COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 19 luglio 2019

19 luglio 2019
News La Forza del Territorio del 19 luglio 2019

Primo piano

PIEMONTE

SÌ ALLA FRUTTA, MA GIUSTAMENTE REMUNERATA AI PRODUTTORI

Parallelamente all’aumento dei consumi stanno crollando le quotazioni al di sotto dei costi di produzione con fenomeni speculativi e importazioni dall’estero. La creazione dell’Osservatorio regionale sui prezzi e sulle dinamiche della filiera sarà un primo passo per controllare che tutti gli attori facciano il loro lavoro con serietà e trasparenza, oltre a garantire la giusta remunerazione delle produzioni alle nostre imprese.

 

Caldo e frutta continuano ad essere un binomio vincente. Ecco che si registra un boom degli acquisti di frutta e verdura con un aumento del 20% nello scorso mese di giugno, dato che si sta riconfermando in luglio. In Piemonte ci sono diverse tipologie di frutta idonee per combattere il grande caldo: dalle pesche alle mele estive, dai piccoli frutti alle albicocche. Ad essere apprezzato è il fatto che frutta e verdura sono alimenti che soddisfano molteplici esigenze del corpo: nutrono, dissetano, reintegrano i sali minerali persi con il sudore, riforniscono di vitamine, apportano fibre e si oppongono all’azione dei radicali liberi prodotti nell’organismo dall’esposizione al sole, nel modo più naturale ed appetitoso possibile.

Parallelamente all’aumento dei consumi, però, stanno crollando le quotazioni al di sotto dei costi di produzione con fenomeni speculativi e importazioni dall’estero. “I frutticoltori devono vendere 3 chili di frutta per potersi pagare un caffè: dalle albicocche alle pesche, la situazione prezzi è insostenibile – sottolineano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -.

Lo scorso 28 giugno abbiamo acceso i riflettori su quanto sta avvenendo nel comparto frutticolo piemontese che ha un fatturato di oltre 500 milioni di euro con una superficie di 18.479 ettari e oltre 7 mila aziende e che paga già l’embargo russo, le barriere strutturali e tariffarie che rallentano l’export e alcune importanti malattie, come la batteriosi del kiwi. Grazie alla nostra azione e all’impegno del presidente della regione Piemonte, Alberto Cirio, preso proprio in occasione dell’evento Frutta e Legalità che abbiamo organizzato a Torino, stiamo andando verso la creazione dell’Osservatorio regionale sui prezzi e sulle dinamiche della filiera, che era tra le 10 priorità che abbiamo presentato. Sarà un primo passo al fine di controllare che tutti gli attori facciano il loro lavoro con serietà e trasparenza, oltre a garantire la giusta remunerazione delle produzioni alle nostre imprese. Un progetto pilota che potrà estendersi anche ad altri comparti. Ai consumatori – concludono Moncalvo e Rivarossa – ribadiamo l’importanza di scegliere frutta dei nostri territori, di verificarne l’origine e di acquistarla direttamente dai produttori nei punti vendita aziendali o nei mercati di Campagna Amica diffusi in modo capillare su tutta la regione”.

 

 

Dal territorio

 

BRESCIA, AVICOLTURA: BENE INDENNIZZI PER 32 MILIONI DI EURO DA UE 

La strada è ancora lunga ma si va nella giusta direzione. Questo il commento del Direttore di Coldiretti Brescia Massimo Albano alla notizia dell’erogazione da parte della Commissione Europea di 32 milioni di euro per indennizzare i “danni indiretti” subiti dagli avicoltori italiani nel periodo ottobre 2017 – giugno 201, la cosiddetta “II trance”.

“Si tratta di un intervento particolarmente atteso nella nostra provincia – precisa il Direttore Albano – siamo stati fortemente colpiti dall’influenza aviaria e le nostre aziende hanno bisogno di un sostegno per recuperare il tempo perduto e ripartire con rinnovata fiducia”.

I fondi stanziati – aggiunge Coldiretti Brescia – provengono dal bilancio Ue nell’ambito della politica agricola comune (Pac) e finanzieranno interventi in favore dei produttori di uova e carne di pollo per complessivi 64,2 milioni di euro grazie al cofinanziamento che sarà messo a disposizione dalle autorità italiane.

La Lombardia – precisa Coldiretti Brescia – conta oltre 2.000 allevamenti avicoli, di cui quasi 900 di galline ovaiole, 1.100 di polli da carne e più di 300 di tacchini. I capi allevati sono quasi 32 milioni: 14 milioni di galline ovaiole, 14 milioni di polli da carne e 2,5 milioni di tacchini. A livello provinciale la popolazione avicola si concentra su Brescia con quasi 13,5 milioni di capi, su Mantova con circa 8 milioni, su Cremona con 4 milioni e Bergamo con 3,8 milioni. Per quanto riguarda gli altri territori: Lodi conta su 980mila capi, Lecco su circa 470mila, Pavia su 348mila, Milano su 325mila, Varese quasi 270mila, Sondrio 274mila, Monza e Brianza quasi 86mila e Como circa 71mila.

 

PUGLIA, TRUFFE ON LINE: DA OLIO A BURRATA ANDRIA AGROPIRATI IN AZIONE SUL WEB

L’Italian sounding vola anche sul web con gli ‘agropirati’ che sfruttano il valore incalcolabile del brand ‘made in Italy’ e dei prodotti tutelati da marchi comunitari per vendere finti olio extravergine pugliese, lenticchia di Altamura, burrata di Andria e Limone Femminello del Gargano, intercettati e bloccati dall’Ispettorato centrale della tutela e qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari. E’ la denuncia di Coldiretti Puglia, sulla base dei dati del Rapporto 2018 dell’ICQRF del Mipaaft.

“Con i prodotti che sfruttano l’italian sounding, un business che fattura nel mondo oltre 100 miliardi di euro, occorre difendere anche sul web un patrimonio agroalimentare straordinario sotto attacco dell’agropirateria internazionale. Le esportazioni di prodotti agroalimentari tricolori potrebbero triplicare se ci fosse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale, quando sono ancora falsi quasi due prodotti alimentari di ‘tipo italiano’ su tre”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. Coldiretti ha coniato un neologismo per descrivere il panorama criminale “agropirateria”. “Il fenomeno criminale si sviluppa – aggiunge il presidente Muraglia – attraverso la vendita, le importazioni, la manipolazione e la trasformazione di prodotti agricoli di dubbia qualità e provenienza che giungono nel nostro Paese e diventano “made in Puglia” e “made in Italy” fregiandosi in modo fraudolento dell’immagine che accompagna, nel mondo, le produzioni del nostro territorio”. Molto ‘evocative’ del vero made in Puglia le etichette irregolari stanate e bloccate dall’ICQRF, denuncia Coldiretti Puglia, come l’olio extravergine di oliva BIO Puglia Terre di Bari, i Limoni del Gargano biologici citrus lemon sicilia o la burrata di Andria in bicchiere.

