COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News la Forza del Territorio del 6 giugno 2018

6 giugno 2018
News la Forza del Territorio del 6 giugno 2018

Primo piano

CAMPANIA

NUOVA LEGGE SULL’AGRITURISMO: SÌ A CONTROLLI SEVERI

Per la Coldiretti regionale il giudizio complessivo è certamente positivo perché si rimette al centro dell’attenzione un progetto di salvaguardia del vero agriturismo e perché si riconosce l’esistenza di un problema di perdita di valore dell’agriturismo.  Gli operatori del settore evidenziano la mancanza di controlli e la difficile coesistenza con chi fa concorrenza sleale, svilendo il valore stesso di uno dei cardini della multifunzionalità agricola.

“Un buon testo di legge, che rimette al centro dell’attenzione un progetto di salvaguardia del vero agriturismo in Campania”. È la prima valutazione che Coldiretti e Terranostra Campania hanno espresso questa mattina nell’audizione in Commissione Agricoltura sulla proposta di legge “Nuova disciplina per l’attività di Agriturismo”, rappresentate al tavolo dal direttore Salvatore Loffreda e dal presidente Manuel Lombardi.

Tra le novità contenute nella proposta di legge a firma dell’on. Erasmo Mortaruolo ci sono molti temi sollevati da Coldiretti e Terranostra Campania: la ricostituzione di un comitato di indirizzo e verifica regionale, che vede la partecipazione delle associazioni di categoria, dell’Anci e degli altri soggetti istituzionali coinvolti negli iter autorizzativi e di controllo; la previsione di un percorso formativo per l’avvio dell’attività agrituristica, al fine di alzare la qualità dell’offerta; il richiamo esplicito alla valorizzazione dei prodotti del territorio e di quelli a denominazione protetta; lo snellimento burocratico nella presentazione della Scia al Comune di appartenenza attraverso l’autocertificazione; la non equiparazione dell’agriturismo alla ristorazione tradizionale; il controllo annuale a campione sul 10% degli agriturismi iscritti al registro regionale; il coinvolgimento delle associazioni di categoria nelle azioni di controllo e di valorizzazione; il riordino delle competenze alla luce dei ridotti poteri delle Province, trasferiti in capo ai Comuni.

“Il giudizio complessivo – hanno dichiarato in Commissione Loffreda e Lombardi – è certamente positivo, perché si riconosce l’esistenza di un problema di perdita di valore dell’agriturismo. Coldiretti e Terranostra Campania hanno avviato da oltre un anno e mezzo un’azione sindacale di confronto su tutte le province per ascoltare il punto di vista degli imprenditori agrituristici, che hanno evidenziato sempre la mancanza di controlli e la difficile coesistenza con chi fa concorrenza sleale, svilendo il valore stesso di uno dei cardini della multifunzionalità agricola.

L’agriturismo deve diventare un marchio di qualità dell’accoglienza in campagna, da difendere e valorizzare solo se legato all’attività agricola e alla valorizzazione dei prodotti del nostro territorio. A ricavarne un beneficio è tutto il sistema turistico regionale, dove ognuno deve continuare a fare il suo mestiere nella trasparenza e nella tracciabilità. Ci riserviamo di presentare le nostre proposte di miglioramento del testo, avendo come obiettivo prioritario e non negoziabile il rispetto stringente del rapporto di prevalenza tra attività agricola e agrituristica. Apprezziamo la volontà espressa dal vicepresidente Mortaruolo e dai consiglieri componenti, di maggioranza e opposizione, di arrivare entro un mese ad un testo definito a cui dovrà seguire un lavoro attento sul regolamento attuativo”.

 

Dal territorio

PIACENZA, DANNI A VIGOLENO PER VIOLENTO NUBIFRAGIO E VENTO FORTE

Ancora una volta il maltempo causa danni. L’ultima segnalazione arriva da Vigoleno, dove ieri, martedì 5 giugno, una violentissima e abbondante precipitazione unita al forte vento, ha causato allagamenti e compromesso in parte anche alcune coltivazioni. “Proprio ieri avevamo messo a dimora le zucchine e il nubifragio ce le ha portate vie” affermano amareggiati Daniela Illica Magrini e Nicola Refolli, giovane coppia di Agrichef Coldiretti, che avvierà a breve un agriturismo.

Danni anche ai pomodori. “Il torrente Ongina – proseguono –in alcuni tratti è esondato. La furia del temporale era impressionante”. Da aprile nel Piacentino si registrano episodi di maltempo, in particolare pioggia e grandine.

L’andamento anomalo di quest’anno conferma di fatto i cambiamenti climatici in atto che si manifestano proprio – sottolinea la Coldiretti – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.

E le produzioni ne risentono. A causa del clima impazzito del 2018 in Italia si stima una produzione inferiore rispetto allo scorso anno tra il 10 ed il 30% per le ciliegie, ma con pezzature più grandi e di migliore qualità.

 

CALABRIA, PAGAMENTI PSR: 100 MLN BLOCCATI DA ALGORITMI E SISTEMI INFORMATICI

Ancora ritardi e calma piatta sui pagamenti PSR agli agricoltori. La verifica dei fatti e delle cifre – fa notare Coldiretti – dimostra che permangono inefficienze dei sistemi informatici che stanno causando un notevole stato di difficoltà finanziaria alle imprese agricole. I pagamenti dei premi PSR e della PAC per le annualità 2016 e 2017 ad oggi non corrisposti quotano la ragguardevole somma di circa 100 mln/€uro. Una prima considerazione è d’obbligo! 

Il “potere” amministrativo è sottomesso irrazionalmente, ad algoritmi e criteri di verifica delle misure sbagliati e incroci con altre banche dati pubbliche non funzionanti. Spacchettando poi ed entrando ancora di più nei numeri, i premi del PSR relativi a superfici e zootecnia, riguardano oltre 26mila domande per ciascuna delle annualità interessate (2016-2017). Solo nel 2016, sono state circa 9mila le domande liquidate a saldo e ancora restano da pagare circa 20 mln/Euro. Mentre per il 2017 sono state liquidati acconti per una spesa di circa il 30% del totale ammesso (circa 100 mln/€uro l’anno). Andando a leggere in profondità, emerge che la maggiore consistenza del credito, è vantato proprio dalle imprese che praticano agricoltura integrata, con coltivazioni arboree frutticole in aree a rischio erosivo e da quelle zootecniche che allevano animali a rischio di estinzione (podolica, ovi – caprini e suini autoctoni). In buona compagnia (si fa per dire!) ci sono gli allevamenti che dal 2016 hanno realizzato nuovi investimenti per innalzare il livello di benessere degli animali. Il paradosso dei mancati pagamenti per le aziende zootecniche, è che il concepito sistema di controllo e verifica dei criteri di ammissibilità dei premi (previsti dal PSR, per singola misura) automatizzato, non è in grado di decifrare la pluralità sproporzionata di indicatori e nel caso della zootecnica non acquisisce i dati dalla Banca Dati Sanitaria Nazionale. Cioè gli animali esistono, sono registrati nella Banca Dati, sono stati controllati dalle ASL, sono stati effettuati sopralluoghi aziendali, ma non si possono pagare perché il sistema automatizzato “non li vede”.

