COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio dell’8 aprile 2020

8 Aprile 2020
News La Forza del Territorio dell’8 aprile 2020

Primo piano

 

TOSCANA

CORONAVIRUS: PIANO SALVA STALLE CON COLDIRETTI LAZIO

Alleanza tra Coldiretti Toscana e Lazio che hanno lanciato un percorso condiviso per scongiurare manovre speculative e riduzioni unilaterali del prezzo del latte alla stall

 

Un ‘piano salva stalle’ per sostenere gli allevatori in crisi di vendita e liquidità a causa dell’emergenza Coronavirus. E’ l’obiettivo dell’alleanza tra Coldiretti Toscana e Lazio che hanno lanciato un percorso condiviso per scongiurare manovre speculative e riduzioni unilaterali del prezzo del latte alla stalla che arrecherebbero ulteriore danno agli allevatori, già in grave difficoltà a causa dei danni economici indiretti provocati dalla pandemia.

“Consapevoli del blocco del canale Ho.Re.Ca con la chiusura di ristoranti, bar e pizzerie, ci siamo adoperati fin da subito a trovare risorse utili a supportare i diversi settori agroalimentari, tanto che negli interventi del Fondo Indigenti del decreto Cura Italia, sono presenti 14milioni di euro a favore di formaggio pecorino garantito 100% italiano. Si tratta di un primo risultato emergenziale fondamentale per dare liquidità al sistema”, scrivono i presidenti di Coldiretti Toscana e Lazio, rispettivamente Fabrizio Filippi e David Granieri in una lettera ai trasformatori.

“Ci arriva evidenza che alcuni caseifici stanno intraprendendo percorsi da scoraggiare – lanciano l’allarme i presidenti Filippi e Granieri – perché oggi più che mai occorre che ogni parte della filiera si impegni a lavorare insieme per trovare le soluzioni utili ad uscire dall’emergenza, evitando di scaricare esclusivamente sulle imprese agricole le tensioni del mercato, perché risulterebbe il modo più crudo per affossare il made in Italy”.

Si tratta di un patrimonio zootecnico – aggiunge Coldiretti – che conta 366.521 ovini in Toscana e 750.529 nel Lazio che va salvaguardato anche e soprattutto in questo momento di criticità.

“Fin dall’inizio dell’emergenza in accordo con le forze dell’Ordine è stato costruito un sistema di raccolta dati – continuano nella lettera i presidenti Filippi e Granieri – finalizzato a smascherare eventuali speculazioni nei diversi settori, che sta dando i primi risultati, così come abbiamo chiesto che vengano resi noti i nomi degli importatori di latte straniero e le quantità di latte e cagliate congelate importati. Siamo convinti che si possano adottare altri strumenti per aiutare la filiera e, così come ci siamo attivati noi, saremo attenti ad accogliere ogni suggerimento, anche per tracciare percorsi comuni a tal proposito”. Plauso di Coldiretti Toscana e Lazio a quanti del mondo dell’industria casearia e della trasformazione hanno deciso di non ridurre il prezzo del latte, una decisione che Coldiretti ritiene coraggiosa, patriottica e lungimirante in un periodo storico assolutamente surreale e di difficile gestione finanziaria ed ecomonica.

Per sostenere la filiera “abbiamo avviato una campagna di comunicazione – ricordano nella lettera i presidenti Flippi e Granieri – rivolta sia alla grande distribuzione che ai consumatori, per l’acquisto e il consumo di prodotti della filiera ovina italiana #MangiaItaliano, così come abbiamo ottenuto il supporto degli Assessorati delle Regioni Toscana e Lazio affinché sia incoraggiato il consumo delle produzioni locali, riteniamo utile sottolineare l’incremento registrato dei consumi nella GDO con una tendenza al + 20% nel settore lattiero caseario”.

Da qui l’appello di Coldiretti Toscana e Lazio affinché non ci siano riduzioni unilaterali del prezzo del latte alla stalla e che tutta la filiera lattiero – casearia promuova le produzioni del territorio, garantendo così la sopravvivenza delle stalle.

 

Dal territorio

 

EMILIA ROMAGNA, LAVORO: PENSIONATI RISORSA PER RIPARTENZA

“È importante garantire la sicurezza e la tutela dei nostri pensionati, in particolar modo quelli che vivono nelle zone di collina e montagna: la loro esperienza e la loro passione sono una risorsa di valore inestimabile per le nostre aziende e lo saranno ancora di più quando il Paese ripartirà”.

Lo ha detto il Presidente di Coldiretti Pensionati Bologna Paolo Monari nell’augurare a tutti i soci, assieme alla dott.ssa Vania Ameghino della segreteria regionale, una Buona Pasqua malgrado le difficili condizioni che tutto il mondo si sta trovando ad affrontare.

Monari a nome di tutta la dirigenza regionale ha voluto esprimere la vicinanza della Coldiretti a tutti i colpiti da coronavirus e in particolare agli anziani e il sentimento di profondo cordoglio e di condivisione del dolore per chi è deceduto senza poter avere il conforto dei familiari e per il dolore dei familiari stessi.

“In queste settimane – ha aggiunto Vania Ameghino –  ci siamo commossi per il comportamento e la dedizione esemplare del personale sanitario, che con il loro sacrificio hanno scritto pagine di eroismo per il bene di tutti. Ci siamo accorti che le ragioni della sicurezza e della salute vanno coniugate con quelle della solidarietà, abbiamo scoperto il bisogno di parole e di relazioni vere, di una rinnovata forza interiore, e della fiducia nel futuro”

“Un ringraziamento particolare a Sua Eminenza Matteo Maria Zuppi che con il suo messaggio di auguri rivolto ai nostri coltivatori ha rimarcato il ruolo importante che rivestono i pensionati, raccomandando a tutti di prenderli come esempio di chi, profondendo tutti gli sforzi del caso, ha saputo prendere i frutti dalla terra rispettando i suoi tempi” – ha continuato Monari – e come il loro apporto si rivelerà determinante anche per il futuro della nostra società”.

 

PUGLIA, CORONAVIRUS: ADDIO PESCE FRESCO, RADDOPPIA STRANIERO E CONGELATO

Addio al pesce fresco sulle tavole dei consumatori pugliesi per l’emergenza Coronavirus con Il raddoppio della vendita di pesci importati dall’estero e surgelati, a discapito del pescato locale con le barche ferme nei porti. E’ quanto denuncia Coldiretti Puglia sull’azzeramento degli ordini di pesce fresco a discapito dei pescatori e dei consumatori.

“La situazione delle marinerie in Puglia è molto grave per il crollo della domanda sui mercati italiani ed esteri a causa del Coronavirus, con l’azzeramento degli ordini, effetto registrato anche nella GDO, orientato più all’acquisto di prodotto surgelato. Le marinerie in Puglia vanno assolutamente aiutate a superare il momento di grande difficoltà. Sono urgenti le intese con il sistema bancario per la flessibilità nella concessione di fidi e aperture di credito verso le imprese della pesca, il rinvio dei termini e delle scadenze correlati a progetti di investimento finanziati con fondi FEAMP con la revisione dei cronoprogrammi, al fine di evitare il disimpegno automatico e gli indennizzi per i pescatori che loro malgrado stanno subendo danni ingenti diretti e indiretti”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Di assoluto rilievo i numeri del pescato in Puglia, il cui valore economico è pari all’1% del PIL pugliese e arriva fino al 3,5% – ricorda Coldiretti Puglia – se si considera l’intero indotto, conta 1500 imbarcazioni, 5000 addetti, 10 impianti di acquacoltura e mitilicoltura. Le aree vocate sono prioritariamente Manfredonia, Molfetta, sud Barese, Salento, dove il pescato più importante è costituito da gamberi, scampi, merluzzi e mitili di eccezionale qualità.

“Già in tempi ordinari quasi 8 pesci su 10 consumati sono stranieri spesso senza che i consumatori lo sappiano, soprattutto a causa della mancanza dell’obbligo dell’indicazione di origine sui piatti consumati al ristorante che consente di spacciare per nostrani prodotti provenienti dall’estero che hanno meno garanzie rispetto a quello Made in Italy. L’emergenza Coronavirus ha aggravato lo scenario con la vendita quasi esclusiva di pesce importato dall’esatto e surgelato. Per questo abbiamo intensificato nei Mercati di Campagna Amica coperti di Foggia e Brindisi campagne di informazione per far conoscere caratteristiche, qualità ed aiutare a fare scelte di acquisto consapevoli”, insiste il presidente Muraglia.

I pericoli maggiori per l’Italia – continua la Coldiretti – vengono infatti dal pesce spagnolo, come tonno e pescespada, con alto contenuto di mercurio e dal pesce francese, sgombro in primis, per l’infestazione del parassita Anisakis.

Nell’ultimo mese è praticamente raddoppiata la spesa a domicilio – dice Coldiretti Puglia – con un aumento record del 90% delle consegne nelle case soprattutto di chi come gli anziani ha maggiore difficoltà ad affrontare le lunghe file dei supermercati. In poco più di un mese sono state 45.000 le consegne a domicilio effettuate direttamente dalla rete delle aziende agricole di Campagna Amica in tutta la Puglia che hanno garantito alle famiglie prodotti locali, a chilometri zero e a miglio zero nel caso del pesce, che non devono percorrere grandi distanze prima di giungere a tavola. 

 

PIEMONTE, PASQUA: CARNE OVICAPRINA 100% PER PORTARE IN TAVOLA LA TRADIZIONE

Almeno un milione di persone tra italiani e stranieri sono costretti quest’anno a rinunciare alla tradizionale gita per il pranzo nelle strutture agrituristiche tra Pasqua e Pasquetta, ma alla cucina tipica del periodo non si rinuncia. Ecco che tra i piatti non può mancare la carne ovicaprina cucinata in vari modi: dall’agnello al forno al capretto alla brace, fino al cosciotto di agnello con le castagne e allo spezzatino di pecora.

In Piemonte la filiera ovina conta 122 mila capi per oltre 2 mila aziende, quella caprina più di 67 mila capi e oltre 3 mila aziende.

“Con il nostro Consorzio, insieme a Coldiretti Piemonte e ARAP, un anno fa, è nato il capretto 100% Piemonte ed è stato presentato il marchio che identifica la carne di capretto e di capra piemontese secondo un disciplinare che individua in modo certo la provenienza: intero territorio regionale, allevato da imprese singole o associazioni aderenti al Consorzio – spiega Simone Grappiolo, presidente del Consorzio Allevatori Caprini del Piemonte –. Questo ci consente di avere una grande forza: l’alta qualità di un prodotto unico di cui possiamo assicurare la tracciabilità al consumatore”.

Il capretto Piemonte viene allevato per 60 giorni ed ha un peso variabile da 11 a 16 Kg. La carne è delicata, gustosa e facilmente digeribile grazie ad un basso contenuto di grassi.

“Prediligere la carne ovicaprina piemontese deve essere un obiettivo primario in questo periodo di forte consumo in vista della Pasqua, ma non soltanto. Col marchio identificativo, oltretutto, siamo in grado di offrire un prodotto che porta con sé il legame col territorio e dà valore al lavoro svolto dagli allevatori – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Quello ovicaprino e, purtroppo, non solo, è un comparto che vede sul mercato prodotti importati da tutto il mondo per questo dobbiamo ancor più difendere ed incentivare il consumo delle nostre produzioni anche tramite l’attività che porta avanti il Consorzio che rappresenta, oltre ad un importante strumento di promozione sul territorio, il volano per far crescere economicamente il comparto, aumentare la qualità delle produzioni e tutelarle attraverso la difesa delle denominazioni, sia a livello nazionale sia europeo”.  

 

TRENTO, STOP FORZATO DELLA MECCANICA AGRICOLA: COLDIRETTI DICE NO

Dopo aver evidenziato anche a livello locale il problema della mancata approvazione della riforma dei voucher, indispensabile per garantire la manodopera nel settore agricolo, il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi ribadisce quanto affermato dal presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini riguardo al tema della meccanica agricola.

Lo stop forzato di questo settore infatti aggrava la situazione di difficoltà nei campi dove con l’inizio delle campagne alla mancanza di lavoratori si aggiungono le difficoltà per le forniture di macchine, attrezzature e ricambi agricoli necessari per la lavorazione nei terreni. Coldiretti chiede di inserire la meccanica agricola nell’elenco delle produzioni essenziali come previsto nei provvedimenti per l’emergenza in tutti gli altri Paesi che hanno invece autorizzato la produzione di macchinari agricoli proprio in quanto funzionale a garantire l’approvvigionamento alimentare. La meccanizzazione diventa una scelta necessaria in questo momento in cui è venuto a mancare l’apporto lavorativo di molti dei 370mila stagionali che ogni anno arrivavano dall’estero, a causa del blocco delle frontiere. Servono subito voucher agricoli semplificati per offrire opportunita’ di lavoro a cassa integrati, pensionati e studenti ma anche tecnogie efficenti per garantire la piena operatività dell’agricoltura nazionale che si classifica al primo posto a livello comunitario per numero di imprese e valore aggiunto grazie ai primati produttivi, dal grano duro per la pasta al riso, dal vino a gran parte dei prodotti ortofrutticoli ma anche per la leadership nei prodotti di qualità come salumi e formaggi. Le imprese agricole necessitano di macchine, attrezzature e ricambi per arare il terreno, seminare, mantenere sane le colture, irrigare e raccogliere ma anche per dar da mangiare agli animali, mungere e conservare il latte. 

 

SICILIA, CORONAVIRUS: LA RISCOSSA DEL LIMONE  

Cresce la richiesta di limone dell’Isola che dopo anni di crisi ottiene un prezzo remunerativo, con una media di 80 – 90 centesimi al chilo. Lo afferma Coldiretti Sicilia che sottolinea come con lo scoppio dell’emergenza coronavirus, è boom  dell’agrume a causa della produzione insufficiente a livello mondiale che ha fatto aumentare i prezzi. A spingere la domanda, sottolinea ancora l’organizzazione agricola, è l’utilizzo  come disinfettante naturale.

Il limone – commenta Coldiretti Sicilia – ha rappresentato la storia dell’Isola ma negli ultimi anni a causa delle importazioni il prezzo era diminuito talmente tanto da far estirpare migliaia di ettari. Oggi la qualità del limone  siciliano è riconosciuta a livello mondiale e nella nostra Regione si ottiene più dell’87% del raccolto nazionale con due Igp: Siracusa e Interdonato  Messina. Su oltre 22.000 ettari se ne raccolgono circa 3,5 milioni di quintali.

Anche in Spagna, che è il primo produttore di limoni dell’Unione Europa, la domanda è aumentata enormemente mentre la produzione è risultata limitata per motivi climatici ed i prezzi sono schizzati.

