COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 30 marzo 2021

30 Marzo 2021
News La Forza del Territorio del 30 marzo 2021

Primo piano

 

PIEMONTE

LUPI: BENE INDENNIZZI MA ORA SERVE GESTIONE PIU’ EFFICIENTE 

 Preoccupa il moltiplicarsi di predazioni e avvistamenti a bassa quota

“Positivo lo stanziamento dei fondi per l’indennizzo diretto dei danni causati dalle predazioni da lupo, ma ricordiamo alla Regione che serve un meccanismo efficiente, con tempistiche rapide ed una modalità che, oltre al monitoraggio ed alla prevenzione, possa garantire una gestione che tuteli, innanzitutto, il bestiame e chi vive le nostre montagne e le nostre colline, stante il moltiplicarsi di avvistamenti e predazioni anche a bassa quota”. E’ quanto commentano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale rispetto allo stanziamento di 300 mila euro, approvato dalla Giunta regionale, per il risarcimento dei danni causati dalle predazioni dai lupi al patrimonio zootecnico in Piemonte e per i costi sostenuti a difesa del bestiame. 

Nel solo Piemonte si stima una popolazione compresa tra i 450 ed i 500 lupi quando in Francia sono complessivamente circa 550 e la tendenza è che vadano ad occupare sempre maggiori aree del territorio, spostandosi verso il nord della regione, in particolare verso le province del Biellese e del Verbano Cusio-Ossola oltre che nelle zone di collina e pianura.

“Proprio per questa ragione – continuano Moncalvo e Rivarossa – bisogna considerare il pericolo costante che genera la presenza del lupo, oltre al fatto che rischia di provocare un disequilibrio ecologico. E’, dunque, necessario proseguire con il lavoro avviato dal vicepresidente regionale, Fabio Carosso, in sede della Conferenza Stato-Regioni rispetto alle modifiche sul Piano Lupo, in sintonia con quanto stanno già facendo i Paesi confinanti, come la Francia. Serve mettere in atto, quindi, concrete e rapide misure di contenimento al fine di permettere, in primis, alle nostre imprese lo svolgimento dell’attività produttiva, alla luce del ruolo svolto a tutela del territorio e viste le difficoltà legate alla situazione pandemica”.

 

Dal Territorio

 

LOMBARDIA, ALLARME SICCITÀ: IRRIGAZIONI DI SOCCORSO SU PERE, MELONI E PRATI

Con il grande caldo fuori stagione il Po è in secca con lo stesso livello idrometrico della scorsa estate per effetto della lunga assenza di precipitazioni con l’allarme siccità scattato al nord proprio all’inizio della primavera quando le coltivazioni hanno bisogno di acqua per crescere. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sullo stato del più grande fiume italiano con l’aumento anomalo delle temperature che ha costretto gli agricoltori alle irrigazioni di soccorso in tutto il nord Italia.

In Lombardia – spiega la Coldiretti regionale – in provincia di Mantova gli agricoltori stanno già irrigando meloni, peri e campi seminati, mentre nel Cremonese irrigazioni di soccorso sono partite su prati, frumento, cipolle e meloni.

Al Ponte della Becca nel Pavese il livello idrometrico del fiume Po è di -2,66 metri, praticamente lo stesso registrato all’inizio di agosto nel 2020 – sottolinea la Coldiretti – con la portata del Grande Fiume scesa per la prima volta quest’anno sotto la soglia dei mille metri cubi al secondo, con un -24% rispetto alla media del periodo. La carenza idrica riguarda anche il lago di Como – precisa la Coldiretti – al quale mancano solo 20 centimetri prima di raggiungere il minimo storico di sempre con un riempimento di appena l’8,8% contro una media del 63,8%.

L’aumento degli eventi climatici estremi – continua la Coldiretti – con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal maltempo alla siccità ha modificato soprattutto la distribuzione sia stagionale che geografica delle precipitazioni. La mancanza di acqua rappresenta – rileva la Coldiretti – la condizione meteo più rilevante per l’agricoltura italiana con un danni stimati in media in un miliardo di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti. Nonostante i cambiamenti climatici l’Italia – sottolinea la Coldiretti – resta un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente dei quali purtroppo appena l’11% viene trattenuto. 

Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie, Coldiretti ha elaborato a livello nazionale un progetto concreto, immediatamente cantierabile, che prevede la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti, progettualità già avviata e da avviarsi con procedure autorizzative non complesse, in modo da instradare velocemente il progetto complessivo e ottimizzare i risultati finali. L’idea – spiega la Coldiretti – è di “costruire”, senza uso di cemento per ridurre l’impatto ambientale, laghetti in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione.

Il piano della Coldiretti sulle risorse idriche per il Recovery Plan punta alla transizione verde in modo da risparmiare il 30% di acqua per l’irrigazione, diminuire il rischio di alluvioni e frane, aumentare la sicurezza alimentare dell’Italia, garantire la disponibilità idrica in caso di incendi, migliorare il valore paesaggistico dei territori e garantire adeguati stoccaggi per le produzioni idroelettriche green in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030.  Un progetto ideato ed ingegnerizzato e poi condiviso – conclude la Coldiretti – con Anbi, Terna, Enel, Eni e Cassa Depositi e Prestiti con il coinvolgimento anche di Università.

 

PUGLIA, TURISMO: A PASQUA AZZERATI VIAGGI E GITE FUORI PORTA

Con il lockdown di Pasqua è praticamente azzerato il turismo nazionale con un pugliese su tre (32%) che aveva programmi di viaggio per vacanze, gite fuori porta o visite a parenti e amici durante le feste di Pasqua e Pasquetta. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe’ in riferimento all’arrivo entro 2 o 3 mesi del primo passaporto sanitario europeo. L’arrivo per l’estate del passaporto vaccinale Ue potrà salvare almeno il turismo straniero in Puglia che ha subito un buco di oltre 3,5 miliardi nelle spese dei viaggiatori dall’estero, che sono crollate del 61% nel 2020 rispetto all’anno precedente, toccando il minimo da almeno venti anni, secondo l’analisi Coldiretti sulla base dei dati di Bankitalia.

“Siamo fiduciosi nel nuovo bando sulla Misura 21 del PSR per recuperare gli agriturismi rimasti esclusi dal primo, annunciato dall’Assessore Pentassuglia, che certamente è una boccata d’ossigeno, con la necessaria stretta sui pagamenti del primo bando fermi al 23%. Il Covid ha inferto un colpo durissimo per gli agriturismi con la perdita secca subita nel 2020 dalle masserie della Puglia che hanno praticamente azzerato gli arrivi di turisti stranieri e annullato le prenotazioni di italiani nel 2020 e con le nuove restrizioni sono andati in fumo anche gli appuntamenti attesi di primavera con Pasqua e pasquetta in lockdown”, afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

L’assenza di stranieri in vacanza in Puglia grava sull’ospitalità turistica nelle mete più gettonate che risentono notevolmente della loro mancanza anche perché – sottolinea Coldiretti Puglia – i turisti dall’estero da paesi come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna o la Cina hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa ma che adesso sono anche quelli che stanno procedendo velocemente nella campagna di vaccinazione.“La Puglia – è fortemente dipendente dall’estero per il flusso turistico con ben 1,5 milioni di arrivi dall’estero di viaggiatori stranieri e 3,8 milioni di pernottamenti internazionali che la scorsa estate hanno dovuto rinunciare a venire in Puglia per effetto delle limitazioni e alle preoccupazioni per la diffusione del contagio”, aggiunge Filippo De Miccolis Angelini, presidente di Terranostra Puglia, associazione agrituristica di Coldiretti.

Il certificato in formato digitale o cartaceo sarà interoperabile e legalmente vincolante per gli Stati membri e ammetterà tutti i vaccini disponibili sul mercato, consentirà dunque – sottolinea la Coldiretti regionale – ai cittadini europei di tornare a viaggiare quest’estate fornendo la prova di essersi sottoposti alla vaccinazione, oppure di essere risultati negativi a un test o di essere guariti dal Covid-19 ed avere sviluppato gli anticorpi.

La mancanza di vacanzieri si trasferisce a valanga sull’insieme dell’economia per il crollo delle spese per alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir. Non è un caso che nel 2020 a far registrare il risultato più negativo nei consumi – continua la Coldiretti regionale – sono stati gli alberghi ed i ristoranti con un calo del 40,2%, seguiti dai trasporti che si riducono del 26,5% e dalle spese per ricreazione e cultura che scendono del 22,8%.

Il cibo infatti – aggiunge Coldiretti Puglia – è diventato la voce principale del budget delle famiglie in vacanza in Italia con circa un terzo della spesa di italiani e stranieri destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche.

“L’agriturismo, nonostante i suoi numeri dimostrino il contrario, viene considerato un turismo di serie B, mentre è evidente la centralità dell’identità agricola e del patrimonio rurale del nostro territorio e del paesaggio – insiste il presidente De Miccolis – nella comunicazione istituzionale e di marketing turistico. Ma gli oneri di cura del territorio e del paesaggio rimangono in capo agli operatori agrituristici che sono troppo spesso abbandonati ad affrontare da soli sfide enormi come Xylella, siccità, cambiamenti climatici e da ultimo anche il Covid”. “L’agriturismo e lo sviluppo multifunzionale delle aziende agricole devono rientrare nelle strategie regionali, ivi incluse – insiste il presidente De Miccolis – quelle a sostegno del settore turistico per emergenza Covid. Gli indennizzi per calo di fatturato sono solo un placebo, cosi come non mancano difficoltà per accedere al credito. Gli ammortizzatori sociali sono ormai insufficienti per entità e tempistica a dare respiro alle tante famiglie che hanno vissuto mesi di inoccupazione. In compenso sono aumentati burocrazia ed adempimenti, tanto che alcuni operatori del settore, presi dallo sconforto e dalla paura di sanzioni, stanno valutando se valga la pena riaprire, eventualità che avrebbe effetti disastrosi sull’occupazione”, conclude il presidente De Miccolis.

Serve una svolta – continua la Coldiretti Puglia – per salvare il turismo estivo dopo che oltre sette viaggiatori stranieri su dieci (70%) hanno dovuto rinunciare a venire in Puglia nel 2020 bloccati alle frontiere dall’emergenza Covid. E il lockdown di Pasqua – conclude Coldiretti Puglia- ha praticamente azzerato anche quello nazionale senza le gite fuori porta di Pasqua e Pasquetta.

 

VENETO, CLIMA: IN REGIONE SEMINE ANTICIPATE DI UN MESE

Le semine in Veneto sono anticipate di un mese, lo dicono gli agricoltori che assicurano che la data di riferimento è sempre stata il 25 Aprile, giorno di inizio delle prime fase di lavorazioni dei terreni per le grandi colture. Invece – commenta Coldiretti Veneto – i tubi per l’irrigazione di soccorso sono già a terra da una decina di giorni. Le variazioni climatiche hanno indotto gli imprenditori agricoli – spiega Coldiretti Veneto – prima ad intervenire per mitigare gli effetti del gelo di una settimana fa ora per bagnare i campi. Coldiretti Veneto segnala il ricorso all’acqua per gli ettari non solo seminati a orzo e frumento ma persino per i prati pascoli. La situazione di emergenza riguarda la fascia Pedemontana e l’Alta Trevigiana ma anche l’area della Bassa Padovana lungo l’Adige, in particolare nella zona di Barbona, Vescovana, Granze e Stanghella. Il supplemento idrico è da considerare anche di supporto per mais e barbabietole ed è necessario anche per procedere alle pratiche agronomiche successive – ricorda Coldiretti Veneto. E’ già allarme siccità con il grande caldo fuori stagione il Po è in secca con lo stesso livello idrometrico della scorsa estate per effetto della lunga assenza di precipitazioni.

Si registra in particolare l’aumento degli eventi atmosferici estremi – continua la Coldiretti –con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal maltempo alla siccità. La mancanza di acqua rappresenta – rileva la Coldiretti – l’evento climatico avverso più rilevante per l’agricoltura italiana con un danni stimati in media in un miliardo di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti.

Nonostante le variazioni climatiche l’Italia – sottolinea la Coldiretti – resta un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente dei quali purtroppo appena l’11% viene trattenuto. Il Veneto- commenta Coldiretti – recupera solo il 5% dell’acqua piovana: rispetto alla media nazionale il dato è preoccupante e dimostra quanto bisogno ci sia di investimenti in questo campo.

Senz’acqua non c’è agricoltura. In Veneto sono irrigati 600mila ettari della SAU. Per questa ragione vanno assicurate le portate delle concessioni idriche, attuando il risparmio irriguo, ammodernando la rete e realizzando nuovi invasi utilizzando le cave dismesse e i bacini. I fenomeni straordinari con alluvioni e stagioni monsoniche impongono il grande tema della sicurezza idraulica che si attua con il governo dell’acqua dei comprensori di bonifica (1,15 milioni di ettari). “Occorre trattenere l’acqua quando c’è nelle infrastrutture – dice Coldiretti Veneto –  e laddove necessario realizzare opere di laminazione per arginare le calamità atmosferiche”. 

“Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie abbiamo elaborato e proposto per tempo un progetto concreto immediatamente cantierabile” afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “si tratta di un intervento strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici caratterizzati dall’alternarsi di precipitazioni violente a lunghi periodi di assenza di acqua, lungo tutto il territorio nazionale”.

