità e la salubrità del nostro prodotto e per questo riteniamo che occorra creare un vero e proprio “Distretto del Pomodoro”, mettendo insieme imprese, cittadini, associazioni e istituzioni, per ottenere una migliore collaborazione sulle azioni comuni, finalizzate a organizzare, sostenere, promuovere e valorizzare l’intera filiera che produce e trasforma un prodotto di altissima qualità in un territorio ben definito.

La filiera vince se la è unita, occorre quindi condividere un percorso diverso rispetto al passato, per poter tracciare delle traiettorie di futuro per il bene dell’intero comparto.

 

Dal Territorio

 

PUGLIA, BOLLETTE: 10% ENERGIA PER PRODURRE CIBO; STRETTA SU ENERGIA A KM0

La produzione agricola e quella alimentare in Puglia assorbono oltre il 10,3% dei 5,578 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) all’anno dei consumi totali. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti Puglia sulla base dei dati MISE/ENEA/Terna sugli effetti dei rincari della bolletta energetica sugli approvvigionamenti alimentari degli italiani. 

I rincari dell’energia – sottolinea la Coldiretti regionale – hanno dunque un impatto devastante sulla filiera, dal campo alla tavola, in un momento in cui con la pandemia da Covid si è aperto uno scenario di, accaparramenti, speculazioni e aumenti dei prezzi di beni essenziali che deve spingere il Paese a difendere la propria sovranità alimentare.

Nel sistema agricolo i consumi diretti di energia includono i combustibili per trattori, serre e i trasporti mentre i consumi indiretti ci sono quelli che derivano da fitosanitari, fertilizzanti e impiego di materiali come la plastica. Il comparto alimentare richiede invece – continua la Coldiretti regionale – ingenti quantità di energia, soprattutto calore ed energia elettrica, per i processi di produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti di origine animale e vegetale, funzionamento delle macchine e climatizzazione degli ambienti produttivi e di lavoro.

Per le operazioni colturali gli agricoltori – spiega la Coldiretti Puglia – sono stati costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario per le lavorazioni dei terreni, senza dimenticare che l’impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi dei concimi, con l’urea passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%). L’aumento dei costi – continua la Coldiretti regionale – riguarda anche l’alimentazione del bestiame, il riscaldamento delle serre per ortaggi e fiori che molti sono stati costretti a spegnere mettendo a rischio il futuro di alcune delle produzioni più tipiche del florovivaismo nazionale come tra gli altri il ciclamino, il lilium o il ranuncolo. Il rincaro dell’energia – continua la Coldiretti regionale – si abbatte poi sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dalla plastica (+72%) per i vasetti dei fiori alla banda stagnata per i barattoli (+60%), dal vetro (+40%) per i vasetti fino alla carta (+31%) per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi.

Anche per far fronte alla necessità di aiutare famiglie e imprese durante l’emergenza sanitaria e sociale causata dal Covid è nata la prima comunità agro energetica 100% rinnovabile con il contributo essenziale della Puglia, una delle regioni più green d’Italia, che produce, raccoglie e ridistribuisce energia agricola a Km0, grazie all’intesa sottoscritta tra Coldiretti Puglia e ForGreen Società Benefit.

In Puglia le imprese agricole socie della Coldiretti, con più di 700 impianti a fonte rinnovabile, producono energia rinnovabile soddisfacendo il bisogno annuo di oltre 15 mila famiglie, scongiurando l’immissione in atmosfera di circa 8 milioni di kg di CO2 equivalente ogni anno.

“Allo stato attuale sono coinvolti 200 produttori di energia agricola per un totale di 283 impianti superiori ai 20 KW. L’agricoltura pugliese è una risorsa strategica per avviare una nuova stagione di sviluppo economico e occupazionale. La nostra agricoltura è la più green d’Europa ed è all’avanguardia di un nuovo modello economico circolare in cui si produce valorizzando anche gli scarti con una evoluzione energetica che possa rappresentare una parte significativa degli sforzi per modernizzare e trasformare l’economia pugliese ed italiana. L’iniziativa, non è solo occasione per risparmiare sulla bolletta elettrica e condividere un’energia a km0, ma uno stimolo a tutto il Paese che questa nostra grande forza di Comunità diventi di tutti”, commenta il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Coldiretti Puglia ritiene indispensabile il contributo del settore al percorso di transizione energetica della regione, orientato alla sostenibilità ambientale con la produzione di energia green, la tutela del suolo, dell’acqua e dell’aria e del corretto consumo energetico di matrice agricola, quale leva di competitività e nel contempo di presidio e salvaguardia dei territori, in particolare nelle aree più a rischio del Paese.

La pandemia da Coronavirus ha rivoluzionato le priorità dei mercati e dei consumatori – conclude Coldiretti Puglia – con le produzioni agricole, dalle quali dipendono le forniture alimentari, diventate più preziose e richieste del petrolio, con l’emergenza che ha ribaltato la geografia del valore della terra che è devenuta una ‘riserva naturale’ strategica da tutelare e proteggere.

Si tratta di una bolletta energetica pesante nonostante nel tempo si sia verificato un contenimento dei consumi energetici grazie alle nuove tecniche e all’impegno degli agricoltori per la maggiore sostenibilità delle produzioni anche con l’adozione di tecnologie 4.0 per ottimizzare l’impiego dei fattori della produzione. Senza dimenticare che a migliorare il bilancio energetico della filiera ci sono gli investimenti nell’economia circolare con la produzione di bioenergie, dal fotovoltaico sui tetti di stalle e capannoni rurali fino alla valorizzazione dei reflui degli allevamenti con il biometano che va sostenuto adeguatamente.

 

CALABRIA, PESTE SUINA: IN SINTONIA CON REGIONE PER SCONGIURARE IL PERICOLO

Misure tempestive per creare una barriera sanitaria con il coinvolgimento dei servizi veterinari vigilando oltre che sul piano sanitario anche contro le speculazioni di mercato a tutela degli allevatori e del sistema economico ed occupazionale, monitoraggio continuo e attuazione della delibera già adottata dalla Giunta Regionale a luglio scorso in occasione della manifestazione della Coldiretti Calabria che consente la semplificazione per il contenimento e controllo dei cinghiali,  la disciplina degli interventi di controllo dei cinghiali e il loro contenimento in ambito urbano. Queste le richieste inoltrate dalla Coldiretti Calabria al Dipartimento Regionale Agricoltura per non permettere e scongiurare la diffusione della peste suina africana (PSA) dopo i casi riscontrati su cinghiali in Piemonte e Liguria ma anche in Germania, Belgio e Paesi dell’Est Europa. La peste suina – aggiunge Coldiretti – colpisce cinghiali e maiali ed è altamente contagiosa e spesso letale per questi animali, ma non è, invece, trasmissibile agli esseri umani In particolare la Coldiretti a completamento dell’attuazione della Delibera della Giunta Regionale, ha chiesto la predisposizione della piattaforma nella quale gli agricoltori possono fare la richiesta per l’abbattimento dei cinghiali. “Il proliferare della fauna selvatica, in particolare dei cinghiali, adesso più che mai, è argomento indifferibile è su questo – commenta Franco Aceto presidente di Coldiretti Calabria – abbiamo avuto impegni precisi da parte dell’Assessore Gallo. Adesso bisogna stringere i tempi – aggiunge – poiché il rischio della diffusione della Peste Suina Africana (Psa) attraverso i cinghiali è concreto; non è più rinviabile la loro riduzione sia numerica che spaziale attraverso le attività venatorie e le azioni di controllo. Occorre – prosegue Aceto -un’azione sinergica su più fronti intensificandogli gli interventi, per tutelare e difendere gli allevamenti e compensare gli eventuali danni economici alle imprese. Una particolare attenzione – aggiunge – va data anche all’elevato rischio di un afflusso non controllato di suini provenienti da fuori della Calabria e possibili portatori di peste”. In Calabria, – ricorda Coldiretti – ci sono oltre 5mila allevamenti, compresi quelli familiari, con circa 52mila capi di suini, al netto dei quattro salumi DOP calabresi che già rispondono a precisi disciplinari sulla provenienza delle carni. Coldiretti stima che il comparto della produzione di salumi, insaccati e carne di maiale, allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione, è di oltre 400 milioni di €uro. “Non vorremmo, – conclude Aceto -che la filiera dei suini che annovera in Calabria eccellenze produttive con investimenti in risorse e marketing da parte di suinicoltori, avesse ripercussioni per una vicenda che è ben lontana da noi”.

 

UMBRIA, “COSTRUIAMO LA FILIERA DEL TARTUFO: FARE RETE IN NOME DELLA QUALITÀ”

“Costruiamo la filiera del tartufo: fare rete in nome della qualità”: questo il titolo del webinar organizzato ieri dalla Coldiretti Umbria, per illustrare il bando del PSR Umbria 2014/2020 mis. 16.4.1, che punta allo sviluppo della filiera del tartufo nell’ottica di incrementare la produzione di alta qualità, favorire l’innovazione e l’aggregazione delle imprese e aumentare la competitività.

Il webinar, che ha visto oltre 150 partecipanti collegati – riferisce Coldiretti – grazie al contributo degli esperti intervenuti, ha costituito un’importante opportunità per tracciare l’avvio di un nuovo percorso per la crescita del comparto della tartuficoltura umbra per conquistare nuovi e più ampi spazi di mercato.

Il Presidente della Coldiretti Umbria Albano Agabiti, ha sottolineato come la filiera del tartufo rappresenti una risorsa importante per l’Umbria pure dal punto di vista turistico e gastronomico e di interesse per molte aree rurali montane e svantaggiate. Una filiera – ha spiegato – con un’opportunità di crescita sui mercati straordinaria e prospettive di sviluppo importanti, per la quale supporteremo tutte le imprese interessate. Proprio come Coldiretti tra l’altro – ha ricordato Agabiti – siamo impegnati da anni a creare filiere distintive in grado di restituire un giusto valore al lavoro degli imprenditori.

Parlare di filiera corta – ha affermato l’Assessore regionale all’agricoltura Roberto Morroni – significa porre l’accento su uno dei nostri “assi strategici”. L’obiettivo è quello di incoraggiare processi aggregativi fra le imprese. Abbiamo focalizzato la nostra attenzione verso i prodotti di qualità e di eccellenza del nostro territorio, come per il tartufo e per l’olio, con l’agricoltura che deve saper e poter produrre valore.

Incentivare l’aggregazione tra le imprese è anche la strada indicata dal Direttore Coldiretti Umbria Mario Rossi, che ha ribadito come occorra andare verso la qualità, l’innovazione e una maggiore competitività delle imprese, in una regione che ha importanti margini per poter valorizzare ulteriormente il comparto del tartufo.

