COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 23 settembre 2020

23 Settembre 2020
News La Forza del Territorio del 23 settembre 2020

Primo piano

 

LOMBARDIA

GIOVANI: OLTRE 3MILA IMPRESE NEI CAMPI, IL 22% E’ ROSA

Negli ultimi 5 anni il numero delle imprese giovani lombarde è cresciuto del 3,8%

Sono oltre 3200 le imprese agricole lombarde condotte da under 35 e quasi una su quattro (22%) è guidata da donne. E’ quanto emerge da un’elaborazione di Coldiretti Lombardia su dati del registro delle imprese riferiti al primo semestre del 2020, diffusa in occasione della consegna dei premi all’innovazione giovane nelle campagne lombarde  assegnati ogni anno dalla Coldiretti, in programma questo pomeriggio alle ore 17 al Teatro Oscar, in via Lattanzio 58/A a Milano alla presenza di Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Lombardia; Fabio Rolfi, Assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia; Pierfrancesco Maran, Assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura del Comune di Milano; Cristina Tajani, Assessore alle politiche del Lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse Umane del Comune di Milano; Carlo Maria Recchia, Delegato Coldiretti Giovani Impresa Lombardia.

Negli ultimi 5 anni, il numero delle imprese giovani nei campi della Lombardia è cresciuto del 3,8%. Le nuove generazioni – spiega la Coldiretti regionale – assicurano un grande contributo di innovazione all’agricoltura, settore che sta dimostrando tutta la sua strategicità per il Paese. Ma i giovani – continua Coldiretti Lombardia – vanno sostenuti finanziariamente, perché la disponibilità di risorse adeguate rimane il principale ostacolo allo sviluppo delle nuove imprese agricole under 35, soprattutto quelle guidate da chi arriva da altri settori o da diverse esperienze e non può contare sul patrimonio aziendale familiare.

In particolare, il DL Semplificazioni, di recente convertito in legge, prevede a favore delle imprese agricole a prevalente o totale partecipazione giovanile la concessione di mutui agevolati, a un tasso pari a zero e di importo non superiore al 60% della spesa ammissibile, per gli investimenti della durata massima di dieci anni comprensiva del periodo di preammortamento, nonché un contributo a fondo perduto fino al 35 per cento della spesa ammissibile. Per le iniziative nel settore della produzione agricola il mutuo agevolato ha una durata, comprensiva del periodo di preammortamento, non superiore a quindici anni.

 

Dal Territorio

 

ABRUZZO, 43 NUOVE FATTORIE DIDATTICHE: ORA LA SFIDA E’ L’AGRICOLTURA SOCIALE

Sono 43 le aziende che oggi mercoledì 23 settembre hanno ricevuto l’attestato di operatore di fattoria didattica al termine del corso di 78 ore promosso da Coldiretti Abruzzo e organizzato da Sinergie Education, ente di formazione accreditato dalla Regione Abruzzo. Ben 43 imprenditori agricoli, quasi tutti sotto ai 40 anni, che ora si potranno iscrivere all’elenco ufficiale delle fattorie didattiche regionali e potranno svolgere l’attività con scuole ed enti pubblici mettendo a disposizione spazi e conoscenze per una formazione veramente “in campo” puntando sull’educazione ambientale e rurale attraverso la conoscenza della campagna con i suoi ritmi, l’alternanza delle stagioni e la possibilità di produrre in modo sostenibile. Gli attestati di formazione per operatore di fattoria sono stati consegnati da Sinergie Education alla presenza della direttrice del Dipartimento agricoltura Elena Sico, del Direttore di Coldiretti Abruzzo Giulio Federici, della responsabile di Coldiretti Donne Impresa Antonella Di Tonno nella fattoria didattica Rurabilandia di Atri. Per Sinergie Education erano presenti la direttrice Elisa Antonioni e la responsabile Marianna Belfatto. 

“Il corso è stato promosso in seguito alla grande richiesta delle imprese interessate, tra cui tantissime donne e giovani imprenditori – sottolinea Antonella Di Tonno, responsabile di Coldiretti Donne Impresa Abruzzo – Erano oltre dieci anni che gli imprenditori agricoli aspettavano questo tipo di formazione e, grazie al prezioso supporto della Regione e alla partnership con Sinergie Education, nonché sfruttando le disposizione ministeriali sulla formazione a distanza collegate al Covid, sono stati formati ben 43 nuovi operatori che possono ora iscriversi nella rete delle fattorie didattiche della Regione Abruzzo e svolgere le attività con le scuole. Non semplici attività ricreative ma vere e proprie lezioni in un ambiente naturale e a stretto contatto con la tradizione rurale e contadina portatrice di storia e valori”.

“E’ un traguardo importante – aggiunge il direttore Giulio Federici – un’attività purtroppo non ancora molto sviluppata nella nostra regione che, a regime, sarà un utile affiancamento agli istituti scolastici del territorio. Va anche aggiunto – evidenzia Federici – che, proprio in questo momento di emergenza sanitaria, le fattorie sono forse i luoghi più sicuri per l’attività didattica perché è più facile garantire il rispetto delle misure di precauzione per difendersi dal contagio. Non è un caso infatti che appena lo 0,1% delle 51363 denunce di contagio da Covid-19 al lavoro registrate dall’Inail in Italia dal 1 gennaio al 31 luglio riguardino l’agricoltura”.

Soddisfatta anche la Direttrice dell’Agricoltura Elena Sico, che ha augurato buon lavoro ai nuovi operatori ricordando l’impegno della Regione Abruzzo nei confronti delle imprese agricole anche in relazione alle difficoltà collegate ai bandi previsti dal programma di sviluppo rurale.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre evidenziato che il rapido sviluppo delle attività connesse all’agricoltura proprie del concetto di “multifunzionalità” introdotto con la legge di orientamento, ha consentito sia l’integrazione dei redditi per le aziende sia nuove risposte a bisogni individuali e collettivi. In tal senso, l’attività didattica è sicuramente un aspetto molto importante ma non l’unico. “La nuova sfida si chiama agricoltura sociale – ha aggiunto Federici – l’agricoltura può ben rappresentare il contenitore di un nuovo welfare con opportunità sia per le imprese che per la comunità. Basti pensare che, tra le attività di agricoltura sociale, si possono considerare l’inserimento socio-lavorativo di persone con disabilità o semplicemente svantaggiate, prestazioni di servizio per le comunità locali attraverso l’uso materiale o immateriale dell’agricoltura e servizi terapeutici anche attraverso l’ausilio di animali e coltivazione delle piante”.

Di seguito, i corsisti che hanno ricevuto l’attestato di operatore di fattoria didattica: Elisabetta Abbonizio, Francesca Assogna, Emma Bilanzola, Francesca Biondi, Sara Cardamone, Valentina Micioni, Vanessa Ciccotti, Alberto Colazilli, Sara Lalli, Maria D’Alessio, Leonella Iannone, Flavio Le Donne, Cristina Pettanice, Matteo D’Angelo, Angiolina De Angelis, Marina De Angelis, Matteo De Lauretis, Ilse De Matteis, Giuseppina Di Nunzio, Danilo Di Bonaventura, Luciano Di Massimo, Claudio Di Mercurio, Carla Di Michele, Marco D’Agostino, Guido Garzia Civico Petrilli, Barbara Grelli, Simona De Santis, Maria Consilia Antonelli, Chiara Ciavolich, Maurizio Blasioli, Anna Marronaro, Annalisa Mastrogiuseppe, Eleonora Mesiano, Gennaro Montecchia, Michela Nolasco, Maura Palozzo, Marzia Palozzo, Ugo Pasetti, Chiara Potere, Marco Rossi, Giuseppe Scorrano, Daniela Scrimieri, Linda Verratti.

