COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 14 novembre 2019

14 novembre 2019
News La Forza del Territorio del 14 novembre 2019

 

Primo piano

SICILIA

L’AGRICOLTURA SICILIANA MERITA LA SERIE A

20 mila agricoltori sfilano a Palermo con il Presidente nazionale Ettore Prandini e il Segretario generale Vincenzo Gesmundo

 

Non possiamo accettare che un Governatore dica che per allineare la Sicilia alle altre Regioni debbano passare più di 10 anni. Non possiamo accettare che si addossi la colpa delle inefficienze alla mancanza di personale qualificato. O che la colpa sia del Governo nazionale o di quello precedente e dell’Unione europea.

Lo afferma Coldiretti Sicilia al termine della manifestazione che oggi a Palermo ha visto 20 mila agricoltori Coldiretti sfilare lungo le vie centrali. Alla manifestazione hanno partecipato il presidente nazionale Ettore Prandini, il Segretario Generale, Vincenzo Gesmundo con le responsabili nazionali di Giovani e Donne Impresa, Veronica Barbati e Floriana Fanizza.

Durante l’incontro con Nello Musumeci – sottolinea Ettore Prandini – è emerso che devono passare anni per ottenere un cambiamento che riguardi la soluzione ai problemi della zootecnia, viabilità, al sistema irriguo. E questo credo non si possa assolutamente accettare perché significa confinare la Regione all’ultimo posto.   

Il punto è – aggiunge Prandini – che se non si spendono i fondi europei in tempo, la Sicilia rischia di non averli più. Un paradosso perché questa Isola ha bisogno di investimenti, di strade, di possibilità al pari del resto d’Italia. La Sicilia ha il diritto a non essere una regione di serie B. Se aspettiamo 15 anni non ci saranno più le imprese agricole. Non possiamo accettare – ha detto il Presidente nazionale – che venga detto che questa manifestazione viene fatta perché governa il centrodestra. Invito il governo   della Sicilia a verificare che interventi svolgono le altre regioni guidate dal centro destra a sostegno dei Comuni e delle Province.

Non facciamo strumentalizzazioni di alcun tipo – ha affermato Francesco Ferreri, presidente Coldiretti Sicilia. Vogliamo un confronto chiaro, aperto sui punti che abbiamo individuato come strategici primi tra tutti il finanziamento ai giovani.  In queste ore – ha detto ancora – leggiamo di finanziamenti nei vari comparti che solo grazie alla nostra manifestazione sono stati sbloccati ma un conto è dire e un altro è fare in tempi europei. Vogliamo risposte chiare e concrete nei prossimi giorni. Se così non fosse organizzeremo altre manifestazioni. Non è giusto che un giovane che ha tutte le carte in regola per lavorare in agricoltura a distanza di anni non riceva ancora l’aiuto. Che Regione è quella in cui i guasti alle condotte idriche si verificano ogni anno?

Oggi, qui –  ha concluso Francesco Ferreri – ci sono le grandi aziende agricole, le medie, le piccole.  Ci sono i giovani, le donne. Ci sono intere famiglie che sono venute a dire che non è più possibile fare   agricoltura in questo modo.

 

Dal territorio

 

PUGLIA, MALTEMPO: MOZIONE UNANIME CONSIGLIO REGIONALE SU CALAMITA’ NATURALE 

Bene l’approvazione all’unanimità con cui il Consiglio regionale ha chiesto il massimo e tempestivo impegno della Giunta regionale, anche attraverso la struttura della Protezione Civile, per un intervento coordinato e per l’attivazione di verifiche utili a richiedere lo stato di calamità naturale, dopo la straordinaria ondata di maltempo con nubifragi e trombe d’aria che hanno colpito le campagne pugliesi. E’ Coldiretti Puglia a commentare positivamente l’atto di indirizzo del Consiglio regionale, dopo le segnalazioni dell’Organizzazione che ha raccolto le denunce degli agricoltori in tutta la regione.

La Puglia, stretta fra trombe d’aria e nubifragi, ha subito danni ad Altamura, Putignano, Gioia del Colle, Santeramo, Mesagne, Francavilla, Fasano, Taurisano, Gallipoli, Maglie, Poggiardo, Nociglia, Spongano, Veglie, Manduria, Martina Franca con gli agricoltori che – spiega la Coldiretti – hanno affrontato cascate d’acqua e canali esondati, oltre a campi di ortaggi come cavoli, cime di rape, finocchi, broccoli, piantine di fragole distrutti e uliveti spazzati dalla violenza del vento che divelto alberi secolari, devastato le olive in fase di raccolta e danneggiato i piccoli ulivi di varietà anti Xylella appena piantati a Ugento.

L’assoluta mancanza di liquidità e le gravi situazioni debitorie che ne conseguiranno necessitano di interventi non riconducibili alle calamità ordinarie – denuncia Coldiretti Puglia – bensì a strumenti straordinari che, oltre a dare sollievo economico alle imprese agricole, di cui in alcuni casi non si riconoscono più neppure i confini aziendali per i fiumi di acqua e fango, dovranno prevedere urgenti opere di manutenzione per ripristinare il patrimonio produttivo, ricostruire le strutture aziendali e riprendere l’attività agricola.

Dal 1° agosto ad oggi si sono verificati 36 eventi estremi, nel dettaglio 16 nubifragi a Monte Sant’Angelo, San Severo e a Foggia, a Toritto, Ruvo di Puglia e a Gravina in Puglia, a Martina Franca, a Francavilla Fontana e Villa Castelli, a Leverano, Lizzanello, 2 a Nardò, Galatina, Casarano e Ruffano, 2 trombe d’aria a Ruvo di Puglia e a Nardò, 8 tornado di cui 1 a Galatina, 2 a Castrignano del Capo e 2, a Porto Cesareo, Melendugno, Otranto e Lizzano e 10 grandinate a Martina Franca, Castellaneta, Palagianello, Manduria, Melendugno, Bitritto, Binetto, Palo del Colle, Grumo Appula e Bari, a cui vanno ad aggiungersi i fenomeni che si stanno registrando in queste ore, conclude Coldiretti Puglia, sulla base della Banca dati europea sugli eventi estremi ESWD.

 

CUNEO, A SCRITTORINCITTÀ LE “VOCI” DI PRODUTTORI AGRICOLI E CONSUMATORI 

Il tema “Voci” di Scrittorincittà 2019 fa luce sull’impegno di Coldiretti contro il cibo spacciato per italiano e sullo storico risultato della petizione europea Scegli l’origine!

È una salda amicizia quella che si rinnova tra Coldiretti Cuneo e Scrittorincittà.

Il tema della 21esima edizione della manifestazione cuneese, “Voci”, celebra la condivisione dei pensieri, l’ascolto di voci singole e di voci in coro, il bisogno di fare comunità. Un tema particolarmente caro a Coldiretti che, in quanto Organizzazione di categoria e forza sociale sul territorio, ha una grande responsabilità, quella di ascoltare, di dar voce a tante voci, soprattutto a quelle che più difficilmente sanno farsi sentire, portandole ai tavoli istituzionali competenti, perché alimentino parole e discussione e si traducano in azioni concrete.

Lo scorso anno a Scrittorincittà Coldiretti presentò la petizione europea Eat Original – Scegli l’origine! finalizzata alla raccolta di almeno 1 milione di firme in sette Stati dell’Unione europea, necessarie a chiedere alla Commissione europea di rendere obbligatoria l’indicazione del Paese di origine sull’etichetta di tutti gli alimenti, trasformati e non, contrastando così il fenomeno del cibo falso spacciato per italiano.

