COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 18 giugno 2019

18 giugno 2019
News La Forza del Territorio del 18 giugno 2019

Primo piano

PUGLIA

ANCHE UN FICO DI 20 ANNI IN UN CANALE DI BONIFICA

La pianta – denuncia la Coldiretti regionale – ostruisce completamente un canale nell’area di competenza del Consorzio di Bonifica commissariato Ugento Li Foggi. Ciò è emblematico della evidente mancanza di opere ordinarie e straordinarie di bonifica, mentre di contro agli agricoltori si impone il pagamento del contributo della bonifica che non c’è.

 

Un imponente e rigoglioso fico di oltre 20 anni di età campeggia in un canale della bonifica a Zuddeo Minervino, ostruendolo completamente, nell’area di competenza del Consorzio di Bonifica commissariato Ugento Li Foggi. Ne dà notizia Coldiretti Puglia che, oltre a segnalare l’importante testimonianza della biodiversità pugliese, denuncia la evidente mancanza di opere ordinarie e straordinarie di bonifica, mentre di contro agli agricoltori si impone il pagamento del contributo della bonifica che non c’è.

“La Regione Puglia deve intervenire tempestivamente per bloccare i pignoramenti che stanno arrivando a raffica agli agricoltori della provincia di Lecce, in area infetta da Xylella, pignoramenti e fermi amministrativi dei mezzi per le cartelle pazze datate 2015, emesse dai Consorzi di Bonifica Commissariati. Alberi e rifiuti di varia natura nei canali di scolo, reti colabrodo, tombini ostruiti, opere di manutenzione di cui non si vede l’ombra da decenni testimoniano una incuria per cui la richiesta di pagamento dei contributi di bonifica risulta oltremodo persecutoria nei confronti di agricoltori allo stremo, senza reddito da anni per colpa di una burocrazia che ha impedito finora di espiantare gli alberi secchi da Xylella e reimpiantare le piante resistenti e che di contro continua a imporre balzelli di ogni sorta, dalle cartelle dei Consorzi di Bonifica all’IMU, mentre fioccano i controlli delle forze dell’ordine in aziende che, se sono fortunate, hanno l’attività ridotta al lumicino, quelle più sfortunate sono ferme”, è la richiesta ad intervenire in fretta del presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele.

“Già nei mesi scorsi avevamo ritenuto inaccettabile – incalza il presidente Cantele – che i consorzi esigessero il pagamento delle cartelle della bonifica dagli agricoltori che nel Salento stanno combattendo in solitudine la piaga della Xylella. La politica, la Regione Puglia, tutti i rappresentanti degli enti pubblici sono vicini e solidali ‘a mezzo stampa’ al popolo salentino per quello che sta passando, ma la solidarietà va testimoniata con i fatti, non con le chiacchiere. Ad agricoltori a cui non è arrivato un euro di aiuto per poter andare avanti con aziende olivicole e cooperative al collasso, frantoi chiusi, vivai ingabbiati dalle maglie della burocrazia, con un PSR fermo da anni, è impensabile aggiungere il danno alla beffa”.

“Alla collaborazione propositiva e responsabile sulla delicata vicenda – ricorda il presidente Cantele – sempre nell’ottica di un risanamento complessivo dei Consorzi di Bonifica commissariati non sono seguiti i fatti. Sono stati emessi i ruoli per gli anni 2014 e 2015 senza che sia stata avviata l’attività di bonifica ordinaria e straordinaria e alcuni agricoltori stanno affrontando pignoramenti di conti corrente, aziende, pensioni, immobili, contratti di affitto per il pagamento di cartelle esattoriali relative a servizi di cui non beneficiano.

Coldiretti non si fermerà e preannuncia lo stato di mobilitazione se non saranno adottati con urgenza e trasparenza provvedimenti idonei ad annullare i pignoramenti”.

 

 

Dal territorio

 

TOSCANA/PISA, COLDIRETTI OSPITA RIUNIONE TASK FORCE EUROPEA CONTRO LA XYLELLA 

Si è tenuta questa mattina presso la sede di Coldiretti Pisa in via Nenni 24, la riunione della task force del progetto europeo LIFE-Resilience – Pratiche agricole sostenibili per prevenire la Xylella fastidiosa negli impianti intensivi olivicoli e mandorlicoli. In occasione dell’incontro sono stati illustrati i primi risultati di una serie di indagini condotte dal gruppo di ricerca coordinato da Claudio Cantini dell’Istituto di Biotecnologie (IBE) del CNR, all’interno degli oliveti del CNR presso l’azienda agricola sperimentale S. Paolina (Follonica), in un oliveto privato con impianto intensivo a Marina di Grosseto e nell’oliveto del partner del progetto SALOV a Pisa (presso l’azienda agricola “La Traversagna”, a Vecchiano).

Le ricerche si sono concentrate sui metodi di contrasto al principale vettore del batterio negli oliveti pugliesi, ovvero il Philaenus spumarius, comunemente chiamata “sputacchina”, un insetto afroforide che si nutre di linfa. Innanzitutto è stato necessario procedere a un campionamento, per quantificare l’entità della popolazione; successivamente il gruppo ha deciso di testare alcuni prodotti ammessi in agricoltura biologica, per contrastare lo sviluppo e la diffusione di questo insetto.

