COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News la Forza del Territorio dell’11 giugno 2019

11 giugno 2019
News la Forza del Territorio dell’11 giugno 2019

Primo piano

 

PIEMONTE

CIMICE ASIATICA: TORNA COL CALDO MA PRONTI I RIMEDI

Mentre nelle campagne piemontesi si contano i danni provocati da questi insetti insaziabili che stanno colpendo meli, peri, kiwi, ma anche peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai si sta riuscendo a contenere il fenomeno grazie a trattamenti mirati e alla costante azione di monitoraggio dei tecnici Coldiretti che, visti i risultati, non si fermerà.

 

Con l’arrivo del caldo torna puntuale l’invasione delle cimici che si stanno moltiplicando nel nord Italia costringendo anche nei centri abitati i cittadini a barricarsi in casa con porte e finestre chiuse mentre nelle campagne si contano i danni provocati da questi insetti insaziabili che stanno colpendo meli, peri, kiwi, ma anche su peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai con danni che possono arrivare fino al 40% dei raccolti nei terreni colpiti. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti per l’arrivo in Italia della “cimice marmorata asiatica” che è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta e che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili, col rischio di compromettere seriamente parte del raccolto.

Già lo scorso anno Coldiretti Piemonte insieme al Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino, a Fondazione Agrion e al Gruppo Ferrero hanno istituito un osservatorio per allargare e approfondire la ricerca sulle strategie di lotta alla cimice asiatica. L’insetto, infatti, ha trovato in Piemonte un ambiente favorevole alla sua diffusione. In questi ultimi anni si sono registrati danni ingenti su molte colture, dal nocciolo alla frutta.

“Una problematica che si che si è acuita con i cambiamenti climatici che si manifestano con una tendenza al surriscaldamento accentuatasi negli ultimi anni e con il moltiplicarsi di eventi estremi e sfasamenti stagionali – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. In Piemonte stiamo riuscendo a contenere il fenomeno grazie a trattamenti mirati ed alla costante azione di monitoraggio dei nostri tecnici che, visti i risultati, non si fermerà. La sinergia sui territori ha reso possibile lo studio di strategie appropriate, adottando i metodi più sostenibili, con una particolare attenzione all’ambiente al fine di salvaguardare la qualità delle produzioni Made in Piemonte”.

 

 

Dal territorio

 

CALABRIA, PRIMA FOTOGRAFIA ULIVETO CALABRIA ANNATA 2019: CROLLO DEL -69%

Quello che avevamo delineato e descritto fin dall’inizio della campagna olivicola di raccolta 2018/2019 e cioè il crollo della produzione di olio di oliva, che, a livello regionale, in base ai primi dati registrava un –50% circa, trova conferme nel report di maggio diffuso da Ismea su dati Agea che certifica che in Calabria la produzione di olio extravergine d’oliva si attesta sulle 22mila tonnellate con una variazione di – 69% rispetto all’annata precedente. A causare il calo l’anno scorso hanno contribuito le condizioni climatiche che hanno permesso l’attacco della mosca, della tignola e in alcune zone il tripide.

La produzione media in Calabria negli ultimi 5 anni è stata di circa 40mila tonnellate di olio evo. In Calabria operano 692 frantoi il 15% del totale italiano e sono riconosciute 3 D.O.P. e 1 I.G.P, in Italia sono 38. La Calabria – ricorda la Coldiretti – è la seconda regione italiana (la terza in Europa) produttrice di olio con oltre 84mila aziende ad indirizzo olivicolo, una superficie investita in olivo di oltre 189mila ettari e 215milioni di piante, con quasi il 50% biologico e un impiego di manodopera, nella filiera, di 15milioni di giornate lavorative.