Dopo un anno di impegno, di voci date ai produttori agricoli cuneesi, di voci raccolte tra i consumatori, Coldiretti porta a Scrittorincittà 2019 un risultato storico: 1,1 milioni di firme raccolte, l’85% delle quali in Italia, che chiamano a gran voce le Istituzioni UE ad agire tempestivamente per rispondere ad un’impellente esigenza di chiarezza nell’informazione.

“Con 34.595 firme raccolte – dichiara Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – la Granda ha dato un contributo fondamentale al raggiungimento di un obiettivo cruciale, che segna un nuovo traguardo nella battaglia storica di Coldiretti per l’origine in etichetta dei prodotti agroalimentari”.

Una battaglia fatta di voci che, unite, hanno costruito un fronte per la trasparenza a vantaggio di tutti, produttori agricoli e consumatori. Una battaglia di cui, ancora una volta, Coldiretti porterà testimonianza a Scrittorincittà.

Agli autori e al pubblico della kermesse, da sempre sensibili e attenti alla qualità a Km zero, Coldiretti proporrà prodotti del territorio da degustare a margine della cerimonia del Premio Città di Cuneo per il Primo Romanzo, in programma venerdì 15 novembre, ore 18.30, al Circolo ‘L Caprissi di Cuneo.

 

MOLISE, PARCO DEL MATESE: IL MANIFESTO A TUTELA DEGLI AGRICOLTORI 

Il Ministero dell’Ambiente sta lavorando alla stesura del Decreto di istituzione del Parco Nazionale del Matese con il quale verrà tecnicamente definito il perimetro territoriale del Parco e le cosiddette norme di prima salvaguardia. Essendo questo, secondo Coldiretti, un momento cruciale per il territorio e per le comunità interessate, Coldiretti Molise ha redatto un documento che ha inviato a tutti i Sindaci della regione al fine di sensibilizzare Enti, Associazioni ed Istituzioni a condividere una linea di pensiero e costruire un unico percorso partecipato da sottoporre al Ministero dell’Ambiente.

“Purtroppo – si legge nel Documento di Coldiretti – le esperienze realizzate in altre parti del territorio nazionale, con l’istituzione di nuovi Parchi, ci convincono della necessità che la partita non possa essere lasciata completamente nelle mani del Ministero dell’Ambiente, senza una convinta concertazione. Ci riferiamo, in particolare, al fondato timore di dover registrare forti limitazioni delle attività, in genere, ma soprattutto, per quanto ci riguarda più da vicino, dell’agricoltura. Siamo, pertanto convinti – prosegue il Documento – che l’agricoltura debba continuare ad essere una delle principali fonti di lavoro, di identità e di reddito delle popolazioni locali” e poiché dal momento del decreto istitutivo a quello della disponibilità del Piano, ovvero il documento programmatico che conterrà tutti i dettami a cui bisognerà attenersi, potranno passare anche degli anni, “Coldiretti non può accettare l’idea che fino ad allora ogni agricoltore operante nel Parco diventi un potenziale trasgressore, continuamente indagato e vessato da impedimenti o, peggio ancora, un ostaggio”.

Leggendo i decreti istitutivi degli altri Parchi, particolarmente nei punti dove si parla della prima lista di divieti, si evince che dall’oggi al domani, improvvisamente, l’agricoltore non può più fare quello che faceva prima, anche cose di normale gestione, come la manutenzione di una strada poderale o il rifacimento di un fienile o portare le mandrie al pascolo. Tutto deve essere preventivamente autorizzato, previa verifica della compatibilità con l’intento di protezione dell’area e addirittura, per quanto riguarda il pascolo, occorre la presentazione preventiva di un “progetto”.

Quindi, “se l’Ente Parco non è stato creato e non c’è ancora il Piano del Parco – prosegue il documento – cosa farà nel frattempo l’agricoltore? Congela tutto? Non può più lavorare in termini imprenditoriali? Si ferma?! Gli unici a scorrazzare liberamente, senza autorizzazioni, saranno i cinghiali? che continueranno a provocare danni alle colture e a distruggere la stessa biodiversità che si vuole preservare?”

“I divieti e i vincoli per l’agricoltura – sostiene Coldiretti nel suo Documento – vanno definiti e redatti insieme alle popolazioni del Parco e devono prevedere una congrua gradualità di applicazione con un’esatta valutazione degli effetti negativi che si andrebbero a determinare nell’arco temporale che intercorre tra la prima istituzione e la definitiva adozione del Piano del Parco, pena una drammatica contrazione con ulteriori negativi effetti sull’abbandono, lo spopolamento, l’impoverimento delle nostre terre”.

Accanto a queste forti preoccupazioni, Coldiretti lancia anche proposte e suggerimenti; una di queste è la creazione, all’interno del Parco, di un Distretto del cibo ‘biologico’, che possa eventualmente nascere ed operare prima della istituzione degli organi del Parco. L’idea che Coldiretti auspica possa perseguirsi, è dunque quella di lavorare alla nascita in tempi rapidi di un Distretto Interregionale che comprenda l’intero territorio del Matese (parte molisana e parte campana) e che non solo sia coincidente con l’Area Parco ma che, pragmaticamente, possa includere i comuni che per omogeneità e congruità produttiva, possano essere ricompresi in una simile aggregazione. In questo modo, il Parco assolverebbe ai suoi compiti principali, ovvero la tutela della natura e della biodiversità, mentre il Distretto si potrà occupare della pianificazione e gestione di tutte le attività economiche e sociali, a partire ovviamente dall’agricoltura.

Mentre, infatti, l’ente gestore dell’Area Protetta (ente Parco) riceve e gestisce i finanziamenti provenienti, specificamente per il proprio compito di conservazione, dal Ministero dell’Ambiente, il Distretto ricerca attivamente, riceve e gestisce finanziamenti da qualsiasi Ente: Nazionale, Regionale od Europeo.

Dunque l’invito che Coldiretti rivolge ai vari soggetti interessati è di arrivare rapidamente alla costituzione di un Comitato Promotore, soggetto preliminare indispensabile per arrivare alla creazione del nuovo Organismo Distrettuale.

 

BRESCIA: ALLEVAMENTI, ESEMPI VIRTUOSI DI SOSTENIBILITÀ E BENESSERE ANIMALE

Il comportamento criminale di alcuni non infanghi il lavoro onesto e rispettoso dei tanti agricoltori del territorio, quotidianamente impegnati nel garantire al consumatore prodotti agroalimentari di altissima qualità, conformi alle più stringenti normative e frutto di allevamenti certificati, sostenibili e attenti al benessere animale. Gli allevamenti bresciani – conferma Coldiretti provinciale – sono costantemente monitorati e sottopongono le mandrie a meticolosi controlli veterinari, senza dimenticare i continui investimenti da parte degli imprenditori in strutture, impianti e macchinari all’avanguardia anche dal punto di vista ambientale.

“E’ importante prendere le distanze dai casi isolati e supportare l’ottimo operato degli allevatori bresciani, valorizzando ulteriormente l’immagine delle nostre produzioni lattiero-casearie e non solo”, commenta Massimo Albano Direttore di Coldiretti Brescia. Un comparto che proietta l’economia agricola bresciana e lombarda ai vertici nazionali della produzione di latte: a livello provinciale – secondo i dati dell’Annata Agraria 2018/2019 presentata da Coldiretti Brescia lo scorso 11 novembre – la produzione copre quasi il 12% del latte italiano, con valore assoluto di 14,4 milioni di quintali.  

