COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 26 marzo 2021

29 Marzo 2021
News La Forza del Territorio del 26 marzo 2021

Primo piano

 

MARCHE

TEMPO DI UOVA: AUMENTANO CONSUMI, IL 36% È BIOLOGICO

Crescita del 27% in 5 anni del numero degli allevamenti

Nel corso degli ultimi anni il consumo di uova è cresciuto nelle Marche e nell’anno del Covid è arrivato, come nel resto d’Italia, a un vero e proprio boom. E se la spesa alimentare da parte degli italiani è cresciuta del 15% nel corso del 2020, i marchigiani che dicono di mangiare questo alimento più di una volta alla settimana sono passati dal 56% a oltre il 68% negli ultimi 10 anni, secondo uno studio Coldiretti su dati Istat in vista della Pasqua. Che siano sode per la colazione, dipinte a mano per abbellire le case e le tavole apparecchiate o, più diffusamente, impiegate in ricette tradizionali o in prodotti artigianali e industriali, la Settimana Santa proprio il periodo di punta per questo alimento. Anche la pandemia ha inciso sui consumi. L’Ismea ha calcolato nel 2020 il consumo annuo più alto dell’ultimo quinquennio: ben 13,8 chili pro capite. “Tutto all’insegna della trasparenza visto che – spiegano da Coldiretti – per garantire il Made in Italy e i consumatori ogni uovo va timbrato per tracciarne l’origine.  Su ogni guscio viene riportato un codice alfanumerico che consente di risalire al tipo di allevamento (0 per biologico, 1 all’aperto, 2 a terra, 3 nelle gabbie), allo Stato in cui è stato deposto (es. IT). Il codice prosegue indicando il codice Istat del Comune, la sigla della provincia e, infine, il codice distintivo dell’allevatore. A queste informazioni si aggiungono – continua la Coldiretti – quelle relative alle differenti categorie (A e B a seconda che siano per il consumo umano o per quello industriale) per indicare il livello qualitativo e di freschezza e le diverse classificazioni in base al peso (XL, L, M, S). Nelle Marche vivono oltre 908mila galline ovaiole. Il numero, rispetto a 5 anni fa, è aumentato di circa il 5%. In crescita del 27%, nello stesso periodo, anche il numero degli allevamenti: sugli 84 presenti in regione, il 36% dei quali è biologico o all’aperto.

 

Dal Territorio

 

UMBRIA, CON “STRETTA PASQUALE” ALTRO DURO COLPO AL SETTORE AGRITURISTICO

Il lockdown di tutti i servizi di ristorazione per le feste di Pasqua e Pasquetta, rappresenta un ulteriore duro colpo anche per il settore agrituristico umbro, già penalizzato da un anno di pandemia con il blocco del turismo, per le limitazioni interne agli spostamenti e le chiusure forzate.

È quanto afferma Terranostra Umbria, l’associazione che raggruppa gli agriturismi della rete di Campagna Amica, nel ricordare come siano 7 milioni gli italiani che tradizionalmente consumano il pranzo fuori casa a Pasqua, con tanti che dovranno rivedere i propri programmi nel lungo weekend di Pasquetta dedicato tradizionalmente alle gite fuori porta, alle visite a parenti e amici e alle vacanze.

Dopo un anno di pandemia continuano le difficoltà per gli agriturismi umbri – spiega Elena Tortoioli presidente regionale Terranostra. Le limitazioni penalizzano di nuovo un periodo molto propizio per il nostro lavoro, quello della primavera, una stagione particolarmente apprezzata dagli amanti della campagna e delle nostre strutture. Gli agriturismi, peraltro, spesso situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse – precisa Tortoioli – i luoghi più sicuri perché è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche.

Prosegue quindi – aggiunge Tortoioli – la fase critica del settore che ha già subito perdite a livello nazionale di 1,2 miliardi e che può contare in Umbria, su 1373 strutture con 23.862 posti letto e 13.654 a tavola. Con l’emergenza, abbiamo dovuto cambiare strategia e operatività – prosegue Tortoioli – rimodulando l’offerta anche con appositi agri box con eccellenze della tradizione pasquale. Dalla ciaramicola alla pizza di Pasqua dolce e al formaggio, ma anche salumi, formaggi e uova.

In crisi – ricorda Elisa Polverini, Vicedirettore regionale Coldiretti e Segretario di Terranostra Umbria – è l’intero sistema della ristorazione con le difficoltà che si aggravano e travolgono a valanga interi settori dell’agroalimentare Made in Italy con vino e cibi invenduti. Si calcola che 300 milioni di chili di carne bovina, 250 milioni di chili di pesce e frutti di mare e circa 200 milioni di bottiglie di vino non siano mai arrivati nell’ultimo anno sulle tavole dei locali con decine di migliaia di agricoltori, allevatori, pescatori, viticoltori e casari che soffrono insieme ai ristoratori.

Come Terranostra – conclude Polverini – continueremo in ogni modo a supportare le imprese agrituristiche, consci che una crisi come questa richiede una grande flessibilità e capacità di adattamento e ulteriori misure di sostegno. L’obiettivo è quello di non “disperdere” questo presidio di servizi sul territorio volano del turismo di qualità, della cultura dell’ospitalità rurale e di cibi e territori inconfondibili.

 

LAZIO, CONSEGNATI AI CIRCHI OLTRE 80 MILA CHILI DI FIENO, FRUTTA E VERDURA

Nel Lazio gli agricoltori della Coldiretti hanno donato circa 80 mila chili di fieno, verdura e frutta agli animali del circo Orfei a Latina e a Rieti e ancora a Roma al circo Lidia Togni a Capannelle e al circo Merano di Tivoli. Coldiretti è corsa in soccorso per garantire la sopravvivenza degli animali dei circhi “disoccupati” a causa dell’emergenza Covid, con blocco degli spettacoli e le limitazioni agli spostamenti. Un aiuto concreto a centinaia di giraffe, zebre, tigri, elefanti ma anche alle famiglie circensi e quindi ai loro dipendenti. “I nostri agricoltori si sono messi subito a disposizione – spiegano da Coldiretti Lazio – rispondendo alle richieste di auto che abbiamo ricevuto dai circhi presenti sul territorio regionale. E lo hanno fatto senza riserve, donando i loro prodotti e il fieno per dare un sostegno concreto a chi ne aveva più bisogno, nonostante le aziende siano fossero fortemente vessate dalla crisi determinata dalla pandemia. Un aiuto non solo gli animali, ma anche i dipendenti e le famiglie circensi. Non hanno esitato un attimo a lanciarsi in in iniziative benefiche come quelle attivate da tutte le federazioni provinciali per consegnare prodotti anche tutte quelle famiglie in difficoltà che ne hanno fatto richiesta attraverso le associazioni del territorio e i comuni”.

A Latina sono stati donati 130 quintali di fieno al Circo Orfei, rimasto bloccato lo scorso maggio, a cui ne se sono aggiunti successivamente altro 100 quintali. Ulteriori 200 quintali di fieno e paglia sono stati destinati alla stessa struttura a Rieti. Oltre 300 quintali sono stati invece consegnati da Coldiretti Roma sia al circo Merano di Tivoli che al Circo Lidia Togni di Capannelle, a cui sono arrivati anche oltre 90 quintali di carote.

E’ il bilancio della grande operazione di solidarietà degli agricoltori della Coldiretti nell’anno della pandemia rimasti di fatto senza sostentamento. Una catena di aiuti che, viste le prospettive ancora incerte sulla ripartenza delle attività, ha coinvolto gli agricoltori lungo tutta la Penisola, dal Veneto al Friuli Venezia Giulia, dal Piemonte alla Toscana, dalle Marche al Lazio, dalla Campania all’Abruzzo fino alla Sicilia. Complessivamente oltre tre milioni di chili di prodotti sono stati distribuiti in tutta Italia, tra 400mila chili di frutta e verdura, 30mila chili di carne, 3mila di pesce e 2,5 milioni di chili di fieno e mangime, assieme a latte, succhi di frutta, dolci, conserve, formaggi, passate di pomodoro, uova e olio extravergine d’oliva per le famiglie dei circensi. In tutta Italia sono almeno 70 le realtà circensi attive che portano avanti una tradizione antica di secoli – spiega la Coldiretti – con la gestione di quasi duemila animali che vanno accuditi tutti i giorni. La situazione del mondo dello spettacolo viaggiante non più florida da anni è diventata drammatica con la pandemia a causa dell’impossibilità a lavorare, con la perdita di ogni tipo di introiti ma con la necessità di continuare a sostenere gran parte delle ordinarie spese di gestione, comprese quelle per gli animali che solo per il mangiare costano oltre 2,7 milioni di euro all’anno. Portare cibo agli animali del circo – precisa la Coldiretti – significa aiutare le famiglie di artisti circensi che con quegli stessi animali vivono e lavorano grazie a spettacoli che ogni anno divertono e fanno passare momenti di serenità a oltre un milione di persone tra grandi e bambini.

 

SICILIA, CIRCHI IN PIAZZA: CONTINUA L’AIUTO ALLE FAMIGLIE E AGLI ANIMALI DISOCCUPATI

Per garantire la sopravvivenza degli animali dei circhi “disoccupati” a causa dell’emergenza Covid, con blocco degli spettacoli e le limitazioni agli spostamenti, gli agricoltori di Coldiretti Sicilia hanno donato tonnellate di fieno, carne, latte, uova e altro. L’operazione di solidarietà nell’Isola si è estesa anche alle famiglie dei circensi che rimasti di fatto senza sostentamento. Una catena di aiuti che, viste le prospettive ancora incerte sulla ripartenza delle attività, coinvolge gli agricoltori lungo tutta la Regione.