Gli effetti della pandemia stanno facendo registrare una maggiore consapevolezza sul valore strategico rappresentato dalla produzione agricola per l’alimentazione e la salute e proprio la biodiversità  è il valore aggiunto della nostra Regione  – commenta il presidente  Francesco Ferreri – . L’attenzione e la cura dell’ambiente è il primo passo verso la costruzione del dopo coronavirus.

 

CASERTA, IRRIGAZIONE: CONSORZI ASSICURANO I SERVIZI

Schiarita per gli agricoltori casertani sui servizi di irrigazione in piena emergenza da coronavirus. Ieri in una riunione in videoconferenza, il presidente di Coldiretti Caserta Manuel Lombardi e il direttore Giuseppe Miselli hanno ricevuto rassicurazioni sia dal presidente del Consorzio di bonifica Sannio Alifano Alfonso Santagata, sia dal commissario del Consorzio di bonifica del bacino inferiore del Volturno Carlo Maisto. I massimi vertici dei due Consorzi hanno confermato che partirà nei tempi previsti il servizio di irrigazione per i rispettivi territori, grazie alle disposizioni di sicurezza intervenute per garantire la piena operatività delle maestranze.

“Siamo soddisfatti – commentano il presidente Lombardi e il direttore Miselli – del clima di piena collaborazione con i Consorzi di bonifica, garantendo agli agricoltori la tranquillità di poter fruire regolarmente di un servizio essenziale e indispensabile in questa fase delicata. L’agricoltura non può fermarsi e deve continuare a garantire la produzione di cibo. Auspichiamo che questo grande sforzo che si sta mettendo in campo sia accompagnato da un’attenzione da parte dei cittadini e degli Enti locali nel consumare prodotti italiani, sostenendo così l’equilibrio socio-economico del territorio”.

 

LOMBARDIA, CORONAVIRUS, BASTA FAKE NEWS SU STALLE LOMBARDE

Mentre nelle stalle lombarde si lavora a pieno regime per garantire le forniture di latte e carne alle famiglie italiane, il crollo dell’inquinamento nella pianura padana per il blocco della circolazione delle auto e le limitazioni alle attività lavorative, come mostrano le immagini del satellite Sentil 5 sui livelli di biossido di azoto, smentisce una delle più diffuse fake news sull’impatto ambientale dell’allevamento. E’ quanto afferma la Coldiretti Lombardia nel sottolineare che, smascherata la falsa notizia sulle responsabilità reali dell’inquinamento dell’aria, vanno anche condannati i fantasiosi tentativi fuori dalla realtà di far immaginare un collegamento, del tutto inesistente, tra l’attività di allevamento e l’epidemia coronavirus.

Un’ipotesi senza fondamento – continua la Coldiretti regionale – che rischia di avere il pericoloso effetto di screditare e depotenziare la capacità produttiva degli allevamenti e di favorire le speculazioni. La carne e il latte italiani – precisa la Coldiretti – nascono invece da un sistema di allevamento che per sicurezza e qualità non ha eguali al mondo, consolidato anche grazie a iniziative di valorizzazione messe in campo dagli allevatori, con l’adozione di forme di alimentazione controllata, disciplinari di allevamento restrittivi, sistemi di rintracciabilità elettronica.

“La zootecnia italiana è la più sostenibile al mondo e il benessere degli animali è una priorità per gli allevatori – commenta Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Lombardia – ma negli ultimi anni l’attenzione rivolta a questo tema ha fatto passare in secondo piano questioni altrettanto importanti come quello della sicurezza degli alimenti che arrivano nel nostro Paese, troppo spesso di dubbia qualità e pericolosi per la salute dei consumatori come dimostrano i dati degli allarmi alimentari”.

Non è il tempo delle polemiche inutili e pretestuose – continua la Coldiretti Lombardia – Insinuare dubbi su presunte responsabilità del settore agricolo o sull’opportunità di aver lasciato pienamente operative attività produttive non primarie che movimentano migliaia di persone, in questo momento è fuori luogo. Adesso quello che conta è agire tutti nella stessa direzione, per poter risolvere quanto prima e al meglio delle nostre possibilità una situazione difficile e complessa. “Noi pensiamo a lavorare nel miglior modo possibile – afferma il presidente Voltini – senza scaricare su altri responsabilità non nostre”.

L’emergenza coronavirus – conclude la Coldiretti Lombardia – ha fatto emergere tutta la centralità della filiera agricola e zootecnica, che si sta dimostrando essenziale per la produzione di alimenti nonostante le preoccupazioni e le difficoltà operative.

 

CAMPANIA, CORONAVIRUS: LIMONI COME ORO, IL PREZZO RADDOPPIA

Con lo scoppio dell’emergenza coronavirus, è boom di richieste di limoni in Europa e nel resto del mondo con la produzione insufficiente che ha fatto quasi raddoppiare i prezzi. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti dal quale si evidenzia che a spingere le quotazioni è l’incremento della domanda mondiale come disinfettante naturale.

Le esportazioni di limoni – sottolinea la Coldiretti – sono sottoposte addirittura a controllo preventivo al pari di mascherine, ventilatori polmonari e altro materiale sanitario in Turchia dove l’agrume è impiegato in modo massiccio nella produzione di disinfettanti a base alcolica nelle abitazioni private e nei locali pubblici, con una conseguente impennata dei prezzi. Anche in Spagna che è il primo produttore di limoni dell’Unione Europa la domanda è aumentata enormemente mentre la produzione – precisa la Coldiretti – è risultata limitata per motivi climatici ed i prezzi sono schizzati.

L’Italia è il secondo produttore europeo dopo la Spagna con una superficie coltivata di poco più di 25.000 ettari dalla quale si sono ottenuti circa 3,8 milioni di quintali nel 2019, in calo del 14%, secondo l’analisi della Coldiretti. La regione maggiormente interessata dalla coltura è la Sicilia, dove si ottiene più dell’87% del raccolto nazionale ed a seguire la Campania e la Basilicata. Una produzione che non è sufficiente a soddisfare i consumi nazionali con 1,2 milioni di quintali di importazioni e 0,48 milioni di quintali di esportazioni nel 2019.

La produzione nazionale di limoni era notevole in passato, ma negli ultimi decenni si è persa oltre la metà della superficie coltivata, a causa soprattutto – sottolinea la Coldiretti – dei bassi compensi riconosciuti agli agricoltori al di sotto dei costi di produzioni. I limoni italiani peraltro sono di migliore qualità e, a seconda del tipo, si trovano tutto l’anno: limoni “primofiore” tra la fine di settembre e la fine di novembre, limoni “invernali” tra dicembre ed aprile, limoni “bianchetti” tra aprile e maggio e limoni “verdelli” tra giugno e inizio settembre. Particolarmente rilevante – riferisce la Coldiretti – è il gruppo dei limoni con riconoscimento comunitario, sono ben 6 i limoni IGP: Costa d’Amalfi, Rocca Imperiale, Siracusa, Sorrento, Femminello del Gargano, Interdonato di Messina.

L’emergenza coronavirus e l’aumento esplosivo della richiesta mondiale si è fatto sentire anche in Italia con aumenti delle richieste del 30% in Sicilia. In Campania – riferisce la Coldiretti – per i limoni IGP di Amalfi salgono le richieste, ma c’è il 50% di produzione in meno ed il prezzo sulla pianta è quasi raddoppiato e oscilla fra 1,20 e 1,50 euro al chilo contro circa 0,60 dello stesso periodo dello scorso anno mentre in Calabria nell’alto Jonio a partire dalla piana di Sibari è caccia ai limoni con un aumento delle quotazioni fra il 10 e il 15%.

Il caso eclatante dei limoni – sostiene la Coldiretti – è la punta dell’iceberg dello sconvolgimento in atto sul mercato agroalimentare mondiale dove si riducono i commerci con fluttuazioni violente dei prezzi e carenze per alcune categorie di prodotto. Infatti un numero crescente di Paesi cerca di garantire prima di tutto l’approvvigionamento della propria popolazione con la Russia che ha deciso di trattenere per uso interno parte della produzione di grano dopo essere diventata il maggior esportatore del mondo ed il Kazakistan che ne ha addirittura vietato le esportazioni mentre il Vietnam ha temporaneamente sospeso i nuovi contratti di esportazione di riso, il cereale più consumato nel mondo. Una nuova centralità per l’agricoltura con anche la riscoperta di nuove funzionalità  come l’impiego in Italia dei trattori per la sanificazione delle strade o la possibilità – suggerita dalla Coldiretti – di utilizzare le eccedenze di vini generici per ottenere alcol disinfettante per usi sanitari da utilizzare nelle trincee della guerra al virus da nord a sud del Paese dove gli acquisti di alcol denaturato praticamente triplicati (179%).

Gli effetti della pandemia hanno fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dalla produzione agricola per l’alimentazione, l’ambiente e la salute dei cittadini – conclude la Coldiretti – nel sottolineare che in uno scenario di questo tipo “l’Italia in futuro potrà trarre beneficio dalla sua tradizione rurale ma occorre invertire la tendenza del passato a sottovalutare il patrimonio agroalimentare nazionale in una situazione in cui l’ultima generazione è stata responsabile della perdita di ¼ delle terre fertile nella Penisola per colpa  all’urbanizzazione e all’abbandono forzato.

 

MANTOVA, SOLIDARIETÀ ALIMENTARE: COLDIRETTI E CONSORZIO VIRGILIO AI COMUNI

Prodotti 100% italiani e, dove possibile, a km0, per sostenere le famiglie in difficoltà e, allo stesso tempo, aiutare le imprese agricole e le filiere agroalimentari della provincia o comunque dell’intero territorio nazionale.

Grazie a Coldiretti Mantova, primo sindacato agricolo provinciale, e Consorzio Virgilio, cooperativa trasversale di secondo grado di trasformazione e valorizzazione lattiero casearia, con 1.500 allevatori aderenti attraverso oltre 50 cooperative di primo grado, è possibile per i Comuni del territorio ordinare due tipologie di pacchi alimentari nell’ambito del Fondo di solidarietà alimentare attivato dal Governo e dalla Protezione civile lo scorso 29 marzo, per il quale sono state stanziate per il Mantovano risorse pari a 2.353.311 euro.

“Nei giorni scorsi – spiega Paolo Carra, presidente di Coldiretti Mantova e Consorzio Virgilio – con la piena condivisione da parte dei consiglieri, abbiamo contattato tutti i sindaci del territorio, per mettere a disposizione una fornitura di pacchi alimentari di qualità. Con alcuni Comuni stiamo definendo la fase operativa per individuare il fabbisogno e le modalità di consegna”.

I pacchi alimentari comprendono: latte, Grana Padano, panna da cucina, riso, pasta, farina di grano tenero, polpa di pomodoro, passata di pomodoro, piselli, fagioli, schiacciatine. Oltre a questi prodotti c’è anche la possibilità di aggiungere il ragù di carne.

Nello spirito di un’operazione assistenziale sostenuta da fondi pubblici, il contributo richiesto è stato definito ad esclusiva copertura dei costi di produzione, imballaggio e trasporto.

Per informazioni e contatti: Coldiretti Mantova e Fondazione Campagna Amica Mantova (federico.ughetti@coldiretti.it, 0376/375318), Consorzio Latterie Virgilio (d.pacchioni@consorzio-virgilio.it, 338/7684105). 

 

PUGLIA, XYLELLA: ALTRI 45 ULIVI E 1 OLEANDRO INFETTI TRA BRINDISI E TARANTO

Altri 45 ulivi e 1 oleandro sono risultati infetti alla Xylella fastidiosa nelle province di Brindisi e Taranto. A darne notizia è Coldiretti Puglia, sulla base dei risultati delle analisi condotte sul materiale vegetale campionato, pubblicati su InfoXylella. I nuovi positivi interessano quasi esclusivamente la provincia di Brindisi con 27 ulivi infetti a Carovigno, 12 a Ostuni, 1 a San Vito dei Normanni e 5 in provincia di Taranto in agro di Crispiano, oltre ad 1 oleandro sempre a San Vito dei Normanni. 

“Avanza inarrestabile la malattia ad Ostuni, la nuova Oria, con una pressione fortissima della malattia. E’ evidente l’urgenza di procedere con tempestività agli espianti delle piante infette per estinguere i focolai e arginare la progressione della malattia che continua ad avanzare”, dice Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Per accelerare gli espianti, al fine di dare supporto concreto alle misure di contenimento imposte dalla Comunità europea – aggiunge Coldiretti Puglia – potrebbero essere proprio le imprese agricole, in possesso di requisiti e attrezzature specifiche, a poter svolgere le attività di espianto, funzionali al contenimento della malattia, alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura e al mantenimento dell’assetto idrogeologico, attraverso la costituzione di un apposito elenco in deroga al codice degli appalti, ai sensi dell’art. 15 del D.Lgs. 228/2001 recante “Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell’art. 7 della legge 5/03/2001 n. 57. “Monitoraggi e campionamenti, considerato che non esiste ancora una cura per la batteriosi restano l’unica soluzione per ridurre la velocità di avanzamento della infezione. L’efficacia e sistematicità sono garanzia per le aree indenni della Puglia e delle regioni limitrofe e non vanno messe in alcun modo in discussione. Va rifinanziata nel 2020 l’attività di monitoraggio dell’insetto vettore – insiste il presidente Muraglia – strumento essenziale per tracciare il percorso e lo stato di avanzamento degli stadi di vita della ‘sputacchina’ e rendere maggiormente efficaci le ‘buone prassi’ in agricoltura”.

“La Regione Puglia in una lettera ai Prefetti ha comunicato la necessità che sia gli agricoltori che gli hobbisti si rechino in campagna per dare corso alle buone pratiche nelle zone di contenimento e cuscinetto, ottemperando così alle misure fitosanitarie obbligatorie. Andrebbe estesa tale indicazione anche alle zone ex contenimento, perché è importante creare una minima cintura di sicurezza contro l’insetto vettore ‘la sputacchina’, causa della diffusione della fitopatologia. Al contempo il sistema dei monitoraggi e dei campionamenti va potenziato, perché ancora oggi si basa principalmente su analisi visiva di ulivi troppo spesso asintomatici”, conclude il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni.

 

VENETO, CORONAVIRUS: PIANI DI CONTROLLO OPERATIVI PER FAUNA SELVATICA

Con la presenza di circa 50 mila cinghiali in tutto il Veneto di cui solo 10mila accertati sui Colli Euganei, la conferma che le attività di controllo della fauna selvatica rientrano in quelle di pubblica utilità conforta gli imprenditori agricoli veneti ai quali ogni anno vengono liquidati 300mila euro di rimborsi a fronte di un danno il cui valore è tre volte tanto.  E’ quanto sostiene Coldiretti nel sottolineare la specifica nota della Direzione regionale agro ambiente che considera operativi in questo senso, senza restrizioni, sia i volontari che il personale ex provinciale addetto alla vigilanza su tutto il territorio. Per questo ruolo lo spostamento è giustificato anche nellmodulistica prevista dalle ordinanze relative all’emergenza sanitaria. Coldiretti Veneto ricorda, inoltre, l’utilità dei sele controllori che tengono sotto osservazione le proliferazioni con azioni dedicate: “Si tratta – sostiene Coldiretti – di inibire il pericolo rappresentato dall’introduzione di focolai di PSA (peste suina africana) che come noto sta diffondendosi nell’Est Europa”.