Esempio virtuoso di questa filiera agroalimentare certificata e sostenibile è il caseificio Garda Latte di Lonato (BS), che produce ogni anno oltre 140.000 forme di Grana Padano ed elevate quantità di provolone, posizionandosi al quinto posto in Italia tra le cooperative lattiero-casearie e garantendo al settore economico bresciano l’eccellenza di una realtà solida, sostenibile e attenta alle esigenze del territorio anche dal punto di vista occupazionale. “Tutte le stalle che conferiscono latte alla cooperativa – conclude il Presidente Gardalatte Valter Giacomelli – sono certificate per il benessere animale così come la cooperativa stessa”.

 

CAMPANIA, CINGHIALI: DA REGIONE OK A PRELIEVI SELETTIVI 

Via libera al programma di prelievo selettivo nelle aree “non vocate” della Campania. La Giunta regionale, guidata dal presidente De Luca, ha accolto la richiesta che Coldiretti Campania aveva presentato agli inizi di agosto. Nella Delibera si annotano l’elaborazione del CRIUV – Centro Regionale per l’Igiene Urbana Veterinaria e il parere favorevole dall’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Nonostante il buon lavoro di analisi sulla gestione del cinghiale e sugli aspetti sanitari – sostiene Coldiretti Campania – la specie continua ad essere un problema in molti territori della regione. Le richieste di risarcimento danni hanno assunto proporzioni tali da divenire insostenibili. Sono centinaia le aziende agricole che rischiano di veder compromessi i raccolti a causa della sovrappopolazione di cinghiali. Senza parlare degli incidenti stradali e del rischio che comportano per l’incolumità delle persone. Tanto è vero che nell’intera regione i danni causati da questa specie superano di 2 milioni di euro l’anno e continuano a crescere. Risorse che potrebbero essere usate per innovazione e competitività.

La caccia di selezione – così come richiesta da Coldiretti Campania – è un metodo già adottato in tutte le regioni limitrofe: Lazio, Basilicata, Molise e Calabria. Con il via libera della Giunta, la Regione attraverso i suoi Uffici Territoriali e gli Ambiti Territoriali di Caccia, autorizza il prelievo selettivo come azione di contrasto alla diffusione della specie. La caccia selettiva è possibile dal 2012 ed è inserita nel calendario venatorio, con la presenza di cacciatori di selezione in tutte le province campane.

L’esperienza condotta in altre regioni mostra come la caccia di selezione, se ben organizzata, è un valido aiuto per limitare i danni del cinghiale nelle aree critiche. Non solo, ma essa può essere praticata tutto l’anno e non ha impatti sulle altre specie, a differenza della fauna selvatica fuori controllo che crea uno squilibrio nell’ecosistema. Il cinghiale nelle aree agricole del casertano, nel salernitano, nell’avellinese e nel beneventano è diventato un problema con il quale confrontarsi per chi voglia fare attività agricola. L’eccessiva presenza di selvatici rappresenta un rischio – evidenzia la Coldiretti – per l’agroalimentare italiano visto che proprio nei piccoli comuni sotto i 5mila abitanti si concentra il 92% delle produzioni tipiche nazionali secondo lo studio Coldiretti/Symbola. In Campania 7 produzioni Dop e Igp su 10 coinvolgono il territorio dei 338 piccoli comuni della regione, che ha anche il primato italiano per i prodotti agroalimentari tradizionali (PAT), con ben 531 “bandiere del gusto”, che spesso prendono il nome dal piccolo Comune o dalla frazione dove sono nate. Un tesoro messo a rischio dall’avanzata dei cinghiali che sempre più spesso in queste aree si spingono fin dentro i cortili e sugli usci delle case, scorrazzando per le vie dei paesi o sui campi, nelle stalle e nelle aziende agricole.

 

VERCELLI-BIELLA E NOVARA-VCO: PREMIO “CALICE D’ORO DELL’ALTO PIEMONTE” 

Il Calice d’Oro, premio per il Concorso Enologico dell’Alto Piemonte, è andato quest’anno alle Aziende Agricole Sella di Lessona, in provincia di Biella, che hanno ricevuto questo riconoscimento nella categoria “bianchi e rosati” per il loro Coste della sesia Doc Rosato “Maioli” del 2018.

Il prestigioso concorso, promosso dalla Camera di Commercio di Novara, in accordo con gli Enti camerali di Biella e Vercelli e del Verbano Cusio Ossola, con il supporto operativo di Assoenologi e AIS – Associazione Italiana Sommelier del Piemonte, partner tecnici dell’iniziativa, e la collaborazione del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte, premia ogni anno da ormai nove edizioni i vini giudicati in assoluto di più elevato livello qualitativo, con punteggi calcolati secondo i parametri di valutazione dell’Unione Internazionale degli Enologi e rilasciati da 14 commissari.

“Non possiamo che essere felici quando il lavoro di un’azienda nostra associata viene premiata” – commenta Roberto Mercandino, vicepresidente di Coldiretti Vercelli – Biella. “Questi riconoscimenti dimostrano come l’impegno verso la qualità dia sempre buoni frutti. Nonostante le difficoltà che in questi anni viticoltori e agricoltori in generale stanno vivendo, dai cambiamenti climatici alle aggressioni di insetti alieni e di animali selvatici, la determinazione, l’attenzione alla natura, al rispetto delle tradizioni e dei disciplinari sono premiate dagli esperti e anche dai consumatori. Il vino delle nostre zone è ormai conosciuto in tutto il mondo, continueremo a impegnarci a fare del nostro meglio per difenderlo e valorizzarlo”.

“Ci complimentiamo anche con le undici aziende della provincia di Novara – Vco nostre associate che hanno ricevuto il ‘diploma di merito’, riconoscimento di qualità per i vini che hanno ottenuto un punteggio di almeno 80 centesimi, corrispondenti alla valutazione ‘ottimo’”.- spiega Sara Baudo, presidente di Coldiretti Novara – Vco – “Ricordiamo infatti che sono state premiate le aziende Poderi Garona e Madonna dell’Uva di Borgomanero, l’Azienda Vinicola Barbaglia Silvia di Cavallirio, le aziende Pietra Forata, Rovellotti, Torraccia del Piantavigna di Ghemme, l’Azienda Filadora di Antonella Coppola e il Roccolo di Mezzomerico, l’Azienda Vitivinicola Ioppa di Romagnano Sesia, l’Azienda Agricola Brigatti Francesco di Suno e l’Azienda E.C.A. di Villadossola. Auguriamo loro altri anni di successi, faremo tutto il possibile per supportarle ulteriormente e sostenerle, insieme con le altre aziende vitivinicole che seguiamo e che spesso ricevono premi per la qualità dei loro vini, alle quali auguriamo continui successi”.

 

BRESCIA, VINO: A RISCHIO OLTRE 2 MILIONI DI EURO DI FINANZIAMENTI 

“Se non viene concessa una proroga il rischio è che molte aziende vitivinicole, oltre la metà di quelle interessate al bando, non potranno presentare richiesta di contributo con la conseguente perdita di 2,3 milioni euro destinati agli investimenti per lo sviluppo del settore”. Con queste parole il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini –  in sinergia con l’assessore regionale Fabio Rolfi – spiega la richiesta, fatta al Ministero delle Politiche Agricole, di proroga per la presentazione delle domande di finanziamento alle imprese vitivinicole necessarie per beneficiare dei contributi funzionali allo sviluppo aziendale.

