COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 10 gennaio 2019

10 gennaio 2019
News La Forza del Territorio del 10 gennaio 2019

Primo piano

 

VENEZIA

NUOVI INVESTIMENTI PER LO ZUCCHERO ITALIANO.

Coltivare barbabietola da zucchero rappresenta ancora un’opportunità da percorrere. E’ quanto è emerso nel corso di un incontro tra Coprob–Italia Zuccheri, unico produttore di zucchero italiano, e le aziende agricole veneziane, svoltosi a Mestre presso la Coldiretti lagunare. Obiettivo è tornare alla ribalta con una filiera dello zucchero tutta italiana.

Si è tenuto oggi presso la sede provinciale di Coldiretti in via Torino 180 a Mestre, l’incontro di Coprob–Italia Zuccheri, unico produttore di zucchero italiano, e le aziende agricole veneziane. Claudio Gallerani presidente di Coprob e Massimiliano Cenacchi direttore agricolo hanno cercato di convincere gli agricoltori che coltivare barbabietola da zucchero rappresenta ancora un’opportunità da percorrere.

Apre l’incontro il direttore di Coldiretti Giovanni Pasquali ricordando che non è stato certo un periodo facile l’ultimo trascorso per questo comparto che ha visto 4 pacchi di zucchero su 5 arrivare dall’estero, mentre la produzione Made in Italy rischia di essere azzerata dalla concorrenza sottocosto di multinazionali francesi e tedesche che hanno colonizzato le nostre industrie, l’ultima Eridania acquistata dalla francese Cristial Union.

Coprob non si arrende e parla oggi di importanti investimenti per tornare alla ribalta con una filiera dello zucchero tutta Italiana.  Tra questi, uno stabilimento che consenta nella fase di pre raffinazione di ottenere uno zucchero grezzo da questo gennaio in distribuzione nella GDO, il primo in Europa ottenuto da barbabietole 100% italiane coltivate nelle campagne vicine, Italia Zuccheri ha ideato un processo che attraverso la temperatura e la pressione è in grado di preservare le sostanze presenti nel succo madre della barbabietola, ottenendo così uno zucchero grezzo dall’aroma delicato senza coloranti (non come avviene con gran parte dello zucchero di canna in commercio).

Molta attenzione sarà riservata alla coltivazione di barbabietole biologiche con 1300 ettari su 33.000 totali dedicati ad una bieticoltura 4.0 di precisione con sostegno alla ricerca e innovazione. Si è parlato di sperimentazioni grazie alla selezione genetica no ogm ma tra incroci di varietà della stessa specie consentendo di far fronte alle malattie della pianta senza utilizzare molecole chimiche. Non solo, le erbe infestanti si potranno combattere con la meccatronica, piccoli robottini che funzionano con pannelli solari nel massimo rispetto dell’ambiente. Tutto questo per garantire una filiera dedicata alla coltivazione di barbabietola da zucchero all’insegna della qualità. Si stanno stringendo accordi grazie alla Filiera Italia con attori dell’agroindustria come Barilla, Ferrero e Mc Donald e altri.

“Chiediamo alla politica massima attenzione rispetto alla nostra realtà che difende il vero agroalimentare italiano coinvolgendo 3300 aziende in 7 regioni d’Italia e generando 200milioni di euro che rimangono nel nostro territorio ogni anno- afferma il presidente di Coprob Claudio Gallerani.- chiediamo alle istituzioni che ci sia attenzione verso la qualità messa in campo dagli agricoltori italiani garantendo loro degli aiuti accoppiati 700€/ha con pagamento anticipato e dare continuità alla filiera bieticolo saccarifera italiana con 100€/ha per la promozione dello zucchero italiano”.

Il direttore agricolo di Coprob Massimiliano Cenacchi sottolinea anche l’aspetto agronomico della coltivazione della bietola “si tratta di una coltura da rinnovo e rafforzando e incentivando il suo inserimento nella rotazione agraria si sfrutterebbero gli effetti benefici sulla fertilità del terreno. Con questo approccio sistemico gli agricoltori possono adottare pratiche di coltivazione più attente all’ambiente, gestendo l’uso delle risorse idriche e dei fertilizzanti. E provato inoltre che i cereali coltivati a rotazione dopo la barbabietola abbiano una qualità molto elevata senza contare che 1 ettaro di bietole capta CO2 come 1 ettaro di bosco”.