 Il progetto – spiega la Coldiretti – prevede la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti, progettualità già avviata e da avviarsi con procedure autorizzative non complesse, in modo da instradare velocemente il progetto complessivo e ottimizzare i risultati finali. L’idea è di “costruire” senza uso di cemento per ridurre l’impatto l’ambientale laghetti in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione. Il piano della Coldiretti sulle risorse idriche per il Recovery Plan punta alla transizione verde in modo da risparmiare il 30% di acqua per l’irrigazione, diminuire il rischio di alluvioni e frane, aumentare la sicurezza alimentare dell’Italia, garantire la disponibilità idrica in caso di incendi, migliorare il valore paesaggistico dei territori e garantire adeguati stoccaggi per le produzioni idroelettriche green in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030.  Un progetto ideato ed ingegnerizzato e poi condiviso – conclude la Coldiretti – con Anbi, Terna, Enel, Eni e Cassa Depositi e Prestiti con il coinvolgimento anche di Università.

 

ABRUZZO, OPERAZIONE SOLIDARIETA’ PASQUALE CON 400 PACCHI PER BISOGNOSI

Sono 400 i pacchi che, a partire da oggi, verranno consegnati in Abruzzo prima di domenica nell’ambito dell’operazione di solidarietà del sistema agroalimentare italiano per sostenere, in occasione delle festività di Pasqua, le famiglie in difficoltà per l’emergenza Covid, con prodotti alimentari di qualità del nostro Made in Italy. L’iniziativa è stata promossa a livello nazionale da Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica, con la partecipazione di rilevanti realtà economiche e sociali del Paese e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e in Abruzzo è stata inaugurata questa mattina nel mercato di Campagna Amica di Pescara dal presidente di Coldiretti Abruzzo Silvano Di Primio alla presenza del Presidente della Giunta Regionale Marco Marsilio, del sindaco di Pescara Carlo Masci e del presidente dell’Associazione Agrimercato d’Abruzzo nonché delegato di Coldiretti Giovani Impresa Giuseppe Scorrano e del direttore regionale di Coldiretti Giulio Federici.

Decine le famiglie individuate dai servizi sociali del Comune che questa mattina si sono recate, rispettando ovviamente le disposizioni di prevenzione del contagio, nel mercato agricolo per ricevere un pacco di oltre 50 chili con prodotti 100% Made in Italy come pasta e riso, Parmigiano Reggiano e Grana Padano, biscotti, sughi, salsa di pomodoro, tonno sott’olio, dolci e colombe pasquali, stinchi, cotechini e prosciutti, carne, latte, panna da cucina, zucchero, olio extra vergine di oliva, legumi e formaggi fra caciotte e pecorino. In totale in Abruzzo verranno distribuiti ventimila chilogrammi (venti tonnellate) di cibo pari a 400 pacchi di generi alimentari tra freschi e trasformati.

“L’iniziativa vuole essere un segnale di speranza per tutti coloro che in questi mesi hanno pagato più di altri le conseguenze economiche e sociali dell’emergenza Covid – dice Silvano Di Primio Presidente di Coldiretti Abruzzo – ma anche evidenziare le eccellenze agroalimentari che hanno contribuito a fare grande il Made in Italy e rappresentano un risorsa determinante da cui ripartire. Coldiretti viene incontro ancora una volta alle esigenze dei più deboli dimostrando attenzione ai temi e ai problemi della società civile e ricordando le grandi potenzialità di un settore che va comunque tutelato e valorizzato. Questa – aggiunge Di Primio –  non è l’unica iniziativa che Coldiretti ha realizzato negli ultimi mesi. Si pensi, solo per citarne una, all’attività di spesa sospesa che abbiamo portato avanti negli ultimi mesi nei mercati di Campagna amica con riscontri importanti”. Coldiretti Abruzzo ricorda che a livello nazionale, nel 2020 sono stati oltre 5,5 milioni i chili di prodotti tipici Made in Italy, a chilometro zero e di altissima qualità, distribuiti dagli agricoltori di Campagna Amica per garantire un pasto di qualità ai più bisognosi attraverso le attività di “Spesa sospesa” nei mercati di Campagna Amica (in Abruzzo ci sono tre mercati coperti a marchio a Chieti, Pescara e Teramo) e dal contributo determinante del management dei Consorzi Agrari D’Italia (Cai) e della Coldiretti che ha deciso di rinunciare a propri compensi straordinari. L’obiettivo è far sì che queste esperienze diventino un impegno strutturale che aggiunge valore etico alla spesa quotidiana degli italiani. L’iniziativa di Pasqua è stata resa possibile dalla partecipazione di: Conad, Bonifiche Ferraresi, Philip Morris, Eni, Snam, Intesa San Paolo, Generali, De Cecco, Cattolica Assicurazioni Grana Padano, Barilla, Enel, Confapi, Fondazione Tim, Inalca, De Rica, Pomì, Casillo Group, Mutti, Monte dei Paschi di Siena, Granarolo, Coprob, Virgilio, Parmigiano Reggiano, Casa Modena, Ismea, Fondazione Osservatorio Agromafie, Crea.

Al via oggi la consegna dei pacchi anche per la provincia dell’Aquila: questa mattina a Sulmona nell’ufficio Coldiretti con il vicesindaco Marina Bianco e il vicepresidente della federazione provinciale Fabio Cianfaglione e oggi pomeriggio alle 14.30 ad Avezzano nella federazione provinciale Coldiretti con il presidente di Coldiretti L’Aquila Angelo Giommo e il sindaco Giovanni Di Pangrazio.

Domani partiranno anche le province di Teramo e Chieti. A Teramo la consegna dei pacchi si svolgerà al mercato di Campagna Amica di Teramo in via Roma alla presenza dell’assessore alle politiche sociali Ilaria De Sanctis e la presidente di Coldiretti Teramo Emanuela Ripani.

A Chieti l’operazione solidarietà prenderà avvio dal mercato di Campagna Amica di Via Arniense con il suggello del sindaco Diego Ferrara alle 9.15 alla presenza del presidente dell’Associazione Agrimercato d’Abruzzo Giuseppe Scorrano e del direttore di Coldiretti Chieti Luca Canala.

 

TOSCANA, SOLIDARIETÀ: A SOSTEGNO DI CHI HA PIU’ BISOGNO

Anche in Toscana. Sono centinaia le famiglie povere piegate dall’emergenza Covid che per la settimana di Pasqua e Pasquetta potranno mettere in tavola i migliori prodotti agroalimentari Made in Italy e passare delle feste più serene grazie all’importante operazione di solidarietà del sistema agroalimentare italiano.

L’iniziativa a carattere nazionale e stata presentata nella sua declinazione toscana alla presenza della vicepresidente della Giunta della Regione Toscana, Stefania Saccardi, dell’assessore Educazione e welfare del comune di Firenze Sara Funaro e del presidente di Coldiretti Toscana, Fabrizio Filippi.

L’iniziativa “A sostegno di chi ha più bisogno” è promossa da Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche e sociali del Paese.

“Non si tratta di un aiuto risolutivo ma – spiega Fabrizio Filippi presidente di Coldiretti Toscana- è un segno per chi ha bisogno e una sollecitazione a tutti coloro che possono, perché facciano altrettanto”.

“Abbiamo voluto dare un segno tangibile della solidarietà della filiera agroalimentare italiana verso le fasce più deboli della popolazione più colpite dalle difficoltà economiche”, Filippi- nel sottolineare che “il nostro obiettivo è far sì che questa esperienza diventi un impegno strutturale che aggiunge valore etico alla spesa quotidiana in tutta la Toscana”.

A partire da oggi e nei prossimi giorni in tutte le province toscane sono state organizzate le consegne a nuclei familiari in stato di bisogno individuati da Coldiretti/Campagna Amica insieme ai servizi sociali dei comuni e alle parrocchie.

Ogni famiglia è destinataria di un pacco di oltre 50 chili con prodotti 100% Made in Italy come – spiega Coldiretti – pasta e riso, Parmigiano Reggiano e Grana Padano, biscotti, sughi, salsa di pomodoro, tonno sott’olio, dolci e colombe pasquali, stinchi, cotechini e prosciutti, carne, latte, panna da cucina, zucchero, olio extra vergine di oliva, legumi e formaggi fra caciotte e pecorino.

Un’operazione che – afferma Coldiretti – vuole essere un segnale di speranza per il Paese e per tutti coloro che in questi mesi hanno pagato più di altri le conseguenze economiche e sociali dell’emergenza Covid. Ma anche evidenziare le grandi eccellenze del Paese che hanno contribuito a fare grande il Made in Italy in Italia e all’estero e rappresentano un risorsa determinante da cui ripartire. Un sistema dove lavorano oltre tre milioni gli italiani che – precisa la Coldiretti – continuano a operare nella filiera alimentare, dalle campagne alle industrie fino ai trasporti, ai negozi e ai supermercati, per garantire continuità alle forniture di cibo e bevande alla popolazione. L’approvvigionamento alimentare – sottolinea la Coldiretti – è assicurato in Italia grazie al lavoro di 740mila aziende agricole e stalle, 70mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione con 230mila punti vendita tra negozi, supermercati, discount e mercati contadini di Campagna Amica che non hanno mai dimenticato la solidarietà. In Italia nel 2020 – continua la Coldiretti – sono stati oltre 5,5 milioni i chili di prodotti tipici Made in Italy, a chilometro zero e di altissima qualità, distribuiti dagli agricoltori di Campagna Amica per garantire un pasto di qualità ai più bisognosi. Un impegno reso possibile dalla partecipazione volontaria dei cittadini al programma della “Spesa sospesa” nei mercati di Campagna Amica e dal contributo determinante del management dei Consorzi Agrari D’Italia (Cai) e della Coldiretti che ha deciso di rinunciare a propri compensi straordinari.

L’iniziativa di Pasqua è stata resa possibile dalla partecipazione di: Conad, Bonifiche Ferraresi, Philip Morris, Eni, Snam, Intesa San Paolo, Generali, De Cecco, Cattolica Assicurazioni Grana Padano, Barilla, Enel, Confapi, Fondazione Tim, Inalca, De Rica, Pomì, Casillo Group, Mutti, Monte dei Paschi di Siena, Granarolo, Coprob, Virgilio, Parmigiano Reggiano, Casa Modena, Ismea, Fondazione Osservatorio Agromafie, Crea.

 

CAMPANIA, PASQUA: CONSEGNA 35MILA KG DI ALIMENTI

Primo giorno di consegne a Napoli dei pacchi alimentari alle famiglie in difficoltà. Tappa a Scampia, Calata Capodichino, Quartiere Stella e altri quartieri della città. Il direttore regionale di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda ha voluto incontrare per primo Gianni Maddaloni, che ha trasformato la sua palestra di judo a Scampia, in un punto di riferimento per le famiglie in sofferenza economica e sociale. Con l’esempio dei campioni olimpici che da qui sono partiti, lo sport diventa ambasciatore di legalità e solidarietà per tanti ragazzi. Coldiretti e Campagna Amica, insieme e grazie al supporto di altre grandi realtà, stanno consegnando in tutta Italia migliaia di pacchi pieni di prodotti alimentari. In Campania è prevista la consegna nelle cinque province di 35.000 kg di alimenti made in Italy. L’iniziativa nasce per portare un po’ di serenità a chi ha più bisogno in prossimità della Santa Pasqua. Intanto, nei mercati Campagna Amica prosegue la raccolta legata alla “Spesa Sospesa” per sostenere chi ha bisogno.

 

TRENTINO ALTO ADIGE, ENTRO PASQUA 10.000 KG DI AIUTI ALIMENTARI AI PIU’ BISOGNOSI

Quasi 10.000 chili di generi alimentari in arrivo nelle case delle famiglie più bisognose del Trentino Alto Adige. Si tratta di una grande operazione che porterà circa 200 “pacchi della solidarietà” in tutta la regione grazie all’impegno di Coldiretti Trentino Alto Adige.

L’iniziativa, promossa in tutta Italia da Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche e sociali del Paese ha visto la spedizione lunedì 29 marzo del primo carico di aiuti alimentari dal cortile di Palazzo Chigi in occasione della presentazione del progetto di solidarietà al premier Mario Draghi.

Lo scopo è dare sostegno ai cittadini in difficoltà consegnando dei pacchi alimentari, con pasta, salumi, legumi, formaggi, latte, succhi, frutta, passata, miele e tanti altre eccellenze agroalimentari made in Italy.

Coldiretti Trentino Alto Adige distribuirà i pacchi in tutte le valli trentine e a Bolzano grazie ad una rete territoriale che può avvalersi di ben 10 Uffici di Zona e una efficace macchina organizzativa pronta a partire per portare a termine tutte le consegne entro il fine settimana.

“Entro Pasqua -afferma il presidente di Coldiretti Tentino Alto Adige Gianluca Barbacovi- verranno consegnati tutti i pacchi, con il nostro staff impegnato su tutto il territorio e la collaborazione delle varie Comunità di Valle che hanno supportato il progetto individuando le famiglie più bisognose nei territori di competenza. Secondo una nostra indagine mai così tanti italiani si sono trovati così in difficoltà nel periodo delle festività natalizie. L’emergenza Covid ha fatto salire a 5,6 milioni in Italia le persone in povertà assoluta, un milione in più rispetto allo scorso anno con il record negativo dall’inizio del secolo. Fra i nuovi poveri ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie che sono state fermate dalle limitazioni rese necessarie dalla diffusione dei contagi per Covid. Persone e famiglie che mai prima d’ora avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche”.

Dall’indagine di Coldiretti emerge che più di una famiglia su quattro (28,8%) ha dichiarato un peggioramento della propria situazione economica nel 2020 rispetto all’anno precedente e il deterioramento della situazione economica ha colpito di più le regioni ricche del Centro (30,5%) e del Nord (28,8%) rispetto al Mezzogiorno (27,7%). La povertà – precisa la Coldiretti – cresce soprattutto al Nord, area particolarmente danneggiata dalla pandemia, dove la percentuale di poveri assoluti passa dal 6,8% al 9,4%.  A pagare il prezzo più alto alla crisi sono stati mamme e papà single e le coppie con uno o due figli. Tra le famiglie in difficoltà – sottolinea la Coldiretti – a preoccupare è anche il milione e 346mila bambini e ragazzi (under 18) poveri nel 2020, ben 209mila in più rispetto all’anno precedente. Una situazione drammatica che – evidenzia Coldiretti – incide sui livelli di istruzione ed integrazione aumentando l’area del disagio ed i rischi di comportamenti antisociali.