E’ così difficile – chiede Coldiretti –  effettuare il pagamento sulla base degli atti amministrativi, saldando quindi il 2016 ed erogando almeno il 70% del 2017? Troppa burocrazia, troppe le criticità e troppi rinvii indeterminati che penalizzano chi fa impresa, vive di agricoltura, fa sviluppo e occupazione e ha debiti da onorare. “Non è più tollerabile – accentua Molinaro presidente di Coldiretti Calabria – questo stato di incertezza, di indefinitezza e anche di grande indifferenza; – continua-   non stiamo chiedendo di fare i pagamenti a caso e senza soluzioni legittime che sono ampiamente giustificabili considerato anche la recuperabilità degli importi sulle annualità successive, qualora si accerti il mancato rispetto delle condizioni. Un danno insomma molto elevato che sta mettendo in ginocchio gli agricoltori e azzera gli effetti sociali ed economici previsti nella programmazione. 

Cosa chiediamo? Che l’Autorità di Gestione, Arcea e Dipartimento Agricoltura, si facciano carico di un provvedimento congiunto al fine di sbloccare con urgenza i pagamenti. Di provvedere a condividere e consolidare le modifiche dei criteri di verifica e controllabilità delle misure a premio  risultate non funzionali, non efficienti ed in contrasto con gli esiti istruttori di ammissibilità decretati, al  fine di apportare le giuste correzioni ed un concreto adeguamento del sistema di gestione e controllo quale meccanismo che dovrebbe contenere il tasso di errore ma, anche e soprattutto, garantire un maggiore livello di efficienza delle procedure necessarie all’erogazione dei fondi comunitari.  Semplificazione ed automatizzazione della procedura amministrativa d’istruttoria delle domande (sia di sostegno che di pagamento) che è ormai una priorità.  Ed ancora: rafforzare la sussidiarietà anche in Calabria con i Centri di Assistenza Agricola che non può restare un mero “dichiarato”. Per adesso però – ribadisce –  registriamo solo incertezze, ritardi e calma piatta!

 

ANCONA, BENE STOP SANZIONI A RUSSIA: EXPORT CROLLATO DEL 90% DOPO L’EMBARGO

Lo scorso anno l’export agroalimentare della provincia di Ancona verso la Russia valeva oltre 865mila euro. Valore di gran lunga inferiore ai 3,3 milioni del 2014 anno delle blocco delle frontiere di tutta una serie di prodotti tra cui frutta e verdura, formaggi, carne, salumi ma anche pesce. Ma le tensioni commerciali legate al blocco hanno avuto effetti anche sugli altri bene agroalimentari non colpiti direttamente. Per questo le parole del premier Conte, rispetto a una nuova apertura nei confronti della Russia, fatta durante il suo discorso di insediamento al Senato sono di buon auspicio per le aziende agricole dell’anconetano.

La situazione ha influito non poco sul valore delle esportazioni. “Siamo ancora distanti dalle performance pre embargo – fa notare Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Ancona –. Quanto riferito dal nuovo Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ci fa ben sperare in un ripristino delle relazioni commerciali, così importanti per le aziende del nostro territorio”. L’embargo nei primi due anni di vita ha segnato un calo dell’export agroalimentare anconetano di oltre il 90%. Stop che in Russia ha provocato un boom di prodotti taroccati come il salame Italia, l’insalata “Buona Italia” o la mozzarella “Casa Italia” ma anche il Parmesan o la mortadella Milano. Il che, al danno per l’economia, aggiunge anche il danno di immagine per il Made in Italy.

 

PIEMONTE, BREXIT: AD ESSERE COLPITO POTREBBE ESSERE IL VINO MADE IN PIEMONTE

Potrebbero essere gravi gli effetti della Brexit perché andrebbero in fumo 3,3 miliardi di esportazioni agroalimentari Made in Italy. La voce più importante della tavola è rappresentata dal vino, con un valore di 810 milioni di euro di esportazioni nel 2017. Al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti c’è la pasta, ma rilevante è anche il ruolo dell’ortofrutta, dei formaggi e dell’olio d’oliva.

“Il nostro vino, grazie alla sua eccellente qualità, è particolarmente apprezzato all’estero e fino ad ora ha trovato un buon riscontro anche in Gran Bretagna. Adesso a risentirne potrebbe essere l’export relativo al comparto vitivinicolo che ammonta al 20% della produzione piemontese – evidenziano Fabrizio Galliati vice presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato Confederale -. Il rischio è che con l’uscita dall’Unione Europea si affermi in Gran Bretagna una legislazione sfavorevole alle esportazioni agroalimentari italiane e che l’etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti, diffusa già in vari supermercati britannici, bocci ingiustamente quasi l’85% del Made in Italy a denominazione di origine (Dop). Si tratta di una tipologia di etichettatura del tutto fuorviante ed incompleta che rischia di escludere dalla dieta anche alimenti sani e naturali tra cui anche i prodotti d’eccellenza Made in Piemonte, quale il Gorgonzola, con ripercussioni economiche che gravano sulle imprese produttrici”.

 

VERONA, MELONE PRECOCE DI VERONA; LE PRIME VALUTAZIONI

E’ iniziata da una decina di giorni la raccolta dei meloni precoci nel veronese ed è tempo di valutazioni. A Verona la superficie coltivata a meloni è di circa 680 ettari e rappresenta il 71% della superficie veneta che è di circa 952 ettari. Rovigo segue Verona con 208,4 ettari. I restanti ettari sono suddivisi per le altre province venete. La produzione media veronese si aggira sui 400 quintali a ettaro per un totale di circa 272.000 quintali.

Quest’anno le produzioni, per lo più concentrate nella zona della media pianura di Verona in particolare nei comuni di Erbè, Trevenzuolo, Vigasio, Isola della Scala Sorgà Nogarole Rocca Zevio, Palù, Minerbe, sono eccellenti sia in termini di pezzatura che di dolcezza, nonostante il ritorno del freddo in primavera. Al melone precocissimo e precoce veronese è riservata la coltura protetta sotto tunnel che produce ottimali condizioni di temperatura e umidità e protegge i frutti da eventuali alterazione delle condizioni climatiche. Sono però produzioni costose, dai 50 ai 70 centesimi al kg, senza contare i costi di imballaggio e di trasporto, che non garantiscono al momento il giusto prezzo ai produttori.