È toccato a Gianluca Giovagnini, Referente settore economico Coldiretti Umbria e a Paolo Guelfi, Responsabile sezione interventi per lo sviluppo delle filiere e delle imprese agroalimentari ed agroindustriali della Regione Umbria, illustrare gli aspetti più squisitamente tecnici del bando, grazie anche ad un costruttivo confronto con i partecipanti al webinar. Un bando, quello del PSR attivato dalla Regione Umbria – è stato ricordato – che dispone di una dotazione finanziaria di 5,4 milioni di euro e in grado di agevolare anche la diversificazione produttiva delle aziende agricole.

 

LIGURIA, PESTE SUINA: RICHIESTE A REGIONE MISURE URGENTI PER TUTELARE LE AZIENDE

Coldiretti Liguria, alla luce della situazione emergenziale legata alla diffusione della Peste Suina Africana, e all’individuazione di una zona infetta comprendente già ben 36 comuni liguri, ha espresso a Regione Liguria la forte preoccupazione, peraltro già più volte manifestata nei mesi passati, in merito alle attività e al futuro delle aziende agricole situate nei territori delimitati, sia per le attività agricole tradizionali che per quelle legate alla ricettività e alle attività outdoor. I rischi sociali e sanitari legati al numero ormai incontrollato di cinghiali liberi di aggirarsi nei campi e nelle città causando sempre più incidenti, è un tema su cui abbiamo sempre richiamato l’attenzione, a cui, troppo a lungo, non è stata dedicata la giusta attenzione e per cui non sono mai state prese adeguate misure di contenimento.

Alla luce dei recenti fatti, che nessuno si augurava ma per cui certo non rimaniamo stupiti in quanto situazione più che prevedibile, richiediamo alla Regione non solo che vengano prese adeguate e urgenti misure di contenimento per far sì che i limiti della zona infetta non debbano essere ulteriormente allargati, ma anche che vengano messe in atto adeguate misura di tutela per le aziende vittime della cattiva gestione della situazione, che si trovano adesso a vivere una sorta di doppio lockdown con il rischio di incalcolabili danni economici e di immagine.

“E’ essenziale adottare immediatamente misure economiche straordinarie sotto forma di ristori diretti per tutte le imprese agricole coinvolte, qualsiasi sia il loro indirizzo produttivo, e per le attività ricettive che si trovano all’interno della zona infetta e che svolgono attività essenziali sul nostro territorio. –dichiarano Gianluca Boeri Presidente Coldiretti Liguria e Bruno Rivarossa Delegato Confederale- Ci permettiamo di suggerire una forma di aiuto sullo stile della Misura 21, già utilizzata per il mancato reddito da Covid-19, in modo tale da poter attuare subito un primo concreto intervento per garantire la continuità aziendale, ovviamente chiedendo alla Regione un preciso e forte stanziamento economico, viste le grandi necessità. Inoltre chiediamo di valutare la sospensione dei tributi per le aziende situate nei comuni coinvolti e di lavorare alla sospensione delle rate dei mutui. Le nostre aziende hanno già sofferto due anni per tutte le chiusure e le limitazioni imposte dalla pandemia ma nonostante questo non si sono mai fermate, non accetteremo in alcun modo che debbano subire anche questa situazione causata da chi non si è mai realmente preso le giuste responsabilità nei confronti di un rischio preannunciato”.

 

PIEMONTE, GREEN PASS: IN GAZZETTA IL DECRETO FLUSSI MA È SOS VACCINI

L’arrivo del decreto flussi 2021 in Gazzetta è importante per salvare i raccolti e garantire con la ripresa dei contagi Covid l’approvvigionamento alimentare in un settore che resta ancora fortemente dipendente dal contributo dei lavoratori stranieri, nonostante la crescita di interesse tra gli italiani. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare l’importanza del provvedimento in un momento in cui avanza la variante Omicron.

Il decreto offre la possibilità di entrare in Italia per motivi di lavoro subordinato stagionale e non stagionale e di lavoro autonomo un numero massimo di 69.700 unita, di cui una buona parte sarà impegnata in agricoltura.

“Con la piena ripresa delle attività agricole è facile prevedere l’accentuarsi della mancanza di lavoratori necessari nelle campagne in un momento in cui, con la pandemia da Covid – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale –, si è aperto uno scenario d’incertezza, accaparramenti e speculazioni che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali come l’energia e il cibo. In questo contesto l’apertura delle frontiere agli stranieri rischia però di essere vanificata dal fatto che molti braccianti provenienti da Paesi extracomunitari non possono lavorare in quanto sono vaccinati con altri vaccini che non sono riconosciuti in Italia ed in Europa”.

Un prodotto agricolo su quattro, però, viene raccolto in Italia da mani straniere con 358mila lavoratori provenienti da ben 164 Paesi diversi che hanno trovato regolarmente occupazione in agricoltura, fornendo più del 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore, secondo il Dossier di Idos al quale ha collaborato la Coldiretti.

“Per salvare le produzioni Made in Italy occorre anche – proseguono Moncalvo e Rivarossa – dare la possibilità a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter essere impiegati nei campi attraverso una radicale semplificazione del lavoro agricolo. In Piemonte, la raccolta dell’ortofrutta vedeva solitamente coinvolte 8 mila imprese che necessitano di 20 mila raccoglitori. La medesima necessità la si riscontra per la vendemmia durante la quale, negli scorsi anni, oltre 5 mila aziende vitivinicole piemontesi hanno atteso l’attivazione della procedura per generare circa 13 mila posti di lavoro proprio durante la raccolta dell’uva”.

 

CAMPANIA, ENERGIA: +50% COSTI PRODUZIONE CIBO; CAMPI E STALLE IN SOFFERENZA

Schizza verso l’alto il costo di produzione del cibo con una pericolosa spirale che rischia di strozzare le aziende agricole. È quanto denuncia Coldiretti Campania, registrando il preoccupante boom dei costi dell’energia, che si scarica solo sulla prima parte della filiera agroalimentare. Per le operazioni colturali gli agricoltori – spiega Coldiretti – sono stati costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario per le lavorazioni dei terreni, senza dimenticare l’impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi dei concimi, con l’urea passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%). L’aumento dei costi investe duramente anche l’alimentazione del bestiame e il riscaldamento delle serre per ortaggi e fiori.

“Non possiamo reggere un’altra tempesta – denuncia Gennarino Masiello, presidente Coldiretti Campania – generata da una spirale che sta già colpendo pesantemente le aziende agricole e gli allevamenti. Da un lato cresce il costo dell’energia, che trascina tutto il resto e che aumenta notevolmente i costi di produzione del cibo, dall’altra l’inflazione galoppante restringe la propensione alla spesa alimentare delle famiglie, già provate da due anni di pandemia. Questa doppia pressione si sta scaricando verso il basso, verso gli anelli deboli della società e della filiera produttiva. Agricoltori e allevatori stanno pagando di tasca propria l’impennata dei costi, costretti a vedere crollare i propri margini. Una situazione che non può reggere a lungo e che rischia di deflagrare. Occorrono interventi urgenti ed efficaci dal governo alla regione, riaprendo subito i tavoli sulla contrattazione nelle filiere agroalimentari, dove ancora oggi vi sono squilibri di relazioni e remunerazioni. Se le famiglie e gli agricoltori soffrono, non ci può essere chi fa il furbo e si arricchisce sul bisogno primario di mangiare.”

I rincari dell’energia – conclude la Coldiretti – hanno dunque un impatto devastante sulla filiera, dal campo alla tavola, in un momento in cui con la pandemia da covid si è aperto uno scenario di accaparramenti, speculazioni e aumenti dei prezzi di beni essenziali. Il comparto alimentare richiede ingenti quantità di energia, soprattutto calore ed energia elettrica, per i processi di produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti di origine animale e vegetale, funzionamento delle macchine e climatizzazione degli ambienti produttivi e di lavoro. Si tratta di una bolletta energetica pesante, nonostante nel tempo l’agricoltura abbia fatto grandi passi in avanti per il contenimento dei consumi energetici.

 

TOSCANA, BOLLETTE: INFLAZIONE AL 3,7% IN REGIONE TAGLIA SPESA FAMIGLIE

L’inflazione in Toscana schizza al 3,7% con Firenze al primo posto, seguita tra i capoluoghi di provincia da Livorno 3,4%. Ad incidere pesantemente è l’incremento dei prezzi al consumo nel 2021 (+1,7% leggermente inferiore rispetto al trend nazionale) che si sta scagliando sulle famiglie toscane già stremate dalla lunga pandemia. A pesare sono i prezzi di abitazione, acqua, elettricità, gas ed altri combustibili (+ 6,5%), trasporti (+4,9%), servizi ricettivi e di ristorazione (+ 1,4%).

A dirlo è Coldiretti Toscana sulla base dei dati Istat relativi al 2021 sui prezzi al consumo secondo cui l’effetto inflazione costringerà molti nuclei a “tagliare” la spesa. “E’ in pieno corso – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Toscana – una tempesta perfetta che sta costringendo molte famiglie a cambiare abitudini alimentari e a fare lo slalom tra più esercizi commerciali alla ricerca di prodotti che costano di meno a discapito della qualità. Gli effetti sono già tangibili e senza misure straordinarie per calmierare l’impennata dei costi energetici le ripercussioni saranno pesantissime nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”.

La tempesta perfetta si è abbattuta sulla campagna toscana dove a causa della stangata sulla bolletta energetica oltre 40 mila imprese agricole sono state costrette ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario per le attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione. “I dati di dicembre – spiega ancora Filippi – confermano per altro che l’incremento del 2,9% dei prezzi dei prodotti alimentari è minore rispetto all’inflazione costringendo molte imprese agricole a vendere sottocosto anche per effetto di pratiche sleali che scaricano sull’anello più debole della filiera gli oneri delle promozioni commerciali”.

Inoltre – continua Coldiretti – l’impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi dei concimi, con l’urea passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%), il fosfato biammonico Dap raddoppiato (+100%) da 350 a 700 euro a tonnellata, mentre prodotti di estrazione come il perfosfato minerale registrano +65%. Non si sottraggono ai rincari anche i fertilizzanti a base di azoto, fosforo e potassio che subiscono anch’essi una forte impennata (+60%).

L’aumento dei costi riguarda anche l’alimentazione del bestiame, il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi ma ad aumentare sono pure i costi per l’essiccazione dei foraggi, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne. Il rincaro dell’energia – continua Coldiretti Toscana – si abbatte poi sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi. Serve – conclude Coldiretti – responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle.

 

VERCELLI-BIELLA, RISO: “RIATTIVARE LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA AUTOMATICA”

“La clausola di salvaguardia ha funzionato, andando a limitare la crescente importazione in Unione europea da Cambogia e Myanmar. Ora bisogna che ci si muova politicamente in Europa per fare in modo che la clausola si attivi in maniera automatica ogni qual volta si venga a verificare una situazione di crisi per la risicoltura”. Questa la posizione di Paolo Dellarole, Presidente di Coldiretti Vercelli-Biella con delega al settore risicolo, sulla questione legata alla scadenza della clausola di salvaguardia, la misura introdotta nel 2019, e in vigore per tre anni, che aveva ripristinato i dazi sull’importazione del riso dai due Paesi del sud-est asiatico, al fine di tutelare le aziende agricole europee che erano entrate in grande sofferenza a causa dell’aumento del consumo di riso asiatico.

Il 18 gennaio, però, questa particolare condizione è decaduta e la situazione rischia di precipitare nuovamente come in passato: “Il presidente dei produttori di riso cambogiani Song Saran – spiega Dellarole – ha dichiarato che prima del 2016 l’Unione europea assorbiva il 65% delle esportazioni di riso lavorato cambogiano, per poi scendere al 43% nel periodo 2017-2019 e al 30% nel periodo 2020: quindi possiamo affermare che la clausola ha portato benefici. Ora, però, si rischia di tornare ai livelli di alcuni anni fa. Va ricordato, inoltre, che la situazione in Europa è deficitaria perché la produzione comunitaria copre all’incirca poco più del 50%. Dunque il riso è soggetto a continue concessioni verso Paesi produttori extra europei come ad esempio il recente accordo con il Vietnam”.

Dellarole indica il percorso che si dovrebbe intraprendere: “Bisogna che ci si muova politicamente in Europa per fare in modo che la clausola si attivi in maniera automatica ogni qual volta che si venga a verificare una situazione di crisi per la risicoltura europea. Questo però deve avvenire senza le lungaggini burocratiche della sua attivazione che abbiamo visto al momento che ci si era impegnati per la sua entrata in vigore. Anche perché – prosegue – da notizie presenti sui mercati, ritornando il dazio zero, gli importatori europei si stanno già muovendo per far arrivare riso dalla Cambogia nonostante il rincaro dei noli”.

“Bisognerebbe inoltre – aggiunge Dellarole – riuscire a far condividere in Europa il concetto che le concessioni sulle importazioni debbano basarsi sulla reciprocità: ciò che viene importato deve rispettare le stesse regole sanitarie, ambientali, sociali e di sostenibilità della produzione europea per un concetto di lealtà commerciale, ma soprattutto per garantire che in quei Paesi ci sia un vero sviluppo delle condizioni sociali della popolazione”.

I miglioramenti, in quest’ultimo periodo, ci sono stati: “Negli anni in cui vigeva la clausola, il comparto non è stato fermo. Ci si è attivati per aprire spazi verso nuovi mercati, come il recente accordo con la Cina, e l’industria ha ampliato anche la gamma dei prodotti offerti seguendo una crescente domanda di riso sia in Italia che in Europa. I risi Indica che maggiormente hanno sofferto della concorrenza sleale delle importazioni a dazio zero hanno recuperato quotazioni remunerative. Il tutto in un periodo in cui si è dovuto fare i conti anche con la Brexit, con tutti i timori che c’erano nell’approcciarsi con un Paese importante per consumi di riso come la Gran Bretagna, ma da affrontare con regole nuove non essendo più componente dell’Ue”.

“In ultimo – conclude –  è arrivato il Covid che oggi influenza i mercati di tutti i settori per gli scompensi che ha generato sull’economia a livello globale. Seppur le quotazioni del risone siano crescenti, i costi dei fattori di produzione sono saliti alle stelle e il rischio dell’aumento dell’inflazione è reale: la preoccupazione è che nelle prossime campagne di produzione ci possa essere un ritorno a quotazioni del risone più basse ma a costi di produzione ormai lievitati”.

 

VARESE, 1200 KG DI CIBO SOLIDALE IN AUTO ALLE FAMIGLIE BISOGNOSE DEL TERRITORIO

Il nuovo anno si apre all’insegna della solidarietà in provincia di Varese, con le consegne dei pacchi alimentari di Coldiretti destinati alle famiglie bisognose sul territorio, come già avvenuto negli anni passati. Oggi altri 1200 chili di cibo 100% Made in Italy – dalla pasta ai legumi, dalla passata di pomodoro al riso, dalla farina al Grana Padano – sono stati consegnati dall’organizzazione agricola ai volontari di alcune realtà territoriali – Caritas, San Vincenzo, Mamme in Cerchio –  che provvederanno alla distribuzione direttamente alle famiglie destinatarie, da Lonate a Pozzolo a Besozzo, Varese, solo per citare alcuni centri di questa prima fase di distribuzione dell’anno 2022.                                                                                                                                                                                                                                  

L’iniziativa – precisa Coldiretti Varese – si inserisce nell’importante azione di solidarietà promossa su tutto il territorio nazionale da Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche e sociali del Paese, per dare un segnale di speranza alle fasce più deboli della società, soprattutto in questo momento di nuovi timori per il futuro con la pandemia.

“Le imprese agricole sono da sempre in prima linea nel comprensorio provinciale per sostenere le persone in difficoltà” spiega Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese. “Il ritorno dell’iniziativa solidale di Coldiretti, Campagna Amica e Filiera Italia rafforza il nostro legame, già significativo, con le famiglie, le istituzioni e i cittadini dell’area prealpina, rilanciando al contempo il ruolo chiave dell’agroalimentare nella ripresa economica e sociale dei nostri territori”.

Questa operazione coniuga solidarietà e valorizzazione delle nostre eccellenze agroalimentari – conclude il presidente Fiori “dimostrando ancora una volta che Coldiretti non è solo un’associazione di categoria ma anche una realtà molto attenta al sociale e al benessere della persona. I pacchi della solidarietà contengono prodotti agroalimentari di altissima qualità e al 100% Made in Italy, dal Parmigiano Reggiano al latte UHT, dall’olio extra vergine di oliva alla mortadella, dalla carne in scatola ai biscotti per bambini e agli omogeneizzati”.  

 

AREZZO, SOLIDARIETA’: DAL MERCATO CAMPAGNA AMICA PACCHI A FAMIGLIE BISOGNOSE

Gli agricoltori aretini in soccorso dei nuovi poveri. Presentata questa mattina presso la sede del nuovo Mercato coperto di Campagna Amica in via Mincio, 3 l’iniziativa di solidarietà promossa da Coldiretti, Campagna Amica, Filiera Italia e Codacons con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche e sociali del Paese.

“L’obiettivo – spiega Lidia Castellucci, Presidente Coldiretti Arezzo – è dare la possibilità a tutti di gustare il meglio della gastronomia tricolore e toscana per ricordare che insieme all’emergenza sanitaria bisogna combattere quella economica ed occupazionale. La povertà purtroppo coinvolge, anche a causa della pandemia, sempre più famiglie che sono davvero molte a triste conferma di un disagio economico, e quindi sociale, in espansione. Come associazione proseguiamo con la distribuzione dei pacchi così come abbiamo iniziato a fare dal 2020. Ci preme evidenziare ancora una volta il ruolo chiave degli agricoltori – asserisce il Presidente Castellucci – che affermano la continuità delle attività economiche e solidali delle loro aziende oltre ad un prodotto sano e garantito al cittadino consumatore finale”.

Secondo l’ultimo dossier Caritas le fasce più in difficoltà sono i giovani, gli stranieri e le famiglie numerose. L’indice di povertà individuale è passato dal 7,7% all’8,5% nel 2020. I nuovi poveri sono 16 mila in più rispetto ad un anno prima.

“I pacchi degli agricoltori – spiega Leonardo Belperio Presidente Agrimercato Arezzo – saranno distribuiti ad Arezzo ai nuclei famigliari in stato di bisogno individuati grazie alla collaborazione con le Associazioni Alò Saione e Donne Insieme, realtà che come il nostro mercato hanno sede qui a Saione proprio per testimoniare l’impegno condiviso ed il ruolo sociale di una collaborazione come questa. Stamani partiranno anche per le vallate aretine i pacchi che saranno consegnati ad alcuni comuni che si faranno carico, insieme ai servizi sociali, della distribuzione nei territori. Ogni famiglia è destinataria di un pacco di oltre 50 chili con prodotti 100% Made in Italy: dalla pasta ai legumi, dalla passata di pomodoro alle lenticchie, dal prosciutto crudo alla farina, dal Grana Padano al Parmigiano Reggiano, dal Provolone al latte UHT, dall’olio extra vergine di oliva alla mortadella, dalla carne in scatola al mascarpone, dai biscotti per bambini agli omogeneizzati per un totale di oltre 5 tonnellate di cibo”.

Alla conferenza stampa hanno inoltre preso parte oltre al Presidente Castellucci ed al Presidente Belperio, il Delegato Giovani Impresa Francesca Lombardi, la Responsabile Donne Impresa Elena Bertini, il Direttore di Coldiretti Raffaello Betti, il Presidente dell’Associazione Alò Saione Debora Testi e la Presidente dell’Associazione Donne Insieme Bruna Cantaluppi. “Aló Saione nasce dal quartiere per il quartiere – afferma il Presidente Testi – la lodevole iniziativa di Coldiretti ci permette di occuparci in modo concreto delle necessità dei nostri residenti, e ci consente di fare un primo passo al servizio della comunità”.

Oltre ad Alò Saione anche l’Associazione Donne Insieme con la sua Presidente Cantaluppi all’incontro “La solidarietà ha molte facce e Campagna Amica con le associazioni di volontariato crea una sinergia che tiene conto della difficile realtà del territorio e rappresenta un valore aggiunto poiché volontariato e impresa condividono l’attenzione al territorio con la solidarietà che risponde ai bisogni di persone in difficoltà soprattutto in questo momento di grande fragilità”.

 

CREMONA, PROGETTO “UNA MUCCA PER AMICA” PROPOSTO ALLE SCUOLE PRIMARIE

S’intitola “Una mucca per amica” ed è fra i percorsi che hanno già preso il via, nell’ambito de “Lo sviluppo sostenibile e l’educazione alimentare”, il progetto didattico proposto da Coldiretti Cremona alle Scuole primarie della Provincia di Cremona, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Cremona, con Coldiretti Donne Impresa e Giovani Impresa in prima linea nell’impegno di promuovere sani stili di vita coniugati alla sostenibilità ambientale.

Cinque i temi sviluppati per l’anno scolastico 2021-2022: “Viene prima l’uovo… o la gallina?”, “Evviva le api”, “L’acqua amica della natura”, “Una mucca per amica” e “Il cibo nell’arte”, con video principalmente realizzati presso le aziende agricole, alla scoperta dei prodotti e dei produttori, e con lezioni in aula guidate da giovani agricoltori e imprenditrici agricole collegati online, per dialogare con gli alunni e rispondere alle loro curiosità.

Il video che accompagna il percorso “Una mucca per amica” parte dalla scoperta del latte, alimento buono e completo, le cui proprietà sono conosciute dai tempi più antichi. Bevanda genuina e dissetante, perfetta per la colazione, il latte è ricco di proteine, vitamine B, B12, A, D, minerali – ricorda Coldiretti Cremona –, tra i quali fosforo, magnesio e calcio. Il latte è importante per la formazione di ossa e denti, è da sempre riconosciuto come un prezioso alleato della crescita – non a caso è il primo alimento assunto dai neonati – ed aiuta a mantenersi in salute in tutte le fasi della vita.

Il video che accompagna il percorso fa dapprima tappa a Ca’ De Alemanni, azienda agricola biologica multifunzionale di Malagnino, fattoria didattica e agriturismo. L’allevatrice Beatrice Santini guida bambine e bambini nell’incontro con mucche, riprese al pascolo: come vivono, come si alimentano, come ci offrono il loro prezioso latte. La visita virtuale in azienda è occasione per scoprire come è cambiata la mungitura nel corso dei secoli, approdando all’utilizzo di moderni robot, che aiutano l’allevatore e donano ulteriore benessere agli animali. 

Dal latte si passa quindi alla produzione dei formaggi, con una seconda tappa. Sulle ali del drone, la scena si sposta da Malagnino a Pizzighettone, proponendo la visita a “Latteria Pizzighettone”, realtà nata nel 1938 che – come spiega Marco Vecchia, responsabile del controllo qualità, nonché guida degli alunni nella seconda parte del video – trasforma latte per la lavorazione di Grana Padano e Provolone Pizzighettone e Valpadana. Gli alunni possono così seguire il percorso che, dal conferimento del latte da parte delle aziende zootecniche del territorio, approda alla nascita dei formaggi dop, vanto dell’agroalimentare cremonese e nazionale.

“Ogni volta l’incontro con i bambini è un momento bello, emozionate – spiega l’allevatrice Rossana Fassera, che già l’anno scorso era tra i ‘tutor’ del progetto –. I bambini sono sempre molto attenti, concentrati. Si presentano al collegamento tutti muniti di cappellino giallo, felici di dialogare con me, di rivolgermi numerose domande. Trovo sempre tanto interesse e grande entusiasmo. Parliamo di come ci si prende cura dei vitellini, di come si alimentano le mucche, di come avviene la vita in fattoria. Gli incontri online sicuramente funzionano, ma devo dire che, nel contempo, il grande desiderio delle classi è di poterci accogliere in classe, di dialogare con noi in presenza, e anche di poter restituire poi la visita in azienda. E’ un desiderio che anche noi tutor naturalmente condividiamo. Personalmente sarei felicissima di poter tornare ad incontrare i bambini in presenza e di accoglierli per una visita presso il mio allevamento. E’ l’augurio che, reciprocamente, ci facciamo: che si possa tornare presto alla normalità, lasciandoci alle spalle questo momento così complicato per tutti”.

L’agri-dad nasce dalla sinergia tra la Coldiretti e il Ministero dell’Istruzione – ricorda Coldiretti Cremona – formalizzata con il “Protocollo per la promozione delle competenze connesse alla sostenibilità nell’alimentazione, per lo sviluppo dell’economia circolare, della green economy e dell’agricoltura di precisione e digitale”, firmato nel luglio 2019, sulla base della ormai  decennale esperienza della Coldiretti nella costruzione di reti con le scuole su tutto il territorio nazionale, a partire dal coinvolgimento diretto delle aziende agricole, protagoniste dei percorsi formativi dedicati ai temi della sostenibilità e della corretta alimentazione.

 

PISTOIA, FLOROVIVAISMO: AL VIA FINANZIAMENTI PER PARCHI E GIARDINI STORICI

Un’opportunità anche per tutti i comuni e scuole pistoiesi: ottenere finanziamenti per ‘rilanciare’ parchi e giardini storici e per la costituzione di orti didattici e giardini scolastici. Lo prevedono due misure sollecitate da tempo da Coldiretti, coerenti con la filosofia e gli obiettivi che hanno portato ad ottenere prima, e avere riconfermate poi, le agevolazioni del ‘Bonus verde’. La prima misura mette sul piatto 190 milioni, la seconda 45 milioni.

Non solo per Pistoia. “Si tratta di misure nazionali che, oltre a migliorare ed aumentare la superficie del verde urbano, potrebbero dare slancio alla stagnante domanda interna di piante ornamentali per il polo florovivaistico pistoiese –spiega Fabrizio Tesi, presidente di Coldiretti Pistoia-. Un’importante opportunità per i nostri vivaisti alle prese con aumenti di costi a doppia cifra”. Dai vasi ai concimi, dai cesti in ferro per movimentare le piante, dai trasporti alla torba stanno appesantendo i bilanci delle aziende vivaistiche pistoiesi, dopo il boom delle esportazioni dei primi 9 mesi del 2021: più 37% rispetto allo stesso periodo del 2020.

“I due bandi –spiega Tesi- danno opportunità alle nostre imprese vivaistiche e Coldiretti Pistoia, per limitare gli effetti negativi della spirale di aumento dei costi sul settore, è pronta ad affiancare comuni e scuole della provincia interessate ai bandi”.

L’avviso pubblico ‘Proposte di intervento per il restauro e la valorizzazione di parchi e giardini storici’ rientra nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), e prevede un finanziamento pari a 190 milioni di euro. L’avviso è finalizzato alla rigenerazione e riqualificazione di parchi e i giardini italiani di interesse culturale, artistico, storico, botanico, paesaggistico.

I dati Istati dicono che al momento Pistoia (città) ha 14 ettari e mezzo tra verde storico e parchi urbani di notevole interesse pubblico, un dato costante dal 2011.

Le domande potranno essere presentate entro metà marzo 2022. Sono previsti contributi a fondo perduto fino al 100% della spesa per i parchi e i giardini storici pubblici, mentre per parchi e giardini storici privati i contributi a fondo perduto sono in funzione del numero di giornate di apertura al pubblico e possono arrivare al 100% della spesa nel caso di più di 120 giorni di apertura.

La seconda opportunità riguarda invece le scuole, con possibilità di ottenere finanziamenti per realizzare orti didattici o giardini scolastici, come prevede l’Avviso pubblico ‘Realizzazione di ambienti e laboratori per l’educazione e la formazione alla transizione ecologica’. In particolare il progetto ‘Edugreen: laboratori di sostenibilità per il primo ciclo scolastico’ avrà a disposizione 45 milioni di euro per dare vita ad orti didattici e giardini scolastici nelle scuole di primo ciclo, il massimale è pari a 25mila euro. I tempi sono strettissimi: le richieste vanno presentate entro il 31 gennaio 2022.

 

PUGLIA, E’ DONNA IL 70% DI CHI HA PERSO LAVORO; SCESO AL 49% TASSO OCCUPAZIONE

A pagare il prezzo più alto sul fronte occupazionale sono state proprio le donne con il 70% dei posti di lavoro persi a causa della crisi economica e occupazionale per la pandemia da Covid 19, il tasso di occupazione sceso al 49%, per la prima volta dal 2013, una inversione di tendenza preoccupante anche in agricoltura dove va sostenuta con strumenti adeguati la voglia delle donne di impegnarsi nello sviluppo rurale. E’ il commento di Coldiretti Puglia, in riferimento ai dati del Bilancio di genere 2020, secondo cui nell’anno dello scoppio della pandemia è stato registrato un calo dell’occupazione femminile soprattutto al Sud e tra le donne più giovani. 

“La manovra di bilancio contiene interventi significativi per le imprese agricole femminili, grazie anche alla proficua collaborazione tra Coldiretti e Ismea, che ha portato l’estensione alle imprese agricole femminili senza limiti di età delle agevolazioni finora previste solo per i giovani e un ulteriore stanziamento di 5 milioni di euro per il 2022 per incentivare con un fondo rotativo nuove attività imprenditoriali delle donne in agricoltura”, afferma la leader nazionale e pugliese di Coldiretti Donne Impresa, Floriana Fanizza.

Sono quasi 24mila le aziende agricole ‘rosa’ che stanno dando un volto multifunzionale e innovativo con professioni antiche riviste in chiave moderna, in agricoltura, silvicoltura e pesca in Puglia, dove quasi una azienda agricola su 3 è guidata da donne e cresce anche il numero di agriturismi in rosa (+ 3,7%), passati da 286 a 305 in Puglia, a dimostrazione di quanto le imprenditrici siano riuscite, aggiunge Coldiretti Puglia, a cogliere al massimo le opportunità offerte dalla multifunzionalità in agricoltura.

“Strategico supportare e incentivare l’imprenditoria femminile in agricoltura – insiste Fanizza – che offre notevoli potenzialità occupazionali, puntando sulle giovani donne, considerato che in Puglia per esempio il 54% delle domande per i nuovi insediamenti sono state presentante proprio dalle imprenditrici in erba. L’agroalimentare può offrire 100mila posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni in Puglia con una decisa svolta dell’agricoltura verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale, ma anche un nuovo welfare in campagna”.

I progressi sono lenti e i divari di genere persistono nel mondo del lavoro e a livello di retribuzioni, assistenza e pensioni, per cui Coldiretti ha chiesto investimenti seri nelle infrastrutture di supporto alle imprenditrici femminili nelle aree rurali, rendendo fruibili e maggiormente rispondenti alle esigenze delle imprenditrici gli strumenti del PSR e della PAC.

“Sotto questo aspetto va sottolineata l’esigenza di rafforzare il nuovo welfare nelle aree interne per consentire di mettere un argine allo spopolamento. Pensiamo agli agriasilo per consentire alle donne di non rinunciare alla maternità e coniugarla con il lavoro – conclude Fanizza – alle fattorie didattiche e a quelle di agricoltura sociale, che in alcuni territori potrebbero rappresentare un presidio insostituibile. Crediamo che la multifunzionalità dell’impresa agricola possa essere una chiave da un lato di creazione di lavoro, dall’altro di risposta al tema dell’inclusione sociale”.

L’allarme globale provocato dal Covid ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza ma anche le fragilità presenti in Puglia – conclude Coldiretti Puglia – sulle quali occorre intervenire per creare nuovi posti di lavoro, difendere la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali.