Per arginare questa situazione quasi 1 italiano su 3 (30%) – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – per Pasqua partecipa a iniziative di solidarietà, fa beneficienza e donazioni per aiutare le famiglie più bisognose piegate dal peso della crisi causata dall’emergenza Covid.

“Si tratta di uno sforzo corale che dimostra la capacità dell’Italia di unirsi e mobilitare risorse per uscire insieme dalla crisi, nella consapevolezza di essere una comunità nazionale che ha potenzialità e capacità a tutti i livelli per far ripartire il Paese” afferma il presidente di Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare “l’importanza del Recovery plan per accompagnare la transizione ecologica dell’agroalimentare italiano, già oggi il più green d’Europa, che può offrire un milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni”.

 

SARDEGNA, 20MILA KG DI CIBO MADE IN ITALY PER LE FAMIGLIE INDIGENTI IN REGIONE

Sono arrivati questa mattina a Oristano oltre 20mila kg di prodotti agroalimentari direttamente dalle aziende agricole Coldiretti di tutta Italia destinate alla sempre più ampia fascia di popolazione travolta dalla più grande crisi economica del dopoguerra.

È la nuova imponente mobilitazione solidale promossa da Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche per arginare la grave crisi economica che sta travolgendo la società che in questi giorni porterà alla distribuzione in tutta Italia migliaia di pacchi agroalimentari di oltre 50 chili con prodotti 100% Made in Italy come pasta e riso, pane carasau, pecorino, Parmigiano Reggiano e Grana Padano, biscotti, sughi, salsa di pomodoro, tonno sott’olio, dolci e colombe pasquali, stinchi, cotechini e prosciutti, carne, latte, panna da cucina, zucchero, olio extra vergine di oliva, legumi e caciotte.

Sono circa ventimila le famiglie italiane povere piegate dall’emergenza Covid. L’emergenza Covid ha fatto salire a 5,6 milioni in Italia le persone in povertà assoluta, un milione in più rispetto allo scorso anno con il record negativo dall’inizio del secolo. È quanto emerso dall’analisi di Coldiretti su dati Istat divulgata ieri, lunedì, in occasione di questa importante operazione di solidarietà del sistema agroalimentare italiano presentata al premier Mario Draghi dal Presidente della Coldiretti, Ettore Prandini e dal Segretario Generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo.

Più di una famiglia su quattro (28,8%) ha dichiarato un peggioramento della propria situazione economica nel 2020 rispetto all’anno precedente e il deterioramento della situazione economica – sottolinea la Coldiretti – ha colpito di più le regioni ricche del Centro (30,5%) e del Nord (28,8%) rispetto al Mezzogiorno (27,7%). A pagare il prezzo più alto alla crisi sono stati mamme e papà single e le coppie con uno o due figli.

“Crisi che non ha lasciato indenne la Sardegna – afferma il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba – realtà economica già fragile che ha visto allargare la fascia di popolazione con difficoltà economiche con un aumentato esponenziale dei bisogni e delle richieste soprattutto di beni alimentari. Una crescita del disagio sociale che ha coinvolto fasce prima estranee al fenomeno”.

Fra i nuovi poveri – continua la Coldiretti – ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie che sono state fermate dalla limitazioni rese necessarie dalla diffusione dei contagi per Covid. Persone e famiglie che mai prima d’ora – precisa la Coldiretti – avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche.

Nel 2020 – continua la Coldiretti – sono stati oltre 5,5 milioni i kg di prodotti tipici Made in Italy, a chilometro zero e di altissima qualità, distribuiti in tutta Italia. La Sardegna ha fatto la sua parte promuovendo diverse iniziative solidali con Campagna Amica e la “Spesa sospesa contadina” che ha visto protagonisti i cittadini e altre iniziative che hanno coinvolto associazioni caritatevoli e diverse altre aziende e professionisti, dando la possibilità a tante persone in difficoltà di portare a tavola prodotti freschi e di stagione a km0.

I 400 pacchi solidali arrivati questa mattina a Oristano, cosi come avvenuto a Natale, saranno distribuiti con il coinvolgimento dei responsabili ecclesiastici di Coldiretti Sardegna e di numerosi preti e comunità consentendo di distribuirli fra le persone che davvero soffrono e spesso sono invisibili.

“Con questa iniziativa vogliamo far sentire la vicinanza del mondo delle campagne a chi più di tutti sta pagando a caro prezzo le conseguenze di questa crisi – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – e lo facciamo con le eccellenze dell’agricoltura italiana, che hanno contribuito a fare grande il Made in Italy in Italia e all’estero e rappresentano una risorsa determinante da cui ripartire”.

 

SONDRIO PASQUA IN ZONA ROSSA: BILANCIO PESANTE PER RISTORAZIONE BLOCCATA                                                                                                                                                                

Anche con lo scattare di misure più restrittive dalla Settimana Santa fino a Pasquetta, i consumatori della provincia di Sondrio non perdono la voglia e il piacere di vivere le feste in famiglia con gusto e attenzione a ciò che si mette in tavola. Che si opti per cucinare in casa o ordinare un menù già pronto, la rete Campagna Amica è sempre pronta con prodotti genuini e prelibatezze locali, a km 0.

Gli agriturismi di Terranostra inoltre, offrono la possibilità di concedersi menù tipici della tradizione già pronti, direttamente a casa. Un’opportunità importante da poter sfruttare proprio per Pasqua e Pasquetta.

Nel passato weekend un’analisi Coldiretti lungo tutta la Penisola, ha stimato un aumento del 20% della spesa media rispetto alla settimana precedente, mentre all’AgriMercato coperto di Sondrio i consumatori già sabato scorso i consumatori hanno iniziato i primi acquisti in vista della Pasqua, facendo incetta anche delle “colombe solidali” a sostegno della Piccola Opera di Traona.

“I cittadini si preparano a festeggiare una Pasqua blindata tra le mura di casa, ma scelgono decisamente di dedicarsi alla cucina” spiega Silvia Marchesini, presidente di Coldiretti Sondrio. “Ciò si riflette in un aumento dell’affluenza presso i nostri mercati di Campagna Amica in vista delle prossime festività in lockdown. La brutta notizia è che le strutture ristorative di Valtellina e Valchiavenna dovranno rimanere chiuse o limitarsi alle consegne a domicilio, con un effetto a valanga sul comparto della ristorazione visto che i principali prodotti, simbolo del Made in Sondrio, dal vino ai formaggi, fino all’ortofrutta, trovavano sbocco proprio in agriturismi e ristorazione”.

Ad essere maggiormente richiesti sugli scaffali sono i prodotti di base della dieta mediterranea come frutta e verdura ma anche pasta, riso, farina, zucchero, salumi, formaggi e vino da mettere in dispensa, secondo il monitoraggio Coldiretti. Le vere star del carrello, in questo momento, sono le uova, ingrediente principale di diverse preparazioni del momento.

“Purtroppo, per la situazione attuale – aggiunge Marchesini – verranno meno le tradizionali gite fuori porta di Pasqua e Pasquetta, ma non dobbiamo necessariamente rinunciare al piacere di festeggiare insieme ai nostri cari assaporando le eccellenze del nostro territorio. I produttori di Campagna Amica ed i nostri agriturismi, si sono organizzati con prodotti e menù, da asporto o da consegnare direttamente a domicilio, per mantenere il più possibile le tradizioni tipiche dei territori e portare comunque sulle tavole cuneesi il meglio dei piatti pasquali”.

Ricordiamo che nella città capoluogo, Sondrio, l’appuntamento con il Mercato di Campagna Amica è duplice: in Piazza Garibaldi, ogni venerdì mattina dalle 8 alle 12.30 e in piazza Bertacchi, di fronte alla stazione, ogni sabato mattina presso la struttura dell’AgriMercato coperto. Nel giorno di giovedì, invece, i produttori raggiungono sia Morbegno (via V Alpini) che Tirano (Viale Cappuccini/Piazza delle Torri). E’ invece quindicinale (alternato ogni due settimane) l’AgriMercato di Bormio in piazza Cavour.

 

BRESCIA, SICCITA’: E’ ALLARME, INZIATE LE PRIME IRRIGAZIONI DI SOCCORSO

Con il grande caldo fuori stagione e la lunga assenza di precipitazioni, anche a Brescia è allarme siccità. I laghi bresciani – conferma Coldiretti Brescia – sono sotto la media rispetto all’anno scorso: il lago d’Iseo per esempio oggi segna a Sarnico -10 cm rispetto ai +16cm di media del periodo, mentre l’inizio della primavera rappresenta un momento critico per le coltivazioni, che hanno particolare bisogno di acqua per crescere. La situazione è preoccupante – prosegue Coldiretti Brescia – dove possibile sono già iniziate le irrigazioni di soccorso per le colture che stanno andando in stress idrico, principalmente prati, erbai e cereali autunno-vernini come orzo e frumento. L’attenzione è alta anche per le già avvenute o imminenti semine di mais: c’è il rischio che si ripeta la situazione dello scorso anno, quando ad aprile furono necessarie tempestive irrigazioni di soccorso per garantirne la regolare emergenza. Si tratta infatti di un settore particolarmente importante per l’economia agricola bresciana – aggiunge Coldiretti Brescia – che rappresenta la principale coltivazione delle nostre campagne di pianura: mediamente ogni anno ne vengono seminati 70- 75mila ettari.

“La terra è molto asciutta – precisa Giacomo Lussignoli, imprenditore agricolo e dirigente Coldiretti di Ghedi – abbiamo iniziato le irrigazioni di soccorso anche ai primi mais seminati che sono già in fase di germinazione. Ma la vera incognita è la disponibilità dell’acqua, che non per tutti è uguale. Noi abbiamo a disposizione pozzi privati, diverso è per chi utilizza le derivazioni di laghi e fiumi che oggi sono in carenza”. Un allarme che si farà sempre più concreto – prosegue Coldiretti Brescia – perché l’aumento degli eventi climatici estremi ha modificato e sta modificando soprattutto la distribuzione stagionale e geografica delle precipitazioni. La mancanza di acqua, rappresenta la condizione meteo più rilevante per l’agricoltura con un danni stimati in media, a livello nazionale, in un miliardo di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti. Basti pensare che in Italia – come precisato dal meteorologo Andrea Giuliacci in un recente convegno di Coldiretti Brescia – i cambiamenti climatici hanno colpito con intensità superiore a quella della media planetaria: le temperature medie dagli inizi del 1800 sono salite di oltre 2 gradi, e luglio 2019 è stato a livello planetario il mese più caldo dell’era moderna, e la superficie dei ghiacciai si è ridotta in soli 50 anni di circa il 30%.

Coldiretti, in quest’ottica, ha scelto di impegnarsi in progetti di sostenibilità sul fronte idrico su tutto il territorio italiano. “Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e soddisfare il crescente fabbisogno di beni alimentari – spiega Ettore Prandini, presidente di Coldiretti nazionale e Coldiretti Brescia – abbiamo elaborato e proposto un progetto concreto immediatamente cantierabile. Un intervento strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici lungo tutto il territorio nazionale”. Il progetto – continua Coldiretti – prevede la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti, il tutto con procedure autorizzative non complesse, in modo da instradare velocemente il progetto complessivo e ottimizzare i risultati finali. L’idea è “costruire” senza uso di cemento, per ridurre l’impatto l’ambientale, laghetti in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione.

Il piano sulle risorse idriche per il Recovery Plan punta a risparmiare il 30% di acqua per l’irrigazione, diminuire il rischio di alluvioni e frane, aumentare la sicurezza alimentare dell’Italia, garantire la disponibilità idrica in caso di incendi, migliorare il valore paesaggistico dei territori e garantire adeguati stoccaggi per le produzioni idroelettriche green in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030. Un progetto ideato ed ingegnerizzato e poi condiviso – conclude Coldiretti – con Anbi, Terna, Enel, Eni e Cassa Depositi e Prestiti con il coinvolgimento anche di Università.

 

VITERBO, UOVA STAR IN TEMPI COVID CON BALZO DELLE VENDITE DEL 15%

Si registra a Viterbo un balzo record del 15% negli acquisti delle uova, che sono le vere star del carrello nel tempo del covid, tradizionalmente protagoniste della Pasqua degli italiani.  Una crescita che si registra anche a livello nazionale. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ presentata in occasione della sfilata dei dolci regionali di Pasqua al mercato degli agricoltori di Campagna Amica del Circo Massimo a Roma e le lezioni degli agrichef, per aiutare gli italiani a restare a casa senza rinunciare alla buona tavola.

“Le uova rappresentano un’eccellenza del nostro territorio – spiega il presidente di Coldiretti Viterbo, Mauro Pacifici – anche per quanto riguarda le uova bio. L’attenzione al benessere animale è sempre stata molto alta e lo rappresenta il fatto che non abbiamo allevamenti in gabbia, ma all’aperto e a terra. Il nostro è un comparto economico che si è evoluto in circa 20 anni con il sacrificio di imprenditori capaci, che sono riusciti a creare anche realtà imprenditoriali a conduzione familiare, generando un indotto lavorativo che attualmente occupa circa 700 persone”.

