COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 29 aprile 2021

29 Aprile 2021
News La Forza del Territorio del 29 aprile 2021

Primo piano

 

LAZIO

NUOVO PIANO PIANO PAESISTICO: A RISCHIO LA COMPETITIVITA’

Necessaria attuazione dei Super CAA per snellire le procedure burocratiche

“E’ importante sviluppare e incrementare strumenti operativi come il Super CAA, che consente ai Centri di Assistenza Agricola di presentare alla pubblica amministrazione le istanze degli agricoltori e dunque favorisce uno snellimento della burocrazia a favore delle imprese, che non sono più gravate dalle incombenze legate alle pratiche essenziali. In questo modo si riducono i tempi di attesa per le istanze presentate alla pubblica amministrazione”.

Così il Presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, sull’approvazione da parte della Regione Lazio del Piano Territoriale Paesistico Regionale. Un Piano che è tornato in aula dopo la bocciatura della Corte Costituzionale, su ricorso del MiBact, in quanto sarebbe stato approvato senza il coinvolgimento del Ministero.

Il Lazio si è dotato di questo strumento già nel 2013 a cui sono poi seguite delle modifiche nel 2017 al regolamento regionale “Agricoltura semplice. Riduzione di oneri amministrativi in materia di controlli e procedimenti amministrativi in agricoltura”. Semplificazione burocratica, dunque, ma anche aggiornamenti alla cartografie. Queste le richieste più volte avanzate da Coldiretti Lazio.

“E’ importante chiarire l’iter amministrativo – continua Granieri – e scongiurare l’appesantimento delle pubbliche amministrazioni per quanto riguarda i Pua e i Pama. Immaginiamo cosa potrebbe succedere se dovessero andare in consiglio comunale, soprattutto in una città come Roma”.

Anche alla luce di queste considerazioni è stato chiesto da Coldiretti Lazio un incontro urgente con l’assessore all’Urbanistica della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani.

“Necessario l’adeguamento della cartografia che è ferma al 1998 – prosegue Granieri – L’allineamento della carta di uso del suolo è uno strumento fondamentale per risolvere i problemi che riguardano gli agricoltori e vincere le sfide che questo settore deve affrontare, ora più che mai nella situazione di emergenza che stiamo vivendo. Il suo mancato aggiornamento ostacola la crescita del settore agricolo, già fortemente penalizzato. L’adeguamento della cartografia è fondamentale”.

L’appello di Coldiretti Lazio è quello alla sburocratizzazione. “Con questo Ptpr permane l’appesantimento burocratico – conclude Granieri – Solo con una applicazione della legge sul Supercaa, che la Regione Lazio ha fatto sua già da tempo e con grande anticipo rispetto alle altre regioni, si può puntare alla sburocratizzazione. L’operatività su Pua e Pama diventa necessaria. Dobbiamo riscontrare, inoltre, un limite alla multifunzionalità imposto dall’innalzamento dei parametri. Abbiamo chiesto un incontro urgente all’assessore all’Urbanistica, Massimiliano Valeriani, per definire le linee operative rispetto alle esigenze delle nostre aziende”.

 

Dal Territorio

 

ABRUZZO, SOS CINGHIALI: LA CARICA DEI CENTOMILA

“L’ultimo fatto di cronaca, che ha visto prendere a fuoco un’automobile dopo l’impatto con un cinghiale in corsa nelle vicinanze di Atessa, conferma che non è mai stato così alto in Abruzzo l’allarme per l’invasione della fauna selvatica che distrugge i raccolti agricoli, stermina greggi e causa pericolo in strada mettendo a rischio l’incolumità delle persone”. Lo dice Coldiretti Abruzzo ribadendo che la presenza dei selvatici ha assunto ormai proporzioni straordinarie, che riguardano le campagne ma anche i centri urbani dove i cinghiali sono ormai diventati presenze fisse che razzolano tra i rifiuti con rischi concreti per la salute e la sicurezza di agricoltori e cittadini.

“Il numero di incidenti gravi con morti o feriti per colpa di animali è aumentato notevolmente negli ultimi anni – denuncia Silvano Di Primio, presidente di Coldiretti Abruzzo – siamo di fronte ad un pericolo importante per la sicurezza e la salute degli automobilisti sia su strada che su autostrada”. Una emergenza che inoltre sta provocando l’abbandono delle aree interne, problemi sociali, economici e ambientali con inevitabili riflessi sul paesaggio e sulle produzioni. “La proliferazione senza freni degli animali selvatici – continua Di Primio – sta mettendo a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali. Abbiamo segnalazioni da ogni angolo della regione. Studi ed esperienze relative all’elevata densità dei cinghiali in aree di elevato pregio naturalistico hanno mostrato notevoli criticità in particolare per quanto riguarda il rapporto tra crescita della popolazione dei selvatici e vegetazione forestale. Proprio le modalità di ricerca di cibo attraverso una cospicua attività di scavo ben visibile sui campi coltivati provoca, infatti, anche su superfici naturali notevoli danni alla biodiversità”.

Coldiretti Abruzzo – stimando una presenza in regione di oltre centomila cinghiali – ricorda inoltre che questi animali raggiungono i 180 centimetri di lunghezza, possono sfiorare i due quintali di peso e hanno zanne che in alcuni casi arrivano fino a 30 centimetri risultando assimilate a vere e proprie armi dalle conseguenze mortali per uomini e animali oltre a diventare strumenti di devastazione su campi coltivati e raccolti. Oltre 6 italiani su 10 (62%) – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – hanno paura dei cinghiali e quasi la metà (48%) non prenderebbe addirittura casa in una zona infestata da questi animali. Una situazione arrivata al limite tanto che più di 8 italiani su 10 (81%) pensano che l’emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti incaricando personale specializzato per ridurne il numero.

“Mai come oggi è fondamentale per dare certezze alle imprese agricole e garantire il futuro agli agricoltori – conclude il presidente di Coldiretti Abruzzo Silvano Di Primio – si devono dare risposte strutturali ed efficaci che consentano di ripristinare anche con l’intervento di personale specializzato l’equilibrio ambientale che è stato visibilmente compromesso. Gli agricoltori non lavorano per avere un risarcimento dei danni, ma per realizzare una produzione di qualità che va tutelata e salvaguardata soprattutto in un momento difficile come questo, in cui l’emergenza sanitaria ha fortemente compromesso l’equilibrio economico del Paese. E’ necessario trovare risposte efficaci e non continuare a tergiversare su una problematica che è ormai fuori controllo e chiediamo all’assessore alle politiche agricole Emanuele Imprudente l’apertura di un tavolo dedicato ad affrontare l’emergenza”.

 

VENETO, COVID: CON STOP INDIA SERVE PROROGA PERMESSI STRANIERI

Con l’emergenza Covid che ha provocato lo stop ai collegamenti con l’India da cui provengono circa 5mila lavoratori impegnati nelle campagne venete è necessario prorogare i permessi dei lavoratori stranieri già presenti su territorio regionale che scadono il 30 aprile per poter continuare a garantire la continuità delle produzioni agroalimentari e i rifornimenti alle famiglie. La comunità indiana è particolarmente apprezzata – commenta Coldiretti Veneto – per la cura e il benessere degli animali, in particolar modo nelle stalle dove più si esprime la vocazione dei collaboratori, ma anche nella raccolta di frutta e verdura. Nel veronese si concentra in particolar modo la richiesta con più di 3mila assunzioni registrate nel 2020.

Sull’urgenza di affrontare il problema della sburocratizzazione del lavoro nei campi in un momento particolarmente delicato per il Paese è intervenuto Ettore Prandini presidente nazionale soprattutto per quanto riguarda la scadenza dei permessi di lavoro – continua la Coldiretti – che interessa oltre 30mila operai agricoli stranieri che potrebbero essere costretti a tornare nei propri Paesi proprio all’avvio delle attività di raccolta di frutta e verdura. A livello nazionale viene ottenuto da mani straniere più di ¼ del Made in Italy a tavola, con 368mila lavoratori provenienti da ben 155 Paesi diversi che hanno trovato regolarmente occupazione in agricoltura – evidenzia la Coldiretti – fornendo il 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore. La questione interessa il Veneto dove nei vari “distretti agricoli” gli immigrati sono una componente bene integrata nel tessuto economico e sociale come nel caso della provincia di Verona che primeggia per la coltura delle fragole.