 

ASCOLI FERMO, RADDOPPIANO GLI UFFICI COLDIRETTI NEL CAPOLUOGO PICENO

“Un ufficio nuovo ad Ascoli: moderno, dotato di tutti i comfort, di un parcheggio, comodo anche per gli associati provenienti dai comuni limitrofi. Questo era un obiettivo che ci eravamo prefissati di raggiungere e con cui volevamo dare il benvenuto al nuovo anno. Così è stato”. Con queste parole la Federazione Interprovinciale Coldiretti Ascoli Fermo commenta l’inaugurazione del suo nuovo ufficio zonale nel capoluogo piceno, in Via Piceno Aprutina 47, all’ultimo piano di Palazzo Sabatini, a due minuti dall’uscita Ascoli Est dell’Ascoli-Mare. Il taglio del nastro è avvenuto questa mattina alla presenza del sindaco Marco Fioravanti.

“Quella di Via Aprutina è un’ottima collocazione, più attenta alle esigenze degli associati residenti nei 13 comuni della nostra zona di Ascoli Piceno” commenta Armando Marconi, presidente di Coldiretti Ascoli Fermo, la più grande organizzazione agricola delle due province con oltre 5.500 associati e 9 uffici, oltre i recapiti, dislocati capillarmente su tutto il territorio. “Un’organizzazione moderna deve offrire ai propri Soci servizi di alto livello dal punto di vista qualitativo, specialistico e dei rapporti – prosegue il presidente – e per farlo occorrono anche uffici adeguati e ben collocati come quelli che abbiamo inaugurato oggi. Vogliamo sempre di più rispondere in modo efficace alle esigenze di un’agricoltura che interagisce da protagonista con l’intera società”.

“In Via Aprutina le imprese agricole troveranno l’ufficio tecnico Caa e l’ufficio contabilità Iva, mentre tutti gli associati, anche chi non è un coltivatore diretto, potranno rivolgersi all’ufficio Caf e godere di tutti i servizi previdenziali del nostro patronato Epaca. I colleghi sono già operativi con la professionalità e la passione di sempre” gli fa eco il direttore Francesco Goffredo.

“Siamo anche molto soddisfatti di conservare gli uffici di via Asiago 2, in Porta Tufilla dietro il Liceo Classico, nei quali la Coldiretti ha sede dal 1967 – concludono Marconi e Goffredo. “Dopo una ristrutturazione, in centro città avremo la sede di rappresentanza interprovinciale dove continueranno d essere ubicati la direzione, la segreteria e gli uffici dei capi servizio”.

“Siamo felici dell’apertura del nuovo ufficio zonale di Coldiretti Ascoli Fermo, perché questo permetterà di incrementare il livello qualitativo dei servizi offerti alla cittadinanza – il commento del sindaco Fioravanti – Colgo l’occasione per ringraziare Coldiretti non solo per le attività svolte in favore delle imprese agricole e di tutti gli associati, ma anche per la costante vicinanza al territorio, mostrata anche attraverso iniziative di beneficenza e solidarietà in questo difficile periodo di emergenza”.

 

SAVONA, PACCHI DELLA SOLIDARIETA’: COLDIRETTI VICINO ALLE FAMIGLIE BISOGNOSE

E’ avvenuta oggi la consegna dei pacchi della solidarietà sul territorio savonese, un’iniziativa promossa da Coldiretti, Campagna Amica e Filiera Italia sul tutto il territorio nazionale, con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche e sociali del Paese. I pacchi, 50 in tutto per la provincia di Savona, sono stati consegnati grazie all’aiuto della Croce Rossa Italiana e vogliono essere un segno concreto della solidarietà della filiera agroalimentare italiana verso le fasce più deboli della popolazione, che purtroppo sono tra quelle più duramente colpite dagli effetti della pandemia.

I pacchi permetteranno alle famiglie di mettere in tavola i migliori prodotti agroalimentari Made in Italy: dalla pasta all’olio extra vergine d’oliva, dai salumi al Parmigiano Reggiano, dalla passata di pomodoro fino ad arrivare agli omogenizzati per i bambini. Tutti prodotti che, vista la profonda situazione di crisi che stiamo vivendo, costituiscono un aiuto concreto per la quotidianità e dimostrano uno sforzo corale di un’Italia capace di unirsi per ripartire insieme.

“E’ un’iniziativa a cui teniamo molto, che ci permette di entrare realmente in contatto con il territorio e per cui ci siamo messi a completa disposizione delle famiglie che hanno bisogno di un aiuto in questo duro momento di crisi. –spiegano Marcello Grenna presidente di Coldiretti Savona e Antonio Ciotta Direttore Provinciale- Ci teniamo a ringraziare la Croce Rossa Italiana che ha deciso di supportarci nello smistamento dei pacchi e, oltre al messaggio di solidarietà, è per noi importante attirare l’attenzione anche sulla situazione emergenziale che il nostro Paese sta vivendo; non si parla solo di crisi sanitaria ma anche di una crisi economica e occupazionale per cui è necessario trovare al più presto delle soluzioni in modo da non lasciare sole queste famiglie”.

 

PIACENZA, POMODORO NORD ITALIA: CHIUDERE AL PIÙ PRESTO ACCORDO QUADRO 2022

Sono in corso le trattative fra produttori e industriali per il prezzo del pomodoro da industria nel Nord Italia relativo alla campagna 2022. La passata campagna aveva visto fissare il prezzo a 92 euro a tonnellata, con 3 milioni di tonnellate trasformate.

I produttori si sono presentati al confronto con la parte industriale – comunica Coldiretti Piacenza – forti di un documento unitario sottoscritto da tutte le OP che prevede una piattaforma programmatica per il rinnovo e la conseguente stipula dell’accordo quadro per la produzione e la trasformazione del pomodoro da industria nell’area del Nord Italia nella campagna 2022.

La sottoscrizione dell’accordo quadro – sottolinea Coldiretti – è fondamentale per tutta la filiera  in quanto si colloca in un periodo economico/sociale che non ha precedenti, con un aumento senza eguali dei costi di produzione per le imprese agricole costrette ad affrontare rincari vertiginosi per tutte le operazioni colturali.

Riteniamo fondamentale – prosegue Coldiretti – un proficuo e frequente dialogo fra le parti per sottoscrivere velocemente l’accordo quadro per il 2022, così da permettere alle aziende agricole una corretta pianificazione e maggiori certezze nella scelta del riparto colturale aziendale.

Nella trattativa – prosegue Coldiretti – occorre proseguire nel percorso di riallineamento degli indici di valutazione qualitativa alle reali condizioni del prodotto.

È necessario inoltre mettere in atto tutte le politiche volte a far apprezzare dal consumatore la qualità e la salubrità del nostro prodotto e per questo riteniamo che occorra creare un vero e proprio “Distretto del Pomodoro”, mettendo insieme imprese, cittadini, associazioni e istituzioni, per ottenere una migliore collaborazione sulle azioni comuni, finalizzate a organizzare, sostenere, promuovere e valorizzare l’intera filiera che produce e trasforma un prodotto di altissima qualità in un territorio ben definito.

La filiera vince se è unita, occorre quindi condividere un percorso diverso rispetto al passato, per poter tracciare delle traiettorie di futuro per il bene dell’intero comparto. Il pomodoro – ricorda infine Coldiretti Piacenza – è una produzione molto importante nel Piacentino, prima provincia del Nord per ettari coltivati.

 

COMO-LECCO, 1600 KG DI CIBO SOLIDALE IN AUTO ALLE FAMIGLIE BISOGNOSE

Il nuovo anno si apre all’insegna della solidarietà nelle province di Como e Lecco, con le consegne dei pacchi alimentari di Coldiretti destinati alle famiglie bisognose sul territorio, come già avvenuto negli anni passati. Oggi altri 1600 chili di cibo 100% Made in Italy – dalla pasta ai legumi, dalla passata di pomodoro al riso, dalla farina al Grana Padano – sono stati consegnati dall’organizzazione agricola ai volontari della San Vincenzo de Paoli, che provvederanno alla distribuzione direttamente alle famiglie destinatarie. Presenti sul posto il direttore di Coldiretti Como Lecco Giovanni Luigi Cremonesi oltre a Silvia Muffatti e Giuseppe Ardizzone in rappresentanza dei giovani di Coldiretti e dell’Associazione AgriMercato.                                                                                                                                                                                                                                  

L’iniziativa – precisa Coldiretti Como Lecco – si inserisce nell’importante azione di solidarietà promossa su tutto il territorio nazionale da Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche e sociali del Paese, per dare un segnale di speranza alle fasce più deboli della società, soprattutto in questo momento di nuovi timori per il futuro con la pandemia.

A prendere oggi in consegna i pacchi sono stati i volontari della San Vincenzo in Alta Brianza, guidati da Patrizia Candian (presidente Consiglio centrale Brianza) e Mario Leoni (presidente Conferenza di Cantù).

“Le imprese agricole sono da sempre in prima linea nel comprensorio lariano per sostenere le persone in difficoltà” spiega Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco. “Il ritorno dell’iniziativa solidale di Coldiretti, Campagna Amica e Filiera Italia rafforza il nostro legame, già significativo, con le famiglie, le istituzioni e i cittadini delle due province, rilanciando al contempo il ruolo chiave dell’agroalimentare nella ripresa economica e sociale dei nostri territori”.

Questa operazione coniuga solidarietà e valorizzazione delle nostre eccellenze agroalimentari – conclude il presidente Trezzi “dimostrando ancora una volta che Coldiretti non è solo un’associazione di categoria ma anche una realtà molto attenta al sociale e al benessere della persona. I pacchi della solidarietà contengono prodotti agroalimentari di altissima qualità e al 100% Made in Italy, dal Parmigiano Reggiano al latte UHT, dall’olio extra vergine di oliva alla mortadella, dalla carne in scatola ai biscotti per bambini e agli omogeneizzati”.  

 

VICENZA, IN PRIMA LINEA PER LA SOLIDARIETÀ; IN CONSEGNA 90 PACCHI ALIMENTARI

Una stangata da quasi 1.000 euro in un anno. È quella che dovrà sostenere la famiglia tipo, in regime di maggior tutela, per gli aumenti di elettricità e gas, nonostante l’intervento del governo, che ha stanziato 3,8 miliardi di euro per calmierare i rincari. In un anno, la spesa per luce e gas, per una famiglia tipo, ammonterà a 2.383 euro, in crescita di 944 euro rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente. E non finisce qui, perché l’inflazione si scatenerà sulle famiglie, con aumenti trasversali su tutti i prodotti e servizi.

Coldiretti non rimane insensibile di fronte a questa situazione. E, come avvenuto in passato, attiva a livello nazionale una vera e propria rete della solidarietà.