Lo scopo dell’esperimento era capire con quali sostanze fosse possibile bloccare lo sviluppo delle forme giovanili, contribuendo alla parziale soppressione delle popolazioni di P. spumarius. L’obiettivo finale era quello di attuare una strategia di controllo biologico a basso impatto da poter essere applicata estensivamente dagli olivicoltori.

“I dati preliminari ottenuti attraverso i campionamenti hanno mostrato una forte variabilità nella presenza delle forme giovanili anche tra le piantagioni situate a poca distanza l’una dall’altra”, spiega il dott. Claudio Cantini del CNR. “Dopo aver stimato l’abbondanza delle popolazioni dell’insetto negli oliveti, abbiamo testato una serie di strategie di controllo, in particolare alcuni prodotti ammessi in agricoltura biologica, quali il fungo Beauveria bassiana, il sapone potassico, lo zolfo e il piretro, per ridurre la popolazione di larve all’interno dell’oliveto dell’Azienda Agricola S. Paolina del CNR a Follonica. I risultati dell’esperimento preliminare – aggiunge – hanno dimostrato che il prodotto a base di Beauveria bassiana è stato quello con efficacia maggiore, causando una diminuzione del 54% del numero di spumine totali trattate, dell’82% del numero delle larve totali contate e una riduzione del 67% del numero medio di larve per spumina”.

“Questo fungo – spiega – agisce penetrando la cuticola degli insetti e sviluppando poi le ife (cioè i componenti del corpo vegetativo) all’interno del corpo dell’insetto, dove produce tossine. Ha bisogno dell’umidità per germogliare, quindi il microhabitat della schiuma prodotta dalle larve si è probabilmente dimostrato un buon substrato per la sua proliferazione. B. bassiana è ben noto come un fungo entomopatogeno con potenziale come organismo di controllo microbico a duplice scopo, sia contro gli insetti parassiti sia contro i patogeni delle piante”

“I nostri risultati – conclude – consentono di supporre che questo fungo potrebbe essere uno strumento utile per controllare la densità della popolazione di P. spumarius negli uliveti. Inoltre, i dati in nostro possesso sono una buona base per poter imbastire un esperimento su larga scala in campo per il prossimo anno”.

“Sono dati incoraggianti, ma è bene tenere i piedi per terra», commenta Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana e del Consorzio Oli Toscani Igp. “Crediamo che la strada da percorrere sia comunque quella della prevenzione, delle buone pratiche agronomiche e soprattutto del monitoraggio del materiale vivaistico importato sui nostri territori. Monitoraggio che riteniamo fondamentale per limitare ulteriormente la diffusione di questa e di altre patologie”.

 

VERONA, CONTRO LA CIMICE ASIATICA UN PROGETTO SPERIMENTALE CON ALTRI PARTNER 

Un piano di monitoraggio con trappole a feromoni di aggregazione, collocate in una ventina di aziende agricole in località rappresentative dell’area peschicola, kiwicola e olivicola a Sud-Ovest di Verona e un bollettino settimanale diffuso come newsletter o scaricabile attraverso apposita applicazione gratuita. Sono queste le principali attività del progetto sperimentalesviluppato e realizzato da Coldiretti Verona, AIPO – Associazione interregionale produttori olivicoli di Verona, Consorzio Agrario del Nord-Est con la gestione tecnica di Agrea Centro Studi e il supporto economico di Banco BPM e Cattolica Assicurazione oltre alla collaborazione dei Mercati Ortofrutticoli alla produzione di Bussolengo-Pescantina, Sommacampagna/Sona, Valeggio sul Mincio/Villafranca di Verona. Il progetto e il bollettino settimanale che riguardano al momento il ciclo di vita della cimice asiatica nella zona sud ovest della provincia veronese, sono stati illustrati oggi in un’azienda agricola del Comune di Verona da Daniele Salvagno e Franca Castellani, rispettivamente presidente e vice presidente di Coldiretti Verona, Giuseppe Ruffini, direttore di Coldiretti Verona, Renzo Bonizzato, produttore,  Massimiliano Pasini, tecnico di Agrea Centro Studi, Enzo Gambin, direttore di Aipo Verona Andrea Finotti, responsabile tecnico settore fitosanitario del Consorzio Agrario del Nord est, Paolo Bedoni, presidente di  Cattolica Assicurazione, Luigi Turco, responsabile settore agricolo e agroalimentare zone Verona, Mantova e Trento del Banco Bpm. Per i Mercati Ortofrutticoli erano presenti Elena Castellano, assessore alle attività produttive del Comune di Sona, Adriano Cordioli, consigliere delegato all’agricoltura del Comune di Villafranca e Giandomenico Allegri, assessore all’agricoltura del Comune di Sommacampagna. 

“Una partnership e un progetto di supporto a tutto il settore agricolo veronese per ottenere, della cimice asiatica, la conoscenza del suo ciclo biologico, delle condizioni ambientali e territoriali in cui è in grado di vivere per una corretta difesa fitosanitaria. E’ necessario valutare dell’insetto la dinamica della popolazione, il comportamento dei voli degli adulti, la presenza degli stadi giovanili e lo sviluppo dell’insetto Ringraziamo tutti i partner del progetto”, ha evidenziato Daniele Salvagno. Franca Castellani e Renzo Bonizzato da produttori hanno illustrato gli ingenti danni prodotti dall’insetto alle produzioni agricole, rimarcando l’importanza della ricerca in questo ambito e la bontà del progetto. I risultati dalle indagini sono analizzati ed elaborati per ottenere dati sulla distribuzione e biologia dell’insetto al fine di intervenire nei momenti opportuni con trattamenti mirati e selettivi.