In totale – evidenzia Coldiretti Veneto – sono quasi 73mila i lavoratori agricoli dipendenti, fra italiani e stranieri, impegnati nei campi e nelle aziende agricole che contribuiscono a fare dell’agricoltura veneta una realtà da primati nazionali e di quella italiana la prima per valore aggiunto in Europa. Anche nei momenti più duri dell’emergenza Covid le imprese del settore non hanno mai spesso di prodigarsi per garantire gli approvvigionamenti alimentari alla cittadinanza.

In questa ottica è importante inserire nella prossima riforma della Politica Agricola (Pac) una clausola sociale di condizionalità per subordinare la concessione alle imprese agricole di aiuti e risorse europee al rispetto dei contratti collettivi e dei diritti dei lavoratori. Occorre rafforzare nella Pac premiando chi vive di agricoltura per puntare su un’assegnazione di risorse che consideri anche il contributo alla sostenibilità ambientale sociale e all’occupazione da parte delle imprese agricole – continua Coldiretti – con l’obiettivo di valorizzare la distintività delle produzioni di cui la tracciabilità dell’origine e l’etichettatura sono i principali strumenti per recuperare valore sul mercato.

Dopo essere stato snobbato per decenni si registra – continua la Coldiretti – un crescente interesse degli italiani per il lavoro nelle campagne anche per la situazione di difficoltà in cui si trovano altri settori economici. Un segnale positivo importante per il comparto che tuttavia – precisa la Coldiretti – si scontra con la mancanza di formazione e professionalità che è necessaria anche per le attività agricole soprattutto per chi viene da esperienze completamente diverse.

Con una adeguata formazione e semplificazione l’agricoltura nazionale – evidenzia Coldiretti – può offrire agli italiani in difficoltà almeno 200mila posti di lavoro che in passato erano affidati necessariamente a lavoratori stranieri stagionali, che ogni anno attraversavano le frontiere per poi tornare nel proprio Paese. “L’opportunità di un lavoro in agricoltura deve essere dunque accompagnata da un piano per la formazione professionale e misure per la semplificazione ed il contenimento del costo del lavoro” chiede il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “serve anche una radicale semplificazione che possa ridurre la burocrazia, garantire flessibilità e tempestività del lavoro stagionale in un momento in cui tanti lavoratori di altri settori sono in difficoltà”.

 

UMBRIA, AL VIA LE DOMANDE ISMEA PER I GIOVANI AGRICOLTORI

Domani 30 aprile Ismea aprirà il portale dedicato alla nuova formulazione della misura del Subentro ed ampliamento per i giovani agricoltori. È quanto riferisce la Coldiretti Umbria, ricordando come ora le agevolazioni siano estese all’intero territorio nazionale.

Si tratta in particolare – afferma Francesco Panella, delegato regionale Coldiretti Giovani Impresa – di mutui agevolati a tasso zero (della durata massima di 15 anni) per un importo che non deve superare il 60% della spesa ammissibile e un contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa. Gli investimenti – aggiunge Panella – non devono superare 1.500.000 euro, con le domande che saranno ammesse in base all’ordine di arrivo.

L’obiettivo – sottolinea Panella – è di favorire il ricambio generazionale e l’ampliamento delle aziende dei giovani agricoltori. L’agevolazione è indirizzata a micro, piccole e medie imprese individuali, ma anche a società composte da giovani tra i 18 e i 40 anni che operano nella produzione agricola, nella trasformazione e commercializzazione e nelle attività connesse.

Lo strumento finanzia progetti di sviluppo o consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della diversificazione del reddito agricolo.

È importante sostenere un settore – commenta Panella – che si sta dimostrando sempre più attrattivo per le giovani generazioni, che si avvicinano al comparto, non come ripiego per la mancanza di sbocchi lavorativi, ma in quanto capace di creare nuove opportunità vicine alle loro aspirazioni, con aziende multifunzionali, sostenibili e orientate all’innovazione. Ne è una dimostrazione – conclude Panella – il premio Oscar Green promosso da Coldiretti Giovani Impresa, al quale è ancora possibile aderire, che mette in luce in ogni edizione tante storie di innovazione e progetti imprenditoriali importanti.

 

PUGLIA, 1 MAGGIO: IN FUMO GITE E SCAMPAGNATE; CRACK PER CIRCA 22MILA ATTIVITA’

Ponte del 1° maggio in fumo con la Puglia in zona arancione che impone la chiusura di 15mila bar, trattorie, ristoranti, 6500 pizzerie e 900 agriturismi in Puglia, con effetti pesanti sull’insieme delle attività economiche ed occupazionali. E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Puglia, secondo cui la spesa alimentare è tornata indietro di dieci anni su valori del 2010 nonostante che in termini percentuali si sia verificato un aumento rispetto alle altre spese.

In complesso – sottolinea Coldiretti Puglia – quasi 22000 ristoranti, bar, mense e pizzerie e gli agriturismi operanti in Puglia sviluppano un fatturato annuale di oltre 5 miliardi di euro che ora è praticamente azzerato, con i pesanti effetti che si trasferiscono direttamente – conclude Coldiretti Puglia – lungo tutta la filiera a causa del taglio delle forniture di alimenti e bevande colpendo le aziende agricole ed alimentari per le quali è necessario prevedere adeguati ristori.

I limiti imposti agli spostamenti e la chiusura delle l’attività di ristorazione impediscono le tradizionali gite fuori porta nelle campagne dove a soffrire sono i 900 agriturismi presenti in Puglia che – secondo la Coldiretti regionale – hanno subito perdite per oltre 100 milioni di euro per effetto della pandemia.

Una situazione di difficoltà che ha fatto chiudere il 14,4% di bar e ristoranti e gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione – continua la Coldiretti – si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione – precisa la Coldiretti Puglia – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione e l’agriturismo – precisa la Coldiretti regionale – rappresentano addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato.

Consentire la riapertura dei ristoranti a pranzo e cena per chi ha spazio esterno riguarderebbe – stima la Coldiretti Puglia – in media circa la metà dei 22mila servizi di ristorazione presenti in Puglia con i posti all’aperto dei locali che sono, però, molti meno rispetto a quelli al coperto. Le maggiori difficoltà si registrano nei centri urbani stretti tra traffico ed asfalto mentre nelle campagne – sottolinea la Coldiretti regionale – ci si sta organizzando secondo Campagna Amica per offrire agli ospiti la possibilità di cenare sotto gli uliveti e in mezzo alle vigne che stanno germogliando oppure nell’orto con la possibilità di raccogliere la verdura direttamente. La possibilità di riaprire le attività di ristorazione sfruttando gli spazi all’aperto – precisa la Coldiretti regionale – salverebbe i 900 agriturismi pugliesi che possono contare su ampie aree all’esterno per assicurare il necessario distanziamento a tavola. Una misura attesa dopo che le chiusure a singhiozzo dall’inizio della pandemia hanno tagliato i redditi degli operatori.

“Gli agriturismi, spesso situati in zone isolate della campagna in strutture con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto dove le distanze si misurano in ettari, sono forse i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche”, afferma Filippo De Miccolis, presidente di Terranostra Puglia, associazione agrituristica di Coldiretti.

Per effetto delle limitazioni imposte alla ristorazione è a rischio un sistema agroalimentare che in Puglia è assicurato grazie al lavoro di oltre 100mila aziende agricole e stalle – conclude Coldiretti Puglia – più di 5mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione che a causa dell’emergenza Covid è sostenuta dalle consegne a domicilio e dall’asporto.

