COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News la Forza del Territorio del 21 luglio 2021

21 Luglio 2021
News la Forza del Territorio del 21 luglio 2021

Primo piano

 

PIEMONTE

ECONOMIA: AL VIA ACCORDO PER BRESAOLA MADE IN PIEMONTE

Garanzia per il consumatore dell’origine dei capi e di tutta la filiera di produzione

Firmato l’accordo tra Coldiretti Piemonte e Rigamonti S.p.A., aderente a Filiera Italia, per la bresaola Made in Piemonte che valorizza la carne di Razza Piemontese. Nell’arco del triennio verranno impiegati dai 15 ai 19 mila capi di bovini adulti maschi di cui verranno utilizzate, in particolare, le parti di fesa e sottofesa per la preparazione della bresaola, fiore all’occhiello della salumeria nazionale.

“Un altro tassello che va nella direzione di incentivare il consumo della salumeria italiana e di ottenere per le imprese del Piemonte un incremento dei volumi prodotti, oltre ad un giusto riconoscimento di remunerazione del valore – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale -.

In questo modo al consumatore si può garantire la tracciabilità dell’origine dei capi e di tutta la filiera di produzione, portando a tavola un prodotto davvero italiano. La Piemontese con oltre 315 mila capi, 5 mila aziende ed un fatturato che arriva a 500 milioni di Euro, rappresenta la principale razza da carne, oltre ad essere la prima razza autoctona a livello nazionale per numero di capi allevati, raggiungendo il 50% del patrimonio delle razze autoctone italiane da carne. Ancor più alla luce del periodo difficile che sta vivendo il comparto, gli  accordi di filiera come questo possono dare traiettorie di futuro, anche dopo le difficoltà legate alla pandemia, alle imprese, molte delle quali in questo settore condotte da giovani,  che hanno colto proprio nell’allevamento importanti opportunità di lavoro”.

 

Dal Territorio

 

CAMPANIA, OLIO CAMPANIA “IGP”: PARERE FAVOREVOLE DEL MIPAAF

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha respinto l’opposizione presentata contro il riconoscimento dell’IGP Olio Campania. Un risultato positivo che ha visto il forte impegno in prima linea della federazione regionale della Coldiretti Campania. Il Mipaaf, pertanto, ha espresso un definitivo parere favorevole alla registrazione dell’IGP, introducendo solo una modifica al disciplinare, chiesta dalla stessa Coldiretti Campania, tesa a rafforzare l’origine esclusiva delle olive dal territorio regionale. Una grande vittoria – commenta Coldiretti Campania – che apre la strada al percorso conclusivo per il riconoscimento del marchio di indicazione geografica protetta. Ora la palla passa a Bruxelles, per la definitiva approvazione da parte dell’Unione Europea.

 

UMBRIA, ACQUA ALL’AGRICOLTURA, SITUAZIONE NON PIÙ PROCRASTINABILE

Un incontro fortemente voluto da Coldiretti Umbria quello di martedì a Città di Castello presso il Centro di Essicazione Co.A.A.T. che ha visto partecipi gli imprenditori agricoli, i rappresentanti del mondo cooperativo, ANBI, i Consorzi di Bonifica e gli amministratori locali per fare il punto sugli approvvigionamenti idrici dell’Alta Valle del Tevere e del Trasimeno e per trovare soluzioni concrete alle problematiche che da troppi anni rappresentano un ostacolo alle attività dell’eccellenza agroalimentare.

Il settore agricolo in Alta Valle del Tevere e nel comprensorio Trasimeno, come in tutta la regione, ha saputo reagire alle difficoltà legate al Covid-19 continuando a garantire le produzioni di qualità. Restano comunque forti le difficoltà per le imprese ed è a rischio la sostenibilità economica delle aziende a fronte degli elevati costi di produzione, sia per quelli nuovi legati al covid che per quelli storici, come il costo molto elevato dell’acqua nel comprensorio irriguo di Montedoglio. Ad oggi, inoltre, il sistema di irrigazione non risulta essere ammodernato e non soddisfa i bisogni degli imprenditori locali.

“Sono mesi che ci stiamo impegnando per risolvere questa annosa problematica – ha sottolineato il presidente di Coldiretti Umbria, Albano Agabiti – e siamo qui oggi per condividere con gli imprenditori agricoli e gli enti del territorio, partendo dalle competenze e dalle esperienze maturate dai Consorzi di Bonifica, le nostre proposte al fine di arrivare a una soluzione unanime. Partendo dal presupposto che occorre ridurre il costo dell’acqua all’origine perché troppo elevato, abbiamo la necessità di creare criteri di autodeterminazione del territorio in maniera partecipata – ha proseguito Agabiti – e prevedere un servizio di gestione più efficiente”. 

La progressiva scarsità d’acqua dovuta agli sfasamenti climatici che si aggiunge ad annosi problemi di malfunzionamento a livello infrastrutturale unitamente ai costi elevati rende necessaria e urgente una strategia capace di cercare un sistema alternativo più funzionale. Tra gli obiettivi c’è quello di una gestione coerente dell’acqua, bene essenziale alle produzioni come tabacco, mais e ortaggi e tutte le altre produzioni, altresì indispensabile alla salvaguardia del territorio e al suo sviluppo. Essendo un bene comune è giusto che gli agricoltori partecipino alla costruzione di questo percorso. Tenendo anche conto che oggi è in gioco la sostenibilità economica delle aziende, già sottoposte a dura prova da mesi e anni difficili. “Partiamo quindi dal territorio – sottolinea Coldiretti Umbria – e da chi l’acqua la utilizza, la preserva e la gestisce, facendo leva su quanto di positivo abbiamo costruito, primi tra tutti i consorzi di bonifica che rappresentano un modello virtuoso ed efficiente per esperienza e competenze che ci consentono di progettare il futuro. Noi abbiamo a cuore il lavoro dei nostri imprenditori agricoli, la difesa delle eccellenze dei nostri prodotti e la custodia dei nostri territori”

 

ABRUZZO, AL VIA PETIZIONE CONTRO PANNELLI MANGIA SUOLO

In Abruzzo al via la petizione contro i pannelli solari mangia suolo per combattere il rischio idrogeologico di fronte ai cambiamenti climatici e spingere invece il fotovoltaico pulito ed ecosostenibile sui tetti di stalle, cascine, magazzini, fienili, laboratori di trasformazione e strutture agricole. Lo annuncia Coldiretti Giovani Impresa con il via ufficiale alla raccolta firme per dire “Sì all’energia rinnovabile senza consumo di suolo agricolo” sul sito www.giovanimpresa.coldiretti.it e negli uffici della Coldiretti in tutta Italia, nei mercati e negli agriturismi di Campagna Amica. In Abruzzo sono coinvolti i tre mercati coperti di Campagna Amica di Teramo, Pescara e Chieti e il mercato all’aperto di Sulmona oltre a tutti i presidi territoriali dell’organizzazione agricola, con decine di giovani impegnati nella raccolta delle firme che domani mattina si incontreranno in videoconferenza per le iniziative da mettere in campo. 

Una petizione nazionale a tutela del suolo agricolo per chiedere alle istituzioni di investire nelle fonti alternative di energia senza dimenticare il ruolo fondamentale dell’agricoltura e la bellezza unica dei nostri territori, che andrebbero compromessi senza una programmazione territoriale degli impianti fotovoltaici a terra”.

Preoccupati per l’emergenza climatica, i giovani agricoltori – spiega Coldiretti – intendono cogliere ogni opportunità offerta dalle tecnologie innovative, avendo come obiettivo la piena attuazione dell’accordo di Parigi sul clima e l’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Il consumo di suolo agricolo destinato al fotovoltaico a terra – afferma Coldiretti Giovani Impresa – minaccia il futuro alle nuove generazioni di agricoltori. 

“Destinando i suoli agricoli al fotovoltaico non ci saranno più terreni da coltivare accelerando di fatto la perdita della biodiversità che rende unica la nostra regione e il nostro Paese – spiega il leader dei giovani agricoltori di Coldiretti Abruzzo Giuseppe Scorrano “come giovani agricoltori sosteniamo e promuoviamo ogni giorno l’innovazione tecnologica sostenibile, ma siamo anche convinti che il suolo vocato all’agricoltura appartiene agli agricoltori e la multifunzionalità energetica va sviluppata come attività integrata alla coltivazione e all’allevamento sino a un massimo del 5% della superficie da realizzare direttamente dagli agricoltori e in aree marginali”. I giovani agricoltori della Coldiretti propongono che le Regioni e gli enti locali identifichino nelle aree da bonificare, nei terreni abbandonati, nelle zone industriali obsolete e nei tetti delle strutture produttive anche agricole, il luogo idoneo all’installazione del fotovoltaico per la corretta produzione di energia da fonti rinnovabili. “In Abruzzo – aggiunge Scorrano –  ci sono terreni non destinati all’agricoltura che potrebbero essere messi a valore con il fotovoltaico. E’ assurdo utilizzare terreni fertili che già producono valore economico, sociale ed ambientale togliendo traiettorie di futuro alle nuove generazioni di agricoltori”.

L’Italia – continua la Coldiretti – vanta oltre 822mila impianti fotovoltaici, ma è fondamentale difendere la capacità produttiva alimentare nazionale in un Paese come l’Italia in cui – conclude la Coldiretti – la superficie agricola utilizzabile si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari negli ultimi 25 anni.

 

PUGLIA, LEPRI: PRODUZIONI DIVORATE IN CAMPI MELONI, POMODORI, BARBATELLE DI VITE

Raid nei campi in provincia di Brindisi di meloni, pomodori e barbatelle di vite, con le lepri che divorano intere produzioni, mentre a nulla valgono le recinzioni per proteggere le coltivazioni. E’ quanto denuncia Coldiretti Puglia, dopo le ennesime segnalazioni di danni ingenti provocati dalle lepri nelle campagne, nelle aree prossime al Parco regionale delle Saline di Punta della Contessa.