Ma un altro fenomeno preoccupa molto coldiretti! Vi è una forte crescita di importazioni di olio proveniente dall’Africa, mentre cala l’export negli Stati Uniti, che è anche uno dei nostri principali mercati e dove è in corso una petizione per chiedere al Dipartimento Usa al Commercio Estero di escludere l’olio d’oliva europeo, in quanto alimento salutare, dalla lista di prodotti su cui pende la scure dei dazi minacciati dal presidente Trump. Quindi dopo un’annata disastrosa sotto il profilo quantitativo siamo anche una regione importatrice. 

“Stanno arrivando – afferma il Presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto – produzioni di qualità molto bassa, svendute a prezzi insostenibili, che provocano danni ai produttori e alla salute dei cittadini. Oltre al danno   economico – ribadisce Aceto – vi è la crescita di importazione di olio extracomunitario che, sbucando dalle nebbie diventa magicamente olio calabrese ed italiano solo sulla carta. Una pericolosissima “macchia d’olio” che si può allargare favorendo comportamenti e triangolazioni scorrette che per la loro pervasività stanno già assestando un duro colpo alla nostra olivicoltura”.

“Oggi – riferisce Giuseppe Oliva Presidente di Assoproli – vi è un mercato stagnante e l’extravergine biologico spunta un prezzo all’ingrosso di € 5,70 kg che per essere remunerativo dovrebbe essere almeno di 7 €; il prezzo dell’extravergine convenzionale è di 4,60€ kg il prezzo equo dovrebbe essere almeno di 5,50€ kg. Sull’attuale campagna spiega insieme agli esperti il presidente dell’associazione olivicola di Coldiretti, la fioritura è stata eccezionale e non vi è l’occhio di pavone e l’attacco della tignola e anche la lotta alla mosca olearia risulta efficace anche grazie ai progetti e ai bollettini settimanali che l’associazione divulga ai produttori olivicoli”. Ombre e luci che fanno chiedere a Coldiretti la necessità di un aumento dei controlli da parte degli enti preposti lungo la filiera.

 

LOMBARDIA, CRESCE LA FILIERA DEL VERDE: 7MILA IMPRESE, +17% IN CINQUE ANNI

Cresce la filiera del verde in Lombardia. Tra floricoltura e servizi, infatti, le imprese attive hanno raggiunto quota 7 mila, con un incremento del 17% in 5 anni. È quanto afferma la Coldiretti Lombardia su dati di Camera di Commercio Milano, Monza Brianza e Lodi, in occasione dell’approvazione delle modifiche al Testo Unico regionale sull’Agricoltura, che introduce una parte dedicata esclusivamente al florovivaismo.

Una scelta – spiega la Coldiretti regionale – che mira a definire e salvaguardare il lavoro degli imprenditori agricoli professionali valorizzando l’utilizzo delle produzioni locali. Per andare incontro alle esigenze dei consumatori – continua la Coldiretti – nei vivai si potranno vendere anche i prodotti complementari funzionali alla cura del verde, dai vasi agli attrezzi, nel rispetto di precisi limiti delle superfici aziendali da destinare a tale scopo.

In Lombardia – conclude la Coldiretti – più del 50% delle imprese si concentra nelle province di Milano, Varese, Como e Brescia. Secondo gli ultimi dati regionali, il valore della produzione florovivaistica lombarda è di circa 220 milioni di euro all’anno.

 

PADOVA, ADDIO A DELFINO BUSON, EX PRESIDENTE COLDIRETTI PROVINCIALE

Coldiretti Padova saluta Delfino Buson, agricoltore di Pernumia e a lungo impegnato nell’attività associativa, scomparso lo scorso 8 giugno. Aveva 76 anni, lascia la moglie Giuliana e i figli Orietta e Matteo. Oggi, martedì 11 giugno, in occasione del funerale alle 16 nella chiesa arcipretale di Pernumia in tanti si daranno appuntamento per l’ultimo saluto all’amico Delfino. “Nella sua vita ha affiancato l’attività professionale all’impegno sindacale, – ricorda il presidente Massimo Bressan – sia come presidente del comprensorio Coldiretti di Monselice, sia come presidente provinciale di Coldiretti Padova, incarico che ha ricoperto con passione e competenza per un decennio negli anni Ottanta. Tante le battaglie che lo hanno visto in prima linea, in difesa degli agricoltori e di un settore che si stata trasformando rapidamente. Nel contempo si è occupato della sua azienda agricola, specializzata nella coltivazione di frutta, finché le condizioni di salute glielo hanno consentito. A nome di tutta la Coldiretti di Padova rivolgo un sentito ringraziamento a Delfino per la sua dedizione e il suo esempio e siamo vicini ai suoi cari”.