“Lo scenario ‘evolutivo’ delle agromafie – insiste Muraglia – è drammaticamente dilagante. Vanno contrastate nei terreni agricoli, nelle segrete stanze in cui si determinano in prezzi, nell’opacità della burocrazia, nella fase della distribuzione di prodotti, ora anche sul web, che percorrono migliaia di chilometri – aggiunge Muraglia – prima di giungere al consumatore finale, ma anche con la trasparenza e l’informazione dei cittadini che devono poter conoscere la storia del prodotto che arriva nel piatto”.

Il falso Made in Italy a tavola colpisce in misura diversa tutti i diversi prodotti, dai salumi alle conserve, dal vino ai formaggi ma anche extravergine, sughi o pasta e riguarda tutti i continenti, denuncia Coldiretti Puglia, come dimostrato dall’attività investigativa di NAS, ICQRF, Carabinieri Forestali…..

Si stima che siano coltivati o allevati all’estero oltre il 30% dei prodotti agroalimentari acquistati dai consumatori, con un deciso aumento negli ultimi decenni delle importazioni da paesi extracomunitari dove non valgono gli stessi diritti sociali dell’Unione Europea. Formaggi, conserve di pomodoro, olio d’oliva, ortofrutta fresca e trasformata, zucchero di canna, rose, olio di palma, sono solo alcuni dei prodotti stranieri che arrivano in Italia che sono spesso il frutto di un “caporalato invisibile” che passa inosservato solo perché avviene in Paesi lontani, dove viene sfruttato il lavoro minorile, che riguarda in agricoltura circa 100 milioni di bambini secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), di operai sottopagati e sottoposti a rischi per la salute, di detenuti o addirittura di veri e propri moderni “schiavi”, prodotti venduti in Italia e all’estero magari come ‘made in Italy’.

“L’attività di contrasto degli organismi di controllo è una necessità vitale per combattere la concorrenza sleale del falso made in Italy agroalimentare che sfrutta illecitamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale. Un obiettivo – conclude la Coldiretti – sostenuto dalla importante decisione del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede di chiedere la collaborazione di Giancarlo Caselli e dell`Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti, proprio per procedere alla revisione delle leggi in materia”, conclude il presidente Muraglia.

 

Prodotto tutelato

Interventi su web e fuori Italia 2015 – 2018

Interventi su web e fuori Italia 2018

Blocco vendite 2018

OLIO EVO DAUNO

52

12

12

OLIO EVO TERRA DI BARI

18

 

1

OLIO EVO TERRE TARENTINE

 

4

 

OLIO EVO TERRA D’OTRANTO

 

 

1

BURRATA DI ANDRIA

 

 

1

LENTICCHIA DI ALTAMURA

15

 

2

LIMONE FEMMINELLO DEL GARGANO

11

 

3

* Elaborazione Coldiretti Puglia su fonte dati ICQRF (Ispettorato centrale della tutela e qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari – Mipaaft)

 

LIGURIA, IL PASSAPORTO VERDE E LE DIFFICOLTA’ PER LE AZIENDE FLOROVIVAISTICHE 

Primo incontro interlocutorio quello che è stato richiesto da Coldiretti a Regione Liguria e svolto presso la sede dell’Ispettorato Agrario di Albenga: un momento di confronto importante che è servito ad affrontare le novità in materia fitosanitaria, che ricadranno sul territorio nazionale dal prossimo 14 Dicembre, con l’entrata in vigore di due Regolamenti Comunitari.

Nel corso dell’incontro il Vice Presidente regionale Marcello Grenna, con delega al settore florovivaistico, che ha partecipato  accompagnato dal Direttore provinciale di Savona, Antonio Ciotta, ha espresso le preoccupazioni delle imprese del settore, in quanto l’applicazione del nuovo regime, se non ben definita, rischia di determinare nuovi adempimenti, nuove responsabilità e costi in capo alle aziende florovivaistiche, senza portare ad un sistema più sicuro che possa evitare la continua entrata di insetti e patogeni alieni. 

“E’ doveroso a questo punto – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – ricevere indicazioni precise dagli enti preposti, per poter assistere le imprese in questo percorso, evitando incertezze che rischiano di generare confusione nel settore. Un settore che affronta già grandi difficoltà economiche e che non può sicuramente farsi carico di nuovi adempimenti e costi classici di un sistema fortemente burocratico, che non porti poi ad un impianto veramente più sicuro. Riconosciamo la disponibilità dell’Assessorato e dei funzionari e tecnici del Servizio Fitosanitario regionale ad aprire un dialogo e un confronto costruttivo”.

 

PISA, CONSORZIO BONIFICA BASSO VALDARNO E CANDIDATI ALLA PRESIDENZA

Coldiretti auspica che il Consorzio di Bonifica Basso Valdarno entri nella sua piena operatività, completando l’iter istituzionale con la nomina del nuovo presidente da individuare tra i 7 consiglieri di propria espressione, eletti lo scorso aprile. È destituita, pertanto, di fondamento la notizia pubblicata ierii su La Nazione che Coldiretti appoggia la candidatura di Pietro Neri. L’ipotesi non è mai stata (e mai lo sarà) presa in considerazione.

Coldiretti è interessata a dare una buona gestione al consorzio e non ai campanilismi tra province. C’è necessità di lavorare molto per dare il giusto assetto al Consorzio, ed è quello che Coldiretti sta facendo insieme alle istituzioni coinvolte e ai consiglieri che hanno a cuore la cura del territorio.

Il Consorzio di Bonifica Basso Valdarno opera tra le province di Pisa, Pistoia, Firenze e Livorno e ha competenza sul bacino dell’Arno, prima che sfoci nel mar Tirreno. Include aree strategiche per la tenuta idrografica di questa ampia zona della Toscana: 208.052 ettari, con un reticolo idraulico in manutenzione 4.172 chilometri.

 

MOLISE, 50 ANNI FA LO SBARCO SULLA LUNA: DA ALLORA UNA COLDIRETTI RIGENERATA

Venti luglio 1969, l’uomo sbarcava sulla Luna, una conquista dell’umanità le cui immagini in bianco e nero trasmesse dagli apparecchi televisivi, come venivano chiamati allora, sono rimaste impresse nelle menti di quanti hanno vissuto quel momento storico in diretta con gli occhi incollati al video.