 

PIEMONTE, COVID: PROROGARE PERMESSO PER STRANIERI

Con l’emergenza Covid che ha provocato lo stop ai collegamenti con l’India e altri Paesi da cui provengono circa 35mila lavoratori impegnati nelle campagne italiane è necessario prorogare i permessi dei lavoratori stranieri già presenti in Italia che scadono il 30 aprile per poter continuare a garantire la continuità delle produzioni agroalimentari Made in italy e i rifornimenti alle famiglie. E’ quanto Coldiretti nel sottolineare l’urgenza di affrontare il problema della sburocratizzazione del lavoro nei campi in un momento particolarmente delicato per il Paese. Il problema della scadenza dei permessi di lavoro interessa oltre 30mila operai agricoli stranieri che potrebbero essere costretti a tornare nei propri Paesi proprio all’avvio delle attività di raccolta di frutta e verdura.

“In questa ottica è importante inserire nella prossima riforma della Politica Agricola (Pac) una clausola sociale di condizionalità per subordinare la concessione alle imprese agricole di aiuti e risorse europee al rispetto dei contratti collettivi e dei diritti dei lavoratori –spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale -. Occorre nella Pac puntare su un’assegnazione di risorse che consideri anche il contributo alla sostenibilità ambientale sociale e all’occupazione da parte delle imprese agricole con l’obiettivo di valorizzare la distintività delle produzioni di cui la tracciabilità dell’origine e l’etichettatura sono i principali strumenti per recuperare valore sul mercato. L’opportunità di un lavoro in agricoltura deve essere, dunque, accompagnata da un piano per la formazione professionale e misure per la semplificazione ed il contenimento del costo del lavoro. Serve – concludono – anche una radicale semplificazione che possa ridurre la burocrazia, garantire flessibilità e tempestività del lavoro stagionale in un momento in cui tanti lavoratori di altri settori sono in difficoltà. In Piemonte, la raccolta dell’ortofrutta solitamente vede coinvolte 8 mila imprese che necessitano di 20 mila raccoglitori. Guardando poi oltre ci sarà la medesima necessità per la vendemmia durante la quale, negli scorsi anni, oltre 5 mila aziende vitivinicole piemontesi hanno atteso l’attivazione della procedura per generare circa 13 mila posti di lavoro proprio durante la raccolta dell’uva”.

 

SALERNO, FARE SISTEMA PER RILANCIARE ECONOMIA SUL TERRITORIO  

“E’ necessario avviare un Piano strutturale di rilancio della provincia di Salerno, creando una rete di tutti i principali attori socio economici del territorio e costruire una vera e propria alleanza tra Istituzioni, forze economiche e produttive, banche di credito cooperative locali e cittadini”. E’ la proposta lanciata dal direttore di Coldiretti Salerno Enzo Tropiano, con l’obiettivo di porre in essere soluzioni per contribuire a superare la crisi causata dalla pandemia che sta investendo anche il territorio salernitano. “In questa difficile congiuntura economica e sociale – spiega Tropiano – il mondo agricolo è pronto a fare la sua parte e a dare un contributo importante ma siamo convinti che sia necessario attivare, in un’ottica di sistema, tutte le sinergie possibili tra i vari attori istituzionali ed economici per valorizzare ogni risorsa che il territorio è in grado di esprimere. Il settore agricolo e turistico possono rappresentare un motore di sviluppo, capaci come sono di trasferire il “valore del territorio” in “valore economico”, sia in termini di prodotti che di servizi. Occorre quindi attivarsi senza indugi per valorizzare concretamente le produzioni locali a Km zero, attivando sempre più mercati agricoli in città, iniziative a filiera corta dal campo alla tavola, favorendo l’utilizzo delle eccellenze locali nella ristorazione privata e pubblica. Se già riuscissimo a promuovere, in tutti i ristoranti, gli alberghi e i locali della provincia, una carta dei vini locali e dell’olio di oliva, potremmo avere un forte indotto sui territori sia sotto il profilo di reddito che occupazionale. Lo stesso discorso potrebbe essere declinato per il comparto ortofrutticolo, della carne, dei formaggi e della pesca locale”.

“Ma occorre fare sistema – ribadisce Tropiano – in primis attraverso una campagna comunicativa unitaria di rilancio di tutti i settori economici e avviare un progetto di interventi che renda possibile una strategia condivisa delle prospettive di sviluppo del territorio. Penso a tutte le associazioni di impresa, alle banche locali, alle istituzioni. Dobbiamo sviluppare interventi coordinati per il turismo, la valorizzazione dei prodotti agricoli e delle produzioni locali, la rivitalizzazione delle attività artigianali e commerciali nei centri storici”.

“In questa fase – sottolinea il direttore di Coldiretti Salerno – è strategico il ruolo delle banche di credito cooperativo, per accompagnare le imprese nella rinascita ed evitare il ricorso a canali di finanziamento opachi e illegali. Necessario è l’impegno di tutti: non è più tempo che ognuno faccia per sé, ma è tempo di prendere coscienza dell’importanza della comunità, fatta di persone, di imprese, di radicamento al territorio. Occorre ripensare, ma anche rifondare in tempi brevi – conclude Tropiano – non restare in apnea, aspettando che la crisi passi”.

 

ROVIGO, PNRR: 25 MILIONI AL PARCO DELTA DEL PO

Coldiretti commenta positivamente la notizia diffusa dalla Regione Veneto in merito ai 25 milioni di euro destinati al nostro territorio inseriti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il Governo ha inserito, tra i 14 progetti strategici come grandi attrattori culturali e ambientali, il Parco del Delta del Po e il risultato è il frutto del lavoro e della collaborazione tra il presidente Luca Zaia e il ministro della Cultura Dario Franceschini ai quali va il plauso dell’Associazione polesana Coldiretti.

L’assessore Corazzari aveva commentato la notizia affermando che la Regione aveva già costruito una serie di progettualità sulle quali investire, annoverando lo sviluppo turistico di tutto il Delta del Po, la valorizzazione ambientale e naturale e una particolare attenzione, citiamo il suo intervento “per le popolazioni residenti, per le attività umane presenti in loco, in particolar modo quelle legate alla pesca e all’agricoltura, che sono un punto di riferimento economico e di sostenibilità ambientale”. E Coldiretti è pronta a collaborare. “Siamo a completa disposizione per realizzare studi e progettualità che ben si collegano al nostro mondo – spiega Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Rovigo -. Abbiamo sempre sostenuto che l’agricoltura e la pesca sono attività imprenditoriali custodi del territorio, delle tradizioni, del fascino stesso di questa provincia. Attendiamo di vedere la progettualità annunciata dall’assessore regionale e mettiamo a disposizione la nostra struttura e le nostre forze per realizzare qualcosa assieme, i nostri soci sono quello proprio quello che chiede Corazzari, protagonisti e artefici che vivono e lavorano nel e per il territorio”.

“A maggior ragione – conclude Salvan –, a fronte dell’arrivo di investimenti per promuovere un’area naturalistica eccezionale, auspichiamo che il Pdl 41, ancora fermo nel suo iter di discussione e approvazione, sia lo strumento per creare armonia nella gestione del territorio, del suolo e dell’immagine del Polesine nella sua interezza. A fianco della notizia dei 25 milioni, balza all’occhio la situazione di alcuni comuni interessati da progettualità di grandi impianti fotovoltaici, che rischiano di essere approvati. I turisti, in futuro, proprio quelli che scelgono il Polesine come mèta per le sue caratteristiche specifiche, potrebbero trovare, al loro ingresso nel Parco, qualcosa che fa proprio a pugni con la naturalezza del paesaggio e che potrebbe cancellare quella biodiversità, vanto del nostro Polesane”. 

 

VARESE, AGROALIMENTARE: BENE STOP A PRATICHE SLEALI             

“Quanto sia importante difendere la sovranità alimentare del nostro Paese, è ancora più evidente nel periodo di pandemia che stiamo vivendo. Ecco perché è davvero fondamentale lo stop alle aste capestro e al doppio ribasso, che strangolano gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione”. Lo rimarca Coldiretti Varese dopo l’approvazione definitiva al Senato della Legge di Delegazione europea contro le pratiche commerciali sleali, nei rapporti tra imprese nelle filiere agricole e alimentari.