Il soccorso è partito fin dal primo lockdown e continua ancora oggi in quanto interi nuclei familiari vivono difficoltà legate allo stop degli spettacoli. Agli elefanti, tigri, leoni e tante altre specie sono arrivati camion di provviste che hanno contribuito ad alleviare il periodo che dura ancora e che si concluderà solo con l’allentamento delle restrizioni. 

 

PIEMONTE, CIRCHI IN PIAZZA IN ALCUNE PARTI D’ITALIA, È SOS PER GLI ANIMALI

Per garantire la sopravvivenza degli animali dei circhi “disoccupati” a causa dell’emergenza Covid, con blocco degli spettacoli e le limitazioni agli spostamenti, gli agricoltori della Coldiretti hanno donato oltre 3 mln di chili di prodotti, tra 400mila chili di frutta e verdura, 30mila chili di carne, 3mila di pesce e 2,5 milioni di chili di fieno e mangime, assieme a latte, succhi di frutta, dolci, conserve, formaggi, passate di pomodoro, uova e olio extravergine d’oliva per le famiglie dei circensi. E’ il bilancio della grande operazione di solidarietà degli agricoltori della Coldiretti nell’anno della pandemia verso centinaia di tigri, leoni, giraffe, zebre, ippopotami, elefanti, cavalli e cammelli rimasti di fatto senza sostentamento. Una catena di aiuti che, viste le prospettive ancora incerte sulla ripartenza delle attività, coinvolge gli agricoltori lungo tutta la Penisola, dal Veneto al Friuli Venezia Giulia, dal Piemonte alla Toscana, dalle Marche al Lazio, dalla Campania all’Abruzzo fino alla Sicilia.

In tutta Italia sono almeno 70 le realtà circensi attive che portano avanti una tradizione antica di secoli con la gestione di quasi duemila animali che vanno accuditi tutti i giorni. La situazione del mondo dello spettacolo viaggiante non più florida da anni è diventata drammatica con la pandemia a causa dell’impossibilità a lavorare.

In Piemonte gli agricoltori hanno aiutato, nel primo lockdown, cavalli, pony, dromedari, in particolare per il Safari Park di Pombia, grande parco didattico del novarese che ospita circa 400 animali, sono stati messi a disposizione frutta e verdura, fieno e mangime per cavalli e per il Circo delle Stelle a Castell’Alfero, nell’astigiano, sono stati donati frutta e verdura: patate, cipolle, insalata, cavoli, zucchine e fragole, oltre a fieno, paglia e sacchi di fioccato.

 

VENETO, COVID: SOS PER ANIMALI NEI PARCHI E CIRCHI IN PIAZZA

Per garantire la sopravvivenza degli animali dei circhi e parchi “disoccupati” a causa dell’emergenza Covid, con blocco degli spettacoli e le limitazioni agli spostamenti, gli agricoltori di Coldiretti Veneto si sono mobilitati. Una task force che prontamente ha distribuito 20 mila chili di cibo e sostegni per il loro benessere. Le attenzioni si sono rivolte al circo Busnelli-Niuman a Rovigo con consegne di paglia e mele per cavalli, cammelli, pony, dromedari, lama e tigri, ma anche di biete e coste per gli elefanti del circo Elvio Togni a Sommacampagna, nel Veronese, e di altra frutta e verdura per giraffe e lemuri e altre bestie esotiche del Parco Faunistico Didattico Valcorba di Pozzonovo (Padova), dove giraffe e zebre si sono rivelate ghiotte di insalata di Lusia Igp e i lemuri di fragole di stagione. Un’operazione coordinata che ha interessato tutta Italia per oltre 3 mln di chili di prodotti, tra 400mila chili di frutta e verdura, 30mila chili di carne, 3mila di pesce e 2,5 milioni di chili di fieno e mangime, assieme a latte, succhi di frutta, dolci, conserve, formaggi, passate di pomodoro, uova e olio extravergine d’oliva per le famiglie dei circensi. E’ questo il bilancio della grande iniziatica di solidarietà degli agricoltori della Coldiretti nell’anno della pandemia verso centinaia di tigri, leoni, giraffe, zebre, ippopotami, elefanti, cavalli e cammelli rimasti di fatto senza sostentamento. Una catena di aiuti che, viste le prospettive ancora incerte sulla ripartenza delle attivita’.

In tutta Italia sono almeno 70 le realtà circensi attive che portano avanti una tradizione antica di secoli – spiega la Coldiretti – con la gestione di quasi duemila animali che vanno accuditi tutti i giorni. La situazione del mondo dello spettacolo viaggiante non più florida da anni è diventata drammatica con la pandemia a causa dell’impossibilità a lavorare, con la perdita di ogni tipo di introiti ma con la necessità di continuare a sostenere gran parte delle ordinarie spese di gestione, comprese quelle per gli animali che solo per il mangiare costano oltre 2,7 milioni di euro all’anno. Portare cibo agli animali del circo – precisa la Coldiretti – significa aiutare le famiglie di artisti circensi che con quegli stessi animali vivono e lavorano grazie a spettacoli che ogni anno divertono e fanno passare momenti di serenità a oltre un milione di persone tra grandi e bambini.

 

LIGURIA, CARBURANTE AGRICOLO: NECESSARIO RIVEDERE I PARAMETRI DI ASSEGNAZIONE

In anno di pandemia, dove le imprese agricole ed ittiche del territorio hanno dovuto fare i conti con ingenti perdite di fatturato, un’annosa problematica rischia di condizionare ulteriormente il loro lavoro: si tratta della non idonea parametrizzazione delle agevolazioni fiscali per l’acquisto di carburante a beneficio delle attività agricole, orticole, silvicolturali, florovivaistiche e di allevamento, un aspetto da ridefinire per andare incontro agli agricoltori liguri, sostenendo così, inoltre, l’occupazione e l’economia territoriale. 

È quanto afferma Coldiretti Liguria a seguito della lettera inviata a Regione Liguria per affrontare una delicata problematica che sta gravando sulle imprese del territorio, già duramente colpite dalla situazione epidemiologica e dalle conseguenze economiche. In base alla Legge di Stabilità del 2015 (con validità 1° gennaio 2016), era stato formalizzato un taglio lineare delle agevolazioni del 23%, ma allo stesso tempo, all’epoca, vennero inserite in tabella diverse tipologie di colture ed operazioni colturali, raddoppiando le lavorazioni. Da allora le singole Regioni hanno la possibilità di assegnare ulteriori quantitativi di carburante agricolo, adattando i parametri e gli importi in base alle caratteristiche territoriali e colturali.

“E’ fondamentale definire dei parametri di assegnazione del carburante agricolo adatto alle imprese della Liguria – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – valutando di modificare i quantitativi ammessi attraverso una rimodulazione di natura regionale. Il provvedimento andrebbe così incontro ai nostri agricoltori, consentendo un immediato risparmio sui costi di produzione e allentando di conseguenza la pressione sulle imprese che per proseguire l’attività devono sostenere ed anticipare dei costi, nonostante la situazione commerciale sia ancora precaria, se solo si pensa a tutte le imprese legate al canale Ho.re.ca. E’ ora più che mai necessario non gravare ulteriormente sulle nostre imprese, ma metterle in condizione di poter portar avanti il loro lavoro permettendo così anche all’economia regionale di poter tornare, in futuro, su un percorso di crescita stabile e duraturo.”

 

PUGLIA, CIRCHI IN PIAZZA; SOS PER VATUSSI, CAMMELLI E IPPOPOTAMI ALLA FAME

Per garantire la sopravvivenza degli animali dei circhi “disoccupati” a causa dell’emergenza Covid, con blocco degli spettacoli e le limitazioni agli spostamenti, gli agricoltori della Coldiretti Puglia hanno donato 500mila chili di fieno e mangime, assieme a latte, succhi di frutta, dolci, conserve, formaggi, passate di pomodoro, uova e olio extravergine d’oliva per le famiglie dei circensi. E’ il bilancio della grande operazione di solidarietà degli agricoltori della Coldiretti nell’anno della pandemia verso centinaia di tigri, leoni, giraffe, zebre, ippopotami, elefanti, cavalli, vatussi e cammelli, struzzi, lama, pony, mucche irlandesi, rimasti di fatto senza sostentamento. A soffrire anche i circhi acquatici, a cui le cooperative della pesca di Coldiretti Puglia hanno donato pesce azzurro, gamberetti bianchi, merluzzi, pupilli, totani, per alimentare delfini e squali.

A causa dell’emergenza Covid è cresciuto l’allarme per migliaia di animali per il blocco forzato degli spostamenti e degli spettacoli dei circhi, con la situazione del mondo dello spettacolo viaggiante, non più florida da anni, che è diventata drammatica con la pandemia a causa dell’impossibilità a lavorare, con la perdita di ogni tipo di introiti ma con la necessità di continuare a sostenere gran parte delle ordinarie spese di gestione, comprese quelle per gli animali. Portare cibo agli animali del circo – precisa la Coldiretti Puglia – significa aiutare le famiglie di artisti circensi che con quegli stessi animali vivono e lavorano grazie a spettacoli che ogni anno divertono e fanno passare momenti di serenità a oltre un milione di persone tra grandi e bambini.