Cinquant’anni fa non tutti possedevano un televisore quindi spesso ci si riuniva nelle case private o nei luoghi di aggregazione dove era possibile godere di quell’inedito spettacolo, condividendo passioni ed emozioni.

In Molise uno dei luoghi di incontro più frequentati, specie dei piccoli centri, era la Sezione della Coldiretti, punto aggregante per l’intera comunità dove si poteva trovare anche il televisore, simbolo di modernità ed emancipazione che Coldiretti metteva a disposizione dei propri soci.

Così a Castelmauro, piccolo centro in provincia di Campobasso, oggi sede di un importante osservatorio astronomico, l’allunaggio fu visto da gran parte degli abitanti del paese proprio nella Sezione della Coldiretti, che si trovava al centro del paese adiacente la chiesa madre, ed il cui presidente di allora era Francesco Molitierno.

In un’Italia in pieno boom economico, dove la tecnologia avanzava sempre più veloce, la Coldiretti era già un punto di riferimento socio-culturale, non solo per l’intera categoria dei “contadini” ma spesso per l’intera popolazione che vedeva nell’Organizzazione un punto fermo dove trovare supporto tecnico-sindacale e assistenza sociale e nel contempo un luogo dove ritrovarsi per condividere il vivere quotidiano.

I tempi sono cambiati ma Coldiretti è rimasta fedele ai suoi valori, rigenerandosi e diventando una vera e propria forza sociale, punto di riferimento di imprenditori agricoli ma anche comuni cittadini e consumatori, sempre più consapevoli dell’importanza della tracciabilità e genuinità del cibo, come testimonia il grande successo dei mercati di Campagna Amica, fra cui vi è anche quello di Campobasso.

 

BRESCIA, APICOLTURA: ACCOLTA L’ISTANZA DI REGIONE LOMBARDIA PER RISTORO DANNI

In una stagione caratterizzata dal maltempo che ha danneggiato anche il settore apistico, bene l’intervento sempre puntuale e attendo di Regione Lombardia per sostenere il comparto. Questo il commento del Direttore di Coldiretti Brescia Massimo Albano alla notizia di poco fa della conferma dell’approvazione – da parte della conferenza Stato-Regioni – della deroga alla Legge 102, richiesta da Regione Lombardia per garantire il ristoro dei danni subiti dal comparto apistico negli ultimi mesi.

Una buona notizia che permetterà agli apicoltori bresciani di affrontare la mancata produzione della stagione: “veniamo da quattro anni difficili – commenta Edoardo Mombelli, apicoltore di Quinzano d’Oglio – ma questo 2019 è particolarmente duro per i produttori bresciani. Il maltempo di maggio ha generato una perdita consistente: per il miele di acacia, soprattutto nelle zone collinari, si supera il 70%. Facciamo sempre più fatica a coprire la domanda del mercato, il miele italiano e di qualità è molto richiesto e apprezzato. Spiace non poter rispondere adeguatamente, favorendo di fatto l’importazione di prodotti dall’estero”.

Quanto alle cifre della crisi produttiva in Lombardia, per il miele di acacia e millefiori nel 2019 si parla di 0 – 5 kg/alveare, nettamente sotto la media regionale di 10 kg/alveare, e di azzeramento della produzione in collina e in montagna. Gli apicoltori bresciani lamentano la peggiore annata di sempre del miele di acacia, che passa dai 15-20 kg/alveare del 2018 ai circa 5-7 kg/alveare prodotti nelle basse colline bresciane, con rare “punte” di 10 kg/alveare in pianura.

 

ASTI, DA GIORNATA DEL PENSIONATO EMERGE L’IDENTIKIT DEL PENSIONATO COLDIRETTI

E’ stata una vera e propria festa, quella vissuta mercoledì scorso, 17 luglio, a Villanova d’Asti da almeno 300 pensionati agricoltori. La parrocchiale di San Pietro era gremita per la celebrazione della quinta edizione della Giornata provinciale dei Pensionati Coldiretti Asti.

L’organizzazione, impeccabile, dell’Associazione Pensionati, presieduta da Mario Raviola, in stretta collaborazione con Epaca e Coldiretti Asti, ha messo a punto un programma a cui hanno preso parte tantissimi associati. Ad accoglierli oltre a Mario Raviola, il presidente regionale dell’Associazione Pensionati Coldiretti, Pier Luigi Cavallino, il presidente e il direttore provinciali Coldiretti, Marco Reggio e Diego Furia.

La giornata si è aperta alle ore 10 con l’arrivo dei partecipanti, a seguire la celebrazione eucaristica celebrata dal Vescovo emerito Mons. Francesco Ravinale, con l’intervento del parroco di Villanova, don Michelino Cherio.

Una solenne celebrazione, molto seguita e partecipata, impreziosita dalla corale e dall’offertorio dei doni della terra, rappresentativi delle varie identità territoriali presenti in provincia. Sono stati portati all’altare otto cesti con frutta e ortaggi, vino, latte, formaggi, pane, miele, salumi, fiori, tutte eccellenze messe a disposizione dalle aziende di “Campagna Amica”. In un nono cesto, un associato ha portato all’altare lo Statuto della Federazione Coldiretti Asti, per testimoniare i principi e i valori dell’Organizzazione, e un altro agricoltore si è invece presentato a mani vuote per rappresentare gli sforzi del proprio lavoro.

L’agricoltore Vincenzo Satragni ha invece recitato una sua poesia dal titolo “La Preghiera del Campagnè”.

Dalla giornata sono emerse tutte le peculiarità dei pensionati Coldiretti: il loro fondamentale apporto per il settore primario, per il ricambio generazionale nelle aziende agricole, per la diffusione di sani principi che permettono di tramandare importanti tradizioni utili per affrontare il futuro. Ha evidenziato il Vescovo nell’omelia: “Solo chi conosce la fragilità della vecchiaia può trasmettere quei valori un po’ dimenticati legati alla semplicità, al buon senso, al realismo”.

Al termine della Messa, di fronte al sagrato della chiesa, il Vescovo ha provveduto alla benedizione degli operatori delle macchine e attrezzature agricole e poi la festa è proseguita, in un clima particolarmente gioviale, con il pranzo sociale, presso il ristorante Tenuta Valminier.

*

Sono ben 5.384 i pensionati agricoltori tesserati a Coldiretti Asti. Un esercito al servizio dell’agricoltura e fondamentale per il territorio e per l’intera economia della provincia di Asti. Nel corso della quinta Giornata provinciale del Pensionato Coldiretti tenutasi a Villanova d’Asti, dagli intervenuti è emerso l’identikit dell’associato pensionato Coldiretti. Riassumiamo, di seguito, l’intervento del Vescovo emerito di Asti e dei dirigenti Coldiretti.