Un intervento normativo fortemente sollecitato da Coldiretti per rendere più equa la distribuzione del valore lungo la filiera ed evitare che il massiccio ricorso attuale alle offerte promozionali di una parte della Gdo, non venga scaricato sulle imprese di produzione già costrette a subire l’aumento di costi dovuti alle difficili condizioni di mercato. Le vendite sottocosto dovranno ora rispettare una serie di parametri, a partire dal semplice superamento dei costi medi di produzione elaborati dall’ Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea).

Una legge che colpisce anche il meccanismo delle aste al doppio ribasso, che provoca forti distorsioni e speculazioni, aggravando così i pesanti squilibri di filiera della ripartizione del valore, visto che per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi in Italia vanno a remunerare il prodotto agricolo.

Per difendere gli agricoltori, si interviene anche sui ritardi di pagamento delle forniture e sulle modifiche non concordate dei contratti, fino ai mancati pagamenti per i prodotti invenduti. E’ stato introdotto nel provvedimento anche l’anonimato di chi denuncia tali vessazioni e viene data alle associazioni di rappresentanza la possibilità di presentare le denunce per conto dei propri soci.

Nel testo approvato è importante la valorizzazione dell’intervento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentare (ICQRF) funzionale al rispetto del funzionamento del mercato e delle filiere per le acquisite competenze in ambito agroalimentare.

 

ALESSANDRIA, NECESSARIO PROROGARE PERMESSO PER STRANIERI

Con l’emergenza Covid che ha provocato lo stop ai collegamenti con l’India e altri Paesi da cui provengono circa 35mila lavoratori impegnati nelle campagne italiane è necessario prorogare i permessi dei lavoratori stranieri già presenti in Italia che scadono il 30 aprile per poter continuare a garantire la continuità delle produzioni agroalimentari Made in Italy e i rifornimenti alle famiglie.

E’ quanto sostiene Coldiretti Alessandria nel sottolineare l’urgenza di affrontare il problema della sburocratizzazione del lavoro nei campi in un momento particolarmente delicato per il Paese. Il problema della scadenza dei permessi di lavoro interessa oltre 30mila operai agricoli stranieri che potrebbero essere costretti a tornare nei propri Paesi proprio all’avvio delle attività di raccolta di frutta e verdura.

“In questa ottica è importante inserire nella prossima riforma della Politica Agricola Comune una clausola sociale di condizionalità per subordinare la concessione alle imprese agricole di aiuti e risorse europee al rispetto dei contratti collettivi e dei diritti dei lavoratori – affermano il Presidente e il Direttore Coldiretti Alessandria Mauro Bianco e Roberto Rampazzo -. Occorre nella Pac puntare su un’assegnazione di risorse che consideri anche il contributo alla sostenibilità ambientale sociale e all’occupazione da parte delle imprese agricole con l’obiettivo di valorizzare la distintività delle produzioni di cui la tracciabilità dell’origine e l’etichettatura sono i principali strumenti per recuperare valore sul mercato. L’opportunità di un lavoro in agricoltura deve essere, dunque, accompagnata da un piano per la formazione professionale e misure per la semplificazione ed il contenimento del costo del lavoro. Serve – concludono Bianco e Rampazzo – anche una radicale semplificazione che possa ridurre la burocrazia, garantire flessibilità e tempestività del lavoro stagionale in un momento in cui tanti lavoratori di altri settori sono in difficoltà. In Piemonte, la raccolta dell’ortofrutta solitamente vede coinvolte 8 mila imprese che necessitano di 20 mila raccoglitori. Guardando poi oltre ci sarà la medesima necessità per la vendemmia durante la quale, negli scorsi anni, oltre 5 mila aziende vitivinicole piemontesi hanno atteso l’attivazione della procedura per generare circa 13 mila posti di lavoro proprio durante la raccolta dell’uva. Sul territorio provinciale alessandrino lo scorso anno sono stati impiegati circa 2.000 lavoratori con contratti stagionali, di questi il 90% proprio nei vigneti.”

 

SONDRIO, DOPO CHIUSURE PIÙ “ORTI FAMILIARI” PER COMBATTERE STRESS E CRISI

In Valtellina e Valchiavenna, anche chi vive in città si dedica, sempre più, alla coltivazione di frutta e verdura in giardini, terrazzi e orti familiari. La spinta è generata dalla crisi economica generata dal Covid ma anche dalla voglia di trascorrere più tempo all’aperto dopo le lunghe settimane di lockdown e misure di restrizione contro la pandemia. Un fenomeno che ormai coinvolge 4 italiani su 10 (44%), interessando anche le giovani generazioni. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ che fotografa una nuova tendenza da parte dei cittadini ad utilizzare ogni spazio verde a disposizione per garantirsi cibo sano da offrire a se stessi e agli altri.

La congiuntura provocata dall’emergenza Coronavirus fa infatti rivalutare la funzione dei cosiddetti orti di “guerra” quando, in passato, nelle città italiane, europee e degli Stati Uniti si diffondevano coltivazioni per garantire approvvigionamenti alimentari. Sono famosi i “victory gardens” degli Stati Uniti e del Regno Unito (del 1945), ma non meno celebri sono quelli italiani nati al centro delle grandi città.

“Ora i tempi sono cambiati – afferma il presidente di Coldiretti Sondrio Silvia Marchesini – ed ai motivi economici si sommano quelli di voler trascorrere più tempo all’aperto a contatto con la natura dopo mesi di chiusura forzata in casa. Una tendenza che si accompagna anche da un diverso uso del verde privato, con i giardini e i balconi delle abitazioni che sempre più spesso lasciano spazio ad orti per la produzione “fai da te” di lattughe, pomodori, piante aromatiche, peperoncini, zucchine, melanzane, ma anche di piselli, fagioli fave e ceci da raccogliere all’occorrenza. La piccola agricoltura familiare per autoconsumo ha una sua specifica rilevanza, in quanto, soprattutto in momenti di crisi può rappresentare un’integrazione importante al bilancio familiare”. 

In provincia di Sondrio, come nel resto d’Italia, i terreni ad uso familiare sono passati, spesso, in eredità da generazioni, sui quali, non di rado si è mantenuta la proprietà per esercitarsi nel ruolo di coltivatori e allevatori, piuttosto che venderli come accadeva nel passato. “Ma, come detto, oggi non mancano neanche episodi, soprattutto tra i più giovani, di coloro che hanno scelto di acquistare terreni abbandonati per portarli a nuova vita, dando inoltre un grande contributo alla tutela ambientale e paesaggistica. Infatti se in passato erano soprattutto i più anziani a dedicarsi alla coltivazione dell’orto, memori spesso di un tempo vissuto in campagna, adesso la passione si sta diffondendo anche tra i più giovani e tra persone completamente a digiuno delle tecniche di coltivazione. Questo è sicuramente un fattore importante determinato dalla voglia di cimentarsi e avere a disposizione sulla tavola i propri prodotti, senza dimenticare, allo stesso tempo, che la cura dell’orto ha un’importante funzione terapeutica, dal momento che aiuta a scacciare ansia e stress”.