“Grazie a un’esperienza ventennale nella produzione del melone precocissimo e precoce, abbiamo sviluppato tecniche di coltivazione che ci permettono di anticipare le produzioni rispetto al resto del nord Italia – evidenzia il produttore di Gazzo Veronese e presidente sezionale di Coldiretti Riccardo Bonfante – e abbiamo fatto investimenti importanti per avere ogni anno frutti di qualità. Il melone precocissimo, infatti, è disponibile ancora per un paio di settimane, poi interverranno altre varietà. Purtroppo, ci accorgiamo che i nostri sforzi vengono vanificati, perché i nostri prodotti sono più apprezzarti in mercati di altre province italiane che in quella veronese. Ciò determina una speculazione che gioca sul prezzo anziché sulla qualità del prodotto”.

“Invitiamo i cittadini consumatori – precisa Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Verona – a richiedere al momento dell’acquisto i prodotti locali o ad acquistarli nei mercati a km zero di Campagna Amica. I nostri prodotti hanno caratteristiche specifiche, rappresentano la nostra cultura agricola e il territorio rispetto a produzioni che provengono da province o Paesi lontani. L’Italia, ricordo, è al vertice della sicurezza mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,6%)”. “Inoltre – aggiunge Salvagno – l’acquisto dei prodotti locali, che non sono soggetti a lunghi tempi di trasporto e quindi durano di più, scongiura gli sprechi dovuti soprattutto alla deperibilità del prodotto tanto che si stima che quasi 1 frutto su 4 finisce nel bidone nel percorso dal campo alla tavola. Consigliamo di effettuare acquisti ridotti e ripetuti nel tempo, scegliere i frutti con il giusto grado di maturazione, non appassiti, con aspetto turgido e non eccessivamente necrotizzati nei punti di taglio”.

 

LAZIO, BUON LAVORO AD ALAN RISOLO NUOVO PRESIDENTE COLDIRETTI RIETI

E’ stato eletto, nel corso dell’assemblea, il nuovo presidente di Coldiretti Rieti. L’incarico è stato affidato ad Alan Risolo, 38 anni, veterinario. L’incontro si è svolto alla presenza del direttore Coldiretti Lazio Sara Paraluppi, del direttore Coldiretti Rieti Giuseppe Casu, del delegato del direttore provinciale Ivano Capannini e del Consigliere ecclesiastico Nazionale Don Paolo Bonetti. Sono intervenuti anche il Sindaco di Rieti, Antonio Cicchetti e il Presidente della Camera di Commercio, Vincenzo Regnini.

“Penso sia fondamentale lavorare in gruppo, come abbiamo sempre fatto – ha spiegato Risolo – Riceviamo un’eredità importante e pesante, la passata gestione è stata caratterizzata da tanti successi e noi daremo continuità agli argomenti promossi. Le idee non ci mancano, vogliamo intervenire sulla gestione faunistica e lavorare su distintività e multifunzionalità”. Al termine dell’assemblea, su proposta di Risolo, il presidente uscente Enzo Nesta è stato eletto presidente Onorario. “Desidero fare un grandissimo in bocca al lupo a Risolo e alla sua squadra, l’avvicendamento vista la mia età era indispensabile – ha sottolineato Nesta – I presupposti per fare bene ci sono tutti, sono giovani, con idee nuove e innovative”.

 

CAGLIARI, CAMPAGNA AMICA A SCUOLA PER PROMUOVERE STAGIONALITÀ DEI PRODOTTI

I bambini delle terze elementari dell’Istituto Comprensivo Cortis di Quartucciu, nei giorni scorsi hanno partecipato alle lezioni di stagionalità e spesa consapevole grazie a Campagna Amica Cagliari ed al supporto delle Donne Coldiretti.

Il progetto prevedeva sia lezioni in aula che all’esterno nel mercato di Campagna Amica. Nel primo caso i bambini hanno preso confidenza con i prodotti e l’importanza della stagionalità. Nel secondo, durante la visita nel mercato di Campagna Amica di Pirri che si tiene il mercoledì in piazza Santa Maria Goretti, hanno potuto vedere e conoscere da vicino il mercato dei contadini a km0 ed i prodotti a km0.

 

PUGLIA, 1 AZIENDA AGRICOLA SU 4 IN ROSA. IL NUOVO ESECUTIVO DI DONNE IMPRESA

Più di una azienda agricola su quattro (34%) è guidata da donne e cresce anche il numero di agriturismi in rosa (+ 3,7%), passati da 286 a 305 in Puglia, a dimostrazione di quanto le imprenditrici siano riuscite a cogliere al massimo le opportunità offerte dalla multifunzionalità in agricoltura, secondo l’analisi di Coldiretti Puglia su dati ISTAT. Proprio per rappresentare al meglio la svolta al femminile che sta vivendo il settore agricolo, all’insegna dell’innovazione e della multifunzionalità, l’Assemblea di Coldiretti Donne Impresa Puglia ha riconfermato Floriana Fanizza, imprenditrice olivicola, orticola e agrituristica di Fasano in provincia di Brindisi per il quadriennio 2018/2022, Responsabile regionale di Coldiretti Donne Impresa della Puglia. Di Racale in provincia di Lecce la vice Responsabile regionale, Daniela Margarito, allevatrice di api e produttrice di miele.  Dell’esecutivo fanno parte Maria Rosaria Gennari per la provincia di Taranto, Alessandra Germano per Foggia e Carlotta Magli per Brindisi.

“Nella loro attività imprenditoriale – ha detto Silvia Bosco, Coordinatrice Nazionale di Coldiretti Donne Impresa, presente ai lavori assembleari – le agricoltrici hanno dimostrato capacità di coniugare la sfida con il mercato ed il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità diventando protagoniste in diversi campi, dalle attività di educazione alimentare ed ambientale con le scuole ai servizi di agritata e agriasilo, dalle fattorie didattiche ai percorsi rurali di pet-therapy, fino agli orti didattici, mercati di Campagna Amica e l’agriturismo”.

Le donne che lavorano in aziende agricole dichiarano di percepire una soddisfazione rilevante da tale occupazione. Inoltre, l’agriturismo è donna, così come la vendita diretta. Nell’attività agrituristica le donne rappresentano circa il 46% del totale e sono in continuo aumento – continua Coldiretti Puglia – rappresentando una risorsa importante che conferma scelte di vita e di alta professionalità.

“Sono poche le donne impiegate in agricoltura che hanno un genitore che opera nello stesso campo e ciò vuol dire che non è un lavoro ereditato o un ripiego occupazionale, ma un mestiere scelto. Una scelta portata avanti per reale passione, ma anche per spirito imprenditoriale, come testimoniato sovente da fatturati importanti”, ha aggiunto Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Puglia. “Per una imprenditrice, tra l’altro, l’attività in agricoltura – ha concluso Cantele – la cui sede coincide sovente con la residenza familiare, consente di fondere facilmente impegni familiari e professionali”.