Sode per la colazione, dipinte a mano per abbellire le case e le tavole apparecchiate, ma soprattutto impiegate in ricette tradizionali o in prodotti artigianali e industriali saranno circa 400 milioni le uova “ruspanti” consumate durante la settimana Santa, secondo le stime di Coldiretti a livello nazionale. Con l’aumento della domanda, diventa sempre più importante garantire la trasparenza ed è importante conoscere le informazioni del codice alfanumerico applicato sul guscio, che riguarda la provenienza dell’uovo e i metodi allevamento adottati.

Il primo numero consente di risalire al tipo di allevamento (0 per biologico, 1 all’aperto, 2 a terra, 3 nelle gabbie), la seconda sigla indica lo Stato in cui è stato deposto (es. IT), seguono le indicazioni relative al codice Istat del Comune, alla sigla della Provincia e, infine il codice distintivo dell’allevatore.

A queste informazioni si aggiungono quelle relative alle differenti categorie (A e B a seconda che siano per il consumo umano o per quello industriale) per indicare il livello qualitativo e di freschezza e le diverse classificazioni in base al peso (XL, L, M, S).

L’usanza di considerare l’uovo come simbolo di rinascita e buon augurio in Occidente risale al 1176, quando re Luigi VII rientrò a Parigi dopo la II crociata e per festeggiarlo il capo dell’Abbazia di St. Germain des Près gli donò metà dei prodotti delle sue terre, incluse un gran numero di uova che furono poi dipinte e distribuite al popolo. Una usanza tramandata dai persiani che, già cinquemila anni fa, festeggiavano l’arrivo della primavera con lo scambio delle uova “portabene” contro pestilenze e carestie secondo un rito che resiste ancora ai giorni nostri.

 

VERCELLI–BIELLA, CAMPAGNA FISCALE 2021: CAF COLDIRETTI OPERATIVI IN SICUREZZA

È partita la campagna fiscale 730 e i Caf Coldiretti sono pronti: “i nostri uffici fiscali sono organizzati ad assistere i soci e i cittadini che vogliono rivolgersi a noi nella compilazione della dichiarazione dei redditi. La sicurezza rimane la priorità, e le consulenze verranno svolte telefonicamente, via mail o di persona ma è importante prenotarsi per dare modo agli addetti di scaglionare gli ingressi in tutta sicurezza. I nostri addetti fiscali sono disponibili in ogni ufficio zona Coldiretti delle province di Vercelli e di Biella e possono essere contattati per il disbrigo delle pratiche da lavoro dipendente, da collaboratori, da pensionati, per le dichiarazioni fiscali per gli imprenditori agricoli e per le aziende, per le consulenze e non ultimo per richiedere i rimborsi che in questi mesi sono stati previsti per le imprese per l’emergenza Covid”, spiega Francesca Toscani, direttore di Coldiretti Vercelli – Biella.

La scadenza per i 730, come l’anno scorso, è fissata per il 30 settembre 2021, ma il consiglio è di organizzarsi quanto prima anche per poter ottenere i rimborsi per tempo.  “Utilizzare il modello 730 rispetto al modello REDDITI PF presenta alcuni vantaggi in quanto i rimborsi o gli addebiti vengono effettuati direttamente sulla busta paga, rata di pensione o, in assenza di sostituto d’imposta, tramite accredito sul conto corrente. Inoltre, il modello 730 è l’unica dichiarazione che può essere presentata in forma congiunta anche con il coniuge. Ricordiamo poi che con la dichiarazione di quest’anno (730/2021 o modello Redditi 2021) i contribuenti si confronteranno per la prima volta con l’obbligo di pagamento tracciato per fruire delle detrazioni, in vigore dal 1° gennaio 2020. Altre importanti novità riguardano i provvedimenti in tema di riduzione della pressione fiscale del lavoratore dipendente: dal 1° luglio 2020 ai lavoratori dipendenti in possesso di un reddito complessivo fino a 28.000 euro spetta il trattamento integrativo, mentre per quelli in possesso di un reddito complessivo da 28.000 a 50.000 euro spetta un’ulteriore detrazione il cui importo diminuisce all’aumentare del reddito. Da tale data non è più possibile fruire del bonus Irpef. Riguardo la detrazione per ristrutturazione “Superbonus”, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022, spetta una detrazione nella misura del 110% delle stesse, a fronte di specifici interventi finalizzati all’efficienza energetica. Infine, circa la detrazione per “Bonus facciate”, dal 1° gennaio 2020 è stata prevista una detrazione del 90 per cento per le spese riguardanti gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti. Per maggiori informazioni vi invitiamo a contattare i nostri uffici fiscali”, spiega Giulia Gallarati, responsabile fiscale di Coldiretti Vercelli – Biella.

Trovate i contatti degli uffici Coldiretti sul sito: https://vercelli-biella.coldiretti.it/contattaci/

 

CUNEO, GUSTO E TRADIZIONI PER LA PASQUA BLINDATA

Anche con lo scattare di misure più restrittive dalla Settimana Santa fino a Pasquetta, gli Italiani, non perdono la voglia e il piacere di vivere le feste in famiglia con gusto e attenzione a ciò che si mette in tavola. Che si opti per cucinare in casa o ordinare un menù già pronto, la rete Campagna Amica è sempre pronta con prodotti genuini e prelibatezze locali, a km 0. Gli agriturismi di Terranostra inoltre, offrono la possibilità di concedersi menù tipici della tradizione già pronti, direttamente a casa. Un’opportunità importante da poter sfruttare proprio per Pasqua e Pasquetta. Nel passato weekend un’analisi Coldiretti lungo tutta la Penisola, ha stimato un aumento del 20% della spesa media rispetto alla settimana precedente.

“Abbiamo registrato anche nella Granda – spiega Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – un aumento dell’affluenza presso i nostri mercati di Campagna Amica in vista della Pasqua in lockdown in cui le strutture ristorative del cuneese dovranno rimanere chiuse con un effetto a valanga sul comparto della ristorazione visto che i principali prodotti, simbolo del Made in Cuneo, dalla carne al vino, dai salumi e formaggi fino all’ortofrutta, trovavano sbocco proprio in agriturismi e ristorazione”.

Ad essere maggiormente richiesti sugli scaffali sono i prodotti di base della dieta mediterranea come frutta e verdura ma anche pasta, riso, farina, zucchero, salumi, formaggi e vino da mettere in dispensa, secondo il monitoraggio Coldiretti. Le vere star del carrello, in questo momento, sono le uova, ingrediente principale di diverse preparazioni del momento.

“L’aumento della spesa alimentare delle famiglie – sottolinea Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – non compensa, però, la pesante perdita subita dalle aperture a singhiozzo della ristorazione e dal crollo del turismo che hanno causato nel solo 2020 una perdita complessiva, a livello nazionale, di fatturato di 11,5 miliardi per le mancate vendite di cibo e bevande.”

“Purtroppo, per la situazione attuale – aggiunge Elisa Rebuffo, Responsabile provinciale di Campagna Amica – verranno meno le tradizionali gite fuori porta di Pasqua e Pasquetta, ma non dobbiamo necessariamente rinunciare al piacere di festeggiare insieme ai nostri cari assaporando le eccellenze del nostro territorio. Le nostre aziende ed i nostri agriturismi, si sono organizzati con prodotti e menù, da asporto o da consegnare direttamente a domicilio, per mantenere il più possibile le tradizioni tipiche dei territori e portare comunque sulle tavole cuneesi il meglio dei piatti pasquali. Invitiamo tutti i consumatori a rivolgersi con fiducia alle aziende Campagna Amica e ai nostri cuochi contadini per scegliere piatti già prelibati e gustosi senza doversi mettere ai fornelli”.

Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it

 

VENEZIA, GRAVE SICCITA’ NEI CAMPI: UN PROBLEMA PER LE COLTURE

In alcune zone della provincia i tubi per l’irrigazione di soccorso sono già a terra da una decina di giorni.  Vale in particolare per il consorzio di Bonifica Bacchiglione che ha risposto alle richieste d’acqua delle aziende orticole di Chioggia e della Riviera del Brenta.

Le variazioni climatiche stanno mettendo in seria difficoltà gli imprenditori agricoli – spiega Coldiretti Venezia – segnalando la grave siccità che sta colpendo il nostro territorio veneziano. “Dobbiamo rivedere le date che da sempre sono state un riferimento puntuale sull’organizzazione dei lavori in vista delle irrigazioni- spiega Paolo Ferraresso presidente del Consorzio di Bonifica Bacchiglione- il clima è cambiato e noi dobbiamo agire di conseguenza, sono infatti a rischio ettari di produzione”.  A soffrire maggiormente sono i cereali autunno vernini come l’orzo e il frumento, ma il supplemento idrico è da considerare anche di supporto alle orticole, alle barbabietole e per chi è riuscito a seminarlo, al mais oltre che necessario anche per procedere alle pratiche agronomiche successive.  “La siccità è già un problema attuale- afferma Andrea Pegoraro presidente di coldiretti Portogruaro- da più di due mesi non vediamo una pioggia e nella nostra zona del veneto orientale siamo ancora fermi con le semine perché i terreni sono troppo secchi ed irrigarli per la fase meramente preparatoria alla semina, sarebbe troppo dispendioso. Non possiamo che sperare in una pioggia che ci consenta di procedere con le semine di mais e successivamente della soia; la pioggia in questo momento è necessaria anche alle colture di barbabietola che sono state seminate una ventina di giorni fa ma a causa della siccità non stanno crescendo.”

Si registra in particolare l’aumento degli eventi atmosferici estremi – continua la Coldiretti –con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal maltempo alla siccità. La mancanza di acqua rappresenta – rileva la Coldiretti – l’evento climatico avverso più rilevante per l’agricoltura italiana con un danno stimato in media in un miliardo di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti. Nonostante le variazioni climatiche l’Italia – sottolinea la Coldiretti – resta un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente dei quali purtroppo appena l’11% viene trattenuto. Il Veneto- commenta Coldiretti – recupera solo il 5% dell’acqua piovana: rispetto alla media nazionale il dato è preoccupante e dimostra quanto bisogno ci sia di investimenti in questo campo.

Senz’acqua non c’è agricoltura. In Veneto sono irrigati 600mila ettari della SAU. Per questa ragione vanno assicurate le portate delle concessioni idriche, attuando il risparmio irriguo, ammodernando la rete e realizzando nuovi invasi utilizzando le cave dismesse e i bacini. I fenomeni straordinari con alluvioni e stagioni monsoniche impongono il grande tema della sicurezza idraulica che si attua con il governo dell’acqua dei comprensori di bonifica (1,15 milioni di ettari). “Occorre trattenere l’acqua quando c’è nelle infrastrutture – dice Coldiretti Veneto –  e laddove necessario realizzare opere di laminazione per arginare le calamità atmosferiche”. 

“Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie abbiamo elaborato e proposto per tempo un progetto concreto immediatamente cantierabile” afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “si tratta di un intervento strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici caratterizzati dall’alternarsi di precipitazioni violente a lunghi periodi di assenza di acqua, lungo tutto il territorio nazionale”.

 Il progetto – spiega la Coldiretti – prevede la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti, progettualità già avviata e da avviarsi con procedure autorizzative non complesse, in modo da instradare velocemente il progetto complessivo e ottimizzare i risultati finali. L’idea è di “costruire” senza uso di cemento per ridurre l’impatto l’ambientale laghetti in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione. Il piano della Coldiretti sulle risorse idriche per il Recovery Plan punta alla transizione verde in modo da risparmiare il 30% di acqua per l’irrigazione, diminuire il rischio di alluvioni e frane, aumentare la sicurezza alimentare dell’Italia, garantire la disponibilità idrica in caso di incendi, migliorare il valore paesaggistico dei territori e garantire adeguati stoccaggi per le produzioni idroelettriche green in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030.  Un progetto ideato ed ingegnerizzato e poi condiviso – conclude la Coldiretti – con Anbi, Terna, Enel, Eni e Cassa Depositi e Prestiti con il coinvolgimento anche di Università.

 

ASTI, PER LE FESTIVITÀ C’È IL CAPRETTO A “KM 0”

Per il pranzo di Pasqua non può mancare il capretto 100% astigiano. Nelle macellerie di qualità e nelle agri-macellerie è identificabile con il logo del Consorzio Allevatori Caprini del Piemonte, raffigurante la regione subalpina con le corna di un capretto.

Il Consorzio è stato costituito tre anni fa, esattamente il 2 marzo 2018, proprio di fronte a un notaio di Asti, da un gruppo di allevatori piemontesi, capitanati da Simone Grappiolo di Roccaverano.

«Possiamo arrivare sulle tavole dei piemontesi – spiega Grappiolo – praticamente a chilometro zero e questo è una bella distintività rispetto a tanta carne di minor qualità che arriva dall’estero dopo aver percorso migliaia di chilometri».

Il capretto Piemonte viene allevato per 60 giorni ed ha un peso variabile da 11 a 16 chilogrammi. Gli allevamenti nell’Astigiano sono dislocati un po’ in tutti i comuni della provincia e in particolare nella Langa.

«Dopo aver portato alla ribalta il latte e i grandi formaggi caprini con in testa il Roccaverano – evidenzia Marco Reggio, presidente di Coldiretti Asti – il Consorzio, promosso da Coldiretti insieme ad Arap (l’Associazione degli Allevatori del Piemonte), nasce dall’esigenza di portare all’attenzione dei consumatori l’alta qualità della carne dei capretti nostrani. La valorizzazione del marchio identificativo è ancora all’inizio, ma non può che destare grande interesse da parte dei consumatori, tuttavia abbiamo già avuto ottimi riscontri da parte delle macellerie attente a mantenere alto l’aspetto qualitativo delle loro proposte. Il tutto rappresenta un importante strumento di promozione sul territorio e il volano per far crescere economicamente il settore».