Sotto i tendoni delle carovane – spiega Coldiretti su dati Censis – si trovano tigri, leoni, cammelli, elefanti, ippopotami, cavalli, asini, cani, struzzi, giraffe, rinoceronti e zebre. In tutta Italia sono almeno 70 le realtà attive che portano avanti una tradizione antica di secoli – spiega la Coldiretti – con la gestione di quasi duemila animali che vanno accuditi tutti i giorni. La situazione del mondo dello spettacolo viaggiante non più florida da anni è diventata drammatica con l’emergenza coronavirus a causa dell’impossibilità a lavorare, con la perdita di ogni tipo di introiti ma con la necessità di continuare a sostenere gran parte delle ordinarie spese di gestione, comprese quelle per gli animali che solo per il mangiare costano oltre 2,7 milioni di euro all’anno.

Portare cibo agli animali del circo – conclude Coldiretti Puglia – significa aiutare le famiglie di artisti circensi che con quegli stessi animali vivono e lavorano grazie a spettacoli che ogni anno divertono e fanno passare momenti di serenità a oltre un milione di persone tra grandi e bambini.

 

BASILICATA, IL LUCANO FRANCESCO PERILLO NEO DIRETTORE COLDIRETTI DI CHIETI

E’ il lucano Francesco Perillo, il neo direttore provinciale della Coldiretti di Chieti. Cinquantacinque anni, originario di Venosa, perito agrario, è in Coldiretti da circa trent’anni. Ha iniziato come collaboratore, successivamente come segretario di zona, ricoprendo poi diversi incarichi sempre nell’area del Vulture. E’ presidente della Cantina sociale di Venosa dal 2012 e nel 2017 è stato nominato alla guida del Consorzio di tutela dell’Aglianico del Vulture. Dal 2020 è direttore della società cooperativa agricola consortile “La nuova aurora” che gestisce il marchio collettivo “Io sono lucano” con l’obiettivo di valorizzare e commercializzare le produzioni agricole lucane. “Porterò a Chieti tutta l’esperienza acquisita in questi anni in Coldiretti – spiega Perillo che prenderà il posto di Luca Canala – anche in considerazione del fatto che la Basilicata e l’Abruzzo sono due regioni che hanno molti aspetti in comune, a cominciare dalla vocazione alla viticoltura. Indubbiamente l’Abruzzo enologico è una delle più grandi realtà italiane e nella provincia di Chieti ricade oltre il 75% del territorio vitato”.  Infine, Perillo rivolge un grazie alla Coldiretti per questa importante opportunità di crescita professionale che gli è stata offerta. “Non posso non ringraziare la Coldiretti che in tutti questi anni mi ha dato fiducia – conclude Perillo – ed in particolare gli attuali vertici, su tutti il direttore regionale Mattia che ha creduto in me”.

 

CASERTA, BRUCELLOSI BUFALINA, ACCELERARE SU PIANO REGIONALE

“L’incertezza e il tempo sono le due variabili che il comparto bufalino casertano non può permettersi. Occorre accelerare rapidamente sul piano regionale per l’eradicazione della brucellosi, come indicato dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo, massima autorità scientifica in materia. Coldiretti ha detto e ribadito di affidarsi alle competenze scientifiche, evitando scorciatoie.” È l’appello di Giuseppe Miselli, direttore della federazione provinciale di Coldiretti Caserta, all’indirizzo della Regione Campania.

“Siamo consapevoli – sottolinea il direttore Miselli – della complessità del problema. Già in dicembre dello scorso anno Coldiretti Campania ha inviato una nota al presidente De Luca, sottolineando la necessità di una strategia d’insieme per tutelare gli allevamenti bufalini e la mozzarella di bufala. Per un problema complesso occorrono risposte complesse, motivo per cui confidiamo nell’autorevolezza della scienza. L’Istituto Zooprofilattico di Teramo, su parere richiesto dalla stessa Regione Campania, ha ribadito di continuare nell’individuazione e nell’eliminazione di tutti gli animali positivi, prima di ogni altra scelta ulteriore.

Ma ricordo che esistono altre tematiche su cui il piano deve intervenire. Occorre verificare con urgenza gli interventi necessari sui corpi fluviali, in particolare sui Regi Lagni, per debellare il fenomeno delle esondazioni e dei continui allagamenti causati da errori strutturali e mancata pulizia degli alvei, al fine di eliminare una delle principali cause di diffusione della brucella nell’area del Basso Volturno, dove si concentrano i principali focolai. Così come verificare i progetti strutturali da porre in essere da parte del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, in particolare su Regi Lagni, per la riparazione e il potenziamento delle idrovore alla luce della già precaria condizione delle stesse e delle mutate condizioni urbanistiche dopo decenni, unitamente alla manutenzione o alla rimozione delle barriere che ostacolano il deflusso delle acque.  Così come è necessario monitorare costantemente le pratiche di abbattimento, prevedendo un meccanismo di ristori per mancato reddito a favore delle aziende zootecniche costrette a fermarsi a causa della brucellosi. Infine, è importare verificare ogni altra azione che possa avere effetti negativi sull’immagine commerciale della mozzarella DOP.

 

BRESCIA, SENIOR IN SICUREZZA: WEBINAR PER DARE VALORI ALLE NUOVE GENERAZIONI

Nonni sempre più smart, oltre che più attenti al benessere e alla qualità della vita, anche in tempo di Covid. Per confrontarsi su questi temi i Senior Coldiretti di Bergamo e Brescia, sfruttando le possibilità offerte dalla tecnologia e superando così l’isolamento forzato, hanno dato vita questa mattina a un webinar su questi temi, animati dalla voglia di ritornare a socializzare e di affrontare al meglio il particolare momento storico che stiamo vivendo.

Anche durante la pandemia la figura dei senior si è dimostrata fondamentale, sia nel sostegno all’attività agricola delle nuove generazioni sia nell’ambiente famigliare. A volte si pensa di essere invulnerabili, altre volte l’isolamento forzato di questo periodo avvilisce e sconforta: ecco perché approfondire il tema della sicurezza, sotto tanti punti di vista, può aiutare i nostri senior a vivere meglio la complessità di questo periodo. Questo il messaggio di Angelo Visini, presidente Pensionati Coldiretti Brescia e di Romeo Andreini, presidente Pensionati Coldiretti Bergamo, in apertura dei lavori.

Un argomento importante, approfondito insieme ai contributi di Lionello Tabaglio, psicologo e psicoterapeuta, Bernardino Ferrari, medico all’Ospedale di Iseo, don Claudio Vezzoli, consigliere ecclesiastico di Coldiretti Brescia e Franca Sertore, vice presidente nazionale e presidente Pensionati Coldiretti Lombardia, intervenuta per portare i saluti e una riflessione da parte della struttura Coldiretti Lombardia dedicata ai senior.

“Il mondo senior è una costellazione di esperienze di vita, di lavoro, di tecnologia e vita vissuta – ha spiegato lo psicologo e psicoterapeuta Lionello Tabaglio – un patrimonio comune dal quale attingere lo stile di vita sano e paziente e la memoria storica valori, sacrifici e fatica. Chi lavora la terra è abituato a saper attendere, torniamo a valorizzare gli agricoltori di un tempo, contro la civiltà della fretta che caratterizza i giorni nostri. Per favorire questo processo, è importante creare ritmi di vita che impegnano, stimolano e motivano, cogliendo la sfida tecnologica della digitalizzazione. Connettersi al mondo, anche se non in forma fisica, per condividere stimoli positivi. L’umore va sostenuto attraverso attività significative: non bisogna chiudere le finestre della vita ma andare avanti con vigore e ottimismo, pur con tutte le precauzioni del caso e in base alle proprie possibilità”.

Coordinando i vari interventi Romeo Andreini ha posto l’accento su come la giusta alimentazione possa influire sul raggiungimento del benessere generale.

La salute è una sommatoria di tanti piccoli accorgimenti, ha confermato Bernardino Ferrari, medico all’Ospedale di Iseo: “I nonni sono una risorsa, oggi ancor di più nel supporto alle famiglie nei momenti di chiusura delle scuole. Naturalmente stare con i nipoti è possibile, ma bisogna mantenere con rigore i presidi di sicurezza. La vaccinazione in quest’ottica è un’arma a nostro favore, ci auguriamo possa proteggere presto tutti i nonni. C’è poi il tema della corretta alimentazione e dello stile di vita sano, accentuato dalla necessaria permanenza a casa: questo non significa abbandonare il piacere dei piatti della tradizione, ma cercare di mantenere un’alimentazione equilibrata, per migliorare l’efficienza fisica e psichica”.

Dal corpo all’anima, il webinar si è concluso con la riflessione di don Claudio Vezzoli, consigliere ecclesiastico di Coldiretti Brescia: “nella Chiesa esistono tante spiritualità, quella legata alla terza età è caratterizzata dalla capacità di unire azione e riflessione. Per questo è importante essere attivi, coltivare affetti e amicizie, ma anche sfruttare i momenti di silenzio, nella sua accezione positiva che lo distingue dalla solitudine, per dare valore positivo alle giornate e vivere al meglio il nostro essere cristiani. Il segreto è dunque nutrire il corpo e l’anima, andando oltre l’effimero dell’attuale società, e scaldare i cuori con il sorriso, che dà sostegno a chi lo dona e a chi lo riceve”.