Si tratta – precisa Coldiretti Brescia – della richiesta di contributo a valere sul Regolamento UE 1308/2013_ Misura investimenti OCM VINO aperto il 16 ottobre scorso con chiusura prevista per la giornata di domani, venerdì 15 novembre. Misura di difficile accesso per le imprese vitivinicole – precisa Coldiretti Brescia – in considerazione di vari fattori: apertura anticipata del bando, tempistiche brevi, numerosi adempimenti burocratici e non d ameno condizioni metereologiche particolari di quest’anno che hanno allungato i tempi di cantina ritardando quindi la programmazione dei piani d’investimento.

“Restiamo in attesa di un riscontro da parte del Ministero – conclude il Presidente Prandini – fiduciosi che il Ministro Bellanova accolga la nostra richiesta”.

 

PISTOIA, GLIFOSATE: ADESSO FORTI INVESTIMENTI, RICERCA ALTERNATIVE SOSTENIBILI 

Coldiretti è da sempre in prima linea nella lotta contro l’uso distorto del glifosate e non possiamo che condividere le ultime scelte fatte dalla Regione ma, allo stesso tempo, non possiamo non riportare i timori che queste scelte comportano. In particolare per le diverse centinaia di piccole e medie aziende che sono fortemente preoccupate per il loro futuro, visto che ad oggi alternative precise non ce ne sono. Il sicuro aumento dei costi di produzione rende alto il rischio che la produzione pistoiese non sia più appetibile, in un periodo (che dura da un decennio) in cui la situazione è sempre molto critica con margini aziendali ridotti al lumicino.

Coldiretti perciò chiede fortemente che siano messe in campo le forze economiche e le risorse possibili da destinare alla ricerca di alternative sostenibili, affinché questo settore così fondamentale della nostra economia possa continuare ad essere leader a livello mondiale.

“In effetti abbiamo riscontrato una forte preoccupazione in tutte le aziende del verde, in particolare le piccole aziende vivaistiche che sono elemento cruciale e distintivo della filiera del florovivaismo pistoiese –spiega Fabrizio Tesi, presidente di Coldiretti Pistoia, in merito all’iniziativa di Regione Toscana, che ha previsto l’abbandono del glifosate a partire dal 2021 anche nel settore vivaistico-. Per questo ci preme evidenziare i dati di realtà per trovare la giusta ‘ricetta’, affinché tutte le aziende del territorio possano mantenere la competitività delle nostre piante”.

Al momento –spiega Coldiretti Pistoia- le possibili soluzioni alternative ipotizzate nel tempo, e testate da Coldiretti anche in ambiti diversi, sono poco convincenti: o perché inefficaci agronomicamente, o per costi eccessivi, o per eccessiva complessità gestionale, soprattutto per le realtà aziendali medio-piccole. Tante sono state finora le sperimentazioni tese al perfezionamento dell’utilizzo di nuove molecole per minimizzare ulteriormente l’impatto ambientale del vivaismo, che ha comunque ottimizzato diverse fasi del ciclo produttivo, a cominciare dal recupero delle acque irrigue. Inoltre sono già centinaia le aziende che ottengono certificazioni ambientali, che sono uno strumento per qualificare ulteriormente la produzione.

Negli ultimi anni la sperimentazione si è concentrata sul controllo delle erbe infestanti, sia nella coltivazione in vaso che in pieno campo, con mezzi alternativi all’utilizzo di erbicidi, fra cui il glifosate. In vasetteria sono state utilizzate diverse soluzioni di pacciamatura con mezzi di matrice organica. Partendo dal disco di cocco, l’evoluzione ha portato all’utilizzo di pacciame derivato da Myscantus, cippato, scaglie e segatura di legno e lolla di riso. In particolare, studi sono stati effettuati dal CREA di Pescia che ha effettuato sperimentazioni nelle anche in tante aziende della rete Coldiretti. Per quanto riguarda il controllo di erbacee in vasetteria, diverse sono state le soluzioni testate e tutt’ora in via di perfezionamento. Dal pirodiserbo localizzato, all’utilizzo di sostanze organiche come Acido acetico, Acido pelargonico ed estratti di tannini. Questi prodotti hanno un costo elevato e una funzionalità non paragonabile al glifosate.

Per questo sono indispensabili ancora tante risorse per la ricerca –continua Coldiretti Pistoia-, ma occorre che non sia ricerca fine a se stessa o esclusivamente a beneficio del singolo soggetto che la cura. C’è bisogno di risultati veri ed in tempi brevi, ne va della sopravvivenza del settore, che senza la tenuta dei vivai medio-piccoli perderebbe buona parte delle sua competitività. I protocolli vanno bene, a condizione che non siano frutto di uno slancio momentaneo, devono avere una reale praticabilità per rafforzare l’economia distintiva delle imprese virtuose di un territorio e non l’affossamento di un settore.

“L’iniziativa della Regione ha dato un input importante per favorire un’agricoltura più green, in coerenza con l’approccio di Coldiretti anche a livello nazionale –spiega Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Pistoia-. Ma non possiamo non farci portavoce dei tanti soci, soprattutto piccoli e medi, che a fronte di tappe così perentorie hanno rappresentato alla principale associazione agricola la loro preoccupazione”.

 

VENETO, DONNE VENETO VICINE A COLLEGHE SICILIANE SU SVILUPPO AGRICOLTURA 

Le Donne di Coldiretti Veneto esprimono la loro vicinanza alle colleghe siciliane oggi in mobilitazione a Palermo insieme ai giovani e a migliaia di imprenditori agricoli per denunciare il fallimento delle politiche agricole regionali, i ritardi burocratici, la mancanza di una strategia di sviluppo, la crisi dei comparti vitali, nonché il costo dell’acqua alle stelle.

“Nonostante la distanza – commenta Chiara Bortolas presidente regionale delle agricoltrici di Coldiretti Veneto – siamo vicine alle rivendicazioni manifestate. Recentemente la delegazione trevigiana è stata in visita alle imprese agricole delle varie province toccando con mano il grande impegno quotidiano dei produttori locali che hanno creato strutture ricettive per incrementare l’offerta turistica, coinvolgendo le nuove generazioni nella coltivazione delle terre secondo principi ecosostenibili e rispettando forme di allevamento secondo il benessere animale. Tutta la gente dei campi non merita di operare nell’incertezza – commenta Bortolas – per questo le battaglie per i diritti e la dignità sono sacrosante e valgono da nord a sud”.

Katy Mastorci, responsabile di Donne Impresa Treviso, che ha seguito l’itinerario del gruppo femminile rientrato la scorsa settimana con la coordinatrice Morena Umana testimonia la professionalità, l’accoglienza e soprattutto la capacità di sfruttare i cambiamenti climatici orientando gli indirizzi colturali verso produzioni innovative come la frutta esotica. Ben oltre gli standard qualitativi le tipicità tradizionali ad esempio olio e vino con la riscoperta di vitigni autoctoni e uliveti curati incastonati tra arte e storia. “Per aver trovato sul posto tanta energia e ospitalità riteniamo – conclude Mastorci –  che la realtà agricola della Sicilia vada rispettata con norme e regole all’altezza delle performance imprenditoriali fino ad ora dimostrate”.