La “cimice marmorata asiatica” è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili, col rischio di compromettere seriamente parte del raccolto. La situazione è difficile in tutta la provincia veronese, ma anche in Veneto e in tutto il Nord Italia fino all’Emilia Romagna ma si sta espandendo anche nel Centro-Sud Italia. La diffusione improvvisa di questi insetti, che non hanno nemici naturali, è stata favorita dalle alte temperature di giugno. Le strategie di lotta prevedono diversi metodi, come l’installazione di reti protettive sul frutteto, i trattamenti con prodotti fitosanitari selettivi, le catture massali con trappole a feromoni di aggregazione, l’individuazione di piante-esca per evitare l’infestazione dei campi coltivati.

La copertura delle coltivazioni con le reti antigrandine limita la dinamica delle popolazioni mentre ancora più utile è l’impiego di reti anti-insetto. «Il progetto illustrato – ha ammesso Massimiliano Pasini – prevede il monitoraggio con 25 trappole a feromoni di aggregazione, collocate in diverse aziende agricole situate nell’ovest veronese consente di ottenere informazioni utili sul livello d’infestazione delle colture, individuare la presenza degli stadi di sviluppo della cimice asiatica sulle diverse parti della pianta, stimare in modo più corretto, che con i controlli visivi, la presenza dell’insetto. Inoltre, il progetto consente di quantificare le popolazioni che sicuramente saranno più numerose dell’anno scorso». Giugno è il periodo cruciale per impostare una lotta agli studi più vulnerabili della prima generazione (Neanidi), che determineranno quale livello di popolazione si troverà nel frutteto nei mesi successivi.

“L’analisi dei dati raccolti dalle trappole sono inseriti in un bollettino settimanale che contiene anche dei consigli agronomici ed è diffuso ogni giovedì, da giugno a ottobre 2019 da AIPO Verona come newsletter dal proprio sito internet (www.aipoverona.it), oltre che attraverso l’applicazione “AIPO” per i dispositivi Android e IOS scaricabile gratuitamente. I bollettini sono consultabili nella sezione “servizi” del sito», ha precisato Enzo Gambin. Elena Catalano in rappresentanza dei Comuni con i Mercati Ortofrutticoli ha detto: “Siamo soddisfatti di aver aderito a questo progetto perché mira a trovare soluzioni a una problematica che sta mettendo in ginocchio l’agricoltura, creando un lavoro in rete”. “Di anno in anno – ha aggiunto Finotti – si notano diversificazioni nel fenomeno per andamento climatico. E’ quindi necessario proseguire l’analisi”.

La Commissione Agricoltura del Senato ha approvato all’unanimità ad aprile una risoluzione contro l’invasione della cimice asiatica che impegna il governo ad approvare rapidamente il decreto ministeriale per l’immissione di specie e popolazioni non autoctone di organismi antagonisti di insetti alieni nel territorio italiano e ad accelerare le altre fasi dell’iter per autorizzare l’uso della vespa samurai (Trissolcus japonicus), antagonista naturale della cimice. Coldiretti pertanto chiede che sia data la massima priorità ad accelerare quanto più possibile le fasi dell’iter di autorizzazione in modo da consentire l’azione in campo contro la cimice asiatica già durante la campagna agricola 2019. 

Paolo Bedoni ha precisato: “La cimice asiatica ha duramente colpito le colture ortofrutticole veronesi nel corso del 2018 registrando picchi mai visti prima. Per una società come la nostra nata oltre un secolo fa proprio per proteggere gli agricoltori dai danni causati da grandine e incendi, il settore agricolo resta uno dei business principali a cui ci rivolgiamo con particolare attenzione. Ed è per questo che sosteniamo ogni iniziativa che si ponga l’obiettivo di aiutare il comparto. Nel segno di quel continuo aggiornamento e progresso volto all’innovazione, siamo lieti di aver contribuito alla realizzazione di questa app dinamica per il monitoraggio delle fasi evolutive della cimice asiatica. Siamo certi che potrà essere uno strumento utile per conoscere in maniera più approfondita la minaccia costituita da questo insetto e per poter elaborare piani di azione di contrasto ancor più efficaci”. Luigi Turco ha sottolineato l’importanza del progetto perché quello della cimice asiatica è un problema che si allargando nel settore agricolo a tutte le produzioni, creando un danno economico significativo, aggiungendo: “Il Banco Bpm è storicamente vicino al settore dell’agricoltura”.

 

AREZZO, TARI AGRITURISMI: ANCHE L’ANCI CHIEDE AI COMUNI DI CAMBIARE

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato dello scorso febbraio, anche l’ANCI, attraverso la propria fondazione IFEL, riconosce la necessità di rivedere l’applicazione della tariffa dei rifiuti urbani per gli agriturismi. IFEL consiglia ai Comuni di tenere conto della specificità dell’attività agrituristica, che ha come obiettivo primario quello di recupero del patrimonio edilizio rurale e di valutare la stagionalità dell’attività e la minor capacità ricettiva rispetto agli alberghi, legata al numero dei pasti e dei posti letto offerti.