“In Puglia sono enormi i danni causati dalla fauna selvatica, con i cinghiali che distruggono le coltivazioni e attaccano gli uomini e gli animali allevati,  come anche i lupi e i cani inselvatichiti, gli storni azzerano la produzione di olive e distruggono le piazzole, le lepri divorano letteralmente interi campi di ortaggi, i cormorani mangiano i pesci negli impianti di acquacoltura, con un danno pari ad oltre 15 milioni di euro”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Evidentemente non sono sufficienti – spiega Coldiretti Puglia – i dissuasori di tipo olfattivo a base di proteine animali, il divieto di immissioni di lepri europee ai fini di ripopolamento nei comuni di Brindisi, Torchiarolo, San Pietro Vernotico, confinanti con il parco regionale “Saline di Punta della Contessa”, oltre al contenimento numerico della popolazione degli animali selvatici, perché gli agricoltori continuano inermi a subire l’invasione delle lepri.

“Gli agricoltori hanno provveduto invano a recintare a proprie spese con costi considerevoli le aziende agricole per difendersi dalle lepri che mangiano o rendono invendibili ortaggi e frutta. Si tratta di una situazione insostenibile – insiste il presidente di Coldiretti Brindisi, Filippo De Miccolis – che sta provocando l’abbandono delle aree interne, con problemi sociali, economici e ambientali”.

E’ necessario un riequilibrio tra la funzione di presidio – aggiunge Coldiretti Puglia – svolto dalle imprese agricole e l’accresciuta consistenza delle popolazioni di alcune specie di animali selvatici e dell’impatto generato dai danni da queste causati.

Le legge n.157/1992 contiene diposizioni che non risultano efficaci a contenere il fenomeno della fauna selvatica, né sul piano della prevenzione, né sotto il profilo del controllo numerico degli animali o del risarcimento dei danni. Coldiretti Puglia ha chiesto alla Regione Puglia una serie articolata di misure maggiormente efficaci in materia di gestione dei danni provocati dalla fauna selvatica, indirizzata alla riduzione sia numerica che spaziale attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo della legge 157/92 e le azioni programmabili nella rete delle aree protette, al fine di compensare adeguatamente il danneggiamento alle colture e alle strutture aziendali da parte di grandi carnivori (lupi), ungulati (cinghiali), specie alloctone particolarmente invasive (storni, cormorani, ecc.), roditori (lepri), oltre che dalle forme inselvatichite di specie domestiche. E’ urgente un provvedimento regionale che autorizzi l’agricoltore – conclude Coldiretti Puglia – ad intervenire direttamente sul proprio fondo con tutti i mezzi previsti dalle azioni di controllo.

 

EMILIA ROMAGNA, PREZZI: STOP SPECULAZIONI SUI MAIALI

E’ inaccettabile la speculazione in atto sui prezzi dei maiali riconosciuti agli allevatori emiliano romagnoli e italiani, che non coprono i costi di produzione, provocata dallo stallo in cui si trova la Commissione Unica Nazionale per il boicottaggio dei rappresentanti dell’industria. È quanto afferma Coldiretti regionale commentando positivamente la richiesta di Alessio Mammi e Fabio Rolfi, Assessori regionali all’Agricoltura di Emilia-Romagna e Lombardia, al Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli per la convocazione urgente del tavolo suinicolo nazionale.

La Commissione Unica Nazionale dei suini da macello – spiega Coldiretti Emilia Romagna – è l’unico strumento nazionale che ha il compito di formulare i prezzi di mercato con cadenza settimanale ed è costituita da rappresentanti degli allevatori, degli industriali, del Ministero delle Politiche Agricole e della Borsa Merci Telematica Italiana. Nelle ultime settimane, dopo le dimissioni di tutti i commissari di nomina industriale non ancora sostituiti, il prezzo fissato dai garanti degli allevatori e del Ministero non viene riconosciuto dai macelli che stanno unilateralmente tagliando i prezzi di ritiro dei suini dagli allevamenti nazionali. Non rispettare i prezzi della Commissione Unica Nazionale – spiega Coldiretti regionale – significa mettere a rischio l’intera filiera e le grandi produzioni di qualità come il Prosciutto di Parma e il San Daniele, insieme a tutte le altre eccellenze della salumeria Made in Italy. “Le speculazioni in atto – commenta Nicola Bertinelli, Presidente regionale di Coldiretti Emilia Romagna – minacciano il nostro sistema allevatoriale, in prima linea per garantire cibi sani e sicuri nel segno della trasparenza, della tracciabilità e della sostenibilità, con il rischio evidente di un aumento delle importazioni dall’estero di carni suine che non danno le stesse garanzie di quelle nate dalle nostre stalle”. 

L’iniziativa degli Assessori Mammi e Rolfi – precisa Coldiretti regionale – segue quella del Presidente Nazionale di Coldiretti Ettore Prandini che, a fronte di questa situazione, ha fin da subito chiesto al Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli e a quello dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti  la convocazione del tavolo di filiera per rilanciare il settore e tutelare il reddito dei  produttori, mettendo al contempo fine a tali comportamenti scorretti che danneggiano l’intera economia del Paese.

In Emilia Romagna – conclude Coldiretti regionale – si allevano oltre 1 milione e 400 mila suini utilizzati anche nelle nostre produzioni DOP.

 

LIGURIA, TURISMO: PREDILIGERE VACANZE IN REGIONE

Quasi 1 italiano su 3 (32%) in vacanza nell’estate 2021 ha scelto una meta vicino casa, all’interno della propria regione di residenza, sotto la spinta dell’incertezza sulla ripresa dei contagi Covid. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè in riferimento ai nuovi criteri di definizione del livello di rischio per la zona gialla e alle decisioni in merito all’utilizzo del green pass per i divertimenti, trasporti e ristoranti. Fino allo scorso anno, invece, erano quattrocentomila gli italiani che si sono recati in Grecia e che guardavano alle mete estere per trascorrere le vacanze.

“Ancor più alla luce della situazione che si sta creando e che vede 400 ragazzi italiani a rischio blocco in Grecia oltre a varie altre difficoltà e disagi in località estere, è preferibile scegliere mete sicure, vicine e privilegiare i nostri borghi dove è possibile godere godere di spazi di libertà più ampi lontano dalle città o dai luoghi turistici più affollati – spiegano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa-. La nostra regione offre un’offerta variegata che accontenta tutte le esigenze: dalla vacanza balneare, sulle coste di ponente e levante con meravigliose spiagge, a quella escursionistica-sportiva fino all’enogastronomica, quest’ultima sempre più attrattiva per i viaggiatori, molto attenti alla qualità dell’alimentazione, per la quale destinano una quota elevata della spesa durante la vacanza. Gli oltre 600 agriturismi ed ittiturismi liguri rappresentano poi i posti ideali dove trascorrere dei giorni di relax, spesso situati in zone isolate, in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola ed ampi spazi nel verde, sono i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche”.

 

LOMBARDIA, CLIMA: AL VIA PETIZIONE CONTRO PANNELLI MANGIA SUOLO

Al via in Lombardia la petizione promossa a livello nazionale da Coldiretti Giovani Impresa contro i pannelli solari mangia suolo, per spingere invece il fotovoltaico pulito ed ecosostenibile sui tetti di stalle, cascine, magazzini, fienili, laboratori di trasformazione e strutture agricole. Lo afferma la Coldiretti regionale nel sottolineare che è possibile firmare per dire “Sì all’energia rinnovabile senza consumo di suolo agricolo” negli uffici Coldiretti in tutta la regione oltre che sul sito www.giovanimpresa.coldiretti.it.

Coldiretti Giovani Impresa – spiega la Coldiretti Lombardia – lancia l’iniziativa a tutela del suolo agricolo chiedendo alle istituzioni di investire nelle fonti alternative di energia senza dimenticare il ruolo fondamentale dell’agricoltura e la bellezza unica dei nostri territori, che andrebbero compromessi senza una programmazione territoriale degli impianti fotovoltaici a terra. È fondamentale – afferma la Coldiretti – difendere la capacità produttiva alimentare nazionale, soprattutto in un territorio come quello lombardo dove la superficie agricola utilizzata è scesa sotto il milione di ettari e, secondo stime regionali, si è ridotta fino a 936.500 ettari circa. In occasione del G20 dei giovani in corso a Milano – continua la Coldiretti – i giovani agricoltori sottolineano la loro preoccupazione per l’emergenza climatica e si dicono pronti a cogliere le opportunità offerte dalle tecnologie innovative, avendo come obiettivo la piena attuazione dell’accordo di Parigi sul clima e l’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Il consumo di suolo agricolo destinato al fotovoltaico a terra – afferma Coldiretti Giovani Impresa – minaccia il futuro alle nuove generazioni di agricoltori. 

“Come giovani agricoltori promuoviamo l’innovazione tecnologica sostenibile, ma il suolo agricolo va tutelato per difendere anche la biodiversità che caratterizza il nostro Paese – spiega Carlo Maria Recchia, delegato di Giovani Impresa Coldiretti Lombardia – La multifunzionalità energetica va sviluppata come attività integrata alla coltivazione e all’allevamento, sino a un massimo del 5% della superficie dell’azienda, da realizzare direttamente dagli agricoltori e in aree marginali”.

I giovani agricoltori della Coldiretti propongono che le Regioni e gli enti locali identifichino nelle aree da bonificare, nei terreni abbandonati, nelle zone industriali obsolete e nei tetti delle strutture produttive anche agricole, il luogo idoneo all’installazione del fotovoltaico per la corretta produzione di energia da fonti rinnovabili.