D’altra parte il comparto caprino piemontese è in crescita: sono 150 gli allevatori professionali con 25 mila capre in produzione.

«Il nostro non è solamente un interesse economico – puntualizza Grappiolo – ma è anche un discorso culturale che vogliamo portare avanti con convinzione all’attenzione dei consumatori. Per questo lavoriamo per aumentare ulteriormente la qualità delle produzioni e attivare opportuni sistemi di certificazione all’insegna della naturalezza». Per le festività quindi si possono trovare i capretti 100% Piemonte e sul nostro territorio 100% dell’Astigiano. Certo, per ora, non ce ne saranno per tutti, anche perché il costo non si discosta dai prodotti congelati che arrivano dall’estero dopo aver percorso, per giorni, migliaia di chilometri.

I tagli migliori del capretto

A seconda di come cucineremo il capretto, potremo scegliere il taglio migliore. Abbiamo interpellato i cuochi contadini e le agri-macellerie di Campagna Amica per ottenere il massimo risultato. Il nostro capretto pesa in media tra i 6 (quello da latte) e i 12 chilogrammi. In macelleria possiamo trovare i tagli preconfezionati che in genere sono: lombata con osso, coscia con osso, spalla con osso, costolette (fatte con la lombata), costolette disossate, e vari arrosti come quello di spalla, spesso disossata e arrotolata, oppure quello di coscia, più frequentemente lasciata con l’osso. La spalla è più adatta alle cotture in umido, al contrario, il cosciotto e il carré si prestano a svariati metodi di cottura: alla griglia, in padella, in frittura e arrosto.

Ovviamente il cosciotto, ricco di polpa, può esser consumato intero o disossato. Per la frittura vengono utilizzate le costolette, che si ottengono dalla lombata, dopo averle passate in uovo e pangrattato. I tagli meno pregiati, ma non per questo meno saporiti, sono la pancia e il collo, trattandosi per lo più di tessuto muscolare devono essere cotti a lungo e a fuoco lento, anche per fare il brodo e i sughi per la pasta.

Proprietà nutrizionali della carne di capra

La carne di capretto appartiene alla categoria delle carni bianche. Il capretto è il piccolo della capra e viene consumato prima di compiere un anno di età, entro il primo mese viene invece detto “da latte”.

Una produzione interessante è quella del capretto di Langa, anche allevato sotto la madre. Le carni sono di un colore rosa pallido quasi biancastro e hanno un alto tenore di proteine bilanciato da un basso tenore di grassi. Sono quindi particolarmente adatte a un’alimentazione sana.

Le favorevoli qualità nutrizionali di questa carne magra possono quindi essere particolarmente apprezzate per la dieta. La percentuale di tessuto magro di un caprino si aggira intorno al 60-65%, mentre quella del tessuto grasso è intorno 12-14%, inferiore a quella di bovini, ovini e suini.

In 100 grammi di carne cruda di capra c’è uno sviluppo di circa 109 calorie. La stessa quantità contiene 75 grammi di acqua, 20 grammi di proteine e 2,3 grammi di lipidi.

Raffronto della composizione nutrizionale della carne

Nutrienti

Capra

Pollo

Carni bovine

Maiale

Agnello

Calorie

122

162

179

180

175

Grassi (g)

2,6

6,3

7,9

8,2

8,1

Grassi saturi (g)

0,79

1,7

3,0

2,9

2,9

Proteine (g)

23

25

25

25

24

Colesterolo (mg)

63,8

76,0

73,1

73,1

78,2

 

VENETO, SENIOR COLDIRETTI IN CONSIGLIO: OGGI LA SEDUTA IN WEBINAR

Convocazione in webinar per i senior di Coldiretti. Oggi il presidente degli over 65 di Coldiretti Veneto, Marino Bianchi, ha partecipato al consiglio nazionale di Federpensionati collegato dalla sua azienda nel rodigino. Nonostante l’età anche i pensionati di Coldiretti si sono messi alla prova sperimentando le moderne tecniche di connessione – spiega Marino Bianchi – con cuffie e microfoni tutti i dirigenti dell’associazione d’Italia hanno seguito i lavori previsti dall’ordine del giorno della convocazione. Tra i punti in evidenza proprio la tecnologia al servizio degli anziani, tema trattato dal docente universitario Giuseppe Andreoni del Politecnico di Milano. A seguire l’aggiornamento sulla campagna vaccini a cura del dr. Antonio Cherubini dell’Istituto nazionale ricovero e cura degli anziani (INRCA) di Ancona. Dopo il ricordo dedicato alla figura di Don Paolo Bonetti consigliere ecclesiastico di Coldiretti recentemente scomparso Giorgio Grenzi numero uno dell’Associazione ha aperto la discussione sul disagio sociale provocato dall’emergenza sanitaria. I network parentali sono fra i più importanti per garantire qualità e serenità di vita alle persone più avanti negli anni che devono affrontare patologie più o meno gravi oltre al timore del contagio da Covid. La presenza degli anziani all’interno della famiglia in generale, e di quella agricola in particolare si sta dimostrando fondamentale per affrontare le difficoltà economiche e sociali di molti cittadini. Le pensioni aiutano i bilanci per più di una famiglia su tre con la presenza dei nonni in casa che viene giudicata positivamente per il contributo economico e sociale che sono in grado di offrire in un momento di difficoltà. Aumentano i poveri più nelle regioni ricche del Nord rispetto a quelle del Mezzogiorno. Il fenomeno è legato alle aree particolarmente colpite dalla pandemia dove la percentuale dei bisognosi assoluti passa dal 6,8% al 9,4%.  A pagare il prezzo più alto alla crisi sono stati mamme e papà single e le coppie con uno o due figli. Secondo i dati dell’Istat elaborati da Coldiretti il Covid ha fatto salire a 5,6 milioni in Italia le persone in povertà assoluta, un milione in più rispetto allo scorso anno con il record negativo dall’inizio del secolo. In Veneto gli indigenti sono aumentati del 30% rispetto ai 97mila segnalati nel 2020. Tra le figure in difficoltà ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie che sono state fermate dalle limitazioni rese necessarie dalla diffusione dei contagi. Va in questa direzione l’iniziativa promossa da Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche e sociali del Paese che ha visto la spedizione del primo carico di aiuti alimentari dal cortile di Palazzo Chigi “A sostegno di chi ha più bisogno” con l’obiettivo di dare un segno per chi ha bisogno ma anche una sollecitazione a tutti coloro che possono, perché facciano altrettanto. In questi giorni – conclude Marino Bianchi – tutti gli operatori sono impegnati in questa iniziativa che coinvolge tutte le strutture e la rete delle relazioni solidali sui diversi territori. E’ il modo più giusto per festeggiare la Santa Pasqua in un clima di rinnovata speranza.

 

PIEMONTE, SICCITÀ: CON SFASAMENTI CLIMATICI AL VIA IRRIGAZIONI DI SOCCORSO

Con il grande caldo fuori stagione il Po è in secca con lo stesso livello idrometrico della scorsa estate per effetto della lunga assenza di precipitazioni con l’allarme siccità scattato al nord proprio all’inizio della primavera quando le coltivazioni hanno bisogno di acqua per crescere. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sullo stato del più grande fiume italiano con l’aumento anomalo delle temperature che ha costretto gli agricoltori alle irrigazioni di soccorso in tutto il nord Italia dal Piemonte all’Emilia Romagna, dal Veneto fino alla Lombardia. Al Ponte della Becca nel Pavese il livello idrometrico del fiume Po è di -2,66 metri, praticamente lo stesso registrato all’inizio di agosto nel 2020, con la portata del Grande Fiume, scesa per la prima volta quest’anno sotto la soglia dei mille metri cubi al secondo, con un -24% rispetto alla media del periodo.

In Piemonte si sta ricorrendo all’irrigazione soprattutto nella provincia di Alessandria per le cipolle appena seminate e nel saluzzese, in provincia di Cuneo, sono stati attivati gli impianti d’irrigazione per i nuovi astoni messi a dimora sulle orticole seminate o trapiantate e per i nuovi astoni della frutta.

“L’aumento degli eventi climatici estremi –commentano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal maltempo alla siccità ha modificato soprattutto la distribuzione sia stagionale che geografica delle precipitazioni. La mancanza di acqua rappresenta la condizione meteo più rilevante per l’agricoltura italiana con un danni stimati in media in un miliardo di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti. Nonostante i cambiamenti climatici, l’Italia resta un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente dei quali purtroppo appena l’11% viene trattenuto. Proprio per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie abbiamo elaborato e proposto per tempo un progetto concreto immediatamente cantierabile: un intervento strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici caratterizzati dall’alternarsi di precipitazioni violente a lunghi periodi di assenza di acqua, lungo tutto il territorio nazionale”.

Il progetto prevede la realizzazione di una rete di piccoli invasi che, oltre a creare lavoro, avrebbe un basso impatto paesaggistico e andrebbe a recuperare di strutture già presenti.  L’idea è di costruire senza uso di cemento, per ridurre l’impatto l’ambientale, laghetti in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione. Il piano della Coldiretti sulle risorse idriche per il Recovery Plan punta alla transizione verde in modo da risparmiare il 30% di acqua per l’irrigazione, diminuire il rischio di alluvioni e frane, aumentare la sicurezza alimentare dell’Italia, garantire la disponibilità idrica in caso di incendi, migliorare il valore paesaggistico dei territori e garantire adeguati stoccaggi per le produzioni idroelettriche green in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030. Un progetto ideato ed ingegnerizzato e poi condiviso con Anbi, Terna, Enel, Eni e Cassa Depositi e Prestiti con il coinvolgimento anche di Università.

 

GROSSETO, MADE IN ITALY A PASQUA A SOSTEGNO DI CHI HA PIU’ BISOGNO

In provincia di Grosseto sono molte le famiglie bisognose piegate dall’emergenza Covid che per la settimana di Pasqua e Pasquetta potranno mettere in tavola i migliori prodotti agroalimentari Made in Italy e passare delle feste più serene grazie all’importante operazione di solidarietà del sistema agroalimentare italiano. L’iniziativa promossa da Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche e sociali del Territorio ha visto oggi la spedizione del primo carico di aiuti alimentari sul territorio maremmano “A sostegno di chi ha più bisogno”.

Ogni famiglia è destinataria di un pacco di oltre 50 chili con prodotti 100% Made in Italy come – spiega Coldiretti – pasta e riso, Parmigiano Reggiano e Grana Padano, biscotti, sughi, salsa di pomodoro, tonno sott’olio, dolci e colombe pasquali, stinchi, cotechini e prosciutti, carne, latte, panna da cucina, zucchero, olio extra vergine di oliva, legumi e formaggi fra caciotte e pecorino.

“Un’operazione che – afferma Pietro Greco, direttore di Coldiretti Grosseto – vuole essere un segnale di speranza per il Paese e per tutti coloro che in questi mesi hanno pagato più di altri le conseguenze economiche e sociali dell’emergenza Covid. Ma anche evidenziare le grandi eccellenze del Paese che hanno contribuito a fare grande il Made in Italy in Italia e all’estero e rappresentano una risorsa determinante da cui ripartire”.

 “Abbiamo voluto dare un segno tangibile della solidarietà della filiera agroalimentare italiana verso le fasce più deboli della popolazione più colpite dalle difficoltà economiche”, ha spiegato il presidente della Coldiretti di Grosseto Fabrizio Filippi nel sottolineare che “il nostro obiettivo è far sì che questa esperienza diventi un impegno strutturale che aggiunge valore etico alla spesa quotidiana degli italiani”.

L’iniziativa di Pasqua è stata resa possibile dalla partecipazione di: Conad, Bonifiche Ferraresi, Philip Morris, Eni, Snam, Intesa San Paolo, Generali, De Cecco, Cattolica Assicurazioni Grana Padano, Barilla, Enel, Confapi, Fondazione Tim, Inalca, De Rica, Pomì, Casillo Group, Mutti, Monte dei Paschi di Siena, Granarolo, Coprob, Virgilio, Parmigiano Reggiano, Casa Modena, Ismea, Fondazione Osservatorio Agromafie, Crea.

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PADOVA, AL VIA L’OPERAZIONE PASQUA SOLIDALE PER LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’

Al via dalla Bassa Padovana l’operazione Pasqua Solidale di Coldiretti “A sostegno di chi ha più bisogno”. La task force degli agricoltori padovani è impegnata durante la Settimana Santa nella consegna di circa 120 pacchi alimentari per le famiglie in stato di necessità. Pasqua solidale con i pacchi alimentari di Coldiretti e Filiera Italia. Oggi le consegne dei primi pacchi con il presidente di Coldiretti Padova Massimo Bressan e i giovani agricoltori ai Comuni di Monselice, Borgo Veneto, Tribano e Urbana che li distribuiranno alle famiglie del territorio. Entra così nel vivo l’iniziativa a carattere nazionale che interesserà 20mila realtà familiari in difficoltà. Grazie a Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica anche i più bisognosi potranno festeggiare a tavola con il Made in Italy.

“Ringraziamo i sindaci e le associazioni che collaborano alla consegna e ci permettono di raggiungere anche le famiglie da aiutare. – afferma Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova – Con i volontari di Coldiretti Campagna Amica Padova stiamo procedendo alla distribuzione. Ogni famiglia riceverà un pacco di oltre 50 chili con prodotti 100% Made in Italy come pasta e riso, Parmigiano Reggiano e Grana Padano, biscotti, sughi, salsa di pomodoro, tonno sott’olio, dolci e colombe pasquali, stinchi, cotechini e prosciutti, carne, latte, panna da cucina, zucchero, olio extra vergine di oliva, legumi e formaggi fra caciotte e pecorino. Nella nostra provincia – continua Bressan – abbiamo individuato per le consegne i Comuni di Padova tramite il Centro Servizio Volontariato, con il quale collaboriamo da tempo per le iniziative solidali, di Selvazzano Dentro, Monselice, Tribano, Borgo Veneto, Urbana, Piazzola sul Brenta, Villafranca solo per citare i primi, oltre ad alcune parrocchie, come già avevamo fatto con la consegna dei pacchi natalizi”.