 

PISA-LIVORNO, PREDATORE COLPISCE 5 PECORE A SAN PIERO A GRADO 

L’azienda Ori Martino di San Piero a Grado (Pi) denuncia la perdita di 5 capi del proprio allevamento di pecore massesi, a seguito dell’attacco di un predatore selvatico. I fatti risalgono a due giorni fa, quando il pastore dell’azienda ha trovato gli animali attaccati: due pecore, un agnello, un terzo capo in fin di vita (morto ore dopo), mentre una quarta femmina risulta dispersa.

L’allevamento si trova in Via della Bigattiera nella zona Arnino, in area già di pertinenza del Parco di San Rossore dove da tempo insistono problemi alle coltivazioni derivati dagli ungulati. Qui i danni sono purtroppo frequenti, ma la morte di 5 capi ha costretto l’azienda a denunciare non solo formalmente, ma anche pubblicamente, le perdite subite. Già nei mesi scorsi infatti alcune pecore avevano subito dei tentativi di aggressione, per fortuna senza conseguenze. Avvisaglie alla luce di quanto accaduto questa settimana, affermano dall’azienda Ori, che tramite Coldiretti sta valutando il da farsi.

«È un episodio preoccupante», commenta il direttore di Coldiretti Pisa Francesco Ciarrocchi, «si tratta di un attacco in una zona non troppo lontana dall’abitato. Inoltre non sappiamo se si sia trattato di un ibrido o di lupo. Certo è che in assenza di risposte certe questi fenomeni concorrono alla cattiva fama del lupo, quindi ci domandiamo: a quanto ammonta il fenomeno degli ibridi e dei randagi? Esiste una valutazione puntuale o un monitoraggio? Crediamo infatti – aggiunge Ciarrocchi – che se questi dati fossero sotto controllo, anche le aggressioni dei lupi sarebbero più facilmente individuabili. Ad oggi invece ci troviamo con predatori senza nome e numero, con il risultato che gli allevamenti della zona limitrofa al Parco si sentono minacciati».

«Chiediamo più attenzione da parte delle istituzioni – conclude – affinché vengano rinforzate le misure di sicurezza interne al Parco, a protezione della fauna, degli allevamenti e dell’abitato. Non ci illudiamo che gli eventuali, e nemmeno certi, risarcimenti possano rappresentare una risposta al problema, né che siano sufficienti ulteriori misure di sicurezza a carico alle aziende».

 

BRESCIA, UOVA E MIELE PER L’AVVIO DELLA QUARTA EDIZIONE DEL PROGETTO SCUOLA 

L’educazione alimentare deve diventare una vera e propria materia di studio. E’ importante educare le nuove generazioni alla conoscenza dei prodotti del territorio e del vero Made in Italy, non si tratta solo di offrire ai bambini gli strumenti per leggere in maniera più completa il mondo che li circonda, ma anche per insegnare loro che alla base di una buona salute e di un’alta qualità di vita c’è un’alimentazione equilibrata e un corretto stile di vita. Questo il messaggio lanciato da Coldiretti Brescia in occasione dell’avvio della quarta edizione del progetto scuola presso la scuola primaria Don Luigi Sturzo di Gottolengo che porta una novità legata alla realtà aumentata: “faremo vivere ai ragazzi un’esperienza unica – precisa Luca Fusini segretario di zona di Leno-Gottolengo – immergendoli nel mondo della api e delle galline attraverso la realtà aumentata per portare la vera agricoltura all’interno della classe”.

Ospite della mattinata anche il Sindaco di Gottolengo Giacomo Massa: “E’ importante la presenza di Coldiretti nella scuola, è da qui che si devono trasmettere i valori fondanti della corretta alimentazione e gettare le basi per formare futuri cittadini – consumatori consapevoli”.

Presente anche Gianpietro Bacchiocchi presidente di sezione di Gottolengo: “parlare di cibo sano in un territorio molto agricolo, trasmette le nostre tradizioni e permette di far conoscere ai più piccoli il modo agroalimentare locale”.

Protagonisti gli imprenditori agricoli che hanno raccontato agli alunni il mondo delle api e delle uova: «è stata una bella mattinata e una bella esperienza – racconta Cristina Bonetti allevatrice di galline con produzione di uova Calvisano –  i ragazzi hanno fatto domande interessanti, sulle uova ma anche sul cibo e in generale sull’alimentazione.” “Abbiamo cercato di spiegare loro l’importanza di nutrirsi in modo equilibrato prosegue Alessandro Ferrari avicoltore di Gambara -alla loro età è importante scegliere sempre prodotti freschi e di provenienza territoriale per crescere forti e sani».

Anche gli alunni entusiasti: “è stata una bella esperienza – racconta Francesco della classe 4B – ho imparato che le api non si possono uccidere perché sono importanti per l’ambiente e per l’ecosistema, il video mi è piaciuto molto anche se pensavo che avrei volato come un ape”. In tema di miele, l’apicoltore Emilio Camozzi di Gottolengo aggiunge: “è un alimento completo dai riconosciuti benefici, questa lezione serve anche per trasmette ai più piccoli il rispetto dell’ambiente che passa attraverso la cura dell’habitat naturale delle api”.

Superano 15mila gli studenti delle scuole bresciane che hanno aderito alla quarta edizione del progetto “il cibo sano per ogni bambino” promosso da Coldiretti con il patrocinio dell’Ufficio Territoriale scolastico di Brescia, che concluderà con la grande festa, dedicata agli studenti, che si terrà nel cuore di Brescia a maggio.

 

VENETO, LE FATTORIE DIDATTICHE IN EXPOSCUOLA 

Cosa studiare e dove è una scelta che, da sempre, coinvolge genitori, figli, docenti ed istituzioni. L’orientamento scolastico è motivo di riflessione per molti ragazzi che insieme alla famiglia devono decidere di intraprendere un percorso di studio che combini varie esigenze: realizzazione professionale, passioni personali, vocazioni e attitudini alle diverse discipline. “Le nuove generazioni guardano anche al conseguimento di titoli di studio legati all’agricoltura con più interesse – commenta Coldiretti – il lavoro dei campi si è evoluto con l’utilizzo di strumentazione e tecnologia di alta precisione, serve una preparazione più scientifica, un approccio elastico alla legislazione, alle norme di sicurezza, apprendimenti contabili e fiscali, principi di biologia. Insomma per fare il contadino non serve essere scienziati ma neppure si può improvvisare questo mestiere con un semplice abecedario”. Per avvicinare i giovani alle aziende agricole Coldiretti ha schierato le fattorie didattiche, esempio naturale del grande cambiamento avvenuto nelle campagne grazie all’attività multifunzionale agricola. Fino a sabato a ExpoScuola in Fiera a Padova la Regione del Veneto ospiterà i laboratori animati dagli stessi agricoltori per intrattenere futuri diplomati nel settore e per tradurre in pratica quante possibilità offre il settore primario alla fantasia imprenditoriale. A turno saranno presenti: “La Contarina” di Rossetto Marco di Grantorto, “La Chiocciola del Venda” di Bozzolan Irene a Vò, Al Giglio” di Rampazzo Franco di Padova, “Pane e bellezza” di Barutto Giovanna di Anguillara Veneta e “Le Moiacche” di Vigilante Elisa a Rubano. “Tutti operatori pieni di entusiasmo – conclude Coldiretti – sicuramente sapranno trasmettere il messaggio vincente a tutti coloro i quali cercano un progetto di vita di alta qualità”

 

 

 

Appuntamenti

 

 

PIACENZA: DOMENICA A BOBBIO IL RINGRAZIAMENTO DI COLDIRETTI PIACENZA

Domenica 17 Novembre 

Mancano pochi giorni alla Giornata Provinciale del Ringraziamento, che nel Piacentino verrà celebrata domenica 17 novembre nel “Borgo più bello d’Italia” Bobbio. Da sempre l’evento ha un forte significato per gli agricoltori piacentini, come momento di ritrovo e riflessione. La tradizionale ricorrenza viene festeggiata dalla Coldiretti dal 1951 in tutta Italia con una manifestazione promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei) per rendere grazie per il raccolto dei campi e per chiedere la benedizione sulla nuova annata.