 

MESSINA, AD ALCARA LI FUSI PER I VACCINI PASSATA DI POMODORO SICCAGNO PER TUTTI

L’impennata dei contagi fa tornare anche in Sicilia l’incubo chiusure e per questo l’attività di Coldiretti per incoraggiare il vaccino diventa ancora più importante.

Oltre alla bottiglia d’olio, offerta qualche settimana fa, oggi a tutti gli utenti di Alcara Li Fusi (Me) viene regalata una passata di pomodoro “Siccagno di Valledolmo”. Si tratta di un pomodoro raccolto a mano e prodotto senz’acqua. Una tecnica di coltivazione unica dell’entroterra siciliano, nei Comuni di Valledolmo e Sclafani Bagni nell’area palermitana. A coordinare la donazione il vice direttore di Coldiretti Messina Carmelo Tarantino e il responsabile dell’hub vaccinale di Capo d’Orlando, Giuseppe Iannì.

Il team sanitario è composto da i medici Antonio Cangemi, Giuseppe Pirronello, Giovanna Calandi, Caterina Consiglio e Sara Sguro. Presente anche il sindaco, Ettore Dottore.

“Da quando è iniziata l’emergenza Covid – sottolinea il vice direttore Carmelo Tarantino – la Coldiretti non si è mai fermata. Nella prima fase abbiamo contribuito a portare il cibo a domicilio incrementato notevolmente il nostro supporto solidale alle famiglie bisognose, adesso stiamo contribuendo alla fase forse più importante: la vaccinazione. Siamo impegnati insieme alle istituzioni – aggiunge – per fare quello che oggi abbiamo fatto ad Alcara Lì Fusi: aiutare i cittadini a vaccinarsi perché il vaccino è l’unica arma a disposizione per vincere questa guerra.

 

EMILIA ROMAGNA, CONGRATULAZIONI A VINCENZI CONFERMATO ALLA GUIDA DELL’ANBI

“Ci congratuliamo con Vincenzi per la conferma alla presidenza dell’Associazione Nazionale della Bonifiche (ANBI) a riprova dell’ottimo lavoro svolto negli ultimi anni alla guida dell’ente che mai, come in questi ultimi anni, si è rilevato elemento fondamentale per la tutela e la salvaguardia del territorio nelle sue componenti sociali, produttive e ambientali”. Sono le parole del presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Nicola Bertinelli e del Direttore Marco Allaria Olivieri alla notizia della rielezione di Francesco Vincenzi, 43 anni, agricoltore di Mirandola e vicepresidente di Coldiretti Modena, a capo di ANBI, l’Associazione nazionale che rappresenta e tutela gli interessi dei Consorzi di bonifica, di irrigazione e di miglioramento fondiario operanti nel Paese.

“Quello degli enti di bonifica è un ruolo strategico – sottolinea Bertinelli. Con i cambiamenti climatici che ci impongono scelte urgenti, le sfide che si pongono sono molte e fondamentali per la tenuta del territorio, come ad esempio la realizzazione di invasi indispensabili per combattere la siccità che penalizza fortemente l’agricoltura. Siamo convinti che Vincenzi saprà lavorare efficacemente per rispondere ai problemi legati alla salvaguardia e tutela delle acque, alla sicurezza idrogeologica e alla valorizzazione del territorio con soluzioni che tengano conto delle esigenze del settore agricolo e di tutte le componenti civili e produttive.

 

PUGLIA, VINO: BENE SEQUESTRO FALSI IN ETICHETTA; TOLLERANZA 0 SU FRODI

Serve tolleranza zero sulle frodi che mettono a rischio lo sviluppo di un settore che è cresciuto puntando su un grande percorso di valorizzazione qualitativa che ha portato il vino pugliese a raggiungere il record storico di produzione di 11 milioni di ettolitri circa di vino prodotti, al primo posto nella classifica delle regioni più produttive e di crescita in valore dell’export, aumentato del 67% negli ultimi 5 anni. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia che plaude all’operazione degli Ispettori del Controllo Qualità e Repressione Frodi (ICQRF) di Bari e militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Foggia che hanno sequestrato circa un milione di litri di vino comune venduto con etichette riportanti false indicazioni di origini protette IGP.

“L’agroalimentare di qualità subisce gli attacchi continui di falsari che attraverso pratiche commerciali scorrette falsano la sana concorrenza sui mercati nazionali e internazionali, ingannano i consumatori e creano un mercato parallelo di ‘falsi made in Puglia’ che vale centinaia di milioni di euro”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

La commercializzazione fraudolenta di falsi vini a denominazione è una delle frodi più ricorrenti nel settore del vino – evidenzia la Coldiretti regionale – assieme alla sofisticazione tramite aggiunta di acqua o zucchero, vini dichiarati da agricoltura biologica ma che in realtà contengono residui di pesticidi, irregolarità dei registri e pratiche e trattamenti illeciti.

La popolarità anche internazionale di eccellenze varietali uniche quali primitivo, negroamaro e nero di troia  – afferma Coldiretti Puglia – il successo di importanti vini quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citare i più conosciuti, espongono il comparto a rischio frodi e speculazioni. Prezioso il lavoro di Ispettorato Centrale Repressione Frodi, Nas, Corpo Forestale, affiancati negli ultimi anni dagli organismi di controllo terzo delle DOP e IGT, relativo ai controlli in campo.

Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare che – continua la Coldiretti – vanno perseguiti con un sistema punitivo più adeguato con l’approvazione delle proposte presentate da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie.

I casi di “agropirateria” nel settore vitivinicolo pugliese riguardano in particolare Negroamaro, Primitivo, Moscato, Aleatico e Malvasia. Un patrimonio che va tutelato nei confronti delle contraffazioni ma a preoccupare è anche il via libera dell’Unione Europea nuove pratiche enologiche come la dealcolazione parziale e totale che secondo la Coldiretti rappresenta un grosso rischio ed un precedente pericolosissimo permettendo di chiamare ancora vino un prodotto in cui sono state del tutto compromesse le caratteristiche di naturalità per effetto di trattamento invasivo che interviene nel secolare processo di trasformazione dell’uva in mosto e quindi in vino. Particolarmente grave – conclude la Coldiretti Puglia – è la decisione di considerare i vini de-alcolati e parzialmente de-alcolati come prodotti vitivinicoli e di consentire tale pratica anche per i vini a denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta.

 

SARDEGNA, E’ SARDO IL MIGLIOR BANCO ITALIANO DI CAMPAGNA AMICA

E’ sardo il miglior banco italiano di Campagna Amica. Il concorso social promosso da Fondazione Campagna Amica se l’è aggiudicato l’azienda agricola di Alessandro Melis di Barisardo, che ha staccato di oltre 600 like il banco dell’azienda agricola Patea del mercato di Reggio Calabria, arrivato secondo nella gara con altri partecipanti dai mercati gialli di tutta Italia.

Il concorso consisteva nel votare nella pagina facebook Campagna Amica con un like il miglior banco tra gli 11 selezionati da Fondazione Campagna Amica nei propri mercati. La Sardegna era rappresentata da Alessandro Melis, giovane agricoltore che è stato immortalato davanti al banco con i suoi prodotti freschi e di stagione messi in vendita nel mercato di Campagna Amica di Nuoro che si tiene il martedì e sabato mattina in piazza Vittorio Emanuele. Il banco sardo ha ottenuto una valanga di mi piace che hanno sfiorato i 3 mila in circa 20 giorni.

“Fa sempre piacere arrivare primi – afferma Alessandro Melis – ma questa è la vittoria di tutta la nostra comunità di Campagna Amica, di tutti coloro che ogni giorno faticano e lavorano per rendere i banchi dei nostri mercati belli e colorati con i prodotti delle nostre terre, freschi, di stagione e a km0. I nostri non sono dei semplici mercati, ma è un importante luogo di socializzazione, grazie ai banchi tematici allargati alle scuole, alle fattorie didattiche che coinvolgono studenti e famiglie, attraverso laboratori mirati dove spieghiamo come si fa l’orto, il miele, il vino e tutto ciò che trovate nelle vostre tavole, e dove ribadiamo ogni giorno l’importanza del rispetto della natura”.

 

BRESCIA, CLIMA, AL VIA PETIZIONE CONTRO PANNELLI MANGIA SUOLO

E’ ufficialmente attiva anche a Brescia la petizione promossa a livello nazionale da Coldiretti Giovani Impresa contro i pannelli solari mangia suolo, un’iniziativa voluta per spingere il fotovoltaico pulito ed ecosostenibile sui tetti di stalle, cascine, magazzini, fienili, laboratori di trasformazione e strutture agricole. I giovani imprenditori agricoli – spiega Coldiretti Brescia – chiedono alle istituzioni di investire nelle fonti alternative di energia senza dimenticare il ruolo fondamentale dell’agricoltura e la bellezza unica dei nostri territori, che andrebbero compromessi senza una programmazione territoriale degli impianti fotovoltaici a terra. È fondamentale – aggiunge Coldiretti Brescia – difendere la capacità produttiva alimentare nazionale, soprattutto in un territorio come quello lombardo, dove la superficie agricola utilizzata è scesa sotto il milione di ettari.

In occasione del G20 dei giovani in corso a Milano, i giovani agricoltori sottolineano la preoccupazione per l’emergenza climatica e si dicono pronti a cogliere le opportunità offerte dalle tecnologie innovative, avendo come obiettivo la piena attuazione dell’accordo di Parigi sul clima e l’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Tuttavia, il consumo di suolo agricolo destinato al fotovoltaico a terra – affermano i promotori della petizione – minaccia il futuro delle nuove generazioni di agricoltori. “Come giovani imprenditori siamo in prima linea nell’adozione di pratiche green e innovative – precisa Davide Lazzari, delegato di Giovani Impresa Coldiretti Brescia -, ma il suolo agricolo va tutelato per difendere anche la biodiversità che caratterizza i nostri territori. La multifunzionalità energetica deve essere sviluppata come attività integrata alla coltivazione e all’allevamento, fino a un massimo del 5% della superficie dell’azienda, da realizzare direttamente dagli agricoltori e in aree marginali”.

