COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio dell’11 febbraio 2019

11 febbraio 2019
News La Forza del Territorio dell’11 febbraio 2019

Primo piano

SARDEGNA

RESTIAMO AL FIANCO DEI PASTORI

La Coldiretti regionale per mesi e con proposte concrete ha cercato di trovare delle soluzioni per la grave crisi del settore ovino. Adesso anche il presidente della Regione Sardegna Pigliaru e l’assessore Caria chiedono a tutti i portatori di interesse del comparto ovicaprino di partecipare al tavolo “per trovare una giusta soluzione alla crisi del prezzo del latte”.

 

Il presidente Pigliaru e l’assessore all’agricoltura Caria, attraverso un comunicato stampa, chiedono a tutti i portatori di interesse del comparto ovicaprino di partecipare al tavolo della Regione “per trovare una giusta soluzione alla crisi del prezzo del latte”. Coldiretti Sardegna per mesi e con proposte concrete ha cercato di trovare delle soluzioni per la grave crisi del settore ovino.

Lo ha fatto nei tempi giusti, quando ancora c’erano le condizioni minime per poter trattare ed evitare l’inevitabile ed annunciata esplosione di rabbia di un settore al quale si proponevano e si continuano a proporre ad oggi, remunerazioni indegne, sotto i costi di produzione e illegali, visto che l’articolo 62 della legge 1 del 2012 lo proibisce e sanziona: “vieta qualsiasi comportamento del contraente che, abusando della propria maggior forza commerciale, imponga condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, ivi comprese, ad esempio: qualsiasi patto che preveda prezzi particolarmente iniqui o palesemente al di sotto dei costi di produzione”.

Come annunciato prima dell’ultimo tavolo, il tempo delle trattative è terminato. Le proposte di Coldiretti Sardegna, ci sono e sono nel tavolo dell’assessorato da mesi e quindi datate visto che oggi sono cambiate le condizioni. Perciò oggi il tavolo è obsoleto e superato dalla contingenza. Il prezzo del latte è quello richiesto a gran voce e palesemente dai pastori manifestanti ed è a loro pubblicamente che l’industria deve fare la proposta.

Per questo rispingiamo al mittente gli appelli alla responsabilità, che arrivano da chi ha risposto con il silenzio e l’indifferenza alle tante nostre proposte, arrivate già quattro anni, ad inizio legislatura, quando in un momento di serenità per la filiera grazie ad un prezzo del latte e del Pecorino romano favorevole, avevamo proposto al presidente Pigliaru, la creazione di un Consorzio di secondo grado a capitale Sfirs per riunire tutte le cooperative ed avere un unico manager per tutte. Non si possono recuperare oggi quattro anni di silenzio.

 

 

Dal territorio

 

LIGURIA, BENE LO STOP UE A SPECULAZIONI CONTRO AGRICOLTORI E PESCATORI

Rendere più equa la catena di distribuzione degli alimenti: bene lo stop Ue alle speculazioni da parte dei poteri forti dell’industria e della distribuzione contro gli agricoltori, ai quali arrivano appena 22 centesimi per ogni euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi. Non va meglio per il comparto ittico, dove il grossista prende il 20% del valore del pescato, a prescindere dalla quantità di venduto e del costo finale stabilito. E’ quanto afferma Coldiretti Liguria, in vista del rush finale sulla nuova direttiva europea contro le azioni commerciali inique e immorali, illustrata dal Ministro Gianmarco Centinaio e dal vice presidente della Commissione agricoltura dell’Europarlamento, Paolo De Castro, relatore e promotore del provvedimento.

“Esiste purtroppo uno squilibrio commerciale – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa –  che favorisce le speculazioni lungo la filiera produttiva, e va a danneggiare pesantemente le aziende agricole ed ittiche dei territori e, in generale, il settore agroalimentare europeo. Per difendere le piccole e medie imprese che, nella nostra regione, oltre ad essere un tassello importante dell’economia locale svolgono un lavoro fondamentale di presidio del territorio e valorizzazione delle eccellenze Made in Liguria, è necessario garantire un trattamento più equo, assicurandosi che i prodotti di terra e di mare non vengano più sottopagati con cifre spesso al di sotto dei costi di produzione, senza alcun beneficio per i consumatori.

Nella nostra regione solo i prodotti a Denominazione d’Origine – proseguono Boeri e Rivarossa – quali il Basilico Genovese DOP e l’olio DOP Riviera Ligure, permettono agli agricoltori che vendono il semilavorato all’industria, di avere un guadagno maggiore: il marchio tutela così il loro lavoro e il nostro territorio, e garantisce la competitività del prodotto sul mercato. Il brand agricolo, in questi casi, ha un valore forte che non viene surclassato da quello industriale: per questo è importante che altri prodotti che identificano il territorio, quali l’oliva taggiasca, ricevano al più presto il riconoscimento della DOP per favorirne un commercio più onesto e trasparente per il coltivatore e il consumatore. In generale, comunque, lo stop alle speculazioni a cui si auspica è un grande segno di civiltà e un passaggio fondamentale per favorire le produzioni locali, tracciabili e garantite; è un modo per dare più dignità ad un lavoro senza il quale l’intera economia nazionale e mondiale crollerebbe”.