“Nel periodo di quarantena legata al Coronavirus – conclude Coldiretti – sono aumentate le segnalazioni di intere famiglie di cinghiali intenti a devastare non solo le campagne, colline e aree sensibili dal punto di vista idrogeologico. Avvistamenti significati anche nei centri urbani. Il traffico ridotto non inciderà sul dato degli incidenti denunciati in Veneto: ogni anno sono centinaia i cittadini che denunciano sinistri con rimborsi che superano i cento mila euro l’anno”.

 

VERCELLI-BIELLA, SBLOCCARE VOUCHER SEMPLIFICATI PER AGEVOLARE LE LAVORAZIONI

“Stiamo vivendo una situazione di grande impegno per la nostra filiera dell’agroalimentare, che in questi giorni è in prima linea per garantire rifornimenti e per far sì che gli scaffali degli alimentari e dei supermercati siano sempre pieni. Se però non verranno assunti provvedimenti straordinari per assicurare la presenza di manodopera nelle campagne, far fronte alle lavorazioni sarà sempre più difficile. Anche nelle nostre province tra qualche mese ci sarà necessità di manodopera stagionale, per far fronte alle raccolte di frutta e verdura e alla vendemmia e la preoccupazione è tanta”. – commenta Paolo Dellarole, presidente di Coldiretti Vercelli – Biella, unendosi all’appello di Coldiretti per chiedere il reinserimento dell’emendamento sulla semplificazione voucher, utilizzabili in agricoltura per far fronte alle assunzioni per le lavorazioni stagionali, che ha ricevuto una bocciatura all’interno della conversione in legge del decreto Cura Italia. “Serve una radicale semplificazione del voucher ‘agricolo’” – spiega Dellarole – “che possa consentire da parte di chi voglia lavorare in agricoltura di rendersi disponibile, in un momento in cui scuole, Università, attività economiche ed aziende sono chiuse e molti lavoratori in cassa integrazione potrebbero trovare una occasione di integrazione del reddito proprio nelle attività nelle campagne. L’interesse della popolazione è alto, tanto che i cittadini ci chiedono informazioni per proporsi alle aziende anche sui i nostri canali social. Chi si oppone alla semplificazione dei voucher per il lavoro agricoltura si assume la responsabilità di situazioni di tensione sociale generata da una parte dalla mancanza di lavoro e di fonti di reddito per sé e per la propria famiglia e dall’altra dal rischio di carenza di prodotti alimentari in negozi e supermercati. Ad usufruire dei voucher potrebbero essere anche le imprese che hanno un aumento della mole di lavoro in un particolare periodo. Chiediamo, quindi, al Governo di riammettere l’emendamento nell’ambito della discussione Parlamentare in un clima di collaborazione delle forze politiche nell’interesse generale”.

 

BASILICATA, CORONAVIRUS: IN AIUTO ALLE FAMIGLIE PIÙ BISOGNOSE

Anche Coldiretti Basilicata si è mobilitata da giorni per aiutare a combattere le nuove povertà e affrontare la crescente emergenza alimentare. E lo ha fatto  direttamente attraverso gli agricoltori di Campagna Amica con l’iniziativa “Spesa sospesa del contadino a domicilio”.  In pratica i cittadini che ricevono la spesa a casa attraverso i mercati e le fattorie di Campagna Amica della regione  possono decidere di donare un pacco alimentare alle famiglie più bisognose sul modello dell’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso si tratta però di frutta, verdura, farina, formaggi, salumi o altri generi alimentare Made in Basilicata, di qualità e a km zero che gli agricoltori di Campagna Amica andranno a consegnare gratuitamente alle famiglie bisognose in accordo con i Comuni. Ma  Coldiretti Basilicata sta portando avanti anche altre iniziative  finalizzate ad aiutare chi ha più bisogno. A Matera i produttori del mercato Campagna Amica  hanno donato circa 150 chilogrammi di generi alimentari e vino  alle case di accoglienza “don Tonino Bello” e “della Bruna”, guidate da don Angelo Tataranni della parrocchia di “San Rocco”.  Il tutto è stato recapitato ai volontari delle mense che in questo periodo preparano 102 pasti al giorno, distribuiti alle persone meno abbienti.  A Metaponto, invece,  la locale sezione di Coldiretti, attraverso la generosità degli imprenditori agricoli Giuseppe Abbatepaolo, Pasquale Parente e i fratelli  Vincenzo e Giuseppe  Colombrino,    ha donato alla Caritas  interdiocesana di Metaponto e Bernalda un’ingente quantità di finocchi, cavoli e patate da distribuire alle famiglie più bisognose della zona. “Si tratta di un’azione di grande responsabilità dell’agricoltura – commenta il presidente provinciale di Coldiretti Matera, Gianfranco Romano –  in una situazione in cui le misure restrittive per contenere il contagio e la perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale, hanno aggravato la situazione e aumentato il numero di persone costrette a chiedere aiuto per il cibo con la distribuzione di pacchi alimentari. Ringrazio tutti gli imprenditori aderenti a Coldiretti che stanno dimostrando con atti concreti quanto il valore della solidarietà sia avvertito dal mondo agricolo lucano ”.

 

BERGAMO, CORONAVIRUS: BASTA FAKE NEWS, È IL TEMPO DELLA RESPONSABILITÀ 

“Evidentemente “sparare a zero” sull’agricoltura sta diventando uno sport piuttosto diffuso” è l’amara constatazione del presidente di Coldiretti Bergamo Alberto Brivio. Una considerazione che deriva dal fatto che recentemente il settore agricolo è stato pubblicamente additato come il principale responsabile dell’inquinamento, salvo poi constatare che con il lockdown che ha fermato traffico e molte attività industriali ma non il lavoro nei campi e nelle stalle, la qualità dell’aria è decisamente migliorata. Ora invece l’agricoltura, più precisamente l’allevamento, è stato indicato come responsabile della diffusione del coronavirus. A sostenere questa ultima tesi è stato il Presidente di Confindustria Lombardia,  Marco Bonometti, che in un’intervista a dir poco “fantasiosa” sulla mancata istituzione della zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro ha fornito una propria interpretazione sul dilagare dei contagi in provincia di Bergamo e ha affermato che “Ci sono diverse ragioni: innanzitutto qui c’è una presenza massiccia di animali e quindi c’è stata una movimentazione degli animali che ha favorito il contagio, parlo degli allevameti, e questa potrebbe essere una causa».

Il presidente di Coldiretti Bergamo, Alberto Brivio, proprio non ci sta a sorvolare su questo ennesimo attacco gratuito e soprattutto ingiustificato. “Non solo parlare a vanvera denota che non c’è il minimo rispetto per le innumerevoli vittime che il COVID19 ha provocato nella nostra provincia – afferma –  ma trovo veramente di cattivo gusto e sintomo di ignoranza fare una simile affermazione che scredita un comparto che in questo difficile momento, tra mille difficoltà, continua ad operare per portare ogni giorno sulle tavole degli italiani buon cibo. Qualcuno dovrebbe spiegare al signor Bonometti che non ci sono evidenze scientifiche che gli animali trasmettono il virus”.

“La nostra zootecnia è la più sostenibile al mondo e gli allevatori sono attenti a garantire il benessere degli animali – prosegue Brivio–; ci dovremmo invece interrogare sul grado di sicurezza degli alimenti che importiamo dagli altri Paesi, troppo spesso di dubbia qualità e pericolosi per la salute dei consumatori come dimostrano i dati degli allarmi alimentari”. Per Brivio questo è il tempo della responsabilità  e non delle polemiche inutili e pretestuose. Adesso quello che conta è agire tutti nella stessa direzione, per poter risolvere quanto prima e al meglio delle nostre possibilità una situazione difficile e complessa che sta dilaniando il nostro territorio.

“La nostra priorità è continuare a lavorare nel miglior modo possibile – conclude Brivio  – perché è questo l’impegno che ci assumiamo ogni giorno. Non fa certo parte delle nostre consuetudini creare dal nulla responsabilità da scaricare su altri”.

 

MOLISE, AGRICHEF REGALANO DOLCI PASQUALI A FORZE DELL’ORDINE E SANITARI

Un singolare gesto di riconoscenza e solidarietà verso i “nuovi eroi” del nostro tempo: così può essere definita l’iniziativa ideata dagli Agrichef di Campagna Amica, Elisa Vitone e suo marito Biagio Di Bona, titolari dell’agriturismo “Terra e Sapori” di Campodipietra, che oggi (8 aprile 2020), hanno portato in dono alle Forze dell’Ordine ed ai sanitari di Campobasso i dolci tipici della tradizione pasquale molisana.

Il tutto si è svolto nello spirito generoso e solidale che da sempre contraddistingue la grande famiglia di Coldiretti e tutto il mondo agricolo. La consegna dei “doni” culinari ha visto Elisa e Biagio recarsi alla Questura di Campobasso, al Comando regionale della Guardia di Finanza ed al Comando del Nas dei Carabinieri del capoluogo molisano, per poi giungere all’Ospedale Cardarelli del capoluogo molisano.

Le specialità donate dalla coppia di agrichef rappresentano alcuni dei dolci tipici pasquali del Molise: la pigna, cui quest’anno è stata data la forma di una colomba, i classici fiadoni, ed i tradizionali biscotti all’uovo, il tutto impreziosito da un disegno colorato “opera” della piccola Ludovica, figlia di Elisa e Biagio, recante la scritta “Andrà tutto Bene”.

Una nota particolare la merita il cesto utilizzato per portare i dolci. Gelosamente conservato dalla famiglia di Elisa e Biagio da ben quattro generazioni, questo è il tipico cesto che, secondo la tradizione, veniva realizzato dal suocero della fidanzata, la quale una volta avutolo in dono lo riportava pieno di dolci al suo promesso sposo proprio il giorno di Pasqua.

 

ABRUZZO, PASQUA CON AGNELLO: FILIERA LOCALE PER SOSTENERE GLI ALLEVATORI

Nonostante le ristrettezze determinate dall’emergenza coronavirus e le numerose difficoltà che stanno affrontando le aziende zootecniche, per chi sceglierà di sostenere l’Abruzzo non sarà una Pasqua senza agnello. La presenza del piatto più tradizionale della Resurrezione abruzzese verrà garantito anche grazie ad una iniziativa di Ara e Coldiretti Abruzzo che hanno costituito una filiera fatta da allevatori, società Spiedì e gruppo Conad Adriatico per la vendita dell’agnello in vista delle festività e fronteggiare, come possibile, le conseguenze collegate alla chiusura del canale horeca. Si tratta di oltre 7mila kg di carne – rigorosamente agnello Centro Italia Igp – che dalle montagne abruzzesi arriveranno, una volta trasformati, agli scaffali della Gdo in vista del pranzo di Pasqua e Pasquetta. “L’iniziativa è il risultato della campagna di comunicazione di Coldiretti rivolta alla grande distribuzione per l’acquisto di agnello italiano al fine di contenere le ingenti perdite che il settore sta subendo e sostenere l’economia locale – dice Pietropaolo Martinelli, consigliere Coldiretti Abruzzo e  presidente dell’Associazione regionale allevatori – un modo per tamponare le difficoltà collegate alla chiusura dei canali di ristorazione o alle difficoltà logistiche ed organizzative legate al periodo di emergenza sanitaria, ma anche per assicurare la fornitura del piatto più tipico della tradizione pasquale a tutti i consumatori abruzzesi. Ringraziamo chi ha creduto in questo progetto in un’ottica di sinergia e di collaborazione”.

Per Coldiretti Abruzzo scegliere l’agnello abruzzese per il pranzo di Pasqua significa sostenere un sistema fatto di animali, di prati per il foraggio e soprattutto di persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado ambientale da intere generazioni. “Un settore di cui l’emergenza coronavirus ha fatto emergere tutta la centralità ma anche la fragilità, aggravata dalla diminuzione di pastori registrata negli ultimi anni – sottolinea Coldiretti Abruzzo – Se la fattoria Italia nell’ultimo decennio ha perso circa un milione di pecore e agnelli, l’Abruzzo ha infatti registrato la scomparsa di quasi 150mila capi tra bovini e ovini con una diminuzione rispettiva del 25% per i bovini e del 40% per gli ovini. Insomma, a conti fatti, sono scomparse una mucca su 4 e 4 pecore su dieci.  Un addio che – precisa la Coldiretti – ha riguardato soprattutto la montagna e le aree interne più difficili dove mancano condizioni economiche e sociali minime per garantire la permanenza di pastori e allevatori, spesso a causa dei bassi prezzi pagati per il latte e per la carne per la concorrenza sleale dei prodotti di dubbia qualità importati dall’estero. “Una tendenza preoccupate che va combattuta – conclude la Coldiretti – con un adeguato riconoscimento economico e sociale di quanti hanno la responsabilità in questo momento di garantire alimenti essenziali al giusto prezzo di fronte alla difficile esperienza della limitazione delle movimentazioni e del blocco di molte attività funzionali all’allevamento come la meccanica agricola”.

 

TORINO, L’EMERGENZA CORONAVIRUS PORTA SPECULAZIONI SUL PREZZO DELLA SOIA                                     

L’emergenza sanitaria Coronavirus è alla base delle speculazioni sulla soia. Il prezzo della soia nazionale, nella rilevazione della Camera di Commercio di Torino, del 2 aprile scorso, è quotato da 373-375 euro il quintale, con un aumento, negli ultimi sette giorni, di 8 euro. A inizio anno la soia nazionale era quotata 343-345 euro per quintale. Nel settembre 2019 la quotazione era di 330-335 euro per quintale.

Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino, commenta «Le speculazioni sul prezzo della soia, stanno pesando negativamente sul bilancio aziendale degli allevatori che utilizzano la soia come fonte proteica nell’alimentazione del bestiame. Che cosa è successo? Il mercato è stato stravolto a seguito dello stop all’importazione dall’estero della soia imposto dal Covid-19. Il grave è che i grossisti non stanno rispettando i contratti con le imprese agricole, nonostante gli accordi prevedessero un prezzo bloccato per la soia. La stortura delle contrattazioni, che vede lievitare il prezzo della soia, sta portando importanti ripercussioni negative sui bilanci economici delle nostre imprese zootecniche».