“Il pane è fatto per essere spezzato e condiviso, nell’accoglienza reciproca” affermano i vescovi italiani nel messaggio per la 69ª Giornata nazionale del Ringraziamento con un messaggio che insiste sull’importanza della convivialità fraterna. Il titolo è infatti “Dalla terra e dal lavoro: pane per la vita”. Il pane è simbolicamente “fonte di vita” – si legge nel messaggio della Cei -, espressione di un dono nascosto che è ben più che solo pane e che va accolto in stili di vita senza spreco e senza avidità, capaci di gustarlo con gratitudine, nel segno del ringraziamento, senza le distorsioni della sua realtà. E infatti, se c’è un alimento che riassume su tutto il pianeta le esigenze fondamentali dell’umanità nel campo dell’alimentazione, questo è il pane.

Un messaggio che dunque verrà ribadito questa domenica a Bobbio, dove le iniziative avranno inizio alle 8.30 con il raduno dei mezzi agricoli, proseguiranno alle 10.30 con il corteo delle autorità accompagnato dalla banda musicale Vignola, la Santa Messa in Duomo delle 11.15 celebrata dal Vescovo monsignor Gianni Ambrosio e dal parroco don Paolo Cignatta e infine la benedizione dei mezzi e l’intervento delle autorità, a fianco del presidente di Coldiretti Piacenza Marco Crotti e del direttore Claudio Bressanutti. Per tutta la giornata piazza San Francesco ospiterà il mercato contadino di Campagna Amica.

I cesti con i prodotti che la Coldiretti porterà all’altare, verranno donati all’istituto Gianelli e al seminario di Bobbio, due realtà che ospitano gli anziani delle nostre montagne.

“Un gesto di sensibilità – afferma don Cignatta – in occasione della Giornata mondiale dei poveri, voluta dal Papa, nei confronti di queste due strutture che fanno tanto per il territorio”.

Nel frattempo, in attesa della Giornata provinciale, hanno avuto inizio le celebrazioni nelle singole zone. I prossimi appuntamenti saranno domenica 24 novembre a Vigoleno, a Castione di Ponte dell’Olio e a Pecorara e il primo di dicembre a Caorso.

Coldiretti ricorda che il pane è un eccezionale veicolo di valorizzazione dell’agroalimentare italiano. “Dietro il pane – afferma il presidente Crotti – c’è la terra. Fondamentale è quindi la denominazione d’origine, per aumentare il livello di conoscibilità dei prodotti agricoli e per rafforzare la tutela dei prodotti di qualità dei territori per consumatori consapevoli”.

 

PUGLIA: INCONTRO SU FILIERE 100% ‘MADE IN’ E STRUMENTI CONTRO CRISI DI MERCATO

Venerdì 15 novembre 

Domani, venerdì 15 novembre 2019, a Bari presso la sala Azzurra della Camera di Commercio, alle ore 10,30, si parlerà di filiere agroalimentari ‘Made in’ e di strumenti contro le crisi di mercato con il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia e il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate.

A partire dalle case history di successo, saranno esaminati gli attuali scenari di mercato, a partire dal crollo dei prezzi delle olive, per poter attivare gli strumenti utili a sostenere gli agricoltori e tutti gli anelli più deboli della filiera.

All’incontro parteciperanno, Alessandro Ambrosi, Presidente Camera di Commercio Bari, Colomba Mongiello, Osservatorio Agromafie Coldiretti, Giovanni Battista Aspromonte, Comandante NAS Carabinieri di Bari, Armando De Nigris, Presidente Gruppo De Nigris, Luigi Dilillo, Presidente Coop. Bardulia di Barletta, Giovanni Pomarico, Presidente Gruppo Megamark.

 

PAVIA: DOMENICA A CHIGNOLO PO IL RINGRAZIAMENTO DI COLDIRETTI PAVIA

Domenica 17 Novembre 

Mancano pochi giorni alla 69ª Giornata Provinciale del Ringraziamento, che in provincia di Pavia sarà celebrata questa domenica, 17 novembre 2019, a Chignolo Po (PV). Da sempre l’evento ha un forte significato per gli agricoltori pavesi, che si riuniscono da tutto il territorio provinciale per partecipare a un momento di ritrovo e riflessione. La tradizionale Giornata del Ringraziamento, infatti, viene festeggiata dalla Coldiretti dal 1951 in tutta Italia, con una manifestazione promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) per rendere grazie per il raccolto dei campi e per chiedere la benedizione sulla nuova annata.

«Il pane è fatto per essere spezzato e condiviso, nell’accoglienza reciproca», affermano i vescovi italiani nel loro messaggio per la 69ª Giornata Nazionale del Ringraziamento, il cui titolo quest’anno è “Dalla terra e dal lavoro: pane per la vita”. Un messaggio che verrà ribadito anche questa domenica a Chignolo Po, in provincia di Pavia. Il programma prevede alle ore 9.30 il raduno dei mezzi agricoli antichi e moderni nella piazza antistante la chiesa parrocchiale di San Lorenzo Martire (via XX5 Aprile n.2, 27013 Chignolo Po – PV). In questa stessa chiesa alle ore 10.30 sarà celebrata la Santa Messa, durante la quale gli agricoltori pavesi porteranno all’altare dei cesti con i frutti della terra e del raccolto di quest’anno. Al termine della funzione religiosa ci saranno la benedizione dei mezzi agricoli e gli interventi delle autorità, a fianco del Presidente di Coldiretti Pavia Stefano Greppi e del Direttore Rodolfo Mazzucotelli.

 

PORDENONE: GIORNATA PROVINCIALE RINGRAZIAMENTO A MORSANO AL TAGLIAMENTO

Domenica 17 Novembre 

Dalla terra e dal lavoro: pane per la vita. Questo il tema del messaggio per la sessantanovesima giornata del Ringraziamento. Morsano al Tagliamento ospiterà domenica 17, con inizio alle 10 la giornata provinciale. La sezione locale della Coldiretti, in collaborazione con quella provinciale, sono al lavoro per l’organizzazione dell’evento.

“Il tema di quest’anno –commenta Matteo Zolin, presidente provinciale Coldiretti- è incentrato sul significato del pane e da questo emergono riflessioni per gli agricoltori e per i cittadini. Il pane, e tutto il cibo, è condivisione e non deve mancare a nessuno, è sacro e non va sprecato, è giustizia e deve avere un giusto prezzo per chi lavora e per chi consuma. L’azienda agricola produce cibo –conclude Zolin- e pertanto non può essere considerata come qualsiasi altra azienda”.

Domenica sarà anche l’occasione per fare un bilancio sull’annata agraria appena conclusa che ha avuto i suoi alti a bassi determinati anche da clima e altri fattori.

Sempre nell’ambito del Ringraziamento Coldiretti sempre in collaborazione con la sezione locale allestirà una mostra intitolata: per non dimenticare. Si tratta di un percorso per riportare piccoli e grandi a conoscere il lavoro dei campi e quanto questo sia cambiato passando dal lavoro manuale a quello meccanizzato. La mostra sarà realizzata in due sezioni: da una parte i mezzi moderni; nella sala mostra e nel cortile interno del Comune saranno invece esposte attrezzature e macchinari che venivano usati nei vari comparti del settore primario e che sono stati recuperati dalla gente del paese.

La mostra resterà aperta fino al 30 novembre dalle 8 alle 13

e sarà particolarmente rivolta alle scolaresche del territorio con visite guidate. Informazioni: Ernesto 33870786726.

Il programma della giornata del Ringraziamento prevede: ore 10 ritrovo partecipanti e raduno mezzi agricoli piazzale antistante chiesa di San Martino; ore 11: celebrazione della messa con offertorio dei prodotti della terra. Seguiranno gli interventi e quindi il momento conviviale che sarà preparato con i prodotti a chilometro zero del territorio.

 

MOLISE: CAMPAGNA AMICA: MELE GRATIS PER I PARTECIPANTI ALLA “SU E GIU’”

Domenica 17 Novembre 

Ci sarà anche Campagna Amica con si suoi ottimi prodotti a km zero alla “Su e Giù”, la gara podistica che si terrà domenica 17 a Campobasso, a partire dalle ore 10,00, organizzata dal gruppo sportivo Virtus. Quest’anno dedicata al pittore campobassano Domenico Fratianni, scomparso lo scorso luglio a Matera durante l’inaugurazione della sua personale “Le voci di dentro”, la “Su e Giù”, non si esaurisce in una mera gara ma rappresenta per gli abitanti del capoluogo regionale un evento da vivere tutti insieme, atleti, bambini, intere famiglie, che colgono l’occasione per vivere la propria città.

La partecipazione all’evento di Campagna Amica si inserisce nel naturale connubio che intercorre fra sport, salute e sana alimentazione a dimostrazione della quale le aziende distribuiranno gratuitamente ai partecipanti alla gara le ottime mele made in Molise. Inoltre, per l’intera durata della manifestazione, resterà aperto il mercato di Campagna Amica che darà l’occasione alla cittadinanza di degustare ed acquistare tante delle eccellenze del Made in Molise a km zero, in vendita ogni giovedì e sabato all’agrimercato di Via Insorti D’Ungheria, a Campobasso.

 

ORISTANO: IL PROGETTO “ALIMENTAZIONE!  C’È TANTA ENERGIA IN QUEL CHE BUTTI VIA” 

Il giorno sabato 16 novembre 2019 chi si recherà al mercato coperto di Campagna Amica di via degli Artigiani 3 a Oristano avrà l’occasione di scoprire vari e importanti aspetti dello spreco alimentare.

Per tutta la mattinata, operatori del progetto – esperti in buone pratiche – potranno suggerire i migliori metodi per evitare gli sprechi senza penalizzare il gusto e la qualità degli alimenti. L’iniziativa si inserisce nella SERR – Settimana Europea della Riduzione dei Rifiuti 2019.

Il progetto del Comune di Oristano e del CEAS “Aristanis” – il centro di educazione alla sostenibilità con sede presso lo Spazio Giovani – è realizzato in collaborazione con due Associazioni di Promozione Sociale da tempo impegnate sui temi ambientali, “energetica” e “Nel Sinis” e con il finanziamento di Regione Autonoma della Sardegna. Le attività di progetto sono finalizzate a costituire una rete cittadina sensibile ai temi degli sprechi e pronta a intraprendere azioni che lo combattano.

“In questo senso, dice Serafino Mura – responsabile oristanese di Campagna Amica – Coldiretti è da sempre impegnata a valorizzare le produzioni agricole di qualità e a rendere consapevoli i cittadini di quanta fatica, competenze e investimenti richieda il portare sui banchi del nostro mercato alimenti sani e ambientalmente sostenibili”.

Basandosi sui valori medi italiani, lo spreco alimentare ad Oristano vale oltre 8 milioni di euro ogni anno, passando dai mari/campi (€ 500.000 senza considerare le specie neglette di pesce che vengono ributtate a mare perché commestibili ma senza valore economico) alla produzione industriale (€ 600.000) agli sprechi nella distribuzione (€ 750.000): una cifra che rappresenta però solo 1/5 dello spreco totale di cibo perché la quota maggiore è rappresentata dallo spreco alimentare domestico.

È per questo fondamentale sensibilizzare i cittadini sul tema. La lotta agli sprechi si vince in due momenti chiave: l’acquisto e la preparazione dei cibi.
I consumatori dei banchi del Mercato Coperto avranno occasione per conoscere ricette anti-spreco e cogliere il nesso essenziale fra eco-sostenibilità e acquisti consapevoli. Il cibo km0 è sicuramente uno dei pilastri di una spesa ecologicamente valida, se poi è biologico, la scelta è completamente positiva e ricca di premesse utili a combattere inquinamento di acqua, aria, suolo e cambiamenti climatici.

La lotta agli sprechi alimentari produce molti effetti positivi: diminuisce i rifiuti non riciclabili che riempiono le discariche presenti a livello regionale; attenua le situazioni di ingiustizia e disparità sociale, in relazione a situazioni di grave disagio da un lato e consumi eccessivi dall’altro; alleggerisce le spese per lo smaltimento delle eccedenze e dell’invenduto della rete di distribuzione ed evita sprechi di energia e risorse.

Un’ottima ragione per visitare il Mercato Contadino oristanese per chi non l’avesse ancora fatto e la conferma di una buona scelta per chi già lo frequenta con soddisfazione.

Per info, referente di progetto: Rosita Folli cell 339-39.101.86 o rosita.folli@energetica.it

 

SALERNO: ALLESTIMENTI FLOREALI IN VIA ROMA, CONFERENZA STAMPA COMUNE

Venerdi’ 15 Novembre 

Fiori e piante donate e messe a dimora dai florovivaisti Coldiretti Campagna Amica per adornare la passeggiata da piazzetta Santa Lucia a Palazzo di Città. Un allestimento floreale per esaltare la bellezza di via Roma e realizzare il recupero di aiuole e spazi verdi della Città. Coldiretti donerà fiori e piante per sensibilizzare ai valori del rispetto dell’ambiente, dello sviluppo sostenibile e del territorio come luogo di identità e di appartenenza. Venerdì 15 novembre nella Sala del Gonfalone a Palazzo di Città alle ore 11 si terrà una conferenza per illustrare l’iniziativa di Coldiretti Campagna Amica messa in campo con il Comune di Salerno. All’incontro con la stampa parteciperanno: il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, l’assessore al Commercio del Comune di Salerno Dario Loffredo, il direttore Coldiretti Salerno Enzo Tropiano.

 

MILANO: COLDIRETTI APRE LA FIERA DI CODOGNO CON UN SUMMIT SUL MADE IN ITALY

Lunedì 18 novembre 

La Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza inaugura con un giorno d’anticipo sul taglio del nastro ufficiale la 229° edizione della Fiera Autunnale di Codogno con un vertice dedicato ai nuovi scenari dell’export agroalimentare. Infatti, lunedì 18 novembre alle ore 14.00 – spiega la Coldiretti interprovinciale – presso la Sala Vezzulli del quartiere fieristico di via Medaglie d’Oro 1 si parlerà de “Le rotte del Made in Italy” tra sfide e opportunità.