 

LECCE, “PASSATA D’OLIVA”: DA POLPA E SANSA NASCONO PANE E TARALLI SALUTISTICI

Un alimento buono, salutistico e genuino ricavato da uno scarto. La prodigiosa trasformazione è avvenuta nei laboratori del Cnr Ispa di Lecce che ha messo a punto la “Passatadoliva”, un alimento elisir di salute realizzato con la polpa dell’oliva dopo l’estrazione dell’olio.

Il progetto Passatadoliva, finanziato dalla Regione Puglia, ha coinvolto un partenariato composto dall’istituto di Scienze delle Produzioni alimentari Cnr di Lecce, da Coldiretti Lecce e da Coopolio Salento. Il progetto ha puntato a valorizzare un nuovo sottoprodotto della filiera olearia: la passata d’oliva, un pate’ realizzato con una nuova tecnica di estrazione dell’olio, ovvero i decanter Dmf (multi fase).

Il prodotto permette così di utilizzare e rendere redditizia una parte “nobile” della lavorazione dell’oliva, ma sinora destinata allo scarto, ovvero la polpa dopo l’estrazione dell’olio, ma anche l’acqua di vegetazione e la sansa. Attraverso questo progetto sono state esplorate possibili applicazioni del prodotto nel settore dell’alimentazione.

Il pate’ (o passata) infatti oltre a rappresentare una fonte di fibra e di acidi grassi monoinstauri, è caratterizzato da un elevato contenuto in sostanze fenoliche e numerosi altri composti di interesse per la salute. Può essere infatti definito come un vero e proprio alimento nutraceutico. Il progetto ha esplorato in particolare la possibilità di utilizzare questo nuovo sottoprodotto dell’oliva per la produzione di prodotti da forno con proprietà funzionali: taralli, pane, frise, dolci e altri alimenti tipici della dieta mediterranea.

I dettagli sono stati illustrati questa mattina nel convegno, presso la Camera di Commercio di Lecce, dal titolo “Passata d’oliva, un’opportunità per la valorizzazione dei sottoprodotti della filiera olivicola”, a cui hanno partecipato Claudio Quarta, presidente Coopolio Salento, Pantaleo Piccinno, presidente Dajs (Distretto agroalimentare jonico-salentino), Giovanni Mita, Ispa Cnr Lecce, Maurizio Servili, Università di Perugia, Gianluca Bleve, Ispa Cnr, Miriana Durante, Ispa Cnr, il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele e Francesco Manzari, direttore Coldiretti Lecce.

“Coldiretti è sempre pronta a supportare l’innovazione nel campo dell’agricoltura – ha commentato il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele – in particolare a rendere interessante questo progetto è il fatto di trasformare un prodotto di scarto della lavorazione dell’olio, che costituisce un costo e che ha un certo impatto ambientale, in un’opportunità di reddito per le imprese salentine in questo momento assediate dal flagello xylella”. “La filosofia di Coldiretti è quella di garantire ai consumatori prodotti sani e tracciati, di cui si conosca l’origine – dice il direttore di Coldiretti Lecce, Francesco Manzari – La passata d’oliva è dunque un prodotto interessante perché è perfettamente tracciato ed ha un grande valore nutraceutico grazie alla presenza di polifenoli e altri nutrienti importanti per la salute”.

Il convegno, a cui hanno partecipato gli studenti degli Istituti agrari del Salento, si è concluso con la dedegustazione di prodotti a base di Passatadoliva e di specialità a “km zero” dei Mercati di Campagna Amica Lecce.

 

FERRARA, BENE LO STOP UE ALLE SPECULAZIONI AI DANNI DEGLI AGRICOLTORI

Bene lo stop Ue alle speculazioni da parte dei poteri forti dell’industria e della distribuzione contro gli agricoltori ai quali arrivano appena 22 centesimi per ogni euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi, che scendono addirittura a 2 centesimi nel caso di quelli trasformati dal pane ai salumi fino ai formaggi.

E’ quanto afferma la Coldiretti in vista del rush finale sulla nuova direttiva europea contro le azioni commerciali inique e immorali, illustrata dal Ministro Gianmarco Centinaio e dal vice presidente della Commissione agricoltura dell’Europarlamento, Paolo De Castro, relatore e promotore del provvedimento.

Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di un passaggio fondamentale per il futuro del settore agroalimentare europeo che riconosce l’esistenza di un squilibrio commerciale che favorisce le speculazioni lungo la filiera e la necessità di intervenire per garantire un trattamento più equo alle piccole e medie imprese agroalimentari.

“C’è bisogno di riequilibrare la distribuzione del valore lungo la filiera – commenta Floriano Tassinari, presidente di Coldiretti Ferrara – sanando una ingiustizia profonda e rendendo più equa la catena di distribuzione degli alimenti che vede oggi sottopagati i prodotti agricoli spesso al di sotto dei costi di produzione senza alcun beneficio per i consumatori”.