“Questa iniziativa vuole essere un segnale di speranza – aggiunge Bressan – per il Paese e per tutti coloro che in questi mesi hanno pagato più di altri le conseguenze economiche e sociali dell’emergenza Covid. Esattamente un anno fa proprio dai nostri mercati di Campagna Amica Padova avevamo lanciato, insieme al Centro Servizio Volontariato, l’iniziativa della “spesa sospesa” grazie alla quale sono stati donati decine di quintali di prodotti alimentari. Lo scorso inverno abbiamo poi consegnato un carico di 20 mila chili di pasta alle Cucine Popolari e all’Opera della Provvidenza di Sant’Antonio a Sarmeola di Rubano, quindi per tutto il periodo natalizio abbiamo recapitato i pacchi della solidarietà alle famiglie che si trovavano nel bisogno. Una grande operazione che ora rilanciamo perché la crisi non è passata e il mondo agricolo vuole fare la sua parte. E’ un segno per chi ha bisogno e una sollecitazione a tutti coloro che possono, perché facciano altrettanto”.

Nel 2020 – continua la Coldiretti – sono stati oltre 5,5 milioni i chili di prodotti tipici Made in Italy, a chilometro zero e di altissima qualità, distribuiti dagli agricoltori di Campagna Amica per garantire un pasto di qualità ai più bisognosi. Un impegno reso possibile dalla partecipazione volontaria dei cittadini al programma della “Spesa sospesa” nei mercati di Campagna Amica e dal contributo determinante del management dei Consorzi Agrari D’Italia (Cai) e della Coldiretti che ha deciso di rinunciare a propri compensi straordinari.

L’iniziativa di Pasqua è stata resa possibile dalla partecipazione di: Conad, Bonifiche Ferraresi, Philip Morris, Eni, Snam, Intesa San Paolo, Generali, De Cecco, Cattolica Assicurazioni Grana Padano, Barilla, Enel, Confapi, Fondazione Tim, Inalca, De Rica, Pomì, Casillo Group, Mutti, Monte dei Paschi di Siena, Granarolo, Coprob, Virgilio, Parmigiano Reggiano, Casa Modena, Ismea, Fondazione Osservatorio Agromafie, Crea.

 

ALESSANDRIA, LUPI: BENE INDENNIZZI MA SERVE GESTIONE PIÙ EFFICIENTE

“Positivo lo stanziamento dei fondi per l’indennizzo diretto dei danni causati dalle predazioni da lupo, ma ricordiamo alla Regione che serve un meccanismo efficiente, con tempistiche rapide ed una modalità che, oltre al monitoraggio ed alla prevenzione, possa garantire una gestione che tuteli, innanzitutto, il bestiame e chi vive le nostre montagne e le nostre colline, stante il moltiplicarsi di avvistamenti e predazioni anche a bassa quota”.

Commentano così il Presidente e il Direttore Coldiretti Alessandria Mauro Bianco e Roberto Rampazzo rispetto allo stanziamento di 300 mila euro, approvato dalla Giunta regionale, per il risarcimento dei danni causati dalle predazioni dai lupi al patrimonio zootecnico in Piemonte e per i costi sostenuti a difesa del bestiame.

Sull’Appennino alessandrino sono almeno dieci i branchi di lupi (dato reso noto dall’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese facendo il quadro dei risultati del monitoraggio standardizzato del lupo 2018-2020 per il territorio della provincia di Alessandria): un numero in crescita che mette al centro dell’attenzione non soltanto la sicurezza del bestiame, ma anche la tutela dell’incolumità di chi vive le montagne e le colline, con il moltiplicarsi di avvistamenti e predazioni anche a bassa quota.

Nel solo Piemonte si stima una popolazione compresa tra i 450 ed i 500 lupi quando in Francia sono complessivamente circa 550 e la tendenza è che vadano ad occupare sempre maggiori aree del territorio, spostandosi sempre più verso le zone di collina e di pianura.

“Proprio per questa ragione – continuano Bianco e Rampazzo – bisogna considerare il pericolo costante che genera la presenza del lupo, oltre al fatto che rischia di provocare un disequilibrio ecologico. E’, dunque, necessario proseguire con il lavoro avviato dal vicepresidente regionale, Fabio Carosso, in sede della Conferenza Stato-Regioni rispetto alle modifiche sul Piano Lupo, in sintonia con quanto stanno già facendo i Paesi confinanti, come la Francia. Serve mettere in atto, quindi, concrete e rapide misure di contenimento al fine di permettere, in primis, alle nostre imprese lo svolgimento dell’attività produttiva, alla luce del ruolo svolto a tutela del territorio e viste le difficoltà legate alla situazione pandemica”.

 

TREVISO, COLDIRETTI AVVIA L’OPERAZIONE PASQUA SOLIDALE

Al via l’operazione Pasqua Solidale anche per Coldiretti Treviso dopo l’avvio di ieri dal cortile di Palazzo Chigi dell’importante operazione di solidarietà del sistema agroalimentare italiano presentata al premier Mario Draghi dal Presidente della Coldiretti, Ettore Prandini e dal Segretario Generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo. L’iniziativa promossa da Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche e sociali del Paese ha visto, infatti, la spedizione del primo carico di aiuti alimentari dal cortile della sede del governo italiano e residenza del presidente del Consiglio dei Ministri “A sostegno di chi ha più bisogno”.  La task force degli agricoltori trevigiani ha già stoccato circa 7,5 quintali di cibo di qualità made in Italy in 150 pacchi da 50 kg l’uno che saranno distribuiti durante la Settimana Santa ad altrettante famiglie che ne hanno bisogno individuati con la collaborazione dei servizi sopciali dei comuni, associazioni del terzo settore e parrocchie.

“Ogni famiglia è destinataria di un pacco con prodotti 100% Made in Italy come – spiega Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso – pasta e riso, Parmigiano Reggiano e Grana Padano, biscotti, sughi, salsa di pomodoro, tonno sott’olio, dolci e colombe pasquali, stinchi, cotechini e prosciutti, carne, latte, panna da cucina, zucchero, olio extra vergine di oliva, legumi e formaggi fra caciotte e pecorino. Un’operazione che vuole essere un segnale di speranza per il Paese e per tutti coloro che in questi mesi hanno pagato più di altri le conseguenze economiche e sociali dell’emergenza Covid. Ma anche evidenziare le grandi eccellenze del Paese che hanno contribuito a fare grande il Made in Italy in Italia e all’estero e rappresentano un risorsa determinante da cui ripartire”.

“Abbiamo voluto dare un segno tangibile della solidarietà della filiera agroalimentare italiana verso le fasce più deboli della popolazione più colpite dalle difficoltà economiche”, ha spiegato il direttore di Coldiretti Treviso, Antonio ciri sposando le parole del presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “il nostro obiettivo è far sì che questa esperienza diventi un impegno strutturale che aggiunge valore etico alla spesa quotidiana degli italiani”.

L’iniziativa di Pasqua è stata resa possibile dalla partecipazione di: Conad, Bonifiche Ferraresi, Philip Morris, Eni, Snam, Intesa San Paolo, Generali, De Cecco, Cattolica Assicurazioni Grana Padano, Barilla, Enel, Confapi, Fondazione Tim, Inalca, De Rica, Pomì, Casillo Group, Mutti, Monte dei Paschi di Siena, Granarolo, Coprob, Virgilio, Parmigiano Reggiano, Casa Modena, Ismea, Fondazione Osservatorio Agromafie, Crea.

 

PARMA, RITI SETTIMANA SANTA: OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA ALLA CHIESA

In prossimità della Settimana Santa, venti litri di olio extravergine di oliva sono stati donati da Coldiretti Parma alla Diocesi di Parma, i quali saranno benedetti nel corso della Santa Messa crismale. Gli oli consacrati saranno poi distribuiti alle Parrocchie per essere impiegati durante l’amministrazione dei sacramenti quali il Battesimo, la Cresima e l’unzione degli infermi.

La consegna è avvenuta presso la sede di Coldiretti Parma alla presenza del Presidente di Coldiretti Nicola Bertinelli e del Direttore Marco Orsi e di Don Stefano Rosati Provicario Generale della Diocesi di Parma.

“E’ un grande piacere per noi produttori della Coldiretti – ha detto il Presidente di Coldiretti Parma Nicola Bertinelli – poter offrire alla Chiesa di Parma questo olio, cento per cento italiano, tracciato dalla coltivazione al confezionamento. Un olio della nostra Regione, in particolare dell’area della Romagna, dell’Organizzazione di Produttori A.R.P.O. con sede a Rimini.  Questo gesto – ha sottolineato Nicola Bertinelli – è un modo per valorizzare ulteriormente, in maniera diversa, questo prodotto, meraviglioso per la tavola, tipico della dieta mediterranea, ma che ha un ruolo così importante per i sacramenti e nei sacramenti”.

“Vorremmo – ha aggiunto il Direttore di Coldiretti Parma Marco Orsi– che questo momento diventasse una consuetudine, a ulteriore testimonianza delle radici cattoliche della nostra Coldiretti, che si ispira ai principi della scuola cristiano-sociale”.

“Il mio grazie a Coldiretti e al suo Presidente – ha detto Don Stefano Rosati Provicario della Diocesi di Parma – per questa iniziativa che entra proprio nel cuore della Pastorale liturgica, dove l’olio è un sacramentale, necessario per la celebrazione dei sacramenti della Chiesa. In questo modo l’olio della consolazione e della speranza, come lo definisce la liturgia, può essere strumento efficace in questi tempi difficili. L’auspicio – ha aggiunto Don Rosati – è che questa bella iniziativa possa portare consolazione e speranza a coloro che usufruiranno di questo olio nella celebrazione dei sacramenti della Chiesa”.

 

VARESE, ENOTURISMO: VIA AL CORSO PER OTTENERE L’ABILITAZIONE DI OPERATORE

“Il nuovo enoturismo” è il titolo del primo corso online promosso da Coldiretti Lombardia tra aprile e maggio, dedicato ai produttori vitivinicoli che svolgono presso le loro cantine attività di degustazione e visite guidate, utile per entrare nell’elenco degli operatori enoturistici di Regione Lombardia.

Si tratta di un progetto formativo nato a seguito del Decreto “Enoturismo” del marzo 2019 – spiega Coldiretti Varese – che vuole raccontare le eccellenze vitivinicole lombarde e le produzioni della nostra provincia- un territorio di nicchia da valorizzare e scoprire – attraverso i metodi di produzione, le cantine, i vigneti e l’accoglienza riservata ai turisti che ogni anno, senza considerare la situazione legata alla pandemia, visitano il territorio della provincia prealpina.

“Un’importante leva di competitività per l’agroalimentare made in Italy – precisa Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese – che ci permette di organizzare attività per creare nuovi punti di contatto tra consumatore, cittadino e turista, sempre nell’ottica di promuovere le nostre eccellenze agroalimentari”. Il corso, della durata di 30 ore, è suddiviso in 10 moduli della durata di tre ore cadauno, dedicati a numerosi argomenti: normative relativa a fiscalità e contabilità, regole dell’accoglienza, cultura enologica e gastronomica del territorio, attività didattica e ultimo, ma non per importanza, il marketing territoriale.

Il comprensorio prealpino offre numerose eccellenze agroalimentari e culturali – conclude Coldiretti Varese – l’enoturismo è la risposta giusta per valorizzare il connubio tra qualità dei prodotti e bellezza del territorio, proprio in una provincia che ha un marcato appeal turistico verso l’Italia e l’Europa.

 

COMO-LECCO, PASQUA: SOLIDARIETÀ IN TAVOLA PER I PIÙ BISOGNOSI

Toccherà anche il territorio lariano la nuova iniziativa di solidarietà promossa a livello nazionale da Coldiretti a sostegno delle famiglie povere piegate dall’emergenza Covid, che nelle prossime settimane mettere in tavola i migliori prodotti agroalimentari Made in Italy e passare delle feste più serene grazie all’importante operazione di solidarietà del sistema agroalimentare italiano presentata al premier Mario Draghi dal Presidente nazionale della Coldiretti, Ettore Prandini e dal Segretario Generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo. L’iniziativa promossa da Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica in occasione della Pasqua, conta sulla partecipazione delle più rilevanti realtà economiche e sociali del Paese e ha visto la spedizione del primo carico di aiuti alimentari dal cortile di Palazzo Chigi “A sostegno di chi ha più bisogno”.  

Decine di mezzi sono stati organizzati per le consegne lungo tutta la Penisola per procedere poi alla distribuzione a nuclei familiari in stato di bisogno individuati da Coldiretti/Campagna Amica insieme ai servizi sociali dei comuni e alle parrocchie: nelle province di Como e Lecco, l’arrivo dei pacchi è annunciato per i prossimi giorni. Ogni famiglia è destinataria di un pacco di oltre 50 chili con prodotti 100% Made in Italy come – spiega Coldiretti – pasta e riso, Parmigiano Reggiano e Grana Padano, biscotti, sughi, salsa di pomodoro, tonno sott’olio, dolci e colombe pasquali, stinchi, cotechini e prosciutti, carne, latte, panna da cucina, zucchero, olio extra vergine di oliva, legumi e formaggi fra caciotte e pecorino.