“L’associazione dei Comuni italiani – commenta Lidia Castellucci, Presidente di Coldiretti Arezzo – conferma la legittimità della nostra battaglia a favore della multifunzionalità agricola. Facciamo appello alle Amministrazioni comunali affinché rivedano la propria TARI, tenendo conto delle indicazioni trasmesse dalla fondazione che fa capo ad ANCI”. La specificità degli agriturismi può essere integrata nel piano dei tributi seguendo diversi criteri. Coldiretti ne suggerisce tre. La prima ipotesi è l’abbattimento dell’aliquota mediante l’applicazione di una determinata percentuale, ad esempio 40-50-60%, che potrà essere determinata come rapporto tra il totale dei pasti annui somministrati dall’azienda agrituristica e la media regionale dei pasti annui somministrati dai ristoranti. Con questo criterio la riduzione avviene in maniera proporzionale per tutte le aziende. La seconda ipotesi è l’abbattimento della tassa con riduzioni a scaglioni sulla base dell’ammontare da versare, con una riduzione progressiva in base all’ammontare da pagare previsto. Terza ipotesi è l’abbattimento della tassa in misura percentuale rispetto all’estensione dell’immobile agrituristico.

“Rimaniamo aperti al confronto con gli Enti locali – dichiara il Presidente – avendo chiaro l’obiettivo di sostenere aziende agricole multifunzionali che creano economia spesso in aree rurali e svantaggiate”.

L’ANCI evidenzia anche un ulteriore elemento circa l’eventuale compostaggio in loco della frazione organica dei rifiuti prodotti. Si tratta di una prassi molto diffusa, che si associa spesso anche ad altre forme di riciclo tradizionali degli scarti di cucina. Un fattore non da poco, visto che la parte organica compone mediamente almeno il 40% dei rifiuti prodotti.

“Noi siamo anche disponibili ad accogliere altre sfide da parte dei Comuni che vogliano raggiungere traguardi importanti nella sostenibilità ambientale – afferma Marco Masala, Presidente di Terranostra Arezzo, associazione che promuove gli agriturismi Campagna Amica – possiamo cogliere l’obiettivo del plastic free oppure del riuso, riducendo ulteriormente la quantità dei rifiuti conferiti al servizio pubblico comunale. Sono buone pratiche perfettamente nelle corde di un imprenditore agrituristico. Per questo chiediamo alle Amministrazioni comunali di dare un segnale forte, puntando alla riduzione delle tariffe o all’abbattimento della TARI. Questa agevolazione può rappresentare un aiuto concreto per alzare l’asticella dei controlli e smascherare i falsi agriturismi”.

 

PUGLIA CONSORZI BONIFICA: SCOPPIATE TUBATURE A MINERVINO, CAMPAGNE INONDATE

Centinaia di metri cubi d’acqua stanno inondando le campagne dalle prime luci dell’alba, a causa dello scoppio delle tubature del Consorzio di Bonifica commissariato Terre d’Apulia in Contrada Bocca di Lupo a Minervino. A dare l’allarme Coldiretti Puglia che ha chiesto l’intervento immediato del Consorzio e dei Vigili del Fuoco. “Le tubature del diametro di 1 metro sono in vetroresina ed è la terza volta che scoppiano, riversando sulle campagne una valanga d’acqua con un danno mostruoso sulle colture in corso. Grano allettato, oliveti e vigneti allagati, seminativi distrutti, terreni portati via dalla violenza dell’acqua con un fiume in piena che sta travolgendo le campagne fino all’Ofanto, un duro colpo ad un territorio dove sono già evidenti i segnali di dissesto idrogeologico”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

“Il grave problema del consumo del suolo in Puglia, per cui mancano all’appello 162mila ettari di suolo consumato sulla totale della superficie territoriale, aggiunge Muraglia, riguarda contesti prevalentemente agricoli o naturali per il 67%, perché in Puglia la terra frana e si consuma in contesti prevalentemente agricoli o naturali, depauperando pezzi di territorio e deturpando il paesaggio, oltre ad impoverire il tessuto imprenditoriale agricolo pugliese”.

“Nel 2006 le tubature sono scoppiate la prima volta – racconta Salvatore Patruno, cerealicoltore di Minervino – ho fatto causa e l’ho vinta. Nel 2017 è accaduto nuovamente e sono tuttora in causa. Oggi per la terza volta le tubature sono scoppiate, inondando nuovamente i campi e creando anche voragini molto pericolose. E’ impensabile che continuiamo a subire danni pesantissimi, effetti dell’incuria e delle mancate opere di manutenzione delle reti della bonifica. Alberi e canneti nei canali di scolo, tombini ostruiti, tubature fragili mettono a repentaglio il lavoro di un anno in un attimo”.

Sono 230 i comuni pugliesi a rischio frane e alluvioni, denuncia Coldiretti Puglia e a pagarne i costi, oltre ai cittadini residenti soprattutto nelle aree rurali, sono proprio le 11.692 imprese che operano su quei territori.