«In Piemonte sono investiti a soia 20mila ettari, impiegata soprattutto in ambito zootecnico, ma anche nell’alimentazione umana – aggiunge Fabrizio Galliati -. In base ai dati Pac 2019 gli agricoltori di Coldiretti Torino hanno coltivato 2.270 ettari di soia. In tutta Italia gli ettari coltivati a soia sono 320.000. In Italia viene prodotto il 47 per cento della produzione dell’Unione europea. La soia italiana è un prodotto dalle caratteristiche che la contraddistinguono dalle produzioni estere, con un alto tasso proteico, sicurezza alimentare e garanzia di esenzione dal transgenico. La soia italiana è Ogm free. In tutti i Paesi Ue la produzione annuale di soia è di poco superiore a due milioni di tonnellate.

Michele Mellano, direttore di Coldiretti Torino, chiude così: «A seguito di quanto sta accadendo in questo momento la Coldiretti ribadisce l’importanza di incentivare la produzione di soia a livello territoriale. Così facendo si potrebbe dare un ulteriore impulso alle filiere locali. I nostri agricoltori hanno la possibilità di farlo in collaborazione con il Consorzio Agrario del Piemonte. I vantaggi con la coltivazione della soia sul territorio locale sono molteplici: da una parte i coltivatori di soia ne gioverebbero in termini di prezzo e di qualità del prodotto offerto, dall’altro anche i consumatori potrebbero avere la certezza di consumare un alimento sano, genuino, certificato, Ogm free e prodotto in maniera sostenibile».

 

FRIULI VENEZIA GIULIA, PASQUA: CUOCHI CONTADINI PRONTI PER CONSEGNA A DOMICILIO 

Prima hanno sopportato disdette dal 40 al 60% dei pernottamenti, poi hanno visto sfumare le prenotazioni per le cerimonie. E infine hanno dovuto chiudere nel rispetto delle norme governative e regionali anti-contagio. Gli agriturismi del Friuli Venezia Giulia, tuttavia, non si arrendono. E Giorgia De Luca, presidente dell’associazione Terranostra Fvg che associa 150 realtà in regione, rilancia con l’operazione festività di Pasqua. «Viviamo un’emergenza drammatica – commenta De Luca –. L’avvio della stagione turistica è rinviato a data da destinarsi, ma la campagna non si è mai fermata. Alcune dei nostri associati sono anche riusciti a organizzarsi in questi giorni con le consegne a domicilio e c’è la volontà ora di pensare a un menù pasquale da proporre al cliente. L’auspicio è che venga recepito il richiamo positivo di attività che sono situate in campagna, hanno spazi adeguati e un’offerta agroalimentare di massima garanzia. Naturalmente non potremo ancora riaprire, visto il momento delicato della lotta al virus, ma siamo pronti a raggiungere i cittadini a casa nel massimo rispetto delle precauzioni igienico-sanitarie». I cuochi contadini sono dunque in azione. «Il riscontro è già stato positivo – conferma De Luca –. Per Pasqua non mancheranno i tanti prodotti della filiera di Campagna Amica, compresi lo sclopit, l’aglio orsino e i primi asparagi. E naturalmente il tradizionale capretto e, per Pasquetta, il radicchio con le uova sode. Nessun dubbio che una via d’uscita da questa difficile situazione è quella del mangiare italiano e regionale».

 

VENETO, CORONAVIRUS: PASQUA FIORITA CON I FLOROVIVISTI DI COLDIRETTI VENETOColdiretti Veneto presenta la rete dei florovivaisti pronti a consegnare piante e fiori per Pasqua. Le aziende del settore si sono organizzate per portare nelle case dei veneti tutto il necessario per abbellire davanzali, giardini, terrazzi, balconi e orti. L’iniziativa nasce dal proposito di fare squadra per rispondere alle esigenze dei cittadini che non possono fare acquisti direttamente nei punti vendita e garden chiusi per l’emergenza sanitaria.

Basta ordinare via mail o al telefono consultando il link   https://veneto.coldiretti.it/news/pasqua-fiorita-con-i-florovivaisti-di-coldiretti-veneto e in poche ore gli operatori soddisferanno le esigenze. La prima esperienza è nel padovano dove si concentrano gran parte delle 1500 realtà del comparto, ma l’iniziativa sta coinvolgendo tutte le province.

“Una forma di pronta reazione – spiega Coldiretti Veneto – nonostante il sistema florovivaistico sia costretto a distruggere la produzione nelle serre  preparata nei mesi scorsi proprio per essere offerta in questa stagione  dove si concentra il 70% del bilancio annuo, già caricato di tutte le spese per le anticipazioni colturali e per il personale. Le imprese operano con il dilemma di non poter lasciare i dipendenti in casa integrazione perché c’è il prodotto invenduto ma occorre preparare tutto per le nuove coltivazioni. Si tratta di una situazione veramente particolare che da subito deve avere la chiarezza che manca – precisa Coldiretti Veneto -. I florovivaisti si adeguano alle ordinanze, ma si aspettano anche certezze sui risarcimenti, perché di questo bisogna parlare non della possibilità di andare in banca per nuovi finanziamenti da restituire: o si tolgono i divieti o si pagano i danni subito. Serre e Garden una volta persa la stagione torneranno a rivedere i clienti con i crisantemi e le stelle di Natale, a meno che non abbassino la saracinesca come tanti altri esercizi”

 

TREVISO, AD ASOLO DOMANI SERA SECONDA SANIFICAZIONE CON I TRATTORI

Ad Asolo tornano in azione i trattori di Coldiretti Treviso per dar vita alla seconda sanificazione. L’operazione, che è stata fissata per domani sera (giovedì 9 aprile) a partire dalle ore 19,30, viene condotta dai dirigenti zonali di Coldiretti, il presidente Daniel Joni e Simone Rech in collaborazione con il sindaco Mauro Migliorini e il vice Franco Dalla Rosa. Saranno due i mezzi sventolanti l’indistinguibile bandiera gialla di Coldiretti a percorrere le vie cittadine per attuare una sanificazione che avviene con un prodotto disinfettante biologico. A guidare i mezzi i generosi Soci Coldiretti Gianantonio Tonello di Fonte e Enrico Visentin di Altivole che partiranno dalla stazione dei vigili del fuoco di Casella d’Asolo per raggiungere il centro storico cittadino.

“Grazie a questo gioco di squadra non possiamo che applaudire la generosità dei nostri associati che dimostrano anche in questa occasione il loro grande senso di comunità” ha sottolineato Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso – Diamo ai nostri sindaci la disponibilità dei nostri mezzi per aiutare nelle eventuali operazioni di sanificazione dei centri urbani. I trattori possono operare nelle città e nei paesi riuscendo a raggiungere anche le aree più interne e difficili dove i mezzi industriali sono in difficoltà per le ridotte dimensioni delle carreggiate e per le pendenze dei tracciati stradali”.

 

LIGURIA, A SUPPORTO FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’ MAXI CONSEGNA PRODOTTI AGRICOLI

Pacchi alimentari pronti con verdura a Km0, carne biologica, pesto e altri prodotti Made in Liguria che, questa mattina, saranno distribuiti ad oltre 500 persone bisognose dalla Comunità genovese di Sant’Egidio, grazie all’iniziativa solidale “Spesa sospesa” di Campagna Amica Liguria, messa in campo per aiutare  a combattere le nuove povertà e affrontare la crescente emergenza alimentare.

Un gesto dettato dalla necessità di andare incontro alle esigenze sempre più impellenti delle diverse realtà, per sostenere in modo concreto, anche in tempo di Coronavirus, chi ha difficoltà economiche. Ma la solidarietà che arriva dalla campagna non si ferma con la consegna di oggi: infatti attraverso la “spesa Sospesa del Contadino” tutti i cittadini potranno decidere di dare il proprio contributo per donare un pacco alimentare alle famiglie più bisognose, sul modello dell’usanza campana del “caffè sospeso”.

“In queste settimane difficili per tutti  – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa –  cerchiamo di non far mancare il nostro sostegno concreto a chi non può nemmeno permettersi di fare la spesa, consentendogli di mangiare prodotti della nostra agricoltura d’eccellenza, nel pieno spirito #MangiaItaliano. È un’azione di grande responsabilità della nostra agricoltura in una situazione come quella che stiamo vivendo che ha acuito il divario sociale, facendo aumentare il numero di persone che sono costrette a chiedere aiuto per il cibo, persone che in Liguria hanno raggiunto il preoccupante numero di 66.580. Loro sono lo specchio di come va un Paese e non soltanto, in generale, bisognerebbe arrivare ad un azzeramento della fame, ma assicurare per tutti una dieta sana, equilibrata e sostenibile per l’ambiente, attenta alla salute dei consumatori, rispettosa della biodiversità presenti, riducendo inoltre drasticamente lo spreco alimentare. Oltre alla consegna di oggi – concludono Boeri e Rivarossa-  i cittadini che lo desiderano potranno contribuire a moltiplicare il valore della nostra azione solidale, e raggiungere un numero ancor più ampio di famiglie in difficoltà, anche nelle prossime settimane”. La Spesa sospesa promossa da Coldiretti e Campagna Amica si ispira all’usanza campana del caffè sospeso, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo e che non ha i mezzi per saldare il conto. Tutti i cittadi i possono devolvere un’offerta libera sull’IBAN della Fondazione Campagna Amica (IT43V0200805364000030087695) indicando come causale “Spesa sospesa – Nome, cognome e indirizzo completo del donatore”.

Settimanalmente Campagna Amica provvederà a tramutare gli importi donati in spesa per gli indigenti, ossia in pacchi di prodotti agricoli che andranno ad incrementare il paniere contadino che Coldiretti Liguria consegnerà per le famiglie più in difficoltà.

 

ASCOLI FERMO, 100 CHILI DI CARNE E FORMAGGI PER 20 FAMIGLIE POVERE

Si è svolta questa mattina alla sede della Polizia Municipale di Ascoli la consegna dei pacchi di carne di agnello che i pastori ascolani di Coldiretti hanno voluto offrire alle famiglie meno abbienti in vista della Pasqua. Carne e, già che c’erano, anche formaggio. Tutto consegnato nelle mani del sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, che ora provvederà a giare i pacchi a 20 nuclei familiari già individuati dall’amministrazione comunale. Un gesto di solidarietà da parte dei pastori Antonio Ricciotti, Domenico Razzetti, Palmarino Losani, Giovanna Vitacchi, Bruno Losani e Valentino Razzetti, al fianco del direttore di Coldiretti Ascoli Fermo, Alessandro Visotti, a rappresentare una categoria che sta subendo gravemente il blocco dell’economia dovuto alle misure per frenare il contagio da Coronavirus. Con ristoranti, agriturismi e altre attività chiuse gli allevatori fanno davvero fatica a trovare canali alternativi di distribuzione. Coldiretti ha calcolato che, a livello nazionale, mancheranno all’appello almeno un milione di persone tra italiani e stranieri solitamente abituate alla tradizionale gita e pranzo fuori tra Pasqua e Pasquetta. E visto che il servizio di consegne a domicilio, pur funzionando, non riesce a sopperire ecco allora che i pastori hanno deciso di regalare la carne dei loro allevamenti a chi ne ha più bisogno. Come se non bastasse, la crisi è stata ancor più accentuata dalla concorrenza sleale di carne non italiana, importata a prezzi stracciati. Di qui il senso di solidarietà assume anche un carattere patriottico, di difesa del Made in Italy, con la carne donata rigorosamente a chilometro zero. Intanto, la Spesa sospesa va avanti. I frequentatori del Mercato coperto di Campagna Amica in via Tranquilli, oppure coloro che si rivolgono al servizio di consegne a domicilio, possono lasciare una donazione per provvedere all’acquisto di generi alimentari per le famiglie meno abbienti. A livello nazionale è stato messo in campo anche il conto corrente della Fondazione Campagna Amica: iban IT43V0200805364000030087695. Nella causale dovrà essere scritto: “Spesa Sospesa”, nome, cognome e indirizzo completo con il comune di residenza del donatore. Nei giorni scorsi i primi carichi di cibo, oltre un quintale e mezzo tra frutta, verdura, pasta, pane e altri generi alimentari a chilometro zero, sono stati consegnati alla comunità di accoglienza Le Querce di Mamre di Ascoli e, a Fermo, alla Parrocchia di San Giovanni Bosco e alla Provincia Picena dei Frati Cappuccini.

 

TORINO, CORONAVIRUS: BASTA FAKE NEWS SU IMPATTO AMBIENTALE DEGLI ALLEVAMENTI

Le immagini del satellite Sentinel 5, del programma europeo Copernicus, gestito dalla Commissione Europea e dall’Esa, Agenzia Spaziale Europea, dimostrano una drastica riduzione dei livelli di biossido di azoto e di altri inquinanti nell’aria della pianura padana e di altre aree del paese. Fabrizio Galliati, presidente Coldiretti Torino, commenta così: «Il crollo dei livelli di inquinamento dell’aria, come conseguenza delle misure emergenziali adottate  per il contenimento della diffusione del Covid-19, rende oggi evidente a tutti il fatto che tale inquinamento fosse dovuto in massima parte alla circolazione dei veicoli privati e alle attività industriali.  Si rende così finalmente giustizia a tutti gli allevamenti, nei quali si sta lavorando a pieno regime per garantire le forniture di latte e carne alle famiglie italiane, e si smentisce clamorosamente una delle più diffuse fake news sull’impatto ambientale dell’allevamento nazionale».

«A proposito di fake news – prosegue Fabrizio Galliati –  vanno anche condannati categoricamente i fantasiosi tentativi di far immaginare un collegamento, del tutto inesistente, tra l’attività di allevamento nazionale e l’epidemia coronavirus, come purtroppo ipotizzato anche da qualche trasmissione televisiva pseudo scientifica, con il pericoloso effetto di screditare e depotenziare la capacità produttiva dell’allevamento nazionale e di favorire le più bieche speculazioni».

«È bene ricordare invece che la zootecnia, al contrario, costituisce elemento indispensabile nel ciclo naturale e alimenta virtuose economie circolari – aggiunge Fabrizio Galliati –. Questo perché gli animali, in particolare i ruminanti, hanno la capacità di utilizzare alimenti che gli uomini e altri animali non sono in grado di digerire, e di trasformarli in proteine nobilissime ed essenziali per la nostra salute. La loro alimentazione è costituita in massima parte proprio da foraggi per noi indigeribili e da sottoprodotti e scarti dell’industria alimentare umana: paglie, crusche, polpe esauste, bucce, ecc. Durante la loro vita non producono solo il latte, ma anche letame e liquami e così facendo chiudono il cerchio della natura, fornendo sostanza organica indispensabile per conservare la fertilità dei suoli, per consentire l’agricoltura biologica e garantire la qualità della produzione vegetale destinata all’alimentazione umana. I liquami poi costituiscono lo starter essenziale per tutti gli impianti di produzione di biogas, consentendoci di ridurre il consumo di combustibili fossili». «Quando finisce il loro ciclo di vita – aggiunge Fabrizio Galliati –, non si limitano a fornirci carne, spesso di inestimabile qualità, ma anche pellame, caglio presamico, ossa per produrre gelatine, sangue per produrre concimi organici, persino tessuti per valvole cardiache. Di loro insomma non si butta via nulla, ma si valorizza tutto, in una economia circolare completa».