 

MOLISE, INFRASTRUTTURE: COLDIRETTI CHIEDE L’INTERVENTO DELLA REGIONE

Coldiretti Molise torna a chiedere a gran voce l’intervento della Regione per fronteggiare e risolvere l’annoso problema della viabilità, specie interna, del territorio regionale. Le richieste di Coldiretti sono racchiuse, unitamente ad una chiara e particolareggiata analisi della situazione, in una missiva che il Delegato Confederale ed il Direttore regionale della Coldiretti Molise, Giuseppe Spinelli e Aniello Ascolese, hanno inviato al Presidente Domato Toma ed agli assessori regionali all’Agricoltura Nicola Cavaliere, ai Lavori Pubblici e Viabilità, Vincenzo Niro, ed alla Pianificazione Territoriale Roberto Di Baggio.

“Quella che ci auguriamo potersi definire conclusa – si legge nella missiva – è stata una stagione invernale che lascerà un segno profondo sull’intero territorio molisano, in termini di danni alle colture, dissesto idrogeologico sui terreni, altresì aggravando la già precaria situazione della viabilità, in particolare quella interna”.

Tali difficoltà penalizzano, infatti, fortemente l’attività imprenditoriale, limitando la circolazione delle persone, degli imprenditori e, non ultimo, dei mezzi tecnici e le loro produzioni; “determinando, di fatto – evidenzia Giuseppe Spinelli – una condizione di svantaggio economico che, molto spesso, è una concausa della cessazione delle attività imprenditoriali e del progressivo spopolamento dei territori”.

“Solo restando alle cronache degli ultimi giorni – sottolinea Aniello Ascolese – abbiamo avuto modo di registrare la chiusura della strada comunale Fiumarella, nel comune di Pietracatella, a causa di un movimento franoso che è in atto, purtroppo, da anni. Analogamente il Comune di Agnone ha denunciato, ancora una volta, situazioni di grave dissesto delle strade interpoderali; a questi esempi potremmo aggiungerne tanti altri, a partire dal comune di Bagnoli del Trigno, per non parlare di Trivento”.

In questo stato di cose, Coldiretti ritiene urgente approfondire quali siano le pesanti conseguenze per chi sui territori vive e lavora, ritenendo necessario che le Istituzioni, a partire dal livello regionale, avviino un processo che superi l’emergenzialità puntando ad un programma razionale di interventi che realizzino adeguati livelli di sicurezza sul territorio, fornendo garanzie per coloro che intendono rimanere ed investire sul territorio.

“Siamo ben consapevoli – proseguono i vertici di Coldiretti – che alla base di tutto esiste il problema della carenza di risorse; ma troppo spesso amministratori, cittadini ed imprese denunciano la mancanza di programmazione nell’utilizzo di queste ultime, mortificando le priorità e le reali esigenze. Coldiretti – concludono Spinelli ed Ascolese – pur essendo convinta della grande attenzione che le Istituzioni regionali hanno di tale problematica, auspica un rapido passaggio dalla fase di analisi a quella dell’agire, garantendo la propria disponibilità a confrontarsi positivamente sulle diverse questioni, nel pieno rispetto dei ruoli”.