 

BRESCIA, INAUGURATO AGRIMERCATO DI ISEO: RACCONTA LE TRADIZIONI DEL TERRITORIO

Un mercato agricolo di eccellenze agroalimentari che raccontano un territorio ricco di tradizioni dove i consumatori hanno la certezza di fare una spesa genuinità, sicura e di qualità.  Questo in sintesi l’intervento di Elvira Lazzari Presidente di Agrimercato Brescia in occasione dell’inaugurazione, questa mattina, del mercato agricolo a Iseo, alla presenza della Vicepresidente di Coldiretti Brescia e responsabile del gruppo Donne Impresa di Coldiretti Brescia Nadia Turelli, del Direttore di Coldiretti Brescia Massimo Albano, del Sindaco di Iseo Riccardo Venchiarutti e dell’Assessore agricoltura, alimentazione e sistemi verdi di Regione Lombardia Fabio Rolfi.

Il mercato agricolo di Iseo si trova in Viale Repubblica e si svolge ogni seconda domenica del mese dalle 9.00 alle 19.00 alla presenza di oltre trenta produttori agricoli del territorio che fanno degustare le eccellenze agroalimentari locali. “All’interno del mercato agricolo di Iseo – precisa il Direttore Massimo Albano, si possono trovare tutti i prodotti della filiera agricola, dalla pasta ai salumi, dalla frutta ai formaggi, tutto prodotti certificati in gradi di garantire al consumatore un prodotto locale di eccellenza”. Oggi – precisa Coldiretti Brescia – è entrata in vigore al legge per l’indicazione obbligatoria dell’origine sull’etichetta dei prodotto agroalimentari, una vittoria di Coldiretti che tutela il lavoro degli imprenditori agricoli e consente scelte di acquisto consapevoli ai consumatori contro gli inganni dei prodotti stranieri spacciati per Made in Italy.

“Un mercato agricolo rosa –  conclude Nadia Turelli – dove la presenza femminile è protagonista all’interno di ogni realtà agricola presente; lo spazio femminile è un laboratorio di idee e un’opportunità di impegno per la valorizzazione dell’attività aziendale e nei confronti della collettività che intendiamo promuovere con continuità in un rapporto di equilibrio tra dirigenti, istituzioni e società.

In Italia più di un’azienda agricola su 4 è guidata da donne con il 45% delle circa 215mila imprese “in rosa” che si concentra al sud dalla Sicilia alla Puglia, dalla Calabria alla Campania, dalla Basilicata al Molise. Nella loro azione imprenditoriale – spiega Coldiretti – le agricoltrici italiane hanno dimostrato una grande capacità di coniugare la sfida con il mercato ed il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità diventando protagoniste in diversi campi: dalle attività di educazione alimentare ed ambientale con le scuole ai servizi di agritata e agriasilo, dalle fattorie didattiche ai percorsi rurali di pet-therapy, fino agli orti didattici, mercati di Campagna Amica e l’agriturismo.

 

CALABRIA, TERRANOSTRA E GLI AGRITURISMI DI CAMPAGNA AMICA ALLA BIT DI MILANO

Tra pochi anni il turismo sarà il maggiore settore economico al mondo e Terranostra Calabria con gli agriturismi di Campagna Amica Coldiretti   vuole dire la sua con la presenza alla Borsa internazionale del Turismo di Milano che si sta svolgendo in questi giorni. Operatori agrituristici guidati dalla Presidente di Terranostra Calabria Adriana Tamburi hanno una fitta agenda di incontri commerciali con tour operator e buyer italiani e stranieri che dimostrano grande interesse  per  l’agriturismo “che sempre di più  – afferma Adriana Tamburi –  è garante di valori fondamentali come la qualità e l’affidabilità, la tipicità e l’ecocompatibilità con la possibilità di vivere il territorio in tutti i suoi aspetti culturali, paesaggistici, enogastronomici e naturalistici.

Sono punti di forza – prosegue – che in questi anni hanno permesso un salto di qualità al sistema agrituristico calabrese con un continuo aumento di presenze e che ha portato alla crescita e alla qualificazione di tutto il movimento. Nelle aziende agrituristiche di Terranostra, i visitatori trovano la genuinità dei prodotti di Campagna Amica a chilometri zero, controllati, sicuri e quasi sempre provenienti dallo stessa azienda o da aziende associate. L’obiettivo di Terranostra e delle aziende che in essa confluiscono, è promuovere, sostenere e diffondere l’agriturismo e valorizzare il territorio, attraverso la difesa della natura e della tradizione, in un equilibrio tra uomo ed ambiente in grado da arricchire entrambi.

Le aziende agrituristiche calabresi che aderiscono a Terranostra esercitano questi concetti nell’accoglienza, nella ristorazione sempre di più qualificata con gli agrichef e in tutte le molteplici attività che quotidianamente offrono. Il cibo – rileva la Coldiretti – è il vero valore aggiunto della vacanza che può contare per la Calabria su 18 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario, 21 vini Doc/Igt, 271 prodotti tradizionali regionali censiti, tante aziende biologiche che attuano, unica regione in Italia, la coltivazione di prodotti “glifosato zero”. 

 

TORINO, TORINO-PINEROLO: PIÙ ATTENZIONE NEL SOPPRIMERE I PASSAGGI A LIVELLO

Eliminare tutti i passaggi a livello della linea Torino-Pinerolo, sostituendoli – a seconda dei casi – con cavalcavia, sottopassi o, semplicemente, con una stradina che corre lungo la strada ferrata. Questo ha deciso Trenitalia per la tratta Torino-Pinerolo.