L’aumento del numero delle donne ai vertici delle aziende agrituristiche o impegnate nella vendita diretta, come dimostrato dalla grande partecipazione a Mercati, Agriturismi e Botteghe, fotografa la capacità delle imprenditrici di affacciarsi in modo concreto e nuovo all’agricoltura multifunzionale.

“Continueremo a lavorare lungo il percorso intrapreso – ha dichiarato la Responsabile regionale, Floriana Fanizza, titolare di Masseria Mozzone a Montalbano di Fasano – di sensibilizzazione della società civile sui temi dell’agricoltura di qualità e della sicurezza alimentare. Il nostro gruppo di lavoro è, infatti, attivamente impegnato nel progetto di sviluppo delle masserie sociali, dedicato esplicitamente ai soggetti più vulnerabili che devono fare i conti con la cronica carenza dei servizi alla persona, promuovendo, tra l’altro, la funzione educativa delle imprese agricole e agrituristiche che si aggiunge alla tradizionale funzione produttiva di beni, alla funzione protettiva dell’ambiente rurale e alla funzione turistico-ricreativa volta alla fruizione dello spazio e del paesaggio naturale”.

Da ricercatrice universitaria e docente di Demografia Investigativa presso l’Università di Bari a imprenditrice agrituristica il passo è stato ambizioso e complicato, ma dal 2005 ad oggi Floriana Fanizza ha dimostrato di aver fatto la scelta giusta. La sua azienda, che si estende in agro di Fasano, ai piedi della collina di Cisternino, nasce con uno spirito nuovo, teso al continuo rinnovamento e all’offerta di prodotti innovativi che si adattino alle esigenze dei consumatori sempre più attenti alla qualità delle produzioni alimentari. L’imprenditrice accetta la scommessa della vendita diretta e si affida anima e cuore a Campagna Amica. Non basta. Masseria Mozzone è una splendida struttura storica immersa in un uliveto secolare. Dopo aver consolidato l’esperienza ricettiva come bed and breakfast, Floriana l’ha traghettata in agriturismo. Non basta ancora. L’obiettivo aziendale è stato quello di ottenere una vasta gamma di prodotti orticoli e soprattutto oleari (olio extravergine di oliva fruttato intenso, fruttato medio, DOP Collina di Brindisi) che rappresentano la tradizione e l’innovazione allo stesso tempo. Non solo olio, però, dato che l’imprenditrice ha creato una intera linea cosmetica a base di olio extravergine di oliva, dalle creme, ai saponi, ai bagnoschiuma.

 

PADOVA, AGRITURISMO: EMANUELE CALAON PRESIDENTE TERRANOSTRA

Terranostra Padova, l’associazione degli imprenditori agrituristici più longeva e rappresentativa della provincia, con oltre 70 iscritti, ha scelto il suo nuovo presidente. E’ Emanuele Calaon, 38 anni: gestisce con i familiari l’agriturismo “Bacco e Arianna” di Vo ed è stato presidente del Consorzio Vini Doc dei Colli Euganei. In precedenza aveva guidato i giovani agricoltori in qualità di delegato provinciale di Coldiretti Giovani Impresa.

Calaon prende il testimone da Giuliano Ravazzolo, titolare dell’agriturismo “Scacchiera” di Padova e presidente di Terranostra fin dalla sua fondazione, 25 anni. “All’epoca eravamo dei pionieri – ricorda Ravazzolo – e ci affacciavamo su un panorama ancora tutto da esplorare e da costruire, anche a livello normativo. Abbiamo affrontato numerose battaglie per affermare e veder riconosciuto il principio che l’attività agricola è il fondamento irrinunciabile e imprescindibile per l’agriturismo, è ciò che distingue e qualifica il nostro lavoro dagli altri operatori nel campo dell’ospitalità.

Ci siamo dovuti misurare con diversi passaggi legislativi e abbiamo dovuto combattere a lungo affinché venisse riconosciuta proprio la nostra specificità, legata appunto alla produzione agricola. Il nostro impegno ci ha permesso di affermare il principio per cui agriturismo significa fare agricoltura, trasformare e i propri prodotti e venderli attraverso l’attività di accoglienza e ristorazione. Abbiamo fatto passi avanti notevoli, oggi abbiamo gli “agrichef”, giovani ambasciatori della qualità e della tipicità della nostra produzione direttamente a tavola, offriamo una marcia in più per la promozione del nostro territorio attraverso la nostra migliore agricoltura”.

Il neo presidente Calaon ha rivolto un ringraziamento a Ravazzolo “per la passione e l’impegno grazie al quale l’agriturismo padovano è stato pioniere in Italia e ha instaurato da molti anni un dialogo e un confronto con i clienti, ben prima dell’avvento delle recensioni on line. Il successo degli agrichef conferma l’attenzione verso la cucina che parte dai prodotti del territorio. Altro aspetto sul quale vogliamo puntare, in sinergia con gli altri operatori del territorio, è la vacanza esperienziale. Il turista oggi non cerca solo un posto dove mangiare o dormire ma una vacanza ricca di contenuti, alla scoperta del territorio e delle sue peculiarità, a partire dai prodotti locali”.

Il nuovo consiglio provinciale di Terranostra, eletto dall’assemblea, è composto Emanuele Calaon, Samuele Calderaro, Elena Pieropan, Alessandro Ravazzolo, Ornella Sartor, Gianni Sartor, Giovanni Dal Toso Giovanni e Manuel Innocenti.

 

SARDEGNA, LINGUA BLU: APPELLO ALLA REGIONE PER LIQUIDAZIONE DEGLI INDENNIZZI

Coldiretti Sardegna si appella alla Regione per accelerare i tempi di erogazione dei 4.771.250,11 euro stanziati due mesi fa, precisamente il 20 marzo, per indennizzare i circa 36 mila capi ovini morti e gli 850 mila capi coinvolti nei focolai della lingua blu.

“Purtroppo spesso delibere e direttive trovano ostacolo nella burocrazia – commenta il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -.  Gli allevatori ancora una volta hanno subito dei danni seri da questo morbo (pecore morte e improduttive), tra l’altro in una annata nera dovuta alla siccità. Perdite che se devono essere ricompensate, vanno liquidate immediatamente. Per questo è fondamentale accelerare l’iter delle pratiche”.

La direttiva approvata dalla Giunta regionale il 20 marzo scorso, prevede 50 euro di indennizzo forfettario per ogni pecora morta e 3 euro a capo presente in azienda alla dichiarazione della sede di focolaio, per un totale di 4.771.250,11 euro.