Con la raccolta firme – conclude Coldiretti Brescia – i giovani agricoltori propongono inoltre che le Regioni e gli enti locali identifichino nelle aree da bonificare, nei terreni abbandonati, nelle zone industriali obsolete e nei tetti delle strutture produttive anche agricole, il luogo idoneo all’installazione del fotovoltaico per la corretta produzione di energia da fonti rinnovabili.

E’ possibile firmare la petizione per dire “Sì all’energia rinnovabile senza consumo di suolo agricolo” in tutti uffici Coldiretti sul territorio provinciale e sul sito www.giovanimpresa.coldiretti.it.

 

NUORO-OGLIASTRA, LA BUROCRAZIA BLOCCA CENTINAIA DI PRATICHE E MILIONI DI EURO

“Sono centinaia le pratiche bloccate e di conseguenza diversi i milioni di euro che ancora non arrivano alle aziende agricole delle provincia di Nuoro e Ogliastra”.

A puntare il dito è la Federazione provinciale di Coldiretti Nuoro Ogliastra che denuncia una serie di pratiche ferme, che spesso hanno superato positivamente anche i controlli a campione, ma che non riescono ad ottenere il via libera, o altre alle quali vengono applicate riduzioni o sanzioni per motivi di fatto esistenti ma che non si riesce a verificare.

“Una situazione che sta mettendo in serie difficoltà diverse nostre aziende agricole lasciate senza liquidità in un momento che definire difficile è un eufemismo” sottolinea il presidente di Coldiretti Nu-Og Leonardo Salis.

La casistica che Coldiretti Nu-Og elenca per corroborare il malessere delle aziende agricole è lungo.

Non sono stati attivati gli sportelli territoriali come interfaccia con i CAA per la verifica delle domande PAC bloccate dalle anomalie. 

Manca un ufficio specifico per la gestione dei contenziosi e altresì un supporto legale che agevoli l’accesso agli atti: così mancano gli elementi per attivare eventuali procedimenti di decadenza o ammissibilità.

Il personale è ai minimi termini. In quattro anni il distretto di Nuoro ha perso quasi il 40 per cento del personale, si è passati da 80 a 50, e dei pochi rimasti alcuni sono ancora in smart working.

L’esempio eclatante è quello del distretto di Lanusei: da fiore all’occhiello a cenerentola, sguarnito di personale ha numerose pratiche arretrate in una realtà, tra l’altro, marginale e sofferente come l’Ogliastra.

La carenza di personale determina un aumento del carico di domande da istruire e il numero di  istruttorie per dipendente, con la consequenziale dilazione dei tempi e il rischio di far decadere le domande stesse.

Come se non bastasse, l’incaricato per l’istruttoria delle domande del bando per l’acquisto dei riproduttori è stato trasferito, pertanto le oltre 250 domande del 2020 della provincia  Nuoro e Ogliastra, risultano inevase, determinando anche l’impossibilità di quantificare le risorse residue per il nuovo bando.

“Per tamponare le falle nel contingente – suggerisce Coldiretti Nu-Og attraverso il suo direttore Alessandro Serra – sarebbe auspicabile una convenzione con il personale, disponibile, andato in pensione. In questo modo si garantirebbe lo snellimento delle pratiche e faciliterebbe il percorso formativo di eventuali nuovi assunti”.

“Molte nostre pratiche sono bloccate perché il sistema non incrocia correttamente la consistenza aziendale così come validata dalle foto interpretazioni di AGEA, inoltre gli aggiornamenti catastali delle particelle non vengono incrociati correttamente dal sistema informatico SIAN in fase istruttoria – spiega Alessandro Serra –. Questo si traduce in domande bloccate per anomalie o in riduzioni o sanzioni di fatto inesistenti. L’elenco purtroppo è lungo e riguarda diverse misure, tra le quali anche quella sulle razze  “Conservazione delle razze locali minacciate di abbandono”, la 10.1.5, il 90 per cento delle quali concentrate in Ogliastra”.

 

VENEZIA, IL PIU’ GRANDE IMPIANTO DI SPIRULINA IN EUROPA A DUE PASSI DA CHIOGGIA

Lungo la Romea pochi chilometri prima di Chioggia nella località Conche sorge l’azienda agricola Serenissima,  i cui titolari, fratelli Allen e Thomas Caltarossa associati a Coldiretti Venezia, da cinque anni si dedicano alla produzione di spirulina con il marchio di AlgaVenice. Oggi in grande spolvero per accogliere le attenzioni di Mercèdesz Henger, personaggio televisivo che trovandosi in zona ha chiesto di poter visitare gli stabilimenti dell’azienda per capire de visu come avviene il processo produttivo.  La Spirulina (Arthrospira Platensis) è una microalga con molte proprietà benefiche per l’organismo, ricca di proteine, carboidrati, sali minerali, oligoelementi e vitamine. Se fino a qualche tempo fa era utilizzato solo da vegani e sportivi, oggi questo integratore alimentare è sempre più diffuso. “ La nostra azienda – spiega Allen Caltarossa – consta di 11 ettari di cui 7 vocati a coltivazione biologica di mais e 4 ad allevamento biologico di polli ma da 5 anni, gran parte delle nostre energie è riversata in quello che è diventato il più grande stabilimento di produzione di spirulina in Europa. 2000mt di serre di cui 1000 di produzione tutta italiana all’interno di una serra di vetro dove la coltivazione avviene in ambiente totalmente protetto da contaminazioni esterne, e tutte le successive fasi di produzione sono seguite e curate con massima attenzione al fine di ottenere un prodotto puro al 100%, non pastorizzato e biologico.”- Per la produzione delle microalghe infatti la  Società Agricola Serenissima si avvale della tecnologia dei fotobioreattori  impianti di tecnologia avanzata pensati, sviluppati e realizzati in collaborazione con Fotosintetica & Microbiologica S.R.L., Spin-off dell’Università degli studi di Firenze (all’avanguardia mondiale nello studio di microalghe e cianobatteri).

Per far sì che le alghe possano crescere e riprodursi, è necessario che sia fornita loro acqua a temperatura ottimale e arricchita da CO2. E’ stato quindi affiancato ai fotobioreattori un cogeneratore a cippato, che bruciando le ramaglie e la legna raccolta nel terreno fornisce il calore e la CO2 necessari. Tutto questo è stato impostato con ausili tecnologici che consentono di evitare ogni tipo di inquinamento atmosferico, in particolare da anidride carbonica. L’impianto, in altri termini, è a impatto zero.

“Il nostro prodotto si trova in vendita on line e al dettaglio in oltre 100 farmacie del Veneto- afferma Thomas Caltarossa – ma ci teniamo a sottolineare che il campo della spirulina è ancora poco conosciuto dai consumatori che vengono molte volte abbindolati in acquisti di prodotti senza alcun principio nutritivo- è indispensabile verificare con attenzione l’etichetta guardando all’origine e ai principi attivi contenuti.” “Quest’azienda di giovani imprenditori testimonia uno dei possibili ambiti di innovazione in agricoltura – conclude il presidente di Coldiretti Venezia Andrea Colla- applicando i concetti indispensabili di sostenibilità ed economia circolare.”

 

PAVIA, ASSEMBLEA COLDIRETTI: L’AGRICOLTURA E L’ITALIA RIPARTONO DOPO IL COVID

L’agricoltura e l’agroalimentare ripartono con fiducia, puntando sull’unicità dei prodotti Made in Italy, sui progetti di innovazione, sugli accordi di filiera e sulla sinergia con il mondo politico, per il sostegno alle aziende agricole e per la semplificazione burocratica. È quanto emerge dal convegno “L’agricoltura e l’Italia ripartono dopo il Covid”, che si è svolto questa mattina al Centro Vitivinicolo di Riccagioia a Torrazza Coste (PV), al termine dell’Assemblea Provinciale 2021 di Coldiretti Pavia.

Al convegno, insieme al Presidente di Coldiretti Pavia Stefano Greppi, hanno partecipato il Sottosegretario alle Politiche agricole  Gian Marco Centinaio, l’Assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi, il Presidente della Commissione regionale Agricoltura Ruggero Invernizzi e il Presidente di Coldiretti Lombardia Paolo Voltini. L’incontro è stato aperto dal Direttore generale della Cantina Famiglia Cotarella Pier Paolo Chiasso e del Responsabile dell’Area mercati dell’Ente Nazionale Risi Enrico Losi.

Il summit si è svolto a Riccagioia, oggetto di un importante progetto di rilancio del settore vitivinicolo dell’Oltrepò Pavese voluto dalla Regione Lombardia e che vede Coldiretti come partner importante. “Lunedì nascerà la Fondazione che porterà alla nascita del centro di ricerche avanzato in agricoltura 4.0 – spiega Stefano Greppi, Presidente di Coldiretti Pavia – Dobbiamo sfruttare tutte le opportunità che nasceranno da questa nuova occasione, che può vedere l’Oltrepò come protagonista di una rivoluzione tecnologica che parte dal mondo del vino per arrivare a tutti gli altri settori dell’agricoltura pavese, che è fatta di molte sfaccettature diverse,dalla montagna alla pianura, dai seminativi alla zootecnia, dai cereali all’ortofrutta”.

L’Assemblea provinciale di Coldiretti Pavia è da sempre l’occasione per fare il punto sul settore agricolo in provincia di Pavia, al terzo posto in Lombardia per numero di aziende agricole e al primo per due eccellenze dell’agroalimentare italiano come il riso (oltre 80 mila ettari coltivati) e il vino (13 mila ettari). “Durante l’ultimo anno e mezzo l’agricoltura non si è mai fermata, ma questo non vuol dire che non abbia sofferto – sottolinea ancora il Presidente di Coldiretti Pavia – Pensiamo soltanto alla chiusura del canale Horeca e alla serrata degli agriturismi, che ha comportato che oltre 1 milione di tonnellate di cibo e 220 milioni di bottiglie siano rimasti invenduti”.