“Tutto bene quando si chiude il passaggio a livello e si pensa di realizzare un cavalcavia o un sottopasso – spiega Claudio Mullineris, presidente della sezione Coldiretti di Pinerolo -. Sorgono problemi quando invece si ipotizza la chiusura senza opere di compensazione o, al più, una stradina che corre lungo la strada ferrata. In tal modo i coltivatori, rispetto a oggi, dovranno percorrere lunghi tratti per recarsi dalle loro cascine fino ai campi. Nel territorio di Pinerolo, Roletto, Frossasco e Piscina, i coltivatori coinvolti dal progetto di chiusura dei passaggi a livello sono alcune decine. Medesimo problema si ha però su tutta la tratta ferroviaria. Qualche esempio? A Pinerolo ci sono problemi per il passaggio a livello che collega il centro industriale di Pinerolo alla frazione Motta Grossa. Rispetto ai binari le cascine sono da una parte e i campi dall’altra. Come agricoltori abbiamo chiesto la realizzazione di un sottopasso. L’amministrazione e RFI, Rete ferroviaria italiana, non sembrano intenzionati a percorrere tale soluzione proponendo a compensazione una stradina che porti al cavalcavia più vicino. Noi agricoltori chiediamo di poter dire la nostra sul progetto di soppressione dei passaggi a livello che non devono essere chiusi fino alla realizzazione di adeguate opere di compensazione, in modo da ridurre l’impatto che ricadrà sulle imprese agricole”.

Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino, riassume così la posizione degli agricoltori: “Lungo la linea Torino Pinerolo oggi si contano decine di passaggi a livello: si rischia che tutte le intersezioni con piccole arterie campestri vengano soppresse, con la realizzazione di strade parallele ai binari. Coldiretti chiede a RFI e alle amministrazioni comunali di poter concertare il tragitto delle stradine o la realizzazione di cavalcavia e sottopassi adeguati per ridurre al minimo i disagi che ricadranno sugli imprenditori agricoli così come sui cittadini. A fronte della chiusura dei passaggi a livello si chiede a RFI e alle amministrazioni comunali di prestare la massima attenzione nel progettare cavalcavia e sottopassi e, soprattutto, le stradine parallele. E’ il caso di ricordare che alcuni passaggi a livello risultano molto frequentati. Se si vogliono eliminare occorrerà studiare soluzioni alternative razionali”.

Michele Mellano, direttore di Coldiretti Torino, spiega: “Ad esempio, il passaggio con le sbarre sito in regione Porporata non può essere semplicemente chiuso: confidiamo che si possa realizzare un cavalcavia o un sottopasso e, solo qualora non fosse possibile, chiediamo di poter concertare il progetto della strada alternativa. A fronte della chiusura del passaggio a livello occorrerà progettare un’opera funzionale al traffico della zona. Nel sito produttivo della zona industriale della Porporata ci sono 800 addetti che, almeno in parte, utilizzano tale passaggio a livello. L’eventuale strada alternativa dovrà avere caratteristiche che tengano conto dei mezzi che oggi utilizzano il passaggio a livello. Per evitare sorprese gli agricoltori chiedono di essere consultati per poter portare il loro contributo al progettazione delle opere compensative”.

 

PIEMONTE, DA UE ARRIVA STOP A SPECULAZIONI INDUSTRIA CONTRO GLI AGRICOLTORI  

Bene lo stop Ue alle speculazioni da parte dei poteri forti dell’industria e della distribuzione contro gli agricoltori ai quali arrivano appena 22 centesimi per ogni euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi, che scendono addirittura a 2 centesimi nel caso di quelli trasformati dal pane ai salumi fino ai formaggi. E’ quanto afferma Coldiretti in vista del rush finale sulla nuova direttiva europea contro le azioni commerciali inique e immorali.

“E’ un passaggio fondamentale per il futuro del settore agroalimentare europeo che riconosce l’esistenza di un squilibrio commerciale – commentano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Andava sanata questa situazione rendendo più equa la catena di distribuzione degli alimenti che vede oggi sottopagati i prodotti agricoli spesso al di sotto dei costi di produzione senza alcun beneficio per i consumatori. Da anni ormai il mondo agricolo chiede una normativa europea che miri ad affrontare queste pratiche sleali, per una filiera agricola e alimentare più giusta, più trasparente, più equa e più sostenibile. In Piemonte ad essere maggiormente toccati sono i comparti risicolo, lattiero-caseario e frutticolo dove, appunto, il potere contrattuale degli imprenditori agricoli è davvero ridotto e l’industria, spesso, sottopaga il lavoro degli imprenditori agricoli. Proprio per questo motivo, ci siamo sempre resi disponibili e rinnoviamo questa apertura all’agroindustria virtuosa che voglia concretamente investire in progetti di filiera che consentono una reale valorizzazione dei prodotti agricoli, oltre a dare garanzia di tracciabilità ai consumatori”.

 

FERRARA, LEGGE UE SU ORIGINE IN ETICHETTA: NO DEI SINDACI CONTRO CIBO ANONIMO

Oltre alle migliaia di firme già raccolte nelle scorse settimane da Coldiretti Ferrara, sia nel capoluogo che in molti centri della provincia, anche i sindaci stanno aderendo alla iniziativa europea “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo) per chiedere alla Commissione Europea maggiore trasparenza e più informazioni al consumatore riguardo l’origine di tutti i cibi.