Il Vescovo emerito: dopo la pensione la missione continua con nuove funzioni – Il Vescovo emerito Mons. Francesco Ravinale nel corso dell’omelia della Giornata provinciale del Pensionato Coldiretti ha rimarcato il valore della festa: “Non può essere un’occasione convenzionale – ha detto il Vescovo –, una festa è buona quando c’è un buon motivo da festeggiare. Nel nostro caso di oggi c’è la volontà di ritrovarsi e fare festa perché ci si ritrova con gli amici e con chi ci ha aiutato durante l’anno. Possiamo fare festa per essere arrivati alla pensione, e fra voi ci sono anche io – ha sottolineato Mons. Ravinale – e anche per il lavoro, perché so benissimo che gli agricoltori lavorano per tutta la vita”.

Prendendo poi spunto dalla prima lettura, dal Vangelo e dalla vita esemplare di Mosè, il Vescovo emerito ha rimarcato come la persona, anche quando raggiunge la pensione, non sia destinata a non fare più nulla, ma che anzi venga investita “dal buon Dio di altri compiti importanti”. “Il Signore – ha rimarcato Ravinale – ci chiede di portare avanti quei valori un po’ dimenticati legati alla semplicità, al buon senso, al realismo. E’ proprio dalla fragilità della vecchiaia che si può comprendere e trasmettere come l’uomo non sia onnipotente e non possa fare tutto quello che vuole: il bene è bene, il male è male, indipendentemente da quello che si possa pensare. Pensate come sarebbe una società senza timore di Dio. La salvezza sta nella fede e noi pensionati abbiamo ancora una missione e quindi qualcosa da fare”.

Il Presidente regionale pensionati: i “diversamente giovani” sono utili alle aziende agricole – Al termine della celebrazione religiosa della Giornata provinciale del Pensionato Coldiretti, ha portato il suo saluto il presidente regionale dell’Associazione Pensionati, Pier Luigi Cavallino, rimarcando l’auspicio che “il Signore conservi gli anziani (o meglio, “i diversamente giovani”) in buona salute affinché non siano un peso per la società e che anzi possano continuare ad essere utili per le loro famiglie e le loro aziende agricole”.

Il Presidente provinciale pensionati: una categoria ancorata al duro lavoro – Nel suo intervento alla Giornata di Villanova, il presidente provinciale dell’Associazione Pensionati Coldiretti, Mario Raviola, che organizza ogni anno l’evento, ha ringraziato il Comune e quanti hanno collaborato per l’ottima riuscita della manifestazione. “E’ stata una bellissima edizione e particolarmente sentita dalla nostra categoria poco adusa ai festeggiamenti ma ancora ancorata al duro lavoro. Un grazie particolare – ha detto Raviola – al Vescovo diocesano Mons. Marco Prastaro per la grande disponibilità, al Vescovo emerito Mons. Francesco Ravinale, al parroco don Michelino Cherio e un pensiero d’affetto e vicinanza al Consigliere ecclesiastico provinciale Coldiretti, don Francesco Cartello, debilitato da malattia”.

Il Direttore provinciale: “Coldiretti per sempre”: un vero faro per le nuove generazioni – “E’ stata una grande festa – ha sottolineato, nel suo intervento alla Giornata del Pensionato, il direttore di Coldiretti Asti, Diego Furia – c’è stata una grandissima partecipazione, come è ancora grande il lavoro, l’apporto e il supporto che i pensionati danno alla nostra agricoltura. Anche perché sono i “Coldiretti per sempre”, il cuore della nostra organizzazione e del settore primario, i tenutari delle nostre tradizioni, dei nostri usi e costumi. Oggi in modo particolare i pensionati agricoltori sono il faro che illumina il percorso di tanti giovani che si affacciano in agricoltura, sono fondamentali perché rappresentano il passato, una grande porzione di presente e stanno illuminando la strada per il futuro”.

Il Presidente provinciale: quando vanno in pensione non chiudono l’azienda – “I nostri pensionati – ha evidenziato nel corso della Giornata del Pensionato il presidente di Coldiretti Asti, Marco Reggio – sono persone che hanno dedicato la loro vita a un lavoro anche pesante e logorante e che oggi la loro pensione va principalmente a favore delle aziende agricole e delle loro famiglie. Infatti, come ha anche ricordato il Vescovo, il pensionato Coldiretti quando raggiunge la quiescenza quasi sempre non chiude l’azienda agricola, ma continua l’attività fornendo un fondamentale aiuto alle nuove generazioni”.

 

PUGLIA, MIELE: CROLLO PRODUZIONE PER CLIMA PAZZO E IMPORT SELVAGGIO 

Sconvolte le api in Puglia per il clima pazzo che non ha dato tregua ad aprile e maggio con freddo, grandinate killer e nubifragi e il repentino innalzamento delle temperature tra giugno e luglio, con l’effetto del crollo della produzione di miele. E’ l’allarme di Coldiretti Puglia sul drastico taglio della produzione di miele in Puglia, causato dal maltempo e dall’innalzamento repentino della colonnina di mercurio nel 2019 che si classifica fino ad ora come il secondo anno più caldo di sempre, associati alle importazioni selvagge dall’estero, così come emerge anche dai dati del rapporto Ismea sull’andamento del settore apistico, con la fioritura  partita in ritardo di circa 20 giorni rispetto alla media stagionale e risultata scarsa e poco omogenea.

Secondo Ismea, in Puglia le produzioni sono state fortemente penalizzate dalle avverse condizioni climatiche, a partire dalla produzione del miele di ciliegio che ha fatto registrare una resa che non supera i 5 kg/alveare  Il dato si riferisce ad alveari localizzati nella zona a sud di Bari (Turi, Putignano, Conversano, Monopoli, Gioia del Colle), mentre per quanto riguarda il miele di agrumi, rileva Coldiretti Puglia, si stima una produzione di 10 kg/alveare relativamente alla provincia di Taranto (Massafra, Castellaneta, Ginosa, Palagiano). Nei comuni di Castellaneta e Palagiano, a peggiorare la situazione, una forte grandinata ha distrutto completamente l’ultima parte della fioritura, mentre in altre zone i raccolti sono stati pressoché nulli.