Aiuti che, secondo la Regione, devono essere erogati ai pastori il cui allevamento è stato dichiarato sede di focolaio entro il 28 febbraio 2018, direttamente dai Comuni interessati (i fondi ai Comuni li trasferisce l’assessorato all’Agricoltura), previa presentazione delle domande. “Sono già trascorsi due mesi dalla direttiva – evidenzia il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Ci appelliamo all’assessore all’Agricoltura affinché si accorcino i tempi e arrivino i denari immediatamente nelle aziende”.

 

AREZZO, DANNI DA UNGULATI: “A PAGARE IL CONTO” SOLO GLI IMPRENDITORI AGRICOLI

La Coldiretti aretina sollecita ancora una volta la Regione Toscana per chiedere con forza subito azioni incisive per il contenimento del numero degli ungulati ed operazioni di monitoraggio, in particolare all’interno del parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello e nelle zone limitrofe, affinché i danni all’agricoltura che delineano una situazione di vera drammaticità e di preoccupazione non arrivino al collasso estremo.

La lettera, ultima di una lunga serie, fa seguito ad un incontro tenutosi presso la sala comunale di Sestino, molto partecipato dalle aziende agricole. “Durante la riunione – spiega il Presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo Tulio Marcelli –  sono state acquisite trentadue segnalazione di rilevanti danni alle colture agricole, da parte di ungulati, per un totale di superficie danneggiata di circa 500,00 Ha, i numeri sono disastrosi e riportano ad a stato di vera tragedia”.

Per una verifica dei danni provocati alle coltivazioni sono stati effettuati dei sopralluoghi su terreni che fanno parte del Parco Naturale del Sasso di Simone e Simoncello e su terreni adiacenti.  In particolare la verifica ha interessato terreni investiti a prato pascolo destinati prioritariamente alla produzione di fieno reimpiegato in ambito aziendale ad uso zootecnico. Nel corso del sopralluogo sono state scattate decine di foto che documentano i danni provocati dagli ungulati e nello specifico dai cinghiali, causati dall’attività di rooting con l’evidente distruzione del cotico erboso e la creazione di buche.

“Si parla di due tipologie di danno – afferma Marcelli – un danno diretto, perchè riduce fortemente la produzione di foraggio e richiede l’esecuzione di operazioni di livellamento del terreno con l’utilizzo di strigliatori e la risemina del prato pascolo e un danno indiretto, che consiste nella diminuzione dell’appetibilità del foraggio in quanto si trova inclusa una importante frazione terrosa”.

“Otre al danno economico per la mancata produzione di fieno e la ricostituzione dei pascoli, che in alcuni casi ha ridotto del 100% la produzione – illustra il Direttore di Coldiretti Arezzo Mario Rossi – si è constatato che l’azione di rooting ha determinato in alcuni punti degli smottamenti con evidenti rischi idrogeologici per il territorio montano. Si stima una valutazione economica delle superfici a pascolo di danni per oltre 200 mila euro della produzione di fieno sul campione di aziende. Chi paga questi danni?  – prosegue il Direttore Rossi – le nostre imprese sono oramai scoraggiate e non effettuano nemmeno più la segnalazione dei danni. In assenza di un intervento serio e concreto da parte delle istituzioni per fronteggiare e prevenire il proliferare degli ungulati attraverso un’operazione di contenimento intelligente si andrà verso lo scempio del sistema e del territorio.

La presenza di ungulati nell’intera provincia – prosegue Rossi – è oramai fuori controllo, nelle zone di cui sopra, oltre alla riduzione della produzione di fieno si devono aggiungere i danni alle superfici boschive oggetto di taglio, in quanto questi animali, nutrendosi delle nuove gettate ritardano da tre a cinque anni la turnazione del taglio.

I nostri imprenditori sono stanchi di promesse e di chiacchiere. Vogliamo con forza – si avvia a concludere il Direttore – che le istituzioni tutte ai vari livelli, contribuiscano fattivamente ad affrontare e risolvere le problematiche che non possono più essere rinviate”.

 

MOLISE, DANNI DA FAUNA SELVATICA, UN’EMERGENZA NON PIU’ DEROGABILE

Un’emergenza non più rinviabile: così Coldiretti Molise definisce l’aumento esponenziale del numero dei cinghiali che sta creando, in tutta la regione, danni non solo delle coltivazioni ma anche gravi pericoli alla pubblica incolumità, come testimoniano i sempre più frequenti avvistamenti di ungulati nei centri abitati e lungo le strade. “Ormai non c’è più azienda agricola della regione che non lamenti danni a causa di questi selvatici che stanno letteralmente invadendo il territorio – afferma il delegato confederale di Coldiretti Molise, Giuseppe Spinelli – . Dunque un problema non più rinviabile per le imprese molisane che non riescono più a sostenere il peso economico dei danni subiti”.

“La questione – afferma il direttore regionale di Coldiretti Molise, Aniello Ascolese – ha assunto una tale portata che molti imprenditori agricoli stanno, loro malgrado, valutando la necessità di chiudere le aziende. Questo perché – precisa il direttore – spesso la frequenza e l’entità dei danni sono tali da non consentire agli imprenditori di raccogliere quasi nulla di quanto coltivato e non riuscendo quindi nemmeno a coprire i costi di produzione”.

Dai seminativi alle orticole passando per le vigne la lista delle coltivazioni devastate dalla fauna selvatica è lunga, considerando anche il fatto che accanto ai cinghiali è aumentato pericolosamente anche il numero di daini e caprioli che di conseguenza sta determinando la crescita anche del numero dei lupi. Per questo, ciò che chiede Coldiretti, a nome degli imprenditori agricoli, non è tanto o solo il risarcimento dei danni subiti, che pure riveste una notevole importanza, ma piuttosto di essere messi in condizioni di produrre.

La maggiore Organizzazione professionale agricola regionale intende avviare sull’ argomento “ungulati” un serio confronto con il Governo regionale, in primis con l’Assessorato all’Agricoltura, affinché venga inserito in tempi rapidi nell’agenda politica.

Il problema è di una gravità estrema, essendo il numero dei cinghiali oramai fuori controllo; a tal proposito si ritiene necessario ed urgente predisporre un piano di intervento “straordinario”. In quest’ottica Coldiretti Molise predisporrà a breve uno specifico documento contenente proposte utili ad individuare strumenti normativi adeguati alla gravità della situazione.

 

PIEMONTE, DAZI: PENSARE A NORME COMMERCIALI PIU’ EQUE PER PRESERVARE EXPORT

La guerra commerciale dei dazi scatenata da Trump si estende pericolosamente alla tavola con le ritorsioni dell’Unione Europea che colpiscono le importazioni dagli Stati Uniti di bourbon whiskey, mirtilli, succo d’arancia, fagioli, mais, burro d’arachidi, riso, tabacco e sigari che solo per l’Italia valgono circa 30 milioni di euro nel 2017. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla black list varata dalla Commissione Ue che ha deciso di fare ufficialmente partire le procedure per l’attivazione delle contromisure in risposta ai dazi Usa su acciaio e alluminio, con l’obiettivo di farle entrare in vigore da luglio.