“Un’operazione con cui – afferma il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi – vogliamo dare un ulteriore segnale di speranza per il Paese e per tutti coloro che in questi mesi hanno pagato più di altri le conseguenze economiche e sociali dell’emergenza Covid. Ma anche evidenziare le grandi eccellenze del Paese che hanno contribuito a fare grande il Made in Italy in Italia e all’estero e rappresentano un risorsa determinante da cui ripartire. Un sistema dove lavorano oltre tre milioni gli italiani che – precisa la Coldiretti – continuano a operare nella filiera alimentare, dalle campagne alle industrie fino ai trasporti, ai negozi e ai supermercati, per garantire continuità alle forniture di cibo e bevande alla popolazione. Non dimentichiamo che l’approvvigionamento alimentare è assicurato in Italia grazie al lavoro di 740mila aziende agricole e stalle, 70mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione con 230mila punti vendita tra negozi, supermercati, discount e mercati contadini di Campagna Amica che non hanno mai dimenticato la solidarietà. Importante è anche il contributo degli agricoltori lariani”.

Nel 2020 – continua la Coldiretti – sono stati oltre 5,5 milioni i chili di prodotti tipici Made in Italy, a chilometro zero e di altissima qualità, distribuiti dagli agricoltori di Campagna Amica per garantire un pasto di qualità ai più bisognosi. Un impegno reso possibile dalla partecipazione volontaria dei cittadini al programma della “Spesa sospesa” nei mercati di Campagna Amica e dal contributo determinante del management dei Consorzi Agrari D’Italia (Cai) e della Coldiretti che ha deciso di rinunciare a propri compensi straordinari. Non si tratta di un aiuto risolutivo ma è un segno per chi ha bisogno e una sollecitazione a tutti coloro che possono, perché facciano altrettanto.

“Abbiamo voluto dare un segno tangibile della solidarietà della filiera agroalimentare italiana verso le fasce più deboli della popolazione più colpite dalle difficoltà economiche”, conclude Trezzi nel sottolineare che “il nostro obiettivo è far sì che questa esperienza diventi un impegno strutturale che aggiunge valore etico alla spesa quotidiana degli italiani”.

L’iniziativa di Pasqua è stata resa possibile dalla partecipazione di: Conad, Bonifiche Ferraresi, Philip Morris, Eni, Snam, Intesa San Paolo, Generali, De Cecco, Cattolica Assicurazioni Grana Padano, Barilla, Enel, Confapi, Fondazione Tim, Inalca, De Rica, Pomì, Casillo Group, Mutti, Monte dei Paschi di Siena, Granarolo, Coprob, Virgilio, Parmigiano Reggiano, Casa Modena, Ismea, Fondazione Osservatorio Agromafie, Crea.

 

RAVENNA, L’ASSESSORE MAMMI A CONFRONTO CON I GIOVANI IMPRENDITORI COLDIRETTI

“L’Europa non può disinvestire su cibo e salute. La pandemia ha dimostrato che senza agricoltura non c’è futuro per la nazione. Quindi l’Italia deve investire sui giovani imprenditori agricoli perché significa assicurare sviluppo al Paese”.

Lo ha detto l’Assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi intervenuto al webinar organizzato da Coldiretti Giovani Impresa Emilia Romagna, al quale hanno preso parte il Delegato regionale Andrea Degli Esposti, la Delegata nazionale di Giovani Impresa Veronica Barbati, il Segretario nazionale Stefano Leporati, il Direttore regionale di Coldiretti Marco Allaria Olivieri, il Direttore di Coldiretti Ravenna Assuero Zampini e i rappresentanti del movimento giovanile di tutte le province della regione. Collegati anche i giovani agricoltori ravennati, tra i quali il Delegato provinciale Michele Graziani e l’allevatrice riolese Angelica Monti, tra i 20 giovani imprenditori agricoli selezionati in tutto il mondo per far parte del Gymnasium dell’OMA, Organizzazione mondiale dell’Agricoltura.

“I giovani agricoltori sono un asset strategico del paese, in termini di creatività e nuove idee”, ha dichiarato l’Assessore Mammi. “È per questa ragione che dobbiamo investire sulle nuove generazioni: il piano di sviluppo rurale della Regione Emilia-Romagna l’ha fatto erogando risorse fino a 130milioni di euro e continuerà a farlo anche nel biennio di transizione del PSR con l’obiettivo di accompagnare la rivoluzione green e sostenibile di tutte le imprese agricole, operazione che deve tradursi nella capacità di generare reddito per chi lavora in agricoltura e sviluppo per il territorio”.

Tra le priorità della Regione, ha spiegato Mammi, “il rilancio dell’ortofrutta, un settore che per la nostra regione è strategico e che tornerà a essere protagonista, anche in relazione alle stime sull’aumento della popolazione mondiale, un rilancio che deve partire dalla ricerca varietale a livello europeo, ma anche da investimenti sulla prevenzione da fitopatie e cambiamenti climatici. A tal fine – ha concluso – la Regione ha già pronto un Piano strategico ortofrutta, sul quale ho già avuto un primo confronto con il Ministro Patuanelli”. Nel suo intervento il Delegato regionale dei giovani Andrea Degli Esposti ha sollevato i temi emersi dagli incontri territoriali dei comitati di Coldiretti Giovani Impresa Emilia Romagna, come il contenimento della fauna selvatica, a proposito del quale l’Assessore ha garantito da parte della Regione l’impegno a far rispettare il piano faunistico venatorio.

“È importante continuare a garantire risorse adeguate affinché già nei prossimi bandi Psr vengano poste le condizioni per consentire a sempre più giovani di poter sviluppare la propria idea imprenditoriale” ha detto Degli Esposti che ha poi ringraziato l’Assessore per come sta gestendo l’erogazione degli indennizzi per i danni da cimice asiatica, come auspicato da Coldiretti.

“Le trasformazioni profonde legate ai cambiamenti climatici” ha proseguito Degli Esposti “stanno mettendo a dura prova il nostro settore. Gli abbassamenti improvvisi delle temperature delle ultime settimane stanno riproponendo una situazione critica, simile a quella delle gelate del 2020: è necessario fornire alle imprese strumenti adeguati per far fronte a questo tipo di fenomeni a partire da un miglioramento del sistema assicurativo che troppo spesso è inadeguato alle esigenze delle nostre imprese. Il fenomeno delle gelate si accompagna, quasi per paradosso, a quello della siccità e sarà sempre più strategico investire nelle infrastrutture idriche, ponendo le basi dello sviluppo futuro del settore” ha concluso Degli Esposti.

L’Assessore ha ascoltato le istanze poste dai giovani agricoltori collegati e ha riconosciuto l’impegno di Coldiretti per lo sviluppo dell’agricoltura sociale in Emilia Romagna, impegnandosi a realizzare una legge regionale e un bando per la promozione del settore entro l’anno.

“Ringraziamo l’Assessore – ha chiuso il Direttore Allaria Olivieri – per la sua partecipazione, per l’impegno e per le risposte che la Regione sta dando ai problemi dei giovani imprenditori agricoli e all’agricoltura. E ringraziamo anche tutti i giovani che con la loro partecipazione hanno dimostrato l’attaccamento a una grande forza sociale qual è la nostra Coldiretti”.

 

ALESSANDRIA, SICCITÀ: AL VIA LE IRRIGAZIONI DI SOCCORSO

Irrigazione di soccorso al via in provincia di Alessandria per le cipolle appena seminate ma anche pomodori, mais e orticole. Sul territorio è allarme siccità a causa delle persistenti condizioni di tempo secco, con temperature nettamente superiori alla media. Fiume Po in secca con lo stesso livello idrometrico della scorsa estate e corsi d’acqua decisamente a carico ridotto. Le semine stanno continuando senza sosta, la campagna non si è mai fermata nonostante le difficoltà, ma adesso, senza pioggia, il rischio è di vedere produzioni fortemente compromesse: un danno economico che andrebbe ad aggiungersi ad una situazione già particolarmente complicata anche a causa della mancanza di manodopera.

Insomma, un vero e proprio SOS per le semine primaverili di granoturco, soia, girasole, barbabietole, riso e pomodoro nei terreni aridi per la mancanza dell’acqua necessaria alle coltivazioni per crescere.

“E’ allarme, infatti, per i terreni secchi seminati a cereali che rischiano di non far germogliare ed irrobustire a dovere le piantine – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco –. Problemi per cereali e ortaggi: il clima pazzo non aiuta la programmazione colturale esponendo le piante a rischi che porterebbero alla conseguente perdita delle produzioni e del lavoro di mesi”.

“Non piove in modo significativo ormai da settimane ma per essere di sollievo la pioggia deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento con gravi rischi per l’erosione del suolo – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo -. Se da un lato, infatti, il bel tempo di queste settimane ha permesso agli agricoltori di procedere nelle lavorazioni in modo ottimale, non si può dire la stessa cosa per la germinazione dei semi, che può avvenire solo se in presenza di buona umidità. Per questo cresce la preoccupazione e in molti casi l’unica soluzione è intervenire con le irrigazioni di soccorso e quindi con un ulteriore aumento dei costi”. Di fronte alla tropicalizzazione del clima per continuare a mantenere l’agricoltura di qualità, è necessario raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi con interventi strutturali che non possono essere più rimandati: nonostante i cambiamenti climatici, infatti, l’Italia resta un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente, ma per le carenze infrastrutturali se ne trattengono solo l’11%.

Un lusso che non ci si può permettere in una situazione in cui, con l’emergenza Covid, l’acqua è centrale per garantire l’approvvigionamento alimentare in uno scenario globale di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti e speculazioni che spingono la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali per garantire l’alimentazione delle popolazioni.

Per cogliere un’opportunità unica Coldiretti ha elaborato e proposto un progetto concreto immediatamente cantierabile per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità d’irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie, con l’attenzione massima verso l’ambiente e con lo scopo di generare nuove opportunità lavorative.

Il progetto prevede la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti, progettualità già avviata e da avviarsi con procedure autorizzative non complesse, in modo da instradare velocemente il progetto complessivo e ottimizzare i risultati finali. L’idea è di costruire, senza uso di cemento, per ridurre l’impatto l’ambientale laghetti in equilibrio con i territori, che conservino l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione.“Serve un cambio di mentalità, ovvero passare ad una cultura della prevenzione con opportuni interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque attraverso opere infrastrutturali – concludono Bianco e Rampazzo -. Il piano della Coldiretti sulle risorse idriche per il Recovery Plan punta alla transizione verde in modo da risparmiare il 30% di acqua per l’irrigazione, diminuire il rischio di alluvioni e frane, aumentare la sicurezza alimentare dell’Italia, garantire la disponibilità idrica in caso di incendi, migliorare il valore paesaggistico dei territori e garantire adeguati stoccaggi per le produzioni idroelettriche green in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030”.

 

NOVARA, CAMPAGNA FISCALE 2021: I CAF SONO OPERATIVI IN TUTTA SICUREZZA

È partita la campagna fiscale 730 e i Caf Coldiretti sono pronti: “i nostri uffici fiscali sono organizzati ad assistere i soci e i cittadini che vogliono rivolgersi a noi nella compilazione della dichiarazione dei redditi. La sicurezza rimane la priorità, e le consulenze verranno svolte telefonicamente, via mail o di persona ma è importante prenotarsi per dare modo agli addetti di scaglionare gli ingressi in tutta sicurezza. I nostri addetti fiscali sono disponibili in ogni ufficio ziona Coldiretti delle province di Novara e del Vco e possono essere contattati per il disbrigo delle pratiche da lavoro dipendente, da collaboratori, da pensionati, per le dichiarazioni fiscali per gli imprenditori agricoli e per le aziende, per le consulenze e non ultimo per richiedere i rimborsi che in questi mesi sono stati previsti per le imprese per l’emergenza Covid”, spiega Francesca Toscani, direttore di Coldiretti Navara – Vco.

La scadenza per i 730, come l’anno scorso, è fissata per il 30 settembre 2021, ma il consiglio è di organizzarsi quanto prima anche per poter ottenere i rimborsi per tempo.  “Utilizzare il modello 730 rispetto al modello REDDITI PF presenta alcuni vantaggi in quanto i rimborsi o gli addebiti vengono effettuati direttamente sulla busta paga, rata di pensione o, in assenza di sostituto d’imposta, tramite accredito sul conto corrente. Inoltre, il modello 730 è l’unica dichiarazione che può essere presentata in forma congiunta anche con il coniuge. Ricordiamo poi che con la dichiarazione di quest’anno (730/2021 o modello Redditi 2021) i contribuenti si confronteranno per la prima volta con l’obbligo di pagamento tracciato per fruire delle detrazioni, in vigore dal 1° gennaio 2020. Altre importanti novità riguardano i provvedimenti in tema di riduzione della pressione fiscale del lavoratore dipendente: dal 1° luglio 2020 ai lavoratori dipendenti in possesso di un reddito complessivo fino a 28.000 euro spetta il trattamento integrativo, mentre per quelli in possesso di un reddito complessivo da 28.000 a 50.000 euro spetta un’ulteriore detrazione il cui importo diminuisce all’aumentare del reddito. Da tale data non è più possibile fruire del bonus Irpef. Riguardo la detrazione per ristrutturazione “Superbonus”, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022, spetta una detrazione nella misura del 110% delle stesse, a fronte di specifici interventi finalizzati all’efficienza energetica. Infine, circa la detrazione per “Bonus facciate”, dal 1° gennaio 2020 è stata prevista una detrazione del 90 per cento per le spese riguardanti gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti. Per maggiori informazioni vi invitiamo a contattare i nostri uffici fiscali”, spiega Giulia Gallarati, responsabile fiscale di Coldiretti Novara – Vco. Trovate i contatti degli uffici di zona Coldiretti sul sito: https://novara-vco.coldiretti.it/contattaci/

 

CUNEO, LUPI: BENE INDENNIZZI, ORA MODALITÀ DI GESTIONE PIÙ URGENTI ED EFFICIENTI

“Positivo lo stanziamento dei fondi per l’indennizzo diretto dei danni causati dalle predazioni da lupo, ma ricordiamo alla Regione che serve un meccanismo efficiente, con tempistiche rapide ed una modalità che, oltre al monitoraggio ed alla prevenzione, possa garantire una gestione che tuteli, innanzitutto, il bestiame e chi vive le nostre montagne e le nostre colline, stante il moltiplicarsi di avvistamenti e predazioni anche a bassa quota”. È quanto commenta Roberto Moncalvo Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo, rispetto allo stanziamento di 300 mila euro, approvato dalla Giunta regionale, per il risarcimento dei danni causati dalle predazioni dai lupi al patrimonio zootecnico in Piemonte e per i costi sostenuti a difesa del bestiame.