Ora però è il momento di ripartire, e di farlo proprio iniziando dal cibo. “Solo partendo dalla valorizzazione delle filiere e dalla corretta comunicazione al consumatore attraverso l’etichettatura d’origine obbligatoria si potrà arrivare alla giusta reddittività per le imprese agricole – spiega Rodolfo Mazzucotelli, Direttore di Coldiretti Pavia – La pandemia ha lasciato in eredità molte lezioni, a partire dalla lotta contro tutto ciò che appiattisce e cancella la distintività del Made in Italy e dall’assenza di reciprocità nelle regole tra cibi importati e cibi nazionali, che rimane un punto fondamentale”.

Tutti i relatori del convegno hanno affrontato anche il tema del proliferare incontrollato della fauna selvatica, a partire dai cinghiali ma non solo. “La manifestazione che abbiamo organizzato in tutta Italia nei giorni scorsi è solo un punto di partenza – conclude il Presidente di Coldiretti Pavia – Si tratta di un problema che colpisce da vicino non soltanto tutti gli agricoltori ma anche tutti i cittadini, perché i danni ai campi coltivati e gli incidenti stradali sono in continuo aumento: chiediamo a tutte le istituzioni di agire in fretta e di comune accordo, per risolvere oggi un problema che si trascina da troppo tempo”.

 

PIACENZA, CINGHIALI: INCONTRO CON PREFETTO PER EVIDENZIARE LE PROBLEMATICHE

L’organizzazione piacentina denuncia da tempo la necessità di misure urgenti per contrastare la proliferazione incontrollata dei cinghiali sul territorio: una problematica mai risolta che si manifesta oggi in tutta la sua urgenza, e riguarda non solo gli agricoltori, ma l’intera collettività. Il problema dei danni da fauna selvatica in agricoltura, in particolare quelli provocati dai cinghiali, il cui numero è oramai fuori controllo, di fatto è diventato un’emergenza a tutti gli effetti, davanti alla quale gli agricoltori/allevatori si sentono totalmente inermi. 

Nei giorni scorsi è stato organizzato l’incontro con il Prefetto di Piacenza Daniela Lupo alla presenza del Presidente Ugo Agnelli e il Direttore Claudio Bressanutti  per la difesa degli agricoltori e cittadini dall’assedio di cinghiali che distruggono le produzioni alimentari, devastano raccolti, causano incidenti stradali. L’argomento della fauna selvatica ha portato Coldiretti a richiedere una normativa in cui si possa operare in modo risoluto nell’attuazione delle misure previste per il controllo e il contenimento dei cinghiali con un coinvolgimento più concreto e fattivo di agricoltori e cacciatori abilitati.

“Abbiamo sottolineato ancora una volta come nella nostra provincia la presenza di animali selvatici abbia raggiunto una densità molto alta, con l’emergenza Covid che ha ridotto per mesi la presenza dell’uomo all’aperto i cinghiali hanno proliferato, invadendo le campagne – ha spiegato il Presidente Agnelli – alimentandosi  a spese degli agricoltori e degli allevatori distruggendo campi e provocando incidenti”.

La situazione è diventata insostenibile nelle campagne con danni che hanno portato ad una perdita economica consistente delle produzioni agricole. Il Prefetto ha accolto le questioni presentate, impegnandosi fin da subito per dare risposte concrete alle problematiche.

 

CREMONA, GIOVANI IN PRIMA LINEA NELLA PETIZIONE CONTRO PANNELLI MANGIA SUOLO

“Siamo pronti a dare il nostro contributo nella petizione a tutela del suolo agricolo. Chiediamo alle istituzioni di investire nelle fonti alternative di energia, senza dimenticare il ruolo fondamentale dell’agricoltura e la bellezza unica dei nostri territori, che rischiano di essere compromessi, senza una programmazione territoriale degli impianti fotovoltaici a terra”. Carlo Maria Recchia, delegato provinciale e regionale dei giovani della Coldiretti, sottolinea con queste parole il valore della “petizione contro i pannelli solari mangia suolo” nata per combattere il rischio idrogeologico di fronte ai cambiamenti climatici e spingere invece il fotovoltaico pulito ed ecosostenibile sui tetti di stalle, cascine, magazzini, fienili, laboratori di trasformazione e strutture agricole. Il via ufficiale alla raccolta firme per dire “Sì all’energia rinnovabile senza consumo di suolo agricolo” è stato dato in occasione del G20 dei giovani a Milano, che proseguirà fino al 23 luglio, presieduto dall’Italia.

Sul sito www.giovanimpresa.coldiretti.it è già possibile firmare la petizione.  Preoccupati per l’emergenza climatica, i giovani agricoltori – spiega Coldiretti Cremona – intendono cogliere ogni opportunità offerta dalle tecnologie innovative, avendo come obiettivo la piena attuazione dell’accordo di Parigi sul clima e l’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. “Il consumo di suolo agricolo destinato al fotovoltaico a terra – prosegue Carlo Maria Recchia – minaccia in particolare il futuro delle nuove generazioni di agricoltori. Come giovani agricoltori, sosteniamo e promuoviamo ogni giorno l’innovazione tecnologica sostenibile, ma destinando i suoli agricoli al fotovoltaico non ci saranno più terreni da coltivare ed accelereremo la perdita di biodiversità unica del nostro Paese”.

I giovani agricoltori della Coldiretti propongono che le Regioni e gli enti locali identifichino nelle aree da bonificare, nei terreni abbandonati, nelle zone industriali obsolete e nei tetti delle strutture produttive anche agricole, il luogo idoneo all’installazione del fotovoltaico per la corretta produzione di energia da fonti rinnovabili.

 

BERGAMO, DANNI CAUSATI DAL MALTEMPO: OLTRE 10 MILIONI DI EURO BILANCIO PERDITE

Il presidente di Coldiretti Bergamo Alberto Brivio con l’assessore regionale all’agricoltura Fabio Rolfi e il direttore di Coldiretti Bergamo Carlo Loffreda hanno visitato due aziende colpite dal maltempo della scorsa settimana. La prima tappa è stata l’orticoltura Manenti Claudio di Treviglio e la seconda le serre dell’azienda Mioorto a Spirano, dove erano presenti anche il consigliere regionale Giovanni Malanchini, il sindaco di Spirano Yuri Grasselli e il sindaco di Lurano Ivan Riva.

Secondo una stima effettuata dai tecnici di Coldiretti Bergamo, sulla base delle segnalazione ricevute dagli associati, i danni causati alla campagna bergamasca ammontano complessivamente a oltre 10 milioni di euro. “Si tratta di un bilancio molto pesante – sottolinea il presidente di Coldiretti Bergamo Alberto Brivio – che deve farci ripensare al modo con cui stiamo affrontando i cambiamenti climatici. Abbiamo organizzato questi sopralluoghi per mostrare all’assessore Rolfi la devastazione causata dal vento fortissimo e dalla grandine, eventi estremi che purtroppo si stanno ripetendo sempre con maggiore frequenza. La difesa dal rischio è ormai indispensabile. E’ altrettanto vero che servono strumenti assicurativi sempre più adeguati alle esigenze del mondo agricolo. Inoltre, essendo ormai questi eventi catastrofici sempre più frequenti anche le istituzioni devono urgentemente approntare misure di aiuto efficaci e con coperture finanziarie sufficienti”.

Ad essere colpiti sono stati soprattutto i campi di mais e le vigne, ma anche le strutture come serre, stalle ed edifici rurali.

“Ormai l’unica strada per far fronte al cambiamento climatico in atto, che rende sempre più difficile l’attività agricola compromettendo il reddito degli agricoltori è la gestione del rischio – sostiene l’assessore all’agricoltura Fabio Rolfi -.  Dobbiamo potenziare, estendere e rendere efficienti le coperture assicurative. Sperare nei rimborsi statali è pura utopia e si rischia di restare strangolati in una burocrazia insostenibile. Nel giro di pochi mesi abbiamo registrato in Lombardia gelate tardive, siccità, grandine e piogge torrenziali, con danni milionari alle coltivazioni. Quando lo Stato riconosce eventi eccezionali e quindi un ristoro alle aziende agricole purtroppo passano mesi, se non anni, prima che i fondi arrivino, tra l’altro in misura sempre inferiore al danno subito. È tempo di abbattere la burocrazia e incentivare sempre di più le imprese ad assicurarsi contro questi fenomeni atmosferici”.

Coldiretti Bergamo evidenzia che dall’inizio dell’estate in Europa si sono verificati il 45% di eventi estremi in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno tra nubifragi, alluvioni, trombe d’aria e grandinate. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati dell’European Severe Weather Database (Eswd) in riferimento all’ultima ondata di maltempo che ha colpito Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi e Germania con effetti devastanti.

Il ripetersi di eventi estremi è costato all’agricoltura nazionale oltre 14 miliardi di euro in un decennio tra perdite della produzione agricola e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne. “L’agricoltura – conclude  Brivio – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli”.

 

COMO-LECCO, “STOP SPECULAZIONI SUI MAIALI”: URGE IL TAVOLO SUINICOLO NAZIONALE

E’ inaccettabile la speculazione in atto sui prezzi dei maiali riconosciuti agli allevatori lombardi e italiani, che non coprono i costi di produzione, provocata dallo stallo in cui si trova la Commissione Unica Nazionale per il boicottaggio dei rappresentanti dell’industria. È quanto ribadisce Coldiretti Como Lecco commentando positivamente la richiesta di Fabio Rolfi e Alessio Mammi, assessori regionali all’Agricoltura di Lombardia ed Emilia-Romagna, al ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli per la convocazione urgente del tavolo suinicolo nazionale.  