“In Puglia il settore ha mostrato un grande dinamismo negli ultimi 10 anni, nonostante il difficile andamento climatico che ha determinato il crollo della produzione di miele ‘made in Italy’ del 70%, mentre il mercato è letteralmente invaso da prodotto straniero, falsamente etichettato come miele che subisce fermentazioni, pastorizzazione, ultrafiltrazione, aggiunto a miscelazione di pollini, “taglio” con zuccheri quali quello derivato dal riso. Per essere certi di portare in tavola miele ‘made in Italy’ occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica”, dice il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Discreta la produzione di miele millefiori primaverile tardivo (raccolto a maggio), stimata a melario in circa 15 kg/alveare – riferisce ancora Ismea – in alcuni areali della parte sud della regione (provincie di Taranto, Brindisi e Lecce, parte sud della Provincia di Bari), mentre il raccolto è scarso o nullo nella parte nord della regione (provincia di Foggia e nord della provincia di Bari), per effetto di alluvioni trombe d’aria e grandinate killer, aggiunge Coldiretti Puglia.

In quasi 10 anni, dal 2009 al 2018, sono aumentate del 61,5% le aziende che in Puglia producono miele, un trend positivo che, eccezion fatta per Brindisi che non ha segnato alcun aumento, interessa tutte le province pugliese, con punte del 63,3% a Foggia e del 90% a Lecce, secondo quanto rileva Coldiretti Puglia sulla base dei dati della Camera di Commercio di Milano.

Massicce sono le importazioni dall’estero che nel 2018 sono risultate pari a 27,8 milioni di chili in aumento del 18% rispetto all’anno precedente. Quasi la metà di tutto il miele estero in Italia arriva da due soli paesi: Ungheria con oltre 11,3 milioni di chili e la Cina con 2,5 di chili ai vertici per l’insicurezza alimentare, conclude Coldiretti.

 

BRESCIA, BIOMETANO: L’AGRICOLTURA PROTAGONISTA DELLA FILIERA SOSTENIBILE

La produzione di biometano può e deve crescere, soprattutto grazie alle aziende agricole.  Questo il messaggio centrale dell’intervento di Stefano Masini, responsabile nazionale area Ambiente e Territorio di Coldiretti in occasione dell’evento di lancio della novità tecnologica Biochamnge® per la trasformazione del biogas in biometano, questa mattina a Orzinuovi nell’area produttiva del Gruppo AB. Ospiti di Angelo Baronchelli, fondatore della multinazionale bresciana e vice presidente di AIB, anche Fabio Rolfi, assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi e Piero Gattoni, presidente del CIB.

“L’impegno nel cambiamento climatico e nella transizione energetica – spiega Stefano Masini di Coldiretti – deve assumere i migliori frutti dell’innovazione tecnologica, passando dalla dimensione potenziale, espressa nel PNIEC, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima,  a quella applicativa  al fine di ridurre l’approvvigionamento estero di biocarburanti liquidi e di valorizzare il biometano nazionale di matrice agricola; resta prioritario il sostegno istituzionale ed economico alle aziende agricole per favorire l’accesso a queste tecnologie”.

Lo sviluppo di questo combustibile naturale e rinnovabile derivato dal processo di purificazione (upgrading) del biogas farà la differenza soprattutto nel settore dei trasporti, nell’impiantistica termica e in altri ambiti oggi dipendenti da fonti energetiche fossili. Un processo green dove l’agricoltura gioca un ruolo fondamentale e pienamente riconosciuto da Coldiretti, da sempre al fianco delle imprese innovative e sostenibili. In Italia, e soprattutto nella grande regione agricola della Lombardia che conta circa 300 impianti di biogas –  di cui 27 a Brescia solo nel 2018 –  si rafforza dunque la sfida della valorizzazione dei reflui zootecnici: va in questa direzione la bozza del piano azione nitrati di Regione Lombardia – continua Coldiretti Brescia – che non solo tiene conto delle dinamiche agronomiche, ma considera il ruolo dell’intera filiera nell’economia circolare, con tutti i positivi risvolti occupazionali e sociali degli obiettivi di decarbonizzazione.

La soluzione pre-assemblata Biochannge, installabile anche negli impianti di biogas esistenti, nasce dalle storiche competenze di AB nelle rinnovabili e utilizza un sistema a membrane, costituito da particolari materiali polimerici che presentano un’utile permeabilità selettiva. Grazie al nuovo sistema, il biogas prodotto dal digestore anaerobico, pretrattato e purificato, subisce l’upgrading vero e proprio, ossia la separazione del metano dall’anidride carbonica: il gas viene compresso affinché possa attraversare più stadi di membrane che separano le due sostanze.

Il prodotto, destinato soprattutto al mondo dell’agricoltura – conclude Coldiretti Brescia –  unisce l’innovazione tecnologica alla quotidiana attività degli imprenditori agricoli del territorio, più che mai attenti alla sostenibilità.

 

MOLISE, SPAZIO A LABORATORI DI SMIELATURA, AGRICOSMESI ED AGRIBOMBONIERE

Grande successo delle iniziative di Donne Impresa Coldiretti Molise che, nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile tenuto a Campobasso dal 15 al 17 luglio, hanno tenuto una serie di laboratori e iniziative per far conoscere alla cittadinanza del capoluogo regionale le mille sfaccettature dell’agricoltura italiana.

Così, dalla smielatura in diretta all’agricosmesi, le imprenditrici agricole di Coldiretti hanno presentato un nuovo modo di fare agricoltura; un’agricoltura “al femminile” che vede ogni giorno un numero sempre crescente di imprenditrici agricole scendere “in campo” in maniera dinamica e moderna guardando al futuro, strizzando l’occhio ad un consumatore sempre più attento ed esigente.

Nel corso della tre giorni, infatti, l’azienda apistica Apinfiore di Giovanna Cuomo (presente anche all’Agrimercato di Campagna Amica di Campobasso), partendo dall’illustrazione dall’erbario, ha fatto degustare numerose tipologie di miele, illustrato anche i tanti prodotti  di bellezza dell’agricosmesi, tutti rigorosamente “made in Molise”, che vede fra gli altri: creme, stick labbra alla cera d’api o all’olio di oliva, come anche saponi e shampoo ricavati sempre da miele e derivati ed olio extravergine di oliva.

Oltre a ciò, un’altra novità nel modo di concepire l’agricoltura è stata rappresentata dalla creazione di agribomboniere, un modo semplice ed efficace per far conoscere i prodotti veri e genuini delle nostre campagne in occasione di eventi importanti quali ad esempio matrimoni o battesimi.

A completare il novero delle iniziative è stata infine la raccolta firme per la petizione “Eat Original” che Coldiretti sta portando avanti per chiedere all’UE di rendere obbligatoria l’etichettatura di origine di tutti gli alimenti.