“Infatti se da un lato nei giorni scorsi è divenuta legge l’obbligatorietà di indicazione dell’origine in etichetta all’interno del nostro Paese, così non è nel resto d’Europa – ricorda il presidente di Coldiretti Ferrara, Floriano Tassinari – con un atteggiamento incerto e contradditorio che obbliga a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero. Una situazione che deve finire e dare la possibilità a tutti i consumatori europei di avere le stesse informazioni e di fare scelte consapevoli, orientate anche alla sicurezza alimentare ed alla qualità dei cibi che si portano in tavola ogni giorno”.

Tra i sindaci che hanno sottoscritto la proposta di legge, dopo quello di Cento, Fabrizio Toselli, e del Comune di Masi Torello, ha aderito anche il sindaco di Comacchio, nonché presidente del Parco del Delta del Po, Marco Fabbri, che, venerdì 8 febbraio ha incontrato le delegazione di Coldiretti composta dal Presidente Provinciale, Floriano Tassinari, dal Presidente di Zona Leonardo Fanton, con Andrea Tosi, segretario di Zona e Riccardo Casotti, vice direttore provinciale, oltre a Loris Braga, storico dirigente di Coldiretti della zona di Comacchio.

Nel cordiale incontro si sono affrontati anche i temi più legati al territorio comacchiese e ferrarese in generale, evidenziando da ambo le parti la necessità che il settore agricolo possa esercitare in pieno la propria attività che significa anche presidio del territorio e garanzia di salubrità e qualità dei cibi, soprattutto in un ambito complesso e delicato come la zona del Delta del Po, dove insiste il Parco regionale e dove le attività antropiche sono parte stessa e fondamentale del territorio e dell’ambiente, in particolare l’agricoltura e la pesca. Tanto che l’area ha conquistato il riconoscimento MAB – UNESCO, sia per la parte Veneta che Emiliano-Romagnola e che potrebbe essere uno strumento per contribuire alla valorizzazione dei prodotti del delta del Po.

L’iniziativa contro il cibo anonimo, autorizzata dalla stessa Commissione con la Decisione (UE) 2018/1304 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 244 del 28 settembre 2018, gode del sostegno di numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza al fianco della Coldiretti: dalla Fnsea (il maggior sindacato agricolo francese) alla Ocu (la più grande associazione di consumatori spagnola), da Solidarnosc (storico sindacato polacco) alla Upa (l’Unione dei piccoli agricoltori in Spagna), da Slow Food a Gaia (associazione degli agricoltori greci), da Campagna amica a Fondazione Univerde, fino a Green protein (ONG svedese).

E’ possibile sostenere la raccolta di firme in ogni Mercato di Campagna Amica della provincia, negli uffici Coldiretti e on line sui siti www.coldiretti.it e www.eatoriginal.eu. e ora anche presso le sedi comunali di Cento, Comacchio e Masi Torello, cui auspichiamo a breve possano aggiungersi anche altri comuni ferraresi.

 

MOLISE, RILANCIARE L’ECONOMIA AGRICOLA DELLA REGIONE PUNTANDO SUL BIOLOGICO

Più infrastrutture e sevizi, più spazio al biologico e meno danni da fauna selvatica: questo in estrema sintesi il quadro dell’agricoltura molisana esposto dalla Coldiretti Molise al Premier Giuseppe Conte, evidenziando le criticità di una regione che, con i giusti investimenti, può trasformarsi in un uno scrigno di eccellenze “in grado – sostiene il direttore regionale della Coldiretti Molise, Aniello Ascolese – di garantire un deciso decollo economico non solo per le imprese agricole”.

“Il Molise – spiega Ascolese – è considerato, eccezion fatta per le aree urbane, interamente territorio rurale. La superficie agricola totale è pari ad oltre 200 mila ettari, e di questa è realmente utilizzata solamente il 78,3%. La stessa tra l’altro è in continua diminuzione; infatti, nell’arco di 22 anni si è perso l’8%, valore maggiore sia della media italiana sia di quella europea. Questo significa – prosegue il direttore – che sempre più terreni, soprattutto in montagna, vengono abbandonati e riconquistati da boschi e arbusti”. Alla luce di queste considerazioni, è dunque da ritenersi strategica la riconversione di più territorio possibile alla produzione biologica, esprimendo il Molise enormi potenziali sul fronte della biodiversità che dovrebbe essere sapientemente coniugata con le eccellenze produttive.

L’abbandono dei territori ha varie cause ma sicuramente ciò che influisce maggiormente è la mancanza di servizi essenziali. Ciò frena lo sviluppo di un settore, quello primario, dove anche la ricerca e le nuove tecnologie oggi giocano un ruolo fondamentale. Per questo, Coldiretti Molise ritiene di primaria importanza, specie nei piccoli comuni di cui la regione è largamente composta, il mantenimento di una serie di presidi socio-economici quali ad esempio scuole, asili, farmacie, uffici postali, ecc..nonché la presenza di infrastrutture adeguate intese, non solo come viabilità stradale e ferroviaria, ma anche come accesso al web ovvero Internet veloce e la banda larga.