“La Commissione Unica Nazionale dei suini da macello – spiega il presidente dell’organizzazione agricola lariana, Fortunato Trezzi – è l’unico strumento nazionale che ha il compito di formulare i prezzi di mercato con cadenza settimanale ed è costituita da rappresentanti degli allevatori, degli industriali, del ministero delle Politiche Agricole e della Borsa Merci Telematica Italiana. Nelle ultime settimane, dopo le dimissioni di tutti i commissari di nomina industriale non ancora sostituiti, il prezzo fissato dai garanti degli allevatori e del ministero non viene riconosciuto dai macelli che stanno unilateralmente tagliando i prezzi di ritiro dei suini dagli allevamenti nazionali”.

Non rispettare i prezzi della Commissione Unica Nazionale significa mettere a rischio l’intera filiera e le grandi produzioni di qualità come il Prosciutto di Parma e quello di San Daniele, insieme a tutte le altre eccellenze della salumeria made in Italy.

“Le speculazioni in atto – commenta Trezzi – minacciano il nostro sistema allevatoriale, in prima linea per garantire cibi sani e sicuri nel segno della trasparenza, della tracciabilità e della sostenibilità, con il rischio evidente di un aumento delle importazioni dall’estero di carni suine che non danno le stesse garanzie di quelle nate dalle nostre stalle”.  

E a rischio una tradizione norcina consolidata nelle due province di Como Lecco, la cui tradizione di produrre salumi da carni suine è antichissima: apprezzati, in particolare, salami, sanguinacci e cotechini (come la varietà “vaniglia”, particolarmente diffusa ne Lecchese e nella Brianza).

L’iniziativa degli assessori Rolfi e Mammi segue quella del presidente nazionale Coldiretti Ettore Prandini che, a fronte di questa situazione, ha fin da subito chiesto al ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli e a quello dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti  la convocazione del tavolo di filiera per rilanciare il settore e tutelare il reddito dei  produttori, mettendo al contempo fine a tali comportamenti scorretti che danneggiano l’intera economia del Paese.

 

MASSA CARRARA, CINGHIALI: INCONTRO CON PREFETTO PER FAR FRONTE AD EMERGENZA

Emergenza cinghiali. La regia complessiva delle azioni di contenimento e prelievo siano affidate al Prefetto in quanto competente per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza. E’ una delle richieste contenute nel documento che Coldiretti, rappresentata dal Presidente provinciale, Francesca Ferrari e dal Direttore, Alessandro Corsini, ha presentato al Prefetto di Massa Carrara, Claudio Ventrice. Sullo sfondo c’è la recente manifestazione che si è tenuta a Firenze con 300 agricoltori che hanno protestato per l’eccessiva presenza dei cinghiali. Con l’emergenza Covid che ha ridotto per mesi la presenza dell’uomo all’aperto proliferano, con un aumento del 15%, i cinghiali che invadono città e campagne dell’intera provincia. I branchi si spingono sempre più vicini ad abitazioni e scuole, fino ai parchi dove giocano i bambini, distruggono i raccolti, aggrediscono gli animali, assediano stalle, causano incidenti stradali con morti e feriti e razzolano tra i rifiuti con pericoli per la salute e la sicurezza delle persone. “Ringraziamento il Prefetto – commenta il Presidente, Ferrari – per la sua grande disponibilità e sensibilità nei confronti di una problematica che, anche nella provincia di Massa Carrara, è di estrema attualità. Proprio negli scorsi giorni abbiamo presentato una mappatura delle strade a più alta pericolosità dove gli automobilisti hanno più probabilità di incontrare un cinghiale. La presenza fuori controllo dei cinghiali non è solo più un problema per gli agricoltori e l’agricoltura. E’ un’emergenza di comunità”.

in linea con le legittime istanze degli agricoltori rappresentate in maniera pressante in tutte le sedi da Coldiretti Toscana, dando la possibilità agli agricoltori – in applicazione dell’articolo 37 della norma regionale – di intervenire direttamente, con il coordinamento della Polizia Provinciale. Un atto importante e unico che, però, necessita di atti procedurali utili – aggiunge Coldiretti – alla efficacia effettiva del provvedimento regionale, anche attraverso un confronto serrato con le Polizie provinciali. 

Coldiretti ha chiesto, in un documento condiviso a livello nazionale attraverso un’azione senza precedenti, che le Regioni si coordinino strettamente con lo Stato e operino in modo risoluto per attuare le misure previste di controllo e di contenimento della specie cinghiale, affinché: gli agricoltori possano avanzare richiesta di intervento ai sensi della delibera n° 515 del 10/05/2021, approvata dalla Giunta Regionale Toscana e procedere direttamente alla cattura dei nocivi, nel rispetto delle disposizioni vigenti, ma con celerità e vincoli burocratici ridotti al minimo; l’attività di coordinamento delle azioni di contenimento e prelievo spettino alla polizia provinciale; gli agricoltori vengano coadiuvati dalle stesse forze dell’ordine, da guardie venatorie volontarie, ma possano delegare le attività a cacciatori abilitati iscritti all’apposito registro regionale; il calendario venatorio venga allargato fino a comprendere i mesi che vanno da settembre a gennaio; le carni degli animali vengano destinate alla beneficienza nel rispetto di standard di sicurezza o vengano valorizzati a sostegno dell’economia locale; che la regia complessiva di tali azioni di contenimento e prelievo sia affidata al Prefetto in quanto “competente per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza.

 

NOVARA-VCO, CLIMA: AL VIA PETIZIONE CONTRO PANNELLI MANGIA SUOLO

Al via la petizione contro i pannelli solari mangia suolo per combattere il rischio idrogeologico di fronte ai cambiamenti climatici. Lo annuncia Coldiretti Giovani Impresa in occasione del G20 dei giovani a Milano dal 19 al 23 luglio. L’obiettivo è quello di spingere invece il fotovoltaico pulito ed ecosostenibile sui tetti di stalle, cascine, magazzini, fienili, laboratori di trasformazione e strutture agricole. È iniziata ufficialmente la raccolta firme per dire “Sì all’energia rinnovabile senza consumo di suolo agricolo” sul sito www.giovanimpresa.coldiretti.it, negli uffici della Coldiretti in tutta Italia, nei mercati e negli agriturismi di Campagna Amica.

Coldiretti Giovani Impresa lancia la petizione a tutela del suolo agricolo chiedendo alle istituzioni di investire nelle fonti alternative di energia senza dimenticare il ruolo fondamentale dell’agricoltura e la bellezza unica dei nostri territori, che andrebbero compromessi senza una programmazione territoriale degli impianti fotovoltaici a terra.

Nella provincia di Novara il consumo di suolo complessivo è di circa 14.700 ettari, pari all’11% della superficie totale; nella provincia di Verbania il consumo del suolo complessivo è invece di circa 6.300 ettari, pari al 2,8% della superficie totale.

“Sosteniamo e promuoviamo ogni giorno l’innovazione tecnologica sostenibile, ma destinando i suoli agricoli al fotovoltaico non ci saranno più terreni da coltivare ed accelereremo la perdita di biodiversità – spiega Luca Massara, delegato Giovani Impresa Novara-Vco – Il suolo vocato all’agricoltura appartiene agli agricoltori e la multifunzionalità energetica va sviluppata come attività integrata alla coltivazione e all’allevamento, sino a un massimo del 5% della superficie dell’azienda, da realizzare direttamente dagli agricoltori e in aree marginali. Vogliamo cogliere ogni opportunità offerta dalle tecnologie innovative, avendo come obiettivo la piena attuazione dell’accordo di Parigi sul clima e l’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Il consumo di suolo agricolo, destinato al fotovoltaico a terra, minaccia il futuro delle nuove generazioni di agricoltori”.

“L’Italia – sottolineano il presidente di Coldiretti Novara-Vco Sara Baudo e il direttore Francesca Toscani – possiede terreni non destinati all’agricoltura che potrebbero essere messi a valore con il fotovoltaico, per cui non è ammissibile utilizzare terreni fertili che già producono valore economico, sociale ed ambientale togliendo traiettorie di futuro alle nuove generazioni. Ricordiamoci che la nostra agricoltura è green, variegata, punta sempre più a progetti di filiera volti a valorizzare i prodotti locali, al biologico, alla difesa e alla tutela della biodiversità e sostenibilità e su questa scia dobbiamo continuare a lavorare offrendo sempre più possibilità ai giovani di incrementare l’economia dei nostri territori. Vanno identificate, quindi, le aree da bonificare, i terreni abbandonati, le zone industriali obsolete e i tetti delle strutture produttive anche agricole, quali luoghi idonei all’installazione del fotovoltaico per la corretta produzione di energia da fonti rinnovabili”.

 

VARESE, RECORD STORICO DELL’EXPORT ALIMENTARE

Record storico nelle esportazioni per il comparto alimentare Made in Italy. Nei primi cinque mesi del 2021, infatti, il valore dell’export è stato di quasi 17 miliardi di euro, cifra mai raggiunta in passato. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero con un ulteriore balzo dell’alimentare dell’8,9% da gennaio a maggio. Il settore, peraltro, è stato l’unico in crescita anche nell’anno passato in piena pandemia.