 

SIENA, EPACA COLDIRETTI AL FIANCO DI ANMIC E DEI SUOI ASSOCIATI

Epaca Coldiretti Siena e Amnic hanno stipulato un ‘ importante convenzione per la tutela dei diritti dei loro associati. Lo afferma il Presidente dell’ANMIC, Sig Alessandro Arrigoni: “in questo grave momento di pandemia sono a rischio non solo la salute ma anche i diritti dei soggetti più fragili e il lavoro svolto dal Patronato èpaca è di particolare attenzione e sostegno alle persone. “

Gli importanti e radicali cambiamenti della società, continua il Responsabile Provinciale Epaca di Siena, Maria Teresa Calloni, condizionano quotidianamente il nostro vivere e richiedono esigenze di tutela sempre diverse. A tali importanti cambiamenti della società civile, Coldiretti guarda con attenzione. Con èpaca, ha costruito una rete di servizi alla Persona quale strumento di pubblica utilità, tra i diritti delle persone e le istituzioni di riferimento. Essere tutelati e assistiti prosegue il Responsabile Epaca, dare accoglienza, risposte concrete e qualificate ai problemi di lavoro, salute, pensioni, invalidità civili delle persone è un esigenza ancor più sentita. L’area sociale di Coldiretti Siena, il patronato Epaca, opera con storica esperienza mettendo a disposizione dei cittadini strutture su tutto il territorio provinciale e risorse umane qualificate. Coltiviamo comunità.

 

PIEMONTE, COVID: SENZA COPRIFUOCO A CENA FUORI 2 ITALIANI SU 3

Senza il coprifuoco a maggio possono tornare a cena fuori due italiani su tre (62,5%) che mangiavano in ristoranti, pizzerie ed agriturismi la sera almeno una volta al mese, prima dell’emergenza Covid. E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti in riferimento all’ordine del giorno votato alla Camera da tutte le forze che sostengono il Governo che prevede una valutazione nel mese di maggio del coprifuoco sulla base dell’andamento del quadro epidemiologico.

“Le cene coprono già da sole l’80% del fatturato. Lo stop alle limitazioni dell’orario – evidenzia Stefania Grandinetti presidente Terranostra Piemonte – aiuta le aperture serali a cena nei nostri agriturismi che, spesso, sono situati in aree rurali, lontani dai centri abitati, per cui necessitano di più tempo per essere raggiunti”.

L’allentamento delle misure anti contagio è atteso dopo mesi di lockdown che hanno privato gli italiani di una componente importante della socialità e tagliato pesantemente i redditi degli operatori con un crollo del fatturato della ristorazione del 42% nel 2020 –fanno notare Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale -.  Un costo che si trasferisce a cascata sull’intera filiera tanto che le difficoltà si registrano a valanga su tutti i settori dell’agroalimentare con vino e cibi invenduti per un valore di 11,5 miliardi dall’inizio della pandemia. Dalla carne, ai salumi, dal vino ai formaggi: sono diversi i prodotti alimentari piemontesi di eccellente qualità che trovavano sbocco principalmente nella ristorazione di alto livello. Per questo è fondamentale far ripartire il turismo e la ristorazione per evitare il rischio di una estate senza stranieri in vacanza e per dare linfa all’economia del nostro territorio”.

 

LIVORNO, RIPARTE OSCAR GREEN: IMPRESE GIOVANI AUMENTATE 14% IN QUATTRO ANNI

Partita ufficialmente la nuova corsa all’Oscar Green. L’esempio da seguire per gli aspiranti imprenditori della provincia di Livorno quello dell’elbana di Porto Azzurro Giulia Arrighi, e dei suoi vini marini, vincitrice lo scorso anno della sezione Creatività sia regionale che nazionale del prestigioso premio all’innovazione per le imprese che creano sviluppo e lavoro per rilanciare l’economia dei propri territori danneggiati dall’emergenza. Il premio è promosso da Coldiretti Giovani Impresa. Con l’azienda agricola di famiglia Giulia Arrighi ha studiato e poi realizzato uno speciale vino sperimentale che ha ribattezzato “Nesos” prodotto con la maturazione dei grappoli appena raccolti sotto gli abissi marini per accelerare il processo di fermentazione e restituire salinità ma soprattutto per evitare di utilizzare solfiti.

“Rispetto a cinque anni fa – spiega Marco Napoli, delegato dei giovani di Coldiretti Pisa – i giovani che hanno scelto di impegnarsi in agricoltura sono aumentati del 14%: è un settore in controtendenza rispetto all’andamento generale. La pandemia ha rafforzato la convinzione che l’agricoltura sia diventata un settore capace di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, anche grazie alle grandi possibilità di innovazione che il settore offre sul piano produttivo, ambientale e della sicurezza alimentare. Giulia, e con le tanti altri giovani, è sicuramente una di queste straordinarie esperienze. Per fortuna, nella nostra provincia, non mancano ed anche quest’anno li faremo emergere attraverso il nostro concorso ormai diventato un trampolino di lancio a livello nazionale per le imprese. Le imprese che corrono per l’Oscar Green sono rappresentative di un modello di innovazione sostenibile in agricoltura che affonda le sue radici nella terra e nelle comunità. I giovani – prosegue Napoli – sono veri protagonisti della transizione ecologica, che nascono tanto dall’esigenza di rendere reale un sogno individuale d’impresa quanto dalla voglia di dare risposte alle necessità di una collettività, realizzando prodotti originali o arricchendo il territorio di servizi altrimenti impossibili da garantire”.  

Al premio Oscar Green, promosso da Coldiretti Giovani Impresa, sarà possibile iscriversi fino al 15 maggio 2021 direttamente sul sito https://giovanimpresa.coldiretti.it/ nella sezione Oscar Green in una delle sei categorie di concorso.

La prima, “Sostenibilità e transizione ecologica”, premierà quelle imprese che lavorano e producono in modo ecosostenibile, che tutelano, valorizzano e recuperano, e che, rispondono ai principi di economia circolare e alla chimica verde, riducendo al minimo la produzione di rifiuti, risparmiando energia e materiali attraverso processi che tutelano l’ambiente. La categoria “Campagna Amica” promuove e valorizza i prodotti Made in Italy attraverso la realizzazione di nuove forme di vendita e di consumo volte a favorire l’incontro tra impresa e cittadini.

“Creatività” è la parola d’ordine di quelle esperienze imprenditoriali orientate alla introduzione di innovazioni produttive e distributive, anche in grado di creare opportunità lavorative, e alle capacità di raccontarle. “Impresa Digitale” mette sotto i riflettori le aziende che coniugano tradizione e innovazione attraverso l’applicazione di nuove tecnologie e l’introduzione dell’innovazione digitale quale leva strategica per garantire maggiore competitività all’agroalimentare, anche attraverso nuove modalità di comunicazione e vendita quali l’e-commerce o il web marketing.

“Fare Rete” prende in esame i progetti promossi nell’ambito di partenariati variegati, che coniugano agricoltura e tecnologia così come artigianato tradizionale e mondo digitale, arrivando fino agli ambiti del turismo, del design e di ricerca accademica.

“Noi per il sociale” premia le iniziative volte a rispondere a bisogni della persona e della collettività, grazie alla capacità di trasformare idee innovative in servizi e prodotti destinati a soddisfare esigenze generali e al tempo stesso creare valore economico e, soprattutto, etico e sociale. Oltre alle imprese agricole, possono partecipare enti pubblici, cooperative e consorzi capaci di creare sinergia con realtà agricole a fini sociali.

Per informazioni www.livorno.coldiretti.it oppure pagina ufficiale Facebook @coldirettipisalivorno

 

NOVARA-VCO, GAL LAGHI E MONTI: LE NUOVE NOMINE

Si è tenuta questa settimana a Domodossola l’assemblea dei soci del Gal Laghi e Monti del VCO, nel corso della quale è stato rinnovato il Consiglio di Amministrazione e le cariche di Presidente e Vicepresidente.

A rappresentare il comparto agricolo in consiglio, per quanto riguarda l’organizzazione agricola Coldiretti, è stato nominato Aldo Isotta, Segretario di Zona di Domodossola e Verbania.

Isotta assume anche la carica di Vice-Presidente, succedendo al precedente Massimo Peretti. La presidenza sarà ricoperta da Marco Cerutti, in rappresentanza di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale e della Camera di Commercio, che succede ad Andrea Cottini.

“Coldiretti è sempre stata presente all’interno del Gal, portando proposte e il punto di vista degli agricoltori il cui contributo è fondamentale per lo sviluppo locale, ma anche per il mantenimento e la tutela del territorio. Un territorio con cui i nostri segretari di zona sono costantemente a contatto, rapportandosi quotidianamente con le aziende e con le problematiche che queste vedono emergere”, commenta Francesca Toscani, direttore di Coldiretti Novara – Vco. “Contiamo che il nostro possa essere un contributo importante, così come è stato negli ultimi anni, per spingere verso uno sviluppo sempre più sostenibile ed una promozione dell’ambiente, dei borghi e delle aziende che lo popolano. Ringrazio tutti i consiglieri e gli amministratori uscenti e un ringraziamento particolare al collega Bruno Baccaglio che ha rappresentato Coldiretti nella precedente amministrazione”, commenta Aldo Isotta, neonominato consigliere e vicepresidente.

 

COMO-LECCO: BORGHI RURALI PROTAGONISTI RIPRESA, BENE 600 MLN DEL RECOVERY

Lo stanziamento di 600 milioni di euro per interventi di restauro e di riqualificazione dell’edilizia rurale e storica è una svolta per sostenere la tendenza degli italiani a tornare a vivere nei borghi dove godere di spazi di libertà più ampi con una maggiore sensazione di sicurezza e benessere nel tempo della pandemia. Lo sottolinea Coldiretti Como Lecco nel commentare la misura per la tutela e la valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale contenuta nell’ambito “Turismo e cultura” della missione uno del Recovery Plan.

“Un’opportunità anche per ridare vita ai borghi di monti e vallate nelle province lariane, dove il provvedimento può avere riflessi importanti: i nostri piccoli Comuni sotto i 5000 abitanti sono un patrimonio di identità e tradizioni di valore inestimabile, oltrechè un presidio territoriale di straordinaria importanza, specie in ambito montano” afferma il presidente della Coldiretti provinciale Fortunato Trezzi. “Non solo: il provvedimento incentiva, di riflesso, il ritorno dei giovani alla campagna e apre nuove possibilità imprenditoriali per un’agricoltura che incarna il valore identitario di un territorio, con indubbi benefici sotto il profilo economico ma anche sociale e culturale”.

Con il rilancio di piccoli borghi rurali e montani – sostiene la Coldiretti interprovinciale – si inizia quindi a programmare l’Italia del post Covid oltre a salvare l’immenso patrimonio edilizio rurale italiano composto da 2 milioni di edifici rurali fra malghe, cascine, fattorie, masserie e stalle a rischio degrado. Una occasione anche per alleggerire la pressione demografica sui grandi centri urbani senza un ulteriore consumo di suolo e il rischio di cementificazione in un territorio già fragile.

La misura ha dunque un valore sociale, storico paesaggistico ma anche urbanistico perché – sottolinea Coldiretti Como Lecco – aiuta a ridurre i rischi di assembramento e la pressione abitativa nelle città. In questo contesto va ricordato anche lo stanziamento di 300 milioni per valorizzare parchi e giardini storici che oltre ad assicurare spazi di socializzazione all’aperto tengono indissolubilmente legati valori storico-culturali e valori ambientali che interessano tra l’altro la conservazione della biodiversità, la produzione di ossigeno e la riduzione del livello di inquinamento. Con la grande spinta verso lo smart working, il distanziamento e le limitazioni agli spostamenti – sottolinea la Coldiretti – l’emergenza Covid ha stravolto le abitudini sociali e lavorative dei cittadini che sono tornati a guardare le campagne fuori dai grandi centri urbani non solo come meta per gite fuori porta, tanto che il mercato immobiliare delle case in zone rurali o in piccoli borghi registra aumenti anche del 29% sui siti specializzati.

Un fenomeno favorito anche dalla diffusione capillare dei piccoli comuni che incrementa la capacità di offrire un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico senza eguali.  Se in Italia i centri sotto i 5mila abitanti sono, infatti, 5.498, quasi il 70% del totale, nelle due province di Como e Lecco i comuni sotto i 5mila abitanti sono 242, con una percentuale che sale al 78% del totale (la quota è sensibilmente più incisiva in provincia di Lecco, con 71 piccoli Comuni pari all’80%, mentre nel Comasco sono 120, pari al 77% del totale provinciale). Luoghi che hanno ampi margini di accoglienza residenziale in un paesaggio – quello del comprensorio lariano – reso unico dalle produzioni agricole, dai vigneti, agli ulivi, agli alpeggi montani che contrastano il degrado ed il dissesto idrogeologico, proteggendo il territorio.

E’ chiaro che in questa ottica – conclude la Coldiretti lariana – è importante  colmare i ritardi nell’espansione della banda larga nelle zone interne e montane visto che solo il 76 % delle famiglie italiane dispone di un accesso internet e appena il 75 % ha una connessione a banda larga ma la situazione peggiora notevolmente nelle aree rurali con appena il 68% dei cittadini che dispone di connessione a banda larga nei comuni con meno di duemila abitanti, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat relativi al 2019.

 

Appuntamenti

 

RAVENNA: AL MERCATO CAMPAGNA AMICA I MENU’ PER UNA AGRISCAMPAGNATA A KM0

Venerdì 30 aprile

Venerdì 30 aprile, in vista del primo weekend in giallo da vivere in famiglia all’aria aperta, il mercato di via Canalazzo 59 lancia l’idea delle agribag da comporre con i genuini prodotti del territorio per un perfetto picnic contadino

Col primo fine settimana ‘in giallo’, che peraltro comprende il sabato festivo del 1 maggio, esplode la voglia di verde, di fuga nella natura e di buon cibo contadino.

La possibilità di spostamento favorisce infatti le gite fuori porta, un ‘rito’ consolidato in particolare nella giornata della festa del lavoro. Per l’occasione il Mercato di Campagna Amica Ravenna di via Canalazzo 59 lancia l’iniziativa “Agriscampagnate a km0. Componi la tua agribag!”.

Nella giornata di domani, venerdì 30 aprile, il Mercato sarà regolarmente aperto dalle ore 14.30 alle 19 (mentre sabato 1 maggio osserverà la chiusura festiva) e i consumatori potranno creare le proprie agribag assaggiando e scegliendo tra i prodotti esposti. Grazie ai suggerimenti e ai consigli utili degli agricoltori del mercato, sarà quindi un gioco da ragazzi comporre un perfetto cestino da pic-nic contadino.

Il Mercato proporrà due possibili varianti dell’agribag, tutte con prodotti a km0: tradizionale e vegetariana, ma il consumatore avrà piena libertà di comporre il cestino secondo i propri gusti.

Inoltre, i cittadini-consumatori visitando il mercato potranno anche scoprire le attività che gli agriturismi e le fattorie didattiche della rete locale Campagna Amica-Terranostra hanno in serbo per questo weekend tutto da vivere all’aria aperta.

 

FORLI’: IL MERCATO CAMPAGNA AMICA LANCIA L’INIZIATIVA “AGRISCAMPAGNATE A KM0

Venerdì 30 aprile

Col primo fine settimana ‘in giallo’, che peraltro comprende il sabato festivo del 1 maggio, esplode la voglia di verde, fuga nella natura e buon cibo contadino! Ecco, allora, che Coldiretti Forlì-Cesena e il Mercato di Campagna Amica di viale Bologna 75, a Forlì, lanciano l’iniziativa “Agriscampagnate a km0. Componi la tua agribag!”.

Nella giornata di venerdì 30 aprile, nella quale il Mercato sarà aperto in via straordinaria dalle ore 8 alle ore 16 (mentre sabato 1 maggio sarà osservata la chiusura festiva), i consumatori potranno creare le proprie agribag scegliendo tra i prodotti esposti e, grazie ai suggerimenti e consigli utili degli agricoltori del mercato, sarà un gioco da ragazzi comporre il cestino da pic-nic perfetto.

Il Mercato proporrà tre possibili varianti dell’agribag, tutte con prodotti a km0: tradizionale, vegetariana e ‘anti-spreco’, ma il consumatore avrà piena libertà di comporre il cestino secondo i propri gusti.