“A rischio ci sono circa 4 miliardi di export agroalimentare Made in Italy – spiegano Fabrizio Galliati vice presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato Confederale -. Tra i prodotti che potrebbero farne le spese alcune eccellenze del Made in Piemonte tra cui il riso ed il vino. Quest’ultimo, grazie ai suoi alti standard qualitativi è, infatti, particolarmente apprezzato negli Usa che ne assorbono il 35% e le esportazioni hanno raggiunto i 200 milioni di euro. E’ necessario, quindi, scongiurare il pericolo di una guerra commerciale che potrebbe determinare un disastroso effetto valanga sull’economia e sulle relazioni tra Paesi alleati. Per questo occorre pensare a norme sul commercio più eque, che non si limitino a considerare l’aspetto economico nelle relazioni ma che tengano conto anche della sicurezza alimentare dei consumatori e della tutela dell’ambiente”. 

 

CAMPANIA, EMERGENZA CINGHIALI: AGRICOLTORI IN SOFFERENZA, TEMPO SCADUTO

Si è tenuta questa mattina l’audizione in Commissione regionale Agricoltura sul tema “Gestione faunistico-venatoria del cinghiale in Campania”. Per Coldiretti è intervenuto il direttore regionale Salvatore Loffreda. La presenza dei cinghiali è ormai un’emergenza drammatica su tutto il territorio regionale, causando danni agli agricoltori e rischi per l’incolumità dei cittadini. Nell’ultimo censimento effettuato sono oltre 220 i Comuni campani dove sono stati rivelati danni da fauna selvatica, con effetti devastanti e destinati a crescere senza freno.

“Ancora una volta – ha sottolineato il direttore Loffreda – abbiamo ascoltato dispute inutili, che non ci appassionano e che non risolvono i problemi. Il tempo è scaduto e chiediamo alla Regione di mettere in pratica il piano previsto, affrontando in sedi separate i conflitti di competenza e le querelle tra coloro che dovranno applicarlo. Si può agire velocemente e ridurre la pressione dei cinghiali sul territorio. Il Piano straordinario Emergenza Cinghiali in Campania 2016-2018 è stato approvato ormai da due anni dalla Regione. L’inquadratura territoriale e i fondi del programma di sviluppo rurale possono aiutarci a frenare un fenomeno insostenibile per le imprese agricole. Le aree più colpite sono ovviamente quelle appenniniche: l’Irpinia, il Sannio, l’Alto Casertano e l’entroterra Salernitano. Oltre ai danni reali alle colture, c’è il pericolo per la salute pubblica. Pericoli che si accentuano nelle aree dei Parchi, dove i vincoli naturalistici portano gli animali a stretto contatto con le comunità locali.

Coldiretti ha chiesto e continua a chiedere una filiera controllata e rintracciabile delle carni di cinghiale – ha concluso Loffreda – per garantire il rispetto delle regole e la salubrità di quanto finisce abbondantemente sulle tavole delle sagre e non solo. Tramite i nostri tecnici abbiamo presentato proposte concrete per risolvere il problema. Far partire finalmente anche nella nostra regione una filiera del cinghiale avrà due risultati positivi: la fine al commercio clandestino delle carni, danno e beffa per gli agricoltori, e un’opportunità di sviluppo per il territorio, offrendo un prodotto sano e sicuro per il consumo locale ma anche per i turisti che scelgono di scoprire la bellezza delle nostre aree verdi”.

 

NUORO-OGLIASTRA. ELETTI I PRESIDENTI DELLE SEZIONI DELL’UFFICIO ZONA DI SINISCOLA

Coldiretti Nuoro Ogliastra ha concluso i rinnovi delle cariche anche nell’ufficio zona di Siniscola. Quattro le sezioni del territorio. A Posada è stato eletto presidente Pietro Goddi di 33 anni. Laureato in Produzioni Animali, gestisce un’azienda zootecnica di bovini da carne, ovini e capre oltre all’agriturismo “Orvile” che fa parte della rete di Campagna Amica. A Siniscola conferma per Salvatore Mulargia, che oltre ad allevare bovini da carne, ha un agrumeto di arance e pompia e seminativi. Conferma anche a Torpè e Lodè. Entrambi sono allevatori di ovini e caprini. Nel primo il presidente è Quirico Ruiu, a Lodè Salvatore Angelo Farris.

 

LAZIO, NICCOLO’ SACCHETTI E’ IL NUOVO PRESIDENTE DELLA COLDIRETTI PROVINCIALE

Questa mattina a Palazzo Rospigliosi, nel corso dell’assemblea elettiva, Niccolò Sacchetti è stato eletto nuovo presidente di Coldiretti Roma. L’incontro si è svolto alla presenza del Segretario Generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo, del presidente Coldiretti Lazio David Granieri, del direttore Coldiretti Lazio Sara Paraluppi, del direttore Coldiretti Roma Giuseppe Casu e del Consigliere ecclesiastico Nazionale Don Paolo Carlotti.

“Svolgerò questo ruolo con massimo impegno e cercherò di mettere a disposizione tutta la mia esperienza professionale – ha spiegato Sacchetti che gestisce una grande azienda agricola, forestale e zootecnica nel Comune di Tolfa – Questo per me è il giorno dei ringraziamenti, a partire dal presidente Granieri per lo straordinario lavoro che ha svolto in questi anni. Sono molto orgoglioso di far parte di questo grande gruppo, la forza della Coldiretti sta nell’affrontare uniti le problematiche comuni, nel capillare radicamento sul territorio e nell’eccezionale capacità organizzativa”. Il presidente uscente David Granieri ha voluto fare gli auguri di buon lavoro a Sacchetti: “Sono veramente contento della scelta fatta, ci sarà una squadra valida, competente e con tanta voglia di lavorare”.

 

Appuntamenti

MODENA: A MIRANDOLA “MEMORIA E VERITÀ”, DIALOGO CON GIAN CARLO CASELLI

Giovedì 7 giugno

Dire “tutta la verità, nient’altro che la verità”: è il solenne giuramento di chiunque deponga in tribunale. Ma la verità sopravvive davvero al tempo, all’oblio? E se una verità dimenticata torna alla luce, può riscrivere il passato, il presente? Il magistrato Gian Carlo Caselli, in dialogo con il giornalista Gian Paolo Maini, propone una riflessione sul delicato rapporto tra memoria e verità.