“Anche il Varesotto ha contribuito a questo risultato – commenta il presidente della Coldiretti provinciale Fernando Fiori – ma per difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall’estero bisogna considerare il settore agroalimentare come vera e propria risorsa strategica. L’emergenza sanitaria Covid ha provocato una svolta salutista nei consumatori a livello globale che hanno privilegiato la scelta nel carrello di prodotti alleati del benessere come quelli della dieta mediterranea. A trainare la crescita ci sono, infatti, prodotti base come il vino che guida la classifica dei prodotti Made in Italy più esportati, seguito dall’ortofrutta fresca. Con la pandemia si è aperto uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti, speculazioni e incertezza che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali per garantire l’alimentazione delle popolazione. Ora, però, bisogna lavorare al taglio della burocrazia che frena le imprese ed investire su progetti di ampio respiro per sostenere il trend di crescita dell’enogastronomia Made in Italy, agendo anche sui ritardi strutturali dell’Italia e sbloccando tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti. Senza contare la “fame di terreno agricolo” che contraddistingue il Varesotto ed è un ostacolo per quel “ritorno alla terra” che attrae le nuove generazioni”. Per sostenere la vera ripartenza, con il Recovery Plan, sono strategici i progetti sull’agroalimentare Made in Italy presentati da Coldiretti in grado di creare un milione di posti di lavoro green in Italia entro i prossimi 10 anni: dalla digitalizzazione delle campagne all’innovazione tecnologica, dalla creazione di foreste urbane per mitigare l’inquinamento e smog in città agli invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua. Anche i fondi europei – conclude Fiori – “vanno utilizzati per finanziare progetti strategici superando i limiti alla capacità di investimento nel comparto agricolo ed alimentare per portare benefici all’intero Sistema Paese con un impegno di lungo periodo. Per far crescere il Made in Italy, infatti, sono fondamentali i contratti di filiera in grado di garantire un’equa distribuzione di valore fra tutti i componenti”.

 

VERONA, TAVOLA ROTONDA SU LEGGE DI ORIENTAMENTO

Venti anni che hanno rivoluzionato l’agricoltura italiana. Dalla legge di Orientamento, varata il 18 maggio 2001 all’indomani dell’emergenza della “mucca pazza,” a oggi nella fase di ripartenza del dopo Covid, Coldiretti Verona sceglie la tradizionale festa di donne, giovani e pensionati per celebrare la normativa che ha impresso una svolta all’attività agricola allargandone i confini e soprattutto avvicinando agricoltori e consumatori. Del resto, oltre otto italiani su dieci (83%) considerano l’agricoltura importante per il rilancio dell’economia del Paese, con una percentuale di consensi che balzata del 19% nel 2021 rispetto a prima della pandemia, secondo l’indagine Coldiretti/Notosondaggi. Si è trattato di un’autentica svolta per il lavoro in campagna: le attività vanno oggi dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.

Ad aprire l’iniziativa, che si è svolta ieri all’Agriturismo Principe Amedeo di Custoza, è stata la vicepresidente di Coldiretti Verona Franca Castellani che ha definito l’incontro in presenza “un esempio di ripartenza; per questo dopo un anno e mezzo i gruppi di donne, giovani e pensionati hanno deciso di trovarsi in un unico evento”. “L’accelerazione della tecnologia – ha detto Chiara Recchia, responsabile di Donne Impresa Verona, durante il suo intervento – ci ha colte impreparate ma abbiamo imparato in fretta e così non sono mancati i corsi di formazione online e gli incontri periodici. Il prossimo progetto per le scuole dal titolo ‘Semi’nsegni’ sintetizzerà l’offerta di formazione di Coldiretti rivolta ai bambini delle scuole dell’obbligo di tutto il territorio regionale”. Nel progetto – ha precisato Giorgio Vicentini, presidente del gruppo pensionati di Coldiretti Verona – saranno coinvolti anche i pensionati per raccontare, attraverso la loro conoscenza, il mestiere dell’agricoltore”. Alex Vantini, delegato provinciale e regionale dei Giovani ha aggiunto: “La petizione lanciata da Coldiretti Veneto contro i pannelli solari installati su suolo agricolo è diventata nazionale. Gli under 30 di Coldiretti danno quindi il via ufficiale alla raccolta firme per combattere il rischio idrogeologico di fronte ai cambiamenti climatici e spingere invece il fotovoltaico pulito ed ecosostenibile sui tetti di stalle, cascine, magazzini, fienili, laboratori di trasformazione e strutture agricole”.

A seguire, moderata dalla giornalista Alice Cristiano, si è svolta una tavola rotonda focalizzata sulla legge dell’Orientamento in cui sono intervenuti Alfonso Pecoraro Scanio, oggi presidente della Fondazione Univerde e all’epoca ministro dell’Agricoltura che ha condotto al traguardo la legge, Paolo Bedoni attuale presidente della Fondazione Cattolica che all’epoca era presidente nazionale di Coldiretti, Debora Viviani, ricercatrice di sociologia all’Università di Verona e Laura Brunelli, imprenditrice agricola e titolare con la propria famiglia di Malga Vazzo di Velo Veronese. Le conclusioni sono state tenute da Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Verona.

Al centro dell’incontro le nuove opportunità offerte dalla legge varata vent’anni fa che ha favorito l’accesso dell’attività alle donne e ai giovani agricoltori grazie alla possibilità di diversificare e aprirsi alla società creando un rapporto diretto con i consumatori e svolgendo un nuovo ruolo di “divulgatori” anche nei confronti dei turisti stranieri delle bellezze dei nostri territori e della biodiversità. 

Paolo Bedoni ha evidenziato: “In quel momento storico si sentiva la necessità di costruire un patto con il cittadino consumatore e sviluppare per l’impresa una serie di attività multifunzionali che andassero a soddisfare la sicurezza alimentare, la tracciabilità, la gestione del territorio e dell’ambiente: in pratica creare per l’impresa agricola grandi opportunità e per il cittadino il riconoscimento che l’agricoltura diventava centrale nello sviluppo del nostro Paese”. 

“Ho firmato la legge di Orientamento per favorire gli agricoltori, in particolare giovani e donne perché erano i più innovatori, e per consentire all’agricoltura di diventare amica dei consumatori e dell’ambiente e perché l’agricoltura precedente, quella dei pesticidi, delle coltivazioni intensive e dei mangimi animali dati negli allevamenti che hanno provocato purtroppo la mucca pazza, era vista male dai consumatori e da coloro che amavano l’ambiente. La nuova legge sulla multifunzionalità ha consentito di aprire un campo bellissimo che oggi fa degli agricoltori italiani una realtà stimata dai cittadini e questo dà lavoro e permette una manutenzione del territorio”, ha precisato Alfonso Pecoraro Scanio, che ha altresì ricordato come sia stato possibile in soli 44 giorni esercitare la delega e mettere in campo tre decreti legislativi che hanno trasformato il coltivatore in imprenditore agricolo multifunzionale. Oggi l’agricoltura ha un ruolo da protagonista.

Debora Viviani, ha messo in luce il ruolo dei consumatori: “Questa legge ha esteso la gamma delle attività connesse a quella agricola, che rimane comunque l’attività principale per le imprese. Ha posto maggiore attenzione verso il mondo agricolo, verso il consumatore ma anche verso i giovani che hanno fatto registrare un significativo ritorno alla terra. I dati Coldiretti di fine 2020 evidenziano che rispetto al 2015 sono aumentati del +14% i giovani under 35 che si sono cimentati alla multifunzionalità. Le attività più seguite riguardano la vendita diretta che dal 2010 al 2018 ha fatto aumentare il fatturato del +137%, dal 2017 al 2018 + 24%, senza contare le altre possibilità offerte alle aziende: dall’enoturismo agli agriturismi, all’agricoltura sociale ecc. Il consumatore nel corso degli anni ha visto aumentare il proprio potere di acquisto e, un po’ per la crisi economica del 2009 e un po’ per la pandemia, è molto attento alle scelte di consumo ricercando la qualità del prodotto alimentare e guardando alla sua provenienza”.

L’evoluzione dell’impresa agricola avvenuta grazie alla legge dell’Orientamento è stata illustrata da Laura Brunelli che ha raccontato l’esperienza della propria famiglia: da semplici produttori di latte, hanno dato vita a una malga per la trasformazione del latte in formaggio e la lavorazione delle carni. “Successivamente – ha detto – sono stati aperti l’agriturismo, la fattoria didattica e l’attività di vendita diretta in azienda e nei mercati a km zero di Campagna Amica. Con il tempo ci siamo strutturati e ora in azienda lavorano stabili 12 persone appartenenti alle nostre quattro famiglie”.

“La legge di Orientamento – ha concluso Daniele Salvagno – ha promosso un modello di filiera contraddistinta dalla qualità e dalla riduzione di sprechi. Una legge che ha favorito anche il turismo grazie agli agriturismi, che rendono le vacanze delle vere e proprie esperienze sensoriali. La multifunzionalità ha aperto nuove finestre e oggi la Coldiretti è in prima linea per spingere le imprese a rafforzare i meccanismi sostenibili per essere sempre più distintive e per ottenere un ritorno economico al lavoro quotidiano”.

 

PAVIA, CLIMA: AL VIA PETIZIONE CONTRO PANNELLI MANGIA SUOLO

Al via anche in provincia di Pavia la petizione promossa a livello nazionale da Coldiretti Giovani Impresa contro i pannelli solari mangia suolo, per spingere invece il fotovoltaico pulito ed ecosostenibile sui tetti di stalle, cascine, magazzini, fienili, laboratori di trasformazione e strutture agricole. La petizione è stata lanciata oggi anche all’Assemblea provinciale di Coldiretti Pavia, ed è stata firmata da tutti i relatori del convegno “L’agricoltura e l’Italia ripartono dopo il Covid”. All’incontro hanno partecipato anche il Presidente di Coldiretti Pavia Stefano Greppi, il Sottosegretario al Ministero delle Politiche agricole  Gian Marco Centinaio, l’Assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi, il Presidente della Commissione regionale Agricoltura Ruggero Invernizzi e il Presidente di Coldiretti Lombardia Paolo Voltini, insieme a numerose autorità provinciali.