 

FERRARA, L’ AGRICOLTURA 4.0 DA GPS A DRONI È GIÀ IN CAMPO

Quella che sino a pochi anni fa sembrava fantascienza è ormai una realtà in rapida ascesa, e le nuove tecnologie sono oramai già in gran parte dei campi e delle attrezzature italiani, con un trend di sviluppo che sarà sempre più uno degli elementi di qualificazione delle nostre imprese agricole.

Il fatturato del settore “agricoltura 4.0” si attesta intorno ai 540 milioni di euro per l’anno 2020, nel corso del quale l’arrivo di robot e droni ha contribuito anche a salvare i raccolti nei campi italiani rimasti senza lavoratori a causa dell’emergenza coronavirus.

Una evoluzione del lavoro nei campi che Coldiretti segue con attenzione e porta a tutti i suoi soci, mettendo in campo il “Portale del Socio”, un sistema integrato per la gestione on line dell’azienda agricola con lettura in tempo reale dello stato di salute delle coltivazioni, dati su previsioni meteo e temperature, fertilità dei terreni e stress idrico e dove poter gestire i fatti amministrativi aziendali (fatture elettroniche, assunzioni), la propria agenda, ricevere notizie del settore agro alimentare italiano, monitorare i listini dei mercati e molto altro evitando file e perdite di tempo. Tra i servizi innovativi di maggior interesse, anche la possibilità di redigere il cosiddetto quaderno di campagna e quindi la condizionalità con i dati di magazzino, i concimi, le irrigazioni, le produzioni biologiche, le etichette.

Per cogliere le innovazioni tecnologiche offerte dall’agricoltura 4.0, accelerando la transizione digitale dell’agroalimentare Made in Italy, Coldiretti, TIM e Bonifiche Ferraresi hanno firmato un accordo che potrà divenire strumento operativo per accompagnare la transizione economica dell’agroalimentare italiano che già oggi è il più green d’Europa, utilizzando al meglio il Recovery plan.

 

FRIULI VENEZIA GIULIA, CESARE MAGALINI NUOVO DIRETTORE DI COLDIRETTI FVG E UDINE

 

Cesare Magalini è il nuovo direttore di Coldiretti del Friuli Venezia Giulia e di Coldiretti Udine. Classe 1964, sposato con due figli, Magalini ha alle spalle trent’anni di esperienza nell’Organizzazione maggiormente rappresentativa del mondo agricolo. Già vicedirettore di Coldiretti Verona, il suo ultimo incarico, dal 2019, è stato di direttore di Coldiretti Vicenza.

A passargli il testimone è Danilo Merz, direttore di Coldiretti del Fvg e di Coldiretti Udine da sette anni, il cui prossimo incarico sarà di direttore di Coldiretti Abruzzo. «Sono orgoglioso di poter lavorare in Fvg – le prime dichiarazioni di Magalini –, territorio ricco di eccellenze agroalimentari e di peculiarità. Trovo una Federazione forte, con funzionari capaci, una struttura vicina alle esigenze della base associativa. Sono pronto al massimo sforzo in questa congiuntura mai prima così difficile causa pandemia».

 

PISTOIA, ESONERO CONTRIBUTIVO BIENNALE PER NEO-AGRICOLTORI UNDER 40

Gli agricoltori under 40 che si iscrivono alla gestione previdenziale tra il 1 gennaio ed il 31 dicembre 2021, per due anni sono esonerati dal pagamento dei contributi. Lo annuncia Coldiretti Pistoia nel commentare la circolare 47/2021 sullo sgravio INPS, previsto dalla Legge di Bilancio 2019. L’istanza di ammissione all’incentivo deve essere presentata entro 120 giorni dalla data di comunicazione di inizio attività. Per sfruttare questa opportunità gli uffici territoriali della Coldiretti sono a disposizione per dare maggiori informazioni. La norma prevede l’esonero per 24 mesi dal versamento dei contributi previdenziali per tutti i neo-imprenditore agricoli professionale e i coltivatori diretti che si iscrivono tra il 1 gennaio ed il 31 dicembre 2021 alla gestione previdenziale.

“Un intervento pratico che abbiamo sempre sostenuto e appoggiato già nel passato – afferma Coldiretti Pistoia-. E’ stato molto utile nel recente passato e lo è a maggior ragione nel pieno della crisi economica che stiamo vivendo. I giovani che hanno il coraggio di avviare una nuova impresa in questo momento di crisi, va sostenuto e incoraggiato”.

 

VERONA, AGRICOLTURA: DEFINITO ACCORDO RINNOVO CONTRATTO PROVINCIALE LAVORO

Siglato ieri l’accordo di rinnovo del contratto provinciale del lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti di Verona tra le organizzazioni di categoria Coldiretti, Confagricoltura e CIA Verona e i sindacati FAI-CISL, FAI-CGIL e UILA-UIL per il quadriennio 2020-2023. Una trattativa complessa e articolata per l’incertezza della situazione che tutti, aziende e lavoratori nel settore agricolo, stanno vivendo ma con la comune volontà delle parti di trovare un punto di equilibrio con un atteggiamento propositivo per il futuro.

L’aumento retributivo convenuto per i lavoratori è dell’1,7% per tutti i livelli con decorrenza dal primo gennaio 2021, con recupero dei mesi gennaio-marzo nella mensilità di aprile. Tali disposizioni valgono per tutte le aziende agricole ad esclusione di quelle agrituristiche, che sono ancora oggi le più colpite del settore per l’emergenza sanitaria. Per queste, gli aumenti decorreranno dall’1 settembre 2021.

L’accordo prevede altresì un adeguamento degli scaglioni per il salario variabile, che viene corrisposto qualora l’azienda agricola, sulla base delle risultanze dei dichiarativi fiscali, abbia avuto un’annata positiva. È stato introdotto anche per gli operai a tempo determinato, se presenti nella stessa azienda da almeno 150 giornate, un permesso retribuito per matrimonio pari a 39 ore lavorative.

“In questo ultimo anno trascorso, a causa dell’emergenza pandemica, non c’è un settore produttivo in ambito agricolo che non sia in sofferenza, con forti conseguenze sulle varie attività”, evidenzia Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Verona che aggiunge: “In questo contesto era necessario rinnovare l’accordo provinciale del lavoro per determinare gli aumenti salariali dei lavoratori con un occhio di riguardo per il settore agrituristico, particolarmente colpito dalle limitazioni imposte dalla legge e tuttora in forte difficoltà”. Aggiunge Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura: “Il rinnovo di questo contratto provinciale tiene conto della crisi innescata e sostenuta dalla pandemia. Infatti, accanto al riconoscimento del particolare danno subito dal settore agrituristico, il contratto non ha previsto aumenti per tutto l’anno 2020. Viene anche introdotto l’utilizzo del welfare. Questo rinnovo contrattuale è comunque il frutto delle buone relazioni sindacali della nostra provincia che trovano espressione concreta nell’attività di Agribi, ente bilaterale per l’agricoltura veronese”.

Conclude Andrea Lavagnoli, presidente di Cia – Agricoltori Italiani Verona: “La stipula del contratto ci aiuta ad esercitare un’azione coordinata con tutte le parti firmatarie per una politica dei ristori, modulata in base alle perdite dei diversi comparti”.

Il rinnovo interessa circa 15.200 aziende agricole veronesi e oltre 35.295 contratti di lavoro del settore agricolo nel 2020.

 

COMO LECCO, BENE NUOVE RISORSE MA ATTENZIONE AI TEMPI DI EROGAZIONE DEI FONDI

Stop ai versamenti previdenziali, contributi a fondo perduto alle imprese, aiuti alle filiere, cassa integrazione e recepimento dei nuovi tetti per gli aiuti de minimis sono tra i principali provvedimenti a favore dell’agricoltura contenuti nel Decreto sostegni (decreto legge n. 41 del 22 marzo 2021) di recente emanazione e pubblicazione. “Si tratta di interventi fortemente sostenuti da Coldiretti – commenta il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi –  a partire dalle agevolazioni previdenziali che da sole valgono 300 milioni”.

Si parte dai contributi a fondo perduto in favore degli operatori economici, che spettano anche ai titolari di reddito agrario, la cui richiesta va presentata on line all’Agenzia delle entrate a partire dal 30 marzo e fino al 28 maggio 2021.

Viene allungato a gennaio 2021 l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro delle imprese delle filiere agricole, e aumentato di un miliardo e mezzo per il 2021 per il fondo che finanzia l’esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle gestioni Inps.

Il Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole viene aumentato di 150 milioni raggiungendo così quota 300 milioni. “Su questo tema – rimarca Trezzi – Coldiretti – ha nel contempo sollecitato gli Enti preposti per un deciso cambio di passo nei tempi di erogazione degli aiuti.  Altrimenti si rischia di vanificare le buone intenzioni dei provvedimenti ottenuti, lasciando le imprese agricole con le loro difficoltà”.

Le aziende agricole possono essere inoltre coinvolte anche nel fondo che conta su un budget di 700 milioni per il 2021 destinato ai comuni a vocazione montana appartenenti a comprensori sciistici.

Le risorse sono destinate a soggetti esercenti attività di impresa di vendita di beni e servizi al pubblico e dunque rientrano in tale categoria anche le imprese agricole che esercitano le attività di vendita diretta e fornitura di servizi come agriturismi o enoturismi. Per il 2021 è ridotto del 30% il canone di abbonamento Rai per le strutture ricettive e di somministrazione e consumo di bevande e dunque anche gli agriturismi.