Michele Mellano, direttore di Coldiretti Torino, aggiunge: «La carne e il latte italiani nascono da un sistema di allevamento, che per sicurezza e qualità non ha eguali al mondo, consolidato anche grazie a iniziative di valorizzazione messe in campo dagli allevatori, con l’adozione di forme di alimentazione controllata, disciplinari di allevamento restrittivi, sistemi di rintracciabilità elettronica e forme di vendita diretta della carne attraverso le fattorie e i mercati di Campagna Amica. Scegliere latte e carne Made in Italy significa anche sostenere paesaggi e territori, perché stiamo parlando di un sistema fatto di animali, di prati per il foraggio e soprattutto di persone, spesso da intere generazioni, impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado ambientale».

«L’emergenza coronavirus – continua Michele Mellano – ha fatto emergere tutta la centralità delle filiera nazionale di latte e carne, ma non può far dimenticare che le nostre stalle e i nostri ovili si sono svuotati e che la Fattoria Italia nell’ultimo decennio ha perso circa un milione di pecore e agnelli, a quasi 800mila maiali e 200mila bovini e bufale. Un addio che ha riguardato soprattutto la montagna e le aree interne più difficili, dove mancano condizioni economiche e sociali minime per garantire la permanenza di pastori e allevatori, spesso a causa dei bassi prezzi pagati per il latte e per la concorrenza sleale dei prodotti di dubbia qualità importati dall’estero. Ancora oggi, in piena emergenza coronavirus, ogni giorno 5,7 milioni di litri di latte straniero attraversano le frontiere e invadono l’Italia, con cisterna o cagliate congelate low cost, proprio mentre alcune aziende di trasformazione cercano di tagliare i compensi riconosciuti agli allevatori italiani, con la scusa della sovrapproduzione e dei ridotti consumi».

«Una tendenza preoccupate che va combattuta – conclude Michele Mellano – con un adeguato riconoscimento economico e sociale di quanti hanno la responsabilità in questo momento di garantire alimenti essenziali al giusto prezzo, di fronte alla difficile esperienza della limitazione delle movimentazioni e del blocco di molte attività funzionali all’allevamento come la meccanica agricola».

La consistenza del patrimonio zootecnico della provincia di Torino – dati giugno 2019 – conta 240mila bovini, 1.010 bufali, 36.700 ovini, 15mila caprini, 39mila conigli, 2.900 equini, 917 asini e 2.340.000 avicoli. In tutta la regione Piemonte sono allevati: 800mila bovini, 3.310 bufali, 106mila ovini, 60mila caprini, 570mila conigli, 9mila equini, 3.731 asini e 177.170.000 avicoli.

 

PADOVA, CORONAVIRUS: A PASQUA FIORI E PIANTE A CASA TUA

Le aziende florovivaistiche padovane si organizzano con la consegna di piante e fiori a domicilio. La richiesta da parte dei padovani di poter abbellire giardini, terrazzi e balconi in questi giorni di primavera, per portare colori e profumi in casa, trova una risposta da parte di un pool di aziende agricole padovane che da subito si sono organizzate per la vendita a distanza e la consegna a domicilio di piante da orto, da giardino, da terrazzo, aromatiche, ornamentali, fiori recisi e molto altro. Diego Masaro, imprenditore di Legnaro nonché presidente della consulta florovivaistica di Coldiretti Padova, ha lanciato l’idea di fare squadra e mettere in rete le aziende padovane organizzate con la vendita a distanza e la consegna a domicilio. L’elenco delle aziende è pubblicato e aggiornato sul sito web di Coldiretti Padova, a questo indirizzo https://padova.coldiretti.it/news/fiori-a-casa-tua/. Da quando le aziende hanno dovuto chiudere i punti vendita diretta e i garden in tanti ci contattano da diverse parti della provincia per avere informazioni sulla consegna a domicilio. – spiega Diego Masaro  – La gente ha bisogno di portare un po’ di colori e di profumo in casa, senza rinunciare soprattutto in queste settimane di restrizione all’emozione di stare a contatto con la natura. Noi mettiamo a disposizione il nostro lavoro per cercare di portare un messaggio positivo e di speranza a partire dai giorni di Pasqua. Abbiamo deciso di fare squadra per far conoscere ai padovani le potenzialità e l’offerta del nostro comparto florovivaistico. Pur non potendo entrare in azienda le nostre porte sono aperte: i clienti ci possono contattare telefonicamente o via mail, siamo pronti a rispondere e a consegnare al più presto i nostri prodotti freschi”.

Con 450 aziende su 1.487 Padova è leader del settore florovaistico veneto che, nonostante il calo strutturale delle imprese, aveva registrato una sostanziale tenuta della produzione, il cui valore è di circa 215 milioni di euro con un patrimonio di 1,6 miliardi di piantine. In provincia di Padova, dove il florovivaismo è diffuso nel distretto di Saonara come in diversi centri della Bassa Padovana, le aziende fatturano poco meno di 80 milioni di euro. La produzione di fiori e piante vale in Veneto circa 52 milioni mentre quella vivaistica è a 29 milioni e il servizio di sistemazione di parchi e giardini offerto dalle imprese vale 126 milioni.

Masaro si fa portavoce delle difficoltà affrontate dai colleghi in queste settimane. “Siamo costretti a chiudere i nostri garden e a non fare più l’attività di manutenzione del verde, proprio nel momento dell’anno in cui c’è maggiore richiesta. Rispettiamo le decisioni, siamo persone per bene, sappiamo che prima viene la salute. Non siamo medici né politici, per cui non sappiamo giudicare se l’apertura di un garden che rispetti le regole di sicurezza, o se tagliare un prato e potare le piante rappresentino un pericolo per la diffusione del Covid. Una cosa però sappiamo: le nostre attività sono ferme da oltre un mese e, soprattutto i florovivaisti che praticano la vendita diretta o riforniscono garden e rivenditori rischiano di veder compromessa la stagione, con una notevole perdita di reddito e di prodotto. Arrivano i divieti ma non le garanzie che questi danni ci verranno risarciti. Sentiamo parlare di garanzie per l’accesso al credito, ma qui c’è bisogno innanzitutto che arrivino dal Governo i risarcimenti dei danni che stiamo subendo, prima ancora che le facilitazioni, pur indispensabili, per andare in banca a fare altri debiti per garantirci la liquidità. Si pone poi il problema dei pagamenti da parte dei rivenditori che riforniamo. La nostra azienda, ad esempio, produce in circa 10 ettari piante da frutto destinata ai grossisti ma con il blocco dei canali di vendita sarà difficile ricevere subito i pagamenti che ci spettano. Serve un robusto intervento da parte dello Stato, come sta avvenendo in altri Paesi europei, per sostenere un settore che dà lavoro a centinaia di famiglie anche nella nostra provincia”.

La Coldiretti invita tutti gli italiani a mettere fiori e piante nei propri giardini, orti e balconi come segno benaugurante della Pasqua che segna il momento del risveglio con la mobilitazione #balconifioriti.

 

ASTI, PASQUA: NON RINUNCIAMO AI PIATTI DELLA TRADIZIONE

Almeno un milione di persone tra italiani e stranieri sono costretti quest’anno a rinunciare alla tradizionale gita per il pranzo nelle strutture agrituristiche tra Pasqua e Pasquetta, ma alla cucina tipica del periodo non si rinuncia. Ecco che tra i piatti non può mancare la carne ovicaprina cucinata in vari modi: dall’agnello al forno al capretto alla brace, fino al cosciotto di agnello con le castagne e allo spezzatino di pecora.

In Piemonte la filiera ovina conta 122 mila capi per oltre 2 mila aziende, quella caprina più di 67 mila capi e oltre 3 mila aziende.

“Con il nostro Consorzio, insieme a Coldiretti Piemonte e ARAP, un anno fa, è nato il capretto 100% Piemonte ed è stato presentato il marchio che identifica la carne di capretto e di capra piemontese secondo un disciplinare che individua in modo certo la provenienza: intero territorio regionale, allevato da imprese singole o associazioni aderenti al Consorzio – spiega Simone Grappiolo, astigiano e presidente del Consorzio Allevatori Caprini del Piemonte –. Questo ci consente di avere una grande forza: l’alta qualità di un prodotto unico di cui possiamo assicurare la tracciabilità al consumatore”.

Il capretto Piemonte viene allevato per 60 giorni ed ha un peso variabile da 11 a 16 Kg. La carne è delicata, gustosa e facilmente digeribile grazie ad un basso contenuto di grassi.

“Prediligere la carne ovicaprina piemontese deve essere un obiettivo primario in questo periodo di forte consumo in vista della Pasqua, ma non soltanto. Col marchio identificativo, oltretutto, siamo in grado di offrire un prodotto che porta con sé il legame col territorio e dà valore al lavoro svolto dagli allevatori – spiegano Marco Reggio presidente di Coldiretti Asti e Diego Furia Direttore -. Quello ovicaprino e, purtroppo, non solo, è un comparto che vede sul mercato prodotti importati da tutto il mondo per questo dobbiamo ancor più difendere ed incentivare il consumo delle nostre produzioni anche tramite l’attività che porta avanti il Consorzio che rappresenta, oltre ad un importante strumento di promozione sul territorio, il volano per far crescere economicamente il comparto, aumentare la qualità delle produzioni e tutelarle attraverso la difesa delle denominazioni, sia a livello nazionale sia europeo”.

 

VENEZIA, SICCITA’: LE COLTURE A SEMINATIVO A RISCHIO

Il clima mite di questi giorni aiuta l’umore provato da mesi difficili ma mette in difficoltà ancora una volta la campagna. Il caldo e la mancanza di pioggia in un inverno anomalo fanno scattare l’allarme siccità, con difficoltà per le coltivazioni, in particolare per i cereali vernini, quelli seminati in autunno come l’orzo e il frumento che rischiano di andare in forte stress e non irrobustirsi a dovere. Lo stesso problema è riscontrato sulla barbabietola, seminata a febbraio le cui piante si seccano a causa del vento e il terreno sempre più secco. “Siamo fermi anche con la semina del mais- spiega Andrea Pegoraro cerealicoltore presidente di Coldiretti Portogruaro- a breve non sono previste piogge, il terreno non può nemmeno essere irrigato perché rischierebbe di compattarsi maggiormente portando all’asfissia la pianta”.

Si tratta di un allarme sugli effetti dell’andamento climatico che rischia di lasciare il nostro paese a secco in un 2020 segnato da -80% precipitazioni e una temperatura superiore di 1,87 gradi la media storica secondo le elaborazioni su dati Ispra relativi ai mesi scorsi.

La siccità – precisa la Coldiretti – è diventata l’evento avverso più rilevante per l’agricoltura con i fenomeni estremi che hanno provocato in Italia danni alla produzione agricola nazionale, alle strutture e alle infrastrutture per un totale pari a più di 14 miliardi di euro nel corso di un decennio. In un Paese comunque piovoso come l’Italia che per carenze infrastrutturali trattiene solo l’11% dell’acqua, occorre un cambio di passo nell’attività di prevenzione”, dichiara il presidente della Coldiretti Venezia Andrea Colla nel sottolineare che “bisogna evitare di dover costantemente rincorrere l’emergenza con interventi strutturali”. Il primo passo è “la realizzazione di piccole opere di contrasto al rischio idrogeologico, dalla sistemazione e pulizia straordinaria degli argini dei fiumi ai progetti di ingegneria naturalistica”, ma allo stesso tempo – “serve un piano infrastrutturale per la creazione di piccoli invasi che raccolgano tutta l’acqua piovana che va perduta e la distribuiscano quando ce n’è poca ai fini di regimazione della acque, irrigui, ambientali e dell’accumulo/produzione di energia idroelettrica. “Attualmente non sono ancora iniziate le irrigazioni” precisa Pegoraro “ ma rischiamo di trovarci al momento di necessità con le falde vuote”. Servono – conclude la Coldiretti – interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, campagne di informazione ed educazione sull’uso corretto dell’acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico.

 

VARESE, “SPESA SOSPESA” AI BISOGNOSI CON I PRODUTTORI DI CAMPAGNA AMICA

96mila chili di cibo 100% italiano, di qualità e a chilometri zero sono state donate in una sola settimana a 22mila famiglie più bisognose direttamente dagli agricoltori di Campagna Amica nell’ambito dell’iniziativa la “spesa sospesa” operativa lungo tutta la Penisola e alla quale aderiscono anche i produttori di Campagna Amica e Coldiretti Varese.

E’ il bilancio tracciato sulla avvenuta consegna gratuita di frutta, verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, olio, vino per aiutare a superare l’emergenza economica e sociale provocata dalla diffusione del coronavirus e dalle necessarie misure di contenimento. Si tratta di un risultato – sottolinea la Coldiretti provinciale – ottenuto grazie all’impegno degli agricoltori che in queste settimane consegnano i propri prodotti nelle case dei consumatori (l’elenco delle imprese che effettuano la consegna a domicilio nella provincia prealpina è disponibile sul sito https://varese.coldiretti.it/) e alla generosità degli stessi cittadini. “Un impegno per la raccolta e la distribuzione – spiega il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori – che ha già coinvolto 250 realtà sul territorio nazionale attive  per fare in modo che macchina della solidarietà sia capillare anche con la collaborazione tra gli altri di  Parrocchie, Caritas Diocesane, Banco Alimentare e Amministrazioni comunali. L’iniziativa la spesa sospesa di Campagna Amica è sul modello dell’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso i consumatori che ricevono la spesa a domicilio, ma più in generale tutti i cittadini, possono decidere di donare prodotti alimentari e cibo per sostenere le famiglie più bisognose. Peraltro, le erogazioni liberali in denaro effettuate nell’ambito del progetto “spesa sospesa” sono detraibili dalle imposte sul reddito delle persone fisiche nella misura del 30 per cento dell’importo donato”.