 

BASILICATA, UNA CABINA DI REGIA PER MONITORARE ITER OPERE INFRASTRUTTURALI

“L’istituzione di una cabina di regia per il monitoraggio continuo sullo stato d’avanzamento degli iter burocratici delle opere infrastrutturali”. E’ la proposta avanzata dal Coldiretti Basilicata che in mattinata a Potenza, in Regione, ha partecipato al tavolo di confronto con il Consorzio di Bonifica circa il Programma investimenti infrastrutturali. Nel corso della riunione l’amministratore unico del Consorzio, Giuseppe Musacchio, ha illustrato lo stato dell’arte sulle dighe e sulle relative infrastrutture evidenziando criticità e soluzioni. “E’ importante l’avvio delle procedure di studio e autorizzative per la diga del Rendina e per la quella di Marsico Nuovo. In particolare per il bacino del Rendina – ha evidenziato il presidente di Coldiretti Basilicata, Antonio Pessolani – si prevede, così come emerso nel corso della riunione, la consegna degli studi geotecnici entro dicembre di quest’anno. 

Successivamente è previsto l’avvio della progettazione e la realizzazione dei lavori necessari all’invasamento. Per Marsico Nuovo l’adattamento del progetto alle prescrizioni dell’autorità per le dighe entro agosto e poi a seguito del nulla osta, previsto l’appalto dei lavori per 3,5 milioni di euro, oltre alla gara per l’adduttore di Villa d’Agri, Viggiano e Grumento Nova”. Ad ogni modo Coldiretti Basilicata, unica organizzazione agricola presente all’incontro, incontrerà i suoi iscritti a Lavello il prossimo 24 luglio, quando è in programma un’assemblea pubblica per fare il punto sulle varie vertenze. 

 

 

Appuntamenti

 

CALABRIA: PREMIO OSCAR GREEN 2019: GRAN FINALE REGIONALE A LORICA

Mercoledì 24 maggio

Saranno sotto i riflettori le imprese che fanno innovazione nel settore agricolo ed agroalimentare. L’atteso appuntamento si svolgerà a Lorica(CS) c/o “Brillo Parlante”, sul Lungo Lago Arvo, mercoledì 24 luglio p.v. dalle ore 10,30 e sarà la finale regionale della 13^ edizione del fortunato premio Oscar Green 2019 promosso da Coldiretti e Giovani Imprese. “Osare è futuro” questo il claim del premio dedicato alle imprese giovani under 40 che con le loro idee innovative contribuiscono a rendere sempre più dinamico il comparto agricolo calabrese. Un appuntamento atteso ma anche l’occasione per conoscere interessanti idee, che giungono da aziende capitanate da giovani imprenditori.

“Oltre 400 sono le startup, selezionate in questi anni- riferisce Enrico Parisi Delegato Regionale di Giovane Impresa Coldiretti Calabria – che rappresentano delle vere e proprie best practice il cui percorso di formazione e crescita rappresenta un punto di riferimento per tanti giovani che puntano a diventare imprenditori nel settore agricolo e agroalimentare”. “L’anno scorso a Cernobbio – aggiunge Enrico Parisi – il giovane calabrese Glauco Gallo dell’azienda Medi Mais Calabria SrL di Corigliano Calabro (CS) con l’agribibita di Clementine ha vinto il primo premio nazionale nella categoria “creatività”.  Le clementine, prodotto simbolo della Piana di Sibari ma vittima della concorrenza estera e dei prezzi bassi sono ritornate alla ribalta con l’agri bibita “Clemì”, dal gusto inconfondibile; ma anche nelle precedenti finali la Calabria ha avuto sempre finalisti e vinto in diverse categorie”.

Le categorie in concorso sono sei: Impresa 3.Terra, Campagna Amica, Sostenibiità, Fare Rete, Noi per il sociale e Creatività per ciascuna delle quali verrà proclamato il vincitore regionale che prenderà parte alla selezione nazionale. All’evento parteciperanno tra gli altri, Veronica Barbati Delegata Nazionale dei Giovani di Coldiretti, il delegato regionale Enrico Parisi e i delegati provinciali, il Presidente e il Direttore Regionali Franco Aceto e Francesco Cosentini e tanti giovani.

A fare da cornice all’evento, – informa Coldiretti – oltre ad un allestimento dei prodotti delle aziende agricole vincitrici una avvincente gara ai fornelli, tra gli Agrichef di Terranostra-Campagna Amica che delizieranno i partecipanti che potranno degustare i piatti preparati e proclameranno il vincitore di questa speciale competizione. Dall’aperitivo, al dolce, dall’acqua al vino, gli Agrichef esalteranno le “bandiere del gusto” della Calabria. L’agricoltura oggi sa e può dare concrete prospettive di futuro e Coldiretti – conclude il leader dei giovani Parisi – continuerà a dare luce a queste straordinarie e positive realtà che si legano indissolubilmente alla cultura d’impresa, alla qualità, alla sostenibilità, alla creatività ed allo sviluppo del territorio”.

 

LIGURIA: OSCAR GREEN: IN PRIMO PIANO IDEE IMPRENDITORIALI DEI GIOVANI AGRICOLTORI

Mercoledì 24 luglio

Con lo slogan “osare è futuro” si presenta la XIII edizione di OscarGreen, il concorso promosso, a livello nazionale, da Coldiretti Giovani Impresa che punta a valorizzazione il lavoro di tanti giovani, i quali hanno scelto, per il proprio futuro, l’agricoltura. Quest’anno i sei finalisti regionali della Liguria saranno premiati il prossimo 24 luglio.

L’evento Oscargreen, organizzato nel cuore della città di Genova, presenterà le più particolari idee imprenditoriali degli under 40 liguri, che hanno scelto come lavoro appunto l’agricoltura, mostrando che anche nella nostra il ritorno alla terra è ormai un dato di fatto, soprattutto tra i ragazzi che non vogliono abbandonare il proprio territorio ma salvaguardarlo, valorizzarlo e farlo conoscere al resto del mondo.

I progetti presentati vanno da quelli inerenti l’agricoltura sociale (cat. Noi per il Sociale), a quelli dedicati alla valorizzazione dei prodotti Made in Italy (cat. Campagna Amica), ad altri che mettono l’accento su creatività ed innovazione in agricoltura (cat. Creatività), e ancora progetti che mostrano la necessità di creare reti sinergiche con gli attori del settore (cat. Fare Rete). Non mancano quelli dove protagonista è l’utilizzo delle nuove tecnologie, per “modernizzare” l’agricoltura e portarla nel prossimo futuro (cat. Impresa 4.Terra); e in ultimi, ma non per importanza, i progetti che mirano alla sostenibilità ambientale, per non danneggiare l’ecosistema e favorire il benessere della comunità (cat. sostenibilità).