L’obiettivo è quello di garantire agli agricoltori un prezzo minimo di € 42,00 per t. Cerchiamo di trovare nuove soluzioni per superare una fase molto delicata che ha visto molte aziende abbandonare la coltura della barbabietola – conclude il presidente di Coldiretti Venezia Andrea Colla  – fondamentali sono i contratti di filiera per sostenere l’italianità delle produzioni e ridurre la dipendenza dall’estero e continuare nella promozione verso i consumatori che scegliendo il prodotto italiano scelgono un prodotto di qualità, sostenibile  premiando la capacità imprenditoriale, garantendo occupazione e rilevanza economica”.

 

 

Dal territorio

 

PIEMONTE, DAZI: BENE REINTRODUZIONE CLAUSOLA, MA ANCHE SU RISO NON LAVORATO

Finalmente l’Unione Europea cambia rotta e fa scattare dalla prossima settimana i dazi nei confronti delle importazioni di riso proveniente dalla Cambogia e dalla Birmania. Lo rende noto Coldiretti nell’esprimere soddisfazione per l’avvio da parte della Commissione Ue della procedura di approvazione che, salvo colpi di scena, si concluderà mercoledì 16 gennaio 2019, a seguito dell’adozione del regolamento con procedura scritta per l’entrata in vigore il giorno successivo la pubblicazione.

Viene, in particolare, previsto un periodo di reintroduzione dei dazi solo sul riso indica lavorato per un periodo non superiore a tre anni, con un valore scalare dell’importo stesso da 175 euro a tonnellata nel 2019, 150 euro a tonnellata nel 2020 e 125 euro a tonnellata nel 2021; una proroga è possibile ove sia giustificata da particolari circostanze.

“Potrebbe così concludersi una vicenda che dura da troppo tempo: sono, infatti, oltre 5 anni che la nostra Organizzazione si è mobilitata ed il Governo italiano, su nostra sollecitazione, ha formalmente avviato il 16 febbraio 2018 la richiesta alla Commissione europea per il ripristino dei dazi”, spiega Paolo Dellarole presidente di Coldiretti Vercelli e Biella con delega al settore risicolo.

“Si tratta del risultato del lavoro e delle mobilitazioni di Coldiretti, come l’evento a Vercelli dello scorso 18 novembre e l’incontro a Bruxelles del 19 novembre, che hanno portato a riconoscere il danno economico dovuto ai volumi di importazioni di riso. Per troppo tempo sono stati, oltretutto, violati i diritti umani ed il riso importato è frutto di soprusi, violenze e sofferenze generate da interessi politici ed economici delle multinazionali. Chiediamo, però, che la clausola riguardi non solo il riso indica lavorato, ma anche quello non lavorato – commentano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. E’ ora, quindi, di dire basta e dare nuovo impulso all’economia risicola del territorio visto che la nostra è quella con i numeri maggiori a livello produttivo con 117 mila ettari, 8 milioni di quintali di produzione e quasi 1900 aziende”.

 

PUGLIA, CONSORZI BONIFICA: NO AD ULTERIORI GABELLE SENZA PIANO DI RISANAMENTO

“Domani non parteciperemo alla riunione convocata dal Commissario Straordinario Unico dei Consorzi di Bonifica Arneo, Stornara e Tara, Terre d’Apulia, Ugento Li Foggi. Per Coldiretti Puglia non è neppure pensabile di affrontare le questioni attinenti l’emissione dei ruoli di bonifica 2016, 2017, 2018, se prima non verrà dato corso alle promesse. L’epoca della politica degli annunci è tramontata definitivamente. Oggi Coldiretti Puglia si aspetta solo fatti”, annuncia Savino Muraglia, Presidente di Coldiretti Puglia. “In numerosi contesti e occasioni, ultima in ordine di tempo la mobilitazione dinanzi al Consiglio regionale del 4 dicembre scorso, l’Assessore all’Agricoltura Di Gioia ha nuovamente dichiarato – ricorda il Presidente Muraglia – che sarebbero stati destinati 14 milioni di euro del Patto per il Sud al Consorzio di Bonifica del Centro – Sud per riavviare le manutenzioni e sgravare i consorziati di oneri per opere di bonifica al palo da 15 anni. Niente benefici, niente costi”.

Sul tema Coldiretti Puglia annuncia una mobilitazione che assumerà toni aspri, considerato che la vicenda si sta trascinando senza soluzione da troppo tempo, prendendo derive che in questo momento il mondo agricolo non può permettersi di sopportare.

“E’ tecnicamente e oggettivamente impossibile dare corso agli adempimenti della Legge regionale n. 1 del 2017 se prima non vi è chiarezza – incalza il Vicepresidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo – circa la dotazione finanziaria di cui il Commissario Unico potrà disporre che non può essere certamente recuperata dalle tasche degli agricoltori pugliesi”. Coldiretti Puglia ritiene obbligati i passaggi utili a “riconsegnare l’attività del costituendo Consorzio di Bonifica del Centro – Sud all’autogoverno del mondo agricolo – conclude il Presidente Cavallo – stanziando risorse da parte della Regione Puglia per fronteggiare la debitoria pregressa per 5 anni, revisionando i piani di classifica, coprendo le spese di personale che andrà riorganizzato e riavviando le necessarie manutenzioni”.