Ora si continua nei giorni della Settimana Santa: sul territorio prealpino, i prodotti acquistati con le donazioni saranno consegnati all’associazione Pane di sant’Antonio – Casa della carità della Brunella – Varese – che è in prima linea per aiutare le famiglie bisognose che in questo periodo non possono permettersi di fare la spesa. Aderire è semplicissimo: è sufficiente effettuare un bonifico all’Iban IT43V0200805364000030087695. Campagna Amica provvederà con quei soldi ad acquistare presso i suoi agricoltori dei prodotti di qualità che saranno consegnati direttamente all’associazione. Al momento della donazione, sarà fondamentale indicare nella causale, oltre a Spesa Sospesa Campagna Amica, anche il nome, cognome e indirizzo comprensivo del comune di residenza e della provincia dove far arrivare la spesa.                                                                                                                                    

Con l’inizio dell’emergenza coronavirus sono salite a 3,2 milioni di persone che in Italia hanno bisogno di aiuto per mangiare è importante incentivare le donazioni, secondo le stime della la Coldiretti sulla base dei dati degli aiuti erogati con il fondo Fead nel ricordare che le donazioni effettuate dalle persone fisiche, dagli enti non commerciali e dai soggetti titolari di reddito d’impresa aventi ad oggetto misure di solidarietà alimentare nell’ambito dell’emergenza da Covid-19 ed effettuate a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, rientrano tra le erogazioni liberali che beneficiano degli incentivi fiscali introdotti con il Dl n. 18/2020.

 

CUNEO, CORONAVIRUS: SOSTEGNO AI FORMAGGI DOP DELLA GRANDA

In questo periodo di difficoltà che sta attraversando il comparto lattiero-caseario, Coldiretti Cuneo chiede sostegno ai formaggi DOP della Granda, Castelmagno e Murazzano. Si tratta di piccole produzioni che caratterizzano territori delle fasce pedemontane e collinari altrimenti disabitati che, proprio grazie al lavoro degli allevatori, vengono invece mantenuti in vita e sono parte del nostro grande patrimonio turistico e culturale.

“Abbiamo chiesto alla Regione – rende noto il Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo Roberto Moncalvo – che tali nobili produzioni DOP possano rientrare fra quelle da sostenere mediante aiuti commerciali e di filiera. Abbiamo, inoltre, sollecitato la Regione affinché si interfacci direttamente con la grande distribuzione del territorio per incentivare l’acquisto di prodotti Made in Cuneo, in modo da sostenere l’economia locale. La nostra Organizzazione ha già fatto appello alla GDO affinché sostenga con atti concreti, soprattutto in un momento così delicato, il #MangiaItaliano”.

Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it

 

SICILIA, CORONAVIRUS: CALTANISSETTA DONA PRODOTTI AGRICOLI ALLA CARITAS

La solidarietà è un elemento determinante per superare la crisi. I nostri clienti e tutti i produttori si stanno prodigando per alleggerire il peso enorme di chi non può sostenere il spese e per questo abbiamo raccolto e donato alla Caritas del cibo.

   È il commento di Francesco Cucurullo, presidente della Coldiretti di Caltanissetta, alla consegna avvenuta stamani di vari prodotti tra cui olio, ortofrutta, legumi, formaggi.

Il nostro impegno  sulla spesa sospesa, l’iniziativa nazionale grazie alla quale si raccolgono fondi per chi è in difficoltà – aggiunge il direttore   Massimo Primavera –  ha permesso di acquistare formaggi, uova, farina, e salsa di pomodoro che si sommano alle donazioni dei nostri agricoli.

L’impegno di Campagna Amica prosegue sia con la consegna a domicilio, sia nei mercati dove nel fine settimana saranno donati altri prodotti.

Di seguito le aziende che hanno partecipato alla raccolta: 

Il melograno: ceci, lenticchie e ortofrutta.

Arena: sedano patate carote finocchi.

Zagarella:  morena, bietole spinaci cicoria e cipolle.

Baresi: finocchi, biete.

Fiore: carciofi.

Bellanti: barattoli di peperoni, biete, cardi.

Iachinoto: lenticchie, ceci, carciofi.

Lembo: formaggio

Cammarata: uova

Cucurullo: olio, arance.

 

CREMONA, CORONAVIRUS: BASTA FAKE NEWS SU STALLE LOMBARDE

Mentre nelle stalle lombarde si lavora a pieno regime per garantire le forniture di latte e carne alle famiglie italiane, il crollo dell’inquinamento nella pianura padana per il blocco della circolazione delle auto e le limitazioni alle attività lavorative, come mostrano le immagini del satellite Sentil 5 sui livelli di biossido di azoto, smentisce una delle più diffuse fake news sull’impatto ambientale dell’allevamento. E’ quanto afferma la Coldiretti Lombardia nel sottolineare che, smascherata la falsa notizia sulle responsabilità reali dell’inquinamento dell’aria, vanno anche condannati i fantasiosi tentativi fuori dalla realtà di far immaginare un collegamento, del tutto inesistente, tra l’attività di allevamento e l’epidemia coronavirus. Un’ipotesi senza fondamento – continua la Coldiretti regionale – che rischia di avere il pericoloso effetto di screditare e depotenziare la capacità produttiva degli allevamenti e di favorire le speculazioni. La carne e il latte italiani – precisa la Coldiretti – nascono invece da un sistema di allevamento che per sicurezza e qualità non ha eguali al mondo, consolidato anche grazie a iniziative di valorizzazione messe in campo dagli allevatori, con l’adozione di forme di alimentazione controllata, disciplinari di allevamento restrittivi, sistemi di rintracciabilità elettronica.

“La zootecnia italiana è la più sostenibile al mondo e il benessere degli animali è una priorità per gli allevatori – commenta Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Lombardia – ma negli ultimi anni l’attenzione rivolta a questo tema ha fatto passare in secondo piano questioni altrettanto importanti come quello della sicurezza degli alimenti che arrivano nel nostro Paese, troppo spesso di dubbia qualità e pericolosi per la salute dei consumatori come dimostrano i dati degli allarmi alimentari”.

Non è il tempo delle polemiche inutili e pretestuose – continua la Coldiretti Lombardia – Insinuare dubbi su presunte responsabilità del settore agricolo o sull’opportunità di aver lasciato pienamente operative attività produttive non primarie che movimentano migliaia di persone, in questo momento è fuori luogo. Adesso quello che conta è agire tutti nella stessa direzione, per poter risolvere quanto prima e al meglio delle nostre possibilità una situazione difficile e complessa. “Noi pensiamo a lavorare nel miglior modo possibile – afferma il presidente Voltini – senza scaricare su altri responsabilità non nostre”.

L’emergenza coronavirus – conclude la Coldiretti Lombardia – ha fatto emergere tutta la centralità della filiera agricola e zootecnica, che si sta dimostrando essenziale per la produzione di alimenti nonostante le preoccupazioni e le difficoltà operative.

 

MANTOVA, CIMICE ASIATICA, BENE VESPA SAMURAI

“L’attuazione del programma di lotta biologica alla vespa samurai è forse il maggiore intervento di contrasto naturale contro un insetto nocivo compiuto negli ultimi anni. Come produttori non possiamo non essere soddisfatti. Basti pensare che solo in provincia di Mantova nel 2019 abbiamo registrato danni diretti e indiretti sulle colture per 11 milioni di euro e circa 600 milioni a livello nazionale”.

A dirlo è Pier Paolo Morselli, agronomo, presidente di Corma, la più importante cooperativa ortofrutticola del mantovano, e referente di Coldiretti Mantova per l’area di Ostiglia.

Il Basso mantovano, peraltro, è stata un’area particolarmente colpita dalla cimice asiatica, che ha compromesso buona parte dei raccolti di pere.

Tuti i ceppi di vespa samurai che verranno diffusi in Italia saranno a costo zero per i produttori – ricorda Coldiretti Mantova – e saranno resi disponibili dal laboratorio del Crea di Firenze, il più antico istituto di difesa delle piante del mondo.

In base a quanto annunciato dall’assessore lombardo all’Agricoltura, Fabio Rolfi, sono stati programmati 25 siti di lancio della vespa samurai nelle province di Mantova e Brescia e in Valtellina.

In base a quanto riferito dal Servizio Fitosanitario di Regione Lombardia, dovrebbero essere una quindicina i siti in provincia di Mantova individuati, nei quali verranno effettuati due lanci per ciascun luogo.

La vespa samurai, dotata di sensori per l’odore e lo spostamento, è in grado di trovare le uova di cimice asiatica, per cibarsene, riducendo così il numero di esemplari, già da questa stagione.

“Siamo fiduciosi – commenta Morselli – e ci auguriamo che l’impatto della vespa samurai possa contrastare gli effetti della presenza della cimice asiatica”.

 

CUNEO, PASQUA, TRADIZIONE IN TAVOLA CON LA CARNE OVICAPRINA 100% PIEMONTESE 

Quest’anno a Pasqua e Pasquetta salteranno le gite per i pranzi nelle strutture agrituristiche, ma alla cucina tipica del periodo, anche restando a casa, non si rinuncia. Ecco che sulle tavole dei cuneesi non potrà mancare la carne ovicaprina, cucinata secondo le ricette della tradizione: agnello al forno, capretto alla brace, cosciotto di agnello, spezzatino di pecora.

In Provincia di Cuneo la filiera ovina conta 65.000 capi per oltre 1.000 aziende, quella caprina 35.000 capi e circa 1.500 aziende.

“Insieme a Coldiretti Piemonte e ARAP – spiega il Vicepresidente del Consorzio Allevatori Caprini del Piemonte, il saluzzese Angelo Gautero – un anno fa è nato il capretto 100% Piemonte, marchio che identifica la carne di capretto e capra piemontese prodotta secondo un disciplinare che individua in modo certo la provenienza, ossia l’intero territorio regionale, e l’allevamento in imprese singole o associazioni aderenti al Consorzio. Ciò ci consente di avere una grande forza: l’alta qualità di un prodotto unico di cui possiamo assicurare la tracciabilità al consumatore”.

Il marchio che identifica la carne di capretto e di capra 100% Piemonte – rimarca Coldiretti Cuneo – porta con sé il legame col territorio e dà valore al lavoro svolto dagli allevatori. Il capretto Piemonte, allevato per 60 giorni, ha un peso variabile da 11 a 16 Kg; la carne è delicata, gustosa e facilmente digeribile grazie ad un basso contenuto di grassi.

“Prediligere la carne ovicaprina del nostro territorio – dichiara il Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo Roberto Moncalvo – dev’essere un obiettivo primario in questo periodo di forte consumo in vista della Pasqua, ma non soltanto. Il comparto ovicaprino locale subisce le importazioni di prodotti provenienti da tutto il mondo, per questo dobbiamo ancor più difendere ed incentivare il consumo delle nostre produzioni anche tramite l’attività che porta avanti il Consorzio che rappresenta, oltre ad un importante strumento di promozione sul territorio, il volano per far crescere economicamente il comparto, aumentare la qualità delle produzioni e tutelarle attraverso la difesa delle denominazioni, a livello sia nazionale sia europeo”.

Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it       

 

ANCONA, SPESA SOSPESA: MEZZO QUINTALE FRUTTA E VERDURA ALLA CARITAS A OSIMO

Circa mezzo quintale di frutta e verdura a chilometro zero donato alla Caritas. Ecco la tappa osimana della Spesa sospesa, l’iniziativa di Coldiretti, Campagna Amica e Terranostra per donare cibo alle famiglie meno abbienti in questo momento di bisogno causato dall’emergenza Coronavirus. Ieri pomeriggio la presidente regionale di Coldiretti, Maria Letizia Gardoni insieme ad Adriano Galluzzi e Andrea Camilletti, imprenditori agricoli di Castelfidardo hanno effettuato la prima consegna.  L’iniziativa prende spunto dalla tradizione napoletana del caffè sospeso e dà la possibilità agli acquirenti che si rivolgono alle oltre 60 aziende in tutta la regione che stanno consegnando i prodotti di Campagna Amica a domicilio, di lasciare qualche euro in più agli agricoltori stessi. Il ricavato viene poi trasformato, come in questo caso, in spesa alimentare da girare alle associazioni benefiche.

 

ASTI, CORONAVIRUS: SOSTENERE E PROMUOVERE I FORMAGGI DOP

Ci sono anche la Robiola di Roccaverano e la Toma Piemontese, fra i formaggi a Denominazione di Origine Protetta (Dop) oggetto della richiesta di sostegno avanzata da Coldiretti alla Regione Piemonte.

“E’ un momento particolare e difficile – dichiara Diego Furia, direttore di Coldiretti Asti – per il comparto lattiero-caseario. Queste piccole produzioni, dal punto di vista quantitativo, ma grandi per l’eccellenza che sanno esprimere, caratterizzano i nostri territori collinari altrimenti disabitati che, proprio grazie al lavoro dei nostri imprenditori, invece vengono mantenuti in vita e sono parte del nostro grande patrimonio turistico e culturale”.

“Per questo – sottolinea il presidente di Coldiretti Asti e vice presidente di Coldiretti Piemonte, Marco Reggio – abbiamo chiesto alla Regione che le nobili produzioni Dop di tutto il Piemonte, possano rientrare tra quelle da sostenere mediante aiuti commerciali e di filiera. Abbiamo, inoltre, sollecitato la Regione affinché si interfacci direttamente con la GDO piemontese per incentivare l’acquisto di prodotti Made in Piemonte in modo da incentivare l’economia del nostro territorio, ancor più in un momento così delicato”.

Coldiretti, d’altronde, in questo periodo ha fatto appello alla grande distribuzione affinché sostenesse con atti concreti il #MangiaItaliano”.

Formaggi Dop Dell’astigiano

Robiola Roccaverano

La zona di provenienza del latte, di trasformazione, di raggiungimento dei termini di maturazione previsti e il confezionamento comprende il territorio amministrativo dei seguenti comuni della provincia di Asti: Bubbio, Cessole, Loazzolo, Mombaldone, Monastero Bormida, Olmo Gentile, Roccaverano, San Giorgio Scarampi, Serole e Vesime; della provincia di Alessandria: Castelletto d’Erro, Denice, Malvicino, Merana, Montechiaro d’Acqui, Pareto, Ponti, Spigno Monferrato ed il territorio del comune di Cartosio ubicato sulla sponda sinistra del torrente Erro.

Toma Piemontese

La zona di provenienza del latte, di trasformazione, e stagionatura del formaggio Toma Piemontese comprende il territorio amministrativo delle province di: Novara, Vercelli, Biella, Torino, Cuneo, Verbania Cusio Ossola, nonché dei comuni di Monastero Bormida, Roccaverano, Mombaldone, Olmo Gentile e Serole in provincia di Asti, e di Acqui Terme, Terzo, Bistagno, Ponti e Denice in provincia di Alessandria.

 

NOVARA–VCO, NON BLOCCARE I VOUCHER PER LE LAVORAZIONI NELLE CAMPAGNE

Anche Coldiretti Novara – Vco si unisce all’appello per chiedere il reinserimento dell’emendamento sulla semplificazione voucher, utilizzati in agricoltura per far fronte alle lavorazioni come la raccolta, che ha ricevuto una bocciatura all’interno della conversione in legge del decreto “Cura Italia”.