“È indispensabile sostenere le famiglie in difficoltà con misure concrete – commenta Coldiretti Vicenza – perché far fronte alla spesa alimentare quotidiana è fondamentale per vivere. Occorre rendersi conto di questa evidenza ed i produttori di Campagna Amica, attraverso i punti ed i mercati sparsi per il territorio rappresentano il termometro reale e costante della situazione di fatto esistente nel Vicentino, così come nel resto dei territori”.

L’Organizzazione maggiormente rappresentativa del mondo agricolo si è immediatamente attivata. È scattata su tutto il territorio regionale l’operazione solidarietà di Coldiretti, con la distribuzione di oltre 500 pacchi alimentari alle famiglie in difficoltà, 90 dei quali ad altrettante famiglie vicentine.

“I pacchi verranno consegnati personalmente da operatori di Campagna Amica Coldiretti Vicenza – sottolinea il direttore di Coldiretti Vicenza, Simone Ciampoli – a seguito di un’attenta analisi dei bisogni segnalati da istituzioni caritatevoli, Comuni, parrocchie ed altri soggetti in prima linea in fatto di solidarietà alle famiglie in difficoltà. Un’operazione fondamentale per garantire l’equità nella consegna, pur nella consapevolezza che l’intervento è un segno di sensibilità, ma non può avere la velleità di risolvere un problema molto diffuso”.

Ciascun pacco contiene prodotti come pasta, latte, farina, formaggi, prosciutto, olio, conserve di pomodoro, zucchero e legumi destinati alle persone che vivono un particolare momento di disagio economico dovuto alle conseguenze della pandemia.

A partire dai prossimi giorni l’operazione prenderà il via nel Vicentino ed interesserà, in questa prima fase, i comuni di: Asiago, Bassano del Grappa, Lonigo, Montecchio Maggiore, Noventa Vicentina, Sandrigo, Vicenza e Zanè. L’iniziativa è promossa da Coldiretti, Filiera Italia, Campagna Amica e Codacons, con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche e sociali del Paese.

 

ASTI, INFLAZIONE: CON CARO ENERGIA EFFETTO A VALANGA NEI CAMPI

Il balzo dei beni energetici si trasferisce a valanga sui bilanci delle imprese agricole strozzate dagli aumenti dei costi. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi all’intero 2021 che a dicembre confermano il differenziale con l’inflazione che sale al 3,9% mentre la crescita dei prezzi dei prodotti alimentari è minore e pari al 2,9.

“Gli agricoltori – spiega Marco Reggio presidente Coldiretti Asti – per le operazioni colturali sono stati costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario per le attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione. Inoltre l’impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi dei concimi”.

Su base annuale evidenziano un aumento dei prezzi alimentari pari ad appena lo 0,6 %, molto meno della metà dell’inflazione che è salita al 1,9% sulla spinta dei beni energetici. Ad esempio l’urea è passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%), il fosfato biammonico Dap raddoppiato (+100%) da 350 a 700 euro a tonnellata, mentre prodotti di estrazione come il perfosfato minerale registrano +65%. Non si sottraggono ai rincari anche i fertilizzanti a base di azoto, fosforo e potassio che subiscono anch’essi una forte impennata (+60%).

“L’aumento dei costi riguarda – sottolinea Diego Furia direttore Coldiretti Asti – anche l’alimentazione del bestiame, il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi ma ad aumentare sono pure i costi per l’essiccazione dei foraggi, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne. Il rincaro dell’energia si abbatte poi sui costi di produzione come quello per gli imballaggi”.

“Serve la responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare – concludono Reggio e Furia –  con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle”.

 

BRESCIA, LA NUOVA LEGGE DI BILANCIO TRA NOVITÀ FISCALI, TECNICHE E FINANZIARIE

Il mondo agricolo sta vivendo momenti molto complessi a partire dagli aumenti esponenziali dei costi di produzione, tra materie prime, energia e carburante, e le emergenze sanitarie che impattano diverse filiere zootecniche anche sul nostro territorio. Sappiamo di non avere la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi, ma garantiamo il massimo impegno per tutelare e le nostre imprese. Con queste parole Valter Giacomelli, presidente di Coldiretti Brescia, ha inaugurato questa mattina l’edizione 2022 di “Sempre in contatto”, il programma di webinar dedicato ai soci bresciani.

Il primo appuntamento in calendario, moderato dal direttore Massimo Albano, ha affrontato il tema della Legge di Bilancio: “sono quattro i punti qualificanti del pacchetto agricolo che vale oltre un miliardo di euro: conferma delle agevolazioni fiscali, filiere, previdenza e giovani. da qui partiremo per affrontare le sfide future continuando a seguire da vicino ogni aspetto che riguarda il mondo agricolo, dal livello nazionale a quello provinciale”.

In apertura della parte tecnica, il responsabile area fiscale Roberto Polsini ha illustrato le novità contenute nella Finanziaria, soffermandosi in particolare sulle proroghe di agevolazioni già accordate dalle precedenti norme, sulla la non imponibilità dei redditi catastali per i CD e IAP, sulla conferma delle percentuali di compensazione applicabili alle cessioni di bovini e suini vivi, sulla proroga del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi e sull’esonero dal pagamento dei contributi per i giovani CD/IAP che si iscrivono alla previdenza agricola. Presenti anche altre misure di rilievo: “La modifica degli scaglioni di reddito e la riduzione delle aliquote per la determinazione dell’Irpef, insieme al mantenimento della qualifica IAP anche nel caso in cui acquistino prodotti agricoli da terzi senza rispettare il principio della prevalenza, a causa di specifiche condizioni calamitose – precisa Roberto Polsini –, rappresentano dei punti fermi per l’attività lavorativa delle imprese agricole, sollecitati da Coldiretti e giustamente recepiti nella Leggi di Bilancio 2022. Altrettanto significativo, l’impegno per mantenere i risultati ottenuti nelle manovre precedenti, come nel caso della detassazione dei redditi agrari”.

Risultati di un lavoro lungo e costante – continua Coldiretti Brescia – che ha portato anche alla creazione fondo mutualistico per danni catastrofali meteo-climatici in agricoltura, con una dotazione di 50 milioni di euro per il 2022. “Altri temi di certo interesse per il territorio bresciano – spiega il vice direttore Mauro Belloli – sono la valorizzazione della montagna, con l’istituzione del “Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane” che stanzia 100 milioni di euro per quest’anno e altri 200 milioni a decorrere dal 2023”, e la proroga del Bonus Verde fino al 2024, una misura fondamentale per le attività florovivaistiche bresciane già penalizzate dal caro energia”.

A seguire, l’intervento di Nunzio Friscione, responsabile area credito e finanza agevolata: “ci sono anche consistenti opportunità sui finanziamenti e sulle agevolazioni finanziarie, dalle novità circa la proroga delle garanzie statali sui mutui allo stanziamento di importanti risorse per la “Nuova Sabatini”, dall’ampliamento del plafond per l’imprenditorialità femminile a quello del ricambio generazionale dei giovani”.Trattate con occhi di riguardo, poi, le misure che non hanno subito variazioni e che sono state prorogate, “un successo ottenuto da Coldiretti – conclude Nunzio Friscione – a riconferma di questo importante strumento per le aziende agricole impegnate nell’affrontare tempi così difficili dal punto di vista economico”.

 

REGGIO EMILIA, POMODORO: CHIUDERE AL PIÙ PRESTO L’ACCORDO QUADRO 2022

Sono in corso le trattative fra produttori di pomodoro da industri e industriali per il prezzo nel Nord Italia relativo alla campagna 2022. La passata campagna aveva visto fissare il prezzo a 92 euro a tonnellata, con 3 milioni di tonnellate trasformate.

«I produttori si sono presentati al confronto con la parte industriale – comunica il direttore di Coldiretti Reggio Emilia Albertino Zinanni – forti di un documento unitario sottoscritto da tutte le Organizzazioni Produttori, che prevede una piattaforma programmatica per il rinnovo e la conseguente stipula dell’accordo quadro per la produzione e la trasformazione del pomodoro da industria nell’area del Nord Italia nella campagna 2022».

La sottoscrizione dell’accordo quadro è fondamentale per tutta la filiera in quanto si colloca in un periodo economico e sociale che non ha precedenti. «L’aumento senza eguali dei costi di produzione – sottolinea Zinanni – costringe le imprese agricole ad affrontare rincari vertiginosi per tutte le operazioni colturali. Confidiamo in un proficuo e frequente dialogo fra le parti per sottoscrivere velocemente l’accordo quadro per il 2022 – si augura il direttore Albertino Zinanni – così da permettere alle aziende agricole una corretta pianificazione e maggiori certezze nella scelta del riparto colturale aziendale».

Nella trattativa – prosegue Coldiretti – occorre proseguire il percorso di riallineamento degli indici di valutazione qualitativa alle reali condizioni del prodotto. È necessario inoltre mettere in atto tutte le politiche volte al riconoscimento della qualità da parte del consumatore del nostro prodotto. «Bisogna creare un vero e proprio “Distretto del Pomodoro” – conclude Zinanni – con imprese, cittadini, associazioni e istituzioni con azioni comuni finalizzate a organizzare, sostenere, promuovere e valorizzare l’intera filiera che produce e trasforma un prodotto di altissima qualità in un territorio ben definito. Per avere risposte positive dal mercato la filiera deve essere unita – ribadisce il direttore della Coldiretti reggiana – e occorre condividere un percorso nuovo per tracciare delle traiettorie di futuro per il bene dell’intero comparto».

 

BERGAMO, DAL 28 GENNAIO SCATTA OBBLIGO DELLA RICETTA VETERINARIA ELETTRONICA

Coldiretti Bergamo ricorda che dal 28 gennaio 2022 negli allevamenti non sarà più possibile utilizzare il registro dei trattamenti terapeutici in formato cartaceo, ma solo con modalità elettronica.

E’ un provvedimento che interessa tutti gli allevamenti – spiega Coldiretti Bergamo –, per questo per informare gli allevatori su come applicare le nuove disposizioni per la tracciabilità del farmaco veterinario nelle scorse settimane abbiamo organizzato diversi incontri sul territorio in collaborazione con ATS e ARAL, in modo da prepararli alla nuova scadenza.

Per poter compilare il registro elettronico gli allevatori dovranno richiedere il rilascio delle credenziali per entrare nel Sistema Informativo Veterinario del Ministero della Salute, operando da un computer.

Ci saranno poi una serie di procedure da seguire.

Con questo adempimento – sottolinea Coldiretti Bergamo – si arriva alla completa digitalizzazione della filiera del farmaco veterinario, un processo iniziato con l’obbligatorietà della Ricetta Veterinaria Elettronica introdotta dal 16 aprile 2019.