Inoltre, i cittadini-consumatori visitando il mercato potranno anche scoprire le attività che gli agriturismi della rete locale Campagna Amica-Terranostra hanno in serbo per questo weekend tutto da vivere all’aria aperta.

 

VENETO, COVID: TORNA IL PICNIC SUI PRATI DEGLI AGRITURISMI

Sabato 1 maggio

Fine settimana all’aria aperta per i veneti che per la Festa del Lavoro potranno organizzare anche i picnic sui prati degli agriturismi di Coldiretti. Torna, dopo lo stop di un anno per l’emergenza Covid, la possibilità di trascorrere del tempo a contatto con la natura grazie alle aziende agrituristiche di Terranostra e ai mercati di Campagna Amica che promuovono il cestino a kmzero. Spuntini, merende contadine tutto l’occorrente per scegliere il menù più adatto da gustare in famiglia e in modo rispettoso per l’ambiente. L’appuntamento per chi vuole organizzare la propria agriscampagnata con pranzi al sacco per il weekend del 1° Maggio è in tutte le province del Veneto coi produttori agricoli presenti nei mercati Campagna Amica. Il programma completo è disponibile sul sito www.campagnamica.it. Con gli agricoltori e gli allevatori della Coldiretti sarà possibile scegliere il giusto abbinamento con l’ampia gamma di formaggi, insaccati e scoprire i segreti della grigliata valorizzando tagli meno conosciuti che salvano tasche e palato ed apprendere come cucinare pratici piatti da consumarsi sul posto.  Con l’occasione sarà diffusa l’indagine Coldiretti “Il primo Maggio degli italiani nel tempo del Covid”.

VERONA, COVID: TORNA IL PICNIC ALL’APERTO IN AGRITURISMO

Sabato 1 maggio

Al via un fine settimana all’aria aperta per i veronesi che, in occasione della Festa del Lavoro, potranno organizzare picnic sui prati degli agriturismi di Coldiretti Verona. Torna, dopo lo stop per l’emergenza Covid, la possibilità di trascorrere del tempo nella natura grazie alle aziende agrituristiche di Terranostra e ai mercati di Campagna Amica che promuovono il cestino a kmzero.

Spuntini, merende contadine tutto l’occorrente per scegliere il menù più adatto da gustare in famiglia e in modo rispettoso per l’ambiente. L’appuntamento, per chi vuole organizzare la propria agriscampagnata con pranzi al sacco, è per il weekend del 1° Maggio. Ulteriori informazioni anche sugli agriturismi scaligeri che aderiscono all’iniziativa sono disponibili sui siti https://coldirettiverona.it e www.campagnamica.it. Con gli agricoltori e gli allevatori della Coldiretti sarà possibile scegliere il giusto abbinamento con l’ampia gamma di formaggi, insaccati e scoprire i segreti della grigliata valorizzando tagli meno conosciuti che salvano tasche e palato ed apprendere come cucinare pratici piatti da consumarsi sul posto.  Con l’occasione sarà diffusa l’indagine Coldiretti “Il primo Maggio degli italiani nel tempo del Covid”.

 

CREMONA: CAMPAGNA AMICA, LA SPESA DI MAGGIO

Domenica 2, domenica 16 e domenica 30 maggio

La “spesa di maggio” attende tutti i buongustai domenica al mercato di Campagna Amica a Crema. L’appuntamento è per domenica 2 maggio, dalle ore 8 alle 12, presso i banchi degli agricoltori della Coldiretti, sotto la quarta pensilina di via Verdi. Sempre nella massima attenzione alle prescrizioni previste a tutela della salute.

A colorare il mercato saranno in primis frutta e verdura di stagione. Maggio porta con sé una grande varietà di sapori dell’orto, genuini e rinfrescanti, che aiutano il nostro organismo a prepararsi al caldo in arrivo.

Tra le new entry più golose ci sono le fragole – sottolinea Coldiretti Cremona – con il loro rosso squillante e il tipico sapore tra il dolce e l’acidulo che conquista anche i più piccoli. Ricche di vitamina C, potassio, calcio, fosforo e magnesio, hanno poche calorie e pochi zuccheri e apportano buone quantità di fibre e polifenoli dall’azione antiossidante. Per le inconfondibili caratteristiche organolettiche sono molto versatili in cucina.  “Relegarle a macedonie e frullati sarebbe un peccato – spiegano gli agricoltori di Campagna Amica – visto che questo ingrediente si sposa benissimo anche con risotti e preparazioni a base di carne, come il filetto con riduzione di fragole e aceto balsamico, preparata spadellando le fragole ridotte a cubetti con del burro e sfumandole con poco aceto balsamico”.

Sul mercato di Campagna Amica non mancheranno i primi asparagi: depurativi e drenanti sono decisamente alimenti detox, soprattutto per il fegato. E poi i ravanelli, l’alimento diuretico che è adatto anche a chi segue una dieta ipocalorica. Il ravanello si consuma comunemente crudo in pinzimonio o in insalate, per un piatto fresco e colorato ed estremamente depurativo. Porri e cipollotti sostituiranno questo mese la cipolla in soffritti, frittate e ricette, mentre le insalatone saranno arricchite da carote, rucola, sedano, spinaci e lattuga, per fare il pieno di fibre e sali minerali.

Ma non di sola ortofrutta si alimenterà il “maggio in tavola” proposto dagli agricoltori della Coldiretti. Domenica al mercato a Crema ci saranno tutti gli ingredienti per un “maggio contadino” all’insegna della qualità, del gusto e dei sapori. Spazio allora ai formaggi (di capra e bufala), a miele e confetture, a carne e salumi tipici. E poi pane e prodotti da forno, agri-birra, dolci. Ed anche riso e vino, in arrivo da altre province lombarde. A Crema il mercato di Campagna Amica è presente in via Verdi, presso la quarta pensilina, la domenica mattina, dalle ore 8 alle 12. Da maggio a luglio il mercato avrà tre uscite al mese: domenica 2, 16 e 30 maggio; domenica 6, 20 e 27 giugno; domenica 4, 18 e 25 luglio. Due le uscite nel mese più caldo, domenica 8 e 22 agosto. Poi tre domeniche a settembre (5, 19 e 26 settembre) e ottobre (3, 17 e 31 ottobre). Il calendario proseguirà con le uscite del 7 e 21 novembre, poi domenica 5 e 19 dicembre.

Per ogni aggiornamento e per scoprire i temi delle domeniche al mercato, sempre strettamente legati alla stagionalità dei prodotti, Coldiretti Cremona invita a consultare la pagina facebook (Coldiretti Cremona), instagram (cremonacoldiretti) e il sito www.cremona.coldiretti.it.

 

MANTOVA: PRENOTAZIONI PER IL PRANZO E PERNOTTAMENTI IN AGRITURISMO

Sabato 1 maggio

È conto alla rovescia per gli oltre 200 agriturismi della provincia di Mantova che riapriranno per il weekend del 1° maggio. “C’è molta voglia di ripartire, sfruttando gli spazi aperti che le strutture in campagna possono offrire, riducendo così notevolmente i rischi di assembramenti – commenta Giuseppe Groppelli, presidente di Terranostra Mantova, la rete degli agriturismi di qualità legata a Coldiretti -. È molto positiva la possibilità di spostamento fra regioni, soprattutto per una provincia come la nostra, che confina sia col Veneto che con l’Emilia-Romagna”.

Ci sono già diverse prenotazioni per il pranzo del 1° maggio e anche per il pernottamento fra sabato e domenica – rivela Terranostra Mantova – con una presenza prevalentemente territoriale e di prossimità, “a km0”, per la parte enogastronomica e con turisti fuori provincia, da Milano, dall’alta Lombardia, ma anche da altre zone del Nord Italia.

“Ci sarà molto da lavorare per allestire gli spazi all’esterno, alcuni dovranno aumentare il personale di servizio con maggiori costi – analizza Groppelli – mentre altri agriturismi si sono dotati di tendoni e gazebo per l’esterno, in caso di pioggia”.