“Stiamo vivendo una situazione eccezionale con l’intera filiera alimentare impegnata in prima linea a garantire quel cibo necessario alle famiglie italiane e che rischia di mancare se non verranno assunti provvedimenti straordinari per assicurare la presenza di manodopera nelle campagne. Anche nelle nostre province tra qualche mese ci sarà necessità di manodopera per far fronte alle raccolte e alla vendemmia e la preoccupazione è tanta”. – commenta Sara Baudo, presidente di Coldiretti Novara – Vco -. “Serve una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire da parte di cassaintegrati, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, Università, attività economiche ed aziende sono chiuse e molti lavoratori in cassa integrazione potrebbero trovare una occasione di integrazione del reddito proprio nelle attività nelle campagne. L’interesse della popolazione è alto, tanto che i cittadini ci chiedono informazioni per proporsi alle aziende anche sui i nostri canali social. Chi si oppone ai voucher per il lavoro agricoltura si assume la responsabilità di situazioni di tensione sociale generata da una parte dalla mancanza di lavoro e di fonti di reddito per sé e per la propria famiglia e dall’altra dal rischio di carenza di prodotti alimentari in negozi e supermercati. Nelle nostre province i voucher sono utili soprattutto nel periodo della raccolta, ma non solo: ad usufruirne sono anche le imprese che hanno un aumento della mole di lavoro in un particolare periodo. Chiediamo, quindi, al Governo di riammettere l’emendamento nell’ambito della discussione Parlamentare in un clima di collaborazione delle forze politiche nell’interesse generale”.

 

VENETO, MANUTENZIONE E CONSEGNA A DOMICILIO UNICO REDDITO PER I FLOROVIVASTI

Arriva dalla Regione Veneto la conferma dell’interpretazione normativa sostenuta da Coldiretti in merito alla manutenzione del verde. Le imprese agricole e florovivaistiche  che si occupano del green pubblico o privato possono continuare a svolgere regolarmente l’attività in quanto tale possibilità è data dal quadro normativo ordinario nell’ambito agricolo (Codice Ateco 01) rappresentando, la cura del verde, una attività connessa che non è sospesa dalla normativa statale per il contenimento del Covis19.

Coldiretti ricorda che insieme alla consegna a domicilio di piante e fiori resta l’unica possibilità di reddito che può svolgere un settore come il florovivaismo duramente colpito dall’emergenza sanitaria e che si aspetta non solo la possibilità di indebitarsi ulteriormente ma importanti risarcimenti per il fermo imposto dalle ordinanze.

In merito al nuovo decreto, tra l’altro non ancora pubblicato e che non parla di risarcimenti, Coldiretti Veneto giudica troppo breve il termine di 6 anni per la restituzione dei prestitied esprime preoccupazione per i tempi di erogazione che probabilmente non saranno corti. “Occorrono inoltre scadenze lunghe per la sospensione dei pagamenti di imposte e contributi – conclude Coldiretti Veneto- perché non si possono pagare a maggio o giugno per attività che per due o tre mesi non hanno realizzato ricavi”.

 

BRESCIA, CORONAVIRUS E VINO, -90% SUL FATTURATO BRESCIANO

Brusco crollo del fatturato, fino al 90%, e allarme liquidità per le aziende vitivinicole bresciane, fiore all’occhiello dell’economia agricola provinciale con un valore di oltre 55 milioni di euro, che “lievita” a 377 milioni se contiamo la filiera dal campo alla cantina, secondo quanto riportato dall’ultima Annata Agraria di Coldiretti Brescia. L’emergenza coronavirus mette infatti a rischio eccellenze produttive che contano 18 milioni di bottiglie in Franciacorta (meno di 2 milioni come Curtefranca), 17,5 milioni nella zona del Lugana (questo dato è complessivo anche della provincia di Verona la provincia di Brescia produce circa 7 milioni di bottiglie), oltre 5 milioni tra Valtenesi e Garda bresciano, e circa 1 milione e mezzo tra Capriano del Colle, Botticino, Vallecamonica e Cellatica, tutti vini con denominazione. A pesare sulla mancata vendita dei vini di qualità, la chiusura forzata di alberghi, agriturismi, enoteche, bar, e ristoranti a livello italiano, oltre al forte calo delle esportazioni, aggravato dalle difficoltà logistiche e dalla disinformazione.

“Con la chiusura del canale Horeca le cantine medio-piccole di alta qualità, che trovano in esso uno sbocco quasi esclusivo, sono di fronte ad una triplice difficoltà – racconta Davide Lazzari, referente Giovani Impresa Coldiretti Brescia e viticoltore di Capriano del Colle (BS) -: non sanno se e quando verranno pagate le forniture dei vini già effettuate, se e quando avranno ancora la possibilità di distribuire del vino all’interno di questo canale e quanti di questi operatori sopravvivranno a questa fase”. Una situazione di incertezza alla quale gli imprenditori agricoli provano a rispondere con impegno e resilienza: “l’istinto di sopravvivenza ha spinto molti ad attrezzarsi per le consegne a domicilio, per arginare il più possibile l’emorragia, sfociando anche verso il canale online”  precisa Davide Lazzari.

Ma questa innovazione rappresenta il primo segnale di una profonda crisi che investirà il settore e che riguarda anche le attività dirette nei campi: “in questo momento è determinante poter incrementare di almeno 2 anni la validità delle autorizzazioni all’impianto di vigneti che le aziende hanno in portafoglio – precisa Luca Formentini vicepresidente del Consorzio del Lugana – senza questo provvedimento il rischio infatti è accentuare ulteriormente le difficoltà finanziarie e abbattere le prospettive future di ripresa. Questo contribuirebbe al tracollo del settore attualmente in una situazione fortemente compromessa.

Senza vendite – precisa Coldiretti Brescia – le aziende non riescono a far fronte ai pagamenti e a finanziare il ciclo produttivo che invece deve continuare. Le misure messe in campo con il blocco delle rate di mutui, prestiti, tasse, contributi sono certamente utili ma non bastano ed è indispensabile – chiede Coldiretti – mettere a disposizione delle aziende vitivinicole liquidità sotto forma di prestiti a lunga scadenza a tasso zero e garantiti dallo Stato, pari a una percentuale del fatturato dell’anno precedente, da erogare attraverso una semplice richiesta alle banche. Un intervento semplice, che dovrebbe essere garantito indipendentemente dalla dimensione aziendale, al quale aggiungere anche la compensazione a fondo perduto sulle perdite subite sotto forma di “risarcimento del danno”.

“Il lockdown sta creando danni enormi, non possiamo credere che le misure adottate fino a oggi siano sufficienti – commenta Silvano Brescianini, Vice Presidente di Coldiretti Brescia e Presidente del Consorzio Franciacorta  – l’ultimo decreto sulla liquidità rappresenta un primo passo a supporto delle imprese, il rientro in 6 anni dei finanziamenti a tasso agevolato è una buona proposta, ma sarebbe meglio attuare misure a 10 anni. Non dimentichiamo inoltre la necessità di aiutare i settori del commercio, della ristorazione e dell’ospitalità, riconoscendo il loro ruolo di spicco nella valorizzazione del made in Italy. Ci auguriamo che i contributi confermati siano facilmente accessibili e che il Governo metta in campo ulteriori misure per sostenere le nostre eccellenze e la filiera vitivinicola”.

Il pensiero va alla prossima vendemmia: servono risorse aggiuntive comunitarie e nazionali per la riduzione delle giacenze e il contenimento della produzione di vino. Coldiretti ha presentato al Governo il piano salva vigneti con il quale, attraverso la distillazione volontaria, si prevede di togliere dal mercato una parte di vini generici da trasformare in alcol disinfettante per usi sanitari. Il piano – conclude Coldiretti – prevede inoltre la possibilità di accedere ai contributi per la vendemmia verde così da ridurre la produzione anche sui vini di qualità, evitare un eccesso di offerta, che farebbe crollare i prezzi della materia prima e sostenere i viticoltori. Sono altrettanto alte le preoccupazioni sulla contrazione dei consumi anche all’estero dove l’emergenza sanitaria si sta diffondendo progressivamente.

 

UMBRIA, CORONAVIRUS: “COLLASSO” AGRITURISMI: SERVONO INTERVENTI DI SOSTEGNO

Con i cittadini costretti tra le mura domestiche dall’emergenza coronavirus per queste festività pasquali, arrivano in soccorso i Cuochi contadini di Campagna Amica della Coldiretti con i menu della tradizione che gli agriturismi di Terranostra consegnano a domicilio.

Gli agriturismi di Terranostra – riferisce la presidente regionale Elena Tortoioli – sono impegnati a consegnare il pranzo pasquale direttamente nelle case degli umbri con la possibilità anche di offrirlo ai più bisognosi grazie all’iniziativa della spesa sospesa. L’emergenza coronavirus ha cambiato solo in parte le abitudini degli italiani che non vogliono rinunciare ai piaceri del palato anche se si fa pesantemente sentire – sottolinea Tortoioli – la chiusura forzata al pubblico di agriturismi, ristoranti e trattorie con un taglio del 27% della spesa complessiva per il pranzo di Pasqua.

Il comparto agrituristico umbro – afferma Tortoioli – ha da subito registrato l’azzeramento di prenotazioni, cene e pranzi conviviali, soggiorni e vacanze, con gravi perdite. Un danno indubbiamente destinato ad aumentare con l’approssimarsi delle festività pasquali caratterizzate ancora dal blocco degli spostamenti. Un conto salato per i circa 1400 agriturismi regionali – prosegue Tortoioli – che colpisce un sistema già in grande difficoltà dopo settimane di chiusura e per il quale la Pasqua segna tradizionalmente l’inizio della stagione turistica, con il risveglio della natura in primavera.  Con l’emergenza quindi, abbiamo dovuto cambiare strategia e operatività – aggiunge Tortoioli – per dare un po’ di sollievo al settore rimodulando l’offerta anche con i menu a domicilio, recapitando, come nel caso dell’agriturismo Parco Fiorito, le tipicità delle ricette pasquali, dall’antipasto al dolce. La proposta dei nostri agriturismi con i pasti recapitati a domicilio – ricorda Tortoioli – è l’occasione per presentare i cibi della tradizione: dalla ciaramicola, dolce tipico perugino, alla pizza dolce di Pasqua caratteristica anche del ternano, fino alla torta di Pasqua, nota anche come pizza al formaggio. Oltre alle immancabili uova, nelle colazioni e nei pranzi di Pasqua in Umbria, difficile rinunciare poi ad accompagnare le torte, anche al testo, con i salumi del territorio, fare a meno dei classici primi fatti in casa, o alla delicatezza della carne d’agnello locale e ai formaggi nostrani; l’ampia scelta di vini del territorio completa i menù delle famiglie, da arricchire con il nostro prezioso olio extravergine di oliva.

L’obiettivo – sottolinea Elisa Polverini segretario Terranostra Umbria – è offrire una tavola di Pasqua “apparecchiata” a casa direttamente dai contadini nell’ambito della campagna #MangiaItaliano a difesa del Made in Italy, del territorio, dell’economia e del lavoro. Come Coldiretti e Terranostra – aggiunge Polverini – siamo impegnati per un piano di intervento a favore degli agriturismi, anche con la richiesta di un sostegno economico legato alle mancate presenze effettive sia come alloggio che come ristorazione, a fronte del completo annullamento di tutte le prenotazioni. Con l’emergenza gli agriturismi, prima di altri – ricorda Polverini – hanno risentito pesantemente della crisi. La stagione è ormai compromessa per i nostri operatori: una stagione che si apre con la primavera, con le nostre fattorie didattiche che ospitano le scolaresche, ma anche con le gite fuori porta, con le passeggiate a cavallo, con i pic nic, fino alle escursioni in montagna, o alle esperienze in fattoria per partecipare alle attività dell’azienda. Gli agriturismi sono innanzitutto aziende agricole – conclude Polverini – pertanto le misure del decreto Cura Italia dedicate all’agricoltura sono applicabili anche a loro. Una misura importante fra tutte è sicuramente la cassa integrazione in deroga che rappresenta un aiuto per i collaboratori aziendali, così come la sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali. Ma non sono sicuramente sufficienti per aiutarci ad andare avanti: i nostri agriturismi hanno bisogno in tempi brevi di sostegni economici.

 

ALESSANDRIA, CORONAVIRUS, SOSTENERE E PROMUOVERE LA PRODUZIONE DI FORMAGGI

Sostegno ai formaggi Dop piemontesi: sul territorio provinciale alessandrino, in particolare, alla Robiola di Roccaverano prodotta anche in provincia di Alessandria (Pareto, Ponti, Spigno Monferrato) e alla Toma Piemontese (Acqui Terme, Terzo, Bistagno, Ponti e Denice) senza però dimenticare l’importanza strategica di tutto il settore caseario e delle specialità che quotidianamente arrivano sulla nostre tavole, sia a base di latte vaccino che ovicaprino.

“Si tratta di piccole produzioni che caratterizzano territori delle fasce pedemontane e collinari altrimenti disabitati che, proprio grazie al lavoro dei nostri imprenditori, invece vengono mantenuti in vita e sono parte del nostro grande patrimonio turistico e culturale  – sostengono il Presidente e il Direttore Coldiretti Alessandria Mauro Bianco e Roberto Rampazzo –. E’ importante che queste produzioni possano essere sostenute mediante aiuti commerciali e di filiera”.

Per questo è stata sollecitata la Regione affinché si interfacci direttamente con la GDO piemontese per incentivare l’acquisto di prodotti del territorio in modo da aiutare l’economia locale, soprattutto in un momento così delicato.

“Coldiretti, d’altronde, in questo periodo – concludono Bianco e Rampazzo – ha fatto appello alla grande distribuzione affinché sostenesse con atti concreti la mobilitazione #MangiaItaliano”.

 

REGGIO EMILIA, CAMPAGNA AMICA SPESA SOSPESA PER CHI NE HA BISOGNO

Per aiutare a combattere le nuove povertà e affrontare la crescente emergenza alimentare, arriva dagli agricoltori di Campagna Amica l’iniziativa “Spesa sospesa del contadino a domicilio”. Le modalità per effettuare le donazioni sono due: attraverso un bonifico su c/c dedicato e in contanti al momento della spesa, in azienda o consegnata a domicilio.

Lo annuncia la Coldiretti di Reggio Emilia nel sottolineare che i cittadini che acquistano dalle aziende di Campagna Amica, sia presso i punti vendita sia ricevendo la spesa a domicilio, possono decidere di fare una donazione per le persone più bisognose, che saranno veicolate dalla Caritas reggiana e dalla Croce Rossa di Reggio Emilia.