Gian Carlo Caselli ha cominciato la carriera in magistratura a Torino, come giudice istruttore impegnato in indagini sul terrorismo, in particolare sulle Brigate rosse. Successivamente è stato membro del Consiglio Superiore della Magistratura, ha diretto la procura di Palermo, il Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria). Dopo aver ricoperto il ruolo di procuratore generale presso la Corte d’appello di Torino, nel 2008 viene nominato procuratore capo. Ha lasciato la magistratura nel 2013.

Attualmente è il presidente del comitato scientifico dell’”Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare” promosso ed istituito da Coldiretti. Tra i saggi più recenti: C’è del marcio nel piatto! (Piemme, 2018; con Stefano Masini).

 

VARESE: A SESTO CALENDE MIELE, BATTESIMO DELLA SELLA E LABORATORI PER BAMBINI

Sabato 9 giugno

Miele, battesimo della sella o un laboratorio per conoscere gli animali della fattoria? Per gli indecisi, la risposta è “tutti e tre”. Unica condizione, recarsi a Sesto Calende, sabato prossimo, in occasione del nuovo appuntamento con l’AgriMercato di Campagna Amica, un appuntamento mensile ormai atteso e sempre contraddistinto da eventi speciali. E così, dopo il vernissage inaugurale e il successo della degustazione guidata di formaggi della Valcuvia, tenutasi lo scorso mese di maggio, sabato 9 giugno l’appuntamento con i produttori di Campagna Amica proseguirà con un tris di eventi d’eccezione e la cui partecipazione è gratuita.

Il primo ‘ghiotto appuntamento’, è con la degustazione di miele prodotto dall’apicoltura Iozzi (Sesto Calende) accompagnata dal pane di via Mercato. A cura del Centro Ippico Sestese sarà invece il ‘battesimo della sella’ rivolto, in particolare, ai più piccoli, così come a loro si indirizza il laboratorio di ‘Merilla’ per conoscere gli animali della fattoria.

L’AgriMercato di Sesto Calende è parte della più ampia rete di farmer’s market a livello nazionale e ha subito incontrato il consenso del pubblico: “Ciò ci spinge a consolidare l’appuntamento, che si tiene ogni secondo sabato del mese sul lungofiume, in piazza Garibaldi, e che in occasione dell’estate continuerà ad essere contraddistinto da iniziative speciali, realizzate in collaborazione con i nostri produttori e con l’associazione Pro Sesto” sottolinea il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori e il presidente dell’Associazione AgriMercato Paolo Zanotti.

“Un grazie, in particolare, va rivolto a Marco Limbiati, per il suo impegno che ha consentito all’AgriMercato, a tempo di record, di integrarsi nel tessuto sociale di Sesto Calende, divenendo un evento sempre vissuto e atteso”.

Anche nella giornata di sabato 9, sotto i gazebo gialli di Campagna Amica, i consumatori avranno la possibilità di acquistare le specialità rurali del territorio, come salumi, formaggi vaccini e caprini, confetture, succhi di frutta, miele, frutta e verdura di stagione, zafferano e molto altro ancora. La degustazione di miele sarà invece guidata, alle ore 11, da Andrea Iozzi, la cui azienda apistica ha sede proprio a Sesto Calende.                                                                                                                                               

Il nuovo Mercato Agricolo di Sesto Calende si tiene ogni secondo sabato del mese, con la consueta e collaudata formula dei ‘farmer’s market’ che ‘portano la ruralità dai consumatori’ valorizzando le produzioni a chilometro zero. Una realtà che nasce dalla collaborazione di Coldiretti Varese e dell’Associazione AgriMercato con la Pro Loco e il Gruppo Commercianti, Artigiani e Terziario Avanzato e gode anche del patrocinio dell’amministrazione comunale e della locale Confcommercio: “L’AgriMercato di Sesto Calende  – conclude il presidente Fiori – ha lo scopo di promuovere le aziende e i prodotti del territorio, oltre che di tutelare l’interesse dei consumatori attraverso principi chiave come la tracciabilità, la valorizzazione della filiera corta e la promozione di prodotti tipici del territorio. I mercati di Campagna Amica consentono di fare la spesa in modo sostenibile e responsabile, acquistando prodotti di stagione, selezionati con cura, sempre freschi e di origine garantita: la presenza a Sesto Calende è ancor più strategica grazie alla posizione, che permette a numerosi turisti e viaggiatori di conoscere le peculiarità agroalimentari del territorio e, più in generale, del ‘made in Varese’”.

 

LIGURIA: I SAPORI DELLA NOSTRA TERRA A TAVOLA, ASSAGGIA LA LIGURIA

Giovedì 14, sabato 16, martedì 19 e mercoledì 20 giugno

Olio, basilico e vino: le grandi DOP e DOC della Liguria raggiungono i clienti dei Ristoranti con il progetto Assaggia la Liguria. Il progetto, realizzato dall’Enoteca Regionale della Liguria, dai Consorzi di Tutela dell’olio extravergine di oliva Riviera Ligure DOP e del Basilico Genovese DOP, in collaborazione con Coldiretti Liguria, mira alla valorizzazione dei sapori della nostra terra più autentica, attraverso cene a tema basate su prodotti d’eccellenza.

“Raggiungere il consumatore nei ristoranti del circuito Liguria Gourmet – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato Confederale Bruno Rivarossa – con i prodotti agricoli del nostro territorio certificati con denominazione di origine, è un ulteriore modo per far scoprire e valorizzare le eccellenze della nostra Regione. Questi tre prodotti sono il simbolo di una storia culturale secolare e di una ruralità eroica che va tutelata e tramandata. Durante questi appuntamenti, grazie anche a esperti di ciascuna produzione che racconteranno convivialmente agli ospiti questi prodotti, i commensali avranno modo di degustare e abbinare al meglio questi prodotti, e diventare custodi di un sapere che li accompagnerà nelle scelte alimentari quotidiane”

Questi i prossimi appuntamenti: Giovedì 14 giugno – L’Insolita Zuppa, Via Romana, 7, 16038 Santa Margherita Ligure (Genova); Sabato 16 giugno – Ristorante Palazzo Salsole, piazza Concezione, 1 Sassello (Savona); Martedì 19 giugno – Ristorante Le Perlage, via Mascherpa 4r Genova; Mercoledì 20 giugno – Ristorante Cian de Bià, via Silvio Pellico 14 Badalucco (Imperia).

 

COMO-LECCO: DIETA ANTICALDO PROTAGONISTA AL MERCATO DI C.A. DI MANDELLO LARIO

Domenica 10 giugno

Se le previsioni saranno confermate, la settimana prossima vedrà lo stabilizzarsi dell’anticiclone, con la colonnina di mercurio orientata verso un notevole incremento delle temperature. Con il caldo e l’afa, arrivano anche i consigli di Coldiretti Como Lecco che domenica prossima, a Mandello del Lario (LC) (ore 8-13 in piazza Leonardo Da Vinci), distribuirà gratuitamente il proprio vademecum “Arriva l’Estate, mettiti a frutto!”. Si tratta delle ‘strategie dall’orto’ utili a contrastare il caldo e aiutano a prepararsi al meglio alla prova costume.