 

MANTOVA, CIBO: BENE CONFCOMMERCIO, AGRIBAG TERRANOSTRA DAL 2016

Coldiretti Mantova plaude all’iniziativa di Fipe-Confcommercio Mantova sul “Rimpiattino”, il contenitore per il cibo che avanza al ristorante. Il circuito degli agriturismi di Terranostra Mantova, che aderisce a Coldiretti, dal 2016 ha dato avvio alla campagna “Spreco zero”, presentato alla Millenaria di Gonzaga di tre anni fa, che prevede appunto la consegna a fine pasto di una “Agribag”, un contenitore per alimenti dal design accattivante con il quale i clienti degli agriturismi potranno portarsi a casa ciò che rimane di colazioni, merende, pranzi e cene.

“Si tratta di una soluzione educativa contro lo spreco di cibo, che sta avendo successo – commenta Giuseppe Groppelli, presidente di Terranostra Mantova -. Chi viene in agriturismo cerca un’esperienza che mette al centro la campagna, i suoi prodotti, i cibi della tradizione e molto spesso condivide l’impostazione etica della cucina contadina, fatta di genuinità, di prodotti locali a chilometri zero, di ricette che fanno parte della cultura culinaria di un territorio e di una forte attenzione a contenere gli sprechi alimentari”.

Bene, dunque, che lo stesso atteggiamento di rispetto verso il cibo sia condivisa anche dai ristoranti di Confcommercio Mantova. La lotta allo spreco passa attraverso buone pratiche lungo la filiera e soprattutto in cucina. L’Osservatorio Waste Watcher dell’Università di Bologna stima in 100 grammi al giorno lo spreco pro capite di cibo, pari a circa 8,5 miliardi di euro l’anno potenzialmente recuperabili.

Gli sprechi alimentari – spiega Coldiretti – sono persi per il 54% al consumo, per il 21% nella ristorazione, per il 15% nella distribuzione commerciale, per l’8% nell’agricoltura e per il 2% nella trasformazione.

La Fondazione Campagna Amica ha presentato le misure per ridurre gli sprechi di cibo nelle nostre case attraverso un decalogo estremamente utile, sintetizzato di seguito: 1. Fai la lista della spesa; 2. Procedi con acquisti ridotti e ripetuti nel tempo; 3. Preferisci le produzioni locali e compra nei mercati a km 0; 4. Controlla sempre l’etichetta; 5. Prendi la frutta con il giusto grado di maturazione; 6. Chiedi la family bag al ristorante per consumare a casa gli avanzi; 7. Acquista seguendo la stagionalità dei prodotti; 8. Non tenere insieme i cibi che consumi in tempi diversi; 9. Separa le diverse varietà di frutta e verdura; 10. Cucina con gli avanzi ricette antispreco.

 

UMBRIA, 5 MILA A LETTO: I CONSIGLI PER UNA DIETA ANTI MALANNI

Sono oltre 5.000 gli umbri colpiti dall’influenza nella prima settimana di gennaio, mentre il conto totale degli italiani ammalati ammonta circa a 1.800.000 dall’inizio della sorveglianza. È quanto emerge da un’elaborazione della Coldiretti Umbria su dati dell’Istituto Superiore di Sanità. Nella prima settimana del 2019 – sottolinea Coldiretti – in Umbria la fascia di età maggiormente colpita è quella dei bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un’incidenza pari a 22,91 casi per mille assistiti, mentre nella fascia 5-14 anni l’incidenza è di 9,34 per mille assistiti, nei giovani-adulti (15-64 anni) è di 1,38 e negli anziani di 0,71 casi per mille assistiti. Secondo il rapporto aggiornato InfluNet comunque, nella prima settimana del 2019, il livello di incidenza è inferiore a quello della scorsa stagione.

Secondo Coldiretti, aumentare le calorie consumate, iniziando la mattina con latte, miele o marmellata e portando poi a tavola soprattutto zuppe, verdure, legumi e frutta, aiuta a rafforzare con l’apporto di vitamine le difese immunitarie dal rischio dell’insorgenza dell’influenza favorita dal freddo.