È possibile anche fare una donazione tramite bonifico su un conto corrente dedicato con cui Campagna Amica provvederà ad acquistare i prodotti di qualità degli agricoltori che saranno consegnati alle famiglie più bisognose. Al momento della donazione sarà fondamentale indicare nella causale: Spesa Sospesa – nome, cognome e indirizzo comprensivo del comune di residenza e della provincia del donatore. IBAN: IT43V0200805364000030087695. «Si tratta di un’azione di grande responsabilità dell’agricoltura, locale e nazionale, – commenta il direttore di Coldiretti Maria Cerabona – in una situazione in cui le misure

restrittive per contenere il contagio e la perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale, hanno aggravato la situazione e aumentato il numero di persone costrette a chiedere aiuto per il cibo con la distribuzione di pacchi alimentari o nelle mense». Secondo l’analisi della Coldiretti su dati Relazione annuale Fead del giugno 2019 in Italia sono quasi 2,7 milioni di persone in necessità.

Ricordiamo inoltre – precisa la Coldiretti – che le erogazioni liberali in denaro effettuate nell’ambito del progetto “spesa sospesa” sono detraibili dalle imposte sul reddito delle persone fisiche nella misura del 30% dell’importo donato, con un massimo di 30.000 euro.

«Il mondo agricolo ha sempre fatto la sua parte nei momenti di difficoltà – conclude la Cerabona – e questa emergenza è difficile e fuori dagli schemi. È dolorosa per molte persone che vivono in uno stato di fragilità e famiglie che si sono trovate improvvisamente senza lavoro. Ringrazio sin da ora per la generosità di tutte le aziende che hanno aderito a queste iniziative e al buon cuore dei consumatori che doneranno, tutti uniti verso una rinascita del nostro paese».

Per qualunque informare è attiva una pagina facebook @campagnamica.re, un sito internet  reggioemilia.coldiretti.it e una casella di posta elettronica campagnaamica.re@coldiretti.it.

 

ORISTANO, AL VIA LE INIZIATIVE DI SOLIDARIETÀ CONTRO L’EMERGENZA  COVID-19

Saranno varie, articolate e distribuite nel tempo  le iniziative di solidarietà programmate da Coldiretti Oristano e dai produttori di Campagna Amica come ausilio a fronteggiare l’emergenza Covid-19 .

Attività solidali di Coldiretti e del mercato contadino che vengono supportate in un fronte comune da  privati cittadini,  imprese come la Vittoria Assicurazioni, dagli stessi volontari che in queste settimane stanno prestando la loro opera per la consegna della spesa a domicilio.

Si inizia oggi, giovedì 9 aprile , con la realizzazione di confezioni spesa da consegnare alle famiglie oristanesi in difficoltà: dalla pasta al pomodoro, dal pane alla frutta e la  verdura .

Per tutto il mese di Aprile, ogni giovedì, alle parrocchie oristanesi individuate verranno consegnate le spese solidali, ritirate dal mercato di Via degli Artigiani dalla protezione civile per essere poi consegnate a famiglie oggi in difficoltà .

Attivata anche la “SPESA SOSPESA”: i consumatori del mercato contadino acquistano dei prodotti da recare a famiglie bisognose . Primi invii consegnati in settimana.

Un aiuto verrà dato anche alla mensa dei poveri con la consegna di prodotti di prima necessità, pasta,  frutta e verdura .

Un pensiero anche ai bambini con l’imminenza delle Festività Pasquali : i volontari del mercato contadino doneranno delle uova di Pasqua alle case famiglia .

“La campagna non si ferma – sottolinea il Direttore Provinciale Coldiretti Emanuele Spanó –   oltre a garantire prodotti freschi e genuini non si dimentica di quanti si trovano oggi in difficoltà ; queste iniziative di solidarietà vogliono portare un contributo al superamento del difficile momento che stiamo vivendo “ .

“La perdita delle opportunità di lavoro – conclude il Presidente Provinciale Coldiretti Giovanni Murru – sta aggravando il numero di famiglie che hanno bisogno di aiuto per mangiare .

Il mondo contadino, per quanto esso stesso in difficoltà, è sempre pronto a dare un concreto aiuto alle fasce più deboli della popolazione, in questo caso con la distribuzione di cibo stagionale e di qualità.

 

PARMA, CAMPAGNA AMICA MOBILITATA PER  LA SOLIDARIETA’ AI PIÙ BISOGNOSI

“Coldiretti, Terranostra e Agrimercato di Parma coi produttori dei mercati di Campagna Amica, nell’ambito delle iniziative “spesa sospesa”, danno avvio ad una azione di solidarietà nei confronti delle persone più bisognose, a partire dalla festività della Pasqua”.

Lo comunica il Direttore di Coldiretti Parma Alessandro Corsini evidenziando che “il mondo agricolo ancora una volta esprime la sua fattiva collaborazione nei momenti di difficoltà e vicinanza a chi oggi, ai tempi dell’emergenza sanitaria del coronavirus,  si trova in situazioni di maggior bisogno per povertà, perdita del lavoro e incertezza per il futuro”, e ringrazia i produttori agricoli per la loro disponibilità e il Presidente di Emporio Solidale Giacomo Vezzani, con il quale si è concertata l’iniziativa solidale.

L’iniziativa – comunica Coldiretti Parma – prevede la donazione di 10 pacchi di generi alimentari che saranno distribuiti, in occasione delle festività imminenti e  anche in seguito considerata la grande richiesta a causa della situazione di emergenza, attraverso Emporio Solidale alle famiglie indigenti.

“La particolarità di questi pacchi- commenta la Presidente di Agrimercato Parma Paola Bartoli  e Viceresponsabile provinciale Coldiretti Donne Impresa Parma – è quella di contenere i prodotti agricoli provenienti dalla rete Campagna Amica di Parma, tutti di ottima qualità, di stagione, sostenibili, rigorosamente Made in Italy e legati al territorio. Come Coldiretti Donne Impresa Parma siamo attente alle fasce più deboli della popolazione  specialmente in  questo particolare momento di difficoltà e condividiamo e sosteniamo l’iniziativa.”

Tutti i soci Coldiretti possono contribuire con prodotti o con donazioni economiche e anche tutti i cittadini che desiderino condividere questa azione di solidarietà.  Per aderire – conclude Coldiretti – si può fare una donazione economica   da versare sul conto corrente attivato da Fondazione Campagna Amica:  IT43V0200805364000030087695 e Campagna Amica provvederà con il ricavato ad acquistare presso i suoi agricoltori dei prodotti di qualità che verranno consegnati gratuitamente alle famiglie più bisognose nel territorio di Parma. Per questo è  fondamentale indicare nella causale, oltre a “Spesa Sospesa Campagna Amica”, anche il nome, cognome e indirizzo comprensivo del comune di residenza e della provincia dove far arrivare la spesa.

 

SALERNO, CORONAVIRUS: A SERRE TRATTORI IN AZIONE PER SANIFICARE STRADE

Coronavirus, in provincia di Salerno continua la mobilitazione dei trattori Coldiretti per sanificare strade e piazze. Dopo Pontecagnano Faiano, Capaccio, Buccino e Giffoni Valle Piana, sarà effettuato un intervento di disinfezione e sanificazione straordinaria del territorio a Serre, grazie a un’intesa stretta tra il presidente della Coldiretti Serre Angelo Gallo e l’assessore all’agricoltura Marta Pizzarelli. Otto le aziende agricole impegnate: Pasquale Gallo, Società agricola Fratelli Gallo, Dario Probo, Rosario Funicelli, Attilio Cafaro, Gerardo Opramolla, Nicola Vuocolo, Mario Mennella. Soddisfazione viene espressa dal presidente provinciale Vito Busillo e dal direttore Enzo Tropiano che da giorni sono impegnati in tutta la provincia per sostenere e aiutare le amministrazioni comunali alle prese con l’emergenza coronavirus. “Ci siamo resi disponibili con tutti i Comuni per contribuire alla bonifica dei territori – ricorda il presidente Busillo – i nostri agricoltori sono in prima linea in questa emergenza e sempre a disposizione dei Comuni che finora ne hanno fatto richiesta”. Sono soprattutto tanti giovani agricoltori ad aver risposto all’appello di Coldiretti per rendere un servizio utile alla collettività, con l’opera di sanificazione che sta interessando vari centri della provincia. “E’ un servizio gratuito straordinario per la provincia – sottolinea il direttore di Coldiretti Enzo Tropiano – i Comuni sono ovunque in difficoltà tra le mille problematiche legate all’emergenza e, dove possiamo, stiamo dando un contributo per la sanificazione delle strade e la prevenzione dei contagi. I trattori raggiungeranno anche Serre grazie all’uso di irroratori e nebulizzatori. Si tratta di un’attività che rafforza l’impegno degli agricoltori in questo difficile momento di emergenza”.

 

Appuntamenti

 

RAVENNA: PASQUA DELLA TRADIZIONE A DOMICILIO CON CONSEGNE DI CAMPAGNA AMICA

Giovedì 9, venerdì 10 e sabato 13 aprile

Nonostante le restrizioni legate al Coronavirus la campagna non si ferma e gli agricoltori di Coldiretti Forlì-Cesena e Rimini sono sempre al lavoro per garantire alimenti freschi e a km zero, indispensabili per il pranzo di Pasqua. Le eccellenze agroalimentari del territorio, già da alcune settimane giungono direttamente a casa dei consumatori grazie alle consegne a domicilio attivate dal Mercato di Campagna Amica di viale Bologna 75 (Forlì). Il Mercato, dove il Punto Campagna Amica è aperto tutti i giorni dalle 7 alle 13, sarà aperto anche sabato prossimo, vigilia di Pasqua, con tutti i produttori presenti.

Nel frattempo è sempre attiva l’opzione ‘ordina e ritira’, che consente di prenotare la spesa da casa e di passarla a prendere senza fare alcuna fila oppure è possibile ordinare la consegna a domicilio.

Listini, disponibilità e consegna si possono richiedere telefonando al 0543 493327 oppure via mail a biologicavalbidente@gmail.com

Numerosissime le consegne effettuate in questi giorni, non solo dal Mercato ma anche dalle numerose aziende agricole di Campagna Amica Forlì-Cesena e Rimini che si sono organizzate in tal senso (a questo link elenco scaricabile con tutte le info http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/) e tanti i riscontri positivi sulla freschezza e genuinità dei prodotti recapitati. Già da oggi, inoltre, è possibile includere nelle cassette ordinabili chiamando il Mercato anche le colombe artigianali realizzate con materie prime 100% Made in Italy e di origine agricola, in primis il Grano varietà Giorgione.

Chi non vuole rinunciare ai piatti pasquali della tradizione contadina potrà, inoltre, contare sulle consegne a domicilio degli agriturismi della rete Campagna Amica-Terranostra. Nonostante la chiusura forzata delle strutture per via dell’emergenza Coronavirus, i cuochi contadini degli agriturismi Campagna Amica-Terranostra della provincia di Forlì-Cesena e Rimini si sono attrezzati per consegnare in sicurezza, nel rispetto della normativa di igiene e sicurezza alimentare e delle recenti indicazioni antidiffusione covid – 19, il pranzo pasquale.

“L’obiettivo di queste iniziative di consegne a domicilio – spiega il Direttore di Coldiretti Forlì-Cesena e Rimini Anacleto Malara – è garantire a tutti una tavola di Pasqua ‘apparecchiata’ a casa direttamente dai contadini con prodotti freschi e di qualità nell’ambito della campagna #MangiaItaliano a difesa del Made in Italy, del territorio, dell’economia e del lavoro”. L’agriturismo è tra le attività agricole che più duramente sono state colpite dall’emergenza e la Coldiretti è impegnata nel realizzare un piano di intervento anche con la richiesta di un sostegno economico legato alle mancate presenze effettive sia come alloggio che come ristorazione, a fronte del completo annullamento di tutte le prenotazioni.

Negli agri-menù consegnati direttamente a casa dai cuochi contadini, dalla sono inclusi consigli per l’impiattamento e spiegate nel dettaglio le ricette della tradizione gastronomica pasquale del territorio. Il servizio di consegna è attivo nella vallata del Bidente, dove operano l’Agriturismo Campo Rosso dell’Agrichef Sandri Katia (Civitella, info 380 5142609) e l’Agrichef Morena Barzanti dell’Agriturismo Ca di Rico (Dovadola, info 3332558019), ma anche a Sogliano al Rubicone (Agriturismo La Rocca, info 320 7782659) e a Coriano di Rimini (Podere Bianchi,info 3293326727).

 

PUGLIA: PASQUA, FIORI E PIANTE AI MERCATI CONTADINI: CAMPAGNA #BALCONIFIORITI

Venerdì 10 aprile

Le vacanze di Pasqua avviano tradizionalmente nelle campagne la stagione turistica che quest’anno è stata purtroppo bloccata dall’emergenza coronavirus. In Puglia non ci saranno le consuete gite fuori porta in agriturismo, ma per vivere l’inizio della primavera con il risveglio di piante e fiori venerdì prossimo, 10 aprile 2020, a partire dalle ore 10,00, nei mercati contadini di Campagna Amica di Brindisi in Via Appia 226 e a Foggia in  Via della Repubblica 80 parte la campagna #balconifiori per festeggiare la Santa Pasqua con case e balconi adornati di piante e fiori. Oltre alla vendita nei Mercati di Campagna Amica, ai consumatori sarà donato un fiore tricolore per aiutare a vincere la paura e recuperare fiducia nel futuro.

E’ stato dato il via libera alla vendita di piante e fiori in supermercati, mercati, punti vendita e vivai con il chiarimento del Governo che ha pubblicato sul sito la FAQ, nella quale si precisa che “la vendita di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili è consentita”, dopo la lettera del presidente di Coldiretti Prandini al Premier Conte. “Si tratta di un risultato importante perché il settore florovivaistico sviluppa in Puglia una Produzione Lorda Vedibile di oltre 300 milioni di euro con un risvolto occupazione di oltre 2 milioni di giornate di lavoro, un segmento dell’economia agricola importante che oggi versa in gravissime difficoltà a causa del blocco degli ordini sul mercato interno ed estero, con il divieto di cerimonie come battesimi, matrimoni, lauree e funerali e le difficoltà alle esportazioni e un danno stimato di oltre 200 milioni di euro”, commenta Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Il risultato dell’emergenza con il blocco delle vendite è stato di quasi un miliardo di fiori e piante appassiti e distrutti nei vivai in Italia dove  – riferisce la Coldiretti – sono crollati gli acquisti di fiori recisi, di fronde e fiori in vaso, le produzioni tipiche della primavera e si sono fermate anche le vendite e l’export di alberature e cespugli, in un periodo in cui per molte aziende si realizza oltre il 75% del fatturato annuale, grazie ai tanti appassionati dal pollice verde che con l’aprirsi della stagione riempiono di piante e fiori case, balconi e giardini.

 

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