Da ultimo, va inoltre sottolineato il problema dei danni da fauna selvatica (vedasi cinghiali) la cui presenza è considerevolmente aumentata nell’ultimo decennio e, senza misure straordinarie, è destinata a crescere ulteriormente. “Va qui sottolineato – ricorda Ascolese – che nella Regione Molise i cinghiali producono danni al patrimonio agricolo e zootecnico per un ammontare stimato nell’ordine di 500 mila euro l’anno, per un totale di circa 2.773.980 euro in cinque anni (ancora da pagare, ndr). Inoltre, dal 2013 al giugno 2016, stando ai dati della Regione Molise, questi ungulati hanno provocato 153 sinistri stradali, con una media, escluso il 2016, di 47 incidenti l’anno.

Un problema “straordinario” che necessita quindi di una soluzione “straordinaria”, come già compreso da altre Regioni italiane (si veda Toscana, Basilicata, Campania, Lombardia e Marche) che si sono dotate di una legislazione ad hoc. “Ecco perché – conclude Ascolese – Coldiretti ha presentato al Presidente della Regione e all’Assessore all’Agricoltura, un articolato Piano di controllo della fauna selvatica che, tra le varie misure, include anche la ‘caccia di selezione’, approvata recentemente dalla Regione Molise ma che non riteniamo sufficiente a risolvere il problema”.

 

Appuntamenti

 

PUGLIA: XYLELLA E GELATE, IN PIAZZA MONTECITORIO LA RABBIA DEGLI AGRICOLTORI

Martedì 12 febbraio

“Abbiamo avuto conferma che la burocrazia riesce a fare più danni delle calamità. Il pasticcio in salsa pugliese del provvedimento regionale sulle gelate, voluto e approvato all’unanimità dal Consiglio regionale, arenatosi nel 2018 nel ginepraio di delibere, bandi e firme, sarà riportato all’attenzione del Governo regionale per rifare tutto daccapo e ristorare con ‘poche risorse’, poche ma buone, gli agricoltori dopo oltre 1 anno dalle gelate del febbraio 2018. Sul Decreto Centinaio l’Assessore regionale giustifica il ritiro per 15 giorni del provvedimento che ha consentito di spiegare, tra l’altro, agli agricoltori ‘le buone pratiche da rispettare in campagna’. Gli agricoltori sanno perfettamente e da sempre cosa devono fare per tenere puliti i terreni, quello che ancora non sanno è cosa devono fare per espiantare gli scheletri degli alberi secchi e per reimpiantare ed è quello di cui si doveva occupare l’Assessore regionale sin da subito”, dura la replica del presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia sui temi caldi dell’agricoltura pugliese, per cui la rabbia degli agricoltori della Puglia si trasferirà a Roma domani 12 febbraio 2019, in Piazza Montecitorio.

“Mentre si perde ulteriormente tempo a dibattere su quanti anni di galera dovranno spettare a chi non espianta – continua il presidente Muraglia – ci chiediamo se si stanno prevendo provvedimenti per superare i vincoli nazionali che non permettono l’espianto degli ulivi, perché si continua a fissare il dito senza guardare la luna”. “Non ci accontentiamo di un ‘apparente lieto fine’ che non porta a nulla, non è più il tempo, non c’è più tempo per promesse futuribili, dei ‘faremo’, ‘parleremo’, ‘discuteremo’. Ci stiamo confrontando – aggiunge Muraglia – con i Parlamentari di tutti gli schieramenti perché domani saranno all’attenzione del mondo politico il Disegno di Legge su gelate e Xylella, il Piano Centinaio su Xylella che dovrà essere accompagnato da un altro provvedimento che lo renda operativo. Di tempo ne è stato perso tanto e oggi vanno date risposte concrete al mondo olivicolo”.

A fianco di Coldiretti ci saranno numerosi Sindaci della Puglia a denunciare gli insopportabili ritardi ed i rimpalli di responsabilità nell’affrontare la drammatica emergenza dei danni provocati dal gelo e dalla Xylella che avanza inarrestabile distruggendo milioni di ulivi, gli agricoltori sono costretti a lasciare le proprie aziende per salvare l’economia ed il lavoro di interi territori.

Si tratta di difendere il prodotto simbolo della dieta mediterranea di fronte ad una crisi storica che va affrontata responsabilmente con interventi a livello regionale e nazionale per garantire un futuro ad un settore strategico per il Made in Italy che vede impegnate oltre 400mila aziende agricole.

Dalla inarrestabile strage provocata dalla Xylella alle gelate, dai disastrosi eventi estremi all’invasione di olio straniero a dazio zero al falso Made in Italy fino ai cambiamenti climatici sono alcune delle criticità da affrontare per salvare un settore strategico per la salute dei cittadini, il presidio del territorio, l’economia e l’occupazione nel settore olivicolo che rappresenta il volano dell’economia agricola pugliese.