Oltre a frutta e verdura ricca di antiossidanti nella dieta per sconfiggere l’influenza non devono mancare – continua Coldiretti – latte, uova e alimenti ricchi di elementi probiotici quali yogurt e formaggi come il parmigiano e, per alcuni esperti, anche il miele e l’aglio, che contiene una sostanza, l’allicina, particolarmente attiva nella prevenzione.

Fondamentale – sottolinea Coldiretti – è assumere verdure di stagione, soprattutto quelle ricche di vitamina A (spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, carote, broccoletti, ottimi anche cipolle e aglio possibilmente crudi per la valenza antibatterica non indifferente) perché danno il giusto quantitativo di sali minerali e vitamine antiossidanti. Nella dieta – prosegue Coldiretti – non vanno trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave secche) perché contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l’organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità intestinali. Per la frutta – evidenzia Coldiretti – di grande importanza per il contenuto di vitamina C, è il consumo di frutta di stagione come i kiwi, clementine e arance rigorosamente italiane per evitare che i trasporti ne riducano il contenuto vitaminico.

Va anche ricordato che in un soggetto normale l’assunzione di proteine deve essere compresa tra 0,8-1,3 grammi di proteine per chilo di peso corporeo, per cui – conclude Coldiretti – una buona dose di carne nella dieta non può fare che bene.

 

MATERA, ALDO MATTIA DIRETTORE AD INTERIM DELLA FEDERAZIONE PROVINCIALE

Cambio al vertice della direzione provinciale della Coldiretti di Matera. Aldo Mattia, attualmente direttore regionale della confederazione agricola lucana, assume l’incarico ad interim, dopo che l’attuale direttore, Francesco Manzari andrà a ricoprire la medesima funzione alla Coldiretti provinciale di Lecce. L’insediamento di Mattia è avvenuto nel corso di un incontro nella sede materana di Coldiretti, alla presenza, tra gli altri, del presidente provinciale, Gianfranco Romano. “Ringraziamo Manzari per l’importante lavoro svolto in questi anni – fa sapere Coldiretti Basilicata– e al tempo stesso esprimiamo soddisfazione per l’importante ruolo che andrà a svolgere. Il nostro lavoro nella Città dei Sassi proseguirà con sempre maggiore impegno, anche in vista dell’importante anno che Matera si accinge a vivere”.

 

ALESSANDRIA, AL VIA LEZIONI DA METÀ FEBBRAIO: VUOI DIVENTARE FATTORIA DIDATTICA?

Sarà il territorio il fil rouge del nuovo percorso formativo per chi vuole diventare fattoria didattica. Le lezioni, per 60 ore complessive, partiranno a metà febbraio e si svolgeranno sia in aula, nella sede provinciale di Coldiretti Alessandria, che nelle aziende didattiche operanti sul territorio nelle giornate di martedì e mercoledì: al termine verrà rilasciata l’abilitazione e l’iscrizione all’Albo Regionale del Piemonte delle fattorie didattiche.

A spingere Terranostra e Inipa Alessandria ad organizzare un nuovo corso base di formazione è stato il crescente interesse verso queste nuove forme di didattica e di attività collaterali all’azienda agricola. “Oggi un’azienda agricola didattica si deve fare soprattutto portavoce di quei valori importanti che legano le produzioni alla rintracciabilità, i prodotti alla biodiversità nel rispetto dell’ambiente, della dignità del mondo agricolo e della preservazione delle tradizioni, usi e costumi. – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – Ecco che allora, inserite nel programma didattico, vi sono anche importanti cenni a questi argomenti oltre al marketing promozionale, alla comunicazione, ed alla normativa vigente”.

Diventare oggi Fattoria Didattica non vuole dire, però, solo lavorare con il mondo della scuola ma, poter permettere all’agricoltore di trasmettere a 360° il suo sapere. “L’Enoturismo, il Turismo Esperienziale, l’Agricoltura Sociale, le Vacanze Verdi, i Campus Estivi… sono nuove forme di attività connessa all’azienda agricola, praticate oggi, attraverso l’abilitazione di operatore di Fattoria didattica. – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo – La fattoria didattica, è un luogo di pedagogia attiva, con una proposta formativa che si ispira ad una visione pratica dell’apprendimento, basato sull’osservazione e la scoperta, grazie a strutture adeguate e ad operatori specificatamente formati, grazie ai quali il visitatore ha la possibilità di mettersi in rapporto con l’agricoltura nelle sue molteplici sfaccettature”.

Le aziende agricole interessate a frequentare il corso possono contattare la Segreteria di Inipa allo 0131.235891 oppure per informazioni rivolgersi alla Segreteria di Terranostra al numero 3357535911.