E’ concesso il trattamento di integrazione salariale degli operai agricoli, in deroga ai limiti di fruizione riferiti al singolo lavoratore e al numero di giornate da svolgere presso la stessa azienda, per un numero massimo di 120 giorni nel periodo tra il 1° aprile e il 31 dicembre 2021.

Coinvolgono il settore anche gli interventi fiscali di agevolazione e razionalizzazione che allungano i tempi di notificazione delle cartelle di pagamento: “nel frattempo – conclude il presidente – è iniziato l’iter parlamentare per la conversione del decreto legge in Legge dello stato italiano”.

 

VENEZIA, FATTORIA DIDATTICA, IL MODELLO REGIONALE E’ VINCENTE

Ieri pomeriggio Tiziana Favaretto, vice responsabile di donne Impresa Venezia, ha partecipato ad un incontro organizzato via webinar  da donne impresa Umbria con la partecipazione di circa un centinaio di imprenditrici agricole. Tiziana che siede al tavolo di coordinamento delle fattorie didattiche della Regione per conto di Coldiretti Veneto, ha potuto così illustrare alle colleghe umbre, non solo la sua preziosa esperienza iniziata diciotto anni fa, ma anche come la Regione abbia saputo cogliere in questo ambito agricolo, un importante servizio didattico che l’azienda può fornire a grandi e piccini, a famiglie e scuole. “Sono stata tra le prime aziende nel 2003, ad entrare nel gruppo di lavoro, promosso e coordinato dalla Regione e nel quale sono presenti le Associazioni professionali agricole e agrituristiche- ha raccontato Tiziana Favaretto-  abbiamo da subito elaborato la “Carta della qualità delle fattorie didattiche”, che definiva i requisiti e gli impegni per l’accreditamento delle fattorie operanti nel territorio della Regione Veneto. Tutte e solo le aziende che presentavano i requisiti previsti dalla Carta della qualità, e ne sottoscrivevano i relativi impegni, venivano iscritte all‘”Elenco regionale delle fattorie didattiche” e potevano usufruire del LOGO “Fattorie didattiche della Regione Veneto” appositamente elaborato e approvato dalla Regione.” Sono stati questi criteri definiti e precisi e il coordinamento attivo, dinamico e presente a guidarci in questi anni e a farci crescere da sessanta aziende agricole alle attuali trecentocinquanta.

“Per me – ha specificato Tiziana – non c’è nulla di più gratificante che aprire le porte della mia azienda e raccontare i segreti della vita in campagna, che per noi agricoltori fanno parte della routine quotidiana, mentre per un bambino di città rappresentano un mondo nuovo da scoprire e amare.” Ogni operatore ha modo di esprimere al meglio le proprie potenzialità facendo emergere storie, tradizioni, sapori, colori che raccontano l’azienda e il territorio circostante facendo conoscere il ricco patrimonio di biodiversità di cui le nostre campagne possono godere. Il life motive della fattoria didattica è basato sull’ “imparare facendo” ha specificato Tiziana Favaretto, per cui ogni fattoria si sbizzarrisce con laboratori specifici affinchè i ragazzi sperimentino con mano, in cosa consista il lavoro del contadino. “E’ un’esperienza vincente che aiuta i ragazzi ad apprezzare i prodotti agricoli, imparando la stagionalità e a mangiare con più gusto” ha puntualizzato Tiziana. Il servizio di Fattoria Didattica rientra a pieno nelle proposte Coldiretti rivolte alla scuola volte ad avvicinare grandi e piccini al mondo agricolo, come accade con il progetto “Il detective della spesa” con la speranza di trasmettere quale importante lavoro si cela dietro al grande patrimonio enogastronomico locale e italiano che tutto il mondo ci invidia.

Durante il webinar di ieri in cui erano presenti anche la coordinatrice nazionale Silvia Bosco e la responsabile nazionale di Donne Impresa Floriana Fanizza, Tiziana Favaretto non ha nascosto la preoccupazione per il periodo di emergenza sanitaria, in cui le attività didattiche e anche agrituristiche sono bloccate. “ Le nostre aziende spesso situate in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi più sicuri perché è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche, sperando anche di poter riaprire al più presto anche le nostre fattorie didattiche, magari con delle formule che vadano incontro, in questa fase, alle famiglie in difficoltà” ha concluso Tiziana onorata di essere stata invitata al coordinamento di Donne Impresa Umbria per testimoniare l’esito di un’esperienza vincente.

 

BERGAMO, ETICHETTE UE ALLARMISTICHE PER CARNI ROSSE E VINO

Nelle campagne bergamasche la preoccupazione è tanta per la proposta avanzata dall’Europa di tagliare le attività promozionali di carni e salumi, ma anche di prevedere la possibilità di apporre etichette allarmistiche sulle bottiglie di vino come avviene per le sigarette. Lo sottolinea Coldiretti Bergamo evidenziando come questo rischio sia legato all’attività di prevenzione del nuovo “Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei” che non solo prevede di eliminare il vino e la birra dai programmi di promozione dei prodotti agroalimentari, ma va a colpire anche le carni rosse e quelle trasformate, che vengono associate ai rischi di tumore, per favorire il passaggio a diete vegetali. 

“E’ del tutto improprio assimilare l’eccessivo consumo di superalcolici, tipico dei Paesi nordici, al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità ed a più bassa gradazione come la birra e il vino – afferma il presidente di Coldiretti Bergamo, Alberto Brivio – nel sottolineare che anche i limiti posti all’attività di promozione di carni e salumi rischiano di colpire prodotti dalla tradizioni secolari con un impatto devastante sull’economia, sull’occupazione, sulla biodiversità e sul territorio, dove quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di prodotti tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado”.

Coldiretti Bergamo sottolinea l’importanza di fornire ai cittadini la corretta informazione per la lotta ai tumori, ritenendo però scorre e dannoso criminalizzare prodotti come la carne e i salumi senza considerare le effettive quantità consumate.

“Se il piano venisse approvato così come proposto – sostiene Marta Mondonico titolare della Tenuta vitivinicola Le Mojole di Castelli Calepio – sarebbe un’ulteriore sciagura per il nostro settore, già messo in forte difficoltà dalla chiusura della ristorazione a causa delle restrizioni in vigore per contrastare la diffusione del Covid. Nel corso degli anni noi produttori ci siamo impegnati per migliorare le nostre produzioni non solo dal punto di vista quantitativo ma anche qualitativo e oggi il nostro Made Italy conta numerose eccellenze. La lotta al cancro è sacrosanta, ma accomunare al fumo il nostro vino di qualità, consumato in modo consapevole, mi sembra proprio un’assurdità”. 

Per Coldiretti Bergamo le nuove politiche rischiano di colpire ingiustamente componenti fondamentali del Made in Italy agroalimentare che è l’unico settore che è cresciuto all’estero nonostante la pandemia raggiungendo a livello nazionale il valore record di 46,1 miliardi nel 2020.

“Nel nostro allevamento abbiamo fatto importanti investimenti per garantire il benessere degli animali e per alimentarli con prodotti di qualità – spiega Davide Facchinetti dell’azienda agricola Facchinetti Eliseo di Treviglio -; gran parte delle materie prime che utilizziamo per la loro razione alimentare proviene dai campi che coltiviamo direttamente. Il nostro settore sta già attraversando un momento difficile, disincentivare in questo modo il consumo della carne rossa vuol dire far chiudere molte aziende con ripercussioni negative sull’occupazione e sul territorio”. 

La norcineria italiana – conclude Coldiretti Bergamo – è un settore di punta dell’agroalimentare nazionale grazie al lavoro di circa centomila persone tra allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione con un fatturato che vale 20 miliardi ma che è stato fortemente ridimensionato nel 2020 per effetto della chiusura della ristorazione che rappresenta uno sbocco di mercato importante soprattutto per gli affettati di grande qualità. Senza dimenticare il volano economico generato dal vino italiano che vale oltre 11 miliardi di fatturato lo scorso anno e offre opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone.