Il rischio idrogeologico, con differente pericolosità idraulica e geomorfologica, riguarda il 100% dei comuni della BAT, il 95% dei territori di Brindisi e Foggia, il 90% dei comuni della provincia di Bari e l’81% dei comuni leccesi e sono 8.098 i cittadini pugliesi esposti a frane e 119.034 quelli esposti ad alluvioni, secondo le elaborazioni di Coldiretti Puglia su dati ISPRA.

 

Totali comuni pugliesi

Totale comuni con

aree a pericolosità da

frana e/o

idraulica

%

 

Bari

41

37

90,2

 

BAT

10

10

100,0

 

Brindisi

20

19

95,0

 

Foggia

61

58

95,1

 

Lecce

97

79

81,4

 

Taranto

29

27

93,1

 

Totale

258

230

 

 

Elaborazioni Coldiretti Puglia su dati ISPRA

 

Puglia

Popolazione a rischio residente in aree a pericolosità idraulica elevata

Popolazione a rischio elevato residente in aree a pericolosità idraulica media

Bari

15.585

28.440

BAT

7.263

14.748

Brindisi

5.323

8.436

Foggia

14.460

20.414

Lecce

11.805

19.560

Taranto

11.720

16.232

Totale

66.156

107.830

Elaborazioni Coldiretti Puglia su dati  ISPRA

 

Puglia

Unità locali di Imprese a rischio in aree a pericolosità idraulica elevata

Unità locali di Imprese a rischio in aree a pericolosità idraulica media

Bari

953

2.036

BAT

687

1.134

Brindisi

406

580

Foggia

844

1.297

Lecce

730

1.368

Taranto

696

961

 

4316

7.376

 

 

 

Elaborazioni Coldiretti Puglia su dati ISPRA

 

SICILIA, CONSUMI: E’ BOOM PER LE MANDORLE DELL’ISOLA

Rinasce in Sicilia la produzione di mandorle. Dal 2015, infatti, e dopo un decennio   di tagli alla produzione, gli agricoltori sono tornati a piantare una delle colture simbolo della nostra Regione. Lo rileva Coldiretti Sicilia sulla base dei dati Istat che dimostrano quanto sia importante consumare prodotti regionali per restituire all’economia agricola dell’Isola una delle colture qualitativamente eccezionali come le mandorle.

In due anni – rileva ancora Coldiretti Sicilia – “la regina della frutta secca” è tornata in altri 600 ettari attestando la superfice complessiva siciliana in poco più di 32 mila ettari, ma ancora lontani dai quasi 50 mila ettari coltivati nel 2006. La produzione lo scorso anno è stata di oltre 500 mila quintali.

 La spinta al consumo anche nell’ambito sportivo ha determinato la scelta di molti agricoltori under 40 che avviare la produzione di mandorle ripristinando impianti dei nonni o dei genitori ma è il Made in Sicily quello che premia le scelte, determinate anche a opzioni salutistiche in cui le mandorle, in quantità adeguate rappresentano degli spuntini perfetti.

Ormai – commenta Francesco Ferreri, presidente regionale Coldiretti – il consumo di frutta secca fa parte delle abitudini regolari e questo il risultato di una sensibilizzazione che Coldiretti ha iniziato anni fa. Anche per le mandorle – sottolinea ancora – bisogna però guardare sempre la provenienza preferendo quelle prodotte dai nostri agricoltori.

 

MARCHE, 1 MARCHIGIANO SU 5 NON È SODDISFATTO DELLA PROPRIA ACQUA

Acqua che viene sprecata, persa nella rete. Oppure che quando arriva non soddisfa il cittadino. È un quadro tra luci e ombre quello che Coldiretti Marche registra esaminando i dati Istat sulla condizione delle acque nel giorno del rapporto Progress on drinking water di Unicef e Oms. Nelle Marche la situazione è migliore rispetto alla media italiana ma non c’è da stare allegri. Il 15% dei Comuni marchigiani perde oltre la metà dell’acqua in una rete idrica colabrodo. Di contro ci sono anche realtà virtuose come, ad esempio, Macerata che disperde “appena” l’8,6% dell’acqua. “L’acqua è una risorsa tanto preziosa quanto esauribile.

È fonte di vita ed è alla base di ogni attività antropica, che sia economica o di semplice utilizzo quotidiano. L’agricoltura negli anni ha saputo ottimizzarne l’impiego secondo un uso sempre più consapevole e razionale; ma ogni settore produttivo dovrebbe rendere più sostenibile il proprio approccio alla disponibilità idrica. Così come è necessario investire in quelle infrastrutture, invasi e reti capillari, in grado di raccogliere l’acqua piovana al fine di ridistribuirla sul territorio” commenta Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche.

La maggior parte dei Comuni marchigiani, il 40%, registra dispersioni inferiori al 30%. In totale ogni anno il prelievo delle acque nella nostra regione vale 174 milioni di metri cubi, una media pro capite di 308 litri per abitante. Ma oltre il 20% sono si ritiene soddisfatto per la qualità bocciando odore, sapore e limpidezza dell’acqua, come rileva l’Istat. Uno spreco inaccettabile per un bene prezioso anche alla luce dei cambiamenti climatici che – sostiene la Coldiretti – stanno profondamente modificando la distribuzione e l’intensità delle precipitazioni anche sul territorio nazionale.