“Proprio per questa ragione – continua Moncalvo– bisogna considerare il pericolo costante che genera la presenza del lupo, oltre al fatto che rischia di provocare un disequilibrio ecologico. È, dunque, necessario proseguire con il lavoro avviato dal vicepresidente regionale, Fabio Carosso, in sede della Conferenza Stato-Regioni rispetto alle modifiche sul Piano Lupo, in sintonia con quanto stanno già facendo i Paesi confinanti, come la Francia. Serve mettere in atto, quindi, concrete e rapide misure di contenimento al fine di permettere, in primis, alle nostre imprese lo svolgimento dell’attività produttiva, alla luce del ruolo svolto a tutela del territorio e viste le difficoltà legate alla situazione pandemica”.

Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it

 

PARMA, LAVORO: MAMMI IN COLDIRETTI, UE DEVE INVESTIRE SU CIBO E SALUTE

“L’Europa non può disinvestire su cibo e salute. La pandemia ha dimostrato che senza agricoltura non c’è futuro per la nazione. Quindi l’Italia deve investire sui giovani imprenditori agricoli perché significa investire per il Paese”.

Lo ha detto l’Assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi intervenuto questa mattina al webinar organizzato da Coldiretti Giovani Impresa Emilia Romagna, al quale hanno preso parte la Delegata nazionale di Giovani Impresa Veronica Barbati, il Segretario nazionale Stefano Leporati originario del Comune  di Borgotaro -PR, il Direttore regionale di Coldiretti Marco Allaria Olivieri, i colleghi direttori provinciali e i rappresentanti del movimento giovanile di tutte le province della regione. A fare gli onori di casa il Delegato regionale Andrea Degli Esposti. All’incontro hanno partecipato per Parma la Delegata provinciale Francesca Mantelli, il Segretario Filippo Anelli e alcuni membri del Comitato provinciale Giovani Impresa Parma.

“I giovani imprenditori sono un asset strategico del paese, in termini di creatività e nuove idee”, ha dichiarato l’Assessore Mammi. “È per questa ragione che dobbiamo essere conseguenti e investire sulle nuove generazioni: il piano di sviluppo rurale della Regione Emilia-Romagna l’ha fatto con investimenti fino a 130milioni di euro e proseguiremo a sostenere i giovani agricoltori con importanti risorse anche nel biennio di transizione del PSR. Il nostro impegno continuerà a essere quello dell’accompagnamento e del supporto alla sostenibilità a tutte le imprese agricole, che si traduce nella capacità di generare reddito per chi ci lavora e sviluppo per il territorio. Abbiamo messo a fuoco il bisogno di rilanciare l’ortofrutta, un settore che per la nostra regione è strategico e che tornerà a essere protagonista, anche in relazione alle stime sull’aumento della popolazione mondiale: dobbiamo aumentare la ricerca a livello europeo nel comparto ortofrutta e investire sulla prevenzione da fitopatie e cambiamenti climatici. La Regione ha pronto un Piano strategico ortofrutta, sul quale ho già avuto un primo confronto con il Ministro Patuanelli”.

Nel suo intervento il Delegato regionale dei giovani Andrea Degli Esposti ha sollevato i temi emersi dagli incontri territoriali dei comitati di Coldiretti Giovani Impresa Emilia Romagna, come il contenimento della fauna selvatica, a proposito del quale l’Assessore ha garantito da parte della Regione l’impegno a far rispettare il piano faunistico venatorio.

“È importante continuare a garantire risorse adeguate affinché già nei prossimi bandi Psr vengano poste le condizioni per consentire a sempre più giovani di poter sviluppare la propria idea imprenditoriale” ha detto Degli Esposti che ha poi ringraziato l’Assessore per come sta gestendo l’erogazione degli indennizzi per i danni da cimice asiatica, come auspicato da Coldiretti.

“Le trasformazioni profonde legate ai cambiamenti climatici” ha proseguito Degli Esposti “stanno mettendo a dura prova il nostro settore. Gli abbassamenti improvvisi delle temperature delle ultime settimane stanno riproponendo una situazione critica, dopo simile a quella delle gelate del 2020: è necessario fornire alle imprese strumenti adeguati per far fronte a questo tipo di fenomeni a partire da un miglioramento del sistema assicurativo che troppo spesso è inadeguato alle esigenze delle nostre imprese”.

“Il fenomeno delle gelate si accompagna, quasi per paradosso, a quello della siccità e sarà sempre più strategico investire nelle infrastrutture idriche, ponendo le basi dello sviluppo futuro del settore” ha concluso Degli Esposti.

L’Assessore ha ascoltato le istanze poste dai giovani agricoltori collegati e ha riconosciuto l’impegno di Coldiretti per lo sviluppo dell’agricoltura sociale in Emilia Romagna, impegnandosi a realizzare una legge regionale e un bando per la promozione del settore entro l’anno.

“Ringraziamo l’Assessore – ha detto il Direttore Allaria Olivieri – per la sua partecipazione, per l’impegno e per le risposte che la Regione sta dando ai problemi dei giovani imprenditori agricoli e all’agricoltura”. “Ringrazio anche tutti i giovani – ha concluso il Direttore – che con la loro partecipazione hanno dimostrato l’attaccamento a una grande forza sociale qual è la nostra Coldiretti”.

 

Appuntamenti

 

LOMBARDIA: ENOTURISMO: PRIMO CORSO ONLINE SU OSPITALITÀ IN VIGNE E CANTINE

Da giovedì 8 aprile a giovedì 6 maggio

Al via il primo corso online per operatori enoturistici organizzato da Coldiretti Lombardia. Si tratta di un percorso formativo in dieci appuntamenti – spiega la Coldiretti regionale – in programma da giovedì 8 aprile a giovedì 6 maggio 2021. 

La partecipazione – precisa la Coldiretti Lombardia – è riservata alle imprese agricole vitivinicole associate a Coldiretti. Al termine delle lezioni, i partecipanti che frequenteranno almeno l’80 per cento delle ore riceveranno l’attestato necessario per iscriversi all’elenco regionale degli operatori enoturistici. 

Diverse le tematiche trattate durante la formazione: dalla normativa di riferimento alla fiscalità, dalle regole dell’accoglienza all’attività didattica enoturistica fino al marketing territoriale. “L’enoturismo – spiega Carmen Caruccio, responsabile vitivinicola di Coldiretti Lombardia – è il turismo tematico che pone al centro dell’esperienza il vino, la sua produzione e il legame con il territorio. A livello nazionale si stima che valga già oltre 2,5 miliardi di euro e, una volta usciti dall’emergenza sanitaria, potrà rappresentare la chiave di ripartenza per le aziende vitivinicole che oggi devono fare i conti con l’impatto economico negativo provocato dal coronavirus”.

Per ricevere informazioni sulle modalità di iscrizione – prosegue la Coldiretti Lombardia – è possibile scrivere una mail all’indirizzo: enoturismo.lom@coldiretti.it

In Lombardia – conclude la Coldiretti regionale – ci sono più di 20mila ettari a vigneto, oltre 3mila imprese vitivinicole, con una produzione che per circa il 90% è costituita da vini di qualità grazie a 5 DOCG, 21 DOC e 15 IGT.

 

MILANO: PAC, FISCO E PREVIDENZA: 4 INCONTRI DEDICATI ALL’AGRICOLTURA CHE CAMBIA

Giovedì 1, giovedì 8, giovedì 15 e giovedì 22 aprile

Quattro incontri on line per approfondire le novità legislative, politiche e strategiche riguardanti le aziende agricole. Sono quelli organizzati dalla Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza per tutto il mese di aprile, ogni giovedì a mezzogiorno, su Facebook.

“Volevamo incontrare i nostri soci sul territorio – spiega Alessandro Rota, Presidente della Federazione Coldiretti interprovinciale – ma essendo ancora in zona rossa non potevamo organizzare degli appuntamenti in presenza. Così abbiamo deciso di proporre 4 date sui social per affrontare alcuni temi di attualità: la diretta sarà sulla nostra pagina Facebook, poi per qualche giorno gli approfondimenti, della durata di circa 30 minuti ciascuno, rimarranno disponibili sul nostro sito e potranno essere visti in streaming”.

Si parlerà di strategie europee sulle produzioni green e sul cibo, tematiche tecniche, novità fiscali e opportunità previdenziali con l’aiuto dei referenti d’area della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza. “Tra gennaio e febbraio del 2020 – ricorda ancora il Presidente Alessandro Rota – eravamo andati direttamente nei nostri uffici zona a incontrare i soci, poi è scattata l’emergenza coronavirus e adesso ci dobbiamo adeguare a una situazione che è radicalmente mutata. I nostri servizi sono sempre proseguiti senza interruzioni nei mesi scorsi, ma dobbiamo rinunciare agli incontri assembleari in presenza per rispettare le norme anti Covid”. Per seguire “Filo diretto” – questo il titolo della rassegna di 4 webinar – bisogna collegarsi il giovedì alle ore 12 sulla pagina Facebook Coldiretti Milano Lodi Monza Brianza, con questo calendario: 1 aprile, “Passa dall’agricoltura la svolta green d’Europa: come New Deal e Farm to Fork impatteranno sulle nostre aziende”, a cura di Luigi Simonazzi, responsabile Area economica; 8 aprile, “Legge di Bilancio, le novità per l’agricoltura: focus su credito d’imposta, rivalutazione terreni e quote di partecipazione, bonus verde”, a cura di Giovanni De Lillo, responsabile Area fiscale.

La serie di incontri social della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza continuerà poi il 15 aprile con “Contributi, donne e giovani: Finanziaria e previdenza, cosa cambia”, a cura di Massimo Bocci, responsabile del Patronato Epaca; e terminerà il 22 aprile con “Aspettando la prossima PAC: approfondimento su Regolamento transitorio, bandi del PSR e nuove regole sui nitrati” a cura di Guido Campagnoli, responsabile CAA.

Il pubblico potrà fare domande ai tecnici Coldiretti scrivendo direttamente sulla pagina FB.

 

CUNEO: FRUTTINFIORE 2021 SARÀ IN VERSIONE DIGITALE

Venerdì 9 e domenica 11 aprile

Fino all’ultimo si era sperato di poter svolgere regolarmente la manifestazione in piena sicurezza, ma tenuto conto delle restrizioni vigenti e il protrarsi dell’emergenza sanitaria, purtroppo non sarà possibile.  Essendo Fruttinfiore un evento stagionale che per sua natura celebra la frutta nel periodo della sua fioritura, non è possibile rimandarlo in un altro momento dell’anno. Così, per lanciare un messaggio di speranza e mantenere viva l’attenzione su quest’evento di portata nazionale, il Comitato Organizzatore ha deciso di proporre la 19esima edizione di Fruttinfiore in una versione digitale che sarà, certamente diversa, ma speciale e in linea con i tempi che stiamo vivendo.

In collaborazione con il circuito Agrisapori ed il suo leader Toni Gavazza, si è creato un vero e proprio palinsesto televisivo che verrà trasmesso su Telestudio (canale digitale 17) venerdì 9 aprile alle ore 20,00 (giorno inizialmente previsto per l’inaugurazione) e domenica 11 aprile alle ore 12,00 (clou della manifestazione).

La trasmissione sarà ricca di contenuti per riuscire a cogliere l’essenza che ha sempre caratterizzato la manifestazione di Fruttinfiore: si racconterà la storia dell’evento, cosa è stato negli anni e cosa potrà tornare ad essere, con uno storytelling fatto di video e foto delle edizioni precedenti.

Tecnici ed esperti del settore, parleranno poi di frutticoltura e ci sarà la possibilità di seguire veri e propri show cooking con gli Agrichef di Campagna Amica degli agriturismi: La Virginia di Revello e l’Antica Cascina Costa di Pagno che proporranno entrambi gustose e genuine ricette a base di frutta.

Verra inoltre consegnato il Premio Fruttinfiore delle edizioni 2020 e 2021 che andrà a Graziano Vittone (2020) e Domenico Paschetta (2021).

Un riconoscimento speciale andrà poi a Lorenzo Bergese (2020) e a Celestino Costa che lo riceverà insieme alle targhe ricordo per gli ottantenni lagnaschesi.

Tra gli altri contenuti del ricco palinsesto, un viaggio interattivo tra i frutteti, un virtual tour in bicicletta nelle nostre campagne fiorite e la promozione delle aziende che normalmente erano ospiti dello STAO e del Mercatino di Fruttinfiore.

Il tutto, come sempre, con un unico denominatore comune: la frutta in tutto il suo splendore e sapore. Oltre alla programmazione televisiva sono previste anche dirette streaming su: web tv, sito internet di fruttinfiore.it, canali social e YouTube del Comune di Lagnasco.

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