 

MANTOVA; BANDO INAIL: 2018, IMPRESE MANTOVANE LEADER CON 31% FONDI ASSEGNATI

Dall’Inail 35 milioni di euro per le imprese agricole e i giovani agricoltori per la sicurezza, la riduzione di emissioni inquinanti, del livello di rumorosità o del rischio infortunistico, ma anche la competitività e la sostenibilità in agricoltura. Le domande – informa Coldiretti Mantova – potranno essere inserite nel portale dell’Inail dall’11 aprile al 30 maggio prossimi e dal 6 giugno verrà pubblicata la data per l’inoltro on-line delle domande, il cosiddetto “Click Day”.

Per la Lombardia – rende noto Coldiretti Mantova – sono stati messi a disposizione 1.943.421, suddivisi tra la generalità delle imprese agricole (per 1.726.724 €) e i giovani agricoltori con meno di 40 anni (216.697 €). Lo scorso anno il bando Isi-Inail mise a disposizione per le imprese agricole lombarde 3.112.790 €; un taglio che inevitabilmente ridurrà il numero di domande ammissibili a finanziamento.

Contributi in conto capitale. Il contributo, in conto capitale, è pari al 40% dell’importo dei costi ammissibili per l’asse 5.1 (generalità delle imprese agricole) e del 50% per l’asse 5.2 (giovani agricoltori), entrambi al netto dell’Iva e fino a un massimo erogabile di 60.000 euro. Il contributo minimo erogabile è di 1.000 € e gli aiuti non sono in regime de minimis.

Interventi ammissibili. Il progetto può prevedere l’acquisto al massimo di due beni, costituiti da: un trattore agricolo o forestale più una macchina agricola o forestale dotata o meno di motore proprio; una macchina agricola o forestale dotata di motore proprio più una macchina agricola o forestale non dotata di motore proprio; due macchine agricole o forestali non dotate di motore proprio.

Progetti successivi al 30 maggio 2019. Le spese ammesse a finanziamento devono essere riferite a progetti realizzati o in corso di realizzazione successivamente alla data del 30 maggio 2019.

Per informazioni. Referenti per Coldiretti Mantova sono Elena Poltronieri (elena.poltronieri@coldiretti.it, 0376/375382) e Alice Manfredini (alice.manfredini@coldiretti.it, 0376/375381).

Mantova leader nel 2018. Di 61 domande lombarde ammesse al bando, 17 sono state proposte da imprese agricole mantovane e, fra queste, ben nove sono state inoltrate tramite Coldiretti Mantova. Complessivamente, il budget ottenuto dalle aziende mantovane è stato pari al 30,8% dei fondi regionali – ricorda Coldiretti Mantova – per oltre 1 milione di euro.

 

SALERNO: EMERGENZA CINGHIALI, DARE ATTUAZIONE A PIANO GESTIONE REGIONE

“I cinghiali rappresentano un pericolo per le imprese agricole, ma anche per la sicurezza dei cittadini. L’avvistamento di un branco di cinghiali in piena zona abitata a Mercato San Severino, nella Valle dell’Irno, preoccupa perché conferma una presenza sempre più massiccia di ungulati su tutto il territorio provinciale”. Vito Busillo, presidente di Coldiretti Salerno, riporta l’attenzione sull’emergenza cinghiali. “Ci auguriamo si dia immediata attuazione al Piano cinghiali della Regione Campania. Ormai non è più possibile procrastinare, i selvatici sono diventati un pericolo e non solo per le imprese agricole che pagano i danni maggiori. L’escalation dei danni e degli incidenti è il risultato dell’incontrollata proliferazione degli animali selvatici. È necessario censire le zone e le strade più a rischio e lavorare sul contenimento faunistico e la riduzione del numero di ungulati”.

 

PIEMONTE, TESTO UNICO AGRICOLTURA: ORA PASSARE IN TEMPI RAPIDI ALL’ATTUAZIONE 

Il Consiglio regionale ha approvato la nuova Legge quadro sull’agricoltura e lo sviluppo rurale. La legge abroga 35 delle attuali 45 leggi vigenti, oltre a numerosi articoli di altri provvedimenti. Le principali novità riguardano, in particolare, l’agricoltura sociale, la Banca della Terra e la messa in disponibilità dei terreni incolti, la digitalizzazione, l’attenzione al paesaggio agrario e all’ambiente, il sistema irriguo, l’ospitalità rurale.

“Dopo quarant’anni dalla legge regionale sull’agricoltura, era utile un riordino della normativa e, soprattutto, uno snellimento anche per stare al passo con le novità presenti nelle politiche nazionali ed in quelle europee – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Durante le varie fasi, abbiamo lavorato e proposto osservazioni che sono state recepite all’interno del Testo. Ora, però, non basta: è necessario, al fine di mettere veramente in campo le novità previste, passare alla fase attuativa. Auspichiamo, quindi, che l’iter possa essere il più breve possibile per passare concretamente dalle parole ai fatti”.