 

LUCCA, LUPI: DANNI INDIRETTI DA PREDAZIONE, VIA ALLE RICHIESTE DI RISARCIMENTO

Greggi decimati dai predatori in Garfagnana. Gli allevatori potranno richiedere il risarcimento anche per i cosiddetti danni indiretti come la perdita di produzione di latte e di carne ed eventuali capi abortiti (ovini, caprini, bovini, bufalini, equini, asinini e suini). Il risarcimento potrà essere richiesto per la morte di capi di bestiame negli anni 2017 e 2018. Lo rende noto Coldiretti Lucca. “È già possibile procedere, e c’è tempo fino al 12 luglio, con la domanda di danni indiretti connessi ad eventi predatori del 2017 – spiega Andrea Elmi, Presidente Coldiretti Lucca -. Invitiamo gli allevatori interessati a recarsi con sollecitudine negli uffici sul territorio per predisporre la documentazione e la relativa domanda, che deve essere presentata attraverso il sistema informatico di Artea Toscana”.

Le risorse, messe a disposizione dalla Regione Toscana, per indennizzare il danno conseguente la perdita di produzione, ammontano a 700 mila euro per le due annualità (2017 e 2018). Nel 2016 complessivamente le domande presentate erano state appena 13. “Un parziale ma molto opportuno contributo alle aziende che hanno subìto perdite di produzione causate dagli attacchi di animali predatori – spiega ancora Elmi – Sono decine anche in provincia gli allevamenti che hanno denunciato l’uccisione di capi di bestiame da parte dei lupi ma molte, purtroppo, anche a causa della burocrazia non vengono nemmeno denunciate”.

Le domande per gli attacchi avvenuti nel 2018, dovranno essere presentate in un secondo momento, dopo che Regione Toscana avrà approvato la graduatoria delle domande finanziabili (per danni diretti), per le quali è ancora in corso l’istruttoria.

 

UMBRIA, AGRITURISMI E TARI: COLDIRETTI E TERRANOSTRA SCRIVONO AI SINDACI

Un segnale forte a favore delle imprese e del territorio. È quanto auspicano Coldiretti e Terranostra Umbria, l’Associazione Agrituristica di Campagna Amica, dopo aver inviato una lettera congiunta a tutti i Sindaci umbri, per risolvere una problematica che da tempo affligge le imprese agrituristiche, ovvero l’assimilazione delle stesse agli alberghi e ristoranti ai fini dell’applicazione della Tari.

L’attività agrituristica – sottolinea Coldiretti – è considerata specificazione dell’attività agricola, distinta da quella commerciale per finalità e regime, quindi viene invocata la facoltà dei singoli Comuni di istituire per gli agriturismi un’apposita sottocategoria in grado di proporzionare meglio l’imposizione della Tari.

Questo – chiarisce Coldiretti – dopo che anche l’Anci, successivamente alla sentenza del Consiglio di Stato dello scorso febbraio, attraverso una nota di approfondimento della propria fondazione Ifel, invita i Comuni a rivedere l’applicazione della tariffa dei rifiuti urbani per gli agriturismi. L’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (Ifel), infatti – ricorda Coldiretti – “consiglia” ai Comuni di tenere conto della specificità dell’attività agrituristica, che ha come obiettivo primario quello di recupero del patrimonio edilizio rurale e di valutare la stagionalità dell’attività e la minor capacità ricettiva rispetto agli alberghi, legata al numero massimo dei pasti e dei posti letto offerti. Infine l’eventuale effettuazione del compostaggio in loco della frazione organica dei rifiuti prodotti. Tutti elementi che contraddistinguono tale attività e che incidono assai diversamente sul costo di gestione dei rifiuti.

L’associazione dei Comuni italiani – commenta Albano Agabiti, presidente Coldiretti Umbria – conferma la legittimità del nostro impegno a favore degli agriturismi del territorio per una differente quantificazione del tributo. Pertanto facciamo appello alle Amministrazioni comunali affinché rivedano la propria Tari, modificando le vigenti disposizioni in materia, tenendo conto delle indicazioni trasmesse dalla fondazione che fa capo ad Anci. Questo – conclude Agabiti – anche nel rispetto di una corretta attuazione del generale principio di capacità contributiva in materia.

 

BRESCIA, BANDO PSR: BENE IL SOSTEGNO AI GIOVANI AGRICOLTORI

“Benissimo avere altri fondi da destinare all’accesso ai giovani, dei quali la nostra agricoltura ha più che mai bisogno per competere a livello mondiale. Con le loro idee, i ragazzi si fanno portavoce in azienda dei principi di multifunzionalità, sostenibilità e valorizzazione territoriale, fondamentali per il futuro del settore”. Questo il commento di Davide Lazzari, delegato provinciale Giovani Impresa di Coldiretti Brescia e produttore vitivinicolo di Capriano del Colle, in occasione della pubblicazione sul bollettino ufficiale di Regione Lombardia, del bando del nuovo piano di sviluppo rurale.