 

LOMBARDIA: L’AGRICOLTURA “CIRCOLARE” TRA ENERGIA PULITA E RICERCA ANTI SPRECO

Mercoledì 13 febbraio

Dalle microalghe per un’acquacoltura sostenibile al recupero degli scarti degli allevamenti per la produzione di energia pulita. Sono alcune delle esperienze al centro del summit sull’economia circolare in agricoltura organizzato dalla Coldiretti Lombardia mercoledì 13 febbraio, alle ore 10, presso l’auditorium Gaber di Palazzo Pirelli in piazza Duca d’Aosta a Milano.

Interverranno: Ettore Prandini, Presidente Nazionale Coldiretti; Fabio Rolfi, Assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi di Regione Lombardia; Janez Poto?nik, Co-Presidente del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente; Giuseppe Blasi, Capo dipartimento DIPEISR del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo; Oscar Schoumans, Wageningen University&Research; Renjie Dong, China Agricoltural University; Gian Luca Bagnara, esperto in agribusiness ed economia del territorio; Paolo Carra, Presidente del Consorzio Latterie Virgilio; Katia Parati, Responsabile del settore acquacoltura dell’Istituto Sperimentale Spallanzani; Giuseppe Croce, Presidente dell’Ordine dei dottori forestali e agronomi di Milano, Lodi, Monza Brianza e Pavia. Modera l’incontro Fabrizio Adani del Gruppo Ricicla – Università degli Studi di Milano.

La transizione verso un’economia più circolare – spiega Coldiretti Lombardia – è al centro dell’agenda per l’efficienza delle risorse stabilita nell’ambito della strategia Europa 2020 per una crescita sostenibile e inclusiva a partire dai piccoli gesti quotidiani, con i consumatori e gli agricoltori che sono gli attori principali di questo processo.

 

FROSINONE: NUOVE FRONTIERE DELLA MULTIFUNZIONALITA’, OPPORTUNITA’ E STRUMENTI

Oggi

Si terrà lunedì 11 febbraio, alle ore 18, a Frosinone, presso la Sala Conferenze della Villa Comunale (via M.T. Cicerone) l’incontro “Agriturismo e multifunzionalità: nuove opportunità”, promosso da Coldiretti Frosinone in collaborazione con Terranostra. “Poter diversificare le attività, erogare nuovi servizi, sperimentare idee innovative e virtuose è la sfida del futuro per le aziende agricole. Bisogna essere informati sulle nuove opportunità per poterle sfruttare adeguatamente. Allargare i confini è essenziale per mantenersi competitivi in un mercato in continua trasformazione” – sottolinea Vinicio Savone, presidente di Coldiretti Frosinone che aprirà i lavori.

Multifunzionalità e PSR per gli agriturismi, buone prassi sulla sicurezza alimentare e fatturazione elettronica, questi alcuni degli argomenti che verranno affrontati domani dai tecnici nel corso del dibattito che sarà moderato dal direttore di Coldiretti Lazio Sara Paraluppi.

“La multifunzionalità è in costante espansione e rappresenta una leva per la ripresa economica del territorio – spiega Carlo Picchi, direttore di Coldiretti Frosinone – Ormai è fondamentale riuscire a creare una sinergia tra settori diversi, puntare su investimenti strutturali e conoscere nuove modalità di commercializzazione dei prodotti agricoli”.

A chiudere l’appuntamento sarà Cristina Scappaticci, presidente Terranostra Lazio. All’incontro parteciperanno: Pina Boccia, responsabile sicurezza alimentare Coldiretti Lazio; Luciano Massimo, dirigente ADA Lazio sud; Tonino Nicoletti, responsabile fiscale Coldiretti Lazio.

 

PADOVA: AI MERCATI DI C.A. UN CUORE DI ALBERO PER UN SAN VALENTINO GREEN

Mercoledì 13 febbraio

Cioccolatini, gioielli per la festa degli innamorati? Meglio un oggetto di legno. Le donne di Coldiretti Padova dichiarano l’amore per i boschi nei mercati di Campagna Amica e negli agriturismi. E’ l’idea di Donne Impresa Coldiretti Padova che, sulla scia del progetto #adottaunbosco, in occasione della festa di San Valentino propone l’acquisto di un cuore realizzato con il legno di larice dell’Altopiano di Asiago. Nei mercati di Campagna Amica già da mercoledì 13 e nelle aziende agrituristiche per la cena degli innamorati sarà possibile donare un’offerta in cambio del cuore simbolico degli alberi schiantati dalla calamità del 29 ottobre scorso.

“Un artigiano ha realizzato per noi tanti cuori di legno – spiega Valentina Galesso responsabile provinciale delle imprenditrici Coldiretti – che metteremo a disposizione tra le bancarelle dei nostri operatori agricoli. Solo loro che con la vendita diretta animano le piazze tutte le settimane e negli agriturismi padovani condotti proprio dalle imprenditrici che hanno aderito all’iniziativa per continuare a tenere alta la sensibilità verso il paesaggio e la bellezza che deve essere restituita ai territori colpiti in provincia di Belluno e Vicenza”.

“L’esperienza positiva del concerto solidale al Teatro Verdi con l’esibizione di Chiara Luppi, Vittorio Matteucci e la U.S.Band – continua Valentina Galesso – ci incoraggia a proseguire su questo impegno. Ricordo che al nostro appello hanno risposto cittadini e soprattutto molti sponsor che nei giorni successivi hanno condiviso l’evento nei social, tra i clienti i fornitori classificandolo tra le attività utili svolte con convinzione a favore della società. Nel vedere tanto entusiasmo ci siamo nuovamente ricaricate accogliendo la disponibilità della gente, degli studi, di altre ditte che si sono aggiunte per dare il loro contributo”.