 

NUORO-OGLIASTRA, ARRIVA IL LUNARIO CON LE RICETTE PER CURARSI A TAVOLA

Dodici mesi di buon cibo, di ricette sane e tradizionali. E’ il Lunario 2019 realizzato dalla Farmacia Dinamica in collaborazione con Coldiretti e Campagna Amica Nuoro Ogliastra. Si tratta di un calendario ispirato alla realtà culinaria sarda, un ricettario salutista che incoraggia l’uso di erbe spontanee e di aromi antichi, dai legumi alle bacche, alle produzioni biologiche serie e certificate, con l’intento di ripercorrere le abitudini di una cucina semplice e sana, rivisitate in chiave moderna.

“Un progetto che abbiamo condiviso con entusiasmo – dichiara il direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra Alessandro Serra – perché riflette la nostra filosofia e valorizza il saper fare delle nostre campagne, quella legata al territorio che rispetta l’ambiente e lavora in simbiosi con la stagionalità”.

Il calendario riprende ricette antiche, spesso dimenticate, una cucina sana in cui si valorizzano le eccellenze locali, ma anche prodotti oggi ignorati ma dai grandi valori nutrizionali. Per la realizzazione del Lunario sono state coinvolte due ricercatrici, Maria Luisa Careddu e Maria Annunziata Giannotti, esperte di letteratura sarda, con una profonda inclinazione verso la buona cucina.

“E’ un progetto che dà risalto alla correlazione tra nutrizione e salute valorizzando le eccellenze enogastronomiche sarde – spiega Pietro Daddi, farmacista di Nuoro e tra gli ideatori del Lunario -. Si evidenzia che l’alimentazione è elemento fondamentale nella prevenzione di numerose condizioni patologiche. Sono presenti 12 piatti della salute, ricette povere ma ricche dal punto di vista nutrizionale”.

Il Lunario è stato stampato in 10mila copie e sarà distribuito nelle 13 farmacie che fanno parte del network Farmacia dinamica. “Lo distribuiamo anche nei nostri mercati di Campagna Amica – dice il presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra Leonardo Salis – e abbiamo coinvolto anche i nostri agriturismo in quanto il progetto è in linea con i menù che rispettano la stagionalità proposti dai nostri cuochi contadini, dove le ricette tradizionali hanno ritrovato vita e futuro”. Il progetto comprende anche un raccoglitore dando la possibilità di archiviare le 12 ricette.

 

CUNEO, LUPI: QUARTO ATTACCO IN UN MESE A PAROLDO MA IL PIANO LUPI È LATITANTE

Non c’è pace per gli allevatori di ovini dell’Alta Langa. A Paroldo un gregge di pecore delle Langhe è stato nuovamente aggredito da lupi, una decina i capi uccisi. “È il primo attacco dell’anno, ma il quarto in meno di sei mesi, a pochi passi da casa – denuncia l’allevatore Claudio Adami -. In totale abbiamo perso una trentina di pecore, un gravissimo danno per la nostra azienda dal punto di vista economico, oltre che un danno per il territorio, considerando che sono rimasti soltanto 2.000 capi di pecore delle Langhe”.

La situazione è insostenibile e, in assenza delle necessarie contromisure, non può che continuare a peggiorare, come dimostrano i sempre più frequenti avvistamenti di lupi nelle vallate e nelle vicinanze dei centri abitati.

“La sopportazione delle nostre aziende che, con tanti sacrifici, hanno investito nella zootecnia ha superato il limite del tollerabile – dichiara Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo -, per questo risollecitiamo con forza il Governo perché riprenda in mano il Piano di gestione dei lupi, di cui si è già tanto discusso, e giunga finalmente ad una rapida messa a punto e attuazione, come già accade sui versanti francesi delle nostre Alpi”.

“In assenza di un Piano Lupi che metta i nostri allevatori nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro – aggiunge Moncalvo -, corriamo il serio pericolo di trovarci nella condizione paradossale di studiare, tra non molti anni, un ‘Piano Pastori’ per ripopolare le nostre montagne: sono loro, gli allevatori, a rischiare l’estinzione”.

Il Piano Lupi fornirebbe il quadro normativo essenziale per mettere in campo misure concrete a tutela dell’attività pastorizia, fondamentale per il presidio delle nostre montagne, contro spopolamento e degrado, e per la tenuta di antiche tradizioni contadine, alla base di tante eccellenze dell’agroalimentare cuneese. Come il pregiato Murazzano DOP, prodotto proprio con latte di pecora delle Langhe.