Dal 3 luglio 2019 al 10 luglio 2020 sarà infatti possibile presentare la domanda per accedere ai 4,5 milioni di euro stanziati dalla regione per favorire il ricambio generazionale e l’accesso di giovani agricoltori qualificati nel settore. Potranno presentare domanda i ragazzi di età compresa tra i 18 e i 40 anni che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di titolare di una impresa individuale o di rappresentante legale di una società agricola. L’importo del singolo premio, in relazione all’ubicazione dell’azienda, è di 30.000 euro in zone svantaggiate di montagna e 20.000 euro in altre zone. Il contributo è destinato a chi abbia avviato per la prima volta un’azienda agricola non oltre i 24 mesi precedenti la data di presentazione della domanda.

La graduatoria degli interventi finanziabili assegnerà un punteggio maggiore agli investimenti sostenibili dal punto di vista ambientale, con specifica attenzione alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici e all’applicazione di pratiche agronomiche e gestionali innovative.

Il nuovo atto del PSR per i giovani agricoltori si somma ai sostegni regionali che hanno già coinvolto, dal 2014 a oggi, 148 giovani imprese bresciane per un totale di 3.760.000 euro (con altre 28 domande in fase istruttoria).

 

 

Appuntamenti

 

PADOVA: LETTERATURA E TIPICITA’ A NOVENTA PADOVANA CON FLUMINA

Mercoledì 19 giugno

La terra fra i due fiumi luogo di incontro fra letteratura e tipicità, il cibo per la mente e quello per il corpo si raccontano negli spazi di Villa Valmarana, simbolo di Noventa Padovana. Mercoledì 19 giugno apre la rassegna letteraria Fulmina con la collaborazione di Coldiretti Padova e del Mercato di Campagna Amica che ogni settimana da ormai molti anni si tiene in paese, a Noventana ogni giovedì pomeriggio. La serata del debutto del ciclo di incontri con gli autori avrà per protagonista, a partire dalle 20.45, Matteo Righetto, scrittore e docente nonché curatore della rassegna. Dopo lunghe tournée di presentazione dei sui libri Righetto, cresciuto a Noventa, “torna a casa” con il suo ultimo romanzo, “La terra promessa”, già un successo letterario. Modera l’incontro Valentina Berengo, redattrice de “il Bo live”.

Al termine le parole lasceranno spazio ai sapori dell’agricoltura padovana con i prodotti freschi e di stagione dei produttori di Coldiretti Campagna Amica proposti in assaggi estivi per concludere la serata. Gli stessi prodotti si possono trovare ogni giovedì pomeriggio nella barchessa di Valmarana su iniziativa degli agricoltori che animano uno dei primi mercati di Campagna Amica aperti in provincia, diventato ormai un punto di riferimento per i cittadini e le famiglie alla ricerca di prodotti freschi, del territorio e garantiti da chi li coltiva. Coldiretti rivolge un sentito ringraziamento all’amministrazione comunale per la lunga collaborazione e per il coinvolgimento in questa nuova iniziativa che coniuga l’amore per la cultura con l’attenzione per il cibo sano e buono. La rassegna prosegue fino al 17 luglio altri quattro incontri: il 26 giugno con Antonia Arslan, il 3 luglio con Daniele Zovi, il 10 luglio con Antonio Bortoluzzi e il 17 con Emanuela Canepa. L’ingresso è libero.

 

MARCHE: AD ACQUASANTA L’ECONOMIA DEL BOSCO PER IL RILANCIO DELL’ENTROTERRA

Mercoledì 19 giugno

Oltre 270 imprese, un albo regionale dedicato ai professionisti abilitati in un settore che occupa, come superficie, oltre un terzo del territorio regionale. Si parlerà di foreste e prodotti del bosco nel corso del convegno che si terrà domani, mercoledì 19 giugno, ad Acquasanta Terme. L’incontro, dal titolo “La certificazione forestale: dalla valorizzazione dei prodotti forestali non legnosi alla promozione di filiere legno ed energia”, sarà ospitato dall’agriturismo Laga Nord, in località Umito. Nel corso dell’evento si tratteranno temi legati alle prospettive e opportunità relative ai prodotti forestali e alla promozione delle filiere legno ed energia.

Nelle Marche i boschi rappresentano un interessante comparto economico per le aree interne. Il settore della legna può contare su, ad esempio, 63mila ettari di rovere, 77mila di betulle e 28mila di cerri. Umito, come sede del seminario, non è stata scelta a caso. Proprio là si trovano i primi 400 ettari di bosco doc – il bosco di Montacuto -, certificato per la produzione di legname di qualità, oltre alle produzioni agroalimentari tipiche dei boschi come funghi e tartufi. Le Marche contano ben 58mila raccoglitori di funghi abilitato e, primato italiano, 12mila tartufai.

Una certificazione arrivata grazie alla stretta collaborazione tra Coldiretti e Federforeste e che può rappresentare un’opportunità ulteriore di fare economia green rispetto alle potenzialità già presenti. A livello europeo la sensibilità verso una gestione del territorio sostenibile è sempre più spiccata anche e soprattutto in campo turistico.   

 

PIACENZA: TERREPADANE, INCONTRO A FIORENZUOLA COL PRESIDENTE ETTORE PRANDINI

Venerdì 21 giugno 

Piacenza accoglie Ettore Prandini. Il presidente nazionale di Coldiretti – eletto a novembre – comincerà il suo “tour” in Emilia Romagna dal nostro territorio e lo farà il prossimo venerdì 21 giugno, quando visiterà alcune delle aziende agricole che lo caratterizzano e – a partire dalle 17.00 (Orario anticipato per motivi organizzativi) – incontrerà i soci nel polo produttivo di Terrepadane a Fiorenzuola (località Barabasca).