Prima di avviare la procedura le aziende non autorizzate alla scorta, se dispongono di rimanenze di farmaci, devono effettuare un “allineamento” di tali rimanenze, caricandole mettendole in carico sul registro informatico dei trattamenti. L’operazione di allineamento delle giacenze dei farmaci è irreversibile e può essere effettuata una sola volta.

Gli uffici Coldiretti sono a disposizione per fornire agli allevatori tutte le informazioni necessarie.

 

PARMA, RIPARTE LA CAMPAGNA SOLIDALE VERSO I PIU’ BISOGNOSI

Con l’inizio del nuovo anno prosegue l’azione solidale di Coldiretti nei confronti delle famiglie più bisognose. Tornano, infatti, i pacchi solidali di generi alimentari di alta qualità 100% italiani, destinati direttamente a persone e famiglie indigenti, presenti in numero crescente anche nella nostra provincia.

L’iniziativa, promossa da Coldiretti, Campagna Amica e Filiera Italia, ha preso il via, sul nostro territorio provinciale, presso l’Emporio Solidale di Parma, dove la Delegata provinciale Coldiretti Giovani Impresa e Componente del Forum provinciale Coldiretti Donne Impresa Francesca Mantelli, insieme al ViceDelegato Giovani Impresa Michele Cesari, al Segretario di Zona Coldiretti Parma Gilberto Bodria e alla Responsabile Provinciale Campagna Amica Maria Adelia Zana, ha consegnato, alla presenza del Presidente dell’Emporio Solidale Giacomo Vezzani, i pacchi da circa 40 kg cadauno contenenti prodotti 100% Made in Italy: dalla pasta ai legumi, dalla passata di pomodoro al cotechino, dal prosciutto crudo alla farina, dai formaggi come Parmigiano Reggiano e Provolone al latte UHT, dal panettone al pandoro, dall’olio extra vergine di oliva alla mortadella, dalla carne in scatola al mascarpone, dai biscotti per bambini agli omogeneizzati.

“L’obiettivo di questa campagna solidale, in corso su tutto il territorio nazionale – sottolinea Francesca Mantelli – è quello di dare un aiuto alle situazioni di povertà, incrementate, purtroppo, a causa della pandemia, e di sensibilizzare tutti al fenomeno delle nuove povertà, ricordando che insieme all’emergenza sanitaria va combattuta anche quella economica. E’ un segno concreto di vicinanza a chi si trova nel bisogno, donando le grandi eccellenze alimentari del nostro Paese che hanno contribuito a fare grande il Made in Italy in Italia e all’estero e che rappresentano una risorsa determinante da cui ripartire”.

 

TREVISO, DONNE IMPRESA PROTAGONISTE EDIZIONE 2022 DELL’AGENDA “DOPPIOTEMPO”

Donne Impresa Treviso protagoniste dell’edizione 2022 dell’agenda “DoppioTempo” dove si valorizza l’imprenditoria femminile e dove quella agricola la prima agenda ufficiale della parità di genere realizzata in Italia pubblicata dal Comune di Treviso con la collaborazione della Commissione per le Pari opportunità e di Spazio Donna. All’interno 12 storie di donne locali, tra cui quella della nostra imprenditrice agricola, Monia Pio Loco Boscariol: un lungo cognome e un’unica grande certezza, la vocazione per l’agricoltura. Novità di quest’anno il collegamento di questa iniziativa con il progetto SEMI’NSEGNI, rivolto alle scuole, che ha l’obiettivo di formare cittadini e consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della biodiversità.

Ecco la storia di Monia https://www.doppiotempo.it/destinazione-paradiso/

 

CUNEO, LAVORO: VIA LIBERA AL DECRETO FLUSSI MA È SOS VACCINI

Coldiretti commenta positivamente l’avvenuta pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Flussi 2021. Il provvedimento, che regola l’arrivo di manodopera extracomunitaria, è importante per salvare i raccolti nelle nostre campagne dove resta fondamentale il contributo dei lavoratori stranieri, nonostante la crescita di interesse tra gli italiani, ma si scontra con il momento di difficoltà segnato dall’avanzata dei contagi Covid.

Il Decreto offre la possibilità di ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato stagionale e non stagionale o di lavoro autonomo ad un numero massimo di 69.700 lavoratori extracomunitari, di cui una buona parte sarà impegnata in agricoltura. In base ai dati degli ultimi anni, in provincia di Cuneo è autorizzato mediamente l’ingresso di 1.000-1.200 stagionali extracomunitari, provenienti prevalentemente da Albania, Macedonia, India e Senegal.

“Con la piena ripresa delle attività agricole – dichiara il Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo Roberto Moncalvo – è facile prevedere l’accentuarsi della mancanza di lavoratori necessari nelle campagne in un momento in cui, con la pandemia, si è aperto uno scenario di incertezza, accaparramenti e speculazioni che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali come l’energia e il cibo. L’apertura delle frontiere agli stranieri rischia, tuttavia, di essere vanificata dal fatto che molti braccianti provenienti da Paesi extra UE non possono lavorare in quanto vaccinati con vaccini non riconosciuti in Italia e in Europa”.

Un prodotto agricolo su quattro, però, viene raccolto in Italia da mani straniere con 358.000 lavoratori provenienti da ben 164 Paesi diversi che hanno trovato regolarmente occupazione in agricoltura, fornendo più del 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore, secondo il Dossier di Idos al quale ha collaborato Coldiretti.

Per agevolare il lavoro stagionale Coldiretti torna poi a chiedere maggiore sburocratizzazione. Spiega il Direttore di Coldiretti Cuneo Fabiano Porcu: “Per salvare le produzioni locali occorre anche dare la possibilità a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter essere impiegati nei campi attraverso una radicale semplificazione del lavoro agricolo. Nella nostra provincia questa necessità riguarda soprattutto la raccolta dell’ortofrutta e la vendemmia, che coinvolgono circa 4.000 aziende agricole per generare almeno 8.000 posti di lavoro”.

Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it

 

PAVIA, SOLIDARIETÀ: 1000 KG DI CIBO NEI PACCHI ALIMENTARI A FAMIGLIE BISOGNOSE

Continuano le consegne dei pacchi solidali di Coldiretti in provincia di Pavia. Oggi altri 1000 chili di cibo 100% Made in Italy – dalla pasta ai legumi, dalla passata di pomodoro al riso, dalla farina al Grana Padano – sono stati consegnati a Stradella, direttamente nelle mani dei volontari del Centro caritativo parrocchiale “Il pane quotidiano” e del Comitato locale della Croce Rossa Italiana. Dopo le consegne dell’altro giorno a Pavia, Casteggio e Mortara, sale dunque a 4 tonnellate il totale dei pacchi alimentari solidali consegnati da Coldiretti sul territorio pavese.

L’iniziativa – precisa Coldiretti Pavia – si inserisce nell’importante azione di solidarietà promossa su tutto il territorio nazionale da Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche e sociali del Paese, per dare un segnale di speranza alle fasce più deboli della società, soprattutto in questo momento di nuovi timori per il futuro con la pandemia. «Gli agricoltori sono da sempre in prima linea per sostenere le persone in difficoltà – spiega Stefano Greppi, Presidente di Coldiretti Pavia – Il ritorno dell’iniziativa solidale di Coldiretti, Campagna Amica e Filiera Italia rafforza il nostro legame, già significativo, con le famiglie, le istituzioni e i cittadini del territorio pavese, rilanciando al contempo il ruolo chiave dell’agroalimentare nella ripresa economica e sociale dei nostri territori».

I nuclei familiari destinatari dei pacchi solidali – specifica Coldiretti Pavia – saranno individuati da Coldiretti/Campagna Amica insieme alle Amministrazioni comunali, alle Associazioni caritatevoli e alle realtà del terzo settore presenti sul territorio. «Questa operazione coniuga solidarietà e valorizzazione delle nostre eccellenze agroalimentari – conclude il Presidente Greppi – dimostrando ancora una volta che Coldiretti non è solo un’associazione di categoria ma anche una realtà molto attenta al sociale e al benessere della persona». I pacchi della solidarietà contengono prodotti agroalimentari di altissima qualità e al 100% Made in Italy – spiega Coldiretti Pavia – dal Parmigiano Reggiano al latte UHT, dall’olio extra vergine di oliva alla mortadella, dalla carne in scatola ai biscotti per bambini e agli omogeneizzati. 

 

LIVORNO, VACCINI: OBBLIGO NEI CAMPI PER 1.300 BRACCIANTI

Obbligo vaccinale per i bracciati over 50 e rischio carenza manodopera nelle campagne livornesi dove molto forte è la presenza di stranieri provenienti da Paesi dove vengono utilizzati sieri non riconosciuti in Italia come Sputnik, Sinovac o Sinopharm. Sono poco più di mille trecento gli operai agricoli con più di 50 anni, tra italiani e stranieri, su un totale di poco più di quattro mila che dovranno vaccinarsi entro il 15 febbraio ed essere quindi muniti di Green Pass rafforzato per accedere ai luoghi di lavoro. Gli operai agricoli stranieri over 50 sono poco più di 600. La stima è di Coldiretti Livorno preoccupata per gli effetti sulla ricerca di manodopera. “Riteniamo giuste e necessarie le nuove disposizioni del Governo in materia di Covid che prevedono l’obbligo vaccinale per gli over 50. La nostra organizzazione ha dimostrato con azioni concrete, in più occasioni, di sostenere la campagna vaccinale e la vaccinazione in agricoltura. – precisa il presidente di Coldiretti Livorno, Simone Ferri Graziani – Il decreto flussi offre la possibilità di entrare in Italia per motivi di lavoro subordinato stagionale e non stagionale e di lavoro autonomo a circa 70 mila lavoratori di cui una buona parte sarà impegnata in agricoltura. In questo contesto l’apertura delle frontiere agli stranieri rischia però di essere vanificata dal fatto che molti braccianti provenienti da Paesi extracomunitari non possono lavorare in quanto sono vaccinati con sieri non sono riconosciuti in Italia ed in Europa. Prevediamo quindi complicazioni nel momento in cui ci avvicineremo alla stagione dei raccolti e le aziende avranno bisogno di manodopera stagionale che rappresenta, nel contesto livornese, una componente importante rappresentando quasi un bracciante su due. Abbiamo proposto, per arginare questo rischio, che possano lavorare anche coloro che oggi stanno approfittando di norme come gli ammortizzatori sociali, così come gli studenti ed i pensionati, per sopperire alla mancanza di lavoratori stagionali”. Con la prossima ripresa delle attività agricole, in primavera, è facile dunque prevedere l’accentuarsi della mancanza di lavoratori necessari nelle campagne per garantire l’approvvigionamento alimentare della popolazione in un momento in cui con la pandemia da Covid – continua Coldiretti – si è aperto uno scenario di incertezza, accaparramenti e speculazioni che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali come l’energia e il cibo. In questo contesto – sottolinea Coldiretti – va segnalato che le difficoltà agli spostamenti dei lavoratori alle frontiere per effetto della pandemia, ha ridotto la presenza di lavoratori stranieri ed aumentato quella degli italiani che sono tornati a considerare il lavoro in agricoltura una interessante opportunità.