“Il premio Oscar Green – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa –    porta in primo piano l’agricoltura sana del nostro Paese che si sviluppa attraverso la tradizione, l’innovazione, la tutela e l’arricchimento del territorio.  Al giorno d’oggi fare impresa per un giovane non è un’“impresa” facile, a causa soprattutto delle barriere d’entrata con cui si devono fare i conti, da quelle finanziarie a quelle burocratiche fino a quelle tecnologiche. È anche per questo che i nostri giovani mostrano di aver fatto una scelta consapevole che portano avanti con determinazione e passione, elementi essenziali per condurre aziende di successo e raccogliere, nel tempo, i frutti della propria fatica.

Al giorno d’oggi i giovani diventano agricoltori attraverso una pluralità di percorsi ed esperienze ma quello che si può costatare è che, sia che lo si diventi per tradizione di famiglia, per scelta fuori dagli schemi, o per necessità, l’agricoltura diventa una vera e propria scelta di vita, ben oltre la semplice opportunità di lavoro. Le idee presentate quest’anno a concorso, mostrano appieno come questi “nuovi agricoltori” sappiano adattare il loro sapere alle diverse situazioni per crearsi un proprio spazio tra tradizione e rinnovamento”.

 

ROVIGO: CANAPA: VISITA IN CAMPO AL CREA

Lunedì 22 luglio

Dopo il convegno sulla canapa svoltosi a Legnaro (Pd) la settimana scorsa, come annunciato alla fine dei lavori, il 22 luglio alle 9,30 ci sarà la possibilità di visitare il campo varietale di canapa all’azienda sperimentale del Consorzio per la ricerca in agricoltura (Crea) in viale Amendola n. 82 a Rovigo.

L’iniziativa fa parte del progetto “Produrre canapa nella filiera alimentare e agro industriale” finanziato con le misure 16.1 e 16.2 del Psr 2014-2020. Gianpaolo Grassi, primo ricercatore in Italia in materia, assieme ai partner del progetto, illustrerà le caratteristiche delle diverse varietà di canapa messe a confronto per capire quali si adattano meglio al nostro territorio a seconda della destinazione finale. Dall’anno prossimo le prove verranno ripetute anche in parcelloni più ampi ospitati presso le aziende partner del progetto. Tutti gli interessati sono invitati, per maggiori informazioni si può contattare la sede di Coldiretti Rovigo al 0425/2018.

Si ricorda che la coltivazione della canapa è consentita per legge, ma solo per ottenere prodotti elencati nella L. 242 del 2016 per ricavarne alimenti, fibre, carburanti, ma non altre miscele o per altri fini che non siano quelli legati all’agroalimentare o industriale. Assoldato il concetto che la canapa si può coltivare, l’iniziativa permetterà di fare una visita al centro di ricerca del Crea di Rovigo e di assistere alle prove sperimentali della canapa direttamente in campo.

 

VENETO: STREGATI DALLA LUNA: I NUOVI AGRICOLTORI COLDIRETTI GUIDATI DAI SATELLITI

Giovedì 25 luglio

Stregati dalla luna oggi come cinquant’anni fa. L’influenza di questo satellite non ha tempo e per quanto riguarda l’agricoltura fa riferimento a metodi antichi, ora scientifici, ancora praticati dagli agricoltori, come nella biodinamica fino alle moderne strumentazioni applicate nell’innovazione in campagna.   All’allunaggio il settore primario deve molto – commenta Coldiretti –  ciò che sembrava un’impresa impossibile ha invece portato i suoi frutti tanto che quotidianamente possiamo assistere a tecniche e scoperte che hanno cambiato le prassi agronomiche favorendo una equa gestione delle risorse e un oculato consumo energetico.

Dalla data del 20 luglio 1969 i numerosi viaggi in orbita hanno ogni volta dato un contributo futuribile a molte imprese agricole le quali hanno risposto con uno scambio reciproco di soluzioni d’avanguardia. Gli astronauti si sono alimentati secondo la dieta mediterranea grazie allo space food che ha visto coinvolte anche realtà locali nella produzione degli alimenti di qualità poi elaborati per resistere alle prove di gravità e conservazione. Esperienze che tuttora molte fattorie, rispettando il riserbo necessario con le agenzie spaziali, conducono con serietà.

Durante una recente visita alla Thales Alenia Space di Roma, Alex Vantini delegato Giovani Impresa ha consolidato un rapporto professionale con ricercatori e ingegneri attivando lo studio di modelli di sviluppo digitali per tanti colleghi come lui impegnati nel lavoro dei campi. Molti esempi di astro aziende, tra cui agri laboratori per il super food, coltivazioni aeroponiche e molti altri saranno presentati in occasione della finale regionale dell’Oscar Green, concorso nazionale dell’innovazione promosso dagli under 30 di Coldiretti a cui hanno aderito un centinaio di neo imprenditori con i loro progetti e investimenti per la salute e il benessere di tutti compresa la tutela ambientale. Appuntamento dunque a Lazise (Verona), in Dogana Veneta dalle ore 18.00 di giovedì 25 luglio per la premiazione dei vincitori e la proclamazione dei finalisti nazionali.

 

PADOVA: #TINTARELLA DAY AL MERCATO COPERTO DI CAMPAGNA AMICA COLDIRETTI

Sabato 20 luglio

E’ di nuovo #tintarelladay al Mercato Coperto di Campagna Amica Padova, domani, sabato 20 luglio, con la degustazione gratuita di insalate, create con i migliori prodotti freschi e di stagione dei nostri agricoltori che fanno bene all’abbronzatura. Nei mercati di Campagna Amica di Coldiretti sono tante le possibilità di abbinare frutta e verdura per aiutare il colore ambrato: dagli estratti alle macedonie, dalle insalate al pinzimonio tutto è possibile durante il #tintarelladay.

L’appuntamento è dalle 8 alle a Mercato Coperto di via Vicenza 23, con gli assaggi gratuiti di insalate e fresche e dissetanti accompagnate dai consigli per un’abbronzatura 100% naturale, il tutto grazie ai prodotti a chilometro zero proposti dai nostri contadini. L’invito degli agricoltori è di andare tra le bancarelle per conoscere la top ten dei prodotti che fanno bene alla pelle aiutano l’abbronzatura elaborata su basi scientifiche e commentata dagli esperti.