 

PADOVA, COVID: LA ZONA ROSSA NON FERMA LA SPESA A KM ZERO

La zona rossa non ferma la spesa a km zero anzi, la possibilità di raggiungere i mercati di Campagna Amica, regolarmente aperti nel rispetto delle misure anti Covid, è vista come l’opportunità per fare acquisti di tipicità locali proposte dagli agricoltori direttamente nel proprio quartiere o paese. Infatti i numeri delle presenze, conferma Coldiretti Padova, sono in costante aumento, con un incremento medio che oscilla fra il 20 e il 30 per cento in questi ultimi mesi. Una tendenza che ha convito gli agricoltori di Campagna Amica ad ampliare l’orario di apertura del Mercato Coperto Padova Km 0 di via Vicenza 23: accanto ai consueti appuntamenti del sabato mattina e del mercoledì pomeriggio si aggiunge ora quello della domenica mattina. Dal 28 marzo il mercato sarà quindi regolarmente aperto grazie all’adesione di altre aziende agricole padovane impegnate con entusiasmo sul fronte della vendita diretta. Ampia la gamma di prodotti freschi e di stagione a disposizione dei consumatori, dall’ortofrutta ai latticini, dalla carne al miele, dagli insaccati alle confetture, dall’olio extravergine d’oliva al vino Doc, dalle farine ai fiori freschi, dal peperoncino ai prodotti naturali per la cura del corpo. Per l’occasione le aziende offriranno ai clienti l’originale “agribag” con una selezione di prodotti ideali anche per il picnic in terrazza o nel giardino di casa. Alla consueta apertura del sabato mattina, invece, Maria, titolare dell’azienda “Vita da Lumaca”, insegnerà e dimostrerà come colorare le uova con erbe aromatiche, foglie e fiori del proprio orto o giardino. Inoltre sarà anche possibile ritirare i piatti contadini preparati dall’Agriturismo Ai Colli di Vo’. “Con il ritorno delle restrizioni – spiega Giovanni dal Toso, presidente dell’Agrimercato delle Terre del Santo, l’associazione che riunisce i produttori agricoli padovani impegnati nella vendita diretta nei mercati di Campagna Amica – sono sempre più numerosi i cittadini che preferiscono fare la spesa sotto casa o direttamente nelle aziende agricole, evitando così gli assembramenti nei grandi punti vendita e privilegiando il rapporto diretto con i produttori. Già all’inizio della pandemia avevamo incrementato l’attività di vendita diretta con il potenziamento del Mercato Coperto di Padova, che da oltre un anno garantisce anche la spesa on line con la consegna a domicilio. Dall’inizio dell’emergenza covid il nostro mercato promuove anche l’iniziativa della “spesa sospesa” per aiutare chi si trova in stato di necessità. La vendita diretta fa breccia tra i consumatori perché permette di fare la spesa a km zero nel proprio quartiere (a Padova anche in quartiere Mandria e Forcellini) in tutta sicurezza. Inoltre è una fonte di reddito per decine di imprese agricole. Come è noto il margine di redditività per gli agricoltori è risicato, al punto che per evitare di lasciare prodotto invenduto nei campi e contenere le perdite molti imprenditori hanno scelto di ridurre sensibilmente la produzione e cambiare la propria strategia commerciale, puntando sulla vendita diretta, sia in azienda che attraverso i mercati di Campagna Amica sul territorio”.

A Padova inoltre si intensificano le richieste dei cittadini per il servizio di consegna a domicilio da parte dei produttori di Campagna Amica. Per limitare al minimo gli spostamenti e garantirsi cibi di qualità a chilometri zero i cittadini si affidano agli agricoltori e riprendono a prenotare la spesa a km zero da ricevere a casa.

Al Mercato Coperto di Campagna Amica Padova Padova i tutor di Coldiretti raccolgono gli ordini e organizzano le consegne di prodotti freschi e di stagione, arrivati direttamente dalle nostre campagne. Ordinare la spesa è semplice, basta mandare una mail a mercatocoperto.pd@coldiretti.it o visitare la pagina dedicata sul sito padova.coldiretti.it (questo l’indirizzo https://padova.coldiretti.it/news/mercato-coperto-di-padova-la-spesa-a-domicilio-tutte-le-informazioni-pratiche/). L’operazione è scattata dapprima con il ‘prenota e ritira” nei mercati di Campagna Amica e poi con la consegna del “Pacco salva dispense” per chi è costretto a restare a casa   È l’iniziativa dei produttori di Coldiretti che animano i banchi nelle piazze, negli spacci aziendali per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori di fronte all’emergenza sanitaria che ha profondamente modificato le abitudini di acquisto e che continuerà ancora ad incidere sulla nostra quotidianità.

 

NOVARA – VCO, STOP ALLARMISMI UE IN ETICHETTA CHE PENALIZZANO VINO E CARNE

Il nuovo Piano Ue per la salute divide l’Europa e causa le proteste di Coldiretti perché penalizza prodotti tipici del nostro territorio come il vino e la carne, il cui consumo moderato non è controindicato per la salute. In occasione dell’incontro organizzato a Bruxelles da Coldiretti, Filiera Italia, Eat Europe e Farm Europe, con la collaborazione dei gruppi parlamentari europei PPE, S&D e Renew Europe Coldiretti ha diffuso i risultati di un sondaggio online in cui emerge che quasi un italiano su quattro (23%) smetterebbe di bere vino o ne consumerebbe di meno se in etichetta trovasse scritte allarmistiche come quelle apposte sui pacchetti di sigarette.

“Un pericolo reale legato al fatto che la Commissione Ue potrebbe introdurre allarmi per la salute nelle etichette delle bevande alcoliche, nell’ambito dell’attività di prevenzione del nuovo Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei ed eliminare il vino e la birra dai programmi di promozione dei prodotti agroalimentari”, spiega la presidente di Coldiretti Novara – Vco Sara Baudo.”E’ del tutto improprio assimilare l’eccessivo consumo di superalcolici tipico dei Paesi nordici al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità ed a più bassa gradazione come la birra e il vino che in Italia è diventato l’emblema di uno stile di vita “lento”, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre all’assunzione sregolata di alcol”.

Il testo approvato prevede, infatti, che la Commissione proponga un’indicazione obbligatoria della lista degli ingredienti e delle indicazioni nutrizionali sulle bevande alcoliche entro la fine del 2022 e degli allarmi salutistici entro la fine del 2023, rivedendo anche la politica di promozione sulle bevande alcoliche. Inoltre la Commissione vuole modificare la politica di promozione dei prodotti agricoli, con il passaggio a diete più basate su prodotti vegetali, con meno carne rossa e trasformata.

“Il comparto vitivinicolo come quello zootecnico in Piemonte sono fondamentali per l’intera economia del territorio e sono già duramente colpiti dall’emergenza Covid che ha costretto alla chiusura di osterie e ristoranti dove avveniva un grande consumo di carne, salumi e vini di qualità, e sbocco naturale per le produzioni delle nostre province. Per questo, l’impegno dell’Unione Europea per tutelare la salute dei cittadini non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. L’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo condannando lo specifico prodotto”, conclude Baudo.

 

VICENZA, LE PRIMIZIE DI PRIMAVERA RIEMPIONO I BANCHI DEI MERCATI CAMPAGNA AMICA

I campi esplodono di erbette e prodotti che la terra inizia a donare proprio quando la primavera fa capolino. Ed i produttori di Campagna Amica Vicenza approfittano di questo “tesoro” per metterlo a disposizione dei vicentini.

Rosoline, ortiche selvatiche, pissacan, carletti, bruscandoli sono soltanto alcune delle erbe che si possono ricercare nelle nostre campagne. “Una passione, ma anche un’opportunità per riscoprire l’uso di queste eccellenze del territorio – spiega il presidente di Campagna Amica Vicenza, Raffaele Cogo – e, al tempo stesso, la periferia per chi vive in città. Profumi e tradizioni vanno di pari passo. Si tratta di lasciarsi trasportare dalla curiosità e farsi guidare dall’esperienza dei nostri produttori, per scoprire come utilizzare al meglio le erbette che contraddistinguono la nostra terra e possono sprigionare profumi indimenticabili quando vengono opportunamente usate in cucina”.

Con la primavera, però, fanno capolino anche delle vere e proprie prelibatezze. Una fra tutte l’asparago bianco di Bassano Dop, un turione del tutto particolare, dal sapore delicato e che si presta alla realizzazione di innumerevoli portate.

“Scopriremo questo weekend, nei mercati di Campagna Amica, in particolare in quello coperto, in contra’ Cordenons 4 a Vicenza – prosegue il presidente Cogo – l’asparago bianco di Bassano Dop e tante altre prelibatezze, comprese le focacce pasquali e le materie prime fondamentali per realizzare un pranzo pasquale con i fiocchi”. Accanto al fai da te, cui si sono convertiti, per necessità, ma anche per passione, molti vicentini, non può certo mancare la proposta degli agrituristi. Una proposta che è tutta del territorio e valorizza tradizioni ed eccellenze, in un equilibrio di sapori che mirano a far viaggiare chi assapora i piatti degli agrituristi di Campagna Amica Coldiretti, tra passato e presente.

“Ci manca molto il rapporto con i cittadini, con le persone che visitavano le nostre strutture agrituristiche – aggiunge il presidente di Terranostra Vicenza, Riccardo Lotto – ma vogliamo pensare al presente, fare una proposta che sia in grado di soddisfare chi apprezza i sapori della campagna, quindi le tradizioni. Vogliamo restituire un po’ di libertà, attraverso i nostri piatti. Sono una trentina le aziende agrituristiche pronte per le consegne a domicilio, non solo per le festività pasquali, per garantire ai vicentini di portare a casa tutto il buono ed il gusto dei cibi contadini preferiti.

Il pic-nic di Pasquetta, invece, dovrà essere alternativo: terrazza o giardino le due opportunità tra cui scegliere. E per i piatti non potranno mancare le proposte degli agriturismi, come le focacce pasqualine o gli hamburger home made, con tutto il gusto della cucina e tradizione contadina.

La prenotazione ed il ritiro dei piatti potranno avvenire anche al mercato coperto di Campagna Amica, attraverso i tre agriturismi aderenti all’iniziativa (Le Poscole, Il Giglio Rosso, Palazzetto Ardi) presenti in contra’ Cordenons 4 a Vicenza. I menù potranno essere prenotati a partire da sabato 27 marzo.

Domenica 28 marzo, infine, verranno proposte le tradizionali focacce pasquali, i dolci della tradizione che non possono certo mancare sulle tavole dei vicentini.