 

LOMBARDIA: 8 MILIONI A TAVOLA IN AGRITURISMO: 4 PRODOTTI SU 5 SARANNO LOMBARDI

Sono circa 8 milioni le persone che ogni anno scelgono di mangiare negli agriturismi lombardi. È quanto stima la Coldiretti Lombardia commentando positivamente le modifiche apportate alla legge regionale sull’agricoltura che mette al centro i sapori del territorio. Infatti, almeno 4 prodotti agricoli su 5 (pari all’80%) serviti negli agriturismi dovranno essere made in Lombardia.

“In questo modo le nostre aziende saranno ancora di più ambasciatrici delle tipicità locali – spiega Massimo Grignani, Presidente di Terranostra Lombardia, l’associazione agrituristica promossa da Coldiretti – Inoltre, in generale, pesce e vini serviti potranno essere solo di origine lombarda”.

Nella nostra regione – continua la Coldiretti Lombardia – sono 1.688 le strutture attive, di cui oltre mille offrono servizio di ristorazione. La province con il maggior numero di agriturismi sono Brescia con 348, Mantova con 236, Pavia con 224. A seguire Bergamo (170), Como (166), Milano (133), Sondrio (121), Varese (90), Lecco (79), Cremona (72), Lodi (33), Monza e Brianza (16).

Alle base del loro successo – sottolinea la Coldiretti – c’è la possibilità di mangiare i piatti della tradizione, i cui segreti sono conservati da generazioni nelle campagne. Il cibo – conclude la Coldiretti – rappresenta il vero valore aggiunto delle vacanze in Lombardia, regione che può contare su un’agricoltura in grado di produrre oltre trecento tesori della tavola certificati, con 34 tra DOP e IGP, 41 denominazioni vinicole tra Docg, Doc e Igt e 251 prodotti tradizionali.

 

MILANO-LODI-MONZA B., CON 1700 IMPRESE CRESCE LA FILIERA DELLE PIANTE E DEI FIORI 

Cresce la filiera del verde nelle province di Milano, Lodi e Monza Brianza. Tra floricoltura e servizi, infatti, le imprese attive hanno superato quota 1.700 sulle 7 mila lombarde, con un incremento del 19% in 5 anni. È quanto afferma la Coldiretti interprovinciale su dati della Camera di Commercio Milano, Monza Brianza e Lodi, in occasione dell’approvazione delle modifiche al Testo Unico regionale sull’Agricoltura, che introduce una parte dedicata esclusivamente al florovivaismo.

Una scelta – spiega la Coldiretti – che mira a definire e salvaguardare il lavoro degli imprenditori agricoli professionali valorizzando l’utilizzo delle produzioni locali. Per andare incontro alle esigenze dei consumatori – continua la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza – nei vivai si potranno vendere anche i prodotti complementari funzionali alla cura del verde, dai vasi agli attrezzi, nel rispetto di precisi limiti delle superfici aziendali da destinare a tale scopo.

Sul territorio – conclude la Coldiretti interprovinciale – più del 50% delle imprese si concentra nella sola Città metropolitana, dove operano 1.107 realtà del settore; sono 545 nella provincia di Monza e della Brianza mentre 125 quelle attive nel Lodigiano.

 

BRESCIA, BENE CONFERMA LUSSIGNOLI ALLA PRESIDENZA DI CONDIFESA LOMBARDIA

“Congratulazioni a Giacomo Lussignoli per la sua riconferma al vertice dell’Associazione regionale dei Consorzi di Difesa della Lombardia. Un risultato frutto dell’impegno di questi anni a tutela delle produzioni agricole attraverso l’attività assicurativa agevolata”. Così Massimo Albano, direttore di Coldiretti Brescia, commenta l’elezione di Giacomo Lussignoli alla presidenza di Condifesa Lombardia Nord-est.

E’ un bresciano il rinnovato presidente del Consorzio alla sua quarta conferma, alla guida del consorzio dal 2007. Conduce a Ghedi, con la moglie Elena e il figlio Alberto un’impresa ad indirizzo cerealicolo ed orticolo di 37 ettari con particolare attenzione alle pratiche e alle tecniche della minima lavorazione e della tecnica conservativa.