Come sempre le oltre venti aziende agricole di Campagna Amica Coldiretti Padova presentano il meglio delle tipicità fresche e di stagione del territorio dalla frutta alla verdura fresca, dalla carne ai latticini, dal miele e vino alle confetture, dal pane alle piante. C’è anche la possibilità di farsi consegnare la spesa gratuitamente a domicilio grazie ad un pratico furgone elettrico messo a disposizione dal Mercato per raggiungere i clienti direttamente a casa. Tutte le informazioni durante l’orario di apertura.

Il Mercato Coperto Padova km 0 ospita, in uno stabile da 600 metri quadrati completamente ristrutturato, circa venti aziende agricole padovane che hanno intrapreso con convinzione la strada della vendita diretta. Il mercato è aperto ogni sabato mattina dalle 8 alle 13 e mercoledì pomeriggio dalle 15 alle 19. Sulla pagina Facebook Mercato Coperto Padova Km0 saranno puntualmente riportate tutte le novità sulle iniziative del mercato coperto di Padova.

 

VENETO/VERONA: CONTRAFFAZIONE, LUNGA LISTA DEI CASI DI IMITAZIONE OLTRE CONFINE

Mercoledì 24 luglio 

L’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali rendono ancora più pericolosa l’industria del malaffare che va contrastato a tutti i livelli.  Nonostante l’aumento dei controlli, il volume d’affari annuale delle agromafie – sottolinea Coldiretti –   è salito a 24,5 miliardi di euro con un balzo del 12,4% nell’ultimo anno è dunque importante realizzare una riforma totale per aggiornare definitivamente le norme attuali, risalenti addirittura agli inizi del 1900. 

Anche il patrimonio agroalimentare veneto è interessato da imitatori e concorrenti sleali – spiega Coldiretti –  molti si affacciano al di qua o al di là del confine orientale occhieggiando da Austria, Slovenia e Croazia per intercettare ignari consumatori, ma anche affermati ristoratori o tentare la commercializzazione con fenomeni di “Italian Sounding”. Alcuni esempi? Una bottiglia di “Secco” dalla forma panciuta, una vassoio di “Radizzo” celofanato in viola, un prosciutto “Dulze” con l’immagine di una città murata che nell’etichetta fa da sfondo al nome. Sono tanti i casi di questo tipo e saranno elencati mercoledì 24 luglio in un convegno organizzato dalla Fondazione “Osservatorio Agromafie”, con il contributo della Regione Veneto e in collaborazione con la Coldiretti dal titolo “Tutela del Made in”.

L’appuntamento è alle 10.30 in Sala Industria nella Camera di Commercio a Verona. L’incontro sarà anche l’occasione per presentare lo studio che l’Amministrazione regionale ha commissionato sul sistema per avere uno strumento giuridico agile e di pronto intervento per ottenere la rimozione dagli scaffali d’oltre confine di quei prodotti contraffatti, d’imitazione servile, che danneggiano il lavoro onesto di migliaia di agricoltori. Una cosa non facile, che deve muoversi fra la libertà di concorrenza predicata dall’Unione europea, la sovranità degli Stati esteri ed un certo protezionismo di cui godono i produttori esteri.

Non di meno, la via è stata trovata, le collaborazioni estere ottenute, le disponibilità comunitarie raccolte. I lavori moderati da Alberto Bertin dell’area legale di Coldiretti prevedono l’introduzione ai lavori di Alex Vantini vice delegato nazionale di Giovani Impresa, l’intervento di Gianaluca Fregolent direttore regionale del Dipartimento Agroambiente, la relazione di Marcello Maria Fracanzani della Corte Suprema di Cassazione e componente il Comitato Scientifico della Fondazione, l’approfondimento dell’esperto in materia Gianna Di Danieli e la testimonianza diretta di Giuseppe  Zagaria  del Consorzio di Tutela del Grana Padano.

 

ALESSANDRIA: 3a FESTA NAZIONALE DEL SAN PASTORE E DEL PANE GROSSO DI TORTONA

Domenica 21 luglio

Terza Festa del Ringraziamento del Grano San Pastore e del Pane Grosso di Tortona in programma domenica 21 luglio dove, per l’occasione, in piazza Gavino Lugano sarà allestito dalle 8 alle 12 un mercato straordinario di Campagna Amica che vedrà la partecipazione dei produttori di Campagna Amica, del Consorzio Nazionale Produttori San Pastore e i panificatori del Grosso di Tortona, tutti insieme, per festeggiare il terzo compleanno del Pane Grosso di Tortona.

Alle 9 è in programma la trebbiatura storica mentre in Duomo durante la Messa delle 10.30 verrà impartita la benedizione su questo “frutto della terra e del lavoro dell’uomo”.

La festa si concluderà alle 12 in piazza Gavino Lugano con Aperitivo 100% San Pastore: l’AgriChef di Campagna Amica Stefania Grandinetti dell’Agrituriusmo “Le Piagge” di Ponzone, volto noto di molti programmi di successo, porterà in scena i prodotti 100% San Pastore e le eccellenze del territorio prodotte dagli agricoltori del Consorzio Nazionale Produttori San Pastore.

“Quando si facevano le tagliatelle, la pasta veniva arrotolata e tagliata a strisce sottili – spiega Stefania Grandinetti – quella parte di sfoglia che rimaneva tagliata in modo irregolare, solitamente i bordi, i nostri nonni li chiamavano i maltagliati. Nel tortonese sono un piatto tipico, conditi con l’ajà il giorno della spillatura del vino nuovo oppure, alla vigilia di Natale, ma vengono mangiati tutto l’anno nella minestra e fagioli oppure con le verdure dell’orto”.

“Iniziative come questa rappresentano un’importante opportunità per la tutela e la salvaguardia del prodotto vero Made in Italy – ha sottolineato il Presidente di Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – si tratta di un grano del territorio, fortemente legato alle tradizioni di questa terra. Un grano che è tornato ad essere apprezzato perché ne riteniamo importante la salvaguardia, perché la qualità trova il consenso dei consumatori che invece rifiutano produzioni che derivano da semi di organismi geneticamente modificati che rischiano di fare perdere la grande ricchezza della biodiversità con gravi perdite del patrimonio alimentare, culturale ed ambientale del Made in Italy”.

«Come Coldiretti riteniamo fondamentale salvaguardare un patrimonio genetico il più ampio possibile per affrontare le sfide future, per questo ci siamo assunti l’onere e l’onore di recuperare produzioni di frumento con caratteristiche genetiche che si stanno rivelando adatte alle nuove esigenze di coltivazione con elevati standard organolettici che rispondono alla domanda di buona e sana alimentazione”, ha concluso il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo.

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