 

VARESE, BENE NUOVE RISORSE MA ATTENZIONE AI TEMPI DI EROGAZIONE DEI FONDI

Stop ai versamenti previdenziali, contributi a fondo perduto alle imprese, aiuti alle filiere, cassa integrazione e recepimento dei nuovi tetti per gli aiuti de minimis sono tra i principali provvedimenti a favore dell’agricoltura contenuti nel Decreto sostegni (decreto legge n. 41 del 22 marzo 2021) di recente emanazione e pubblicazione. “Si tratta di interventi fortemente sostenuti da Coldiretti – commenta il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori –  a partire dalle agevolazioni previdenziali che da sole valgono 300 milioni”.

Si parte dai contributi a fondo perduto in favore degli operatori economici, che spettano anche ai titolari di reddito agrario, la cui richiesta va presentata on line all’Agenzia delle entrate a partire dal 30 marzo e fino al 28 maggio 2021.

Viene allungato a gennaio 2021 l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro delle imprese delle filiere agricole, e aumentato di un miliardo e mezzo per il 2021 per il fondo che finanzia l’esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle gestioni Inps.

Il Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole viene aumentato di 150 milioni raggiungendo così quota 300 milioni. “Su questo tema – rimarca Fiori – Coldiretti ha nel contempo sollecitato gli Enti preposti per un deciso cambio di passo nei tempi di erogazione degli aiuti.  Altrimenti si rischia di vanificare le buone intenzioni dei provvedimenti ottenuti, lasciando le imprese agricole con le loro difficoltà”. Le risorse sono destinate a soggetti esercenti attività di impresa di vendita di beni e servizi al pubblico e dunque rientrano in tale categoria anche le imprese agricole che esercitano le attività di vendita diretta e fornitura di servizi. Per il 2021 è ridotto del 30% il canone di abbonamento Rai per le strutture ricettive e di somministrazione e consumo di bevande.

E’ concesso il trattamento di integrazione salariale degli operai agricoli, in deroga ai limiti di fruizione riferiti al singolo lavoratore e al numero di giornate da svolgere presso la stessa azienda, per un numero massimo di 120 giorni nel periodo tra il 1° aprile e il 31 dicembre 2021.

Coinvolgono il settore anche gli interventi fiscali di agevolazione e razionalizzazione che allungano i tempi di notificazione delle cartelle di pagamento: “nel frattempo – conclude il presidente – è iniziato l’iter parlamentare per la conversione del decreto legge in Legge dello stato italiano”.

 

Appuntamenti

 

SARDEGNA: AGNELLO DAY E PRESENTAZIONE INDAGINE “L’AGNELLO DI PASQUA”

Sabato 27 marzo

Buono, sano e garantito. È l’agnello di Sardegna Igp, simbolo della gastronomia della Pasqua e dell’Isola, figlio di una storia millenaria che lo lega fortemente alla sua terra.

Domani nei mercati di Campagna Amica sarà la sua giornata. In collaborazione con il Consorzio di tutela dell’Agnello di Sardgna Igp (Contas), i tutor dei mercati prepareranno degli allestimenti in cui saranno presentate tutte le qualità dell’agnello Igp: dall’allevamento, ai valori organolettici e i suggerimenti per riconoscere il vero agnello sardo. Ci saranno anche le ricette degli agrichef degli agriturismo Campagna Amica, che presenteranno i diversi modi di cucinare ed esaltare il gusto dell’agnello sardo Igp.

Un agnello nato, allevato e macellato in Sardegna, nutrito con il solo latte delle madri che pascolano nei verdi campi sardi.

Le iniziative si terranno domani mattina a partire dalle 10 nei mercati di Quartu Sant’Elena a Pitz’e serra,  a Monserrato in via del Redentore, a Oristano nel mercato coperto di via degli Artigiani, a Nuoro in piazza Emanuele e a Sassari al mercato coperto di Luna e Sole e all’Emiciclo Garibaldi.

In quest’ultimo mercato il Contas in collaborazione con Campagna Amica, presenterà l’indagine “L’agnello di Pasqua”, con tutti i dati e curiosità sull’agnello di Sardegna Igp e non solo.

 

FORLI’: DOLCI DELLA PASQUA CONTADINA AL MERCATO AMICO DI VIALE BOLOGNA

Sabato 27 marzo

E’ dedicato ai sapori della tradizione della vera Pasqua contadina il sabato del Mercato di Campagna Amica Forlì. Domani, 27 marzo, il Mercato Amico di viale Bologna 75, regolarmente aperto dalle 8 alle 13 per consentire a tutti i consumatori di fare una spesa buona, sana, locale in tutta sicurezza, ospita una originale esposizione dei dolci pasquali tipici del nostro territorio: dal bracciatello forlivese alla pagnotta pasquale cesenate fino alla colomba realizzata con soli ingredienti italiani di origine contadina, a partire dal grano Giorgione. Tante idee per le tavole della Settimana Santa, dunque, ma anche tante ricette della tradizione che saranno raccontate e svelate direttamente dai cuochi contadini.

Secondo una recente indagine Coldiretti, 8 italiani su 10 (82%) con l’emergenza Covid ritengono sia importante sostenere l’economia e l’occupazione nazionale anche nel momento di fare la spesa privilegiando quindi prodotti a chilometro zero e ad origine italiana garantita. A tal proposito si ricorda che il Mercato Amico di Forlì è aperto tutti i martedì e i sabato mattina dalle ore 8 alle 13, mentre La Cucina del Mercato, con il suo cibo contadino da asporto, è aperta dal lunedì al sabato dalle 12 alle 14 (escluso il giovedì) e il Punto Campagna Amica-Macelleria (ora che siamo in zona rossa) dal lunedì al sabato dalle 8 alle 13 (escluso il giovedì).

 

VENEZIA: I BURANEI ALLA SFILATA DEI DOLCI PASQUALI

Sabato 27 marzo

Con la Pasqua in lockdown tornano le ricette tradizionali, i dolci di una volta, le specialità locali. Per Venezia i protagonisti sono i biscotti “Esse e Buranei, questi ultimi chiamati anche Bussolai” che venivano in passato preparati in grande quantità dalle mogli dei pescatori e dei marinai per accompagnare i loro viaggi in mare. I Bussolai divennero un dolce consumato nel periodo Pasquale dai Veneziani insieme ai dolci della tradizione veneta; vengono considerati insieme alle fritole e al pan del Doge dolci autoctoni veneziani in quanto non devono la propria nascita a contaminazioni culinarie.

Domani, Sabato 27 marzo al mercato coperto di Campagna Amica in via Palamidese 3/5 a Mestre i cuochi contadini Diego Scaramuzza e Patrizia Grassetto prepareranno la ricetta dei famosi buranei.  I clienti del mercato saranno guidati sugli acquisti per la preparazione del pranzo in casa, con i consigli su come scegliere i prodotti Made in Italy per sostenere l’economia locale e il made in Italy, in un momento particolarmente drammatico per il Paese.

“Il mercato agricolo coperto- spiega Giovanni Pasquali direttore di Coldiretti Venezia- non è solo un luogo dove trovare i prodotti freschi provenienti dalle nostre vicine campagne- ma vuole essere un riferimento per clienti e visitatori, dove trovare consigli e indicazioni sulle modalità di coltivazione, sulle ricette più adatte per esaltare i sapori della stagione facendo tesoro della cultura tradizionale di cui i nostri agricoltori sono preziosi custodi.”

 