Un momento importante – quello previsto in uno degli stabilimenti del Consorzio Agrario, dediti alla produzione dei concimi liquidi e da qualche giorno anche di quelli fogliari – perché Prandini interverrà su alcuni dei temi più rilevanti per la nostra agricoltura.

Verranno presentati – annunciano il presidente di Coldiretti Piacenza Marco Crotti e il direttore Claudio Bressanutti – la visione di futuro della nostra Coldiretti e i progetti avviati, come quello di Filiera Italia. Abbiamo scelto la data del solstizio d’estate, che con l’agricoltura ha un legame antico e il clima nel “giorno del sole” vuole essere quello della convivialità e dell’aggregazione.

Al termine dell’incontro, infatti, i presenti potranno cenare insieme con un’agrigrigliata a chilometro zero, grazie anche alla partecipazione degli agrichef di Terranostra. Coldiretti Piacenza precisa che è necessario confermare la propria presenza all’incontro, scrivendo all’indirizzo e-mail relazioniesterne.pc@coldiretti.it oppure contattando il numero 393/9113025.

 

MACERATA: EXPIRIT, LA NOTTE NEL FRUTTETO È DOLCE E ROCK

Sabato 22 giugno

Rock dal sapore vintage e dolcezze per il palato all’interno di un frutteto che sembra un giardino incantato. È Sweet & Rock la seconda tappa di “Melodie e armonie delle Marche”, il calendario di eventi ospitati all’interno delle aziende agricole marchigiane organizzato da Expirit in collaborazione con Coldiretti, Campagna Amica e Terranostra per guidare i turisti alla riscoperta del territorio, delle eccellenze enogastronomiche, ambientali e architettoniche della nostra regione. Il viaggio prosegue dopo l’ottimo esordio dei giorni scorsi a Treia.

Appuntamento previsto per sabato 22 giugno alle 21.30 all’azienda Sigi a Macerata, dove Martina e Silvano preparano confetture biologiche. Concerto in notturna nel frutteto dei Pharjie Phienara, band marchigiana che propone ottimamente pezzi che hanno fatto la storia della musica: un repertorio fatto di Led Zeppelin, Deep Purple, The Who, Queen e tanti altri. Da ascoltare seduti a terra sopra un plaid.

“Sarà una serata Sweet&Rock davvero particolare: il primo concerto con la dolcezza dei nostri prodotti in abbinamenti rock proprio come dolci sono le note vocali della cantante Elena che rivela anche un’anima forte e rock. Vi sorprenderemo e ci divertiremo insieme immersi nella natura e nella buona musica di notte” commenta Martina Buccolini, titolare di Sigi. Antipasto musicale che precede la degustazione vera e propria. I partecipanti si troveranno di fronte a un dolce buffet fatto di confetture particolari, prodotte da frutti antichi e selvatici come gelso nero, fico bianco, visciola, giuggiola, uva spina, gelatine naturali, sott’oli naturali, sciroppate. Non mancheranno vini da dessert (viscole, giuggiolone e viccotto) e nemmeno gelato e cheesecake alla visciola. “Quella di sabato – spiega Giacomo Andreani, ceo di Expirit – è una tappa a cui sono particolarmente affezionato. In questa splendida azienda agricola infatti si celebrava due anni fa la prima esperienza della storia di Expirit. Un “anniversario” che non vediamo l’ora di condividere con chi vorrà immergersi nella natura, nella musica e nelle prelibatezze enogastronomiche di questa terra”. Per partecipare è necessario prenotarsi contattando Giacomo (340 8796974 – anche whatsapp) entro il 20 giugno.

 

MODENA, PREMIAZIONE DEGLI ALUNNI DI EDUCAZIONE ALLA CAMPAGNA AMICA

Mercoledì 19 giugno

È in programma domani mercoledì 19 giugno, a partire dalle 9,30, all’Agriturismo Il Biancospino, in via Carducci 435 a Stuffione di Ravarino (Modena), la festa conclusiva di Educazione alla Campagna Amica 2018/19 il progetto promosso da Coldiretti Donne Impresa e Coldidattica (la rete regionale delle fattorie didattiche di Coldiretti) rivolto ai ragazzi in età scolare che ha coinvolto sul territorio provinciale oltre 700 bambini a partire dagli asilo nido, fino alle scuole dell’infanzia e alle primarie di primo grado.

Il tema del concorso per l’anno trascorso è stato “Biodiversità contro omologazione” con l’obiettivo – spiega Coldiretti Modena – di avvicinare bambini e ragazzi al mondo agricolo e rurale per conoscere la grande ricchezza della biodiversità della nostra agricoltura, che solo in Emilia Romagna conta più di 6.000 specie di animali accertate e 3.300 specie di piante. Il programma della mattinata prevede alle 9,30 l’arrivo delle classi, a seguire un’attività didattica per imparare a riconoscere i semi della biodiversità, una merenda a Km0 e la premiazioni delle classi vincitrici.

 

 

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