 

UMBRIA, ACCORDO ONT ITALIA E PHILIP MORRIS: INIZIATI ACQUISTI DI TABACCO BRIGHT

Sono iniziati lunedì 14 settembre a Bastia Umbra, nel pieno del rispetto delle misure sanitarie di prevenzione per il Covid-19, i ritiri di tabacco bright che rientrano nell’accordo di filiera tra l’Organizzazione Nazionale Tabacco Italia (ONT Italia) e Philip Morris Italia. Con il raccolto 2020 si celebra anche il decimo anniversario della relazione diretta tra ONT Italia e Philip Morris: era il lontano 2011 quando nel nostro Paese si metteva in campo nel settore del tabacco un nuovo modello di contrattazione diretta tra agricoltura e industria, che oggi vede coinvolti la più grande Organizzazione dei Produttori europea di settore (ONT Italia) e una delle principali multinazionali al mondo (Philip Morris International). “L’obiettivo del progetto iniziale era accorciare la filiera, eliminare tutte quelle attività che non creavano valore e favorire la redistribuzione del valore aggiunto tra le parti coinvolte. Se dopo dieci anni siamo ancora qui a parlare di filiera del tabacco in Italia lo dobbiamo molto probabilmente alla lungimiranza di quegli anni e ai benefici che si generano con relazioni di filiera trasparenti, eque, oneste e durature” ha dichiarato Gennarino Masiello, Presidente di ONT Italia e Vice Presidente nazionale di Coldiretti.

L’accordo di filiera tra ONT Italia e Philip Morris coinvolge, complessivamente in Italia nel 2020, circa 1000 imprese agricole, poco meno di 5.000 ettari e valorizza con circa 21.500 tonnellate di acquisti (tra tabacco bright e burley) quasi la metà del totale del tabacco prodotto in Italia: si tratta della quota più grande di tabacco italiano comprata da un unico acquirente. Ma andiamo con ordine e analizziamo i numeri chiave del tabacco bright, i cui ritiri sono appena iniziati a Bastia Umbra, dove nelle prossime settimane si misurerà il valore di un anno di investimenti e di lavoro. Con oltre 12.500 tonnellate di prodotto contrattato, ONT Italia e Philip Morris gestiscono il più importante accordo in Italia per la commercializzazione del tabacco bright, con acquisti pari a circa il 40% del totale bright italiano. Valori molto importanti, in crescita rispetto ai volumi acquistati lo scorso anno da Philip Morris, che incidono in maniera significativa sulle produzioni tabacchicole di Umbria e Veneto, due regioni che in complesso producono oltre 30.000 tonnellate, il 90% del tabacco bright italiano. Più in particolare, i numeri che rientrano nell’accordo di filiera ONT Italia-Philip Morris riferibili a queste due regioni sono di assoluto rilievo: in Umbria sono coinvolti circa il 40% e in Veneto circa il 50% delle superfici e dei volumi di bright.

“La campagna tabacchicola appena conclusa è stata una delle più difficili degli ultimi anni, in cui le criticità climatiche hanno inciso significativamente sulle rese e, l’incremento di alcune voci di costo chiave, come i trattamenti per la difesa fitosanitaria e il lavoro hanno complicato ulteriormente le cose. Nel caso della manodopera poi, le necessarie misure intraprese per contrastare i rischi collegati al Covid-19 hanno determinato nuove difficoltà operative. Comunque, nonostante le complessità, siamo fiduciosi che alla fine del percorso di questa campagna di produzione sapremo costruire insieme a ONT Italia e PMI le condizioni per la sostenibilità”, ha precisato Alberto Mantovanelli, Presidente dell’Organizzazione Produttori Italiani Tabacco (OPIT), la più importante cooperativa associata ad ONT Italia che rappresenta le produzioni tabacchicole di Umbria e Veneto.

Per Cesare Trippella, Responsabile divisione tabacco per Philip Morris in Italia e in Europa “mai come quest’anno siamo orgogliosi del nostro accordo di filiera che, unico nel panorama nazionale, assicura fino al 2023 garanzie di importanza vitale per tutte le imprese agricole italiane con cui lavoriamo ogni giorno, a cominciare dai prezzi, pur sempre nel rispetto delle logiche concorrenziali. E proprio per supportare concretamente la sostenibilità della filiera agricola in un momento critico, abbiamo sentito la responsabilità di fare di più, con un contributo economico straordinario per il raccolto 2019 e con la donazione di dispositivi di protezione individuale. Al termine dei ritiri per il 2020, individueremo gli opportuni momenti di confronto per continuare a discutere sulla sostenibilità di questo importante settore.”

L’accordo di filiera tra ONT Italia e PMI per lo sviluppo del settore del tabacco in Italia dimostra dunque di essere proiettato saldamente nel futuro, grazie agli accordi programmatici fissati fino al 2023 per l’acquisto di tabacco italiano di qualità ottenuto con i più elevati standard di sostenibilità. “Ed è proprio all’interno di questa cornice programmatica che dovranno essere ricercati meccanismi di incentivazione innovativi che nei prossimi anni guideranno l’evoluzione della filiera del tabacco in Italia”, ha concluso Gennarino Masiello, Presidente di ONT Italia.

 

PUGLIA, MURI CROLLATI PER NUBIFRAGI E GRANDINATE DEVASTANO UVA E OLIVE

Grandinate violente, nubifragi con campi allagati e muri crollati, oliveti e vigneti danneggiati a meno di 24 ore da quando è scattato l’equinozio d’autunno con il clima pazzo che colpisce ancora dopo i fenomeni tropicali di un’estate bollente e imprevedibile. E’ il bilancio di Coldiretti Puglia che segnala danni a vigneti, oliveti e ortaggi tardivi in provincia di Taranto con epicentro a Castellaneta, a Bari sulla Murgia e in provincia di Foggia a Torremaggiore, con chicchi di grandine grandi quanto albicocche cadute sui raccolti, in piena vendemmia in corso e alla vigilia della campagna olearia 2020.

“E’ necessario attivare misure urgenti anche del PSR, come la sottomisura 5, per dare ristoro alle aziende agricole che perdono reddito e liquidità in pochi minuti di clima tropicale e contano i danni a strutture ed impianti. Negli ultimi 5 anni dal 2015 al 2019 il valore assicurato è sceso del 49% e il numero di aziende che sottoscrivono polizze assicurative al 43%”, afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.

Per questo è da rivedere a fondo – afferma Coldiretti Puglia – anche il meccanismo del Fondo di Solidarietà Nazionale per le calamità naturali che così com’è non risponde più alla complessità, violenza e frequenza degli eventi calamitosi.

“Anche la gestione del rischio e le scelte in tema di assicurazioni in agricoltura vanno profondamente riviste – incalza il presidente Muraglia – perché incidono sulla redditività e sulla liquidità delle imprese agricole, insieme alla corretta programmazione e gestione aziendale. I fenomeni estremi, oltre ad azzerare le produzioni, danneggiano piante e alberi, con una frequenza e una violenza che gli agricoltori non possono in alcun modo gestire e sopportare in solitudine”.

Le ragioni del basso ricorso alle assicurazioni – aggiunge Coldiretti Puglia – è stato spiegato da un sondaggio di Ismea, costi troppo alti, estrema sfiducia nel sistema dei rimborsi, complessità nella sottoscrizione delle polizze con periodo di stipula non più rispondenti ai tempi e alla violenza dei fenomeni divenuti tropicali.

Le evidenze climatiche di questi ultimi anni mostrano come soprattutto sulle colture più diffuse in Puglia, a partire da frutteti, uliveti, ortaggi in pieno campo, pomodori e cereali, sono gli andamenti climatici (pioggia persistente, mancanza di acqua prolungata e siccità, sviluppo conseguente di malattie ecc.) che determinano la diminuzione delle produzioni e quindi dei redditi.

“Lo sviluppo delle assicurazioni in agricoltura non può più prescindere – conclude Muraglia – da nuovi strumenti avanzati, dai satelliti ai sistemi previsionali, dagli indici di vegetazione alle nuove tecnologie e da una maggiore competitività dei prodotti assicurativi”.

La tropicalizzazione del clima con fenomeni violenti e controversi che si abbattono sulle campagne – conclude Coldiretti Puglia – ha provocato 3 miliardi di euro di danni in Puglia negli ultimi 10 anni.

 

LIGURIA, VACANZE: A SETTEMBRE TRA MARE E PICCOLI BORGHI

Complice il caldo e il bel tempo dei primi 20 giorni del mese di settembre, la stagione ligure è continuata, come ogni anno, tra i vacanzieri “balneari” e quelli che hanno scelto di passare qualche giorno immersi nel verde, alla scoperta dei piccoli borghi, luoghi di tradizione e cultura, dove sono custodite da generazioni, circa 300 produzioni tipiche sparse su tutto l’arco regionale.

È come commenta Coldiretti Liguria il bilancio tracciato da Coldiretti/Ixe’, dal quale emerge che con il caldo sono saliti a quasi 9 milioni gli italiani particolarmente fortunati che hanno scelto di trascorrere almeno qualche giorno di vacanza nel mese di settembre, anche se pesa per il turismo nazionale la riduzione di viaggiatori stranieri.  

“Il mese di settembre in Liguria – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – è particolarmente apprezzato soprattutto da quanti cercano relax e tranquillità nel verde del nostro entroterra, e da quanti hanno approfittato del caldo che ci ha accompagnati fino ai giorni scorsi, per passare ancora qualche giorno al mare. Se la spiaggia è restata una meta gettonata, è cresciuto così l’interesse per la campagna e il turismo di prossimità con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori del nostro entroterra, dove è possibile dedicarsi, ad esempio, a trekking e alle passeggiate nei boschi, senza dimenticare la possibilità di assistere alle tradizionali attività di settembre come il rito della vendemmia. In questo contesto giocano un ruolo fondamentale le strutture agrituristiche di Campagna Amica Liguria sparse su tutto il territorio, che offrono l’opportunità di conciliare la buona tavola con la possibilità di stare all’aria aperta, avvalendosi delle comodità e dei servizi offerti per tutti gli amanti della natura, trovando sempre quella combinazione tra cibo, ambiente e cultura tanto ricercata.”

 

SONDRIO, PER 1 CITTADINO SU 4 SVOLTA ‘GREEN’: CRESCE SENSIBILITÀ POST LOCKDOWN

La pandemia spinge la svolta green nei comportamenti dei cittadini: anche a Sondrio, oltre uno su quattro (27%) acquista più prodotti sostenibili o ecofriendly rispetto al periodo ante-Covid. E’ quanto afferma la Coldiretti provinciale rimarcando altresì che, con l’arrivo dell’autunno, i Mercati di Campagna Amica del territorio vivono un momento magico e particolare, andranno ad arricchirsi dei prodotti del nuovo raccolto e tipici della stagione autunnale, come le zucche o le tipiche mele valtellinesi, oltre ovviamente ai formaggi d’alpeggio che i pastori portano con sé di ritorno dalle alte quote.

I farmer’s market presenti in Valtellina si tengono in orario mattutino dalle 8 alle 12.30. Nella città capoluogo, Sondrio, l’appuntamento è duplice: in Piazza Cavour (Piazza Vecchia), ogni venerdì mattina dalle 8 alle 12.30 e in piazza Bertacchi, di fronte alla stazione, ogni sabato mattina presso la struttura dell’AgriMercato coperto. Nel giorno di giovedì, invece, i produttori raggiungono sia Morbegno (via V Alpini) che Tirano (Viale Cappuccini/Piazza delle Torri). E’ invece quindicinale (alternato ogni due settimane) l’AgriMercato di Bormio in piazza Cavour: qui il prossimo appuntamento è domenica 27 settembre.                                                                                                                                                                                                                                 

Dall’acquisto di prodotti a minor impatto ambientale al taglio degli sprechi, dall’interesse per le energie rinnovabili al riciclo, dalla sharing economy alla mobilità più sostenibile sono molti – sottolinea la Coldiretti provinciale – i segnali che indicano una crescente attenzione alla riduzione del consumo delle risorse del pianeta.

Su base nazionale, gli italiani sono protagonisti di una vera è propria svolta green nei comportamenti favorita anche dall’emergenza Covid. Per migliorare la situazione ambientale, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’ il 59% degli italiani ritiene che siano necessari interventi radicali e urgentissimi sullo stile di vita. Se poi si guarda alle scelte che ognuno è disposto a fare per tutelare l’ambiente esiste una schiacciante maggioranza del 72% che sarebbe disposta a ridurre gli spostamenti in auto, scooter e motocicletta mentre più di 8 su 10 (82%) preferisce prodotti Made in Italy per sostenere l’economia, l’occupazione e valorizzare le risorse del territorio.

C’è quindi crescente attenzione all’adozione di comportamenti più sostenibili dal punto di vista ambientale, dai trasporti alla tavola, imparando a conoscere i prodotti locali che non devono percorrere lunghe distanze con mezzi inquinanti prima di giungere nel piatto. L’Italia peraltro può contare sull’agricoltura più green d’Europa con 305 specialità ad indicazione geografica riconosciute a livello comunitario e 524 vini Dop/Igp, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole biologiche, la più grande rete mondiale di mercati di agricoltori e fattorie con Campagna Amica e 24mila strutture agrituristiche diffuse lungo tutta la Penisola.

I mercati degli agricoltori sul territorio vengono scelti anche per trovare prodotti locali del territorio, cosiddetti a chilometri zero, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto della stagionalità dei prodotti in alternativa ai cibi che devono percorrere lunghe distanze con le emissioni in atmosfera dovute alla combustione di benzina e gasolio.

Si calcola ad esempio che – sottolinea la Coldiretti provinciale – un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole della provincia di Sondrio deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall’Argentina deve volare per oltre 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica attraverso il trasporto con mezzi aerei.

L’Italia è l’unico Paese al mondo che può contare su una unica rete organizzata di farmers market a che mette a disposizione delle famiglie circa 1.200 mercati contadini a livello nazionale sia all’aperto che al chiuso con una varietà di prodotti che – spiega Coldiretti Sondrio – vanno dalla frutta alla verdura di stagione, dal pesce alla carne, dall’olio al vino, dal pane alla pizza, dai formaggi fino ai fiori per una spesa annua che prima dell’emergenza ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro. Nei mercati dei contadini è possibile anche trovare specialità del passato a rischio di estinzione che sono state salvate grazie all’importante azione di recupero degli agricoltori e che non trovano spazi nei normali canali di vendita dove prevalgono rigidi criteri dettati dalla necessità di standardizzazione e di grandi quantità offerte. L’alta qualità dei prodotti più freschi, saporiti e genuini è la principale ragione di acquisto diretto dall’agricoltore per il 71% degli italiani, seguita dalle garanzie di sicurezza e dalla ricerca di prodotti locali che salgono sul podio delle motivazioni seguite dalla convenienza economica, secondo l’Indagine Coldiretti/Ixè.

 

PUGLIA, XYLELLA: SERVE STRETTA SEMPLIFICAZIONE PIANO DA 300MLN EURO

Serve una stretta per semplificare domande, pagamenti e controlli delle misure del Piano da 300 milioni di euro per la rigenerazione olivicola del Salento, accelerando le procedure grazie al protocollo d’intesa tra Regione Puglia e AGEA. E’ quanto sollecita Coldiretti Puglia che plaude all’intesa appena siglata, utile a produrre senza indugi i benefici tanto attesi dagli agricoltori che da 6 anni aspettano di ricominciare a lavorare e a produrre dopo la grave crisi causata dalla Xylella.

“Sollecitiamo l’avvio da parte della Regione Puglia del bando per il reimpianto di ulivi, così come le indennità compensative, gli interventi sugli ulivi monumentali e sulla diversificazione, perché ogni singola misura deve essere attuata con rapidità e con la massima trasparenza e correttezza per far sì che gli olivicoltori salentini, già gravemente danneggiati dalla fitopatia, possano guardare al futuro con più fiducia e riappropriarsi delle chiavi delle proprie aziende”, dichiara il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

In questo senso Coldiretti Puglia valuta con favore il protocollo d’intesa tra la Regione Puglia e l’Agea, approvato dalla Giunta regionale con delibera 1528 del 17/9/2020.

“La sburocratizzazione è un passaggio essenziale lungo il percorso di semplificazione delle procedure e dei tempi di presentazione delle domande, per l’erogazione e il controllo degli aiuti, passaggi ancora esclusi dal protocollo d’intesa con Agea – insiste il presidente Muraglia – una occasione che la Regione Puglia non può e non deve perdere per utilizzare i dati e le tecnologie già a disposizione di AGEA che garantirebbero la correttezza e il monitoraggio difficilmente realizzabili se non utilizzando i metodi avanzati di fotointerpretazione che le nuove tecnologie di intelligenza artificiale permettono”.

Incontrovertibile lo scenario della filiera olivicola a Lecce – denuncia Coldiretti Puglia – dove si stima anche nella campagna olearia 2020 il crollo dell’85% di olio rispetto alle medie storiche, perché la produzione di olive Cellina e Ogliarola è azzerata e risultano produttive solo le piante di Leccino e qualche impianto di ‘Favolosa’ messo a dimora vent’anni fa.

“La Xylella ha provocato effetti più disastrosi di un terremoto con ripercussioni drammatiche di natura produttiva, ambientale, economica, lavorativa, con esigenze di contenimento, di ricostruzione, di sostegno che vanno affrontate in maniera corale, rendendo i procedimenti fluidi e fruibili”, conclude il presidente Muraglia.

 

CALABRIA, I VINCITORI DELLA FINALE REGIONALE OSCAR GREEN 2020

Tre donne e tre uomini in cima alle sei categorie della finale regionale della Calabria del concorso Oscar Green, il premio che Coldiretti Giovani Impresa mette in palio ogni anno per accendere i riflettori sui giovani impegnati in agricoltura e che si è svolto nella bellissima e seducente cornice di Capo Vaticano-Ricadi (VV). “E’ emerso – ha detto Franco Aceto presidente di Coldiretti Calabria – un forte ancoraggio nel presente e competenza e visione del futuro per un’imprenditorialità agricola che crede nel domani e non ha paura delle sfide. Un appuntamento –ha aggiunto-  il presidente di Coldiretti Calabria- sempre importante per tutta la Coldiretti perché ci dà l’occasione di dare voce ad esperienze brillanti che emergono dal tessuto imprenditoriale agricolo. Ogni anno la scelta dei vincitori è sempre più difficile perché crescono la qualità e il valore delle iniziative. Tutto questo ci racconta l’effervescenza creativa che nasce nelle campagne dove tanti giovani investono nel loro futuro. “Sono esempi di storie vincenti sui giovani impegnati in agricoltura e nell’agroalimentare – ha commentato il delegato regionale di Giovani Impresa Coldiretti Enrico Parisi – protagonisti della rivoluzione green e dell’innovazione nei campi A oggi sono oltre 2500 gli under 35 che hanno deciso di costruire la loro carriera professionale in campagna: il loro impegno va accompagnato da politiche regionali corrette che possano favorire e sviluppare questi percorsi”. “Nuove leve dell’agricoltura regionale che, per Massimo Piacentino dell’esecutivo nazionale – sono giovani capaci, veloci e smart. Sono riusciti a coniugare nuove tecnologie, e nuovi canali di vendita con la tradizione delle nostre campagne. Puntano sulla sicurezza alimentare, sul benessere e sulla trasparenza nei confronti dei consumatori. Un concorso come Oscar Green è molto importante perché consente loro di farsi conoscere, conoscere altre esperienze per prendere spunto o allacciare collaborazioni all’interno della filiera agricola. Ha comunicato che I premiati per le sei categorie sono: Fare Rete: Serena Paese – AnsepaSrls che, valorizzando la patate della Sila IGP, con “Le Montanine”, produce le prime chips made in Sila, unendo l’amore per il territorio e la tradizione di famiglia. Impresa 5.Terra: Gabriele Francesco Bafaro premiato il progetto di archeologia sperimentale “Archeo-Vino Acroneo” che nasce dalla volontà di ricostruire il processo di vinificazione antico e di sperimentare le tecniche di coltivazione della vite usate nell’antichità conservando il vino in anfore di artigiani calabresi. Sostenibilità Ambientale: Federica Basile,della Cooperativa agricola Fattoria della Piana, una cooperativa di allevatori che opera nel settore lattiero caseario calabrese della Piana di Rosarno e che ha realizzato un impianto di produzione biogas che consente di produrre energia in modo totalmente ecosostenibile, con una potenza elettrica di 998 kW.L’impianto utilizza gli scarti della Fattoria e di altre 80 aziende agricole per produrre energia elettrica e termica. Esempio di economia circolare. Campagna Amica: la premiata è Elirosa Blaiotta della Società agricola Terzeria per il progetto “Rete in Rete”, che accoglie e realizza i valori di Campagna Amica. Terzeria, è ubicata nel cuore della Piana di Sibari, produce agrumi, ortaggi, cereali e foraggi, riso, olive e olio d’oliva e molto altro. Ha esperienza nella vendita diretta e on-line con spedizioni in tutta Italia. Creatività: dopo un lungo lavoro di oltre12 anni, Giovanni Celeste Benvenuto ha riportato in vita lo “Zibibbo di Pizzo”, vitigno che qui affonda le radici nelle antiche rotte commerciali dei Fenici, ha fatto rivivere le antiche tecniche di vinificazione del posto che si stavano estinguendo. Noi per il Sociale: premiata la coop. l’Arca di Noè con il progetto di Agricoltura Sociale “Salute in Campo”, che si colloca nel campo dei servizi alla persona. Il progetto affianca alla tradizionale funzione produttiva dell’agricolturala funzione “terapeutica” la capacità di generare benefici per le fasce vulnerabili della popolazione. Una menzione speciale è andata all’Associazione Koinè di Maria Rosa Papalia, che con il progetto il “Viaggio di Koinè” promuove, nel cuore dell’Aspromonte, l’educazione ambientale, l’educazione alimentare e la riscoperta dei luoghi storici, con l’organizzazione dei “campi scuola” per bambini e ragazzi anche nei tempi dell’emergenza Covid19. In un clima di commozione, un riconoscimento è andato alla memoria del giovane agricoltore Francesco Oliverio recentemente scomparso in un incidente stradale e a cui è stata dedicata questa edizione di Oscar Greeen. La giornata è stata arricchita dalla relazione del Presidente di Demoskopica Raffaele Rio e dall’intervento del Presidente della sesta Commissione Consiliare agricoltura Pietro Molinaro che ha incoraggiato i giovani ad essere tenaci e a voler bene alla Calabria. E’ stato annunciato che Federica Basile, della Cooperativa agricola Fattoria Fattoria della Piana parteciperà alla finalissima nazionale.

 

VENETO, ACCORDO ONT ITALIA E PHILIP MORRIS: AL VIA ACQUISTI DELLA VARIETA’ BRIGHT

Sono iniziati da una settimana a Bastia Umbra, nel pieno del rispetto delle misure sanitarie di prevenzione per il Covid-19, i ritiri di tabacco bright che rientrano nell’accordo di filiera tra l’Organizzazione Nazionale Tabacco Italia (ONT Italia) e Philip Morris Italia. Con il raccolto 2020 si celebra anche il decimo anniversario della relazione diretta tra ONT Italia e Philip Morris: era il lontano 2011 quando nel nostro Paese si metteva in campo nel settore del tabacco un nuovo modello di contrattazione diretta tra agricoltura e industria, che oggi vede coinvolti la più grande Organizzazione dei Produttori europea di settore (ONT Italia) e una delle principali multinazionali al mondo (Philip Morris International). “L’obiettivo del progetto iniziale era accorciare la filiera, eliminare tutte quelle attività che non creavano valore e favorire la redistribuzione del valore aggiunto tra le parti coinvolte. Se dopo dieci anni siamo ancora qui a parlare di filiera del tabacco in Italia lo dobbiamo molto probabilmente alla lungimiranza di quegli anni e ai benefici che si generano con relazioni di filiera trasparenti, eque, oneste e durature” ha dichiarato Gennarino Masiello, Presidente di

ONT Italia e Vice Presidente nazionale di Coldiretti. L’accordo di filiera tra ONT Italia e Philip Morris coinvolge, complessivamente in Italia nel 2020, circa 1000 imprese agricole, poco meno di 5.000 ettari e valorizza con circa 21.500 tonnellate di acquisti (tra tabacco bright e burley) quasi la metà del totale del tabacco prodotto in Italia: si tratta della quota più grande di tabacco italiano comprata da un unico acquirente. Ma andiamo con ordine e analizziamo i numeri chiave del tabacco bright, i cui ritiri sono appena iniziati a Bastia Umbra, dove nelle prossime settimane si misurerà il valore di un anno di investimenti e di lavoro. Con oltre 12.500 tonnellate di prodotto contrattato,

ONT Italia e Philip Morris gestiscono il più importante accordo in Italia per la commercializzazione del tabacco bright, con acquisti pari a circa il 40% del totale bright italiano. Valori molto importanti, in crescita rispetto ai volumi acquistati lo scorso anno da Philip Morris, che incidono in maniera significativa sulle produzioni tabacchicole di Umbria e Veneto, due regioni che in complesso producono oltre 30.000 tonnellate, il 90% del tabacco

bright italiano. Più in particolare, i numeri che rientrano nell’accordo di filiera ONT Italia- Philip Morris riferibili a queste due regioni sono di assoluto rilievo: in Umbria sono coinvolti circa il 40% e in Veneto circa il 50% delle superfici e dei volumi di bright. “La campagna tabacchicola appena conclusa è stata una delle più difficili degli ultimi anni, in cui le criticità climatiche hanno inciso significativamente sulle rese e, l’incremento di alcune voci di costo chiave, come i trattamenti per la difesa fitosanitaria e il lavoro hanno complicato ulteriormente le cose. Nel caso della manodopera poi, le necessarie misure intraprese per contrastare i rischi collegati al Covid-19 hanno determinato nuove difficoltà operative. Comunque, nonostante le complessità, siamo fiduciosi che alla fine del percorso di questa campagna di produzione sapremo costruire insieme a ONT Italia e PMI le condizioni per la sostenibilità”, ha precisato Alberto Mantovanelli, Presidente dell’Organizzazione Produttori Italiani Tabacco (OPIT), la più importante cooperativa associata ad ONT Italia che rappresenta le produzioni tabacchicole di Umbria e Veneto. Per Cesare Trippella, Responsabile divisione tabacco per Philip Morris in Italia e in Europa “mai come quest’anno siamo orgogliosi del nostro accordo di filiera che, unico nel panorama nazionale, assicura fino al 2023 garanzie di importanza vitale per tutte le imprese agricole italiane con cui lavoriamo ogni giorno, a cominciare dai prezzi, pur sempre nel rispetto delle logiche concorrenziali. E proprio per supportare concretamente la sostenibilità della filiera agricola in un momento critico, abbiamo sentito la responsabilità di fare di più, con un contributo economico straordinario per il raccolto 2019 e con la donazione di dispositivi di protezione individuale. Al termine dei ritiri per il 2020, individueremo gli opportuni momenti di confronto per continuare a discutere sulla sostenibilità di questo importante settore.” L’accordo di filiera tra ONT Italia e PMI per lo sviluppo del settore del tabacco in Italia dimostra dunque di essere proiettato saldamente nel futuro, grazie agli accordi programmatici fissati fino al 2023 per l’acquisto di tabacco italiano di qualità ottenuto con i più elevati standard di sostenibilità. “Ed è proprio all’interno di questa cornice programmatica che dovranno essere ricercati meccanismi di incentivazione innovativi che nei prossimi anni guideranno l’evoluzione della filiera del tabacco in Italia”, ha concluso Gennarino Masiello, Presidente di ONT Italia.

 

CREMONA, GIOVANI, 3200 IMPRESE: ROSA IL 22 PER CENTO DELLE AZIENDE UNDER 35

Sono oltre 3200 le imprese agricole lombarde condotte da under 35 e quasi una su quattro (22%) è guidata da donne. E’ quanto emerge da un’elaborazione di Coldiretti Lombardia su dati del registro delle imprese riferiti al primo semestre del 2020, diffusa in occasione della consegna dei premi all’innovazione giovane nelle campagne lombarde  assegnati ogni anno dalla Coldiretti, in programma questo pomeriggio alle ore 17 al Teatro Oscar, in via Lattanzio 58/A a Milano alla presenza di Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Lombardia; Fabio Rolfi, Assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia; Pierfrancesco Maran, Assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura del Comune di Milano; Cristina Tajani, Assessore alle politiche del Lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse Umane del Comune di Milano; Carlo Maria Recchia, Delegato Coldiretti Giovani Impresa Lombardia.

Negli ultimi 5 anni, il numero delle imprese giovani nei campi della Lombardia è cresciuto del 3,8%. Le nuove generazioni – spiega la Coldiretti regionale – assicurano un grande contributo di innovazione all’agricoltura, settore che sta dimostrando tutta la sua strategicità per il Paese. Ma i giovani – continua Coldiretti Lombardia – vanno sostenuti finanziariamente, perché la disponibilità di risorse adeguate rimane il principale ostacolo allo sviluppo delle nuove imprese agricole under 35, soprattutto quelle guidate da chi arriva da altri settori o da diverse esperienze e non può contare sul patrimonio aziendale familiare.

In particolare, il DL Semplificazioni, di recente convertito in legge, prevede a favore delle imprese agricole a prevalente o totale partecipazione giovanile la concessione di mutui agevolati, a un tasso pari a zero e di importo non superiore al 60% della spesa ammissibile, per gli investimenti della durata massima di dieci anni comprensiva del periodo di preammortamento, nonché un contributo a fondo perduto fino al 35 per cento della spesa ammissibile. Per le iniziative nel settore della produzione agricola il mutuo agevolato ha una durata, comprensiva del periodo di preammortamento, non superiore a quindici anni.

 

VENETO, CETA: RADDOPPIA IMPORT CARNE E GRANO DA CANADA

Dopo l’accordo Ceta praticamente raddoppiano nel 2020 le importazioni di prodotti alimentari canadesi in Italia che crescono in valore del 77% rispetto all’anno precedente, più di cinque volte rispetto all’aumento nello stesso periodo delle esportazioni di cibo Made in Italy nel paese dell’acero (+14%). E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti dell’accordo di libero scambio tra Ue e Canada in base ai dati Istat relativi al primo semestre 2020 divulgata a tre anni dell’entrata in vigore in via provvisoria dal 21 settembre 2017 del trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada, peraltro mai ratificato dal Parlamento italiano.

Un trattato che si sta rivelando un ottimo affare soprattutto per il Paese nordamericano ma che alimenta preoccupazioni per l’Italia A trainare il boom degli arrivi dal Canada infatti sono – spiega Coldiretti – il grano e gli altri cereali che aumentano dell’82% con una vera e propria invasione nonostante il prodotto canadese non rispetti le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale vigenti nel nostro Paese e sia trattato con l’erbicida glifosato in preraccolta, secondo modalità vietate sul territorio nazionale dove la maturazione avviene grazie al sole. Una situazione che – denuncia la Coldiretti – fa concorrenza sleale al Made in Italy provocando il crollo delle quotazioni del grano nazionale che mette in pericolo la vita di oltre trecentomila aziende agricole che lo coltivano spesso in aree interne senza alternative produttive e per questo a rischio desertificazione. Le importazioni di grano duro canadese hanno affossato i prezzi di quello italiano nonostante un raccolto nazionale mediamente in flessione intorno al 3% rispetto allo scorso anno e il un balzo nei consumi di pasta degli italiani durante il lockdown con un vero boom della pasta di grano 100 per 100 Made in Italy.

A preoccupare – sottolinea la Coldiretti – è anche la crescita record del 91% delle importazioni di carne canadese, visto che nel Paese nord americano per l’alimentazione degli animali è consentito l’uso di derivati di sangue, peli e grassi trattati ad alte temperature, senza indicazione in etichetta, un sistema che in Europa è vietato da oltre venti anni a seguito dello scandalo della mucca pazza. Proprio quell’emergenza – afferma la Coldiretti – è costata all’Italia e all’Europa un pesante bilancio in termini di perdite di vite umane, costi sociali ed economici, con il panico che si era diffuso fra i consumatori mentre carcasse di mucche e vitelli bruciavano in enormi roghi per arginare l’epidemia.

“La presenza sui mercati esteri è vitale per il Made in Italy ma negli accordi di libero scambio va garantita reciprocità delle regole e salvaguardata l’efficacia delle barriere non tariffarie perché non è possibile agevolare l’importazione di prodotti ottenuti secondo modalità vietate in Italia” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “occorre lavorare per una profonda revisione dell’accordo che tuteli il Made in Italy dalla concorrenza sleale e garantisca ai consumatori la sicurezza alimentare”.

 

PIEMONTE, CETA: ACCORDI DI FILIERA PER COMBATTERE IMPORTAZIONI SELVAGGE

Dopo l’accordo Ceta praticamente raddoppiano nel 2020 le importazioni di prodotti alimentari canadesi in Italia che crescono in valore del 77% rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti dell’accordo di libero scambio tra Ue e Canada in base ai dati Istat relativi al primo semestre 2020 divulgata a tre anni dall’entrata in vigore, in via provvisoria, dal 21 settembre 2017 del trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada, peraltro mai ratificato dal Parlamento italiano.

Un accordo che si sta rivelando un ottimo affare soprattutto per il Paese nordamericano ma che alimenta preoccupazioni per l’Italia. A trainare il boom degli arrivi dal Canada, infatti, sono il grano e gli altri cereali che aumentano dell’82% con una vera e propria invasione, nonostante il prodotto canadese non rispetti le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale vigenti nel nostro Paese, e sia trattato con l’erbicida glifosato in preraccolta, secondo modalità vietate sul territorio nazionale dove la maturazione avviene grazie al sole. A preoccupare è anche la crescita record del 91% delle importazioni di carne canadese, visto che nel Paese nord americano per l’alimentazione degli animali è consentito un sistema che in Europa è vietato da oltre venti anni.

“Una situazione che fa concorrenza sleale al Made in Piemonte – evidenziano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – per cui acquisiscono ulteriore valore gli accordi di filiera come quello avviato proprio sul frumento tenero, Gran Piemonte, insieme al Cap Nord Ovest. Purtroppo le situazioni del grano e della carne, tra speculazioni di filiera ed importazioni selvagge, sono la punta dell’iceberg delle difficoltà che deve affrontare l’agricoltura italiana. Per questo vanno incentivati progetti virtuosi che garantiscano una prospettiva di reddito a medio lungo periodo alle nostre imprese oltre alla tracciabilità e sicurezza alimentare ai consumatori. Assicurare la sostenibilità della produzione con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti, devono essere gli obiettivi principali alla base dei veri accordi di filiera. La presenza sui mercati esteri è vitale – concludono Moncalvo e Rivarossa – per il made in Italy ma negli accordi di libero scambio va garantita reciprocità delle regole e salvaguardata l’efficacia delle barriere non tariffarie perché non è possibile agevolare l’importazione di prodotti ottenuti secondo modalità vietate in Italia”.

 

CUNEO, MALTEMPO: BOMBA D’ACQUA A SALUZZO, DANNI PER 50 AZIENDE ZOOTECNICHE

La bomba d’acqua che nel tardo pomeriggio di ieri si è abbattuta su Saluzzo città ha causato danni ad una cinquantina di aziende zootecniche. Lo rileva Coldiretti Cuneo, i cui tecnici da ieri sera sono al lavoro per monitorare la situazione.

“Un temporale di furia inaudita ha scaricato in un’ora ben 190 mm di pioggia, soprattutto su frazione Cervignasco e via dei Romani, inondando strade, allagando case, capannoni e stalle, dove l’acqua ha sfiorato un metro di altezza. Ingenti i danni fra animali a mollo, fieno, paglia e macchinari sommersi, impianti elettrici in tilt” spiega Mario Dotto, Segretario Coldiretti di Zona Saluzzo.

Questa ondata temporalesca – rimarca Coldiretti Cuneo – ha inaugurato l’inizio dell’autunno dopo una stagione estiva segnata da eventi estremi, figli dei cambiamenti climatici in atto, che hanno duramente pesato sugli imprenditori agricoli locali, danneggiando e, in diversi casi, compromettendo totalmente i raccolti di frutta, ortaggi e cereali. Come non ricordare le ripetute grandinate e le trombe d’aria che, tra luglio e agosto, hanno investito le campagne tra Saluzzese, Saviglianese e Fossanese, spezzando interi ettari di frutteti nel distretto frutticolo più importante del Piemonte, spianando campi di cereali, distruggendo pioppeti, scoperchiando serre, capannoni e case.

Quella del 2020 è stata una vera e propria estate tropicale con oltre 8 tempeste al giorno lungo tutta la Penisola, secondo l’elaborazione di Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database (ESWD). I 750 eventi estremi che si sono verificati nei mesi estivi sono il risultato dell’enorme energia termica accumulata nell’atmosfera in un anno che finora è stato di oltre un grado (+1,05 gradi) superiore alla media storica, classificandosi in Italia al secondo posto tra i più bollenti dal 1800, sulla base dell’analisi Coldiretti su dati ISAC CNR relativi ai primi otto mesi del 2020.

Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it

 

PUGLIA, GRANO: COLDIRETTI FOGGIA ABBANDONA COMMISSIONE PREZZI

Strappo alla Camera di Commercio di Foggia con Coldiretti che abbandona la commissione prezzi del grano davanti all’ennesima proposta di commercianti e industriali di abbassare il prezzo del grano duro della Capitanata. “E’ inaccettabile il continuo gioco al ribasso del prezzo del grano foggiano e pugliese, in una campagna che tra l’altro segna minori quantità e qualità apprezzata dal mercato”, tuona Pietro Piccioni, delegato confederale di Coldiretti Foggia.

“Sono settimane che va avanti un tira e molla insostenibile che mortifica il lavoro e gli investimenti dei nostri agricoltori e vanifica anche i tentativi di creare accordi di filiera che dal campo alla tavola garantiscano ai consumatori di acquistare pasta 100% made in Italy, senza che alcuno degli anelli della filiera ci rimetta”. 

Il raccolto Made in Italy in Puglia – sottolinea la Coldiretti – subisce tra l’altro la concorrenza sleale delle importazioni dall’estero di prodotti che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale vigenti nel nostro Paese come il grano duro canadese trattato con l’erbicida glifosato in preraccolta, secondo modalità vietate sul territorio nazionale dove la maturazione avviene grazie al sole.

E’ aumentata, infatti, del 59% nel primo trimestre e del 34% nel secondo trimestre – aggiunge Coldiretti Puglia – la quantità di grano duro importato nel 2020 dal Canada con il quale l’Unione Europea ha siglato l’accordo di libero scambio CETA.

La Puglia è il principale produttore italiano di grano duro, con 346.500 ettari coltivati e 9.990.000 quintali prodotto e valore della filiera della pasta in Puglia pari a 542.000.000 euro. La Puglia è, d’altro canto, la regione che paradossalmente che ne importa di più, tanto da rappresentare un quarto del totale del valore degli arrivi di prodotti agroalimentari nella regione, denuncia Coldiretti Puglia.

Alla perdita economica e di posti di lavoro si aggiunge il rischio ambientale – insiste Coldiretti Puglia – in un Paese che con l’ultima generazione ha perso oltre un quarto della terra coltivata per colpa dell’abbandono, della cementificazione e delle speculazioni che sottopagano i prodotti agricoli.

In questo contesto – sottolinea la Coldiretti – un segnale positivo viene dal moltiplicarsi di marchi e linee che garantiscono l’origine nazionale al 100% del grano impiegato, impensabile fino a pochi anni: da La Molisana ad Agnesi, da Ghigi a De Sortis, da Jolly Sgambaro a Granoro, da Armando a Fabianelli, da Alce Nero a Rummo, da Antonio Amato a Voiello, da FdAI – Firmato dagli agricoltori italiani fino a Barilla che proprio quest’anno ha annunciato di rinnovare la sua pasta classica con grani 100% italiani. L’Italia è il paese con il piu’ elevato consumo di pasta per un quantitativo di 23,5 chilogrammi a testa contro i 17 chili della Tunisia, seconda in questa speciale classifica seguita da Venezuela (12 kg), Grecia (11 kg), Cile (9,4 kg), Stati Uniti (8,8 kg), Argentina e Turchia a pari merito (8,7 kg). Durante il periodo di lockdown necessario per combattere l pandemia si è verificato un aumento degli acquisti del 17% per i derivati dei cereali come la pasta secondo Ismea mentre sono stati completamente azzerati i consumi nella ristorazione con i locali chiusi. L’Italia – continua la Coldiretti – è prima in Europa e seconda nel mondo nella produzione di grano duro destinato alla pasta con una stima dell’Istat di 1,23 milioni di ettari seminati nel 2020 in aumento dello 0,5% con una produzione attorno ai 4,1 miliardi di chili.

 

CUNEO, BASTA IMPORTAZIONI SELVAGGE DI CARNE E GRANO DAL CANADA

A causa dell’accordo di libero scambio tra UE e Canada, nel 2020 sono raddoppiate in Italia le importazioni di prodotti alimentari canadesi che crescono in valore del 77% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti sugli effetti dell’accordo CETA in base ai dati ISTAT relativi al primo semestre 2020, divulgata a tre anni dall’entrata in vigore, in via provvisoria, del trattato di libero scambio tra Unione europea e Canada, peraltro mai ratificato dal Parlamento italiano.

Un accordo che si sta rivelando un ottimo affare soprattutto per il Paese nordamericano ma che alimenta preoccupazioni per l’Italia. A trainare il boom degli arrivi dal Canada – spiega Coldiretti – sono il grano e gli altri cereali (+82%), nonostante il prodotto canadese non rispetti le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale vigenti nel nostro Paese e sia trattato con l’erbicida glifosato in pre-raccolta, secondo modalità vietate sul territorio nazionale dove la maturazione avviene grazie al sole.

A preoccupare è anche la crescita record delle importazioni di carne canadese (+91%), visto che nel Paese nordamericano per l’alimentazione degli animali è consentito un sistema che in Europa è vietato da oltre vent’anni.

“La presenza sui mercati esteri è vitale per le produzioni agroalimentari tricolore – evidenzia Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – ma negli accordi di libero scambio va garantita reciprocità delle regole e salvaguardata l’efficacia delle barriere non tariffarie, perché non è possibile agevolare l’importazione di prodotti ottenuti secondo modalità vietate in Italia. È una situazione che fa concorrenza sleale al Made in Cuneo, per cui acquisiscono ulteriore valore gli accordi di filiera come ‘Gran Piemonte’ per il frumento tenero avviato con il CAP Nord-Ovest”.

“Le speculazioni di filiera e le importazioni selvagge che riguardano carne e grano – sottolinea Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – sono la punta dell’iceberg delle difficoltà che deve affrontare l’agricoltura italiana. Per questo vanno incentivati progetti virtuosi che garantiscano alle nostre imprese una prospettiva di reddito a medio-lungo periodo oltre ad assicurare ai consumatori tracciabilità e sicurezza alimentare. Assicurare la sostenibilità della produzione con impegni pluriennali e riconoscere un prezzo di acquisto equo, basato sugli effettivi costi sostenuti, devono essere gli obiettivi principali alla base dei veri accordi di filiera”.

Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it

 

Appuntamenti

 

SICILIA: COLDIRETTI TRAPANI ALLA FIACCOLATA PER I PESCATORI RAPITI

Venerdì 25 settembre

Liberateli.  Anche Coldiretti Trapani lancia l’appello per i pescatori di Mazara del Vallo sequestrati ad inizio mese da forze armate libiche e parteciperà alla fiaccolata di venerdì 25 settembre.

La fiaccolata, che inizierà alle 19.00 da piazza della Repubblica, è organizzata con varie associazioni e si snoderà sul lungomare San Vito.

Non è possibile che i nostri lavoratori del mare subiscano questa inaudita violenza – sottolinea Coldiretti Trapani -.  Anche noi ci uniamo alla famiglia. Riportare loro a casa dev’essere una priorità di tutte le istituzioni.

 

VENETO: RIMANDATA TRANSUMANZA UNESCO, CONVEGNO CON PROMOTORE COMITATO

Lunedi 28 settembre  

Covid e cambiamenti climatici condizionano anche la transumanza che a Bressanvido in provincia di Vicenza coincide con il Festival dell’Agricoltura in programma quest’anno dal 25 al 29 settembre prossimo. Alla pratica della discesa delle mandrie dall’Altopiano fino alla pianura la manifestazione promossa dall’Amministrazione comunale e dalla Pro Loco, ha sempre dedicato ampio spazio. Nel tempo – sostiene Coldiretti tra i partner della manifestazione –  i valori folkloristici hanno acquistato ulteriori contenuti che vanno dalla riflessione storico culturale al turismo ecosostenibile, dalla valorizzazione del patrimonio agroalimentare alla valenza della tutela paesaggistica del territorio. A coronare un antico rito tramandato da intere generazioni – commenta Coldiretti –  un processo legislativo regionale che ha concluso il suo iter nel 2020, esattamente un anno dopo il riconoscimento della transumanza quale patrimonio immateriale dell’Unesco. Il Veneto, con la sua competenza ha avviato, su iniziativa di Donne Impresa un dibattito politico sul tema che ha prodotto una norma che ha l’ambizione di fare da apripista a livello nazionale. “Un estate prolungata favorisce la permanenza dei bovini in altura dove pascoli e prati sono ancora disponibili per l’alimentazione dei capi –spiega Martino Cerantola presidente di Coldiretti Vicenza – non c’è quindi da preoccuparsi se quest’anno il rientro nelle stalle sarà tardivo: gli allevatori sanno bene cosa è meglio per il benessere degli animali. Ordinanze e vincoli legati alla pandemia fanno il resto – spiega Martino Cerantola – peccato perchè l’occasione era perfetta per tenere a battesimo la “prima via dei pascoli” in onore della famiglia Pagiusco, così come annunciato dal primo firmatario della normativa regionale Nicola Finco. In base al quadro internazionale sarebbe stata l’edizione etichettata dall’Unesco – ammette Cerantola – ma come gli agricoltori hanno dimostrato anche durante l’emergenza sanitaria la campagna non si ferma. Martino Cerantola annunciando il convegno organizzato da Coldiretti Lunedi 28 settembre alle ore 20.45 in auditorium di Villa Pagiusco svela anche la presenza di Nicola Di Niro, leader del comitato promotore per il riconoscimento di patrimonio immateriale Unesco. Dal Molise – sottolinea Cerantola – culla dei tratturi come Puglia e Abruzzo e tante altre regioni del sud d’Italia presenterà una proposta a cui i paesi attraversati dalla demonticazione non potranno dire di no: entrare nel coordinamento internazionale per procedere ad una mappatura dei tracciati e sviluppare cosi nuove opportunità turistiche, sociali ed economiche. Una sfida da cogliere che offre motivi di confronti diplomatici e possibilità di relazioni mondiali, soprattutto prestigio a quanto fatto fino ad ora. Intorno al tavolo saranno collegati altri ospiti come Sergio Celestino già Sindaco di Formello (Roma) che illustrerà l’importanza strategica della via Francigena per le comunità, Chiara Bortolas vice presidente nazionale delle imprenditrici di Coldiretti, Aldo Rozzi Marin console onorario del Cile e presidente dell’Associazione Veneti nel mondo e Mauro Pasquali di Slow Food che parlerà del recupero della pecora Brogna in Lessinia.

Per partecipare è necessario iscriversi

http://www.festivalagricoltura.it/2020/09/28/transumanza-da-bressanvido/

 

SARDEGNA, COLDIRETTI-FIAB: AGRIPEDALATA PER CIBO E DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE

Giovedì 24 settembre

Cibo e mobilità sostenibile. Sono i valori che uniscono la rete di Campagna Amica – Terranostra e la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (Fiab) che nella settimana europea della mobilità sostenibile hanno promosso la “Pedalata a km0” che si terrà giovedì mattina a Cagliari nel mercato di Campagna Amica di piazza dei Centomila in cui sarà presentato il Dossier e l’esposizione sull’agricoltura e mobilità sostenibile.   

L’incontro tra le due realtà sostenibili (Campagna Amica – Fiab), sarà preceduto da una pedalata sul lungo mare de Su Siccu fino ad arrivare al mercato di Piazza dei Centomila dove alle 10.30 sarà presentato il Dossier dell’agripedalata sostenibile con i vantaggi del cibo a km0 dell’agricoltura sostenibile e dell’utilizzo della bicicletta. Saranno presenti il presidente provinciale di Coldiretti Cagliari Giorgio Demurtas e di Fiab Cagliari Virgilio Scanu e l’assessore all’Ambiente del Comune di Cagliari Alessandro Guarracino.

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