CALABRIA: LA COOP “FELICE DA MATTI” LE SUE INIZIATIVE AL MERCATO CAMPAGNA AMICA

Sabato 27 marzo

La collaborazione con Coldiretti Calabria , vedrà presente  sabato 27 marzo p.v. e tutti gli ultimi sabati di ogni mese nel mercato Coperto di Campagna Amica in Via Sbarre Centrali (Angolo Giffone) a Reggio Calabria la cooperativa sociale “Felici da Matti”, un esempio di sostenibilità e innovazione che investe  nel sociale e sulla salvaguardia dell’ambiente in un contesto di filiera. La volontà è di estendere la presenza anche ai mercati coperti di Catanzaro e Cosenza.  Con sede a Roccella Ionica (RC), la cooperativa nasce nel 2003 ad opera di sei donne ed un sacerdote uniti dal comune intento di voler creare posti di lavoro e riuscire a reintegrare nella società soggetti svantaggiati. L’ispirazione per un’attività dedita a temi sociali trova le basi anche dalle parole profetiche di del compianto don Mario Operti che ha lanciato il progetto Policoro: «Non esistono formule magiche per creare lavoro…occorre investire nell’intelligenza e nel cuore delle persone». Da questi presupposti inizia quindi un percorso di formazione che porta alla costituzione di “Felici da Matti”: una cooperativa sociale di Tipo B che ad oggi è composta da 8 soci. “Questi aspetti fanno dell’azienda un punto di riferimento sul territorio reggino; ancora una volta il buon senso, la dedizione al lavoro e l’amore per la propria terra fa emergere imprese di tutto rispetto ed esemplari su questo territorio’’. È quanto afferma il direttore della Coldiretti Reggio Calabria Pietro Sirianni presentando la Cooperativa Felici da Matti. Nel 2013 Felici da Matti organizza una campagna dal nome “Non buttarlo nel lavandino o… siamo fritti” volta alla raccolta dell’olio vegetale esausto e, di conseguenza, alla sensibilizzazione verso tematiche fondamentali come la salvaguardia dell’ambiente; ‘’L’olio fritto -chiariscono i soci- non è biodegradabile e non è organico, quindi se disperso in acqua forma un “velo” dello spessore dai 3 ai 5 centimetri che impedisce ai raggi solari di penetrare causando ingenti danni all’ambiente.  “Felici da Matti”, recuperando un’antica tradizione, ha deciso di trasformare l’olio esausto in sapone solido e liquido: Linea BERGOLIO Eco 3 – spiega la presidente della cooperativa associata a Uecoop Teresa Nesci. L’iniziativa è ancora oggi attiva: l’olio vegetale esausto viene preso in carico dalla cooperativa sia tramite raccolte itineranti organizzate a cadenza mensile in diversi comuni calabresi, che tramite raccoglitori stradali posizionati lungo il nostro territorio. Successivamente nasce ”Naturali terre di Calabria’’: una linea di detergenti liquidi e di saponi all’olio di oliva e burro di Karitè, tutti prodotti aromatizzati esclusivamente con i profumi della nostra Terra quali bergamotto, limone, mandarino verde e gelsomino. Dato l’interesse mostrato dalla Cooperativa rispetto a tematiche delicate e fondamentali, l’attività è stata premiata dapprima nel 2017 con il premio ‘’Amica dell’Ambiente’’ e, in seguito, nel 2018 presso la Fiera Ecomondo, evento dedicato al tema dei rifiuti e del riciclo; in quest’ultima occasione, come racconta uno dei soci Maria Teresa Nesci ‘’la Fondazione Sviluppo Sostenibile voluta e presieduta dall’ex Ministro all’Ambiente Edo Ronchi ci ha consegnato la targa come tra le 10 Imprese migliori nel settore Rifiuti Risorse in Italia’’. Soddisfazione per questa iniziativa è espressa anche dal responsabile regionale di Campagna Amica Mario Ambrogio, in quanto sempre più le iniziative nei mercati saranno vicine e sensibili, come in questa occasione, alle attività sociali e sostenibili proprio a sostegno di una forte sensibilità green”.

 

FERRARA: APPUNTAMENTO CON ELISA MARZOLA A “DOMANI È DOMENICA”

Sabato 27 marzo

Elisa Marzola, tutor del verde di Coldiretti Ferrara torna sabato 27 nel corso del programma di RAI2, “Domenica è domenica”, con i suoi consigli per gli amanti del verde e del giardinaggio in casa, alla ricerca di idee per abbellire il giardino o il terrazzo o per farsi un orto familiare.

A partire dalle 12, su RAI2, Elisa vice responsabile provinciale di Donne Impresa Ferrara e componente del comitato dei Giovani della federazione ferrarese di Coldiretti, parlerà di viole e di dipladenia, raccontando qualche piccolo segreto per avere piante sane e tanti fiori per rallegrare queste giornate di chiusura forzata in casa.

 

PUGLIA: SFILATA DI PASQUA CON DOLCI REGIONALI FAI DA TE

Sabato 27 e domenica 28 marzo

Con la Pasqua in lockdown e i pugliesi costretti a casa è boom per l’acquisto di uova e farina per la preparazione casalinga dei dolci della tradizione che potranno essere riscoperti alle ore 9.30 di domani sabato 27 marzo dal mercato di Campagna Amica di Via Appia 226 a Brindisi e a Foggia in Via della Repubblica 80 dove sfileranno i dolci regionali della Settimana Santa ma appuntamenti sono fissati in tutta Italia (www.campagnamica.it), anche a Lecce domenica 28 marzo 2021 in Piazza Bottazzi.

Sarà di scena il grande ritorno delle specialità locali della Puglia dai taralli pasquali ai dolci di mandorla, dai biscotti cegliesi alla “cupeta salentina”, fino alle colombe agricole, le puddhriche leccesi e alle squarcelle foggiane.

Assieme ai cuochi contadini che sveleranno i segreti dei dolci più tipici custoditi da generazioni nelle campagne, sarà in azione il tutor della spesa per aiutare i consumatori a fare gli ultimi acquisti per la preparazione del tradizionale pranzo, con i consigli su come scegliere i prodotti Made in Italy per sostenere l’economia nazionale in un momento particolarmente drammatico per il Paese.

Sarà presentato lo studio Coldiretti/Ixe’ su “Il ritorno dei dolci fai da te nel tempo del Covid” con un focus sulle uova, l’ingrediente più gettonato della Settimana Santa, dedicata tradizionalmente alla preparazione delle specialità della tavola di Pasqua.

 

MANTOVA: AL MERCATO DI CAMPAGNA AMICA INIZIATIVA DI AURORA ONLUS

Sabato 27 marzo

Domani, sabato 27 marzo, il mercato di Campagna Amica di Borgo Virgilio ospiterà dalle ore 8:30 alle 12:30, con il supporto di Donne Impresa, rete di imprenditrici agricole in rosa guidata a livello provinciale da Camilla Destro, l’iniziativa di solidarietà dell’associazione Aurora Onlus, che si occupa di persone diversamente abili.

 

SONDRIO: COLOMBE SOLIDALI AL MERCATO COPERTO DI PIAZZA BERTACCHI

Sabato 27 marzo

Coldiretti Sondrio “bissa” l’iniziativa dei panettoni solidali a beneficio della Piccola Opera di Traona. E così, nell’approssimarsi della Pasqua, ad essere protagoniste presso l’AgriMercato Coperto della città capoluogo (domani mattina, sabato 27 marzo in piazza Bertacchi di fronte alla stazione) saranno le ghiotte colombe pasquali: “buonissime”, in tutti i sensi. L’iniziativa coinvolge Coldiretti Donne Impresa e Coldiretti Giovani Impresa: il ricavato sarà devoluto alla “Piccola Opera di Traona, comunità volta alla tutela delle donne e dei minori in difficoltà.

Una nuova iniziativa solidale dopo che, mesi scorsi, Coldiretti Sondrio ha altresì donato decine di pacchi solidali (per un totale di 1800 kg di cibo) ad altrettante famiglie e persone in condizioni di difficoltà e bisogno: “In questo periodo così incerto abbiamo voluto fare la nostra parte per donare un po’ di serenità alle famiglie che si trovano ad affrontare le difficoltà della crisi” rimarca il presidente provinciale dell’organizzazione agricola, Silvia Marchesini.

Anche l’agricoltura “sta risentendo degli effetti della pandemia ma questo non ci impedisce di pensare a chi si trova nel bisogno: grazie al cuore dei nostri agricoltori sono state aiutate davvero molte persone e, inoltre abbiamo contribuito alla preparazione di migliaia di pasti destinati alle persone in difficoltà”.

E’ stato il contributo del territorio valtellinese e chiavennasco – spiega la federazione Coldiretti – a una grande e straordinaria offerta gratuita di cibo come mai realizzata prima d’ora dagli agricoltori italiani, per aiutare a superare l’emergenza economica e sociale provocata dalla diffusione del coronavirus e dalle necessarie misure di contenimento, peraltro in un periodo difficile: il Covid, infatti, ha inciso sulle azioni benefiche con oltre un italiano su tre (34%) che ha dovuto rinunciare o ridurre nel 2020 la solidarietà dopo averla fatta negli anni scorsi.

Purtroppo il quadro territoriale è rappresentato da nuove figure di indigenti – rimarca Coldiretti Sondrio – c’è chi ha perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie che si sono fermate. Persone e famiglie che mai prima d’ ora – precisa la Coldiretti provinciale – hanno sperimentato condizioni di vita così problematiche tanto da dover ricorrere alle forme di solidarietà.

“L’intenzione è di poter tornare a dar vita presto e spesso a nuove iniziative solidali. Dalle parole ai fatti, partiamo con le colombe pasquali all’AgriMercato coperto di sabato, ma sicuramente – conclude Marchesini – non ci fermeremo a questo”.

 

FERRARA: AL MERCATO COPERTO LA BRAZADELA E LE UOVA DI AIL PER LA RICERCA

Sabato 27 marzo e sabato 3 aprile

Campagna Amica Ferrara nel ricordare l’appuntamento con i propri mercati di vendita diretta, informa che sabato 27 marzo sarà la giornata dedicata ai dolci di Pasqua e che per l’occasione nel Mercato Coperto di Via Montebello 43, vedrà protagonista la classica ciambella ferrarese o “brazadela”, con la ricetta offerta dall’Agriturismo La Bozzola di Quartesana, realizzata secondo tradizione.

Inoltre sia sabato 27 marzo, che sabato 3 aprile, negli spazi del Mercato saranno presenti i volontari di AVIS e di A.I.L. (l’Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma), che raccoglieranno fondi a favore della ricerca scientifica con la vendita di beneficienza di uova e colombe pasquali.

Il Mercato sarà aperto come solito dalle 8.30 alle 13.30 e sarà possibile acquistare direttamente dagli agricoltori i prodotti della filiera corta dal campo alla tavola, con la frutta e verdura di stagione, salumi, carni, formaggi, uova, vino, confetture, miele, riso, pasta secca e fresca, tisane, pane, olio, piadine, aglio di Voghiera, vongole di Goro e tutto quanto necessario a preparare le pietanze della settimana di Pasqua.

Gli altri giorni di apertura del Mercato Coperto di Via Montebello 43 sono il martedì e giovedì mattina, sempre dalle 8.30 alle 13.30, oppure il mercoledì mattina dalle 8.00 alle 13.00 in via Ortigara 11, presso l’ex caserma dei pompieri.

 

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