Coldiretti Giovani Impresa – spiega Coldiretti Pavia – lancia questa iniziativa a tutela del suolo agricolo, chiedendo alle istituzioni di investire nelle fonti alternative di energia e senza dimenticare il ruolo fondamentale dell’agricoltura e la bellezza unica dei nostri territori, che andrebbero compromessi senza una programmazione territoriale degli impianti fotovoltaici a terra. È fondamentale – afferma Coldiretti Pavia – difendere la capacità produttiva alimentare nazionale, soprattutto in un territorio come quello della Regione Lombardia dove la superficie agricola utilizzata è scesa sotto il milione di ettari.

In occasione del G20 dei giovani in corso a Milano – continua Coldiretti Pavia – i giovani agricoltori sottolineano la loro preoccupazione per l’emergenza climatica e si dicono pronti a cogliere le opportunità offerte dalle tecnologie innovative, avendo come obiettivo la piena attuazione dell’accordo di Parigi sul clima e l’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Il consumo di suolo agricolo destinato al fotovoltaico a terra, infatti, minaccia il futuro alle nuove generazioni di agricoltori.

“Come giovani agricoltori promuoviamo l’innovazione tecnologica sostenibile, ma il suolo agricolo va tutelato per difendere anche la biodiversità che caratterizza il nostro Paese – spiega Ludovico Lorini Sgariboldi, delegato di Giovani Impresa Coldiretti Pavia – La multifunzionalità energetica va sviluppata come attività integrata alla coltivazione e all’allevamento, da realizzare direttamente dagli agricoltori”. I giovani agricoltori della Coldiretti propongono dunque che le Regioni e gli enti locali identifichino nelle aree da bonificare, nei terreni abbandonati, nelle zone industriali obsolete e nei tetti delle strutture produttive (anche agricole) il luogo idoneo all’installazione del fotovoltaico per la corretta produzione di energia da fonti rinnovabili.

È possibile firmare la petizione dei Giovani Coldiretti per dire “Sì all’energia rinnovabile senza consumo di suolo agricolo” in tutti gli uffici Coldiretti presenti in provincia di Pavia e sul sito internet www.giovanimpresa.coldiretti.it.

 

SAVONA, PARTITO IL CORSO SULLA COLTIVAZIONE DELLE FRONDE VERDI ORNAMENTALI

Partito, presso Palazzo Ricci a Finalborgo, il corso sulla coltivazione delle fronde verdi ornamentali che terminerà il prossimo 8 agosto per un totale di 26 ore. 

“Le tematiche che vengono affrontate sono molteplici: dalla fertilità e concimazione del suolo alla conoscenza delle principali patologie delle fronde verdi , dai sistemi di coltivazione a basso impatto ambientale fino alle tecniche di irrigazione –spiegano il Presidente di Coldiretti Savona Marcello Grenna e il Direttore Provinciale Antonio Ciotta – e si concluderà con una visita didattica guidata all’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo per toccare con mano gli argomenti  del corso. La coltivazione di fronde ornamentali  – proseguono – sta diventando sempre più importante, in particolare per aree come quella di Finale Ligure,  e diverse nostre imprese stanno dimostrando un forte interesse per cui un momento formativo come questo è fondamentale per professionalizzare sempre più gli addetti ai lavori. Il settore florovivaistico è stato fra quelli più duramente colpiti dalla pandemia ma sta dimostrando una grande capacità di ripresa per gli acquisti in tutto il mondo dove, dopo i mesi di lockdown, si vuole vivere all’aperto tra piante e verde, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat relativi al primo trimestre 2021. Quasi sei italiani su dieci negli ultimi tre mesi hanno regalato piante o fiori, secondo il sondaggio Coldiretti, che evidenzia come la svolta green impressa dalla pandemia negli italiani abbia favorito il ritorno del verde nelle case”.

 

Appuntamenti

 

MILANO, COVID: RICOMINCIAMO DALLA TERRA: SUMMIT SUL RILANCIO DELL’AGRICOLTURA

Giovedì 22 luglio

L’agricoltura che non si è mai arresa al Covid ma ha continuato a fornire cibo sicuro e di qualità ai consumatori è al centro della tavola rotonda che la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza organizza per domani, giovedì 22 luglio 2021 alle ore 18.45, presso l’agriturismo Cascina di Mezzo, al km 13 di via Martin Luther King a Liscate (MI), in occasione dell’assemblea annuale della Federazione.

Al vertice intitolato “Ricominciamo dalla terra – Rilanciare un settore che non si è mai fermato”, dedicato alle strategie regionali ed europee a sostegno della filiera agroalimentare del territorio, parteciperanno: Alessandro Rota, Presidente di Coldiretti Milano, Lodi e Monza Brianza; Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia; Silvia Scurati, Consigliere regionale della Lombardia; Stefano Leporati, Responsabile nazionale per le Politiche economiche di Coldiretti.

 

GROSSETO: AL MERCATO CAMPAGNA AMICA PRODOTTI PER ABBRONZATURA A KM 0

Sabato 24 luglio

Sabato 24 luglio appuntamento con gusto e salute! Frutta e verdura saranno protagonisti al mercato di Campagna Amica di Grosseto. Dalle ore 8,00 alle 13.00 in via Roccastrada 2, si tiene un appuntamento dedicato alla frutta e alla verdura della stagione estiva, ricche di vitamine per un’abbronzatura al top a km zero. Vitamine, vitamine, vitamine… Da sempre questa parola suscita nelle persone un senso di benessere e freschezza, perché è risaputo facciano bene e perché vengono associate alla frutta e alla verdura. Spesso, infatti, si sente dire che le vitamine fanno bene, ma dove le posso trovare senza ricorrere agli integratori? Tutti consideriamo la vitamina C  «LA» vitamina per antonomasia, spesso contenuta in elevatissime quantità in frutti inaspettati, rispetto al percepito comune. Subito dopo la vitamina C c’è forte interesse anche per le vitamine B, E ma soprattutto per la A.  In generale tanti frutti ed ortaggi di questa stagione contengono elevate quantità di vitamine, in particolare la Vitamina A. Basti pensare che tra i frutti in assoluto il Melone giallo e l’Albicocca contengono valori di Vitamina A elevatissimi. E’ importante notare come 100 grammi di melone contribuiscano al 35% del fabbisogno medio per le donne e al 28% per gli uomini. Questo vuol dire che 250/300 grammi di melone (all’incirca 2-3 fette, in base alla grandezza del melone) possono apportare fino al 100% del fabbisogno giornaliero di vitamina A e non siamo troppo lontani se consideriamo le albicocche. Tra i frutti di stagione anche pesche e nettarine, sono portatrici di quantitativi di vitamine importanti, da non disdegnare l’Anguria, ambasciatrice della stagione estiva. Per i più attenti ad una dieta equilibrata, aggiungiamo che i primi due prodotti per contenuto di vitamina A, melone e albicocche, sono anche tra quelli con il contenuto di calorie minore, soprattutto nel caso del melone. Si può dire che le carote tra le verdure si guadagnino lo scettro delle prime della classe in quanto a contenuto di Vitamina A: basterebbero meno di 100 grammi di carote al giorno per raggiungere la dose consigliata per noi umani. Non ci dimentichiamo però delle insalate, lattughe, peperoni e pomodori, prodotti di stagione salutari e ricchi anch’essi di tante proteine. Visto il momento che ci porta con la mente alle imminenti vacanze, ricordiamoci che le vitamine sono amiche della pelle e garanti di un’abbronzatura perfetta….ma non esageriamo con l’esposizione ai raggi solari. “Molto importante è il valore sociale e economico dei mercati di Campagna Amica – afferma Pietro Greco, direttore di Coldiretti Grosseto – che oltre a dare la possibilità al cittadino di fare una spesa sana e sicura, aiuta l’economia territoriale garantendo un reddito certo ai piccoli produttori locali. Stiamo poi attuando a Grosseto, come Campagna Amica, una serie di iniziative per far conoscere il valore della più grande ricchezza del Paese, quella enogastronomica, con in prima linea schierati i mercati degli agricoltori e gli agriturismi di Campagna Amica che effettuano anche consegne a domicilio per chi non può uscire di casa”.

 

PARMA: CON CAMPAGNA AMICA  AL VIA IL RILANCIO DELL’ANTICO BORGO A VIANINO

Domenica 25 luglio

In occasione di Parma 20+21 Capitale della Cultura, il Comune di Varano Dè Melegari, organizza  il 25 Luglio a Vianino “ IL BORGO NOBILE E GENTILE”. L’evento sarà una rievocazione del mercato storico e attuale con la preziosa collaborazione, dalle ore 10,00, del Mercato dei produttori agricoli di Campagna Amica di Coldiretti Parma. Sarà l’occasione per valorizzare e  far conoscere le produzioni locali: dai formaggi caprini al Parmigiano Reggiano di Sola Bruna, dalla verdura e frutta di stagione alle uova, dall’olio evo al miele e prodotti da forno a base di farro bio, dalle confetture allo zafferano e tante altre specialità.

La presenza del Mercato di  Campagna Amica arricchirà il programma della giornata facendo rivivere un antico borgo dell’Appennino grazie ai sapori e saperi  dei produttori agricoli e delle tradizioni contadine.

Altre attrattive della giornata la torta fritta e salume degli “Amici di Vianino”, il concerto del Trio Amadei e di vari artisti in diversi orari della giornata.

Coldiretti  ringrazia l’Amministrazione comunale di Varano Dè Melegari, in primis il Sindaco Giuseppe Restiani e il Consigliere Giovanni Ferrari, per aver scelto Campagna Amica per il rilancio del Borgo di Vianino e per condividere il progetto di Coldiretti sulla filiera corta e la promozione dell’agricoltura locale.

Continuando con l'utilizzo del sito, accetti l'utilizzo dei cookies. Approfondisci

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi