COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 2 dicembre 2019

2 dicembre 2019
News La Forza del Territorio del 2 dicembre 2019

Primo piano

CAMPANIA

PSR GIOVANI: COLDIRETTI A DE LUCA: SITUAZIONE FUORI CONTROLLO

Ritardi irrecuperabili, graduatorie inattendibili, disparità di valutazione 

Le misure del PSR rivolte all’insediamento dei giovani agricoltori sono un disastro su tutti i fronti. È il “j’accuse” che Coldiretti Campania ha sollevato in merito all’attuazione di una delle parti più delicate del Piano di Sviluppo Rurale. In un documento inviato al governatore Vincenzo De Luca, nella duplice veste di presidente di Giunta Regionale e di assessore all’Agricoltura, il presidente di Coldiretti Campania Gennarino Masiello e il direttore Salvatore Loffreda lanciano un forte appello ad un intervento politico deciso e radicale per rimuovere le incongruenze ormai cronicizzate e irrecuperabili.

“Dopo l’ultima riunione del Tavolo Verde e da un’analisi effettuata sul territorio nei nostri uffici e tra i nostri soci – scrivono Masiello e Loffreda – emerge un quadro che va ben oltre le pessimistiche previsioni che avevamo manifestato lo scorso 20 aprile. Non solo i timori si sono avverati, ma si è creata ulteriore incertezza. Vista la dichiarazione degli uffici regionali sulla revisione delle istanze, non è possibile mettere alcun punto fermo. Sono emerse persino difformità evidenti nella valutazione dei bandi da provincia a provincia, utilizzando di fatto un metodo non omogeneo sul territorio regionale.

A tal proposito avevamo evidenziato che per ottenere risultati diversi occorreva avere attori diversi. Avevamo avuto rassicurazioni sui tempi sia nei precedenti Tavoli Verdi, alla presenza del Governatore, ma c’è voluto un anno per avere le prime graduatorie delle misure per l’insediamento dei giovani in agricoltura (cluster tipologia 4.1.2 con la tipologia 6.1.1) e scopriamo una situazione fuori controllo. In 15 mesi di lavoro gli uffici regionali hanno prodotto graduatorie di cui ci dicono che il 50% è costituito da domande non ammissibili e l’altro 50% da istanze che con ogni probabilità dovranno essere nuovamente vagliate. In altre parole siamo di fronte ad una confusione totale a cui, alle condizioni attuali, non si potrà dare una risposta prima di un altro anno.

Vogliamo evidenziare, infine, che se gli uffici regionali avessero lavorato con la dovuta celerità e con la necessaria attenzione, oggi verosimilmente ci troveremmo nelle condizioni di coprire tutte le richieste. È un’ipotesi che suona come uno schiaffo in pieno viso alle centinaia di ragazzi e ragazze che vogliono scommettere il loro futuro nel lavoro in agricoltura.

Le preoccupazioni di Coldiretti sono gravi e definitive. È del tutto evidente che la situazione invariata della tecnostruttura regionale ha prodotto un fallimento nella parte più delicata del PSR, come Lei stesso ha evidenziato. La nostra agricoltura e lo stesso sistema economico della Campania non possono permettersi tutto questo”.

 

Dal territorio

 

PUGLIA, AGRITURISMO: CRESCE A 2 CIFRE; +16,5% STRUTTURE AUTORIZZATE 

Ricette antiche, tradizioni della nonna, sapori genuini con conserve, pasta, pane fatti in casa, riuso di materiali di scarto come i cannizzi, la Puglia dell’agriturismo e delle tradizioni contadine si è presentata nella sua bellezza e integrità a Matera al Villaggio Coldiretti, con le presenze in crescita a due cifre con il 16,5% di aumento delle strutture autorizzate, secondo l’analisi di Coldiretti – Terranostra sulla base degli ultimi dati ISTAT, presentata nella Capitale Europea della Cultura 2019, con il Salento al top della classifica regionale, con le 360 strutture della provincia di Lecce, sulle 876 totali autorizzate in tutta la Puglia, seguita da Bari con 164 agriturismi, Foggia con 132, Brindisi con 108, Taranto con 84 e BAT con 28. Sono 850.000 le presenze annue registrate nelle aziende agrituristiche pugliesi – secondo l’elaborazione di Coldiretti/Terranostra Puglia –  con un volume d’affari di 22 milioni di euro. La vacanza in campagna è l’alternativa verde più gettonata degli ultimi anni – con un aumento del numero degli agriturismi – continua Coldiretti Puglia – pari al 53% e del numero di ospiti salito del 76%  rispetto alle tradizionali ferie nelle località montane o marittime, grazie ad “agricoltori – Ciceroni” dell’ambiente che competono con le storiche guide turistiche nel raccontare le bellezze paesaggistiche e tradizionali a turisti e enogastronauti che invadono le ‘località verdi’ di tendenza.

“I buyer internazionali della ristorazione hanno apprezzato prodotti e sapienza di preparazione dei pugliesi, perché il brand Puglia ha un grande appeal sui turisti italiani e stranieri, grazie anche al clamore suscitato dagli acquisti dei vip di masserie storiche prestigiose in Salento, le aree rurali sono tra le mete favorite grazie al buon cibo, alla tranquillità e alla bellezza del paesaggio che va salvaguardato e ‘rigenerato’ oggi più che mai. Non è un caso che abbiamo vicini di casa del jet set nazionale e internazionale, colti dal colpo di fulmine proprio per il nostro straordinario paesaggio”, ha commentato Filippo De Miccolis Angelini, presidente di Terranostra Puglia, associazione agrituristica di Coldiretti. 

Cooking show e cooking demo, laboratori della ramasola, l’antica arte di legare con il filo i ‘pomodori della regina’, l’intreccio dei cannizzi con cui si possono realizzare oggetti come lampade e tavoli, degustazione di olio extravergine di oliva, formaggi e salumi, così la Puglia si è presentata al Villaggio Coldiretti a Matera.

“L’agriturismo ha aumentato la disponibilità di accoglienza turistica – ha aggiunto De Miccolis – offrendo una lettura positiva del territorio pugliese e, pertanto, lo sviluppo dell’agriturismo significa maggiore capacità di attrazione da parte della Puglia a beneficio dell’intera economia regionale. L’ospitalità nelle strutture aziendali assume una rilevanza fondamentale per la salvaguardia del patrimonio rurale che, oggi, è il fiore all’occhiello del turismo regionale. Senza il presidio del territorio, le tanto apprezzate “masserie” andrebbero inesorabilmente in rovina”, ha concluso il presidente De Miccolis.

¬E sono poi il cibo e la molteplicità di attività possibili ad attirare i turisti stranieri e italiani negli agriturismi del tacco d’Italia, aggiunge Coldiretti Puglia.

“I nostri agriturismi offrono alloggio, ristorazione, ma anche degustazioni e attività ludiche, ricreative e sociali e la presenza delle donne è sempre più forte e strategica per diversificare l’attività aziendale”, ha aggiunto Floriana Fanizza, leader nazionale di Coldiretti Donne Impresa. “Dall’agri-campeggio all’agri-relax, dalla semplicità dell’accoglienza rurale ai buffet con i prodotti dell’orto, alle passeggiate ritempranti nella natura, sono alla base del gradimento in crescita dei turisti rispetto al paesaggio e all’enogastronomia: rispettivamente giudizi 4,6 e 4,4 su un massimo di 5. E’ aumentata anche la richiesta di pernottamento e di attività ricreative per trascorrere i due/tre giorni in armonia con la natura, imparando i segreti della vita in campagna. Il successo degli agriturismi pugliesi continua a ruotare attorno all’enogastronomia, con gli agrichef di Campagna amica, i cuochi contadini che preparano piatti della tradizione con mirabile maestria”, ha concluso Fanizza.

Gli agriturismi di Campagna amica mettono a disposizione anche spazi attrezzati per pic-nic all’aria aperta che rispettano le esigenze di indipendenza di chi ama dedicarsi alla cucina in piena autonomia, ricorrendo eventualmente solo all’acquisto dei prodotti aziendali. Grandi opportunità anche dalla vendita diretta, con il 40 per cento delle aziende regionali che vendono prodotti propri ed il 20 per cento prodotti biologici.

La gita in agriturismo – conclude Coldiretti Puglia – diviene l’occasione per far conoscere, soprattutto ai bambini, gli animali di fattoria: galline, mucche, cavalli, asinelli. Si può assistere alla mungitura, alla posa delle uova, imparare a fare il formaggio, la pasta fatta in casa e vedere affascinanti strumenti di lavoro e attrezzature agricole, moderne e del passato, dal vecchio aratro ai potenti trattori.

 

ANNI

2017

 

 

2018

 

 

AGRITURISMI AUTORIZZATI

alloggio

ristorazione

degustazione

altre attività diverse da alloggio ristorazione e degustazione

TOTALE

alloggio

ristorazione

degustazione

altre attività diverse da alloggio ristorazione e degustazione

TOTALE

Puglia

687

561

246

597

752

789

638

408

420

876

Foggia

95

95

34

84

113

112

107

59

67

132

Bari

124

121

46

112

143

133

131

79

89

164

Taranto

67

51

20

57

69

82

60

54

38

84

Brindisi

91

72

32

80

94

103

82

57

51

108

Lecce

293

203

104

246

313

334

231

136

164

360

Barletta-Andria-Trani

17

19

10

18

20

25

27

23

11

28

 

* Elaborazione Coldiretti/Terranostra Puglia su fonte dati ISTAT

 

LOMBARDIA, ROTA: “GOVERNANCE INADEGUATA, SERVE PARCO AGRICOLO SUD MILANO” 

“Tre anni di percorso e più cicli di incontri dai quali è emersa una netta contrarietà al progetto da parte nostra non sono evidentemente serviti a nulla. La dirigenza del Parco Agricolo Sud Milano continua imperterrita a voler imporre la trasformazione di quasi 9 mila ettari di territorio in nuove aree naturali, dimostrando la propria inadeguatezza. Serve, e al più presto, una governance diversa”. Così Alessandro Rota, presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza, a margine della presentazione, oggi nella sede della Città Metropolitana, dello studio dell’Università Statale di Milano sulla “Strategia di approfondimento del reddito derivante dall’esercizio della normale attività agricola nonché del valore dei territori inclusi nelle aree ricadenti nella proposta di parco naturale all’interno del territorio del Parco Agricolo Sud Milano”.

“Anziché incassare in maniera definitiva il “no” al progetto arrivato al termine dell’ultimo giro di incontri– spiega il presidente Rota – e far tesoro dei pareri raccolti durante quelle consultazioni, la presidente Michela Palestra ha voluto invece forzare la mano nascondendosi dietro uno studio, pagato con soldi pubblici, che non ha aggiunto nulla a ciò che già si sapeva rispetto alle criticità: con la trasformazione in aree naturali c’è la possibilità di perdita di valore fondiario delle nostre aziende, oltre alla prospettiva di nuovi vincoli all’attività agricola. Noi agricoltori – precisa il presidente della Coldiretti interprovinciale – siamo i primi custodi dell’ambiente e, in questo caso del Parco. La nostra agricoltura è in prima linea sui temi della sostenibilità e della salvaguardia del territorio, non a caso è la più green d’Europa. Proprio per questo siamo convinti che non serva burocratizzare nuove aree naturali, complicando ulteriormente la vita di chi ogni giorno, con sacrificio e passione, coltiva e mantiene il paesaggio del Parco Sud. Non si è presa neppure in considerazione la nostra proposta di trasformare in aree naturali esclusivamente i circa mille ettari non destinati alla produzione agricola, scelta che avrebbe permesso comunque di chiudere l’iter e di rispettare i vincoli di legge”.

“Al presidente del Parco – aggiunge Alessandro Rota – chiediamo di fare un passo indietro, così come sollecitiamo le dimissioni del consigliere rappresentante degli agricoltori, ormai lontano dagli interessi della categoria. Serve un “nuovo” Parco più vicino alla realtà agricola  – conclude il presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza – che sappia rispondere più velocemente alle istanze degli agricoltori e che sia in grado di affrontare con maggiore decisione le sfide dell’attrattività del territorio e della promozione delle nostre eccellenze agroalimentari, senza dimenticare il ruolo fondamentale nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici sulla città di Milano e nel coinvolgimento dell’agricoltura multifunzionale in vista dei Giochi olimpici 2026”.

 

ASTI: FORUM DELL’ECONOMIA AGROALIMENTARE E RINGRAZIAMENTO

 Il quarto Forum Coldiretti dell’Economia Agroalimentare dell’Astigiano, tenutosi venerdì scorso, 29 novembre, al “Centro Culturale Cittadino San Secondo” di Asti, ha affrontato la situazione della ricettività turistica. Con il presidente e il direttore di Coldiretti Asti, Marco Reggio e Diego Furia, sono intervenuti la presidente degli agriturismo Terranostra Campagna Amica, Giovanna Soligo, l’onorevole Andrea Giaccone, il direttore dell’Atl Mauro Carbone, il Sindaco di Asti, Maurizio Rasero, il presidente degli Albergatori astigiani, Bruno Violato.

Dopo aver affrontato con successo e avviato importanti progetti per le filiere dell’uva, con la “Barbera Amica”, e per le nocciole, con l’accordo con la Novi, Coldiretti avvia dunque una profonda riflessione sulla filiera immateriale del turismo. Dai dati esposti è emerso, fra l’altro, come le presenze nelle aziende agricole siano pari a quelle negli alberghi e con una maggiore propensione ai turisti stranieri. “Da qui l’esigenza di credere sempre più sulle potenzialità del nostro territorio – sottolinea il presidente di Coldiretti Asti, Marco Reggio – verso una definitiva affermazione turistica”.

“Grazie alla nuova legge sull’Enoturismo – ha affermato l’Onorevole Giaccone -, dalla prossima vendemmia i turisti potranno andare nelle aziende viticole per la cosiddetta “vendemmia didattica”. “Dopo le recenti polemiche e preoccupazioni – specifica il direttore di Coldiretti Asti, Diego Furia – sull’impossibilità di permettere ai visitatori di “provare” l’esperienza della vendemmia nelle aziende vitivinicole, da qualcuno definite al pari di un cantiere edile, stiamo cercando di trovare soluzioni per non perdere quest’importante attività promozionale. E’ importante riuscire ora a regolamentare le possibilità che si sono aperte con la legge sull’Enoturismo”.

Nel corso del Forum è stato divulgato il Consuntivo dell’Annata Agraria 2018/19, il responsabile del Settore Economico e Vicedirettore di Coldiretti Asti, Luigi Franco, ha esposto i dati, suddivisi per ogni comparto economico agricolo. Dall’analisi di Coldiretti emerge un settore primario con ancora in atto una ricomposizione fondiaria, con una lieve riduzione del numero di aziende ma con un incremento degli occupati. Fra i dati in controtendenza positiva il ritorno degli investimenti nella viticoltura, con nuovi impianti di vigneti messi a dimora. Per il resto l’andamento dell’annata è stato condizionato in parte dalle bizzarrie del tempo e, in parte, dal proliferare della cimice asiatica, in quest’ultimo caso però c’è il via libera positivo all’immissione dei cosiddetti insetti antagonisti.

Con il presidente del Consorzio Barbera, Filippo Mobrici, e i partner Coldiretti nel progetto “Barbera Amica”, Andrea Ghignone, presidente della Cantina Barbera dei Sei Castelli di Agliano Terme e Piero Brillado direttore della Cantina Terre Astesane di Mombercelli, sono emerse interessanti azioni per un’ulteriore valorizzazione delle uve e dei vini dell’Astigiano. A cominciare da un’ulteriore incremento dei parametri qualitativi della Docg Barbera d’Asti con la prima volta del blocco all’arricchimento imposto dalla Regione Piemonte e una selezione delle uve ancora più rigorosa proprio nel protocollo produttivo degli aderenti al progetto “Barbera Amica”.

Nel corso del Forum alcuni produttori, per testimoniare il forte appeal dei prodotti primari trasformati da parte dei turisti, hanno realizzato un’esposizione proponendo le eccellenze ottenute direttamente dai loro laboratori. Fra questi anche due caseifici di Robiola Roccaverano Dop, una delle denominazioni più affermate e certificata fin dal lontano 1979.

“Riteniamo sia stato un Forum proficuo – concludono Reggio e Furia – con un dibattito molto interessante e con interventi propositivi e nuove soluzioni di collaborazione prospettate da parte del presidente degli albergatori, del Sindaco di Asti e del presidente dell’Atl. Abbiamo quindi posto le basi per un importante lavoro sulla filiera immateriale del turismo”.

Le migliori nocciole dell’annata

Sono di Giuseppe Ponzo di Castelnuovo Calcea

Nel corso del Forum Coldiretti, il manager della Novi-Elagh-Dufour, Franco Cavallero, ha consegnato i premi ai tre produttori che quest’anno hanno conferito le nocciole con la maggiore qualità. Seconda e terzo classificato Luisa Farinasso di Scurzolengo e Corrado Bizzano di Cessole che hanno ritirato rispettivamente un assegno di 1000 e 500 euro. Primo assoluto, con un premio di 1.500 euro, Giuseppe Ponzo di Castelnuovo Calcea che ha consegnato alla Novi una partita di 94,20 quintali con una resa di 47,60. Le nocciole di Ponzo, fra gli oltre 200 corilicoltori e 500 ettari di noccioleto, sono quindi le migliori.

“Agricoltori come principi: sanno dare cibo sano, buono e giusto”

Le parole del Vescovo alla recente Giornata provinciale del Ringraziamento

Nonostante le preoccupazioni per il maltempo e molte strade chiuse, domenica 24 novembre a San Damiano d’Asti il mondo agricolo ha regolarmente celebrato, e con una folta partecipazione, la Giornata provinciale del Ringraziamento.

Numerose le personalità presenti con il presidente e il direttore di Coldiretti Asti, Marco Reggio e Diego Furia, il vice presidente della Regione Piemonte, Fabio Carosso, e numerosi sindaci dei Comuni capitanati da Davide Migliasso primo cittadino della città che ha ospitato l’evento.

La Santa Messa è stata onorata dalla concelebrazione del Vescovo, Mons. Marco Prastaro, del neo Consigliere Ecclesiastico di Coldiretti Asti, don Bruno Roggero, e del titolare della parrocchia, don Antonio Cherio. Come ogni anno Coldiretti ha messo al centro della celebrazione l’offerta all’altare, direttamente nelle mani di Mons. Prastaro, dei frutti della terra, ricreando così il momento più suggestivo dell’intera cerimonia religiosa. Alcuni associati Coldiretti hanno voluto offrire cesti di frutta e ortaggi, di vini, pane, salumi, miele, latte e formaggi. Ma non solo questi beni materiali, anche lo statuto della Federazione provinciale Coldiretti e due mani vuote, a testimoniare il frutto del lavoro.

Nel corso dell’omelia, monsignor Prastaro ha fatto un parallelismo fra i doveri di un cattolico e quelli di un agricoltore. “Nella stessa giornata in cui si celebra Cristo Re dell’Universo – ha detto il Vescovo di Asti – voi agricoltori recitate il vostro grazie al Signore. E come Dio si prende cura di noi, noi dobbiamo prenderci cura degli altri, come Cristo è un Re, tutti noi siamo dei Principi, tutti abbiamo una dignità che deve essere rispettata e come Dio ci rispetta, noi dobbiamo rispettare il nostro prossimo. In più voi agricoltori siete anche Principi e Principesse della Terra. Anche se magari non avete le mani da principi, sapete che la terra è generosa, ma sapete anche che per ottenere i frutti dovete comunque sudare, lavorare, faticare e, oggi, anche calcolare il rischio di impresa. Alla fine come dei principi otterrete i giusti frutti, il pane da dare agli altri principi. Questo è il vostro compito – ha concluso Mons. Prastaro – metterci l’ingegno per poter dare cibo sano, buono e giusto”.

Al termine della funzione religiosa sono stati benedetti gli operatori delle macchine e attrezzature agricole e un partecipato pranzo al Foro Boario, preparato dagli agriturismo di Terranostra e Campagna Amica ha concluso la giornata in allegria.

 

ALESSANDRIA, “EFFETTO MALTEMPO” SU CARRELLO DELLA SPESA; SITUAZIONE DIFFICILE 

Sulle verdure si scontano gli effetti dell’ondata di maltempo che ha colpito la provincia alessandrina danneggiando produzioni e serre.

Un “effetto maltempo” che si fa sentire sul carrello della spesa con i prezzi dei vegetali freschi che crescono, sulla base dei nuovi dati Istat relativi ai prezzi al consumo, del 1,2% a novembre rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con un aumento triplo rispetto a quello registrato dall’andamento generale dell’inflazione (+0,4%).

“Gli aumenti dei prezzi nel carrello non si sono però tradotti in un incremento di quelli alla produzione – afferma il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – dove la situazione resta difficile per gli agricoltori a causa dei gravi problemi causati dal maltempo ai quali si sta peraltro aggiungendo la difficoltà ad effettuare le semine nei campi allagati. Il risultato sono decine di migliaia di ettari di terreno coltivato finiti sott’acqua con ortaggi perduti, colture asfissiate, serre divelte, vigneti distrutti ed anche frane e smottamenti nelle campagne, che hanno fatto salire a decine di milioni di euro il conto dei danni stimati in agricoltura solo nella nostra provincia”.

Ad influire sull’aumento delle quotazioni sui banchi è stato anche il fatto che a novembre in Italia ci sono stati 6 nubifragi al giorno con un numero di tempeste di pioggia, vento, trombe d’aria e grandine pari a più del doppio dello scorso anno (+116%).

“Gli agricoltori – precisa il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo – stanno facendo i conti con una forte riduzione della produzione sulla quale si innescano fenomeni speculativi sui prezzi per colpa delle distorsioni di filiera a scapito dei consumatori e dei produttori. I cambiamenti climatici colpiscono le imprese agricole con lo sconvolgimento dei normali cicli colturali che impattano sul calendario e sulle disponibilità con effetti concreti anche per i consumatori che sono costretti a fare i conti con le fluttuazioni anomale dell’offerta e dei prezzi dei prodotti che vengono abitualmente acquistati”.

                                                                                                                                                                                                                                                                           

COMO-LECCO, SUCCESSO PER CUCINA MADE IN LARIO AL VILLAGGIO DI MATERA

Successo in Basilicata per i sapori “made in Lario” presenti al Villaggio contadino di Natale a Matera che si è concluso nel fine settimana con un successo forte di oltre 200mila persone: un evento che ha fatto partire il countdown del mese di chiusura da Capitale Europea della Cultura. 

Trasferta positiva, quindi, per la Semuda (tra i “sigilli” di Campagna Amica presenti al Villaggio) e per l’agrichef di Campagna Amica Giulia di Scanno (agriturismo Marnich di Schignano) che ha cucinato diverse specialità nel capoluogo lucano: la città dei sassi è stata presa d’assalto anche dagli abitanti delle regioni vicine, a partire soprattutto dalla Puglia, ma anche tanti turisti stranieri. Per tutto il week end i visitatori hanno potuto vivere un giorno da contadino tra le aziende agricole ed i loro prodotti salvati dall’estinzione, a tavola con gli agrichef, nei laboratori degli agriturismi per fare la pasta in casa o intrecciare aglio e cipolle, nell’orto a coltivare assieme ai tutor e negli agriasili dove i bambini hanno imparato a impastare il pane o a fare l’orto.                                                                                          

Alla tre giorni del Villaggio Coldiretti con il presidente Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo non sono mancate le personalità delle Istituzioni e del mondo politico, dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi di Maio al Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, fino al presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, ma anche il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri, il vicepresidente e assessore regionale con delega alle Politiche agricole Francesco Fanelli, il presidente della Fondazione Matera Basilicata 2019 Salvatore Adduce, assieme al presidente di Coldiretti Basilicata Antonio Pessolani.

Tra le varie aree, una delle più “gettonate” – rileva la Coldiretti – è stato sicuramente il presepe degli animali con gli animali di razze antiche: tantissimi i bambini che hanno invaso – continua la Coldiretti – l’area riservata ai piccoli nell’agriasilo e nella fattoria didattica, imparando a molire le olive, a zappettare l’orto, a riciclare gli oggetti per farne regali di natale, tutto con l’assistenza dei tutor e delle agritate della Coldiretti e di Campagna Amica. Aperto il primo “caveau” dei sigilli di Campagna Amica 2019 con i preziosi formaggi, salumi, frutti e ortaggi salvati dagli agricoltori. Per i giovani l’appuntamento clou è stato, invece, al Villaggio delle idee sul futuro del lavoro dove sono state presentate le esperienze più originali nate nelle campagne italiane.

Molto apprezzati i menu a 5 euro con il meglio del Made in Italy a tavola: “Con il Villaggio contadino a Matera 2019 abbiamo voluto riaffermare il valore culturale del cibo, con le sue tradizioni e le sue eccellenze, per un settore che è diventato oggi la prima ricchezza del Paese e vale il 25% del Pil nazionale” ha dichiarato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “i cittadini ancora una volta hanno potuto toccare con mano i primati dell’agricoltura nazionale nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza alimentare a livello europeo e mondiale”.

La Semuda Tra I “Sigilli” di Campagna Amica

La Semuda, formaggio simbolo del Lario occidentale, è stata tra i “cibi degli antenati” presenti nel primo “caveau” dei Sigilli di Camagna Amica aperto da Coldiretti in occasione del Villaggio contadino a Matera, nel centro storico della città dei sassi. Qui, nel fine settimana è stato aperto il primo “caveau” dei Sigilli di Campagna Amica 2019 con i preziosi formaggi, salumi, frutti e ortaggi salvati dagli agricoltori che fanno parte della storia e della cultura nazionale. Si tratta in totale di 415 prodotti e razze animali raccolti nel corso di un censimento, curato dall’Osservatorio sulla biodiversità istituito dal comitato scientifico di Campagna Amica, e oggi per la prima volta alla portata di tutti, nel Villaggio della città dei sassi ma anche nei mercati a chilometri zero e nelle fattorie lungo tutta la Penisola.

In Italia nel secolo scorso si contavano 8.000 varietà di frutta, mentre oggi si arriva a poco meno di 2.000 e di queste ben 1.500 sono considerate a rischio di scomparsa, ma la perdita di biodiversità riguarda l’intero sistema agricolo, dagli ortaggi ai cereali, dagli ulivi fino ai vigneti. Un pericolo – secondo la Coldiretti – per i produttori e i consumatori per la perdita di un patrimonio alimentare, culturale ed ambientale del Made in Italy, ma anche un attacco alla sovranità alimentare del Paese.

A riportare sulle tavole i prodotti a rischio estinzione è il lavoro di 519 “agricoltori custodi” censiti, di cui il 28% sotto i 40 anni: nel caso della Semuda, la sopravvivenza di questo formaggi è affidato al coraggio degli allevatori di nuova generazione che, apprendendo le tecniche di lavorazione che si tramandano di generazione in generazione, le tramandano nel presente.

La Semuda (in dialetto locale semüda) è un formaggio prodotto nelle valli del medio e alto Lario occidentale, principalmente nella zona di Dongo, Gravedona e Domaso. Del peso di 4/5 kg a forma, è ottenuto da latte crudo di vacca scremato, caglio (bovino e ovino) e sale; la forma è cilindrica con un peso di circa 4/5 Kg, diametro medio di 30 cm e con scalzo di circa 8 cm convesso. Ideale il consumo dopo 60 giorni di stagionatura (che storicamente avveniva nei crotti e nelle cantine), ma è ottima anche dopo quattro mesi, caratterizzata da una colorazione più gialla e da un sapore più incisivo. La si produce tutto l’anno (ma soprattutto in inverno) avendo cura che il latte sia lasciato riposare a lungo in conca, quindi, scremato manualmente prima della cagliata a 35-36 °C.

In cucina, la semuda è utilizzata per preparare la tipica polenta uncia o i tartifui rustii, antica ricetta a base di patate e formaggio.

 

RAVENNA, PIOGGIA RECORD DI NOVEMBRE, AL LAVORO NEL FANGO PER SALVARE LE MELE 

La pioggia intensa e continua che da settimane si abbatte sui campi della nostra provincia, oltre a compromettere il calendario delle semine e i normali lavori stagionali, ha fortemente rallentato le operazioni di raccolta delle produzioni frutticole autunno-invernali, mele in primis.

Tra mille difficoltà per accedere con i mezzi agricoli nei terreni allagati e invasi dal fango, gli agricoltori Coldiretti stanno comunque facendo il possibile per garantire ai consumatori la reperibilità sul mercato del prodotto.

“Le condizioni meteoclimatiche sono proibitive – afferma il Presidente di Coldiretti Ravenna Nicola Dalmonte – il mese di novembre appena concluso è stato segnato da precipitazioni record che stanno proseguendo anche in questi primi giorni di dicembre tanto che gli agricoltori faticano non poco ad entrare nei campi per effettuare le necessarie operazioni colturali mentre, dove si è già seminato, i germogli e le piantine rischiano di soffocare per la troppa acqua”.

Nonostante terreni segnati dalla pioggia senza tregua, prosegue Dalmonte, “i nostri agricoltori ce la stanno mettendo tutta al fine di difendere il proprio reddito e assicurare la presenza di prodotto di qualità sui banchi dei mercati”.

Il 2019 verrà di certo ricordato come un anno eccezionale dal punto di vista climatico con intense piogge e grandinate fuori stagione, in particolare in primavera, ma anche tempeste e nubifragi estivi sino ad arrivare a questo autunno che è stato inizialmente molto caldo ed ora umido e piovoso come non lo era da molti anni. “Purtroppo – conclude Dalmonte – l’acqua in eccesso sta compromettendo anche le tradizionali semine autunnali per le quali ci sono ancora poche settimane di tempo prima che arrivi il grande freddo”.

 

CAMPANIA, VALENTINA STINGA NUOVA RESPONSABILE DI DONNE IMPRESA CAMPANIA 

Valentina Stinga, classe 1989, è la nuova responsabile regionale di Coldiretti Donne Impresa, il movimento femminile che dal 1953 rappresenta le imprenditrici agricole. Già referente di Donne Impresa Napoli, raccoglie il testimone dalla salernitana Antonella Dell’Orto. È la titolare dell’azienda agricola Rareche a Sorrento, dove produce e vende direttamente colture orticole. Dopo il diploma al Liceo Salvemini, lascia Sorrento e si trasferisce a Milano per laurearsi alla prestigiosa Bocconi. Consegue la triennale in Economia Aziendale e poi si specializza in Marketing Management, ma sceglie di tornare in penisola sorrentina per intraprendere da zero la sua attività in agricoltura. Accanto a Valentina Stinga compongono il consiglio regionale di Coldiretti Donne Impresa Campania: Marianna Venuti (Avellino), Claudia Sorbo (Caserta), Maria Antonietta Moffa (Benevento) e Lucia Giannattasio (Salerno). Alla neo eletta vanno gli auguri di buon lavoro del presidente di Coldiretti Campania Gennarino Masiello e del direttore Salvatore Loffreda.

Attraverso Donne Impresa, tutte le imprenditrici in agricoltura – o aspiranti tali – possono ottenere informazioni su come fare impresa, realizzare i propri progetti, partecipare ad eventi formativi sempre aggiornati e conoscere come aprire strutture socialmente utili come ad esempio, le fattorie sociali, gli agriasilo e le fattorie didattiche. Coldiretti Donne Impresa fa parte di importanti organismi che operano in ambito nazionale ed europeo come il Comitato per l’imprenditoria femminile, istituito presso il Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Coordinamento Donne d’Impresa, il Comitato Cabina di Regia presso Unioncamere, i Comitati per l’imprenditoria femminile istituiti presso le Camere di Commercio, presso il COPA che rappresenta le associazioni agricole di tutti i paesi dell’Unione Europea e presso l’OMA (organizzazione mondiale degli agricoltori).

 

PIEMONTE: SERVE RATING CIBO CONTRO ETICHETTA A SEMAFORO PER TUTELARE MADE IN 

L’introduzione del primo rating dei cibi rappresenta una garanzia per il consumatore italiano e una tutela per l’intera filiera agroalimentare nazionale, anche rispetto a modelli alimentari sbagliati che mettono in pericolo non solo la salute dei cittadini ma anche il sistema produttivo di qualità del Made in Italy. E’ quanto afferma Coldiretti in merito alla discussione in manovra finanziaria sulla possibilità di creare un sistema nazionale di valutazione dei prodotti, capace di determinare quali azioni di filiera sono necessarie al raggiungimento di standard qualitativi elevati in tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti, a garanzia della qualità e della sicurezza alimentare.

“In questo modo sarebbe possibile assicurare il nesso tra la provenienza e la qualità degli alimenti, anche in ragione degli effetti positivi per la salute, facendo chiarezza sulle proprietà nutritive di quell’alimento e la giusta modalità di consumo nel corso della giornata – spiegano il Presidente di Coldiretti Piemonte Roberto Moncalvo e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa -. Un’alternativa a sistemi di etichettatura nutrizionale a semaforo, fuorvianti, discriminatori ed incompleti con i quali vengono bocciati prodotti del Made in Piemonte, come i formaggi tra cui il Gorgonzola. E’, quindi, necessario arrivare a un sistema tutto italiano capace di valorizzare i principi della Dieta mediterranea, nella quale rientrano le eccellenze piemontesi, che hanno fatto del Made in Italy a tavola un modello alimentare apprezzato in tutto il mondo. In tale ottica presenteremo una proposta che possa costituire una base per un confronto con la politica dalla quale partire per fare finalmente chiarezza in etichetta sulle reali caratteristiche nutrizionali dei cibi e sulle modalità più idonee di consumo”.

 

COMO-LECCO, L’AGRICOLTURA MADE IN CONQUISTA IL PUBBLICO DI GASTROLARIO                                                                                                                            

Lo zafferano di Albiolo, i vini di Domaso, il rabarbaro di Introbio, le lumache di Nibionno: sono solo alcune delle rarità gastronomiche che, insieme al miele, alle farine, alle composte, ai succhi di frutta e alle altre specialità dei produttori agricoli di Coldiretti hanno conquistato il pubblico di Gastrolario Expo, l’evento dedicato al mondo del cibo accolto nel fine settimana al Grand Hotel Imperiale di Moltrasio. Oggi pomeriggio la giornata conclusiva, con la presenza dei ristoratori che hanno potuto incontrare i produttori agricoli cogliendo l’occasione di un confronto diretto nella giornata dedicata agli operatori di settore: “Una tappa importante che potrà rafforzare la presenza del “chilometro zero lariano” nel menu dei ristoranti, proprio a partire dall’Imperiale che sta scommettendo molto sulla filiera corta a tutto tondo” commenta il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi.

Concetti ribaditi anche nell’incontro che, nel fine settimana, ha visto ospiti gli chef Stefano Visini e Luigi Gandola che hanno rimarcato l’importanza della conoscenza di quanto di buono e storico può giungere dal territorio. Molto partecipato anche il convegno con Martina Vicini e Beatrice Lampugnani, di Coldiretti Giovani Impresa, che prima della conclusione affidata al direttore Giovanni Luigi Cremonesi hanno raccontato la loro esperienza di imprenditrici agricole di nuova generazione, incontrando i giovani degli istituti superiori.

Molto coinvolgenti i focus sulle specialità casearie del territorio: Antonella Nadale, di Stazzona, ha illustrato la lavorazione della Semuda, ripercorrendone le tracce storiche ed evidenziando le potenzialità di un formaggio simbolo del territorio lariano. La semuda è prodotta nelle valli del medio e alto Lario occidentale) utilizzando latte crudo di vacca scremato, caglio e sale; le sue forme sono cilindriche con un peso di circa 4/5 Kg, diametro medio di 30 cm e con scalzo di circa 8 cm particolarmente convesso: in cucina è utilizzata per preparare la polenta uncia e i tartifui rustìi.

Antonella Doniselli, di Pasturo, ha invece approfondito il tema degli stracchini, con un particolare racconto della tradizione valsassinese e il ricordo dell’epopea dei bergamini, i pastori che dai tempi più remoti discendevano dagli alpeggi lecchesi e orobici fino alla pianura lombarda che circonda Milano: ad essi si deve l’origine dei formaggi stracchini (ovvero prodotti con il latte delle vacche stracche dopo la lunga transumanza) che già in età medievale erano distintivi dell’arte casearia lombarda. Tra essi, ancor oggi, si trovano alcune rarità legate ancor oggi alla tenacia dei produttori, proprio come lo stracchino della Val Biandino portato a Gastrolario da Doniselli.

Nel corso dell’intero weekend il pubblico potrà incontrare oltre 50 produttori agroalimentari locali, assaggiarne ed acquistarne le specialità, assistere agli incontri (tutti con ingresso libero) e scoprire quanto di buono e curioso il “made in Lario” può e vuole offrire dal campo alla tavola.

 

PADOVA: ELEZIONI CONSORZI DI BONIFICA, IL MONDO AGRICOLO CON LISTA UNITARIA 

Si avvicina la data del voto, in tutto il Veneto, per il rinnovo degli organi di rappresentanza dei dieci Consorzi di Bonifica. Anche nella provincia di Padova domenica 15 dicembre saranno chiamati alle urne tutti i proprietari di fabbricati e terreni, contribuenti dei quattro consorzi che insistono nel nostro territorio: Brenta e Adige Euganeo nell’Alta Padova, Bacchiglione a Padova, nord- ovest Colli, Cintura e Piovese, Adige Euganeo nella Bassa Padovana. A questo appuntamento elettorale il mondo agricolo, da sempre storicamente attento e coinvolto nelle questioni che riguardano la tutela della risorsa acqua e del territorio, ha scelto di presentarsi alle urne unito, con la lista “Coldiretti – Cia Agricoltori Italiani – Confagricoltura”, presente in tutti i Consorzi con un’ampia rosa di candidati per ciascuna delle tre fasce di contribuenza. Ora la sfida, come ha ricordato ieri sera a Carceri Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova, in occasione dell’incontro dedicato alla bonifica, è quella di “parlare a tutti i cittadini, anche a quelli che si sentono lontani da questo tema, perché la sicurezza idraulica e la buona gestione del territorio riguarda chi vive in campagna come chi vive in città, perché senza le opere di bonifica e la loro manutenzione gran parte della nostra campagna tornerebbe ad essere una palude. Le tre organizzazioni agricole venete hanno scelto di fare squadra e presentare un’unica lista perché gli obiettivi sono i medesimi, per continuare a garantire l’autogoverno dei consorzi e la realizzazione dei progetti ai quali si è lavorato in questi anni e che ora andranno completati. Si tratta di interventi importanti per ridurre il rischio idraulico, preservare la risorsa acqua e garantire l’irrigazione dei terreni. Se i cittadini conoscessero tutto ciò che fanno i Consorzi per il territorio in cui vivono andrebbero in massa a votare”.

Andrea Crestani, direttore dell’Anbi Veneto, l’associazione che rappresenta tutti i dieci Consorzi di Bonifica, ha sottolineato le “origini antiche e profonde della bonifica, con regole che arrivano fino ai giorni nostri” sottolineando come i consorzi siano la “prima forma di sussidiarietà tra cittadini che si organizzano insieme per amministrare il territorio. Attraverso la contribuenza i Consorzi garantiscono due benefici, la bonifica e l’irrigazione. In Veneto l’introito dei Consorzi è di 140 milioni euro, cui l’86% derivano dai contributi pagati dai proprietari di fabbricati e terreni, il 7% dalla produzione di energia idroelettrica, il 6,3% dal rilascio di concessioni e appena lo 0,7% da contributi regionali. Possiamo contare su un indice di efficienza che non ha paragoni nel settore pubblico e primeggia anche nel privato, spendiamo poco e destiniamo oltre 70 milioni euro per manutenzioni. Inoltre nel biennio 2018/2019 abbiamo messo a punto progetti per ben 251 milioni di euro. Attraverso i consorzi, pertanto, sono i cittadini che gestiscono il territorio e lo tengono all’asciutto. Non dimentichiamo che in un terzo degli 1,2 milioni di ettari gestiti dai consorzi l’acqua non scorre direttamente al mare e deve essere alzata da 400 idrovore e immessa in una fitta rete di canali. Eppure in questa area ad altissimo rischio idrogeologico negli ultimi decenni 70 mila ettari sono stati occupati dal cemento. L’urbanizzazione e il consumo di suolo agricolo è un mix che genera disastri ambientali. I centri urbani non ne sono immuni, anzi sono proprio le città e le grandi urbanizzazioni che rivelano tutta la loro fragilità in caso di precipitazioni intense, come abbiamo visto anche in questi giorni. I nostri Consorzi spendono quasi tutte le risorse per mettere in sicurezza città e centri urbani dove spesso le infrastrutture sono inadeguate. Lavoriamo poi per garantire l’irrigazione, perché oggi c’è necessità di trattenere acqua sul territorio. Arriviamo ad erogare 5 miliardi di metri cubi acqua all’anno per le attività agricole ma anche per l’ambiente. Il cibo è irriguo e non ci sarebbero coltivazioni senza acqua. Ma dobbiamo rovesciare il paradigma che l’agricoltura “consuma” acqua, perché l’irrigazione crea invece benefici ambientali come la tutela della biodiversità, la ricarica delle falde, la mitigazione dei cambiamenti climatici, solo per citarne alcuni. L’acqua usata per l’irrigazione non si disperde, anzi alimenta un circolo virtuoso”.

Nel corso dell’incontro proposto da Coldiretti Padova all’Abbazia di Carceri, primo appuntamento della Giornata Provinciale del Ringraziamento che culmina con l’evento di Este domenica prossima, don Andrea Ceolato, parroco di Carceri nonché agronomo, ha ricordato che “chi lavora la terra non può non amare la terra”, riferendosi all’impegno quotidiano degli agricoltori come “sentinelle del territorio”. Il parroco ha ripercorso la storia della bonifica nel territorio padovano, ricordando come un migliaio di anni fa furono i monaci ad avviare una imponente opera di bonifica grazie alla quale la campagna venne resa coltivabile. La storia millenaria dell’Abbazia di Carceri lo conferma. “Per secoli i numerosi monasteri disseminati da Mantova a Chioggia furono il fulcro del recupero dei territori. Senza l’opera straordinaria dei monaci, proseguita poi dalla Serenissima, la nostra campagna non avrebbe questa conformazione. Per secoli i monaci hanno sempre trovato il giusto compromesso tra rispetto della natura e necessità dell’uomo. L’acqua è un bene primario, a volte è troppa a volte troppo poca, ed è necessario che sia pulita e sana. Da qui la necessità di trovare un rapporto equilibrato con il bene acqua e con l’ambiente”. Anche il sindaco di Carceri Tiberio Businaro ha invitato tutti ad informarsi e a partecipare al voto per i Consorzi di Bonifica, ricordando quanto la Bassa Padovana sia un territorio che deve molto alle opere di bonifica.

Coldiretti Padova, infine, ha dato appuntamento a domenica 1 dicembre a Este, al mattino, per la celebrazione in Duomo della Giornata provinciale del Ringraziamento, alla quale parteciperanno centinaia di agricoltori, con la tradizionale offerta dei doni della terra di questa annata appena conclusa nei campi e la benedizione dei trattori e di tutti gli agricoltori. In piazza Maggiore sarà allestito il Mercato di Campagna Amica con le tipicità di stagione e i principali prodotti dell’agricoltura padovana.

 

UMBRIA, CINGHIALI: BENE L’IMPEGNO DEGLI ASSESSORI MORRONI E MELASECCHE 

È positivo l’interessamento e l’impegno manifestato dai nuovi Assessori regionali Roberto Morroni ed Enrico Melasecche, competenti su agricoltura e sicurezza stradale, riguardo all’urgenza di azioni tese al controllo e alla limitazione della fauna selvatica, in particolare dei cinghiali. È quanto sottolinea Coldiretti Umbria, nel ricordare come la proliferazione ormai fuori controllo di questi ungulati in primis, pesi in maniera grave da molto tempo sull’attività delle imprese agricole, oltre ad essere diventata un vera emergenza per la sicurezza dei cittadini.

Occorre gestire il fenomeno – afferma Coldiretti – per controllarlo e mettere in sicurezza le attività degli agricoltori che rischiano di lasciare i terreni incolti e di abbandonare il territorio, soprattutto nelle zone interne, e con esso quella costante opera di manutenzione che garantisce la tutela dal dissesto idrogeologico.

Una problematica comunque – ribadisce Coldiretti – che riguarda ormai tutta la collettività, come dimostrano anche i numerosi incidenti stradali, con la presenza dei cinghiali che si spinge, come si evince dai fatti degli ultimi giorni, sempre più spesso fin dentro le città e sulle vie di comunicazione.

Si tratta di una piaga contro la quale Coldiretti Umbria si batte da anni e che di recente l’ha portata a partecipare anche alla manifestazione in piazza Montecitorio a Roma, promossa per sensibilizzare l’opinione pubblica, evidenziando i danni provocati sulle strade e nelle campagne.

Occorre innanzitutto – secondo Coldiretti – semplificare la normativa attuale in materia, per potenziare gli interventi per un contenimento efficace del numero dei cinghiali, con un impatto positivo sull’ambiente.

 

CALABRIA, ELETTA RODI MORABITO NELLA CAMERA DI COMMERCIO REGGIO CALABRIA 

Il Consiglio della Camera di Commercio di Reggio Calabria ha eletto, componente della Giunta Camerale, Patrizia Rodi Morabito dirigente della Coldiretti in rappresentanza del settore agricoltura. “Esprimo grande soddisfazione per questa elezione, ha dichiarato Stefano Bivone presidente della Coldiretti reggina, auguro a Patrizia buon lavoro e sono certo che nell’assolvimento del suo importante incarico  si spenderà con dedizione e determinazione per la tutela e la valorizzazione del settore agricolo e delle filiere agroalimentari di qualità, per la promozione dei produttori e dei prodotti locali di eccellenza, e in prima linea nelle battaglie, anche nazionali, per la salvaguardia del Made in Italy e di cui la Calabria è un pezzo importante”. Patrizia Rodi Morabito conduce a Rosarno l’azienda “Tenuta Badia Società Agricola a r.l. composta da donne ed è fortemente impegnata, secondo anche i nuovi canoni della multifunzionalità in agricoltura, ad attivare percorsi e spazi per migliorare il rapporto tra uomo e natura con progetti di coinvolgimento ed interazione delle diverse attività. Ha frequentato diversi corsi di formazione in agricoltura e in questi ultimi tempi, sta consolidando la conversione dell’azienda al biologico. Tra le sue passioni è scultrice e ceramista specializzata su tessuti ed a terzo fuoco (porcellana) e sostiene ed è impegnata a consolidare e rendere praticabile il connubio tra arte e campagna.  Rodi Morabito ha ringraziato la Coldiretti e i colleghi della Camera di Commercio di Reggio Calabria e ha ribadito il suo impegno “a lavorare in sinergia con Giunta e Consiglio camerale per continuare a sostenere e accompagnare tutto il sistema produttivo locale in modo che possa esprimere al meglio le proprie potenzialità così che – ha affermato – l’economia locale, aperta ai mercati, possa avere sempre valide risorse e nuove opportunità di sviluppo, innovazione e competitività”.

 

AREZZO, ECCO LA NOSTRA RICETTA DEL BENESSERE 

Prima tappa al Convitto di Arezzo del ciclo di incontri dedicati alla “Ricetta del Benessere”, promossi dalle Farmacie Comunali di Arezzo che si rivolgono ai bambini delle scuole primarie cittadine per educarli e consapevolizzarli verso le buone pratiche quotidiane per la salute e la cura di sé.

“Abbiamo subito aderito con molto entusiasmo al progetto – commenta il Presidente di Coldiretti Arezzo Lidia Castellucci – è da sempre un obiettivo per noi fondamentale quello di coinvolgere i giovani alunni per promuovere una vera e propria cultura del benessere, lo facciamo parlando di cibo vero, da anni siamo impegnanti con il progetto di Educazione alla Campagna Amica che portiamo avanti nelle scuole della provincia di Arezzo per sensibilizzare i giovani verso scelte di consumo consapevoli e sull’importanza del mangiare  sano. La provincia di Arezzo è una realtà virtuosa, dove le associazioni sanno fare rete e mettere insieme il meglio per tutto il territorio”.

Alla mattinata, condotta da Alex Revelli Sorini e Susanna Cutini, ha preso parte per Coldiretti l’Agrichef Ilaria Salvadori della “Fattoria Bistecca” di Cortona, che ha spiegato il valore del cibo di stagione e del territorio.

“Il nostro messaggio è dedicato all’importanza della stagionalità, con il nostro intervento facciamo conoscere il lavoro di noi imprenditori agricoli alle giovani generazioni, promuovendo gli acquisti nei mercati dei produttori di Campagna Amica – ha spiegato Ilaria Salvadori – con l’obiettivo di tutelare l’ambiente e la salute. Abbiamo parlato con i ragazzi anche dell’etichettatura, giocando insieme e cercando di far capire loro l’importanza dell’etichetta, raccontandogli di come sia fondamentale l’origine, la provenienza, la conservazione e tutte le altre informazioni necessarie, riportando alla giovane platea le battaglie portate avanti da Coldiretti in questi anni”.

L’Agrichef ha poi dispensato tantissimi trucchi e ricette divertenti che gli alunni potranno realizzare a casa insieme alle famiglie, utilizzando il meglio del cibo vero, quello controllato e garantito dal circuito di Campagna Amica.

 

BRESCIA, PRANDINI CONDIVIDE CON MINISTRO COSTA DEROGHE PER SPANDIMENTI

La serie ripetuta di eventi climatici avversi che si è abbattuta in particolare nelle regioni del Nord oltre a compromettere il calendario delle semine ha sostanzialmente interrotto le operazioni di spandimento invernale degli effluenti zootecnici. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che il presidente Ettore Prandini, si è confrontato con il ministro dell’Ambiente, del Territorio e della Tutela del mare Sergio Costa, rimarcando la necessità di procedere con l’apertura di finestre temporali adeguate a consentire almeno per quindici giornate l’utilizzazione degli effluenti in modo da garantire una corretta gestione delle operazioni agronomiche in termini corrispondenti all’andamento meteorologico, compatibilmente con la regolamentazione europea. Dopo l’intervento del presidente Prandini, il ministro ha assicurato che in una apposita e urgente riunione saranno determinate le opportune modalità di deroga volte ad individuare una diversa decorrenza del divieto destinato a scattare a partire dal 1 di dicembre tenendo anche conto delle richieste già formulate da alcune regioni come Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Una notizia positiva per la Lombardia – commenta la Coldiretti regionale – dove circa la metà delle semine autunnali sono ancora bloccate per le piogge incessanti dell’ultimo periodo. Ringraziamo l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi – conclude la Coldiretti Lombardia – per essersi fatto carico della questione, inviando una lettera ai ministeri dell’Agricoltura, della Sanità e dell’Ambiente per sollecitare un provvedimento urgente in tal senso.

 

CUNEO: LE PIOGGE HANNO RIEMPITO I VASCONI, SERVE DEROGA PER SPANDIMENTO 

Le intense precipitazioni di queste settimane stanno mettendo in grande difficoltà le attività agricole e zootecniche in tutta la provincia.

In questa situazione eccezionale, serve una deroga che permetta di poter distribuire gli effluenti sui campi anche nel periodo invernale, non appena le condizioni climatiche e lo stato di idratazione dei terreni lo permettano.

Poiché i vasconi di contenimento dei liquami delle imprese zootecniche sono stati riempiti dalle persistenti piogge di queste settimane, occorre consentire alle aziende lo svuotamento delle cisterne in modo tale da poter stoccare i reflui che verranno prodotti nei mesi di dicembre e gennaio.

“La deroga è necessaria ed urgente – dichiara Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – e servono risposte positive che ci consentano di intervenire il prima possibile anche in seguito alla richiesta della Regione al Presidente del Consiglio per dichiarare lo stato di emergenza che Coldiretti ha, da subito, sollecitato. Il settore agricolo vive, infatti, momenti molto difficili a causa delle piogge incessanti di questo novembre e i ritardi delle lavorazioni rischiano di compromettere la nuova stagione”.

“Il conto del maltempo sale ulteriormente se si considerano gli eventi climatici degli ultimi mesi: da inizio ottobre – precisa Coldiretti Cuneo – ha piovuto in pratica un giorno su due. Il risultato è che oggi sono a rischio le tradizionali semine autunnali, con il 50% in media delle operazioni ancora da completare, mentre dove si è già seminato i germogli e le piantine rischiano di soffocare per la troppa acqua. Nei campi allagati, poi, gli agricoltori non riescono neppure a portare a termine le normali lavorazioni di stagione, come la concimazione propedeutica alle semine stesse”.

“L’agricoltura – conclude Moncalvo – è l’attività economica che, più di tutte le altre, vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici in atto, che si manifestano con una marcata tendenza al surriscaldamento e con la più elevata frequenza di fenomeni estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal maltempo alla siccità. E’ anche, però, il settore maggiormente in grado di contrastare questi effetti per cui è importante che le norme evolvano al fine di poter supportare le quotidiane attività delle nostre imprese”.

 

LOMBARDIA, MALTEMPO: NECESSITÀ DEROGHE SPANDIMENTI IN CAMPAGNA 

La serie ripetuta di eventi climatici avversi che si è abbattuta in particolare nelle regioni del Nord oltre a compromettere il calendario delle semine ha sostanzialmente interrotto le operazioni di spandimento invernale degli effluenti zootecnici. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che il presidente nazionale Ettore Prandini si è confrontato con il ministro dell’Ambiente, del Territorio e della Tutela del mare Sergio Costa, rimarcando la necessità di procedere con l’apertura di finestre temporali adeguate a consentire almeno per quindici giornate l’utilizzazione degli effluenti in modo da garantire una corretta gestione delle operazioni agronomiche in termini corrispondenti all’andamento meteorologico, compatibilmente con la regolamentazione europea.

Dopo l’intervento del presidente Prandini, il ministro ha assicurato che in una apposita e urgente riunione saranno determinate le opportune modalità di deroga volte ad individuare una diversa decorrenza del divieto destinato a scattare a partire dal 1 di dicembre tenendo anche conto delle richieste già formulate da alcune regioni come Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Una notizia positiva per la Lombardia – commenta la Coldiretti regionale – dove circa la metà delle semine autunnali sono ancora bloccate per le piogge incessanti dell’ultimo periodo. Ringraziamo anche l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi – conclude la Coldiretti Lombardia – per essersi fatto carico della questione, inviando una lettera ai ministeri dell’Agricoltura, della Sanità e dell’Ambiente per sollecitare un provvedimento urgente in tal senso.

 

PARMA, MALTEMPO: SERVONO DEROGHE PER SPANDIMENTI 

Le forti precipitazioni che si sono abbattute nella provincia di Parma nei giorni scorsi non solo hanno compromesso i normali lavori di coltivazione stagionali ma hanno causato il blocco delle operazioni di spandimento degli effluenti zootecnici.

Lo comunica Coldiretti Parma nel sottolineare pertanto la necessità di creare delle “finestre” nel mese di Dicembre per dare la possibilità di spandere sul territorio provinciale.

Nelle aree vulnerabili ai nitrati il divieto resterà in vigore fino alla fine di gennaio (per il blocco invernale), con notevoli disagi per gli agricoltori che nel mese di novembre hanno avuto pochissime giornate utili allo spandimento.

Questa esigenza è stata presentata dallo stesso presidente nazionale di Coldiretti Prandini al Ministro dell’ambiente e del territorio e della tutela del mare Sergio Costa che ha evidenziato la necessità di procedere con l’apertura di periodi adeguati a consentire almeno per quindici giornate l’utilizzazione degli effluenti in modo da garantire una corretta gestione delle operazioni agronomiche in termini corrispondenti all’andamento meteorologico, compatibilmente con la regolamentazione europea.

Il Ministro ha già assicurato al Presidente della Coldiretti Prandini che in una apposita e urgente riunione saranno determinate le opportune modalità di deroga volte ad individuare una diversa decorrenza del divieto destinato a scattare a partire dal 1 Dicembre tenendo anche conto delle richieste già formulate da alcune regioni come Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

 

NOVARA, MALTEMPO – VCO: “SERVE DEROGA PER SPANDIMENTO EFFLUENTI” 

Da inizio ottobre un giorno su due è stato di pioggia. Il maltempo ininterrotto sta mettendo in grande difficoltà non solo le attività agricole, ma anche quelle zootecniche. È la denuncia di Coldiretti Novara – Vco che, sottolineando la situazione eccezionale, chiede per le aziende zootecniche una deroga che permetta di poter continuare a distribuire gli effluenti sui campi anche nel periodo invernale. Sara Baudo, presidente di Coldiretti Novara -Vco, spiega che “La deroga è necessaria ed urgente. Servono altrettanto urgentemente risposte positive che consentano di intervenire il prima possibile anche in seguito alla richiesta della Regione al Presidente del Consiglio riguardo alla dichiarazione di stato di emergenza. Stato di emergenza che Coldiretti ha, da subito, sollecitato. Il settore agricolo sta vivendo momenti molto difficili a causa delle piogge incessanti di questo novembre e i ritardi delle lavorazioni rischiano di compromettere la nuova stagione”.

“Come abbiamo denunciato nei giorni scorsi, molti cereali non hanno potuto essere raccolti”, spiega la presidente. “La raccolta è compromessa perché i terreni sono intrisi d’acqua e i prodotti danneggiati. A rischio ora sono anche le tradizionali semine autunnali. In media il 50% delle operazioni di semina sono ancora da completare, mentre dove si è già seminato, i germogli e le piantine rischiano di soffocare per la troppa acqua. Nei campi allagati, poi, gli agricoltori non riescono neppure a portare a termine le normali lavorazioni di stagione, come la concimazione propedeutica alle semine stesse. Anche i sovesci sono a rischio”, continua Baudo. “Non smetteremo mai di ricordare che l’agricoltura è l’attività economica che, più di tutte le altre, vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici in atto, che si manifestano con una marcata tendenza al surriscaldamento e con la più elevata frequenza di fenomeni estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal maltempo alla siccità. E’ anche, però, il settore maggiormente in grado di contrastare questi effetti, che maggiormente contribuisce alla cura e al presidio del territorio contro il dissesto idrogeologico, per cui è importante che le norme evolvano al fine di poter supportare le quotidiane attività delle nostre imprese. È necessario difendere la disponibilità di terreno fertile: servono interventi strutturali, occorre provvedere alla sistemazione e pulizia straordinaria degli argini dei fiumi e pensare anche, come suggerito a livello nazionale, a un piano infrastrutturale per la creazione di invasi che raccolgano tutta l’acqua piovana che va perduta e la distribuiscano quando ce n’è poca, con la regia dei Consorzi di bonifica e l’affidamento ai coltivatori diretti”.

 

VENEZIA, SITUAZIONE DRAMMATICA PER I PRODUTTORI DI RADICCHIO DI CHIOGGIA 

“Questa volta abbiamo toccato il fondo” racconta Manuel Gatto produttore di radicchio di Chioggia oltremodo demoralizzato per la situazione produttiva del radicchio rosso, la coltura principale di Chioggia, cicoria considerata regina dell’orticoltura veneta che ora si trova, più che mai, di fronte ad una crisi strutturale.

In questo mese, a mettere ulteriormente alla prova i produttori sono state le continue piogge che hanno compromesso i campi costringendo gli agricoltori a condizioni proibitive nella fase di raccolta. “Forse ci converrebbe lasciare il radicchio marcire nei campi visto a quanto ci viene pagato” afferma Manuel Gatto. Stiamo parlando di 5 centesimi al kg, ben sotto la soglia minima del costo di produzione che si aggira intorno ai 35 centesimi al kg, eppure il consumatore lo trova sullo scaffale ad un prezzo non inferiore ai 1,50€ al kg.

“Le considerazioni sui prezzi, sulla contingenza economica sono un argomento, trito e ritrito, ma vorremmo aiutare i nostri produttori ad avere garantita la dignità lavorativa provando ad attuare una misura correttiva per difendere il loro lavoro per uno dei prodotti tipici che fanno del made in Italy un vanto in tutto il mondo” sottolinea il presidente di Coldiretti Venezia Andrea Colla. In effetti, più volte si è tentato di individuare la causa della svalutazione del radicchio di Chioggia e del mancato riconoscimento del valore ai produttori, ma si tratta di un argomento molto complesso poiché manca la trasparenza sia della fase di produzione che della fase distributiva.

“I contratti stipulati in campagna con i grossisti sono in partenza troppo bassi e danneggiano l’andamento del mercato” lamenta il direttore del Mercato Ortofrutticolo di Chioggia, Pietro Cigna. Da troppo tempo si sta evidenziando l’inadeguatezza a fronteggiare le sfide che la globalità della produzione del prodotto a causa di una concorrenza sleale del seme ibrido. Coldiretti sprona i produttori a puntare sulla produzione del radicchio a marchio IGP, ma comunque la strada non è in discesa afferma il presidente di Coldiretti Chioggia Patrizio Garbin “Rispettare il disciplinare produttivo è l’unico modo per tentare di differenziare il prodotto, ma non è così semplice perché ci sobbarchiamo dei costi maggiori di produzione per poi trovarci nel mercato spiazzati da una concorrenza sleale”.

Serve dunque un cambio culturale e operativo per aspirare ad un giusto riconoscimento del valore sul mercato del radicchio di Chioggia, ma anche delle altre produzioni presenti nel territorio, creando una governance in grado di correggere le distorsioni operative fin’ora riscontrate per l’assoluta mancanza di regole, tracciabilità e trasparenza. Per questo – continua il direttore di Coldiretti Venezia Giovanni Pasquali –noi insistiamo di trovare una soluzione per i nostri coltivatori a cui deve essere dato un adeguato riconoscimento economico per l’attività nelle campagne e per ridare prospettive all’orticoltura del territorio clodiense, dove il radicchio è la produzione principe.”

 

BERGAMO, MALTEMPO: PER ALLEVATORI BENE DEROGHE PER SPANDIMENTO REFLUI 

“Il mondo zootecnico bergamasco ha accolto con sollievo questo intervento, vista la difficoltà che gli allevamenti stanno incontrando nelle operazioni di smaltimento dei reflui a causa delle piogge continue che hanno caratterizzato questo ultimo periodo”. Così il presidente di Coldiretti Bergamo Alberto Brivio commenta l’azione messa in campo dal presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini per ottenere una deroga per gli spandimenti, interpretando la preoccupazione generale del mondo agricolo al riguardo.

”La serie ripetuta di eventi climatici avversi che si è abbattuta in particolare nelle regioni del Nord oltre a compromettere il calendario delle semine ha sostanzialmente interrotto le operazioni di spandimento invernale degli effluenti zootecnici”. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che il presidente Ettore Prandini si è confrontato con il ministro dell’Ambiente, del Territorio e della Tutela del mare Sergio Costa, rimarcando la necessità di procedere con l’apertura di finestre temporali adeguate a consentire almeno per quindici giornate l’utilizzazione degli effluenti in modo da garantire una corretta gestione delle operazioni agronomiche in termini corrispondenti all’andamento meteorologico, compatibilmente con la regolamentazione europea. Dopo l’intervento del presidente Prandini, il ministro ha assicurato che in una apposita e urgente riunione saranno determinate le opportune modalità di deroga volte ad individuare una diversa decorrenza del divieto destinato a scattare a partire dal 1 di dicembre tenendo anche conto delle richieste già formulate da alcune regioni come Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

“Questa notizia porta uno spiraglio di ottimismo per gli agricoltori bergamaschi – commenta Brivio- , visto che nella nostra provincia, così come nel resto della Lombardia,   circa la metà delle semine autunnali sono ancora bloccate a causa del perdurare delle precipitazioni che ha reso impraticabili i terreni.  Ringraziamo anche l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi per essersi fatto carico della questione, inviando una lettera ai ministeri dell’Agricoltura, della Sanità e dell’Ambiente per sollecitare un provvedimento urgente in tal senso”.

In caso di nuove disposizioni, Coldiretti Bergamo informerà tempestivamente gli associati interessati tramite il servizio di SMS dedicato alla comunicazione del calendario degli spandimenti. 

 

MODENA: MANOVRA, SERVE RATING CIBI CONTRO ETICHETTE A SEMAFORO 

E’ necessaria un’alternativa ai sistemi di etichettatura nutrizionale a semaforo, come il traffic light inglese e il nutriscore francese, fuorvianti, discriminatori ed incompleti che finiscono per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole come il Parmigiano Reggiano, l’olio extravergine di oliva ed il prosciutto di Modena mentre favoriscono prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta e promuovono cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero.

E’ quanto afferma Coldiretti Modena in merito alla discussione in manovra finanziaria del primo rating dei cibi, la possibilità cioè di creare un sistema nazionale di valutazione dei prodotti capace di determinare quali azioni di filiera sono necessarie al raggiungimento di standard qualitativi elevati in tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti, a garanzia della qualità e della sicurezza alimentare. In pratica – spiega Coldiretti Modena – sarebbe possibile assicurare il nesso tra la provenienza e la qualità dell’alimenti, anche in ragione degli effetti positivi per la salute, facendo chiarezza sulle proprietà nutritive di quell’alimento e la giusta modalità di consumo nel corso della giornata introducendo una garanzia per il consumatore italiano e una tutela per l’intera filiera agroalimentare nazionale, anche rispetto a modelli alimentari sbagliati che mettono in pericolo non solo la salute dei cittadini ma anche il sistema produttivo di qualità del Made in Italy.

Dopo aver sventato all’Onu una pericolosa deriva internazionale per mettere bollini allarmistici sui principali prodotti del Made in Italy a causa del loro contenuto in sale, zucchero e grassi – conclude Prandini – è ora il momento di arrivare a un sistema tutto italiano capace di valorizzare i principi della Dieta mediterrenea che hanno fatto del Made in Italy a tavola un modello alimentare apprezzato in tutto il mondo. In tale ottica presenteremo una proposta che possa costituire una base per un confronto con la politica dalla quale partire per fare finalmente chiarezza in etichetta sulle reali caratteristiche nutrizionali dei cibi e sulle modalità più idonee di consumo.

 

MILANO, PRANDINI CONDIVIDE CON MINISTRO COSTA DEROGHE PER SPANDIMENTI 

La serie ripetuta di eventi climatici avversi che si è abbattuta in particolare nelle regioni del Nord oltre a compromettere il calendario delle semine ha sostanzialmente interrotto le operazioni di spandimento invernale degli effluenti zootecnici. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che il presidente Ettore Prandini si è confrontato con il ministro dell’Ambiente, del Territorio e della Tutela del mare Sergio Costa, rimarcando la necessità di procedere con l’apertura di finestre temporali adeguate a consentire almeno per quindici giornate l’utilizzazione degli effluenti in modo da garantire una corretta gestione delle operazioni agronomiche in termini corrispondenti all’andamento meteorologico, compatibilmente con la regolamentazione europea. Dopo l’intervento del presidente Prandini, il ministro ha assicurato che in una apposita e urgente riunione saranno determinate le opportune modalità di deroga volte ad individuare una diversa decorrenza del divieto destinato a scattare a partire dal 1 di dicembre tenendo anche conto delle richieste già formulate da alcune regioni come Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Una notizia positiva per la Lombardia – commenta la Coldiretti regionale – dove circa la metà delle semine autunnali sono ancora bloccate per le piogge incessanti dell’ultimo periodo. Ringraziamo l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi – conclude la Coldiretti Lombardia – per essersi fatto carico della questione, inviando una lettera ai ministeri dell’Agricoltura, della Sanità e dell’Ambiente per sollecitare un provvedimento urgente in tal senso.

 

CUNEO, RINGRAZIAMENTO DELL’AGRICOLTURA IMPEGNATA A COSTRUIRE FUTURO 

Celebrata ieri in un’Abbazia di Staffarda gremita, alla presenza del Vescovo di Saluzzo, la 69esima Giornata provinciale del Ringraziamento di Coldiretti

Dalla terra all’altare, ieri gli imprenditori agricoli di Coldiretti Cuneo hanno portato all’Abbazia di Santa Maria di Staffarda, alla presenza del Vescovo di Saluzzo, Monsignor Cristiano Bodo, decine di prodotti coltivati e trasformati da destinare alla Caritas, in segno di ringraziamento per quanto ricevuto.

È stato questo il momento clou della 69esima Giornata provinciale del Ringraziamento di Coldiretti, che ha richiamato imprenditori agricoli da ogni angolo della Provincia con le loro famiglie per un momento di riflessione e preghiera al termine dell’annata agraria, cui hanno preso parte il Delegato Confederale di Coldiretti Piemonte Bruno Rivarossa, il Direttore provinciale di Coldiretti Cuneo Tino Arosio, la Responsabile provinciale Coldiretti Donne Impresa Monia Rullo e il Presidente dell’Associazione provinciale Pensionati di Coldiretti Dino Ambrogio, oltre a molti Sindaci.

A far da cornice alla celebrazione è stata l’Abbazia di Staffarda a Revello, uno dei più importanti monasteri medievali del Piemonte, ma soprattutto luogo simbolo dell’agricoltura che crea sviluppo. Infatti l’Abbazia – come è stato ricordato a margine della celebrazione – sin dagli albori fu un fiorente centro agricolo dedito alla raccolta, alla trasformazione e allo scambio dei prodotti coltivati nelle campagne circostanti, rese fertili dai monaci cistercensi grazie ad importanti opere di bonifica.

E così il ringraziamento di ieri si è arricchito di un duplice significato: non abbiamo celebrato soltanto il grazie del mondo agricolo cuneese per il raccolto dei campi – commenta Coldiretti Cuneo – ma anche la riconoscenza dell’intera comunità per il lavoro dei nostri agricoltori, impegnati a produrre qualità e salubrità, a preservare biodiversità e a perpetuare tradizioni agroalimentari inscindibilmente legate al territorio.

Sono proprio le antiche tradizioni a fondare il successo dell’agricoltura cuneese, risorsa primaria per le nuove generazioni: “Il ritorno di oggi all’agricoltura di molti giovani è il segno tangibile di un futuro che torna alle origini e ritrova il senso vero della vita e della terra” ha dichiarato Mons. Cristiano Bodo che, al termine della Santa Messa, ha benedetto i mezzi agricoli e gli agricoltori in vista della nuova annata.

 

CREMONA, PRANDINI CONDIVIDE CON MINISTRO COSTA DEROGHE PER SPANDIMENTI 

“La serie ripetuta di eventi climatici avversi che si è abbattuta in particolare nelle regioni del Nord oltre a compromettere il calendario delle semine ha sostanzialmente interrotto le operazioni di spandimento invernale degli effluenti zootecnici”. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che il presidente Ettore Prandini ha condiviso con il Ministro dell’ambiente e del territorio e della tutela del mare Sergio Costa la necessità di procedere con l’apertura di finestre temporali adeguate a consentire almeno per quindici giornate l’utilizzazione degli effluenti in modo da garantire una corretta gestione delle operazioni agronomiche in termini corrispondenti all’andamento meteorologico, compatibilmente con la regolamentazione europea. Il Ministro ha assicurato al Presidente della Coldiretti che in una apposita e urgente riunione saranno determinate le opportune modalità di deroga volte ad individuare una diversa decorrenza del divieto destinato a scattare a partire dal 1 di dicembre tenendo anche conto delle richieste già formulate da alcune regioni come Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.”

 

LIGURIA, SERVE IN MANOVRA RATING CIBI CONTRO ETICHETTE A SEMAFORO 

Dall’olio extravergine di oliva DOP Riviera Ligure ai formaggi tipici dell’Entroterra: l’introduzione del primo rating dei cibi potrebbe rappresentare una garanzia per il consumatore italiano e una tutela per l’intera filiera agroalimentare Made in Liguria, anche rispetto a modelli alimentari sbagliati che mettono in pericolo non solo la salute dei cittadini ma anche il sistema produttivo di qualità dei nostri territori.

E’ quanto afferma Coldiretti Liguria in merito alla discussione in manovra finanziaria sulla possibilità di creare un sistema nazionale di valutazione dei prodotti, capace di determinare quali azioni di filiera sono necessarie al raggiungimento di standard qualitativi elevati in tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti, a garanzia della qualità e della sicurezza alimentare.

“Per difendere le nostre eccellenze – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – è ora il momento di arrivare a un sistema tutto italiano capace di valorizzare i principi della Dieta Mediterrenea, dieta conosciuta e apprezzata a livello mondiale, dove uno dei pilastri è l’olio extravergine d’oliva, penalizzato da etichettature a semaforo come il traffic light inglese e il nutriscore francese. Questi sistemi rischiano di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di bocciare, appunto, il nostro elisir di lunga vita.  In tale ottica, come Coldiretti, presenteremo una proposta che possa costituire una base per un confronto con la politica dalla quale partire per fare finalmente chiarezza in etichetta sulle reali caratteristiche nutrizionali dei cibi e sulle modalità più idonee di consumo in modo da tutelare le nostre imprese produttrici di grandi eccellenze.Così facendo sarebbe possibile assicurare il nesso tra la provenienza e la qualità dell’alimenti, anche in ragione degli effetti positivi per la salute, facendo chiarezza sulle proprietà nutritive di quell’alimento e la giusta modalità di consumo nel corso della giornata”.

 

PIACENZA: MALTEMPO, SERVONO DEROGHE PER SPANDIMENTI 

La pioggia intensa e continua che si è abbattuta nei giorni scorsi, oltre a compromettere il calendario delle semine e i normali lavori stagionali, ha sostanzialmente bloccato le operazioni di spandimento degli effluenti zootecnici.

A darne notizia è Coldiretti Piacenza nel sottolineare la necessità di creare delle “finestre” nel mese di dicembre per dare la possibilità di spandere, sul territorio provinciale. Nelle aree vulnerabili ai nitrati il divieto resterà in vigore fino alla fine di gennaio (per il blocco invernale), con notevoli disagi per gli agricoltori che nel mese di novembre hanno avuto pochissime giornate utili allo spandimento.

Questa esigenza è stata presentata dallo stesso presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini al Ministro dell’ambiente e del territorio e della tutela del mare Sergio Costa che ha evidenziato la necessità di procedere con l’apertura di periodi adeguati a consentire almeno per quindici giornate l’utilizzazione degli effluenti in modo da garantire una corretta gestione delle operazioni agronomiche in termini corrispondenti all’andamento meteorologico, compatibilmente con la regolamentazione europea.

Il Ministro ha già assicurato al Presidente della Coldiretti Prandini che in una apposita e urgente riunione saranno determinate le opportune modalità di deroga volte ad individuare una diversa decorrenza del divieto destinato a scattare a partire dal primo dicembre tenendo anche conto delle richieste già formulate da alcune regioni come Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

 

VICENZA, SPANDIMENTO LIQUAMI: URGE UNA DEROGA DALLA REGIONE DEL VENETO 

“La serie ripetuta di eventi climatici avversi che si è abbattuta nel Vicentino, oltre a compromettere il calendario delle semine, ha sostanzialmente interrotto le operazioni di spandimento invernale degli effluenti zootecnici”. È quanto afferma il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola, nel sottolineare che il presidente nazionale Coldiretti, Ettore Prandini, ha condiviso con il Ministro dell’ambiente e del territorio e della tutela del mare, Sergio Costa, la necessità di procedere con l’apertura di finestre temporali adeguate a consentire almeno per quindici giornate l’utilizzazione degli effluenti, in modo da garantire una corretta gestione delle operazioni agronomiche in termini corrispondenti all’andamento meteorologico, compatibilmente con la regolamentazione europea.

Il Ministro ha assicurato al presidente Prandini che, in un’apposita ed urgente riunione, saranno determinate le opportune modalità di deroga volte ad individuare una diversa decorrenza del divieto destinato a scattare dal 1 dicembre, tenendo anche conto delle richieste già formulate da alcune regioni come Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna.

 

SARDEGNA, COLDIRETTI NUORO OGLIASTRA INCONTRA 68 PRESIDENTI 

Ci saranno tutti i presidenti di sezione della Federazione e i componenti dell’assemblea provinciale mercoledì prossimo 4 dicembre a Nuoro all’assemblea convocata dal presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra Leonardo Salis.

Durante l’incontro, che si svolgerà dopo una serie di appuntamenti territoriali, si farà un bilancio dell’anno che sta per finire ed in particolare un focus sulle vertenze agricole ancora aperte.

“Sarà un incontro dibattito dove presenteremo tutte le attività che abbiamo svolto durante l’anno ma allo stesso tempo ci sarà ampio spazio per il confronto – dice il presidente Leonardo Salis -. La nostra Federazione è molto ampia, la più vasta in Sardegna con 101 Comuni. Abbiamo uffici in tutto il territorio e 68 presidenti di sezione che ci permettono di interfacciarci quotidianamente con i soci ed avere il polso della situazione. E proprio per questo periodicamente oltre che territorialmente convochiamo delle assemblee provinciali con tutti i presidenti per confrontarci su tutte le attività e progetti che stiamo svolgendo e sulle problematiche che affliggono il comparto agricolo e sulle soluzioni che stiamo mettendo in campo”.

L’incontro si terrà alle 11 nella sala convegni Area (ex Iacp) in via Piemonte. Sarà anche l’occasione per presentare ai dirigenti provinciali due nuove convezioni che ha stipulato Coldiretti Sardegna.

 

FRIULI VENEZIA GIULIA: DONNE IMPRESA, LORENA RUSSIAN ALLA GUIDA 

Lorena Russian è la nuova presidente regionale di Donne Impresa Fvg. Co-titolare di una impresa multifunzionale di orto-frutta, cereali, viticola in conversione bio (azienda agricola Blasizza Paolo di Moraro), Russian guiderà per i prossimi tre anni il movimento. «Sono onorata di rappresentare questa grande organizzazione – le sue prime parole dopo la nomina –. Per me è un ruolo di grande responsabilità che porterò avanti con un lavoro di squadra e soprattutto con grande entusiasmo. Ho al mio fianco donne di spessore che rappresentano aziende con storie e progetti importanti. Ci sono pertanto le basi per continuare a crescere nel nostro ruolo aziendale e istituzionale». A Russian vanno gli auguri di buon lavoro del presidente regionale Michele Pavan e del direttore Danilo Merz.

 

PAVIA, AGRIMERCATO RINNOVA I SUOI VERTICI: GIACOMO CAVANNA NUOVO PRESIDENTE 

Cambio al vertice di Agrimercato, l’associazione che riunisce i soci di Coldiretti Pavia che fanno vendita diretta nei mercati di Campagna Amica. Il nuovo Presidente è Giacomo Cavanna, imprenditore agricolo 39enne che produce frutta a Menconico, sulle colline dell’Oltrepò Pavese. Insieme al nuovo Presidente è stato eletto anche il nuovo Consiglio di Agrimercato Pavia, che rimarrà in carica per i prossimi tre anni e che è composto da Francesco Montagna, Mauro Castellotti, Edith Albertini e Andrea Olezza.

Giacomo Cavanna succede a Francesco Montagna, che ha guidato l’associazione negli ultimi sei anni. “Voglio ringraziare chi mi ha preceduto per il grande lavoro che è stato fatto in questo periodo – spiega il nuovo Presidente di Agrimercato Pavia, che fa parte anche dell’associazione per la tutela della Pomella della Valle Staffora – Uno degli obiettivi per il futuro sarà quello di far crescere ancora di più i nostri mercati, promuovendo la varietà e la qualità dei prodotti presenti e incrementando gli eventi e le iniziative”.

Dal salame di Varzi al vino, dai formaggi ai salumi, passando per la frutta e la verdura e senza dimenticare il riso, le uova, lo zafferano, la pasta, il miele e la lavanda: sono diversi i prodotti che oggi i consumatori possono trovare nei sei mercati di Coldiretti-Campagna Amica attivi sul territorio pavese. A Pavia i produttori di Agrimercato si possono incontrare il mercoledì e il sabato mattina nello storico mercato presente da oltre dieci anni in piazza del Carmine, ma anche il giovedì mattina in via Tibaldi (nel quartiere di Pavia Ovest) e il sabato mattina in via Pastrengo (quartiere Vallone). La domenica mattina, invece, gli agricoltori di Coldiretti portano in vendita i loro prodotti a km zero nei mercati di piazza Duomo a Voghera e di piazza Martiri della Liberazione a Vigevano.

“Nei mercati di Campagna Amica si trovano prodotti del territorio messi in vendita direttamente dall’agricoltore, nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico-ambientale sottoposto alla verifica e al controllo di un ente terzo – spiega Stefano Greppi, Presidente di Coldiretti Pavia – Per questo motivo oggi i consumatori che acquistano i prodotti nei mercati di Campagna Amica danno un forte segnale di attenzione al territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio che ci circonda, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione locale. Temi su cui Coldiretti insiste da anni e che continuerà a portare avanti per garantire a tutte le aziende agricole la giusta sostenibilità e redditività economica”.

 

TORINO, MALTEMPO: DEROGA PER POTER SPARGERE GLI EFFLUENTI IN INVERNO

«Le abbondanti precipitazioni di questi giorni stanno mettendo in difficoltà le attività agricole e zootecniche. In presenza di tale situazione eccezionale, occorre una deroga che permetta di poter continuare a distribuire gli effluenti sui campi anche nel periodo invernale». E’ la richiesta che arriva da Fabrizio Galliati, presidente Coldiretti Torino.

Il presidente della Coldiretti torinese: «Una deroga necessaria e urgente. Servono risposte positive che consentano agli agricoltori di intervenire quanto prima, anche in seguito alla richiesta della Regione Piemonte al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di dichiarare lo stato di emergenza. Provvedimento che Coldiretti ha, da subito, sollecitato. Il settore agricolo vive momenti difficili a causa delle piogge incessanti di questo novembre. I ritardi delle lavorazioni rischiano di compromettere la nuova stagione».

Michele Mellano, direttore di Coldiretti Torino, aggiunge: «Il conto dei danni cagionati dal maltempo sale ulteriormente se si considerano gli eventi climatici degli ultimi mesi. A partire da ottobre ha piovuto in pratica un giorno su due. Il risultato è che oggi sono a rischio le tradizionali semine autunnali, con il 50 per cento in media delle operazioni ancora da completare. Là dove si è già seminato i germogli e le piantine rischiano di soffocare per la troppa acqua. Nei campi allagati, poi, gli agricoltori non riescono ad effettuare le normali lavorazioni di stagione, come l’aratura e la concimazione, propedeutica alle semine stesse».

Fabrizio Galliati, chiude così: «L’agricoltura è l’attività economica che vive quotidianamente le conseguenze degli attuali cambiamenti climatici. Oggi si registra una marcata tendenza al surriscaldamento del pianeta. Si assiste alla più elevata frequenza di fenomeni estremi, con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense con il rapido passaggio dal maltempo alla siccità. Il settore primario ha le potenzialità per contrastare questi effetti per cui è importante che le norme evolvano per supportare le quotidiane attività delle imprese agricole».

 

PARMA, BERCETO: Il GRAZIE DEI COLTIVATORI 

Grande partecipazione alla 69° Giornata provinciale del Ringraziamento organizzata da Coldiretti Parma domenica 1 Dicembre a Berceto. Già dalle ore 10,45 i coltivatori diretti si sono incontrati nel sagrato del Duomo di San Moderanno dove, insieme al Presidente di Coldiretti Parma Nicola Bertinelli e al Direttore Alessandro Corsini, hanno ricevuto le autorità intervenute in rappresentanza di istituzioni civili, militari, religiose e di enti economici. Tutti hanno poi seguito la Santa Messa solenne, presieduta da Don Luigi Valentini, Vicario Generale della Diocesi di Parma, e concelebrata con Don Giuseppe Bertozzi Parroco di Berceto.  La funzione religiosa ha avuto inizio con il saluto di Coldiretti Parma da parte del Presidente Nicola Bertinelli il quale ha ringraziato il sindaco, le autorità, i soci e tutta la comunità, e ha ricordato che “La Giornata del Ringraziamento è un appuntamento molto atteso e sentito dalle famiglie diretto coltivatrici per esprimere gratitudine per i frutti della terra e del lavoro dell’uomo, a conclusione dell’annata agraria. E’ anche un’occasione importante – ha sottolineato Bertinelli – per riaffermare i valori della nostra agricoltura e l’impegno di Coldiretti e delle sue imprese agricole al servizio della società nella produzione di cibo di qualità e nella salvaguardia dell’ambiente. La scelta di vivere, quest’anno, questa giornata a Berceto– ha proseguito Bertinelli – nasce dal desiderio di sostenere e valorizzare le zone montane, spesso in grandi difficoltà a causa dei dissesti idrogeologici e dei danni derivanti, in particolare dalla fauna selvatica. Un problema quest’ultimo rappresentato da Coldiretti a Roma con la manifestazione dello scorsom7 novembre per avviare interventi mirati e azioni di sostegno delle aree montane, coi loro insediamenti, le loro bellezze paesaggistiche e ambientali e la loro biodiversità. Ricchezze inestimabili da tutelare e conservare. E’ con questo spirito – ha concluso Bertinelli – che oggi rinnoviamo il nostro impegno a proseguire nel lavoro intrapreso per un’agricoltura sostenibile e una terra sempre più ospitale”. Durante la Messa le letture sono state fatte dalla socia di Berceto Annalisa Vescovi, Laura Bosi, Beatrice Boselli e Fabrizio Bonfanti. Momento particolarmente suggestivo l’offertorio con la consegna all’altare dei cesti con i prodotti tipici della nostra agricoltura locale, in segno di lode e ringraziamento per i frutti raccolti durante un’annata di lavoro e destinati alle persone più bisognose. La cerimonia si è conclusa con la lettura della preghiera dei coltivatori da parte del Segretario di Zona Alessandro Pelosi.  E’ seguita la benedizione dei mezzi agricoli e il saluto ai convenuti del Direttore Alessandro Corsini che ha ringraziato lo staff Coldiretti per l’ottima organizzazione della giornata. Hanno portato il loro saluto anche il Presidente del Consorzio Agrario di Parma Giorgio Grenzi, il Presidente del Consorzio della Bonifica parmense Luigi Spinazzi e il Direttore Regionale di Crédit Agricole Italia Maurizio Crepaldi che salutando i convenuti ha dichiarato “Siamo lieti di sostenere questo evento affiancando il nome di Crédit Agricole Italia a quello di Coldiretti Parma. La nostra banca nasce e si sviluppa all’interno dei principali distretti agroalimentari e questa identità si riflette nella nostra vicinanza al territorio e agli operatori del settore.”  Il Sindaco di Berceto Luigi Lucchi ha ringraziato Coldiretti per aver scelto Berceto per celebrare questo evento come segno di attenzione al territorio montano. La mattinata si è conclusa con un momento conviviale degustando le pietanze del buffet allestito dall’agriturismo Piano di Bilù di Bigliardi Enrico. Ha fatto gli onori di casa il Presidente di sezione Coldiretti Fabrizio Consigli. Per fare festa tutti insieme e valorizzare il ruolo primario dell’agricoltura nella produzione di cibo sano e di qualità i convenuti hanno potuto visitare il Mercato di Campagna Amica dove degustare e acquistare le produzioni tipiche del territorio.

 

PADOVA, AGRICOLTORI A ESTE CON OLTRE 30 SINDACI PER GIORNATA RINGRAZIAMENTO 

Agricoltori da tutta la provincia e insieme a loro oltre trenta sindaci con la fascia tricolore, consiglieri provinciali, parlamentari, autorità militari e istituzionali per la sessantanovesima edizione della giornata Provinciale del Ringraziamento di Coldiretti Padova celebrata quest’anno a Este. È stata una domenica di festa e di riflessione sul ruolo ed il valore dell’agricoltura nel territorio padovano e nel tessuto economico locale. In primo piano i prodotti agricoli arrivati dalle zone di tutta la provincia, presentati all’offertorio durante la celebrazione nel Duomo di Santa Tecla. E le tipicità made in Padova sono state protagoniste per tutto il giorno in piazza Maggiore nel mercato di Campagna Amica animato dalle aziende agricole. “Al termine dell’annata agricola, come da tradizione- spiega il presidente di Coldiretti Padova Massimo Bressan- rendiamo grazie per i doni della terra e per il raccolto. Non sono mancate le difficoltà e le emergenze, in particolare per alcuni settori, a partire dall’ortofrutta flagellata dalla cimice asiatica, proprio in questo territorio, o dai danni provocati dai cinghiali sui Colli Euganei. Abbiamo avuto anche diverse soddisfazioni e sappiamo che possiamo contare dell’appoggio della società civile, al nostro fianco della difesa del vero made in Italy agro-alimentare. E in queste settimane vogliamo coinvolgere la cittadinanza sul tema della tutela e della salvaguardia del territorio in occasione delle elezioni del 15 dicembre per il rinnovo dei vertici dei Consorzi di Bonifica. Il mondo agricolo si presenta compatto a questo appuntamento importante per garantire il buon governo nella gestione della risorsa acqua, in un territorio che rivela le sue fragilità in tempi di cambiamenti climatici”. “È la festa della concretezza e della nostra vita” ha ricordato nell’omelia don Giorgio Bozza, consigliere ecclesiatico di Coldiretti Padova, sottolineando il ruolo di custodi del territorio degli agricoltori, impegnati ogni giorno nel garantire il “pane” che sta la, “frutto della terra e del lavoro dell’uomo”. Il sindaco di Este Roberta Gallana ha sottolineato come dietro “ai prodotti portati oggi all’altare ci sia il lavoro di tutti i nostri agricoltori. Grazie a Coldiretti, sempre in prima linea per il nostro settore primario”. Roberta Toffanin, senatore di Forza Italia ha ribadito come “essere al fianco del mondo agricolo e vicino alla Coldiretti significa essere vicini ai cittadini per avere garantiti prodotti agroalimentari di qualità. Spesso ci dimentichiamo quanta fatica ci sia nel lavoro dei campi e quanti problemi assillino l’agricoltura, a partire dai cinghiali, per citare un’emergenza a noi vicina. Este oggi accoglie con orgoglio e gratitudine gli agricoltori padovani. Fabio Miotti, consigliere provinciale con delega all’agricoltura: “grazie a Coldiretti che ha portato a Este la buona agricoltura a difesa produzioni agroalimentari e a tutela delle nostre eccellenze e per tutto ciò che è stato fatto in un intero anno per tutto il settore”. Antonio Santocono, presidente della Camera di Commercio di Padova, ha portato il saluto delle 120 mila aziende che rappresenta e ha lanciato un appello per le imminenti elezioni dei consorzi di bonifica, sottolineando l’impegno del mondo agricolo per la salvaguardia della sicurezza idraulica del territorio”. Presenti, fra gli altri, i consiglieri provinciali Elisa Venturini, Vincenzo Gottardo, Loredana Borghesan, Marcello Bano e Alessandro Bisato.

 

 

Appuntamenti

 

ORISTANO: TUTTE LE NOVITÀ FISCALI 2020 IN UN IMPORTANTE INCONTRO A ORISTANO

Giovedì 5 Dicembre 

Giovedì 5 Dicembre, a partire dalle ore 18.00, presso la sala riunioni della Federazione Provinciale sita in via Cavour 6, importantissimo incontro con le aziende agricole per illustrare le novità fiscali.

La Dott.ssa Francesca Schirru, responsabile fiscale di Coldiretti Oristano, presenterà i nuovi adempimenti che interesseranno le aziende agricole dal primo gennaio 2020 ossia i corrispettivi telematici. Per i primi sei mesi dall’avvio dell’obbligo di trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri, le sanzioni previste in caso di invio tardivo non si applicheranno qualora l’adempimento venga effettuato entro il mese successivo a quello in cui è effettuata l’operazione.

“Un incontro specifico – evidenziano il Direttore provinciale Coldiretti Emanuele Spanò che coordinerà i lavori e il Presidente provinciale Coldiretti Giovanni Murru –  per le aziende agricole interessate che sono tenute ad adeguarsi e alle quali illustreremo anche le soluzioni a disposizione per la trasmissione telematica dei corrispettivi. E’ importante evidenziare – concludono i due dirigenti – che i produttori agricoli che hanno il regime speciale iva non saranno interessati dai nuovi obblighi.”

 

ROVIGO: SCONTRINI TELEMATICI, INCONTRI DI PREPARAZIONE PER IMPRENDITORI AGRICOLI

Mercoledì 4 Dicembre a Venerdì 6 Dicembre 

L’associazione di categoria organizza tre incontri con tutti gli agricoltori che fanno agriturismo e/o vendita diretta per spiegare come usare i nuovi registratori di cassa obbligatori dall’1 gennaio 2020

Coldiretti Rovigo annuncia e invita i soci che si occupano di vendita diretta agli incontri informativi sui nuovi registratori di cassa. Tale obbligo, anticipato all’1 luglio 2019 per i contribuenti che nel 2018 hanno conseguito un volume d’affari superiore a 400mila euro, prevede quindi che lo scontrino cartaceo e la ricevuta fiscale siano sostituiti dalla trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri effettuata mediante l’utilizzo di un registratore di cassa telematico (RT).

Gli incontri saranno tre, sparsi sul territorio, per dare la possibilità a tutti di avere vicino a casa una lezione che spiega i nuovi adempimenti tecnologici di materia fiscale. Infatti, dall’1 gennaio 2020 scatta l’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi per chi effettua cessioni di beni e prestazioni di servizi ai consumatori finali. Al fine di illustrare le procedure legate a questa importante novità, si terranno questi incontri: a Rovigo, nella sala conferenze dell’ufficio in via del Commercio 43 (zona centro commerciale la Fattoria) il 4 dicembre alle 15; il 5 dicembre alle 15 appuntamento a Giacciano con Barucchella nella sede di Rovigo Banca in via Roma n. 4138; seguirà il 6 dicembre alle 15 l’incontro ad Adria nella sala conferenze dell’ostello Amolara sito in località Campitello n. 11.

 

REGGIO EMILIA: CALENDARIO NATALE CON CAMPAGNA AMICA

Sabato 7, Domenica 8 e Domenica 15 Dicembre 

Gli italiani quest’anno spenderanno 140 euro a famiglia per le preparazioni di Natale, in linea con il dato dell’anno precedente. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base della Xmas Survey della Deloitte, divulgata proprio oggi a Matera 2019 dove è stato organizzato il primo appuntamento nazionale dedicato al Natale a tavola, la tradizione più radicata nella cultura degli italiani.

Reggio Emilia, città e provincia, offre numerose opportunità alle famiglie e ai consumatori grazie alla presenza delle aziende Campagna Amica, custodi della biodiversità, di sapori e saperi antichi, produttori del cibo “giusto” e “buono” da utilizzare in cucina e per fare un pensiero o un regalo di cui non ce n’è mai troppo.

Le aziende agricole reggiane della rete di Campagna Amica saranno presenti per l’intero mese di Dicembre in diverse occasioni, in città e in provincia, proprio per incontrare, con la vendita diretta, i consumatori e le loro famiglie.

All’appuntamento ormai fisso del sabato mattina con il mercato contadino di piazza Fontanesi si aggiungono nuove date. Domenica 1 e 15 in piazza Martiri del 7 Luglio dalle 9 alle 19, Domenica 8 e 22 in piazza Prampolini, dalle 9 alle 19, dove oltre al cibo ci saranno numerosi spazi per l’artigianato locale. Mercato di Campagna Amica anche a Cadelbosco di Sopra Domenica 15 Dicembre dalle 9 alle 15 in piazza XXV Aprile.

Sabato 7 pomeriggio e Domenica 8 Dicembre, da mattina a sera, appuntamento anche in Fonderia-Fondazione Nazionale della Danza | Aterballetto, via della Costituzione 39 a Reggio Emilia dove, in occasione dello spettacolo per bambini Pollicino, in scena nel fine settimana, si svolgerà il mercato di Campagna Amica con vendita diretta prodotti agricoli e italiani, giochi antichi e laboratori manuali per bambini dai 5 anni a cura di Il Dono, Associazione per la Pedagogia Steineriana. Il mercato si ripeterà anche Sabato 21 Dicembre nel pomeriggio.

 

VAL D’AOSTA: TORNANO GLI APPUNTAMENTI CON GLI AGRIMERCATI COLDIRETTI

Domenica 8 e domenica 15 Dicembre 

Il freddo e l’inverno non frenano gli appuntamenti con gli agrimercati di Coldiretti. Anzi, dicembre dà una nuova spinta allo Tsaven – Campagna Amica, che si candida come un luogo in cui cercare un regalo natalizio originale, buono, sano ed a km 0.

Il prossimo appuntamento con le aziende agricole di Coldiretti è per domenica 8 dicembre all’Arco d’Augusto, sotto lo sguardo vigile di un dinosauro: i produttori saranno disponibili a trascorrere il ponte dell’Immacolata vendendo i loro prodotti freschi e nati dalle loro fatiche e dalle terre della Valle d’Aosta, con degustazioni, racconti, consigli.

L’evento si ripeterà la domenica successiva, il 15 dicembre, sotto i portici di Piazza Chanoux. In questa data sarà possibile trovare, a fronte di un’offerta minima e fino ad esaurimento scorte, cesti natalizi di diversi formati composti con i prodotti del territorio secondo le esigenze di tutti.

Oltre alle prelibatezze costantemente presenti sui banchi delle aziende agricole aderenti al circuito di Campagna Amica, ci sarà anche l’Azienda Agricola La Vignettaz di Gressan, vincitrice di una delle sette Médaille d’Or al concorso Modon d’Or 2019 come una delle dieci migliori fontine d’alpeggio della Valle d’Aosta.

Con questi due appuntamenti, le giornate di agrimercati durante il 2019 sfiorano la quota di 120, coinvolgendo non solo Aosta ma anche le principali località turistiche della Valle d’Aosta.

 

CREMONA: “NATALE CON CAMPAGNA AMICA”, PRESSO PORTICO DEL CONSORZIO AGRARIO

Martedì 2 Dicembre 

Prende il via domani, sotto il portico del Consorzio Agrario di Cremona, l’iniziativa “Natale con Campagna Amica”. Da domani, e per tutti i martedì di dicembre presso il mercato di via Monteverdi (ma anche nelle prossime domeniche, da domenica 8 dicembre in piazza Stradivari, per approdare domenica 15 dicembre in largo Ragazzi del 99), il mercato di Campagna Amica diventa il luogo ideale dove trovare idee-regalo buone e belle.

In una cornice di luci e colori (per l’occasione il mercato si illumina, per esprimere la gioia del Natale), le aziende agricole sono pronte a gareggiare fra loro, nel proporre ai buongustai delle ‘idee regalo’ nel segno della tipicità e dell’originalità. Ci sono le confezioni che raccolgono i mieli del territorio, c’è il panettone artigianale che nasce dai grani antichi, ci sono le proposte regalo che testimoniano amicizia e collaborazione fra le aziende (come il cofanetto che raccoglie salame e vino), ci sono le confezioni a forma di decorazione per l’albero di Natale, i cestini dedicati a salse e giardiniere, i ‘tris’ di dolci e tanto altro. Agli appassionati dei regali più gustosi non resta che recarsi domattina presso il portico del Consorzio Agrario di Cremona, tra gli stand degli agricoltori di Campagna Amica, per scoprire il gusto di acquistare e donare i sapori del territorio.

Da domattina il mercato del martedì offre un servizio in più: per chi volesse comporre da sé la propria idea-regalo, acquistando prodotti fra i vari stand degli agricoltori, c’è anche la possibilità di farsi confezionare un cesto direttamente presso il mercato.

“Ci prepariamo a vivere una serie di martedì di grande festa. Domattina diamo il via alla galleria di idee-regalo – spiegano gli agricoltori di Campagna Amica –. Mentre martedì prossimo, 10 dicembre, avremo anche uno spazio dedicato ai più piccoli, con la possibilità di preparare presso il mercato il mazzolino di fieno per l’asinello di Santa Lucia. E non mancheranno sorprese dedicate ai più grandi, nel segno della festa e del piacere di scambiarci gli auguri presso il mercato di Campagna Amica”.

 

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