“Sono orgoglioso di essere ancora alla guida del consorzio – interviene Lussignoli – in questi anni la Lombardia ha assunto un ruolo leader nel panorama nazionale per quanto riguarda l’assicurazione agricola agevolata. Oggi è determinante creare e affiancare alle tradizionali polizze assicurative strumenti di difesa del reddito innovativi come le polizze index, e i fondi mutualistici per la stabilizzazione del reddito delle imprese agricole”.

“Sono certo che Lussignoli – conclude il direttore Albano – continuerà a mettere a disposizione delle imprese la sua esperienza, in un settore che si sta rivelando sempre più decisivo per il lavoro nelle campagne, soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici in atto”.

Il ripetersi di eventi estremi con sfasamenti stagionali e sbalzi termici significativi – spiega Coldiretti Brescia – è costato all’agricoltura italiana oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

L’agricoltura – conclude Coldiretti – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli. Si tratta di – conclude la Coldiretti – di una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio.

 

MANTOVA, CIBO: 8 MILIONI A TAVOLA IN AGRITURISMO. MANTOVA SECONDA IN LOMBARDIA

Sono circa 8 milioni le persone che ogni anno scelgono di mangiare negli agriturismi lombardi. È quanto stima la Coldiretti Lombardia commentando positivamente le modifiche apportate alla legge regionale sull’agricoltura che mette al centro i sapori del territorio. Infatti, almeno 4 prodotti agricoli su 5 (pari all’80%) serviti negli agriturismi dovranno essere made in Lombardia.

“In questo modo le nostre aziende saranno ancora di più ambasciatrici delle tipicità locali – spiega Massimo Grignani, presidente di Terranostra Lombardia, l’associazione agrituristica promossa da Coldiretti –. Inoltre, in generale, pesce e vini serviti potranno essere solo di origine lombarda”.

“È un passo avanti nell’ottica della qualità complessiva degli agriturismi – commenta Giuseppe Groppelli, vicepresidente regionale e presidente di Terranostra Mantova – anche se già lo statuto degli agriturismi aderenti a Terranostra e Campagna Amica prevedeva menù interamente composti da cibi del territorio. È un segnale di rispetto che da sempre Terranostra dedica ai propri ospiti, alla ricerca di salute, natura e genuinità delle produzioni tradizionali”.

Mantova, con 236 agriturismi, è la seconda provincia lombarda per numero di strutture agrituristiche attive, alle spalle di Brescia (348) e davanti a Pavia con 224. Seguono Bergamo (170), Como (166), Milano (133), Sondrio (121), Varese (90), Lecco (79), Cremona (72), Lodi (33), Monza e Brianza (16).

Alle base del loro successo – sottolinea la Coldiretti – c’è la possibilità di mangiare i piatti della tradizione, i cui segreti sono conservati da generazioni nelle campagne.

Il cibo – conclude la Coldiretti – rappresenta il vero valore aggiunto delle vacanze in Lombardia, regione che può contare su un’agricoltura in grado di produrre oltre trecento tesori della tavola certificati, con 34 tra Dop e Igp, 41 denominazioni vinicole tra Docg, Doc e Igt e 251 prodotti tradizionali.

 

Appuntamenti

 

VARESE: GIOVANI IMPRESA TOUR, TAPPA NEL VARESOTTO

Mercoledì 12 giugno 

Oltre trenta giovani imprenditori agricoli in rappresentanza di tutte le province lombarde saranno domani, mercoledì 12, tra Varese e Como per un incontro che metterà al centro innovazione, start-up e nuove generazioni. 

La tappa prealpina e lariana di “Giovani Impresa Tour” (il ciclo itinerante di incontri tra le imprese under 35 di Coldiretti) avrà inizio, nella mattinata a Lomazzo (Como) presso Como NExT, il Digital Innovation Hub e Incubatore di startup certificato MiSE (Ministero dello Sviluppo Economico) situato all’interno dell’antico cotonificio Somaini. Qui i partecipanti all’incontro avranno modo di confrontarsi con una realtà che conta 125 imprese insediate, di cui un terzo start-up, con più di 650 knowledge workers oltre alle sinergie con una rete di 800 imprese collegate con università, centri di ricerca, banche, fondi di investimento: ci sarà la possibilità per tutti i partecipanti di svolgere un tour approfondito e di porre ogni necessaria domanda, in un diretto confronto con le start-up presenti.

Conclusa la visita, i partecipanti si sposteranno a Origgio dove presso l’azienda agrituristica Ai Boschi, che si trova a ridosso del Parco dei Mughetti, si svolgerà un incontro di approfondimento sulle attività didattiche e di campi estivi, compreso il confronto con i rappresentanti dei portali specialistici che operano di supporto al settore. L’attività prevalente dell’azienda agricola oggetto di visita è la coltivazione dei terreni il cui raccolto è destinato all’alimentazione degli animali allevati; l’agriturismo è gestito da tre sorelle, tra cui Elisa Turconi è Agrichef di Campagna Amica.                                                                                                                                                                                   

“Le agricole under 35 in provincia di Varese hanno con un’incidenza percentuale tra le più alte della regione” commenta Enrico Montonati delegato provinciale Coldiretti Giovani Impresa. “E’ il segno di un ritorno alla terra importante, soprattutto in una provincia dove la cementificazione, nei decenni, ha sottratto una gran quota di terreno agricola. L’agricoltura giovane va tutelata perché rappresenta una risorsa proiettata verso il futuro, con aziende vocate all’innovazione e alla multifunzionalità: il confronto e lo sviluppo rappresentano, quindi, ambiti importanti e strategici di confronto e approfondimento”.

 

MATERA, MALTEMPO DEL 12 MAGGIO: NUOVA ASSEMBLEA POPOLARE A METAPONTO

Giovedì 20 giugno

Ad un mese di distanza dall’evento meteorico eccezionale dello scorso 12 maggio che ha messo in ginocchio l’agricoltura dell’intera fascia jonica lucana, la Coldiretti di Matera annuncia una nuova assemblea popolare. Il prossimo 20 giugno direttamente presso un’azienda agricola in agro di Metaponto saranno affrontate in maniera partecipata e condivisa le gravose problematiche che interessano il settore primario lucano, minacciato recentemente sia da calamità naturali che da una grave crisi di mercato che colpisce le produzioni distintive del territorio. Questi fenomeni stanno mettendo a serio rischio l’economia jonica dove si concentra l’80% della produzione ortofrutticola regionale con più di 15mila ettari di produzioni fruttifere e più di 10mila ettari di produzioni orticole. Un contesto produttivo che rappresenta la maggiore fonte occupazionale della Basilicata. Nel corso dell’incontro verrà fatto il punto delle attività ad oggi poste in essere e verranno formulate proposte a tutela dell’intero comparto agricolo lucano.

 

COMO-LECCO: PER IL GIOVANI IMPRESA TOUR TAPPA NELLA PROVINCIA LARIANA

Mercoledì 12 giugno 

Oltre trenta giovani imprenditori agricoli in rappresentanza di tutte le province lombarde saranno domani, mercoledì 12, tra Como e Varese per un incontro che metterà al centro innovazione, start-up e nuove generazioni.

La tappa lariana e prealpina di “Giovani Impresa Tour” (il ciclo itinerante di incontri tra le imprese under 35 di Coldiretti) avrà inizio, nella mattinata, in un luogo particolarmente significativo: si tratta di Como NExT, il Digital Innovation Hub e Incubatore di startup certificato MiSE (Ministero dello Sviluppo Economico) situato all’interno dell’antico cotonificio Somaini.

Restaurato attraverso un’operazione di recupero di archeologia industriale, Como NExT nasce nel 2010 per volontà della Camera di Commercio di Como con tre obiettivi: attrarre imprese innovative, trasferire innovazione sul territorio e favorire lo sviluppo di nuova imprenditoria grazie all’incubazione di startup (diverse sono attive anche nel settore tecnologico con campi di applicazione in agricoltura).                                                                                                                                          

Nella visita a Como NExT, i partecipanti all’incontro avranno modo di confrontarsi con una realtà che conta oggi, a Lomazzo, 125 imprese insediate, di cui un terzo start-up, con più di 650 knowledge workers oltre alle sinergie con una rete di 800 imprese collegate con università, centri di ricerca, banche, fondi di investimento: ci sarà la possibilità per tutti i partecipanti di svolgere un tour approfondito e di porre ogni necessaria domanda, in un diretto confronto con le start-up presenti.

Conclusa la visita, i partecipanti si sposteranno a Origgio (Va) dove presso l’azienda agrituristica Ai Boschi si svolgerà un incontro di approfondimento sulle attività didattiche e di campi estivi, compreso il confronto con i rappresentanti dei portali specialistici che operano di supporto al settore.

“Accogliamo con piacere sul territorio la tappa di “Giovani Impresa Tour”, per la prima volta nelle nostre province del settentrione lombardo” commenta Chiara Canclini delegata Coldiretti Giovani Impresa per Como-Lecco. “Nei nostri territori, le imprese agricole giovani hanno un’importanza e un peso crescente nel tessuto imprenditoriale rurale, e sono improntate all’innovazione e alla multifunzionalità: il confronto e la formazione divengono, quindi, strategici e queste occasioni di incontro e confronto ne ribadiscono l’importanza”.

 

RAVENNA: UN MARE DI FRUTTA ANTI-AFA DEGLI AGRICOLTORI DI C.A. SUI LIDI RAVENNATI

Date varie 

Con il grande caldo i consumi di frutta hanno fatto registrare un balzo del 20% rispetto alla settimana precedente. E’ quanto stima la Coldiretti sulla base delle indicazioni dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica di Ravenna e Faenza. Il forte innalzamento delle temperature, giunto dopo un mese di maggio caratterizzato da freddo e pioggia record e coinciso con la chiusura delle scuole, ha contribuito a rilanciare gli acquisti e a popolare finalmente i lidi. E proprio sui lidi ecco che da questa settimana arrivano anche gli agricoltori di Campagna Amica Ravenna che, per tutta l’estate, saranno presenti in riviera con il seguente calendario: • Tutti i giovedì, dal 13 giugno, ore 20, Torre di San Michele (Cervia);• Tutti i venerdì, dal 14 giugno, ore 18 piazzale Caboto (Lido di Classe); • Tutti i lunedì, dal 17 giugno, ore 18, Parco Pubblico (Punta Marina); • Tutti i giovedì, dal 20 giugno, ore 18, Viale delle Nazioni (Marina di Ravenna).

Quest’anno, a causa di una primavera maledetta, si rischia di perdere un frutto su quattro nelle campagne italiane, dalle fragole alle ciliegie, dalle nespole alle albicocche, dalle pere ai meloni fino ai cocomeri per l’ondata di pioggia, grandine e allagamenti che ha colpito le coltivazioni e ridotto le disponibilità dei primi raccolti. In queste condizioni – sostiene Coldiretti – è importante aumentare le attività di controllo per evitare che vengano spacciati per Made in Italy prodotti importati. Ma per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto qualità-prezzo e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori, nei mercati o in fattoria e non cercare per forza il prodotto perfetto perché piccoli problemi estetici non alterano le qualità organolettiche e nutrizionali, i cosiddetti “brutti ma buoni”. Nei mercati estivi di Campagna Amica, oltre ad ortofrutta ad origine garantita, si potranno trovare tante altre eccellenze delle nostre campagne come miele biologico, olio extravergine, confetture, succhi di frutta, prodotti da forno, salumi e vini autoctoni.

 

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