Intervengono: Ettore Prandini, Presidente nazionale di Coldiretti; Alessandro Rota, Presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza; Guido Guidesi, componente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati; Fabio Rolfi, Assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi di Regione Lombardia; Daniele Rama, Direttore dell’Alta Scuola di Economia Agro-Alimentare dell’Università Cattolica. Introduce Francesco Passerini, Sindaco di Codogno e Presidente della Provincia di Lodi.

“Vogliamo fare il punto sugli scenari del Made in Italy agroalimentare nel mondo – spiega Alessandro Rota, Presidente della Coldiretti interprovinciale – e lo facciamo in un territorio che concorre a produrre alcune delle eccellenze del nostro Paese, a cominciare dal latte per il Grana Padano. Parleremo di export e di dazi, ma anche di accordi di libero scambio e del proliferare di prodotti italiani “tarocchi” in giro per il globo”.

Durante la Fiera di Codogno la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza proporrà anche altri appuntamenti nello stand allestito nel Padiglione Commerciale, dove martedì 19 e mercoledì 20 novembre dalle ore 10 sarà visitabile la mostra dei prodotti italiani colpiti dai dazi di Trump. Inoltre, martedì 19, dalle ore 10 alle 14 si terranno i laboratori per i bambini delle scuole elementari sulla pittura con i colori naturali e sull’orto, entrambi a cura della fattoria didattica Floralia di Lodi. Alle ore 16 chiuderà il programma il workshop del patronato Epaca dedicato alle malattie professionali in agricoltura.

Mercoledì 20, infine, dalle ore 10 alle 14 nello stand di Coldiretti Milano, Lodi e Monza Brianza si terrà lo showcooking dei cuochi contadini Domenico Viutti dell’agriturismo Malerba di Bollate e Stefano Correale dell’agriturismo Agrimania di Garbagnate, che prepareranno due risotti con riso Carnaroli: una ricetta sarà a base di zucca e crescenza e una con radicchio e salsiccia.

 

ASTI: LE GIORNATE DEL GRAN BOLLITO MISTO: IL BUE INCONTRA IL CAPPONE

Dal 1 dicembre al 15 dicembre 

Il bue incontra il cappone. Per la prima volta una grande eccellenza piemontese incontra un altrettanto grande eccellenza, per fare ancora più grande un piatto simbolo della nostra regione: il Gran Bollito Misto di Razza Piemontese. Con questi presupposti nascono “Le Giornate del Gran Bollito Misto”. L’iniziativa è di tre amministrazioni comunali dell’Astigiano che organizzano altrettante fiere storiche: la Fiera del Bue e del Manzo di Nizza Monferrato del 1 dicembre, la Fiera storica del Cappone di San Damiano d’Asti dell’8 dicembre e la Fiera del Cappone di Vesime del 14 dicembre. Con il coinvolgimento di Ara Piemonte, Coalvi e Coldiretti Asti, “Le giornate del Gran Bollito Misto: il Bue incontra il Cappone” approderanno anche negli agriturismi e nei ristoranti per una rassegna che andrà dall’1 al 15 dicembre.

Questa mattina, giovedì 14 novembre, alla Coldiretti di Asti è stata presentata l’iniziativa alla presenza dei tre sindaci, Simone Nosenzo (Nizza M.), Davide Migliasso (San Damiano), Pierangela Tealdo (Vesime), degli assessori Domenico Perfumo (Nizza M.) e Flavio Torchio (San Damiano), dei rappresentanti degli allevatori di Cappone, Lucia Canta (San Damiano) e Mirco Tealdo (Vesime), del presidente della pro loco di Vesime, Stefano Diotti, del presidente e del direttore di Coldiretti Asti, Marco Reggio e Diego Furia. “Per la prima volta – ha detto Marco Reggio – un unico progetto di valorizzazione e promozione viene messo a punto con la volontà di trovare una sinergia tra queste tre manifestazioni, in modo da incrementare le potenzialità territoriali ed enogastronomiche dei tre territori. Il progetto mira anche ad agevolare i due tipi di allevamento, tanto prestigiosi quanto impegnativi per gli allevatori e sicuramente meno redditizi di altre attività più massificate”.

L’iniziativa ha anche un aspetto culturale e didattico: le voliere con i migliori esemplari di cappone saranno esposte non solo alle due fiere del cappone di San Damiano e Vesime, ma anche alla fiera del bue e del manzo di Nizza Monferrato, arricchendo così la manifestazione per la gioia di grandi e piccini. Parimenti, nelle altre due manifestazioni, saranno esposti due buoi di razza Piemontese.

Ma sarà sicuramente la specificità dell’eccellenza gastronomica a creare l’interesse maggiore. Sarà riproposta l’altissima qualità dell’antica ricetta del gran bollito misto dove, tra i sette ammennicoli, figurerà dunque il cappone anziché la gallina.

“Le Giornate del Gran Bollito Misto – ha detto Simone Nosenzo – nascono da un’idea dell’assessore Perfumo che, volendo arricchire ulteriormente la nostra Fiera del Bue, ha contattato Coldiretti. Ragionando tutti assieme e dopo un lavoro durato alcuni mesi, siamo approdati a questo incontro con il cappone che siamo sicuri attirerà l’interesse di molti visitatori. Inoltre abbiamo anche previsto un Mercato di Campagna Amica, sistemato accanto al ring con i buoi”.

“Anche noi volevamo rilanciare la nostra Fiera storica del Cappone – ha dichiarato Davide Migliasso -, andando ad arricchire il programma e cercando un maggiore coinvolgimento degli allevatori e del mondo agricolo, vero motore economico del nostro territorio. Siamo lieti di invitare tutti alla “cerimonia di iniziazione” del cappone fra i sette ammennicoli del Gran bollito misto. Per noi sarà l’occasione per ragionare, con uno chef, una dietologa e il servizio sanitario dell’Asl, delle proprietà della carne di cappone e del veicolo promozionale che con esso si può attuare sul territorio”.

“A chiudere la rassegna dei pranzi con il Gran Bollito Misto – ha dichiarato Pierangela Tealdo – spetterà a Vesime, cercando di cogliere le sfumature dei nostri bellissimi territori e anche le differenti tradizioni. Il nostro cappone è bianco, quello di San Damiano è biondo, credo sia la prima volta che assistiamo a questo incontro e sono sicura che, anche grazie al bue, sarà un arricchimento per tutti e sicuramente un gran piacere per i palati”.

Le giornate del Gran Bollito Misto ricomprenderanno, dall’1 al 15 dicembre, una rassegna negli agriturismi Terranostra Campagna Amica e nei ristoranti della zona aderenti all’iniziativa, che proporranno menù con il Gran bollito misto di bue di razza Piemontese con il cappone di San Damiano e/o di Vesime. In questo periodo anche le macellerie locali proporranno i migliori tagli di bue e cappone. Sul sito internet www.mangiofuori.com si potranno trovare tutti i programmi delle manifestazioni e i menù proposti.

“Possiamo dire che oggi si segni una data storica – ha detto Diego Furia in chiusura di conferenza stampa – con la sinergia fra tre manifestazioni e l’avvio di un progetto che mette al centro i nostri allevatori, perché non dobbiamo dimenticare che il nostro territorio ha il riconoscimento Unesco grazie al mondo agricolo che lo ha reso unico. Come unica sarà l’occasione di poter apprezzare il bue grasso con il cappone”.

 

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