 

ORISTANO, FAUNA SELVATICA: I CINGHIALI CONTINUANO A CAUSARE INGENTI DANNI

Sono ormai numerose le specie della fauna selvatica che causano seri danni all’ attività degli agricoltori e allevatori oristanesi. Una problematica che Coldiretti Oristano   segue con attenzione ormai da anni in considerazione della estrema rilevanza e impatto sul territorio.

Cinghiali, nutrie, cornacchie, storni sono le specie che creano i maggiori disagi nei campi. Le lamentele dal territorio (mai venute meno) ripartano con vigore in questi giorni con le segnalazioni delle attività distruttive dei cinghiali nel Comune di Cabras. Con una pressione degli animali cresciuta negli anni a dismisura non diffusione incontrollata, gli agricoltori segnalano continui e ingenti danni alle colture poliennali, alle ortive, alle foraggere e ai cereali. Un recente incontro tra l’amministrazione civica, le aziende agricole di Cabras e i rappresentanti di Coldiretti, ha evidenziato un problema in continuo aumento.

Più volte Coldiretti Oristano ha sollecitato le Istituzioni Regionali ad istituire tavoli di lavoro e ad avviare iniziative atte ad affrontare con piani organici strutturati ed efficienti la questione della fauna dannosa. Spesso con richieste e missive indirizzate direttamente agli Assessori Regionali all’ Ambiente Spano e all’Agricoltura Caria. Con un duplice obiettivo: evitare, dove possibile, il semplice abbattimento delle specie attivando misure alternative efficaci e chiedendo il giusto indennizzo per i danni causati alle imprese agricole e zootecniche.

Riguardo ai cinghiali, che rappresenta un problema regionale, nazionale ed europeo, la pressione in vari territori ormai non è più sostenibile per le attività di agricoltori e allevatori. Occorre attivare piani di contenimento mirati anche alla cattura e diminuzione della specie, in considerazione del fatto, che, oltre agli abbattimenti della stagione venatoria, la specie non possiede grandi antagonisti atti ad incidere in modo rilevante sui numeri.

Tuttavia -rimarca Gianni Ferrari, presidente della sezione Coldiretti di Cabras- occorre intervenire in modo organico. Serve un monitoraggio della specie in tutto i territorio oristanese per comprendere, finalmente, i numeri reali degli animali e, conseguentemente, intervenire nelle aree con maggiore pressione, anche con deroghe sulla tempistica della caccia e sulle superfici interessate.

Su questa e le altre tematiche inerenti i nocivi – evidenziano il Presidente e il vice direttore Coldiretti Giovanni Murru e Emanuele Spanò – auspichiamo ancora un confronto risolutivo per le varie questioni. Riteniamo urgente un confronto con associazioni agricole, agricoltori, esperti e istituzioni regionali per definire una strategia efficace sulla problematica.

Occorre attivare un percorso virtuoso ed articolato – concludono i dirigenti Coldiretti – dove gli abbattimenti sono solo un tassello di un piano teso a salvaguardare le produzioni essenziali per l’economia della nostra provincia e per contribuire al ripristino di un equilibrio ambientale, in molti ambiti evidentemente compromesso.

 

 

Appuntamenti

 

CREMONA: AGRUMI E MIELE IN PRIMO PIANO PER UN INVERNO NEL SEGNO DELL’ENERGIA

Domenica 13 gennaio

Sarà un anno all’insegna della bontà e della genuinità. Lo promette Campagna Amica Cremona, che domenica 13 gennaio dà avvio al 2019 in piazza Stradivari a Cremona con una mattinata (dalle ore 8 alle 13) nel segno del vero made in Italy. 

Ci sarà il mercato degli agricoltori, con i cibi – genuini, di stagione, dall’origine garantita – portati in piazza direttamente da chi li produce. Con le eccellenze di stagione made in Lombardia (dai formaggi ai salumi, dal miele ai prodotti da forno, e poi vino, riso, l’ortofrutta di stagione, i prodotti a base di lumache, uova, pasta) e con alcune aziende ospiti da altre regioni d’Italia. Nel salotto di Cremona arriverà l’oro della Sicilia, con arance, mandaranci, limoni, cedri e pompelmi garantiti direttamente e personalmente dagli agricoltori siciliani. 

In primo piano, accanto agli agrumi, ci saranno altre eccellenze che non possono mancare nella nostra dieta, per affrontare il rigore invernale, garantendo benessere ed energia. Come i prodotti dell’apicoltura: “Insieme ai nostri mieli, domenica porteremo in piazza l’alveare fotografico, per raccontare la vita delle api e i loro straordinari prodotti. Come miele e propoli, perfetti per affrontare l’inverno” spiega Irene Pavesi, giovane “allevatrice di api”. 