“Per cogliere questa opportunità e garantire l’adeguata copertura degli organici necessari a salvare i raccolti è urgente dunque adottare con strumenti concordati con i sindacati, che consentano anche ai percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati di poter collaborare temporaneamente alle attività nei campi. – spiega ancora Ferri Graziani rilanciando anche a livello locale alcuni dei temi centrali per il mondo agricolo – Serve un piano per la formazione professionale e misure per ridurre la burocrazia e contenere il costo del lavoro con una radicale semplificazione che possa garantire flessibilità e tempestività di un lavoro legato all’andamento climatico sempre più bizzarro. La pandemia – conclude il Presidente di Coldiretti – ha accelerato il fenomeno del ritorno alla terra e maturato la convinzione comune che le campagne siano oggi capaci di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, sia per chi vuole intraprendere che per chi vuole un lavoro al contatto con la natura per cogliere questa opportunità servono norme per la semplificazione delle assunzioni”.

 

Appuntamenti

 

NAPOLI, “NAPOLI AGRI-EXPERIENCE”: PERCORSI ESPERIENZIALI E TURISMO DI CAMPAGNA

Da sabato 22 gennaio

Si chiama “Napoli Agri-Experience” il progetto che ha come obiettivo percorsi esperienziali sul cibo sano e sul turismo di campagna, presentato questa mattina in occasione della conferenza stampa organizzata in diretta streaming da Coldiretti Napoli, con la partecipazione del vicedirettore Coldiretti Napoli, Costantino Puddu, del vicepresidente della CCIAA di Napoli, Fabrizio Luongo, di  Francesca Ferro, direttore Legambiente Campania, di Gianfranco Wurzburger, presidente AssoGioCa e di Francesco Ambrosio, presidente dell’Agrimercato San Paolo.

Il progetto, a cura di Coldiretti Napoli con il finanziamento della Camera di Commercio di Napoli e con la collaborazione di Legambiente Campania e AssoGioCa, si propone di sensibilizzare il pubblico attraverso l’informazione e la discussione sulla nutraceutica, ovvero, sul rapporto tra cibo e qualità della vita con un approccio multidisciplinare in tema di educazione alimentare, sicurezza degli alimenti, corretti profili nutrizionali, consumi sostenibili e lotta allo spreco alimentare con seminari/laboratori dedicati a queste tematiche, condotti da esperti del settore, animati dallo show cooking dell’eclettica Marianna Vitale, chef del ristorante “Sud” stella Michelin, che attraverso il racconto e l’elaborazione di un piatto, diffonderà la conoscenza della stagionalità dei prodotti agricoli e della provenienza degli alimenti per favorire la scelta di sani stili alimentari.

Il progetto, proseguirà con laboratori intergenerazionali di cucina per piccoli agri-chef, dove saranno coinvolti gli studenti delle scuole della città di Napoli, guidati da anziani custodi delle tradizioni culinarie nella preparazione di ricette contadine partenopee e terminerà con laboratori sul turismo esperienziale in campagna: giornate dedicate a tour di scoperta della campagna napoletana, rivolte ad aziende agrituristiche del territorio, giornalisti e tour operators per favorire la conoscenza del mondo rurale attraverso una corretta informazione sul percorso evolutivo dell’agricoltura.

L’iniziativa, partirà sabato 22 gennaio presso il mercato coperto Campagna Amica-Coldiretti di Fuorigrotta, dove gli eventi si svolgeranno nel pieno rispetto delle regole anti Covid-19.

 

ROVIGO, NUOVO CICLO DI WEBINAR TARGATO COLDIRETTI; SI COMINCIA CON NUOVA PAC

Martedì 25 gennaio

Proseguono gli incontro on line promossi dall’Associazione Polesana Coldiretti Rovigo rivolto a soci e interessati, con il prossimo appuntamento dedicato all’importante tema “La Pac che verrà”, previsto martedì 25 gennaio alle 18 on line sulla piattaforma Google Meet.

Al webinar parteciperanno Alessandro Apolito, della Confederazione nazionale Coldiretti e Angelo Frascarelli docente dell’Università di Perugia al Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari ed ambientali, presidente di Ismea, tra i massimi esperti di Pac in Italia.

Sarà l’occasione quindi per conoscere tutte le novità degli ultimi mesi, alla luce anche del Piano Strategico Nazionale che il Mipaaf ha da poco presentato in Europa, oltre che dell’impianto complessivo della nuova Pac per i prossimi 7 anni. Oltre alla parte tecnica e legislativa, sarà cura della confederazione nazionale illustrare le strategie sindacali messe in atto in questi anni nella fase del dibattito preliminare, discusse anche con il ministro Stefano Patuanelli e presentate durante l’ultima assemblea nazionale della Coldiretti che si è tenuta a Roma il 16 dicembre scorso.

“Il negoziato di questi ultimi anni è stato lungo e difficile – spiega Silvio Parizzi –. Rispetto a come si era partiti nel 2018 sono state raggiunte alcune migliorie nel tempo. Non è la Pac che l’agricoltura italiana sognava, ma è stato raggiunto il compromesso migliore che si poteva. É un sostegno economico fondamentale per i nostri imprenditori, é opportuno quindi dare tutte le informazioni possibili per consentire alle nostre aziende di capire le tendenze ed essere sempre competitive”.

Per partecipare si può chiedere il link per il collegamento web chiamando il numero 0425/201931 oppure scrivendo a organizzazione.ro@coldiretti.it o contattando gli uffici di Coldiretti.

Coldiretti Rovigo ha inoltre previsto altri due appuntamenti di formazione e informazione on line: il 2 febbraio si terrà un webinar sulla gestione di cover crops e sovesci utili alla fertilità del terreno, mentre l’8 febbraio si farà un focus sulla coltura della barbabietola da zucchero in collaborazione con Coprob. “Sarà dato risalto agli aspetti ambientali che anche la nuova Pac ci chiede – afferma il presidente Carlo Salvan – oltre cha agli aspetti commerciali che da agricoltori non dobbiamo mai trascurare”.

 

ANCONA, CAMPAGNA AMICA: A FALCONARA TORNANO GLI STAND IN PIAZZA MAZZINI

Giovedì 20 gennaio

Non solo frutta e verdura di stagione, ma anche pane e prodotti da forno, specialità locali come i paccasassi, olive alla marchigiana e paté di olive, e ancora confetture compresa quella all’uva, vino, miele, farine, pasta, cosmetici a base di lavanda. Sono alcuni dei prodotti delle campagne e degli artigiani marchigiani che saranno disponibili sui banchi di Campagna Amica. Da giovedì 20 gennaio gli operatori di Coldiretti torneranno in piazza Mazzini, dove saranno presenti tutti i giovedì mattina dalle 8 alle 13, dopo la sperimentazione avviata nel settembre scorso e sospesa con la pausa natalizia.

In autunno la risposta dei cittadini è stata straordinaria, tanto che alcuni coltivatori hanno terminato la merce a metà mattina e sono dovuti tornare in sede per rifornire i banchi. L’accoglienza che Falconara ha riservato al mercato contadino è andata oltre le aspettative e, rispetto a settembre, nel corso delle settimane sono aumentati i prodotti offerti e il numero di attività che prendono parte all’appuntamento settimanale con Coldiretti. Tra le proposte ci sono anche gli agrumi siciliani che, pur non essendo un prodotto del territorio, sono coltivati da agricoltori che fanno parte della rete di Campagna Amica. Sebbene gli stand siano rimasti sei, a partecipare ora sono nove aziende, con la prospettiva in primavera di aumentare anche il numero di banchi.

Campagna Amica, che a Falconara ha permesso di coniugare la volontà dell’amministrazione comunale con le richieste degli operatori interessati alla piazza falconarese, non è il solito mercato ma un luogo di incontro e socialità tra produttori e consumatori, dove gli agricoltori possono raccontare il loro lavoro alle persone e stringere con loro un vero e proprio patto di fiducia all’insegna della qualità e della salute. I mercati di Campagna Amica, infatti, presenti in tutte le regioni d’Italia e nella nostra provincia attivi anche ad Ancona e a Senigallia, sono anche luoghi di cultura del cibo. Oltre alla vendita i mercati organizzano anche iniziative come feste a tema dedicate alla stagionalità, attività di fattoria didattica per scuole e famiglie dove i bambini possono giocare e imparare la campagna, i ritmi della natura, il rispetto dell’ambiente. Alcune scolaresche hanno già fatto richiesta per partecipare al programma di educazione alimentare organizzato da Coldiretti.

 

MASSA CARRARA, IL LABORATORIO DI TRASFORMAZIONE ALIMENTARE PER LE IMPRESE

Oggi

Dai processi innovativi alle nuove normative in materia di trasformazione, conservazione e confezionamento passando per etichettatura e tracciabilità e le nuove interessanti opportunità per le imprese agricole. Se ne parla mercoledì 16 febbraio, dalle 15.00 alle 19.00, durante il convegno informativo gratuito online promosso dall’Agenzia Formativa di Coldiretti Toscana all’interno del progetto Agor@Agri finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito della misura 1.2 del Psr 2014-2020.

Il convegno è una bella occasione per le imprese agricole che già trasformano, o che sono intenzionate a farlo, per informarsi, confrontarsi e conoscere gli aspetti tecnici, normativi e sanitari. Al corso intervengono in qualità di relatori l’agronomo Luca Gianmoena per parlare di tecniche e tecnologie innovative e nuove normative nei processi di conservazione e di trasformazione degli alimenti ma anche dei requisiti dei locali e delle attrezzature, obblighi normativi, corretta etichettatura trasparente a garanzia del produttore e del consumatore e l’imprenditrice agricola Franca Bernardi con un focus sulle nuove tecnologie per la trasformazione e la conservazione dei prodotti agricoli come disidratazione, gestione del processo di pesatura e insacchetto con robot.

Per informazioni ed iscrizioni scrivere a Matteo Fazzi alla mail matteo.fazzi@coldiretti.it (348.3129521).

Per informazioni www.massacarrara.coldiretti.it, pagina ufficiale Facebook @coldirettimassacarrara, Instagram @Coldiretti_Toscana, Twitter @coldirettitosca e canale ufficiale YouTube “Coldiretti Toscana”.

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