Valentina Galesso fa sapere di aver preso contatti con i Sindaci e i rappresentanti dell’Unione Montana Spettabile Reggenza Altopiano dei Sette Comuni per procedere alla designazione dei lotti pari alla rigenerazione di 150 mila metri quadrati di foresta composta da un “biodiversity mix” con specie arboree autoctone.

“E’ una prima risposta a chi ha creduto in noi portando energia e fiducia al nostro lavoro – conclude Galesso – l’area verde da destinare ad un bosco didattico aumenterà, ne siamo certe, considerate le numerose richieste da tutta Italia di fare qualcosa e – sottolinea –  basta un euro, anche meno, per dare vita al verde atterrato”.

 

ROVIGO: DOPPIO APPUNTAMENTO DEDICATO ALLA FILIERA DELLA CANAPA IN POLESINE

Martedì 12 e venerdì 15 febbraio

Martedì 12 e venerdì 15 febbraio alle 14.30 in Via del Commercio 43, a Rovigo, nella sala riunioni dell’ufficio di Zona di Coldiretti, si ritorna a parlare di canapa a seguito dell’esperienza di sperimentazione. Sono decine di migliaia gli utilizzi derivanti dalla coltivazione della canapa. Lo spiega Giampaolo Grassi, esperto del Crea Ci di Rovigo, che interverrà durante gli incontri: “Dalla cosmesi al tessile, dall’edilizia ai prodotti alimentari – sottolinea – non si può certo dire che la canapa non abbia sbocchi. Rispetto ad altri paesi però, in Italia, manca l’attenzione delle istituzioni per quanto riguarda approvvigionamento del seme e trasformazione”.

Se in Francia la filiera si presenta compatta ed il seme, nelle diverse varietà, viene così fornito a moltissimi paesi, in Italia, secondo il dottor Grassi, c’è molta più attenzione per la ricerca e la sperimentazione della coltivazione, di quanta ne venga dedicata alla produzione del seme di varietà adatte ai nostri territori e, di conseguenza, a quella dedicata alla trasformazione. Tantissimo, quindi, il potenziale inespresso: “Gli unici centri di lavorazione presenti in Italia si trovano in Piemonte e Puglia ma, per questi, l’attività risulta comunque economicamente insostenibile”.

Questi i motivi alla base degli incontri che, dopo i progetti realizzati da Impresa Verde Rovigo e finanziati dal Psr, vengono ora proposti per dare riscontro all’evidenza emersa dalla sperimentazione in campo. Si terranno martedì 12 e venerdì 15 febbraio alle 14.30 in Via del Commercio 43, a Rovigo, nell’ufficio di Zona di Coldiretti alla presenza di due importanti player del settore. “Questi appuntamenti – spiega il vice direttore provinciale di Coldiretti e referente dei progetti dedicati alla canapa, Romeo Boaretto – serviranno per valutare alcune proposte di filiera che riguardano la produzione e la commercializzazione della granella e della fibra.

Martedì sarà presente Agricanapa capace di fornire assistenza tecnica dalla semina alla raccolta ed eventuale fornitura del seme, mentre venerdì sarà presente Cesare Tofani di Naturfibre per fornire informazioni sulla possibilità di utilizzazione e stigliatura della fibra, con la presentazione di un impianto mobile realizzato a questo scopo”. Nonostante le difficoltà emerse, dunque, come sottolinea Dina Merlo, consulente di Impresa Verde Rovigo che ha fornito supporto tecnico continuo alle imprese impegnate nella produzione in Polesine e non solo, la coltura della canapa è una realtà concreta e realizzabile: “Il supporto che vogliamo continuare a fornire alle imprese, sia in termini di assistenza, sia in termini di filiera e collocazione del prodotto – spiega Dina Merlo – è mirato alla creazione di un elevato valore qualitativo e legato al territorio della coltivazione. Stiamo lavorando per attivare un progetto di lunga durata per la creazione di una solida filiera locale”.

Gli incontri, aperti a tutti gli interessati, riguarderanno dunque anche proposte tecniche per risolvere le criticità relative alla coltivazione, vagliatura, raccolta ed imballaggio della fibra, emerse dalla sperimentazione. “Gli interessati potranno, anche – conclude il vice direttore di Coldiretti Rovigo, Romeo Boaretto – valutare un’eventuale richiesta di seme per la campagna di quest’anno”. Obiettivo è riportare in vita la filiera della canapa in Polesine, un tempo molto diffusa, considerato anche il valore multifunzionale del prodotto che a livello nazionale ha registrato un vero e proprio boom con un aumento, nel giro di cinque anni, di dieci volte i terreni coltivati, dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4000 stimati del 2018 nelle campagne dove si moltiplicano le esperienze innovative, con produzioni che vanno dalla ricotta agli eco-mattoni isolanti, dall’olio antinfiammatorio alle bio-plastiche, fino a semi, fiori per tisane, pasta, biscotti e cosmetici.

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