Con il caldo è importante consumare frutta e verdura fresca, fonte di vitamine, sali minerali e liquidi preziosi per mantenere l’organismo in efficienza e per combattere i radicali liberi prodotti come conseguenza dell’esposizione solare. Antiossidanti “naturali” sono infatti le vitamine A, C ed E che sono contenute in abbondanza in frutta e verdura fresca.

Inoltre, con l’approssimarsi dell’estate quasi tre cittadini su quattro (74%) si espongono ai raggi solari per ottenere la sospirata abbronzatura: la tintarella – sottolinea la Coldiretti – è uno degli obiettivi più perseguiti da nord a sud della Penisola, non solo al mare ma anche al lago o in montagna, ma anche nei maggiori centri delle due province lariane fra piscine, parchi e balconi.

Con l’11% di chi si abbronza decide di farlo senza utilizzare alcuna protezione, il consiglio per tutti è di esporsi gradualmente al sole evitando le ore più calde soprattutto in caso di carnagione chiara ma anche l’alimentazione aiuta a “catturare” i raggi del sole ed è anche in grado di difendere l’organismo dalle elevate temperature e dalle scottature.

La dieta adeguata per una abbronzatura sana e naturale si fonda sul consumo di cibi ricchi in Vitamina A che favoriscono la produzione nell’epidermide del pigmento melanina che protegge dalle scottature e dona il classico colore scuro alla pelle. Sul podio del “cibo che abbronza” secondo la speciale classifica stilata dalla Coldiretti salgono carote, radicchi e albicocche, “ma sono d’aiuto anche insalate, cicoria, lattughe, meloni, peperoni, pomodori, fragole o ciliegie che sono peraltro disponibili in grande quantità e varietà con un ottimo rapporto prezzo/qualità in questa stagione. Il primo posto è conquistato indiscutibilmente dalle carote che contengono ben 1200 microgrammi di Vitamina A o quantità equivalenti di caroteni per 100 grammi di parte edibile”.

Alla buona alimentazione– vanno accompagnate regole di buon senso nell’esposizione al sole soprattutto all’inizio della stagione. E’ quindi importante conoscere il proprio fototipo ed utilizzare creme adeguate alla propria pelle, soprattutto su bambini, ridurre al minimo le esposizioni ai raggi solari, specie nelle ore centrali della giornata, non esporsi al sole con profumi ed essenze e – spiega Coldiretti Como Lecco – “utilizzare indumenti adeguati (cappelli, magliette, occhiali). In caso di scottature o di disidratazione della pelle possono essere utili anche alcuni rimedi naturali come impacchi di yogurt bianco intero oppure maschere con fette di anguria oppure la polpa di mela grattugiata stesa sulle zone più arrossate”.

Il Mercato Agricolo di Campagna Amica di Mandello del Lario, ultimo nato nelle due province e giunto alla sua terza edizione, si svolge ogni seconda domenica del mese, al mattino, in piazza Leonardo da Vinci.

 

SALERNO: AGRICHEF, AL MUSEO ‘PEPPE NATELLA’ SFIDA DEI GIORNALISTI AI FORNELLI

Giovedì 7 giugno

Esaltare e valorizzare le produzioni agricole di stagione, con cuochi di eccezione: i giornalisti salernitani. Giovedì 7 giugno, il Museo Peppe Natella nel centro storico di Salerno ospiterà la cena – evento promossa da Coldiretti e Camera di Commercio, prima tappa del progetto Agrichef per la valorizzazione delle produzioni del Km 0, la conoscenza delle filiere e delle imprese agricole, l’attivazione di percorsi di turismo enogastronomico.

Ai fornelli ci saranno quattro coppie di giornalisti con un paniere di prodotti di stagione a disposizione: zucchine, fiori di zucca, pomodorini, melenzane, basilico, alici, gamberi, olio extravergine di oliva, aglio e peperoncino. Ai fornelli si sfideranno i giornalisti Giancarlo Frasca e Barbara Albero, Concita De Luca e Gilda Camaggio, Carmen Incisivo e Gianbattista Lanzilli, Eleonora Elman e Barbara Landi. Ad “aiutare” gli “chef per una sera” saranno gli agrichef di Coldiretti Michelangelo Corrado e Lucia Giannattasio. La giuria sarà composta dal presidente di Coldiretti Salerno Vito Busillo, il direttore provinciale Enzo Tropiano, il direttore regionale Salvatore Loffreda, i giornalisti Eduardo Scotti, Gabriele Bojano, Simona Cataldo, Monica Di Mauro, Peppe Iannicelli, Pina Ferro. Saranno presenti anche amministratori del Comune di Salerno e della Camera di Commercio.

La cena-evento è la prima tappa di un progetto che vedrà il coinvolgimento nelle prossime settimane di ristoratori e imprenditori agricoli di tutta la provincia: ai ristoratori saranno assegnati prodotti tipici locali con cui dovranno elaborare un piatto, che farà poi parte di un menù a Km0 firmato Coldiretti, per esaltare la cultura enogastronomica locale, la dieta mediterranea e la tracciabilità dei prodotti.

 

PISA/LIVORNO: A CECINA 100 BAMBINI IN GITA DI STUDIO TRA I BANCHI DEI PRODUTTORI

Venerdì 8 giugno

Gita studio al mercato di Campagna Amica di Piazza Nilde Lotti, a Cecina. Giornata dedicata alle scolaresche, alla sana alimentazione e conoscenza del mondo agricolo venerdì 8 giugno nell’ambito del nuovo mercato della filiera corta settimanale promossa da Donne Impresa Coldiretti e Giovani Impresa di Pisa e Livorno.

105 i bambini delle cinque classi del plesso Guerrazzi di Cecina protagonisti della visita tra i banchi dei produttori per toccare con mano, conoscere, scoprire il segreto degli ortaggi appena raccolti dai campi, del vino e dell’olio, delle api e del miele e dell’importanza di mangiare sano, sostenibile, sicuro e stagionale. Cinque i laboratori didattici allestiti in piazza per imparare, per esempio, il ciclo della vita delle piante: dalla semina al fiore. Per loro anche gli indovinelli dei contadini e la ruota delle stagioni. E per tutti alla fine della gita studio merenda a km zero a base di frutta di stagione. Presenti anche le autorità cittadine.

 

Brevi

PIEMONTE – Venerdì 8 giugno alle ore 11,30 a Torino (piazza Castello 191, Sala Rappresentanza della Prefettura) si terra una Conferenza Stampa di presentazione del “Villaggio Coldiretti” che si terrà da venerdì 15 a domenica 17 giugno in Piazza Castello e nei Giardini reali.

 

 

 

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