 

TREVISO: FINE SETTIMANA CON AGRISCAMPAGNATE IN 14 AGRITURISMI

Sabato 1 e domenica 2 maggio

Sono 14 gli agriturismi trevigiani che hanno aderito ad Agriscampagnate – il pic nic contadino, iniziativa nazionale di Campagna Amica ed Agriturismi di Campagna Amica per il fine settimana del 1 e 2 maggio.

“Iniziativa voluta per favorire la ripartenza e cominciare ad aprire le porte dei nostri agriturismi per accogliere finalmente i nostri amici e clienti – sottolinea Loris de Miranda, presidente di terra nostra Treviso, l’associazione degli agriturismi di Coldiretti –  Sarà possibile prenotare il proprio cestino – Agribag con i prodotti di Campagna Amica in 14 agriturismi per poterli consumare su un prato.

Varie le iniziative promosse dai vari agriturismi dove sarà possibile effettuare la degustazione guidata di vini stando seduti comodamente nel prato dell’agriturismo con il necessario distanziamento e misure preventive covid, oppure chiedere di poter usufruire di una apposita piazzola o area dedicata nell’azienda agricola”.

Gli agriturismi oltre ad essere aperti per pranzo e cena, solo con tavoli all’aperto, fino alle ore 22.00, promuovono la scampagnata fuoriporta, sui prati, nel verde per coppie e famiglie.

Ecco l’elenco degli agriturismi trevigiani che hanno aderito: Agriturismo Ai Colori di Paese, Agrit. Al Capitello di Monfumo, Agrit. Al Credazzo di Fregona, Agrit. Comaor di Onigo di Pederobba, Agrit. Andreina di Borso del Grappa, Agriturismo Da Paradiso di San Zenone degli Ezzelini, Agrit. Da Zeffi di Spresiano, Agrit. Il Bosco Verde di Gorgo al Monticano, Agrit. La Dolza di Follina, Agrit. La Pila di Cison di Valmarino, Agrit. La Vigna di Sarah di Vittorio Veneto, Agrit. Mondragon di Tarzo, Agrit. Moro Barel di Confin di Vittorio Veneto, Agrit. Roccat di Valdobbiadene.

 

SIENA, AGRITURISMO PRONTI PER IL PUBBLICO CON NUOVE OFFERTE

Sabato 1 maggio

I 1500 agriturismo della provincia di Siena sono pronti ad ospitare il pubblico anche attraverso l’attività di ristorazione (all’aperto, naturalmente).

In Italia sono quasi 140mila i bar, i ristoranti, le pizzerie e gli agriturismo con attività di ristorazione all’aperto presenti nelle regioni gialle con il servizio al tavolo all’esterno durante il weekend del primo maggio, per il quale si moltiplicano le prenotazioni. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sul primo fine settimana dopo l’entrata in vigore del decreto anti-Covid dal 26 aprile con la nuova mappa dei colori che prevede una Italia in giallo con 46,6 milioni di italiani in zone gialle (78% del totale) e sole 5 regioni in arancione (Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta) ed una in rosso (Sardegna) dove resta vietata la ristorazione al tavolo.

La provincia di Siena, che conta la più alta percentuale di strutture agrituristiche della Toscana, rientra nei parametri dell’analisi nazionale ed è pronta – da tempo, a dire il vero – ad offrire il meglio del territorio.  “Nelle campagne – sottolinea la Coldiretti – ci si sta organizzando per offrire agli ospiti degli agriturismo la possibilità di mangiare, in alcuni casi anche sotto gli uliveti, in mezzo alle vigne oppure nell’orto con la possibilità di raccogliersi la verdura direttamente. La possibilità di spostamento tra le regioni gialle favorisce le gite fuori porta e le scampagnate tradizionali per la festa del lavoro, ma a preoccupare è invece il limite fissato per il numero di commensali e il coprifuoco alle 22”.

ufficiostampa@coldirettisiena.it.

 

VICENZA, COVID: TORNA PIC-NIC DEL 1 MAGGIO SUI CAMPI E PRATI DEGLI AGRITURISMI

Sabato 1 maggio

Fine settimana all’aria aperta per i vicentini, che per la Festa del Lavoro potranno organizzare anche i pic-nic sui prati degli agriturismi di Coldiretti.

Torna, dopo lo stop di un anno per l’emergenza Covid, la possibilità di trascorrere del tempo a contatto con la natura, grazie alle aziende agrituristiche di Terranostra ed ai mercati di Campagna Amica, che promuovono il cestino a kmzero.

Spuntini, merende contadine tutto l’occorrente per scegliere il menù più adatto da gustare in famiglia ed in modo rispettoso per l’ambiente.

L’appuntamento per chi vuole organizzare la propria agriscampagnata con pranzi al sacco per il weekend del 1 Maggio è in 12 agriturismi della provincia di Vicenza.

Gli agriturismi aderenti all’iniziativa sono: Agriturismo Da Sagraro, Via Olivari n. 1 a Barbarano Mossano, che proporrà cestini sulla terrazza con vista sui Berici o tra gli olivi sabato e domenica; Agriturismo Le Poscole Al Canton, Via Canton n. 17 a Castelgomberto, che proporrà pic-nic sul prato con agribag in due versioni: antipasto con salumi giardiniera e asparagi in agrodolce e piatto unico: uova ed asparagi sabato a pranzo;  Agriturismo Al Casale, Via Madonna n. 151 a Lonigo, che proporrà pic-nic con agribag sabato e domenica a pranzo; Bio-agriturismo Monterosso, Via Monterosso a Brendola, che proporrà pic-nic tra i vigneti e i prati con cestini composti da insaccati, pane, giardiniera, uova, succo di mela e vino bio sabato e domenica a pranzo; Agriturismo La Meridiana, Via Ca’ Bosco n. 29 a Marano Vicentino, che proporrà dei cestini per pic-nic sul prato sabato e domenica a pranzo; Agriturismo Baita Calvarina, Via Gallo n. 18 (località Calvarina) a Chiampo, che proporrà pic nic sul prato e nel bosco vicino all’agriturismo sabato e domenica a pranzo; Agriturismo Vignaioli Contrà Soarda, Strada Soarda n. 26 (San Michele) a Bassano del Grappa, con pic-nic all’aria aperta sabato e domenica a pranzo; Agriturismo Al Vecio Caselo, Via Peralto n. 1 ad Arsiero, che propone pic-nic sul prato e nel bosco vicino all’agriturismo sabato e domenica a pranzo; Agriturismo El Gran, Via Roma n. 62 a Villaverla, che propone Aperigrill, aperitivo con cicchetti e grigliata (su prenotazione) sabato e domenica a pranzo e cena; Agriturismo Agrifoletto, Via Campanella n. 8 a Montegaldella, che propone pic-nic con la coperta sul prato e giochi sull’aia e sul campetto da calcetto e pallavolo, sabato e domenica a pranzo e cena; Agriturismo, Via San Valentino n. 21 a Pozzoleone, che propone cestini da pic-nic con la coperta sul prato ed incontri ravvicinati con i cavalli sabato e domenica; Agriturismo Il Grande Portico, Via San Cristoforo n. 46 a Costabissara, che propone cestini da pic-nic sabato e domenica a pranzo.

Sabato 1 maggio, al mercato coperto di Campagna Amica a Vicenza, contra’ Cordenons n. 4, verranno proposti i cesti per il pic-nic ideale. Ci sarà un’esposizione di prodotti tipici per i pic-nic e per il veggie-nic: prodotti vegetariani per i pic-nic all’aperto ed al chiuso.

Il programma completo è disponibile sul sito www.campagnamica.it. Con gli agricoltori e gli allevatori della Coldiretti sarà possibile scegliere il giusto abbinamento con l’ampia gamma di formaggi, insaccati e scoprire i segreti della grigliata, valorizzando i tagli meno conosciuti, che salvano tasche e palato ed apprendere come cucinare pratici piatti da consumarsi sul posto.  Con l’occasione sarà diffusa l’indagine Coldiretti “Il primo Maggio degli italiani nel tempo del Covid”.

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