La giornata si pone nell’ambito del bando “Le quattro stagioni di Cremona”, con il patrocinio del Comune. “Siamo felici di aprire il nuovo anno di Campagna Amica in piazza Stradivari. Sarà l’occasione per distribuire ai cittadini il calendario con tutte le uscite dell’anno – evidenziano gli agricoltori di Coldiretti Cremona –. Aspettiamo come sempre tanti bambini: per tutti loro ci sarà la consueta “area-fattoria”, dove scoprirsi piccoli agricoltori”. 

E mentre i bimbi si dedicheranno ai trattori, ai genitori – come a tutti gli appassionati del vero Made in Italy – sarà chiesto di prendere parte, con una firma, alla petizione “EatORIGINal – Unmask your food”, l’Iniziativa Europea dei Cittadini, promossa da Coldiretti-Campagna Amica insieme ad altre nove organizzazioni, per estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti.

Nello specifico – sottolinea Coldiretti Cremona – questa proposta d’iniziativa dei cittadini si prefigge di rendere obbligatoria l’indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’Ue. La petizione chiede di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare, a difesa della salute dei cittadini e del lavoro degli agricoltori italiani. Il sito per sottoscrivere l’iniziativa è: www.eatoriginal.eu.

 

TERAMO: IL MERCATO DI CAMPAGNA AMICA PROTAGONISTA NELLA NOTTE DEI LICEI

Venerdì 11 gennaio

Promozione del made in Italy con particolare riferimento alle tipicità teramane in occasione della notte dei Licei, che torna domani dalle 18 alle 24 nel Melchiorre Delfico di Teramo in contemporanea con 433 licei di tutta Italia.

Nell’istituto teramano, si accenderanno i riflettori anche sui produttori del Mercato di Campagna Amica, recentemente inaugurato a Teramo in via Roma, che saranno ospiti per una degustazione delle produzioni più importanti e tradizionali del territorio abruzzese. Dal pecorino ai salumi teramani con un occhio di riguardo alle farine antiche e alla pasta con cereali locali, passando per l’olio extravergine, vino e birra rgorosamente agricola. I 23 produttori del mercato di via roma – coadiuvati dagli agrichef teramani di Campagna amica – racconteranno la storia delle tipicità con assaggi e degustazioni per far conoscere ai cittadini le bontà e le caratteristiche delle campagne locali. “Una occasione molto importante – spiega la presidente di Teramo Emanuela Ripani – che ci vede protagonisti per ribadire l’importanza della valorizzazione della filiera corta e del lavoro degli agricoltori”.

Con l’occasione saranno anche allestiti dei banchetti per la raccolta firme “Eat original: unmask your food” (stop al cibo anonimo). Si tratta di una Iniziativa dei cittadini europei (ICE) promossa da Coldiretti a Bruxelles insieme ad altre nove associazioni con lo scopo di convincere l’Europa ad estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti. “Nello specifico – sottolinea il direttore regionale di Coldiretti Giulio Federici – questa proposta d’iniziativa dei cittadini si prefigge di rendere obbligatoria l’indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’UE”.

 

MANTOVA: BENESSERE SUINI, CORSO DI FORMAZIONE COLDIRETTI-ISTITUTO SPALLANZANI

Venerdì 11 gennaio

Un pomeriggio di approfondimento domani col benessere animale per i suinicoltori associati a Coldiretti Mantova. L’appuntamento, organizzato in collaborazione con l’Istituto Spallanzani, è per domani, venerdì 11 gennaio (dalle ore 14), nella sede centrale dell’organizzazione agricola in via Verri 33, al Boma.

Sotto la lente, in particolare, la prevenzione del taglio della coda e l’abbattimento di emergenza, nell’ottica di proseguire sulla strada dell’animal welfare, che vede Coldiretti e gli allevatori in prima fila da tempo.

Docenti del corso, gratuito e al termine del quale verrà rilasciato un attestato di partecipazione certificato e rilasciato dall’Istituto Spallanzani, saranno gli esperti del Dipartimento Veterinario dell’Ats Val Padana: Vincenzo Traldi, Gianluca Ziminiani, Giovanna Saggiani, Elisa Garbellini. Tra gli argomenti che saranno affrontati non mancheranno gli aspetti normativi legati alla protezione degli animali negli allevamenti, alla protezione dei suini, alle procedure contemplate dal Piano nazionale e dal regolamento comunitario 1099/2009.

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